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Veronafiere, a Sol&Agrifood 2013 (7-10 aprile) speciale anteprima Pastatrend 2014

Pastatrend previewPastaTrend Preview, anteprima della manifestazione in calendario nel 2014, promossa da Veronafiere e Avenue Media, in programma dal 7 al 10 aprile nell’ambito di Sol&Agrifood-Rassegna Internazionale dell’Agroalimentare di Qualità (in contemporanea al 47° Vinitaly), si presenta come l’unico evento realizzato per affermare il primato italiano di tutta la filiera, dalle materie prime alle tecnologie, alla gastronomia.

Buona e salutare per il fisico e…l’economia italiana. In soli 500 mq sono concentrati i rappresentanti di tutta la filiera e dell’indotto che ruota intorno al mondo della pasta. Dalle tecnologie di produzione, ai condimenti, dalla ricerca delle sementi più sane fino alle paste biologiche, senza trascurare i piatti pronti e soprattutto la pasta fresca. La pasta è ancora la regina della tavola italiana ed è alla base della dieta mediterranea. Grazie a questa dieta e alla pasta, l’Italia, insieme alla Spagna, ha oggi l’aspettativa di vita più alta in Europa ed è seconda solo al Giappone nel mondo. Il consumo della pasta è l’unico a resistere alla crisi economica ed è anche leggermente aumentato negli ultimi due anni. Un italiano su tre mangia a pranzo un piatto di pasta e in media ne consuma 26 chili l’anno, senza tener conto di quella fatta in casa. Secondo recenti statistiche, il mondo della pasta e il suo indotto costituiscono l’1,6% del Pil italiano. Un dato che conferma come la pasta sia una costante dinamo dell’economia italiana, oltre che un piacevole alimento quotidiano.

In fiera. PastaTrend Preview rilancia tutti questi messaggi in modo semplice ma concentrato, grazie ai suoi 51 espositori, ai convegni medico-nutrizionali realizzati dalla Commissione Scientifica di PastaTrend, presieduta dal professor Enrico Roda (gastroenterologo e professore di gastroenterologia a Bologna), ed ai numerosi eventi gastronomici che si svolgeranno ogni giorno durante il periodo espositivo. Protagonisti di questi show cooking: pasta tradizionale, sfogline, tortellini, panzerotti e tanto altro ancora. PastaTrend accende i riflettori non solo sui grandi produttori ma anche sui piccoli, grandi nella maestria artigianale. Questi “maestri della pasta” confermano la bontà e l’autenticità del prodotto italiano, e grazie a PastaTrend ottengono quella visibilità internazionale che difficilmente riuscirebbero a raggiungere. In questo modo i piccoli diventano i veri portavoce della pasta italiana, e mostrano al mondo come gli italiani producono e mangiano la pasta a casa loro.

(Fonte: PastaTrend Preview/Veronafiere)

Fino al 13 aprile 2013, iscrizioni al concorso per le scuole primarie di Rovigo “Il cibo del tuo Polesine”, promosso da Gal Adige

Immagine 1E’ ispirato ai sani e genuini stili di vita alimentari, la cosiddetta Dieta Mediterranea, il concorso “Il cibo del tuo Polesine: il cibo come identità’” indetto dal GAL Polesine Adige a partire dal 25 marzo e fino al 13 aprile prossimo e rivolto alle scuole primarie della provincia di Rovigo.

In Italia, 22,9% di bambini in sovrappreso, 11,1% in condizioni di obesità. L’importanza, infatti, di adottare le virtù della dieta mediterranea come elemento fondamentale della crescita dei ragazzi specie in fase pre-adolescenziale, è ormai fattore indispensabile per combattere l’obesità infantile, riconosciuta ormai a livello mondiale dai principali ricercatori e studiosi di tutto il mondo come una delle principali piaghe che affliggono le società moderne. Una recente ricerca, infatti, condotta in Italia su un campione di 42.000 alunni della terza classe e altrettanti genitori, ha messo in evidenza come le cattive abitudini alimentari, l’uso di cibi ipercalorici e la vita sedentaria portino a livelli di vita allarmanti, registrando un 22,9% di bambini in sovrappeso e l’ 11,1% in condizioni di obesità.

Storie e racconti sulla cultura alimentare polesana. Il concorso, indetto nell’ambito del Progetto di Cooperazione Transnazionale e Interregionale “MeDIETerranea” , che GAL Adige sta realizzando in collaborazione con altri 8 GAL italiani ed esteri (Sardegna, Basilicata e Repubblica di Malta) e finalizzato a valorizzare le abitudini alimentari come valore indentitario e culturale di un territorio, si rivolge alle scuole primarie (III^ , IV^, V^ classe) dei 17 Comuni della provincia di Rovigo dove opera il GAL (Rovigo, Arquà Polesine, Giacciano con Baruchella, Badia Polesine, Canda, Castelguglielmo, San Bellino, Lendinara, Fratta Polesine, Villanova del Ghebbo, Lusia, Costa di Rovigo, Villamarzana, Ceregnano, Villadose, San Martino di Venezze e Pettorazza Grimani).  Al concorso, completamente gratuito, può partecipare qualsiasi elaborato sia in formato testuale che su supporto digitale (CD, DVD, ecc.,) che abbia come soggetto storie e racconti legate alle abitudini e alla cultura alimentare del territorio polesano.

Schede iscrizione entro il 13 aprile 2013. I migliori elaborati saranno selezionati da una giuria di qualità e diverranno oggetto di una produzione video di animazione e di un volume ad uso didattico sulla Dieta Mediterranea, che attraverso la partecipazione degli altri partner di progetto, contribuiranno a far conosce in Italia e in Europa le peculiarità della cultura alimentare del Polesine e la sua identità territoriale. Dalle antiche ricette, alle preparazioni e ai riti tradizionali delle feste, dagli antichi mestieri ai prodotti tipici del territorio, il concorso indetto dal GAL Adige sarà anche l’occasione per raccontare, attraverso gli occhi dei bambini, le innumerevoli sfaccettature della tradizione e della cultura alimentare polesana che l’ambiente rurale conserva inalterate da secoli in questo territorio veneto. Ogni istituto scolastico partecipante al concorso, verrà omaggiato con una collana/pubblicazione di racconti della letteratura classica attinente all’alimentazione.  Tutte le informazioni, il regolamento del concorso e la scheda di iscrizione (da inviare entro il 13 aprile 2013), sono scaricabili dal sito del GAL Adige www.galadige.it oppure presso la sede del GAL Adige Piazza Garibaldi 6 – 45100 Rovigo – Tel. 0426 Tel. e fax: 0425 090371 email: adige@galadige.it

(Fonte: Gal Adige)

 

Nasce “prodotti veneti in tavola”, sito web a tutela dei consumatori

Prodotti veneti in tavolaE’ nata la rubrica web “prodotti veneti in tavola”, realizzata da Regione Veneto in collaborazione con le associazioni dei consumatori operanti nel territorio regionale e Veneto Agricoltura. Alla pagina in questione si accede tramite il seguente link.

Conoscere meglio i prodotti di stagione del territorio. “Abbiamo voluto creare questa rubrica – ha spiegato l’assessore all’agricoltura e alla tutela del consumatore del veneto, Franco Manzato – non tanto e non solo per promuovere le produzioni di stagione delle nostre terre, ma come operazione culturale ed economica ad un tempo. La gente, i consumatori, spesso ignorano i prodotti tipici e quasi nessuno conosce più i tempi e i ritmi delle stagioni, quando i vari tipi di frutta e verdura sono naturalmente maturi, abbondanti e più buoni e spesso meno cari. La pubblicità e la maggior parte delle società agroalimentari multinazionali non aiutano e anzi tendono a proporre alimenti e prodotti senza tempo, di origine non nota, che hanno viaggiato settimane per raggiungere i nostri mercati, coltivati con regole e rispetto che non sono i nostri. Noi vogliamo far sapere cosa ci è vicino e quando”.

A servizio dei consumatori. La rubrica, all’interno non a caso del sito www.venetoconsumatori.it viene aggiornata mensilmente con tutti i prodotti di stagione, sia quelli freschissimi, sia quelli raccolti in precedenza ma utilizzabili al meglio e disponibili in commercio. Vengono anche segnalati i prodotti tradizionali del Veneto, illustrati da una scheda che individua le peculiarità, la zona di provenienza e fornisce informazioni sulla storia e le tradizioni del prodotto, il processo di produzione e il periodo di disponibilità nel corso dell’anno. Naturalmente, dalla pagina si può accedere alle altre rubriche del portale a servizio dei consumatori: risparmio, casa, assicurazioni, famiglia, lavoro, consulenze e così via. “Resto convinto che i consumatori vogliono garanzie su ciò che acquistano e che portano in tavola – ha concluso Manzato – cercano il risparmio ma non il rischio, anzi il contrario. ‘Prodotti veneti in tavola’ vuole essere uno strumento, una guida utile a disposizione, che suggerisce a tutti cosa cercare e cosa chiedere al venditore. E’ anche il biglietto da visita dell’agricoltura regionale di qualità, un connubio tra le tradizioni, la storia e le peculiarità che caratterizzano la nostra regione”.

(Fonte: Regione Veneto)

Carne cavallo: il 75 per cento del consumo in Italia arriva da importazioni

carne cavalloDopo la notizia della scoperta di carne di cavallo in Repubblica Ceca nelle polpette preparate in Svezia per il gruppo Ikea, ne è stata sospesa la vendita anche in Italia.

Smpre più necessario l’obbligo di etichetta. Giusta l’attività di controllo, che deve però essere accompagnata – sottolinea Coldiretti – da interventi strutturali come l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti dopo che lo scandalo della carne di cavallo ha evidenziato il grave ritardo della legislazione europea nel garantire trasparenza negli scambi commerciali e nel difendere i consumatori ed i produttori dal rischio di frodi ed inganni. La presenza di carne di cavallo in piatti pronti a base di manzo – continua la Coldiretti – prima della Repubblica Ceca aveva già portato a ritiri di prodotti, volontari o imposti dalle autorità, in Inghilterra, Francia, Germania, Bulgaria, Spagna, Portogallo, Svizzera, Austria, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Belgio, Svezia.

Consumo carne di cavallo in Italia, il 75 per cento arriva dall’estero. In Italia sono stati prodotti nei macelli 16,5 milioni di chili di carne equina (per la maggioranza di cavallo) nel 2012, ma la Coldiretti stima che appena il 25 per cento derivi da animali nati, allevati e macellati a livello nazionale mentre la stragrande maggioranza viene dall’estero. La produzione nazionale è del tutto insufficiente per soddisfare il fabbisogno interno ed in Italia nel 2012 – sottolinea la Coldiretti – sono stati importati 30 milioni di chili di carne di cavallo senza l’obbligo di indicarne la provenienza in etichetta nella vendita al dettaglio tal quale o come ingrediente nei prodotti trasformati. Quasi la metà – precisa la Coldiretti – sono arrivati dalla Polonia, ma anche da Francia e Spagna mentre poco piu’ di un milione di chili proviene dalla Romania che sembra essere uno dei principali imputati dell’ “horsegate” che sta sconvolgendo l’Europa. Secondo le analisi della Coldiretti gli italiani sono tra i maggiori consumatori di carne di cavallo nel mondo insieme a Francia e Belgio con un quantitativo medio di meno di 1 chilo a testa per un totale di 42,5 milioni di chili.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Verona. A “Sol d’Oro 2013” l’Italia porta a casa 13 medaglie su 15

olioUn vero e proprio campionato del mondo per gli oli extravergine d’oliva. E’ l’11^ edizione del Sol d’Oro, terminata oggi a Veronafiere, che ha visto in competizione oltre 200 campioni di 9 Paesi – Argentina, Cile, Uruguay, Libano, Grecia, Portogallo, Spagna, Slovenia e Croazia, oltre all’Italia – giudicati da un autorevole panel di giudici internazionali provenienti da Spagna, Cile, Slovenia, Grecia e Italia.

Premiate 5 categorie, 13 medaglie su 15 aggiudicate all’Italia. Tra le novità del Concorso 2013, le categoria di oli in giudizio che da tre (fruttato leggero, fruttato medio e fruttato intenso) sono passate a cinque, con l’inserimento degli oli extravergine di oliva biologici e di quelli monovarietali. Delle 15 medaglie disponibili, 13 se le aggiudica l’Italia, battendo un’agguerrita concorrenza e confermando la straordinaria qualità e varietà delle proprie produzioni olivicole. Per gli oli premiati, Veronafiere, organizzatore del concorso, ha ideato numerose iniziative sul fronte promozionale e di marketing. Novità assoluta sarà la Guida agli Oli Stellari, con la scheda tecnica redatta dal panel internazionale dei giudici che sarà distribuita ai buyer ed ai delegati esteri di Veronafiere nel corso di Sol&Agrifood (www.solagrifood.com), in programma dal 7 al 10 aprile 2013 congiuntamente alla 47^ edizione di Vinitaly. Particolarità della guida è quella di rappresentare la prima pubblicazione al mondo contenente una selezione di oli extravergine di oliva basata su blind tasting (degustazioni alla cieca). Gli oli vincitori, come già previsto da alcuni anni dal regolamento della competizione, riporteranno sulla bottiglia il bollino “Sol d’Oro” che attesta il premio assegnato e l’inconfutabile qualità del prodotto.

Elenco dei vincitori SOL D’ORO edizione 2013. Categoria oli fruttato leggero: Sol d’Oro all’Azienda Agricola Tommaso Masciantonio di Casoli (Chieti) – Abruzzo. Sol d’Argento all’Azienda Agricola De Antoniis Adele di Garrufo (Teramo) – Abruzzo.  Sol di Bronzo a OlioCRU Consorzio Srl di Arco (Trento) – Trentino Alto Adige. Categoria oli fruttato medio:  Sol d’Oro all’Azienda Agricola Laura De Parri di Canino (Viterbo) – Lazio.  Sol d’Argento alla Viragì s.a.s. di Chiaramonte Gulfi (Ragusa) – Sicilia.  Sol di Bronzo alla De Carlo Srl di Bitritto (Bari) – Puglia. Categoria oli fruttato intenso: Sol d’Oro a Franci s.n.c. di Montenero d’Orcia (Grosseto) – Toscana.  Sol d’Argento Muela-Olives S.L. di Priego de Cordoba – Spagna.  Sol di Bronzo all’Azienda Agricola Madonna dell’Olivo di Serre (Salerno) – Campania. Categoria oli biologici: Sol d’Oro alla Almazaras de la Subbetica s.c.a. di Carcabuey Priego de Cordoba – Spagna. Sol d’Argento alla Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (Trento) – Trentino Alto Adige.  Sol di Bronzo all’Azienda Agricola Biologica Titone di Trapani – Sicilia. Categoria oli monovarietali:  Sol d’Oro all’Azienda Agricola Cetrone Alfredo di Sonnino (Latina) – Lazio.  Sol d’Argento all’Azienda Agricola Tenuta Piscoianni di Sonnino (Latina) – Lazio.  Sol di Bronzo alla Società Agricola Il Conventino di Monteciccardo di Monteciccardo (Pesaro e Urbino) – Marche.

(Fonte: Veronafiere)

Aglio bianco polesano Dop, il successo della coltura passa attraverso l’organizzazione della filiera

aglio dopUna governance di filiera, che sia organizzata e che metta in campo una strategia per la gestione del prodotto e del mercato, integrata con politiche di marketing/ branding; il tutto affiancato all’azione delle singole imprese produttrici, che devono spingere al massimo la qualità. E’ ancora ciò che manca all’Aglio bianco polesano Dop (Denominazione d’origine protetta), secondo Corrado Giacomini, ordinario di economia agroalimentare all’università di Parma.

tavolo aglio“L’oro bianco” del Polesine. Se ne è parlato lo scorso 20 febbraio, al convegno “Essere Dop: attese e prospettive… la filiera dell’aglio bianco polesano Dop a confronto”, che si è tenuto in Camera di commercio, con l’organizzazione del Consorzio di tutela Abp Dop e dell’Azienda mercati, cui hanno partecipato produttori, confezionatori, distribuzione, ristorazione locale, consumatori e associazioni di categoria. Al centro dei lavori, quell’ “oro bianco” del Polesine, unico aglio veneto con la certificazione d’origine europea, prodotto in 29 comuni con una superficie investita di 70 ettari, ma con una potenzialità di 350 ettari. “Come Consorzio siamo nati nel 2010 con 20 soci, fra produttori e confezionatori – ha ricordato il presidente Massimo Tovo -. Oggi siamo una trentina. Nel 2011 abbiamo prodotto 200 quintali, nel 2012 siamo saliti a 1750. Oggi possiamo dire di disporre di un certo quantitativo, il nostro prodotto comincia ad entrare nella distribuzione ed è il momento giusto perché tutto il territorio faccia un investimento comune per portare l’aglio al successo presso il consumatore”. “Un successo – precisato il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo – che farebbe da traino agli altri prodotti polesani, ai due Mercati di Lusia e Rosolina e all’intera economia del territorio”.

Da marchio a “marca”. “Il marchio Dop da solo – ha incalzato Giacomini – è solo un istituto giuridico. Per determinare il successo di un prodotto a marchio, come nei casi di Melinda o Marléne, occorre che il marchio del Consorzio di tutela diventi una “marca”: un fatto psicologico, l’immediata evocazione nel consumatore di una cosa specifica fatta in un posto specifico. Ecco due elementi essenziali del successo – ha affermato il professore – Uno: il prodotto deve avere delle caratteristiche che lo rendono subito distinguibile dal consumatore; due: trattandosi di un bene comune, non di una proprietà privata, è essenziale un’azione collettiva di tutti gli attori della filiera, pubblici e privati, che approntino una strategia per organizzare efficacemente l’offerta del prodotto e per promuoverlo presso il consumatore con politiche di branding e co-branding”.

Cina, primo produttore mondiale di aglio. Sulla qualità e caratterizzazione di partenza dell’Aglio bianco, si è già avanti. “Produciamo con passione e con rispetto – ha detto in proposito Pierino Romagnolo, dell’omonima azienda agricola – L’attenzione alla qualità ci guida in tutte le fasi della lavorazione”. E qualità è la carta vincente sul mercato anche internazionale, come ha precisato Claudio Salvan, presidente della coop Il Polesine, grazia alla quale è partito l’iter per il riconoscimento del marchio Dop. “La Cina è il primo produttore mondiale di aglio da sempre – ha ricordato Salvan – Noi non possiamo e non dobbiamo competere con le sue 13 mila tonnellate di prodotto, che è più bianco e più grosso del nostro, ma non ha sapore e si conserva solo grazie all’invenzione delle celle frigo. E neppure possiamo competere sul prezzo con Corea del sud ed Egitto perché hanno bassissimi costi di produzione e altri standard di sicurezza alimentare. Però abbiamo l’Aglio bianco polesano Dop che ha grande sapore, molto aroma e ultra conservabilità: valorizzando in modo adeguato queste caratteristiche potremo trovare la nostra collocazione sul mercato. Quindi, il nostro compito è elevare sempre di più il livello di qualità e mantenere l’identità del nostro prodotto. Se siamo qui oggi è grazie all’incarico per avviare la procedura di riconoscimento che Coldiretti a dato alla coop Il Polesine e al direttore dell’Azienda mercati Stefano Milan”.

Gdo: si può fare qualità al giusto prezzo. D’altra parte, sulla stessa lunghezza d’onda sono stati gli esportatori, Matteo Suriani di Suriani srl e Lucio Duoccio della Duoccio srl, che hanno richiesto di analizzare le caratteristiche organolettiche attraverso dei pannel test e di pensare a certificazioni di prodotto (Global gap) per non precludersi la strada internazionale. Grande disponibilità da parte della grande distribuzione, che per bocca di Claudio Gamberini di Conad Italia, ha rilanciato: “Avere a che fare con una filiera organizzata per noi è un vantaggio in termini di costi e di programmazione degli acquisti. Noi siamo una catena che vive anche nei paesini e nei territori e abbiamo creato il marchio “Sapori e dintorni” per andare incontro a quei consumatori che cercano l’alta gamma. Inseriremo senza problemi l’aglio polesano sotto questo marchio, ma teniamo conto che l’aglio per noi è già una nicchia e un aglio Dop è la nicchia della nicchia. Abbiamo già l’aglio di Voghiera e non possiamo tenerne tanti tipi distinti, per cui sarebbe necessario fare un progetto comune col rispettivo consorzio per entrare sugli scaffali assieme, nel segmento aglio. In genere – ha concluso Gamberini -, nell’ortofrutta vale l’equazione prezzo basso uguale qualità bassa. Noi, con le nostre operazioni su prodotti specifici, ad esempio le arance rosse di Sicilia, vendute ad un euro e 30 cent, abbiamo dimostrato che si può fare qualità alta al giusto prezzo”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Caso Nestlè. Confartigianato Veneto: “Volete certezza degli ingredienti? Tornate a comperare prodotti artigiani 100% made in Italy”

Pasta artigianale fiera Sapori Italiani Longarone Fiere 2012“Non ci saranno problemi di sicurezza alimentare, come si è preoccupata di dichiarare subito la Nestlè mentre ritirava dagli scaffali italiani e spagnoli ravioli e tortellini di manzo Buitoni (società che fa capo al colosso alimentare) dopo che sono state rinvenute tracce di Dna di carne di cavallo pari all’1%. Sta di fatto però che, se i consumatori vogliono essere sicuri di quello che comperano –e mangiano-, farebbero bene a tornare ad acquistare prodotti artigianali freschi non solo per le occasioni speciali e le feste ma per l’alimentazione di tutti i giorni!” A dichiararlo Luca Da Corte, pastaio cadorino e Presidente Nazionale e Regionale Veneto dei produttori di pasta fresca aderenti a Confartigianato.

Colossi alimentari ≥ piccoli pastifici. “Da alcuni anni stiamo assistendo –prosegue Da Corte- ad una accentuata dicotomia in fatto di pasta. Da un lato abbiamo la pressione dei colossi alimentari per globalizzare, uniformare e sterilizzare la loro offerta a scapito della qualità, del gusto e soprattutto del controllo di filiera che porta, periodicamente, a “scandali” come quello di queste ultime settimane. Dall’altro c’è il crescente interesse in tema di biodiversità e prodotti a km 0 per opera e merito soprattutto dei piccoli pastifici (quasi 150 nella nostra Regione) che lavorano pasta fresca. Un lavoro straordinario, e sempre più apprezzato, frutto di un mix sapiente di tradizione, conoscenza, opera delle mani e ricerca di prodotti di qualità e soprattutto territoriali”.

Ingredienti made in Italy. “Nel mio pastificio ad esempio –spiega il Presidente- per le paste ripiene usiamo grano che si coltiva nel centro Cadore, ortaggi raccolti sotto le crode del monte Antelao e la carne è quella di agnello d’Alpago protagonista di un presidio Slow Food. Una attenzione che possiamo ritrovare nelle botteghe di tutti i miei colleghi veneti e non, dai “bigolari” di Treviso, Padova e Vicenza, sino a Valeggio sul Mincio dove abbiamo laboratori che producono i rinomati tortellini “nodo d’amore” il cui ripieno viene creato dalle mani sapienti di cuoche che bolliscono la carne e la tritano a mano ogni giorno”.

Pasta fresca e “pasta fresca pastorizzata”.  “E’ importante che i consumatori cambino le loro abitudini –precisa Da Corte- ma è assolutamente necessario che la Politica emani norme che aiutino le persone a distinguere le diverse produzioni e non il contrario. L’Unione Europea, ad esempio, invece che scendere in campo ed approvare una raffica di test su carne di manzo per verificarne la composizione a seguito del dilagare dello scandalo della carne di cavallo, farebbe bene ad intervenire sul grande scippo che è stato operato ai danni della piccola impresa artigiana con l’abrogazione della norma che fissava, in cinque giorni dalla data di produzione, la durabilità della pasta fresca. Un grosso regalo alle imprese industriali che ha annullato le differenze tra il prodotto artigiano e quello industriale, pregiudicando la libertà del consumatore di poter scegliere. Chissà che questo scandalo possa portare ad una ridenominazione delle paste sfuse in “pasta fresca” e “pasta fresca pastorizzata” dove, ovviamente, è solo la pasta fresca quella che garantisce ai consumatori tutte le peculiarità e le caratteristiche organolettiche del vero prodotto artigianale italiano”.

(Fonte: Confartigianato Veneto)

A Vicenza, il primo Master della cucina italiana. Ai dieci allievi, gli insegnamenti di Alajmo e di altri 13 chef nazionali stellati.

Il Master della Cucina Italiana Esac Vicenza

Il Master della Cucina Italiana Esac Vicenza

(di Maurizio Drago, socio ARGAV) Il Master della Cucina Italiana prende il “via” a Vicenza. Dieci allievi, con un’età che va dai 20 ai 42 anni (8 maschi e 2 donne), provenienti da Veneto, Lombardia, Lazio e Toscana, un ottimo curriculum e una dura selezione, iniziano questo Master lavorando a fianco di 14 chef stellati “Cavalieri della Cucina Italiana”. A fare da “tutor” il pluristellato Massimiliano Alajmo che, con il presidente della Confcommercio di Vicenza, lunedì 4 febbraio scorso ha presentato alla stampa  il primo Master della Cucina Italiana al nuovissimo Centro Esac formazione di Vicenza.

A lezione con gli chef stellati. Si tratta di un percorso formativo unico in Italia per la qualità dei docenti MASTER Cucina Italiana Esac1coinvolti e per l’innovativo piano di studi. E ci saranno anche gli chef nazionali come Massimo Bottura, Heinz Beck, Andrea Berton, Antonio Canavacciuolo, Moreno Cedroni, Chicco Cerea, Gennaro Esposito, Giancarlo Perbellini, Niko Romito, Giovanni Santini, Davide Scabin, Ciccio Sultano e Mauro Ulliasi. Il Master si chiuderà ufficialmente il 5 luglio, dopo 5 mesi e 800 ore di lezione, poi gli allievi potranno affrontare un’esperienza diretta in alcuni dei migliori ristoranti italiani della durata di 4 mesi. Non sarà difficile trovare i futuri chef nelle cucine di alcuni noti ristoranti: sicuramente, per loro, non sarà difficile trovare un lavoro dopo aver frequentato questo prestigioso Master.

Da sx,l'endocrinologo Mauro Defendente, lo chef Massimiliano Alajmo, il presidente Esac Sergio Rebecca

da sx, l’endocrinologo Mauro Defendente, lo chef Massimiliano Alajmo, il presidente Esac Sergio Rebecca

1 luglio, Massimiliano Alajmo sale in cattedra. Ma prima di essere “sfornati”, gli allievi (e non solo loro) potranno ascoltare una lectio magistralis di Massimiliano Alajmo che si terrà il 1. Luglio: una visione sul futuro della cucina Italiana, dove gli stessi partecipanti del Master potranno trasformare in idee originali le proprie potenzialità e i propri talenti. Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio vicentina e “patron” dell’Esac sottolinea che questo primo Master darà l’avvio a una serie qualificata di corsi di alta cucina: un vanto, questo, per l’Italia e una opportunità per i talenti della cucina.

Radicchi e territorio: cinque mesi di eventi in tre province del Veneto

Immagine 1Pochi prodotti della terra come i radicchi di Treviso e di Castelfranco hanno la capacità di rappresentare e valorizzare il territorio. Nella loro stagione è tutto un fiorire di eventi, che vanno dalla cultura alla gastronomia e passano per una serie fantasiosa di manifestazioni che agganciano visitatori e li prendono per la gola prima ancora che per le bellezze artistiche e per il paesaggio.

Fiori d’inverno. Certo, sono importanti cultura, arte, mostre, spettacoli, paesaggio, ma è il radicchio che fa da calamita e da motore di tutto. “Fiori d’inverno” è il filo conduttore di un viaggio nelle provincie di Treviso, di Venezia e di Padova alla ricerca di buone cose con le quali nutrire lo spirito e il corpo. E’ un felice contenitore in cui si incontrano e si esaltano cultura, storia, arte, paesaggio e buona cucina. Undici le tappe programmate dai primi di novembre all’inizio di aprile: si è partiti da Rio San Martino (Venezia) e si finirà a Quinto di Treviso, dove si gusteranno i colori e i sapori della primavera. Si va dall’autunno inoltrato, con la forza della maturità dei suoi prodotti, alla delicatezza dalla prima primavera, con il radicchio sempre in primo piano, il rosso di Treviso e il precoce di Castelfranco Veneto.

La rosa che si mangia”. Come punto di riferimento si hanno i radicchi Igp, che rappresentano la ricchezza professionale dei coltivatori e la bontà di un prodotto che ha le tonalità della grande pittura veneta, rappresentata in maniera eccelsa da Giorgione di Castelfranco Veneto, la terra della “rosa che si mangia”, un prodigio della natura e dell’uomo coltivatore. Nella magica colorazione del variegato è bello intuire un tocco giorgionesco. OPO Veneto è presente, direttamente o attraverso produttori soci, in tutte le manifestazioni, nella convinzione che esse siano un importante volano promozionale. Rafforzano il consumo locale, attirano visitatori, il turismo fuori porta, spingono i coltivatori a produrre sempre meglio e allargano le opportunità commerciali. Il radicchio, tanto più è gustato nelle sue terre, tanto più convince fuori. Si stanno avvicinando i grandi appuntamenti trevigiani di Castelfranco Veneto, di Mogliano Veneto, di Zero Branco, di Preganziol, di Dosson di Casier e di Quinto di Treviso, dove la leggenda vuole che si sia scoperto il magnifico rosso tardivo di Treviso. “Fiori d’inverno” è un ciclo di eventi promosso, in particolare, dalle Pro loco trevigiane (Unpli) con il patrocinio di Comuni e di Province. Sono coinvolti il Consorzio di tutela del radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco e la Strada del radicchio.

Fonte: (www.ortoveneto.it)

Alessandro Breda, chef patron del Gellius di Oderzo (TV), vince la terza edizione del Festival Triveneto del Baccalà verso Expo 2015

Festival Triveneto baccalà, da sx Ermanno Tagliapietra, Franco Favaretto, Alessandro Breda, Luca Padovani

Il momento della premiazione

L’antipasto di baccalà cotto e crudo con crema di patate affumicate e cenere di verdure preparato da Alessandro Breda, del ristorante Gellius di Oderzo, in provincia di Treviso, è il piatto vincitore della terza edizione del Festival Triveneto del Baccalà verso Expo 2015, la cui finale si è tenuta mercoledì 5 dicembre 2012 all’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia (PD).

Giurati, nessun dubbio. A decretare la vittoria, senza se e senza ma, della ricetta ideata dallo chef patron del ristorante stellato opitergino, è stata la Giuria tecnica coordinata da Franco Favaretto e formata dagli chef stellati Igles Corelli, Nicola Portinari, Peter Brunel insieme al responsabile Alma Wine Academy, Andrea Sinigaglia e ad Ettore Bonalberti, ideatore e Presidente onorario del Festival.

Modernità, ma con radici. Il piatto di Alessandro Breda ha soddisfatto, raggiungendo il punteggio più alto, tutti i criteri di giudizio stabiliti a inizio percorso dal Comitato Organizzatore del Festival, presieduto da Luca Padovani: innanzitutto l’innovazione e la creatività, e poi la degustazione e la tecnica, la territorialità e la presentazione. Il Trofeo Tagliapietra farà dunque bella mostra di sé per un anno nelle sale del Gellius, mentre Alessandro Breda potrà perfezionare ulteriormente la conoscenza dello stocco con il viaggio studio premio per due persone alle isole Lofoten, in Norvegia, messo in palio da Tagliapietra e Figli srl.

Piatto vincitore Festival Triveneto Baccalà 2013A vincere su tutto, il merluzzo. “E’ stato uno spettacolo straordinario di grande creatività e collaborazione tra gli chef in cucina”, ha affermato Ermanno Tagliapietra, titolare insieme ai figli dell’azienda mestrina, divenuta nell’arco di tre generazioni il più importante importatore di stoccafisso del Nord Italia, e che ha supportato il Festival per portare alla ribalta, soprattutto delle nuove generazioni, il merluzzo, alimento ricco di valori nutrizionali e molto versatile in cucina. Gli apprezzamenti dei commensali, che hanno affollato le sale della Trattoria Ballotta, si sono in effetti equamente divisi tra le eccellenti pietanze proposte dagli chef finalisti del Festival che, ricordiamo, sono stati, oltre ad Alessandro Breda del Gellius: Roberto Cozzarolo (Da Toni di Gradiscutta di Varmo in provincia di Udine), Martino Scarpa (Ai Do Campanili di Treporti in provincia di Venezia), Renzo Dal Farra (Locanda San Lorenzo di Puos d’Alpago in provincia di Belluno), Massimo Taglioli (Antico Brolo di Padova) e Massimiliano Arer (Locanda delle Tre Chiavi di Isera in provincia di Trento). A ricordo della partecipazione, Daniele Tagliapietra ha consegnato a tutti loro e alla Giuria tecnica stellata un merluzzo creato dalla Scuola del Vetro Abate Zanetti di Murano.

Premio Comm. Norvegia Prodotti Ittici a Franco Favaretto 2

Merete Kristiansen premia Franco Favaretto

La Norvegia premia l’Italia. Nel corso della serata, un ambito premio di riconoscimento per l’azione di promozione dello stoccafisso in Italia e nel mondo è stato consegnato a Franco Favaretto del BaccalàDivino di Mestre (VE) dalla Commissione Norvegese per i Prodotti Ittici, rappresentata nell’occasione da Merete Kristiansen.

I promotori. Ad organizzare la manifestazione è stato il Comitato Organizzatore del Festival Triveneto del baccalà verso Expo 2015 di cui fanno parte: Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina, Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato di Venezia, Patavina Confraternita del Baccalà e Confraternita dello Stofiss dei Frati di Rovereto in collaborazione con la Delegazione dell’Accademia Italiana della Cucina Eugania Basso Padovano e Tagliapietra e Figli srl.

Tutti i numeri del Festival. Iniziato l’11 ottobre scorso, nell’arco di 2 mesi il Festival Triveneto del Baccalà verso Expo 2015 ha coinvolto quasi 1200 golosi, 27 tra i migliori ristoranti delle Tre Venezie (23 veneti, 2 friulani e 2 trentini), 81 le ricette preparate in totale dagli chef, 3 per ogni serata – antipasto, primo e secondo – a base di merluzzo fresco, salato o essiccato.

(Fonte: Festival Triveneto del baccalà verso Expo 2015)