
Nel mese di gennaio le precipitazioni medie sono state superiori del 40% rispetto al valore atteso, anche se concentrate soprattutto nella fascia pedemontana della regione. Nell’anno idrologico la situazione della bassa pianura è infatti assai diversa dalle aree pedemontane, con ad es. 171 mm a Rovigo da ottobre ad oggi, contro un valore medio regionale di 436 mm. Inoltre le precipitazioni si concentrano in pochi eventi distanziati l’uno dall’altro, con diversi giorni successivi senza precipitazioni.
La copertura nevosa al termine del mese vede un’annata che si sta riportando faticosamente sulla fascia bassa di un range di normalità. La parte iniziale della stagione è stata scarica di risorsa, ovvero di quella neve che a seguito di processi di ricongelamento sarebbe la più duratura all’arrivo della primavera.
Temperature. Gennaio ha fatto registrare, in particolare nella parte finale del mese, su tutta la regione temperature abbondantemente superiori alla media storica del periodo. Peraltro il mese si chiude complessivamente con un’anomalia in eccesso di temperatura rispetto alla media dopo che le due prime decadi si erano attestate appena sotto la media. È il sintomo che l’ultima parte del mese è stata caldissima, con grande rischio per la tenuta della risorsa nivale.
E’ sempre più importante contemplare il ruolo della componente evapotraspirativa ai fini della valutazione sulla disponibilità di risorsa idrica: l’indice SPEI a 3 mesi infatti segnala la presenza di diffusi fenomeni siccitosi; le falde sono generalmente in lenta ripresa, ad eccezione del comprensorio veronese ancora in grave crisi.
Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto
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