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Al Consiglio Nazionale UNAGA il collega Nicola Dante Basile presenta “Liscia, gassata o…Da 120 anni l’effervescente naturale”

da sx Paola Scarsi, Roberto Zalambani, Nicola Dante Basile, Efrem Tassinato, Beatrice Busi Deriu, Mimmo Vita

da sx Paola Scarsi, Roberto Zalambani, Nicola Dante Basile, Efrem Tassinato, Beatrice Busi Deriu, Mimmo Vita

In occasione del Consiglio Nazionale UNAGA, presso la FNSI a Roma, dello scorso 22 marzo, il collega del Sole24Ore Nicola Dante Basile ha presentato il suo nuovo libro “Liscia, gassata o… Da 120 anni l’effervescente naturale” un prestigioso volume (edito da SKIRA) ora in vendita presso le librerie, sulla storia dell’acqua Ferrarelle.

“La storia dell’acqua minerale (effervescente naturale), un pezzo indelebile della storia d’Italia”. Basile, con la bravura che lo contraddistingue, ripercorre una storia italiana, o meglio del settore alimentare italiano, molto significativa e per questo proposta ai giornalisti UNAGA. Come egli scrive “c’è un pezzo indelebile della storia d’Italia nel vissuto di Ferrarelle, il marchio leader nell’imbottigliamento di acqua minerale effervescente naturale, l’unica al mondo classificata e certificata come tale. Impresa pionieristica nel vero senso del termine concepita sul finire del XIX secolo, Ferrarelle al pari di altre aziende del suo tempo giunte fino a noi, ha accumulato nella propria memoria drammi politici, tragedie sociali, crisi economiche e rotture culturali che hanno accompagnato gli ultimi 120 anni di storia italiana. Tanti quanti ne compie oggi il marchio di Riardo, artefice di progetti intriganti, strategie commerciali innovative e campagne di marketing lungimiranti che creano consenso e successo, ma stimolano anche appetiti sulfurei che mettono a rischio la sana gestione. Salvo assistere all’arrivo dell’imprenditore che sbugiarda l’inettitudine dei mercanti del tempio, rimette la barra a dritta e crea le basi per un nuovo sviluppo di impresa ecosostenibile. E’ dunque una storia antica e moderna, questa di Ferrarelle…..”.

(Fonte: UNAGA)

Stampa agricola. Il Consiglio Nazionale UNAGA nomina i vicepresidenti e fa il punto su Expo 2015, l’attività delle ARGA e la crisi del settore editoriale

La presidenza UNAGA: Roberto Zalambani, Efrem Tassinato, Mimmo Vita, Giovanni Rossi (FNSI)

La presidenza UNAGA: Roberto Zalambani, Efrem Tassinato, Mimmo Vita, Giovanni Rossi (FNSI)

Decisioni importanti quelle assunte dal Consiglio Nazionale UNAGA, di cui ARGAV fa parte, nella seduta del 22 marzo u.s. La foto documenta alcuni momenti della riunione, che come si sa ha cadenza bimestrale e che, come abitudine per la sessione primaverile, si è tenuta a Roma presso la sede della FNSI.

Nomina dei vicepresidenti. Vediamole in sintesi: la più importante è la nomina dei due vice presidenti, andata alla presidente  dell’ARGA Sardegna Mariella Cossu (all’unanimità, con funzioni di Vicario) e al presidente dell’ARGA Friuli Venezia Giulia Carlo Morandini (a maggioranza). La votazione si era resa necessaria per la vacanza delle due vice presidenze; la prima per l’autoscioglimento dell’ARGA Puglia e quindi con la decadenza di Roberto De Petro da presidente dell’ARGA e da vicepresidente UNAGA. La seconda perché non votata all’ ultimo Congresso UNAGA, tenutosi a Bari nell’ottobre scorso.

Expo 2015. Altrettanto importante è il “via libera” dato alla Giunta UNAGA, ora composta dal presidente nazionale Mimmo Vita, dal segretario Roberto Zalambani, dal tesoriere Efrem Tassinato e dai neo vice presidenti, per le azioni presentate in vista di EXPO Milano 2015. Unaga si sta impegnando per chiudere rapporti di collaborazione specialmente con Padiglione Italia, al fine di favorire la maggior diffusione sia in Italia che all’estero, della conoscenza dell’evento meneghino. In particolare attraverso le relazioni internazionali, UNAGA è membro di IFAJ (i giornalisti agricoli mondiali) e di ENAJ (il network della Commissione europea dei giornalisti agricoli), si opererà affinchè i colleghi giornalisti trattino di Expo2015 sulle loro testate comunicando l’evento; e perché vengano a Milano ed in Italia, scoprendo  assieme ad Expo le eccellenze agroalimentari, culturali e ambientali del Bel Paese. In agenda meetings, educationals, workshop, eventi esperienziali.

Le attività delle associazioni regionali. Durante l’incontro si è parlato delle attività delle ARGA, con al centro tematiche di grande valore, come la situazione nella Terra dei Fuochi e le produzioni agricole per le quali da tempo si è attivata ARGA Campania. O la valorizzazione dei prodotti nati dalle coltivazioni nelle terre frutto dei sequestri mafiosi: EthiCatering di Roma ha proposto il suo menù a base di eccellenze provenienti da terreni confiscati alle mafie e confezionati nelle carceri italiane. Andrea Guolo, Segretario dell’ARGA dell’Emilia Romagna ha ricordato lo spettacolo teatrale di grande successo “Mafie in pentola. Libera terra, il sapore di una sfida” da lui scritto e interpretato dalla moglie, l’attrice Tiziana Di Masi ( il volume d’affari complessivo dell’agromafia sale a circa 14 miliardi di euro nel 2013, con un aumento record del 12% su due anni fa, in netta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese perché la criminalità organizzata trova terreno fertile proprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi, secondo Coldiretti). Ma ogni ARGA è attiva sul proprio territorio con parecchie iniziative info-formative. A questo proposito, anche su sollecitazione del presidente della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) Giovanni Rossi – come sempre squisitamente presente ai lavori di UNAGA dove ha delineato un quadro della professione molto difficile (irreversibile?) sul piano sindacale e del riconoscimento della professionalità, e per il quale la Federazione si sta spendendo anche in favore dei meno tutelati (cioè i Freelance e gli Uffici Stampa), altro pilastro dell’attività 2014 (e anni seguenti) sarà quella di accompagnare l’Ordine nazionale dei Giornalisti e quelli regionali nelle iniziative obbligatorie per la formazione permanente degli iscritti alla categoria. L’impegno UNAGA, ovviamente ruoterà attorno ai temi che sono propri dell’Unione (Agricoltura ,Alimentazione, Ambiente, > Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili).

Presto l’annuario UNAGA. Altre decisioni sono state assunte per il miglioramento del sito (www.unaganews.org), i rapporti internazionali (nomina della presidente dell’ARGA Emilia Romagna Lisa Bellocchi a responsabile), la realizzazione dell’Annuario UNAGA, la continuazione del lavoro della Commissione Statuto e Regolamento nella quale entra il segretario Roberto Zalambani, la attivazione a breve della ARGA Toscana, finora associata a quella dell’Emilia Romagna. Un ottimo lavoro, che sicuramente produrrà i suoi frutti.

(Fonte: UNAGA)

Agroalimentare made in Italy in crescita ma necessario salto di qualità a livello organizzativo, logistico e di marketing

Paolo De Castro, Presidente della Comm.ne Agricoltura del Parlamento europeo

Paolo De Castro, Presidente della Comm.ne Agricoltura del Parlamento europeo

“Le produzioni agroalimentari italiane spiccano per l’eccellenza qualitativa ma per farci strada in Europa e, più ancora, nel mondo, occorre migliorare capacità organizzativa, impostare efficienti sistemi a rete e una più capillare distribuzione per aumentare la presenza sui mercati internazionali; le prospettive di crescita media per i prossimi 5 anni sono di 9 punti”. Ad affermarlo, è stato Paolo de Castro, presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo, che ha incontrato nei giorni scorsi a Verona nella sede di Edizioni L’informatore Agrario un ampio e qualificato pubblico di imprenditori, rappresentanti del mondo agricolo e della cooperazione operanti nei settori strategici per la nostra economia, dal vino alla cerealicoltura, dall’ortofrutta al lattiero-caseario.

Agroalimentare italiano, punti di forza e di debolezza. L’incontro, moderato dal direttore de L’Informatore Agrario Antonio Boschetti, ha focalizzato l’attenzione su punti di forza e debolezza del sistema agroalimentare italiano in relazione alle trattative in corso in UE e alla luce della nuova PAC. “Nel 2013 l’export agroalimentare italiano ha toccato il suo massimo storico, arrivando a 33,4 miliardi di euro (+5% rispetto al 2012, +78% rispetto al 2002) – ha introdotto Paolo De Castro. A dispetto di questo record sono ancora poche le imprese che riescono ad esportare: nell’industria alimentare sono circa il 12%, in quella delle bevande arrivano al 50%. Nel dibattito, che ha suscitato ampia partecipazione in sala, sono emerse le criticità del “sistema Italia”. “Manca la consapevolezza che l’agricoltura vada gestita come un vero e proprio comparto economico – ha detto Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario. Serve pragmatismo quando si tratta di “made in Italy”, con un approccio diverso da filiera a filiera, aspetto che è stato condiviso oggi da tutti i rappresentanti delle filiere di prodotti Dop e di base”.

Accordi UE per l’internazionalizzazione. Paolo De Castro, reduce da Bruxelles, ha fornito inoltre un quadro sulle trattative in corso in UE, in una prospettiva di internazionalizzazione: “Oggi assumono rilevanza strategica gli accordi commerciali internazionali su cui sta lavorando l’UE. Tra di essi si segnalano gli accordi bilaterali in corso con USA, India e Giappone. in particolare l’UE stima che la conclusione dell’accordo con gli USA potrebbe far aumentare le esportazioni comunitarie del 15% da qui al 2017 (+1,7 miliardi di euro), il caso del Giappone è ancora più promettente, +137%, pari a 5,9 miliardi l’anno. Per quanto riguarda il nuovo Regolamento sull’informazione e promozione dei prodotti agroalimentari, la dotazione finanziaria dovrebbe essere pari a 61,5 milioni di euro per il primo anno per poi arrivare a 200 milioni di euro nel 2020”.

(Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario)

Nuova PAC, il neo ministro Martina fa il punto della situazione con De Castro

Ministro_Martina_bioMaurizio Martina, il nuovo ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, ha incontrato nei giorni scorsi a Roma nel Palazzo dell’Agricoltura Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo.

Gli argomenti discussi. Al centro del colloquio c’è stata l’attuazione della nuova Pac a livello nazionale ed un’analisi sui prossimi adempimenti in sede comunitaria sulla politica agricola che dovranno essere discussi tra Parlamento, Commissione e Consiglio dell’Unione. Il Ministro Martina ha annunciato al presidente De Castro di aver avviato i contatti necessari per incontrare nelle prossime settimane i colleghi di Francia, Spagna e Germania, per impostare un lavoro comune sui principali temi agricoli europei. Il Presidente De Castro ha infine invitato il Ministro a Bruxelles per un incontro formale con la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo.

Profilo del neo-ministro dell’Agricoltura. Maurizio Martina è nato a Calcinate (BG) il 9 settembre del 1978. Sposato e padre di due figli, dopo essersi diplomato all’Istituto tecnico Agrario di Bergamo, ha conseguito la laurea in Scienze Politiche. Ex Sottosegretario di Stato del ministero Agricoltura nel Governo Letta, con il D.P.C.M. del 24 maggio 2013, gli è stata conferita la delega a presiedere la Commissione di coordinamento per le attività connesse all’EXPO’ Milano 2015.

(Fonte: Ministero Politiche agricole alimentari e forestali)

 

 

 

Lavorare in agricoltura, arriva la banca dati delle aziende agricole che assumono

agricoltura-giovaniArriva la banca dati di aziende agricole a cui potranno accedere quei giovani italiani che, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’, nel 2014 vorrebbe lavorare in agricoltura, dalla vendemmia alla raccolta della frutta, perché ama la campagna o semplicemente per raggranellare un po’ di soldi, magari nella pausa scolastica.

Portale Coldiretti “Lavoro in Campagna”. La presentazione è avvenuta nel corso dell’Assemblea elettiva di Giovani Impresa Coldiretti. Il portale, in corso di autorizzazione da parte del Ministero del Lavoro, favorirà l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Allo scopo è stato predisposto un sistema informatico che – sottolinea la Coldiretti – opera attraverso un apposito sito web nazionale nel quale verranno acquisite, archiviate e rese disponibili in forma pubblica tanto le richieste di manodopera delle imprese che i curricula e le disponibilità dei lavoratori. Il servizio peraltro non si limita comunque all’impresa, ma è rivolto anche al sistema della famiglia che potrà essere assistito nella ricerca di colf o badanti, al giovane che ricerchi la possibilità di effettuare uno stage aziendale, allo studente a caccia di un’occupazione durante il periodo delle vacanze estive o invernali attraverso un’offerta di lavoro occasionale accessorio (voucher) e al pensionato che voglia integrare il proprio reddito da pensione sempre tramite i buoni lavoro.

Sportelli web per il lavoro presso ogni sede provinciale Coldiretti. Lo strumento informatico sarà presto accessibile presso ogni sede e sportello territoriale della struttura Coldiretti, quindi anche quelli delle province venete, con personale qualificato che provvederà anche a rendere un vero e proprio servizio di accompagnamento ed assistenza a imprese e lavoratori, sia nel compito di caricamento e aggiornamento dei dati, sia soprattutto nella vera e propria fase di incontro tra domanda ed offerta di lavoro. È infatti previsto che tale fase di incontro tra impresa e lavoratori non sia gestita in automatico dal sistema, ma sia accompagnata e guidata dai servizi Coldiretti che provvederanno a segnalare all’impresa l’esistenza nell’archivio del sistema web di candidature compatibili con le necessità espresse provvedendo, se di interesse dell’impresa, ai necessari contatti con i candidati.

Duecentomila il numero potenziale di giovani impegnati nella prossima stagione agricola. “Si tratta di una risposta concreta alla domanda di agricoltura di un numero crescente di giovani (e non solo) che desidera fare una esperienza di lavoro in campagna”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “in agricoltura il lavoro c’è sia per chi vuole intraprendere con idee innovative che per chi vuole trovare una occupazione lontano dalla città”. Con l’arrivo della bella stagione saranno almeno duecentomila i giovani impegnati nelle campagne ad iniziare dalla preparazione dei terreni e delle serre per gli ortaggi per continuare con la raccolta di frutta e verdura fino alla vendemmia, secondo una stima della Coldiretti.

Nel veronese, lavori nel settore ortofrutticolo e vitivinicolo. “L’estate, specie a Verona territorio ricco di ortofrutta, coincide – sottolinea Claudio Valente, presidente Coldiretti Verona – con il periodo di maggior impiego di lavoro nelle campagne per le attività di raccolta di verdura e frutta come ciliegie, albicocche o pesche, fino a quella dell’uva che si concentra nel mese di settembre”. Dal primo giugno i giovani lavoratori dai 16 ai 25 anni di età regolarmente iscritti ad un ciclo di studi possono essere remunerati con i voucher, i buoni lavoro che comprendono già la copertura assicurativa e previdenziale e non sono soggetti a ritenute fiscali. I voucher rappresentano uno strumento che offre interessanti opportunità di reddito e occupazione a categorie particolarmente deboli e risponde coerentemente alle richieste di semplificazione del lavoro nei campi che può così meglio esprimere le proprie potenzialità in un momento di crisi, senza con ciò destrutturare il mercato del lavoro agricolo.

(Fonte: Coldiretti/Coldiretti Verona)

Con lo speciale “Agricoltura 2030”, Fieragricola (6-9/2/14 Veronafiere) interroga gli esperti sull’agricoltura del futuro

agricolturaCome sarà l’agricoltura nel 2030? È la domanda che l’Ufficio stampa di Fieragricola (Veronafiere 6-9/2/14) ha rivolto a economisti, docenti universitari, riferimenti per gli scambi di prodotti agroalimentari, sindacati del mondo agricolo, rappresentanti di importanti filiere della meccanizzazione agricola e della zootecnia. Ecco un’anticipazione delle risposte, che saranno approfondite nel corso della fiera all’interno di un dossier che sarà pubblicato nel sito della manifestazione agricola.

Le risposte. Appare probabile, come scrive Dario Casati, economista agrario, già prorettore dell’Università di Milano, che «i mercati si amplieranno, la concorrenza si dovrà sviluppare liberamente, l’accessibilità alle scoperte scientifiche sarà alla base di una nuova (fase della) rivoluzione verde».  A determinare il futuro agricolo, è convinto Giorgio Amadei, presidente dell’Accademia nazionale di Agricoltura, saranno «tre famiglie di innovazioni», come «informatica, robotica e bio-tecnologie». Così l’agricoltura del 2030 potrà rispondere meglio alle esigenze demografiche del pianeta e assicurare forme di reddito agli imprenditori agricoli, questi ultimi finalmente collegati coi mercati. Mercati sempre più tecnologici, ipotizza Francesco Bettoni, presidente della Borsa Merci Telematica Italiana, grazie anche al sistema di commercializzazione che dai 6 milioni di euro di scambi del 2002 è arrivato a 733 milioni nel 2013. Nel 2030 chissà, difficile estrapolare volumi. Ma il percorso è stabilito, nei suoi tratti essenziali. «Si parla molto di digital divide; il divario, nel caso del nostro Paese – sostiene Bettoni – non è solo digitale, ma è prima di tutto culturale».  Sedici anni, per Gabriele Canali, docente di Economia agroalimentare all’Università Cattolica di Piacenza, «con l’accelerazione che la storia ha subito nell’ultimo secolo, e in particolare negli ultimi decenni, potrebbe portare a “un altro mondo”».  Canali individua alcune macro-tendenze, dalla «capacità di produrre in modo economicamente efficiente prodotti agricoli, di valorizzare la qualità, di offrire servizi di natura ambientale». Ben prima del 2030, è convinto l’economista dell’Università Cattolica, «la crescente competizione e la riduzione delle forme di sostegno spesso distorsive determineranno una forte selezione delle imprese e delle produzioni».

(Fonte: Veronafiere)

Multifunzionalità, agroenergie e agricoltura sostenibile al centro del “road show” de L’Informatore Agrario a Fieragricola 2014 (6-9/2)

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIn occasione di Fieragricola 2014, che si terrà a Veronafiere dal 6 al 9 febbraio, Edizioni L’Informatore Agrario ha organizzato nei Padiglioni 1 e 4 il primo “road show” dove sfileranno le macchine agricole sostenibili più innovative, minicorsi gratuiti di potatura “ramificata” tenuti dai preparatori d’uva di Simonit&Sirch in un vigneto ricostruito in fiera, consulenza strategica, workshop e convegni sulla multifunzionalità e sui temi “caldi” del momento.

L’agricoltura guarda avanti. “Le nuove leve dell’agricoltura professionale per garantire ritorni in un periodo di recessione come l’attuale sono multifunzionalità, agroenergie e agricoltura sostenibile utilizzando le tecnologie più evolute, tre aree fortemente supportate dalla nuova Politica agraria comune – spiega Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario. Tre temi che svilupperemo ampiamente a Veronafiere, dove abbiamo messo in campo tutta la nostra competenza specialistica e un numero di esperti mai impiegato sinora”.

Macchine agricole. Novità assoluta per il 2014 le sfilate di macchine da pieno campo e per il vigneto e il frutteto che mostreranno dal vivo le innovazioni tecnologiche e di processo più all’avanguardia nel campo della meccanica. Nell’area esterna del Padiglione 4 sarà allestita una vera e propria “arena” con tribuna coperta per permettere al visitatore di assistere alle performance tecniche di grandi mezzi come trattrici e attrezzature per le grandi colture e il vigneto, con particolare rilievo per quelle specializzate nell’agricoltura di precisione e conservativa. A condurre il “Road show delle macchine sostenibili”, spiegando nei dettagli le caratteristiche di punta delle macchine in rassegna, saranno il prof. Luigi Sartori, docente di meccanica agraria all’Università di Padova, supportato da Marco Limina, direttore del mensile Macchine Agricole Domani e da Giannantonio Armentano, giornalista specializzato in meccanica agraria de L’Informatore Agrario. Gli appuntamenti per assistere agli show di macchine da pieno campo sono fissati per giovedì 6 febbraio alle 10.30, venerdì 7 febbraio alle 12.30 e sabato 8 febbraio alle 14; gli show di macchine per vigneto e frutteto sono programmati alle 12.30 di giovedì 6, alle 14 di venerdì 7, alle 10.30 di sabato 8 e alle 12.30 di domenica 9 febbraio; le dimostrazioni delle irroratrici sostenibili si svolgeranno giovedì 6 alle 14, venerdì 7 alle 10.30, sabato 8 alle 12.30 e domenica 9 febbraio alle 10,30 (Pad. 4, area esterna.

Potatura in diretta con i minicorsi gratuiti. Nel Padiglione 4, appuntamento imperdibile per scoprire i segreti della potatura “ramificata” attraverso l’esperienza ventennale di professionisti del settore. In primo piano, raccontato e mostrato dai suoi ideatori nel vigneto ricostruito in fiera, il metodo Simonit & Sirch, codificato per preservare la salute della vite, allungarne il ciclo di vita e migliorarne la produzione. Un minicorso di notevole interesse tecnico tenuto dal gruppo dei preparatori d’uva, con il supporto di Clementina Palese, giornalista specializzata in vitivinicoltura de L’Informatore Agrario. Il minicorso si svolge da giovedì a domenica e prevede un workshop teorico alle 10 nell’area convegni, a cui fa seguito una dimostrazione pratica; nei giorni 6,7 e 8 febbraio è prevista una replica alle 14. In programma, inoltre, la presentazione del nuovo libro di Marco Simonit “Manuale di potatura della vite: Guyot”, edito da Edizioni L’Informatore Agrario (Pad. 4).

Multifunzionalità. In tempi di crisi la chiave di volta è diversificare l’attività agricola aprendosi ad altre forme di business a essa collegate. Per cogliere ogni opportunità di investimento e di reddito L’Informatore Agrario, in collaborazione con esperti del Consorzio Agrituristico Mantovano e con l’INEA, ha programmato nel Padiglione 1, area D4 un fitto calendario di workshop su temi di attualità e un tavolo di consulenza individuale, avvalorati da anni di esperienza nel settore. Moderati da Nicola Castellani, giornalista de L’Informatore Agrario, gli incontri prevedono focus su: Agriturismo, come aumentare le opportunità di business (giovedì 6 e sabato 9 febbraio alle 10.30), Come difendersi dalla fiscalità locale (giovedì 6 alle 14,30, venerdì 7 alle 10.30 e sabato 8 febbraio alle 14,30) e Tutte le forme della vendita diretta, dallo spaccio aziendale all’internalizzazione (venerdì 7 alle 14.30 e domenica 9 febbraio alle 10.30). Da giovedì 6 a sabato 8 febbraio, alle 15,30, per tutti l’opportunità di un confronto diretto con gli esperti. (Pad. 1)

Sostenibilità e agroenergie. Agricoltura sostenibile, nuove opportunità di reddito attraverso le agroenergie ottenibili da biogas, le nuove regolamentazioni delle agroenergie sono al centro di tre convegni che coniugheranno aggiornamento tecnico e possibilità di interagire con professionisti ed enti di riferimento nei settori. In programma: Biogas, come integrare il reddito zootecnico (venerdì 7 febbraio, ore 9:30 – sala convegni interna Padiglione 3), Competitività con la semina su sodo: incentivi ed esperienze aziendali (sabato 8 febbraio, ore 9.30, sala Rossini) e Il Manifesto della Chimica Verde (sabato 8 febbraio, ore 9.30, sala convegni interna Padiglione 3).

(Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario)

Prezzo del latte in aumento, trascinato dalla Cina

biola-il-distributore-automatico-di-latte-crudo-dalla-mucca-alla-bottiglia-fotoIl futuro sarà della polvere di latte, più che dei formaggi Dop? E il prezzo del latte, a livello mondiale, salirà o sarà destinato a diminuire? Con quali riflessi per gli allevatori italiani, il cui contratto interprofessionale con l’industria lattiero casearia resterà in vigore fino al 31 gennaio prossimo, al prezzo di 42 centesimi al litro?

La Cina ha “fame” di latte in polvere. Domande legittime, viste le dinamiche del mercato a livello mondiale, che vedono la Cina importare notevoli quantità di latte in polvere (causa abbattimento di 2.000.000 di capi) e rivestire sempre di più il ruolo di player determinante sui trend globali dei prezzi. Da luglio a ottobre, infatti, secondo i dati di Clal, piattaforma che monitora il mercato mondiale del latte e che parteciperà con un approfondimento a Fieragricola 2014, l’import cinese di polvere di latte scremato (SMP) e polvere di latte intero (WMP), nei primi 10 mesi del 2013 sono aumentati rispettivamente del 20 per cento e del 30 per cento, con punte mensili di 29.000 tonnellate per la SMP e 79.000 tonnellate per la WMP.

Dove la Cina si approvigiona. Nuova Zelanda e Stati Uniti rappresentano i canali di approvvigionamento privilegiati per il Paese del Dragone. Addirittura la Nuova Zelanda, nonostante il falso caso di botulino, ha esportato in Cina nel solo mese di ottobre 86.404 tonnellate (anche probabilmente per effetto dell’abbassamento dei dazi doganali, che hanno agevolato l’export), trascinando il mercato mondiale dei prezzi del latte alla stalla su livelli di prezzo elevati, intorno a 420-440 euro la tonnellata.  Una cifra piuttosto alta, se si considera – come detto – che il prezzo del latte (e non delle polveri) in Italia è di 420 euro la tonnellata e che ha una destinazione completamente diversa, per la produzione cioè di formaggi a Denominazione d’origine protetta, il cui valore aggiunto rispetto alle polveri di latte dovrebbe essere indiscutibilmente più elevato.

Opportunità per i formaggi Dop di migliorare i margini sui listini. Una delle soluzioni che potrebbero portare vantaggi per gli allevatori e la filiera lattiero casearia italiani è la riduzione della produzione di Grana Padano e Parmigiano-Reggiano, i due formaggi leader del Paese. Invertendo così il trend di crescita delle produzioni, ma, immettendo latte italiano per uso alimentare nel circuito, distogliendolo dai formaggi Dop, si potrebbero ridurre le importazioni di latte dall’estero (pagato 50-52 centesimi al litro) e rivitalizzare il mercato del Grana Padano (quotato 7,40-7,60 €/kg sulla piazza di Mantova) e del Parmigiano-Reggiano (8,90-9,35 €/kg sulla piazza di Parma). Secondo i dati Clal, inoltre, i margini per «alleggerire» la produzione dei formaggi Dop a pasta dura sarebbero piuttosto buoni, alla luce del fatto che l’Italia, fra latte sfuso e panna sfusa nel2012 haimportato 1,7 milioni di tonnellate, pari a 4.700 tonnellate al giorno.

Lo scenario mondiale, tuttavia, apre il fianco ad altre valutazioni. Con un aumento dei prezzi mondiali come quello che si è registrato nelle ultime settimane – in Oceania, la polvere di latte scremato (SMP) è aumentata da4.500 a4.835 US$ a tonnellata – e con la Cina che nel 2012 ha importato da sola il 18 per cento della polvere di latte intero del mondo e il 9 per cento della polvere di latte scremato (fonte: Clal, anno 2012), fa ipotizzare che il prezzo del latte rimarrà elevato. Ma i consumatori saranno disposti ad acquistare il latte e derivati a prezzi così alti? E se la Cina prosegue la propria corsa all’approvvigionamento, il mercato mondiale potrà avere come unico riferimento il mercato cinese e basta, visto che gli altri Paesi nel mondo acquistano meno latte?

Il mercato italiano. È molto probabile che il prezzo pagato dall’industria di trasformazione dal prossimo anno aumenterà, trascinando il valore di compravendita di latte intorno ai 440 – 450 euro per tonnellata. Il contratto interprofessionale del latte con Italatte, siglato da Confagricoltura e Cia, ma non da Coldiretti, scadrà il 31 gennaio.

(Fonte: Veronafiere)

Approvato alla Camera l’emendamento che riserva il 20% dei terreni agricoli demaniali per affitto a under 40

“Favorire i giovani imprenditori nell’accesso alla terra è fondamentale per incentivare il loro ingresso nel mondo dell’agricoltura, facilitando così il ricambio generazionale che è una priorità per il comparto e per tutto il Paese. Ecco perché considero una buona notizia l’approvazione dell’emendamento che riserva il 20% dei terreni agricoli demaniali per l’affitto agli under 40”.

Rivolto agli agricoltori dai 18 ai 40 anni. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, sull’emendamento alla Legge di Stabilità approvato lo scorso 12 dicembre in Commissione Bilancio della Camera, che interviene sulla normativa riguardante l’alienazione e la locazione dei terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola, non utilizzabili per altre finalità istituzionali, di proprietà dello Stato, inserendo una riserva, dell’ordine del 20%, a favore della locazione dei terreni in questione da parte dei giovani imprenditori agricoli, che abbiano un’età compresa tra i 18 ed i 40 anni.

(Fonte: Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali)

Anche un allevatore-macellaio veneto alla fiera del “bue grasso” di Carrù (CN)

Andrea Mazzaro allevatore razza PiemonteAndrea Mazzaro non è un semplice macellaio, lui è anche allevatore, uno dei pochi della razza piemontese in Veneto. Autodidatta, diplomato sul “banco”, ha scelto di vendere la carne che lui stesso produce per dare la massima garanzia ai consumatori. Tutto questo accade nel giro di poco più di 40 chilometri: la macelleria è a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, la stalla sul Montello e l’abitazione a Quinto: un tragitto della bontà apprezzato pure dai clienti del supermercato di qualità “Eat’s” di Conegliano, con sedi anche a Milano e Verona di cui l’azienda è fornitore ufficiale.

Ambasciatore veneto del bovino piemontese. Talmente convinto del proprio lavoro da essere considerato a tutti gli effetti l’ambasciatore veneto del bovino del Piemonte. Per questo è stato accettato come “straniero” in gara alla rassegna zootecnica del “bue grasso” di Carrù a Cuneo in programma per il 12 dicembre prossimo. La Fiera ha origini antiche, poiché si hanno notizie che fin dal 1473 si tenevano mercati di bestiame con frequenza bisettimanale. Ora è diventata un tradizionale appuntamento commerciale e folkloristico, la cui importanza è diffusa anche fuori dai confini regionali.A questa manifestazione, che si tiene annualmente il secondo giovedì antecedente il Natale, sono ammessi esclusivamente bovini da macello di razza piemontese, suddivisi nelle categorie buoi, manzi, vitelle vitelli, vacche, manze, torelli e tori.

Amore non solo per la razza Piemontese, ma anche per la francese Blond d’Aquitaine. Scelti per la gara quattro esemplari di rara bellezza allevati nella stalla sul Montello, nati autoctoni in provincia di Cuneo sotto l’occhio vigile di un esperto che da tre generazioni si occupa di miglioramento genetico. I capi sono diventati grandi e grossi nel pieno regime di benessere animale, anzi possiamo dire con il massimo del confort: tutti i componenti della famiglia Mazzaro li coccolano con letti di paglia, fieno dell’Alpago e dei campi limitrofi, cereali a secco, acqua buona, e con materie prime di ottima qualità secondo tradizione, negli spazi rimodulati secondo la crescita. “Le “principesse” a quattro zampe di Andrea sono viziate – dice la sorella Patrizia che asseconda il fratello in questa impresa – hanno ossa minute ma si presentano assai robuste e cicciotte per dare la miglior porzione da gustare”. Nell’ agenda di Andrea Mazzaro c’è già in programma la partenza per la Garonna in Francia dove porterà le vacche “Blond d’Aquitaine” varietà detta anche Garonnese, ovvero il primo amore dell’imprenditore zootecnico trevigiano che ne conta un centinaio.

(Fonte: Coldiretti Veneto)