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Serata ARGAV in collaborazione con Wigwam-Confartigianato, “Dalla farina alla spirulina”, ovvero come tre mestieri tradizionali diventano innovativi

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la platea di soci ARGAV durante l’incontro “Dalla farina alla spirulina”

(di Andrea Saviane, socio ARGAV e responsabile stampa Confartigianto Veneto) Nell’immaginario collettivo non c’è nulla di più lontano dalla tecnologia e dall’innovazione di un bel forno per la cottura tradizionale del pane, di un fragrante laboratorio di pasticceria oppure di una bottega di pasta fresca. Ebbene la creatività, la profonda conoscenza delle tecniche tradizionali di produzione e la continua ricerca a migliorare il prodotto ha portato alcuni maestri artigiani a sperimentare nuove collaborazioni, nuovi prodotti, nuovi ingredienti come la spirulina e nuovi processi produttivi.

I risultati, davvero eccellenti, sono stati raccontati dagli stessi protagonisti, accompagnati per l’occasione da Christian Malinverni, presidente Nazionale e Regionale Veneto Ristoratori Confartigianato, la sera di venerdì 30 novembre al Circolo di Campagna WIGWAM, ad Arzerello di Piove di Sacco di fronte ad una nutrita platea di soci ARGAV.

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I relatori incontro “Dalla farina alla spirulina”

Barrette dietetiche naturali. Ha esordito il dott. Odillo Volpato, chimico e farmacologo dell’Università di Padova, autore di studi scientifici pubblicati su prestigiose riviste internazionali, che nell’88 fonda a Grossa di Gazzo (PD) la Volchem. La tradizione pasticcera di famiglia contaminata con le conoscenze scientifiche del professore hanno dato vita alla prima azienda nel triveneto e una delle prime in Italia a produrre alimenti dietetici, indicati nella nutrizione clinica e in ambito sportivo, autorizzati dal Ministero della Salute. L’abitudine all’eccellenza si è tradotta nella formulazione di integratori alimentari nuovi, sicuri per la qualità delle materie prime di grado farmaceutico ed efficaci perché validati da studi scientifici autorevoli. Dopo anni di ricerche Volchem è riuscita a formulare una barretta dietetica naturale, ricca di principi nutritivi energetici e di alto valore biologico, considerata tra le migliori del mercato. Attualmente il repertorio dei prodotti dietetici Volchem spazia da quelli indicati nell’attività sportiva con intensi sforzi muscolari o di resistenza, alla nutrizione salutistica nelle diete dimagranti, alla nutrizione clinica in particolari situazioni patologiche.

Pasta alla spirulina. E’ seguito il caso del non ancora quarantenne Luca Da Corte (da alcuni mesi presidente nazionale di mestiere di Confartigianato) titolare del Pastificio Croera di Borca di Cadore (BL). Da sempre votato alla tutela ed alla promozione del prodotto regionale e dei valori positivi della montagna: dai casunziei ai bigoli, dal canederlo al tortellino di Valleggio, passando per la filiera agro alimentare veneta, recentemente Da Corte ha sperimentato, in collaborazione con la start-up MicroLife, la pasta alla spirulina. Un prodotto talmente innovativo da meritare il Premio del “Gruppo del Gusto” dell’Associazione della Stampa Estera Edizione 2012 per la categoria “Produzione di particolare valore e significato”. La nuova esperienza è stata illustrata assieme al biologo Matteo Villa e all’ingegnere Andrea Moro, rispettivamente AD e responsabile Ufficio Tecnico di MicroLife.

Pane alla spirulina, e non solo. Il maestro panificatore Nicola Trentin, classe 1977, è invece il titolare del panificio e pasticceria Le Delizia del Grano a Cittadella (PD) che gestisce in collaborazione con quattro collaboratori familiari. Entrato nel mondo della panificazione all’età di soli 15 anni grazie ad una passione per l’indipendenza e la fragranza del pane, oggi è di diritto annoverato tra i più originali “sperimentatori del settore” con le sue creature alla spirulina ed alla salsa di soia. E’ grande interprete del pane semplice e buono di una volta, lavorato con lievito madre e farina macinata a pietra. Volto noto di Comunipane e Accademia del Pane, è conosciuto anche nel mondo dei cuochi “stellati” incontrati nelle edizioni di Identità Golose, il congresso internazionale di cucina ideato da Paolo Marchi. Oggi sta lavorando assieme ad Adolfo Rizzardelli e Claudia Orlandi al progetto “Pan&trama”. Un percorso originale che parte dalla contaminazione tessuto/alimenti per declinarla in chiave panificazione. Per l’occasione Trentin ha portato in degustazione una anteprima assoluta: Texcoco dolce. Un nuova focaccia dalle elevate proprietà nutritive che grazie all’utilizzo della spirulina è ricco di proteine ma privo di grassi saturi come il burro, sostituito dall’olio extravergine d’oliva, delle uova e di una considerevole percentuale di sale grazie alla elevata sapidità dell’alga. Ne è derivato un dolce nuovo, altamente digeribile, adatto alle persone intolleranti.

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I prodotti in degustazione serata “Dalla farina alla spirulina”

Assaggi. La serata si è conclusa con la classica degustazione guidata che ha permesso ai presenti di assaggiare la spirulina (l’alga chiamata anche il “cibo degli astronauti”), abbinata alla maestria culinaria dell’anfitrione, Efrem Tassinato, accompagnato per l’occasione dai ristoratori e i produttori vitivinicoli della Comunità di Offerta della Riviera Friulana. Questo il menù: spaghetti e tagliatelle alla spirulina conditi con pomodoro, calamari e radicchio di Treviso (un sugo proposto dai ristoratori della Comunità di Offerta Riviera Friulana); casunzie tradizionali ampezzani con burro ricotta affumicata e semi di papavero; pane del panificio Trentin: “mussola”(farina tipo “1” macinata a pietra, lievito madre e metà sale) nelle versioni con spirulina, salsa di soya e grana padano 60 mesi; “quinsai” (farina tipo “integrale” macinata a pietra, lievito madre e metà sale); “lampasso” (farina tipo “1” macinata a pietra,cereali tostati, lievito madre, pasta d’arancio candita, arance candite, noci, uvetta); “brocart”(farina tipo “1” macinata a pietra,cereali tostati, lievito madre, pasta di zenzero candito, limoni canditi, pistacchi, fichi secchi) e “texcoco” dolce oltre all’assaggio di barrette integratori.

Cos’è la Spirulina? E’ definita tecnicamente un superalimento poiché i suoi apporti nutrizionali sono migliori di qualsiasi altro cibo di origine animale o vegetale. La Chlorella è la microalga del sangue: rivitalizza il sistema vascolare e favorisce la depurazione ematica. Mangiare microalghe significa vivere meglio. La paste alimentari che la contengono sono a ragion veduta definite “del domani”. Arricchite dai principi benefici delle microalghe come le proteine, gli antiossidanti, gli acidi grassi, i grassi polinsaturi, il ß-carotene, minerali, vitamine e fibre. Con questo nuovissimo prodotto capace di rivoluzionare il settore del food, si ottiene non solo un alimento dalla qualità superiore, ma anche un prodotto sanissimo che, grazie all’elevato apporto proteico, è utilissimo per i vegetariani e per chi non fa attività fisica; ed è più facilmente digeribile rispetto ad altri piatti a base vegetale.

Le proteine della Spirulina, sono complete in quanto contengono 8 aminoacidi essenziali più altri 9 non essenziali. La Spirulina contiene circa il 65% di proteine, valore che la rende tra gli alimenti maggiormente proteici se comparata ad altri, quali uova e lievito di birra (50%), soia (40%), latte in polvere ( 35%) e carne di manzo (25%). Per tale caratteristica è considerata simile alla carne con il vantaggio, rispetto a quest’ultima, di non contenere acidi grassi saturi o residui di ormone e antibiotici. Come lei, anche la Clorella, la Dunaliella, l’Haematococcus e le più importanti microalghe, sono ricche di minerali e vitamine tra le quali il tocoferolo (vit E), il ß-carotene (vit A), l’inositolo ed alcune vitamine del gruppo B. Contenendo il trio vitaminico ACE (carotenoidi, acido ascorbico e tocoferolo), hanno inoltre ottime proprietà antiossidanti in grado si contrastare l’invecchiamento precoce e le malattie neurodegenerative.

1-15 dicembre 2012, in Polesine c’è la rassegna gastronomica “Cibi di Terranostra”

Tracciabilità sicura, sapori genuini, storie familiari. Queste sono le caratteristiche che distinguono la rassegna gastronomica “Cibi di Terranostra” dalle tante manifestazioni a sfondo mangereccio che si susseguono per ogni dove. E’ arrivata alla seconda edizione, la manifestazione di promozione dei piatti polesani, pensata da Coldiretti Rovigo e Terranostra, con la rete degli agriturismi associati, certificati Campagna amica.

Incontri conviviali nel weekend. È un calendario di otto appuntamenti, con pranzi e cene a tema, che si concentreranno nei primi tre week end di dicembre, in otto strutture agrituristiche di Terranostra. Ciascun agriturismo proporrà un menù completo, dall’antipasto al dolce, costruito attorno al piatto tipico della propria famiglia, integrato con altre preparazioni ad ingredienti stagionali, sempre di produzione aziendale. L’evento è patrocinato dalla Provincia di Rovigo col contributo della Camera di commercio polesana e la collaborazione di Slow food.

Cibi di famiglia. “Siamo convinti che è importante continuare a promuovere i piatti tipici della tradizione autunno-invernale della nostra campagna polesana – spiega Stefania Rasi, presidente degli agriturismi Terranostra – perché sono espressione di una grande ricchezza e varietà di sapori, ancora moltiplicati dalla diversità con cui ogni famiglia rurale combina gli ingredienti secondo “le ricette della nonna”. Al piacere della buona tavola – conclude Rasi – le nostre aziende agrituristiche vogliono aggiungere il calore di una famiglia che apre le proprie porte, per condividere le sue storie con gli ospiti, in un ambiente sereno, senza fretta, che fa bene al cuore oltre che al fisico”.

Gli appuntamenti. Si parte sabato 1° dicembre per Badia Polesine, dove all’agriturismo Le Clementine, sarà preparata una cena dedicata alla “bondola”, insaccata direttamente da Beppe con la sua squadra di norcini; oppure, in alternativa, si va ad Adria, per gustare la faraona con radicchio dell’agriturismo La Salute. Domenica 2 dicembre, si può passare a pranzare dalla famiglia Tinello, che all’agriturismo Ca’ del Nonno, a Melara, ha cucinato i radicchi del Veneto in tutti i modi. Ancora due pranzi per domenica 9 dicembre: “maiale a tutto tondo” preparato da Donatella all’agriturismo Val Pilotta di Pettorazza Grimani oppure cappone ruspante all’agriturismo Casa Ramello di Ariano Polesine, dove la famiglia Belloni alleva direttamente polli e galline ovaiole. Venerdì 14 si potrà partecipare ad una autentica “cena degli ossi” a Tolle di Porto Tolle, dove Pinuccia dell’agriturismo La Fraterna preparerà il più classico dei cibi polesani, con carni di maiale allevati allo stato brado. Per finire, si conclude il percorso gastronomico all’agriturismo La Ca’ del Delta di Ca’ Venier di Porto Tolle, per una cena con cotechino e salumi alla maniera della famiglia Ferro; oppure ci si sposta a Gaiba per il cotechino con polenta in versione altopolesana, pronto all’agriturismo Fondo Madonnina secondo tradizione di casa Rasi. Tutti i menù sono a prenotazione; per informazioni rivolgersi a Coldiretti (tel. 0425.2018), o reperire i depliant gialli in tutti gli Iat della provincia, nelle biblioteche, in Camera di commercio, all’assessorato provinciale all’Agricoltura, nei mercati agricoli di Campagna amica.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Chioggia (Ve), al concorso gastronomico “C’è davvero del sale in zucca” vince il piatto del ristorante “El Gato”

Chioggia (Ve), ristorante El Gato, piatto vincitore concorso 2012 “C’è davvero del sale in zucca” Spaghettini al nero di seppia, triglie e crema di zucca (foto Lamberto Mazzotti)

(di Maurizio Drago, socio Argav) Con la cerimonia di premiazione svoltasi mercoledì 21 novembre scorso nella Sala del Consiglio Comunale di Chioggia si è concluso il concorso gastronomico “C’è davvero del sale in zucca” per il miglior piatto a base di Zucca Marina, organizzato da Chioggia Ortomercato del Veneto, nell’ambito delle attività tese a valorizzare i prodotti del territorio. Tra le tredici ricette in gara di altrettanti ristoranti di Chioggia e dintorni la giuria ha decretato vincitore il piatto “Spaghettini al nero di seppia, triglie e crema di zucca” preparato da Karen Boscolo del ristorante “El Gato” di Chioggia. Presenti all’evento il vicesindaco di Chioggia e assessore alle Attività produttive, Maurizio Salvagno, e l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Venezia, Lucio Gianni. Entrambi hanno espresso il loro plauso all’iniziativa e l’auspicio che continuino tali iniziative utili per l’impulso turistico ed economico del territorio.

La vincitrice Karen Boscolo (ristorante El Gato) con a sx Giuseppe Boscolo Palo (presidente Chioggia Ortomercato), Maurizio Salvagno (vicesindaco Chioggia) e Lucio Gianni (assessore provincia all’Agricoltura). Foto Ruggero Donaggio.

Giurati in incognito nei ristoranti. La giuria, presieduta da Maurizio Drago, redattore della rivista “Sapori d’Italia” e socio ARGAV, era costituita da giornalisti e comunicatori dell’agroalimentare, alcuni dei quali facenti parte del direttivo Argav: il presidente Fabrizio Stelluto, la segretaria Mirka Cameran Schweiger, Nadia Donato, Umberto Tiozzo (Ufficio Stampa Chioggia Ortomercato). E poi Enrico Bellinelli (Corriere del Veneto), Fosca Maurizzi e Stefano Bugamelli (Mondo del Gusto, Bologna), Daiana Paoli (Rai), Cristina De Rossi (Asterisco Informazioni), Mauro Gambin (La Piazza), Mario Stramazzo (Difesa del Popolo), Lamberto Mazzotti (Gustando) e Ruggero Donaggio (Nuova Scintilla). I giurati , alternandosi in 3 o 4 componenti per volta, si sono presentati presso i diversi locali in incognito, al fine di non influenzare il ristoratore. In tal modo è stato possibile formulare un giudizio oggettivo, sia del piatto a base di zucca sia dell’insieme del pranzo o della cena, che al termine sono stati regolarmente pagati.

Il gruppo di ristoratori che hanno partecipato al concorso “C’è davvero del sale in zucca” (foto Ruggero Donaggio)

I ristoranti in gara. Positivo il coinvolgimento dei titolari, degli chef e del personale dei 13 ristoranti in gara: “Al Caminetto”, “Alle Baruffe Chiozzotte”, “Antica Osteria al Cavallo”, “Bella Venezia”, “El Gato”, “Fronte del Porto”, “La Sgura” e “Mano Amica” di Chioggia; “Facecook”, “Il Tavernino”e “Park” di Sottomarina; “Big Fish” di Sant’Anna e “Zafferano” di Porto Viro. Tutti hanno mostrato apprezzamento per questa iniziativa, auspicando si possa continuare con successive edizioni, in quanto è stata riconosciuta la disponibilità a mettersi in gioco e a concorrere da parte degli stessi titolari e chef. Un fatto positivo, questo, che dimostra la volontà di perfezionare le lavorazioni dei piatti, in sintonia con i prodotti del territorio, e il servizio a favore dei fruitori degli stessi ristoranti.

Zucca, posto d’onore in tavola. «Grazie all’entusiasmo e alla bravura dei ristoranti partecipanti – ha affermato nel suo intervento il presidente di Chioggia Ortomercato del Veneto, Giuseppe Boscolo Palo – è stata data vita ad una iniziativa, che non solo ha mostrato come anche un prodotto povero come la zucca possa essere “nobilitata in tavola”, ma che ha anche inaugurato un format di evento riproponibile in un’ottica di stagionalità legata ai prodotti del territorio, che può costituire un’offerta di “turismo del territorio” forse unica nel suo genere, grazie all’unione sinergica delle specificità degli orti “marinanti” con quelle della pesca e dell’itticoltura clodiensi».

In Polesine, scuole e Coldiretti hanno modificato l’alimentazione del 57% delle famiglie

Scuola primaria Gronchi di Rosolina, scuola secondaria di 1° grado Manzoni di Adria, scuola secondaria di 2° grado Itgc Maddalena di Adria. Sono gli istituti vincitori di Nutrilandia 9 per l’anno scolastico 2011/12, il progetto di educazione alimentare nelle scuole, promosso dall’Ulss 19, con l’équipe operativa della dietista Monica Cibin, in collaborazione coi dieci comuni del comprensorio e Coldiretti Rovigo, che ha coinvolto le aziende Campagna amica e gli agriturismi Terranostra.

Un’azione di contraso alle abitudini alimentai sbagliate. La cerimonia di premiazione con l’esposizione dei risultati finali si terrà oggi, 12 novembre, alle 10, nella Sala Decreti della Direzione generale dell’Ulss 19, all’ “ospedale vecchio” di Adria. I percorsi educativi Nutrilandia, che ormai da nove anni si susseguono, sono un’azione di contrasto alle abitudini alimentari sbagliate che provocano sovrappeso, obesità e patologie nei polesani, grandi e piccoli. Secondo un’indagine epidemiologica del 2010 dell’Ulss 19 sui bambini di terza della scuola primaria, è emerso che il 12 per cento è obeso e il 26 per cento è in sovrappeso. Secondo un dato regionale, soltanto una madre su quattro, dei bambini in sovrappeso, pensa che il proprio figlio mangi troppo. Nutrilandia 9 ha, dunque, accompagnato i ragazzi durante l’anno scolastico con lezioni speciali di manipolazione delle verdure e preparazione di succhi di frutta naturali, promozione delle “merende sane” con l’ausilio delle aziende di Campagna amica Galassa di Gavello, per le mele e i succhi e Bassoli Cristina di Stienta, per i cereali perlati biologici farro e orzo. Infine, si sono tenuti due innovativi laboratori di cucina, coi bambini assieme ai loro genitori, all’interno del contesto rasserenante degli agriturismi Val Pilotta di Pettorazza e La salute di Adria, aziende Coldiretti che hanno fornito i loro prodotti di stagione e si sono divertite a partecipare alla preparazione di piatti super naturali, facili e graditi ai ragazzi, con l’ausilio di Paola Ziggiotto dell’alberghiero Cipriani di Adria.

I risultati sono molto incoraggianti. Dai questionari distribuiti alle famiglie dei ragazzi coinvolti, emerge che il 57 per cento dei genitori, dichiara di aver già modificato il proprio comportamento alimentare ed il 25 per cento ha deciso di cambiare anche se non sa ancora come fare. “Siamo orgogliosi di aver partecipato a Nutrilandia e di aver collaborato con l’azienda sanitaria di Adria – dichiara Mauro Giuriolo, presidente di Coldiretti Rovigo, che presenzierà alla cerimonia di premiazione – perché è un’attività che si integra perfettamente con le iniziative di Coldiretti per diffondere il più possibile la conoscenza ed il consumo dei prodotti agroalimentari del nostro territorio, genuini, stagionali, a km zero. E’ un po’ quello che facciamo da tempo coi mercati di Campagna amica, con le fattorie didattiche e con i nostri agriturismi”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

9-25 novembre 2012, a Scorzé (VE) c’è la 31^ Festa del Radicchio Rosso Igp

Dal 9 al 25 novembre p.v. a Scorzè si tiene la 31^edizione della Festa del Radicchio Rosso Igp, manifestazione che apre ufficialmente la stagione della prelibata verdura, protagonista della tavola veneta. La cittadina a cavallo tra i territori di Venezia e Treviso si prepara ad accogliere i visitatori con un calendario sempre più ricco di appuntamenti, fra cultura e solidarietà, sport e divertimento.

Edizione 2012 dedicata a turismo rurale e cucina vegana. Con più di 200 volontari e oltre 70 mila ospiti, quella di Scorzè è una delle più grandi feste del Veneto dedicate ai prodotti agricoli. Il turismo rurale e la cucina vegana sono i temi principali di questa 31° edizione che saranno al centro di mostre, pubblicazioni, ed eventi gastronomici negli stand pronti ad accogliere i visitatori per far loro degustare le numerose specialità al radicchio. Il programma della kermesse gastronomica è scaricabile dal sito della Pro Loco oppure dalla pagina Facebook della manifestazione.

(Fonte: Pro Loco Scorzè)

Rapporto “Green Italy”, tra le aziende virtuose anche il pastificio trevigiano Jolly Sgambaro

C’è un’azienda trevigiana tra le grandi d’Italia che tengono alto il valore dell’agroalimentare nazionale. Si tratta del pastificio “Jolly Sgambaro” di Castello di Godego che compare nell’elenco degli esempi virtuosi segnalati dal rapporto “Green Italy” redatto dalla Fondazione Symbola. Lo studio sarà presentato a Roma oggi nella sede di UnionCamere, alla presenza di Ermete Realacci presidente dell’associazione e dei Ministri Mario Catania e Corrado Clini rispettivamente dell’ Agricoltura e dell’Ambiente.

I soci ARGAV in visita alla Jolly Sgambaro, giugno 2012

Km zero, scelta vincente. La segnalazione per la realtà industriale è legata all’adozione di modelli di sviluppo e consumo fondati su principi cardine: quali la difesa del territorio, la valorizzazione della biodiversità e la promozione della cultura locale. La scelta antesignana di Pierantonio Sgambaro, alla guida dell’ impresa a conduzione famigliare che i soci ARGAV hanno visitato lo scorso giugno, ovvero produrre la prima pasta italiana a chilometro zero realizzando e garantendo la minor percorrenza possibile tra i campi di coltivazione del grano duro e il punto di trasformazione, è stata dunque strategica e concorre tuttora a far crescere l’export nel mondo di “spaghetti made in italy” con un incremento del 7%.

Jolly Sgambaro, particolare produzione pasta

Agricoltura nordestina, 1,1% del Pil nazionale. A sostenere una decisa politica aziendale anche l’accordo di filiera siglato con i produttori del Veneto orientale e dell’Emilia che forniscono un quarto della materia prima utilizzata dal molino e proveniente da 9 mila ettari seminati nella pianura veneto-emiliana. La filiera corta e controllata secondo i severi disciplinari di coltivazione fanno della pasta Sgambaro un prodotto di altissima qualità, ricco di proteine, biologico, poco energivoro: si pensi solo che per la sua produzione – dalla coltivazione della spiga allo scaffale del negozio – ogni anno sono risparmiate all’ambiente emissioni di CO2 pari alla combustione di oltre 70.000 litri di gasolio. Dal 2002, inoltre, Jolly Sgambaro detiene l’assoluto riconoscimento di unico pastificio industriale della penisola il cui prodotto è marchiato Grano Duro Italiano da CSQA certificazioni. Un vanto per il nord est cuore delle produzioni di qualità dove l’agricoltura è l’unico settore in controtendenza con una produzione lorda vendibile che quest’anno supera i 5 miliardi di euro contribuendo all’aumento del Pil dell’intero Paese per 1,1 per cento.

(Fonte: Jolly Sgambaro)

19-21 ottobre 2012, all’Ortomercato di Chioggia un fine settimana all’insegna della Zucca Marina

Accendono il turbo le iniziative per la valorizzazione della Zucca Marina di Chioggia, messe in campo da Chioggia Ortomercato in questo mese di ottobre con “C’è davvero del sale in zucca!”. Da oggi, venerdì 19 nei padiglioni del Mercato orticolo di Brondolo prende, infatti,  il via “Zucca per tutti”, una vera Sagra della Zucca, con la cena di apertura dello stand gastronomico alle ore 19.

Tante esposizioni e iniziative benefiche. Sabato 20 ottobre mattina si aprono la seconda Mostra della Zucca Marina di Chioggia tra ortolani professionali e hobbysti, l’esposizione di zucche giganti, la quarta mostra micologica del Gruppo Bresadola di Chioggia-Sottomarina, le mostre fotografiche “Territorio del Radicchio di Chioggia Igp”, “Paesaggio Veneto, luoghi persone e prospettive” e “Chioggia, immagini e suggestioni”, la rassegna di vignette “Fumetti che parlano di Chioggia”; nel pomeriggio l’ass. Le Tegnùe di Chioggia presenta il video “Meraviglie di un mondo sommerso”. L’associazione San Rafael propone “Spesa Amica” con zucca, carote, cipolle, patate, radicchio nostrano, e “Un sorso di solidarietà” con degustazione della birra “La Rossa di Chioggia”, mentre la Provincia di Venezia e Veneto Agricoltura presenziano con i loro stand istituzionali.

Non solo zucca…Domenica mattina 21 ottobre esibizione degli intagliatori di zucca del Gruppo Cuochi Spiagge Venete, reduci dai recenti successi delle Olimpiadi di Cucina a Erfurt in Germania, mentre alle 18 si esibisce il gruppo musicale “The Band”, cover dei Pink Floyd. Lo stand gastronomico rimane aperto a pranzo e cena, come le degustazioni dei gelati Sottozero, campione della gara gastronomica della zucca 2011, della Marmellata al Radicchio e dei prodotti da forno dei panificatori clodiensi. Evento clou delle esposizioni è “Darsene in blu”, mostra mercato delle imbarcazioni usate sotto la cupola della Centrale Orticola e nelle vicine darsene fluviali, mentre per gli appassionati della campagna il Consorzio agrario presenta i suoi trattori.

(Fonte: Chioggia Ortomercato del Veneto)

Serate della Scarpetta, si bissa il 12 ottobre 2012 a Montecchio (VI)

(di Maurizio Drago, socio ARGAV) Fare la scarpetta? Non se ne parla, direbbero le mamme ai propri figli intenti a prendere un pezzetto di pane da appoggiare nel sugo rimasto nel piatto, prelevare quello stesso sugo col pane a mangiarselo! Macchè!!! Il bon ton e il galateo vietano tassativamente di fare la cosiddetta “scarpetta”, ovvero pulire il piatto da sughi e intingoli rimasti! Eppure il rito della scarpetta è la parte conclusiva di un ottimo piatto. Nelle case contadine si mangiava tutto quello che era sul piatto e lo si puliva con la scarpetta, ancor peggio (chi lo faceva meritava un castigo esemplare!) c’era chi arrivava a leccare il piatto…Ma a Vicenza si è pensato di fare della “scarpetta”, la regina della serata! Cosa assurda, penserebbe qualcuno. Eppure è stata fatta e sicuramente avrà uno strascico nel futuro, positivo tuttavia, nel senso che molti copieranno l’iniziativa.

da sx Ruggero Garloni e Cristian Malinverni

Pane protagonista assoluto dell’evento. Tutto è partito qualche mese fa da una serata di lavoro tra il presidente dei panificatori vicentini Ruggero Garloni e qualcuno della Confartigianato, tra un’ombra di vino e qualche stuzzichino. Così Garloni parlò con Cristian Malinverni, presidente dei ristoratori vicentini e veneti della Confartigianato e il matrimonio è stato fatto!

Cosi’ quattro chef di altrettanti ristoranti vicentini si sono podigati per le “Serate della Scarpetta”, cene in Villa , rigorosamente senza posate. Con un menu dall’antipasto al dessert dove troviamo la ciabatta con caponata, il pane morbido con bresaola, il pane con l’olio di oliva, il pan biscotto con la sopressa, il pane La vicentina che “tocia” 4 tipi di sugli diversi: ragù, passata di pomodoro, carbonara, pesto alla genovese, con pane di pasta dura tipo “ciopa” svuotato della mollica e riempito di spezzatino di carne. Per arrivare al dessert con pane e confetture e creme. Tutti entusiasti per l’originalità che punta ancora una volta a valorizzare i prodotti artigianali, in questo caso il pane, protagonista assoluto dell’evento.

Venerdì 12 ottobre la prossima Serata della Scarpetta. La prima manifestazione si è tenuta giovedi 6 settembre a Villa Gioia Grande a Rosà con oltre 200 partecipanti che hanno gustato la “cena di gala della scarpetta”. Si replicherà venerdì 12 ottobre, ore 20, a Montecchio presso Villa Cordellina ( info prenotazione). Ora l’importante che questa cena senza posate venga attorniata da vini all’altezza, proponiamo un durello bianco frizzante fresco o un buon rosso vicentino.

Dal 19 settembre al 17 ottobre 2012 nel padovano si tiene Girogustando, serate enogastronomiche “a 4 mani” alla scoperta dei sapori italiani

da sx, Mauro Cinefra (Confesercenti Padova), Flavio Manzolini (Turismo Padova Terme Euganee), Sonia Pallai (Confesercenti Siena) e Nicola Rossi (Confesercenti Padova)

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) La crisi? Nel padovano, si prova a vincerla anche a…forchettate! Dal 19 settembre al 17 ottobre p.v. si tiene infatti per la prima volta in Veneto “Girogustando“, manifestazione promossa da Confesercenti con la collaborazione di CCIAA Padova, Turismo Padova Terme Euganee e Crediveneto. L’iniziativa vede l’organizzazione di cinque serate in altrettanti ristoranti di Padova e provincia che apriranno le porte agli chef di altre regioni italiane per preparare insieme le proprie specialità. Il tutto ad un prezzo contenuto, 35 euro a persona, vini in abbinamento dei territori inclusi.

Gli organizzatori. La manifestazione è stata presentata ieri alla stampa nelle sale del ristorante Forcellini di Padova. “In un momento di pesante recessione come quella attuale è giusto dare un aiuto concreto alle nostre imprese della ristorazione“, ha spiegato Nicola Rossi, presidente di Confesercenti Padova -, per questo abbiamo pensato di proporre anche nella città del Santo questa iniziativa che ha riscosso grande successo in terra di Siena, dove è nata e cresciuta per un decennio e che da cinque anni viene realizzata anche in Umbria“.”Il buon esito di questa manifestazione si deve alla volontà dei ristoratori di lavorare insieme per trovare nuove opportunità di crescita – ha aggiunto Sonia Pallai, di Confesercenti Siena, ideatrice della manifestazione”. “Siamo conosciuti in tutto il mondo per la nostra cucina e questo “giro d’Italia” culinario consentirà di creare un’offerta turistica dal grande valore aggiunto“, ha concluso Flavio Manzolini, di Turismo Padova Terme Euganee.

Connubio con cucina ligure, toscana, lombarda e sarda. Come si diceva, filo conduttore della manifestazione è l’incontro di due cuochi che condividono passioni e conoscenze e preparano insieme un inedito menu. La rassegna si apre mercoledì 19 settembre con un menu a base di pesce al ristorante Al Gatto Rosso (tel. 049-750487) di Padova, che ospiterà in cucina lo staff del ristorante Santa Caterina di Varazze (Sv). Mercoledì 26 settembre il menu sarà a base dei piatti più tipici di Veneto e Toscana, come le sarde in saor, il risotto e il baccalà, la cinta senese ed il brasato di Chianina e andrà in scena a Torreglia, dove il ristorante Corte Sconta (tel. 049-9930111) accoglierà il Santorotto, elegante ed affermato locale di Sinalunga (Siena). Sempre a Torreglia, giovedì 4 ottobre l’Antica Trattoria Ballotta (tel. 049-5212970), che peraltro chiuderà a novembre 2012 Girogustando in Toscana, spartirà le proposte in degustazione al pubblico con il ristorante San Marco di Pontedilegno (Brescia), tema della serata lo “spiedo”. Mercoledì 10 ottobre Girogustando si sposterà a Monselice, per una serata al sapore di mare presso il ristorante Tavern Villa Correr (tel. 0429-080003), che ospiterà il Cavalluccio di Castelsardo (Sassari). La prima edizione del Girogustando padovano culminerà mercoledì 17 ottobre a Vescovana, con un menu a quattro mani di piatti veneti e toscani presentato dal ristorante Al Porto (tel. 0425-920055) assieme al Maccherone di Pontassieve (Firenze). Consigliabile sempre la prenotazione.

Giroquiz con premi a carattere culturale per il pubblico. Durante ogni serata, ad esprimere il territorio non sarà solo la cucina, ma ci saranno anche musicisti ed attori chiamati ad allietare l’atmosfera ed artisti che dipingeranno in maniera originale i”forchettoni” di legno che saranno consegnati agli chef a ricordo delle serate. Inoltre, tra una portata e l’altra, il pubblico sarà coinvolto nel “giro-quiz“, semplice gioco che metterà in palio ingressi a musei e mostre d’arte. Informazioni dettagliate sulle serate della manifestazione sono disponibili anche sul sito internet di Girogustando e sulle pagine Facebook (Girogustando Cuochi d’Italia) e Twitter (@girogustando).

Dal Polesine arrivano, con anticipo, le zucche Delica

Hanno anticipato l’arrivo, quest’anno, le zucche del Polesine, che la tradizione vuole che siano buone quando sono mature tra le due Madonne. Lo testimoniano due detti veneti molto popolari: “Co riva le Madone tute le suche ze bone” e “Tra le do Madone tute le suche ze bone”. Tutte le zucche sono buone quando arrivano le due Madonne o che si raccolgono tra le due Madonne: la Madonna Assunta in cielo (15 agosto) e Maria Bambina (8 settembre).

Sono maturate quest’anno già alla fine di luglio e sono molte buone. Il mercato le sta accogliendo bene, con prezzi ritenuti validi. Nel Polesine si coltiva la varietà Delica (Cucurbita maxima), la più precoce delle zucche, che data la piccola dimensione (attorno al chilo o poco più) si presta ad essere acquistata intera. Di forma tondeggiante, con la buccia sottilissima di colore verde scuro e striato e con la polpa giallo arancione, soda, compatta e dolce, è tra le zucche più utilizzate in Italia. In cucina è molto versatile: è impiegata dagli antipasti ai dolci. Ne evidenzia le meraviglie Renato Maggiolo, gastrosofo, che ne esalta in particolare gli ottimi risotti che si possono ottenere e l’aspetto dietetico e salutistico: “Nonostante tenda al dolce è povera di zuccheri ed è poco calorica”. La produzione di Delica nel Polesine è stimata attorno ai 25 mila quintali. Date le richieste, la sua coltivazione si è allargata in altre aree del Veneto, sostituendosi a varietà commercialmente meno interessanti. Ha un mercato consolidato e in lievitazione, confermano a OPO Veneto, che negli ultimi anni ne ha registrato una “riscoperta”. Ha un gusto standard che soddisfa i consumatori ed è per questo premiata.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)