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La cucina di Carlo Goldoni

Carlo Goldoni

(di Umberto Tiozzo, socio Argav) È proprio la Zucca Marina di Chioggia la protagonista del divertente equivoco su cui si basa la commedia Le Baruffe Chiozzotte di Carlo Goldoni. Infatti è per colpa di Toffolo Marmottina, il quale offre un pezzo di succa barucca a Lucietta, novizia di Titta-Nane, che si innesca la serie di pettegolezzi, maldicenze e incomprensioni che fanno scoppiare gli spassosi litigi nella comunità di pescatori chioggiotti.

Non di solo zucca vive…il teatro di Goldoni, ma di tutte le verdure dell’orto veneziano! Ma non è questo l’unico passo in cui Goldoni alla penna affianca anche il mestolo. Nel suo teatro, infatti, si avverte spesso un buon odore di cucina e nelle sue commedie troviamo un panorama della gastronomia veneziana, nella quale si fa un largo impiego di verdure. Come la cipolla, ad esempio, che nel saòr, tipica preparazione marinara, oltre a servire come conservante delle pietanze, evitava lo scorbuto a quanti erano costretti a vivere per lunghi periodi sulle barche. Verdure anche nel mazzetto di odori per il bollito, il piatto giornaliero della borghesia veneziana, in genere misto con pollo o cappone, dindio (tacchino), vitello, castrato e, talvolta, anche pecora; il tutto servito con altre verdure per la salsa “verde”. Ogni gourmet che si rispetti ha una ricetta segreta da suggerire, così anche il vecchio Todero, in Sior Todero Brontolon, propone la sua al servitore Gregorio per la cottura del riso: «I risi se mette súso bonóra, acciò che i créssa e i fássa fazión…a Fiorenza…i li fa bóger tre ore. E mezza lira de risi basta per otto o nove persone!».

Oggi domenica 28 novembre, al Mercato orticolo di Brondoo zucca protagonista a tavola e nello spettacolo. Gran finale del mese di iniziative per la valorizzazione della Zucca Marina di Chioggia, messe in campo da Chioggia Ortomercato. A partire dalle 11:00 l’appuntamento è al Mercato orticolo di Brondolo , dove nel padiglione ovest si svolgerà la manifestazione “Zucca per tutti”, con la prima edizione della gara gastronomica con piatti e preparazioni a base di zucca. Dopo aver assaggiato le pietanze preparate da 9 ristoranti chioggiotti, alle 14:00 la manifestazione concluderà in bellezza con la messa in scena de “Le Baruffe Chiozzotte” di Carlo Goldoni da parte di Teatronovo di Chioggia (n.d.r.)

 

L’olio extravergine d’oliva protagonista nei colli Euganei con Slow Food (28/11 e 5/12) e Girolio d’Italia (28/11)

Podere "La Pignara" di Monselice (PD)

Nell’ambito della propria attività didattica, la condotta Slow Food Colli Euganei Bassa Padovana organizza per domenica 28 novembre e domenica 5 dicembre p.v. a partire dalle ore 11:00, nella splendida cornice del podere didattico medievale “La Pignara” (via Pignara 44, loc. Carmine di Monselice, Padova) dell’agricultore Sandro Zancanella, la messa in funzione di un frantoio del 1600 situato all’interno dell’antica corte agricola.

Chiamato anticamente “il Pestrin”, il frantoio è un’opera unica nel suo genere per completezza e  funzionalità e presenta nel funzionamento del torchio una “soluzione leonardesca”. La manifestazione è stata ideata per trasmettere ai visitatori la conoscenza dell’attività dell’olivicoltura e del mondo ad essa connesso, fatto sì di fatica ma anche di tradizioni e cultura.

Sandro Zancanella – presidente peraltro di Agrimons di Monselice (PD), uno dei primi mercati a km zero sorto in Italia (risale infatti al 2005) per la vendita diretta da parte dei produttori agricoli associati dei loro prodotti, avvisa che, per la fuoriuscita dell’olio, sarà indispensabile l’aiuto…dei bambini e di Flik, il dolce e tenace asinello immortalato nella foto a sinistra insieme a Zancanella e al torchio. La manifestazione si farà anche in caso di maltempo ed è a ingresso gratuito. Info: http://www.lapignara.it – mail sandrozancanella@yahoo.it, cell. 368 291094.

Girolio d’Italia fa tappa ad Arquà Petrarca (PD). Sempre domenica 28 novembre p.v., a poca distanza da Monselice, nello splendido borgo medievale di Arquà Petrarca, Città dell’Olio in provincia di Padova, arriva la settima tappa veneta della prima edizione del Girolio d’Italia, vero e proprio percorso del gusto che – come la mitica corsa ciclistica di cui ricalca il nome – attraversa in undici tappe in lungo e in largo l’Italia delle Città dell’Olio. La tappa padovana si inserisce tra gli eventi della VI edizione della Festa dell’Olio di Arquà Petrarca, in programma per le vie del centro storico domenica 28 novembre dalle 10 alle 17. L’iniziativa, che coinvolge tutti i produttori di olio del borgo, è stata promossa per celebrare l’adesione di Arquà Petrarca all’Associazione Nazionale Città dell’Olio. I produttori di Extravergine DOP Veneto – ottenuto con olive provenienti dai Monti Lessini e Valpolicella nel veronese, dai terreni pedemontani del Grappa nel trevigiano, dai Colli Berici nel vicentino e dai Colli Euganei nel padovano – durante la manifestazione esporranno gli oli locali che potranno essere degustati dal pubblico in abbinamento con il pane tipico del territorio e partecipare al concorso che premierà il migliore olio di Arquà Petrarca.

(fonte Condotta Slow Food Colli Euganei Bassa Padovana/Associazione Nazionale Città dell’Olio)

Alcol e sicurezza stradale: le nuove norme in vigore dal 13 novembre 2010. APPE Padova: “Bar e ristoranti pronti alle regole”.

Nella notte tra venerdì 12 e sabato 13 novembre scorso gli avventori di bar, ristoranti trattorie, osterie e simili troveranno un servizio in più. A partire dal 13 novembre, infatti, con l’entrata in vigore dell’ultima fase del codice della strada nella parte di contrasto alla guida in stato di ebbrezza, i locali che somministrano alcolici (quindi anche circoli, agriturismi, chioschi, camion e baracchini, enoteche, alberghi, campeggi, fiere, sagre, feste varie e simili) e la cui attività si protrae oltre la mezzanotte dovranno mettere a disposizione dei clienti i precursori per la rilevazione del tasso alcolemico e affiggere le tabelle alcolemiche previste dalla nuova normativa.

Le tabelle da esporre in un posto visibile ai clienti sono contenute in manifesti da affiggere congiuntamente e sono corredate di ogni informazione anche sui sintomi correlati ai vari livelli di assunzione di bevande alcoliche. All’osservanza di tale obbligo non sono tenuti gli esercizi che non effettuano trattenimenti danzanti e musicali e che cessano la loro attività entro le ore 24. Tabelle e precursori danno la possibilità al cliente di affrontare più serenamente la guida ed evitare, in caso di fermo delle forze dell’ordine, di incorrere nelle sanzioni previste per la guida in stato di ebbrezza.

Il limite di legge da non superare per potersi mettere al volante della propria auto per non incorrere in forti ammende in caso di fermi da parte delle forze dell’ordine è quello di 0,5 grammi di tasso alcolemico. Per esempio il valore 0,5 corrisponde a 2/3 bicchieri di vino per una donna di 60 chili a stomaco pieno o a poco meno di mezzo litro per un uomo di 80 chili sempre a stomaco pieno. Va ricordato, tuttavia, che per alcune categorie di conducenti, permane il tasso zero di alcol nel sangue per poter guidare.

Le sanzioni prevedono la confisca dell’auto per il consumatore che supera il livello 1,5 di alcolemia. «Speriamo che questi strumenti – ha affermato Erminio Alajmo, presidente dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova e della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Veneto – possano contribuire non solo a limitare il numero degli incidenti per guida in stato di ebbrezza, ma anche ad educare il cittadino ad un corretto rapporto con l’alimento alcol». Le tabelle sono disponibili gratuitamente per gli associati presso la Segreteria provinciale dell’APPE in via Savelli 28 a Padova, oppure presso le Segreterie mandamentali di Abano Terme, Cittadella, Este, Monselice, Montagnana e Piove di Sacco, oltre che a Camposampiero e Bresseo in occasione del servizio di recapito. Gli esercenti impossibilitati a ritirarle possono scaricarle dall’home page del sito www.appe.pd.it per poi stamparle in dimensioni che ne consentano la leggibilità (formato minimo A4).

(fonte Appe Padova)

11 novembre 2010: nel padovano, a tavola l’oca e in pasticceria il dolce di San Martino

I ristoratori aderenti all’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE), in collaborazione con la Camera di Commercio di Padova e la Strada del Vino Colli Euganei, propongono a novembre i migliori piatti per conoscere e degustare il sapore unico e  inconfondibile delle nostre tradizioni. In tavola, l’Oca padovana, sapientemente preparata dai migliori chef. In 25  locali si terrà in contemporanea l’11 novembre, festa di San Martino, una serata di gala, con un esclusivo menù degustazione, accompagnato da vini tipici del territorio, a un prezzo promozionale tutto compreso. Altri locali effettueranno il “gala” in altre date del mese di novembre.

A San Martino, si mangia l’oca in questi locali. Durante questo mese sarà possibile assaporare le pietanze a  base di oca nei seguenti ristoranti: Al Palazzon – Galliera Veneta, Al Pirio – Torreglia, Al Ponte – Ponte San Nicolò, Alla Nave – Masi, Alle Logge – Piazzola Sul Brenta, Antica Trattoria Al Bosco – Saonara, Antica Trattoria Antenore – Torreglia, Antica Trattoria Ballotta Dal 1605 – Torreglia, Antica Trattoria Dei Paccagnella – Padova, Antica Trattoria Taparo – Torreglia, Antica Trattoria Zattarin – Vigodarzere, Belvedere – Galzignano Terme, Belvedere – Montegrotto Terme, Berton – Padova, Boccadoro – Noventa Padovana, Casa-Nova – Selvazzano Dentro, Cavino – San Giorgio Delle Pertiche, Da Giovanni – San Giorgio in Bosco, Di…Vino – Saonara, Dotto Di Campagna – Padova, El Rustego – Rubano, Enoteca San Daniele – Torreglia, I Gelsi – Megliadino San Fidenzio, Il Grottino – Padova, In Corte Dal Capo – Conselve, La Brenta Vecchia – Vigodarzere, La Bulesca – Selvazzano Dentro, La Campagnola – Campodarsego, La Famiglia – Correzzola, La Griglia – Torreglia, La Montecchia – Selvazzano Dentro, La Tavolozza – Torreglia, La Torresina – Mestrino, Le Chiocciole – Pianiga (Ve), Locanda Aurilia – Loreggia, Luca’s – Trebaseleghe, Miramonti – Torreglia, Monticello – Teolo, Nerodiseppia – Padova, Osteria Ca’ Di Valle – Baone, Peppotto Enoteca – Padova, Piccolo Marte – Torreglia, Piroga Padova – Selvazzano Dentro, Rifugio Monte Rua – Torreglia, Tunnel – Vigonza, Vaccese – Saccolongo, Val Pomaro – Arqua’ Petrarca.

San Martino anche in pasticceria. Da quest’anno sono all’opera anche i pasticcieri con i tipici dolci della tradizione:  l’Oca di San Martino, il Cavallo di San Martino e la Spada di San Martino. “Si tratta di una tradizione esportata dai cugini veneziani e tramandata di generazione in generazione”, spiega Federica Luni Antonini, Presidente del Gruppo Pasticcieri Padovani e vice-presidente APPE. “Quello che contraddistingue questa festa, rispetto alle altre che si organizzano in gran parte d’Italia, è il tradizionale dolce di S. Martino, che riempirà i banchi della maggior parte delle pasticcerie: un dolce di pasta frolla dalla forma del Santo a cavallo con spada e mantello, guarnito con glassa di zucchero colorata, praline, caramelle e cioccolatini. Lo si può trovare sia in versione semplice che ricoperto al cioccolato: una vera delizia per grandi e piccini!”
Oltre al cavallo, molte pasticcerie hanno preso alla lettera il noto proverbio veneto “Chi no magna l’oca a San Martin nol fa el beco de un quatrin” e così nelle vetrine delle pasticcerie fa capolino  anche “l’oca di San Martino”, un dolce lievitato dalla farcitura di crema all’arancia (come tradizione gastronomica vuole) a forma di oca. A Piove di Sacco (PD), invece, sono anni che spopola la “Spada di San Martino”, un dolce lievitato dalla forma, appunto, di una spada che, come leggenda narra, Martino usò per tagliare il suo mantello. I dolci della tradizione saranno acquistabili l’11 novembre, nelle pasticcerie del Gruppo pasticcieri artigiani di Padova aderenti all’APPE: Antica Pasticceria – Campodarsego, Aurora – Arzergrande, Ballico – Padova, Barella – Padova, Breda – Padova, Da Angelo – Selvazzano Dentro, Dal Corso Giorgio – Padova, Embasy – Ponte San Nicolo’, Estense – Padova, Europa – Padova, Graziati – Padova, Guariento – Padova, La Creme – Padova, La DeliziaAlfio – Padova, La Piazzetta – Padova, Le Sablon – Padova, Milanese – Piove Di Sacco, Racca – Padova, San Marco – Padova, Zampieri – Conselve.

(fonte Appe Padova)

Acqua minerale: normativa italiana troppo rigorosa. L’UE chiede di abbassare le restrizioni per facilitare l’importazione di questo prodotto

L’Italia produce una grande quantità di acqua minerale ma limita l’importazione dagli altri Paesi europei attraverso norme di sicurezza più elevate rispetto a quelle previste a livello comunitario. Per questo motivo la Commissione ha chiesto una modifica della legislazione italiana sulle acque in bottiglia per renderla conforme alle norme europee sulla libera circolazione delle merci.

Il pomo della discordia. La legislazione italiana in vigore, secondo la Commissione, restringe in modo ingiustificato la commercializzazione dell’acqua da bere non classificata né come acqua minerale naturale né come acqua di sorgente. Queste restrizioni, inoltre, ostacolano l’importazione in Italia di acqua potabile in bottiglia confezionata o commercializzata legalmente in altri Paesi dell’UE. Se entro due mesi l’Italia non comunicherà le misure adottate per rispettare gli obblighi imposti dalla normativa comunitaria, la Commissione potrà decidere di rinviare il dossier alla Corte di Giustizia dell’UE. Qual è il pomo della discordia? In Italia, le procedure di controllo sono più rigorose di quelle stabilite dalla direttiva europea sulla qualità delle acque destinate al consumo e ciò impone oneri ingiustificati agli importatori di acque in bottiglia. In particolare, secondo la normativa italiana, le acque in bottiglia importate da un altro Stato UE devono essere sottoposte a nuovi controlli, anche se il rispetto delle norme europee è già stato verificato. Nel Mercato Unico europeo questo è assolutamente proibito. Le norme nazionali che assicurino un’alta qualità dell’acqua potabile e la protezione della salute sono non solo giustificate ma previste dalla stessa legislazione europea.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa/UE)

Effetto globalizzazione a tavola: più ananas che pesche

Il consumo di ananas degli italiani e’ raddoppiato mentre si e’ quasi dimezzato quello delle pesche negli ultimi dieci anni, con le banane che sono addirittura diventate il terzo frutto piu’ consumato dagli italiani dopo mele e arance. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti della globalizzazione a tavola dalla quale si evidenzia che la frutta straniera rappresenta oggi ben il 15% di quella consumata nonostante l’Italia sia il primo produttore di frutta e verdura in Europa. Accanto all’arrivo di frutta ”esotica”, negli ultimi dieci anni si e’ anche assistito ad una crescita degli sbarchi di frutta straniera ”contro” stagione come i mirtilli dall’Argentina (+560 per cento), le ciliegie dal Cile (+122 per cento) o l’uva dal Sudafrica (+50 per cento), prodotta in abbondanza anche in Italia. Una tendenza che, denuncia l’organizzazione agricola, ”comporta spreco di denaro, energia e inquinamento ambientale per i trasporti, spesso dovuta alla perdita di conoscenza dei cicli stagionali e amplificata dalla mancanza di trasparenza sull’origine dei prodotti in etichetta”, sulla quale la Coldiretti chiede di ”intensificare i controlli”.

(fonte Asca)

L’Asparago di Badoere diventa Igt

foto Consorzio Asparago di Badoere

Anche l’Asparago di Badoere è ufficialmente a Indicazione Geografica Protetta, tutelato a livello europeo e mondiale. Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 271 è stato infatti pubblicato il Regolamento (CE) n. 923 del 14/10/2010, riguardante appunto la registrazione della denominazione “Asparago di Badoere IGP”. La richiesta d’iscrizione, con il relativo disciplinare, era stata pubblicata il 29 gennaio scorso e da allora non è perveuta alcuna oservazione o opposizione da parte altri Paesi della Comunità.

In Veneto 33 prodotti Igp. “Con l’Asparago di Badoere – ha commentato l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato – il numero di produzioni agricole e agroalimentari regionali a denominazioni vola ancora più in alto. E continuerà a salire. Con questa IGP siamo ormai a quota 33, con la quasi totalità del prodotti relativa esclusivamente al territorio regionale: un dato che fa del Veneto la prima regione italiana in assoluto per varietà tutelate da denominazione europea, cui si aggiungono 26 DOC e 8 DOCG, in procinto di diventare 11, e oltre 350 prodotti tipici. E’ un vero e proprio tesoro di sapori del territorio, una fonte di reddito per le nostre imprese agricole – ha concluso Manzato – che vogliamo e dobbiamo difendere, promuovere e valorizzare dagli assalti della banalizzazione e di una mondializzazione standardizzata, senza volto e di ignota qualità, magari imposta da potentati economici altrui”.

Due le tipologie, bianca e verde. L’Asparago di Badoere è un prodotto davvero identitario e ha una lunghissima tradizione: l’origine sembra risalire all’adesione delle terre venetiche alla Roma repubblicana e imperiale. Con questa IGP, la Provincia di Treviso può vantare ben due Indicazioni protette di asparagi (c’è infatti anche quella di Cimadolmo), cui si affianca la DOP Asparago di Bassano. L’Asparago di Badoere si presenta in due tipologie: quella “bianca” (5 varietà) e quella “verde” (5 varietà). Quello bianco presenta un sapore dolce, non acido né salato, tenero e privo di fibrosità; quello verde ha invece sapore marcato, non acido né salato, con aroma fruttato ed erbaceo persistente. Viene prodotto nell’areale che include i comuni di Piombino Dese e Trebaseleghe (Padova), Casale sul Sile, Casier, Istrana, Mogliano, Morgano, Paese, Preganziol, Quinto, Resana, Treviso, Vedelago, Zero Branco (Treviso) e Scorzè (Venezia).

(fonte Regione Veneto)

Venezia, 21 ottobre ore 12:30: a Palazzo Ferro Fini s’inaugura lo “Scrigno delle carni”. Tre cuochi “km zero” e un “maestro macellaio da Guinness” presenti per l’occasione.

Sarà presentato a Venezia domani, giovedì 21 ottobre 2010 alle ore 12:30, in occasione della riunione del Consiglio Regionale a Palazzo Ferro Fini, il progetto di filiera corta lo  “Scrigno delle Carni” di Unicarve. Nell’occasione, il presidente di Unicarve, Fabiano Barbisan, consegnerà  al governatore della Regione Veneto, Luca Zaia e al
Presidente del Consiglio Regionale, Clodovaldo Ruffato uno “Scrigno delle carni”.
Un buffet con piatti a base di vitellone, vitello a carne bianca e suino a kmzero. Terminata la presentazione, al piano superiore, in due sale, sarà ospitato il buffet organizzato da tre cuochi “speciali”, testimonial dello Scrigno delle carni venete, da portare  sulle tavole dei ristoranti del menu a kmzero. I tre cuochi del circuito regionale presenteranno in anteprima i piatti a base di vitellone, vitello a carne bianca e suino. Dal bollito al fagottino, dalla tagliata aromatizzata, alla costata piccante.  Sono alcune delle ricette che i talenti della cucina locale proporranno all’attenzione degli Amministratori del Veneto ed ai giornalisti presenti, per annunciare l’accordo tra trattorie, osterie, taverne, mense che adotteranno il prezioso “forziere” di carne.
I tre chef che prepareranno il menu e il Maestro Macellaio. Carne proveniente da allevamenti veneti, tracciata ed etichettata, di qualità, confezionata in modo innovativo (sottovuoto con pellicola) che consente una frollatura ottimale, stivabile nei normali frigoriferi per 28 giorni e poi, se non consumata entro la scadenza, stivabile senza toglierla dalla confezione, nel congelatore domestico per circa un anno, senza perdere le caratteristiche qualitative. Confezioni, che rispettano l’ambiente, perché riciclabili. I tre Chef “speciali” sono: Beppe Agostini del Teatro dei Sapori di Castelfranco (TV), cuoco di Miss Italia nel Mondo 2010, Fabio Legnaro della Trattoria Ballotta di Torreglia (PD), leader regionale del kmzero, e Domenico Longo del Ristorante Casa Coste di Collalto (TV), vice campione mondiale di pasticceria, originario della Calabria, seconda Regione d’Italia dopo il Veneto ad avere una legge regionale per orientare i consumi verso i prodotti di provenienza regionale. Insieme ai tre cuochi, un Maestro Macellaio, recordman nel 1998 della salamella più lunga al mondo (3.680 mt.), Bruno Bassetto di Treviso che preparerà una battuta di carne all’olio extra vergine, rigorosamente del territorio e si cimenterà con il disosso di una pera (di carne) per mostrare l’arte del taglio, ricordando il libro da lui scritto nel 2002, “Fra tagli e frattaglie”.
(fonte Unicarve)

Regione Veneto: una spesa intelligente costa meno e dà più qualità

Franco Manzato, assessore Agricoltura Regione Veneto alla "spesa intelligente"

L’ignara signora Maria spende al supermercato il 25 per cento in più dell’accorto “massaio” Franco Manzato, senza avere certezza della qualità di ciò che acquista e anzi rimanendo vittima di vere e proprie illusioni alimentari. E’ questo il risultato della dimostrazione pratica di spesa intelligente, condotta dall’assessore all’agricoltura e alla tutela del consumatore del Veneto (Franco Manzato, appunto), che per i suoi acquisti si è rivolto al mercatino dei produttori allestito ogni lunedì pomeriggio a Piazzale Roma di Venezia.

Un commercio ancora di troppi equivoci e silenzi. Alla fine l’assessore ha risparmiato oltre 6 euro rispetto alla signora Maria, che ha investito in beneficienza a favore della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus nell’ambito dell’iniziativa “Occhio alla Carota!” promossa in collaborazione con Coldiretti Venezia per il sostegno alla ricerca contro le malattie oculari. “Il nostro è ancora un commercio di troppi equivoci e troppi silenzi – ha sottolineato l’assessore – dove alla maggior parte dei consumatori e per troppi prodotti non è dato di sapere cosa effettivamente si compra rispetto alla confezione, spesso sfolgorante e non di rado ingannatrice”. La testimonianza odierna ne è la ulteriore conferma, “che dimostra quanta strada ci sia ancora da fare in Italia e in Europa per informare i cittadini consumatori, e farlo correttamente.

Urgente e doverosa un’etichettatura trasparente. Il sospetto, ma è più che un sospetto, è che ci siano gruppi e potentati economici che preferiscono lasciare le cose nella nebbia e nella nebulosità dell’approssimazione o dell’equivoco. E’ urgente e doverosa un’etichettatura trasparente. E fa piacere di avere in questo il sostegno di un ministro come Giancarlo Galan. Sono anch’io convinto che in tutta Europa sia maturata una consapevolezza positiva su questioni così cruciali e che dobbiamo approvare subito la legge nazionale”. Oggi è stata l’occasione per conoscere meglio cosa si cela dietro le diciture, o le non diciture, dei prodotti, per capire come si possa evitare anche lo spreco ambientale e come riconoscere vere e proprie frodi alimentari. “In Italia, l’agroalimentare è la seconda voce passiva della bilancia commerciale, dopo l’energia – ha fatto presente Manzato – e anche il Veneto, che pure gestisce il 13 per cento dell’export nazionale in agricoltura e nell’agroalimentare (e oltre il 29 per cento di quello vinicolo), soffre di un deficit tra esportazioni ed importazioni valutabile nel 2009 in quasi 740 milioni di euro. Fare una spesa di prossimità aiuta l’economia, aiuta noi stessi, ci dà maggiori garanzie e qualità più elevata”

LA SPESA DELLA SIGNORA MARIA (23,72 euro)
Bottiglia di vino svizzero Merlot – 10,70 euro
100 gr di Salame ungherese confezionato – 2,79 euro
500 gr di Insalata Belga – 1.49 euro
0,370 kg di formaggio Maasdam – 1.72 euro
1 kg di mele Pink Lady cilene – 2,90 euro
1 litro di latte UHT – 0,75 euro
0,500 kg di Kiwi Nuova Zelanda – 2,99 euro
Succo di frutta – 0,89 euro

LA SPESA DELL’ASSESSORE MANZATO (18 euro)
Bottiglia di vino merlot Piave – 3,00 euro
Salame nostrano – 4,50 euro
Insalata gentile – 2,00 euro
Formaggio caciotta fresca – 4,50 euro
Mele – 1,50 euro
Kiwi – 1,20 euro
Un litro di latte fresco – 0,80 euro
Succo di frutta di sambuco – 0,50 euro

(fonte Regione Veneto)

18 ottobre 2010 ore 14:00: a Venezia in anteprima i dati dell’import-export agroalimentare Veneto

Gli inganni nel sacchetto, i trucchi del risparmio e i segreti dell’imballaggio zero saranno smascherati da Luca Saba, direttore di Coldiretti Veneto e dall’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato, che oggi, lunedì 18 ottobre alle ore 14.00, farà la spesa al mercatino degli agricoltori a Venezia (Tre Ponti – Piazzale Roma). Stampa, consumatori e curiosi potranno seguire il percorso ragionato a voce alta dell’Assessore che acquisterà prodotti tradizionali e tipici presso le bancarelle degli agricoltori per poi confrontarli con la spesa della “Signora Maria” fatta in un qualsiasi centro commerciale. Sul banco non solo i conti dello scontrino, ma anche l’analisi su quanto e cosa arriva dall’estero provocano il deficit della bilancia agroalimentare veneta nonostante la completa autosufficienza produttiva.

(fonte Coldiretti Veneto)