Dal 1° luglio partirà l’obbligo di fatturazione elettronica per l’acquisto di carburanti per autotrazione, primo step di una rivoluzione digitale che porterà dal 1° gennaio 2019 all’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le operazioni tra azienda e azienda. Un cambiamento totale che obbligherà tutti a dotarsi di software sia per l’emissione delle fatture nel nuovo formato xml, sia per il ricevimento e l’archiviazione. Chi non si adegua, incorrerà in salatissime sanzioni che vanno dal 90 al 180% dell’Iva relativamente all’operazione non correttamente fatturata.
Grande è la preoccupazione tra gli agricoltori. Secondo una stima di Confagricoltura Veneto, 9 aziende su 10 non sono pronte. Tra le piccole e medie aziende molte non sono neppure dotate di computer e, perciò, in questi giorni l’associazione riceve decine di telefonate con la richiesta di chiarimenti, anche perché la normativa non è chiara. Si parla infatti di fatturazione elettronica dal 1° luglio per “benzina e gasolio per motore ad autotrazione”, ma non viene specificato se anche i trattori saranno compresi.“È stato presentato un emendamento con il quale si chiedeva il doppio binario da luglio, ma non è passato – spiega Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto -. Comprendiamo lo scopo del provvedimento, che punta a garantire la tracciabilità dei flussi finanziari e contrastare le frodi Iva, ma un periodo di transizione sarebbe auspicabile, com’è avvenuto l’anno scorso per il registro digitale del vino, perché molte aziende non sono attrezzate e dovranno ricorrere a professionisti per far fronte al cambiamento, con aumento di costi e perdita di tempo. Alle associazioni di categoria spetta il ruolo di informazione, ma va detto che il nuovo sistema obbliga anche noi a rivedere completamente l’organizzazione amministrativa, perché spariranno le fatture cartacee e dovremo dotarci di nuovi strumenti e metodologie per tutti i servizi di tenuta contabilità”.
Molta la confusione che regna nell’universo aziendale. Bruna Scomparin, responsabile dell’ufficio Iva di Confagricoltura, riferisce che l’organizzazione ha fissato per la prossima settimana un incontro con il ministero e l’agenzia delle entrate per sapere se i carburanti a uso agricolo rientreranno nell’obbligo previsto dal 1° luglio: “In ogni caso molte aziende agricole saranno interessate dal provvedimento per il carburante legato all’utilizzo di furgoni, camion e tutto ciò che serve all’attività aziendale – chiarisce -. In sostanza, sparisce la scheda carburanti e viene sostituita dalla fattura elettronica. Cosa comporta questo? Che ogni azienda, anche chi riceve la fattura, dovrà munirsi di una Pec e di un software per la ricezione, o di un’app da scaricare su smartphone, tablet e pc per scaricare il file, convertirlo e trasmetterlo a chi tiene la contabilità. Il guaio è che molti agricoltori, soprattutto le vecchie generazioni, non possiedono né un computer e neanche un telefonino funzionale allo scopo. Saranno i piccoli e medi imprenditori ad avere più problemi, e temiamo che molti saranno costretti affidarsi a professionisti esterni, con aggravio di costi, operazioni e riorganizzazioni aziendali. Consigliamo di muoversi da subito, anche in vista della fatturazione elettronica allargata a tutte le operazioni del prossimo anno, per non trovarsi negli ultimi giorni con l’acqua alla gola. Noi faremo la nostra parte, restando a disposizione per dare supporto per tutte le necessità”.
Cosa cambia. Con la fatturazione elettronica, tutto passerà attraverso il Sistema di interscambio, gestito dall’Agenzia delle Entrate, che prevede che l’azienda acceda a un servizio web in cui si può caricare la fattura secondo un formato standard. Per accedere al sistema, gestito dall’Agenzia delle Entrate, occorre avere le credenziali o disporre di una carta nazionale dei servizi e di apposito lettore collegato al computer e di un indirizzo di posta elettronica Pec. A questo servizio si può integrare un software o un web service in grado di generare e inviare la fattura secondo il formato richiesto in maniera automatica.
Fonte: Servizio Stampa Congrafrigcoltura Veneto
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Lo scorso 4 giugno si sono insediati i neo Ministri delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dell’Ambiente, della tutela del Territorio e del Mare del Governo Conte, rispettivamente Gian Marco Centinaio (Pavia, 1971) e Sergio Costa (Napoli, 1959).
Centinaio
Costa
Nei giorni scorsi, il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Paolo Gentiloni in qualità di Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo che, in attuazione della legge sulla semplificazione, la razionalizzazione e la competitività dei settori agricolo e agroalimentare (legge 28 luglio 2016, n. 154), introduce norme in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali.
Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Paolo Gentiloni in qualità di Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo che, in attuazione della legge sulla semplificazione, la razionalizzazione e la competitività dei settori agricolo e agroalimentare (legge 28 luglio 2016, n. 154), introduce norme in materia di riorganizzazione delle competenze nel sistema di erogazione degli aiuti comunitari cui sono preposti l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA).
A partire dal 3 maggio 2018, i consumatori potranno acquistare i prodotti a marchio “
Stop al “Far west” sui contratti per il latte. E’ quanto chiede la Coldiretti di fronte alle comunicazioni unilaterali di variazione al ribasso del prezzo alla stalla, o di riduzione delle quantità richieste rispetto agli accordi presi, che le industrie stanno mandando agli allevatori e che mettono a rischio la sopravvivenza e il lavoro di oltre 30mila aziende agricole, senza considerare l’indotto.
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Da oggi, 17 febbraio 2018 scatta l’obbligo di indicazione dell’origine della materia prima in etichetta per il riso e per la pasta. Sono entrati pienamente in vigore, infatti, i decreti firmati dai Ministri Maurizio Martina (Agricoltura) e Carlo Calenda (Sviluppo Economico) che consentono ai consumatori di conoscere il luogo di coltivazione del grano e del riso in modo chiaro sulle confezioni. Nel solco di quanto fatto per latte e derivati, la sperimentazione è prevista per due anni.
I ministri Maurizio Martina (Politiche agricole alimentari e forestali) e Dario Franceschini (Beni culturali e del turismo) hanno proclamato il 2018 Anno nazionale del cibo italiano. Da gennaio prenderanno il via manifestazioni, iniziative, eventi legati alla cultura e alla tradizione enogastronomica dell’Italia.
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