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Russia nella WTO, De Castro ottimista per Italia e UE. In discesa la strada per Mosca per vino e agroalimentare.

“L’ingresso della Russia nella Wto è importantissimo: significa che finalmente la Russia accetta di sottostare ad un sistema di regole sul commercio riconosciute ed accettate a livello internazionale, ma anche poter affrontare con la forza del diritto tutte le controversie in atto fra Unione europea e Russia, che sono moltissime”. Così dichiara all’Ufficio stampa di Fieragricola-Veronafiere il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, che sui riflessi pratici dell’entrata della Russia nella «grande famiglia» dell’Organizzazione mondiale del commercio pensa – in chiave agroalimentare – innanzitutto al vino.

Sinergie Russia-Veneto. “Più volte, anche da quella grande manifestazione che è Vinitaly – prosegue De Castro – ci siamo tutti battuti per eliminare le accise o quei sistemi di tassazione particolari che il governo russo ha inserito per frenare le importazioni italiane. Ora sarà più facile, anche per il vino italiano, raggiungere Mosca”. E nell’ottica di favorire gli interscambi commerciali fra i due Paesi, Veronafiere può contare su partnership consolidate – come la presenza di Vinitaly in Russia – e alleanze stipulate di recente, come quella fra Siab (il Salone internazionale dell’arte bianca, in programma dal 25 al 29 maggio 2013 a Verona), l’Associazione dei panificatori e pasticceri russi e Conoscere Eurasia, sottoscritta lo scorso aprile a Mosca.

Le esportazioni verso la Russia. Uno dei compiti della Wto sarà quello di ridurre le tariffe sull’importazione in Russia dal 10,3 al 7,1 per cento, agevolando di fatto l’ingresso di vini e di altri prodotti dell’agroalimentare italiano nella Federazione Russa. «Come Unione europea siamo il primo partner commerciale – recita De Castro – e possiamo ancora crescere molto. L’Italia è ancora un po’ indietro, ma ora ci sono gli strumenti per stimolare ulteriori investimenti in un mercato che ama il made in Italy».

L’import da Mosca: via i dazi sui cereali. Il numero uno della Comagri a Strasburgo pensa anche ai flussi dalla Russia. «Anche in questo caso l’ingresso russo nel Wto è una buona notizia, perché saranno vietate misure di protezionismo sul mercato senza motivazioni specifiche, come venne fatto soltanto un anno fa quando la Russia pose dazi sull’export dei cereali». E i riflessi positivi potrebbero già delinearsi a breve, vista la necessità di trovare una soluzione all’emergenza siccità che sta stravolgendo al ribasso tutte le previsioni di produzioni di cereali a livello mondiale.

Tutele a Dop e Igp escluse. L’ingresso della Russia nella Wto cambierà nulla sul fronte dei marchi comunitari di qualità, la cui contraffazione al di fuori dei confini dell’Unione europea – senza accordi specifici fra Paesi – non è protetta dalle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio. «Su questo l’Ue continuerà ad impegnarsi affinché possano esserci progressi – assicura De Castro – ma al momento non ci sono riconoscimenti e alcuni Paesi, fra i quali Stati Uniti, Canada e Australia, si oppongono. L’adesione della Russia alla Wto ci permetterà di riproporre anche questa vecchia battaglia, di non facile soluzione».

(Fonte: Veronafiere)

Benzina: i rincari pesano anche sulla busta della spesa. Ogni famiglia spende 20 euro in più al mese.

Il nuovo record della benzina, che ha superato la soglia dei due euro nella rete ordinaria, risulta insostenibile per le tasche delle famiglie, che accusano doppiamente i continui rincari. Oltre al capitolo “trasporti”, infatti, a lievitare è il budget dei prodotti alimentari, che viaggiano lungo la filiera nel 90 per cento dei casi su gomma. Finora l’aggravio sulla busta della spesa ha già superato le 20 euro al mese a famiglia, considerando che il costo del trasporto incide sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40 per cento. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

In meno di un anno, raddoppiato il prezzo del gasolio agricolo. Rincari così smisurati -osserva la Cia- generano uno stravolgimento completo nei bilanci familiari. Nell’arco dell’ultimo anno, infatti, gli italiani hanno dovuto “sborsare” più per il capitolo trasporti, carburanti ed energia (470 euro al mese) che per gli alimentari (467 euro al mese), con uno sbilanciamento mai visto prima verso auto e bollette a discapito della tavola. Nelle campagne la situazione è drammatica. Gli imprenditori agricoli, infatti, hanno visto raddoppiare in meno di un anno il prezzo del gasolio agricolo, con un onere aggiuntivo di circa 5 mila euro ad azienda. Ma oggi i “carburanti” -sottolinea la Cia- sono soltanto una delle voci di spesa in aumento per le imprese. La siccità e le criticità climatiche di quest’estate così inclemente per il settore, infatti, hanno aumentato considerevolmente i consumi di acqua, la bolletta energetica per l’irrigazione e per la ventilazione nelle stalle e le spese aggiuntive per l’alimentazione degli animali. Per dare una boccata d’ossigeno ai produttori -conclude la Cia- è sempre più indispensabile che il governo azzeri al più presto le accise sul gasolio agricolo, in modo da permettere una riduzione degli oneri a carico degli agricoltori.

(Fonte: Confederazione Italiana Agricoltori)

Lavoro: accordi del settore agricolo su apprendistato, enti bilaterali e solidarietà per i terremotati

Apprendistato, enti bilaterali e solidarietà per i terremotati sono stati al centro dei nuovi accordi sottoscritti tra le parti datoriali e sindacali del settore agricolo. Ne dà notizia Confagricoltura che valuta positivamente le intese raggiunte.

Apprendistato, durata massima 36 mesi. Particolarmente importante è l’accordo che introduce l’apprendistato in agricoltura nel nuovo quadro normativo derivante dalla riforma Fornero. “Riguarda sia gli impiegati, sia gli operai, per una durata massima di 36 mesi – informa Confagricoltura -. Vuole favorire lo sviluppo dell’occupazione in agricoltura e la crescita professionale degli addetti. Le imprese agricole che svolgono l’attività in cicli possono assumere lavoratori con contratto di apprendistato a tempo determinato”.

Enti bilaterali. Con il secondo accordo si intende procedere al riordino ed alla valorizzazione delle casse extra-legem/enti bilaterali per fornire ad essi maggiore funzionalità ed efficacia. Le casse extra legem – spiega Confagricoltura – provvedono ad erogare agli operai agricoli a tempo indeterminato, in caso di malattia e di infortunio sul lavoro, una integrazione salariale. L’obiettivo ora è di rilanciare tali organismi che sono diventati ancora più importanti, dovendo organizzare e gestire attività e servizi bilaterali in tema di welfare e di integrazione al reddito individuati dai contratti provinciali.

Iniziative per i terremotati. Le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori dell’agricoltura hanno quindi deciso di assumere una iniziativa congiunta di solidarietà a favore delle popolazioni, dei lavoratori e del sistema produttivo dei territori dell’Emilia Romagna e delle province di Mantova e Rovigo, colpite dal terremoto. Favoriranno, con la collaborazione delle loro articolazioni territoriali, la raccolta di contributi volontari da parte dei singoli lavoratori, tramite la trattenuta dalla busta paga di un’ora di lavoro e inviteranno le aziende a devolvere una quota equivalente.

(Fonte: Confagricoltura)

Frodi: il falso olio extravergine di oliva fa crollare i prezzi

La recente inchiesta coordinata dalla Procura di Siena sulle indagini condotte dalla Guardia di Finanza insieme al Dipartimento dell’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole sulle frodi alimentari ha portato al sequestro di oltre 8.000 tonnellate di olio d’oliva ottenuto da illecita miscelazione con materie prime di categoria inferiore o con altra provenienza geografica.

Diffidare degli oli venduti ad un prezzo che non riesce a coprire neanche i costi di raccolta. L’operazione svela il “mistero” delle tante anomalie che si trovano sul mercato dove occorre diffidare da quegli oli che sono venduti a prezzi che non riescono a coprire neanche i costi di raccolta delle olive. Così, i prezzi pagati ai produttori agricoli crollano per effetto della concorrenza sleale provocata dagli inganni e contraffazioni, nonostante i consumi di olio extravergine delle famiglie siano aumentati del 4,2% nel 2012 e la produzione nazionale si sia ridotta addirittura del 6% nell’ultima raccolta. L’arrivo di olio di oliva straniero in Italia ha raggiunto il massimo storico di 584mila tonnellate e ha superato la produzione nazionale, in calo nel 2011 a 483mila tonnellate. Il risultato del sorpasso è il fatto che oggi la quota maggiore di bottiglie di olio proviene da olive straniere senza che questo sia sempre chiaro ai consumatori. Inoltre, si assiste ad una forte riduzione della qualità dell’olio in vendita, oltre che a una pericolosa proliferazione di truffe e inganni.

Mercato e truffe. L’Italia è il primo importatore mondiale di olio che per il 74% arriva dalla Spagna, il 15% dalla Grecia e il 7% dalla Tunisia, proprio i Paesi coinvolti dalla truffa scoperta a Siena. Nel 2011 si è verificato un ulteriore aumento del 3% nelle importazioni di olio di oliva dall’estero che sono quasi triplicate negli ultimi 20 anni (+163%), sommergendo di fatto la produzione nazionale, che sarebbe peraltro quasi sufficiente a coprire i consumi nazionali. Gli oli di oliva importati in Italia vengono mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di “italianità” da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri dove sono state esportate 364mila tonnellate nel 2011.

Sotto accusa è anche la mancanza di trasparenza visto che quattro bottiglie di olio extravergine su cinque in vendita in Italia contengono miscele di diversa origine, per le quali è praticamente illeggibile la provenienza delle olive impiegate. E questo nonostante sia obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Reg. CE n. 182 del 6 marzo 2009. Sulle bottiglie di olio extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette. La scritta è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione che la rende difficilmente visibile. Per questo risulta essere importante la proposta di legge “salva-olio Made in Italy” sottoscritta recentemente da numerosi parlamentari.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

Colture cerealicole e ortaggi, la siccità infiamma i prezzi, stime negative di produzione e raccolti 2012

Anche in Veneto le alte temperature di giugno/luglio e il perdurare del periodo siccitoso incominciano a provocare danni alle colture ed i prezzi, sulla scia di quelli internazionali, stanno puntando verso l’alto. È questa la sottolineatura più importante che emerge dall’ultima newsletter “I mercati del frumento, del mais e della soia”, realizzata dagli esperti di Veneto Agricoltura.

Risultati positivi per il frumento. Per quanto riguarda il frumento, le operazioni di raccolta sono ormai concluse e la siccità non ha fatto in tempo ad arrecare particolari danni. Anzi, l’aumento delle superfici investite, stimate in crescita a circa 95.000 ha (+13%) e un buon andamento stagionale che ha favorito la coltura, hanno permesso di ottenere buone rese e qualità interessanti. Nel complesso, quindi, è possibile prevedere che la produzione possa attestarsi a circa 570.000 tonnellate, in crescita di oltre il 10% rispetto al 2011, mentre i prezzi, nelle ultime sedute della Borsa merci di Padova, hanno superato i 240 euro/t (+10% rispetto al 2011).

Situazione critica per il mais nel Polesine. “Secondo le indicazioni raccolte presso gli operatori locali – affermano gli esperti di Veneto Agricoltura – la situazione è invece critica in particolare per quanto riguarda il mais: nelle zone produttive non irrigue del Polesine (circa 10.000 ettari su 50.000 totali) la perdita della produzione è pressoché totale e le aziende si vedono costrette a trinciare il mais per destinarlo a ceroso.”  Nelle altre aree della provincia, la maggior parte degli agricoltori è intervenuta con le irrigazioni di soccorso, anche se in alcuni casi tale intervento è avvenuto ormai “fuori tempo massimo” e le colture sono andate ugualmente in stress, compromettendo la produzione in maniera variabile dal 10% al 40%.

Perdita contenuta di mais nelle altre province venete, per la soia, stima ancora prematura. Nelle altre province, attualmente si può stimare una possibile perdita produttiva in media nell’ordine del 10%. A livello regionale, quindi, è possibile prevedere un minor raccolto di mais di circa il 15-20% rispetto al 2011; la produzione attesa scenderebbe dunque a circa 2 milioni di tonnellate.  Per la soia, la situazione può diventare critica se la siccità e le alte temperature continuassero anche per tutto il mese di agosto, ma è ancora prematura una valutazione complessiva: la coltura ha subito uno stress al momento dell’allegagione, ma se irrigata ha margini di ripresa. Nel complesso, per ora, è possibile stimare, in presenza di superfici stabili, una minor produzione a livello regionale di circa il 10% rispetto al 2011, al di sotto delle 250 mila tonnellate.

Cosa succede nel mondo in fatto di colture cerealicole. Avverse condizioni climatiche, con lunghi periodi siccitosi, si stanno registrando anche in altri paesi nel mondo, con stime di produzione riviste al ribasso sia per quanto riguarda il frumento (minori produzioni si attendono soprattutto in Russia e Kazakhstan), che per il mais, in calo in particolar modo negli Usa.  E così, nell’ultimo mese, le quotazioni dei futures quotati alla borsa merci di Chicago sono schizzati verso l’alto: il frumento e il mais sono saliti rispettivamente a 250 euro/t e 240 euro/t per il mais, praticamente quasi ai livelli massimi degli ultimi due anni. La soia ha oltrepassato i livelli record raggiunti nel 2008, oltre i 500 euro/t. E la situazione generale sembra orientata verso un ulteriore rialzo dei prezzi, trascinando anche i listini delle principali piazze di contrattazione nazionali e locali.

Ortaggi, micidiale il caldo torrido. Danni notevoli: si va, secondo alcune stime, da un dieci a un trenta per cento. E’ un dato tutto da verificare e sarà la raccolta a confermarlo oppure no. “Le perdite, afferma Federico Nadaletto di OPO Veneto, interessano un po’ tutti gli ortaggi e provocano, tra l’altro, un calo della qualità: sono stati attaccati fagioli, fagiolini, zucchine, cetrioli, fragole, radicchi, melanzane”. Si prevede quindi una diminuzione di produzione, con implicazioni dirette sulla qualità e sui prezzi. Le conseguenze si “peseranno” al momento di raccogliere verdura e frutta. I “colpi di sole” avranno conseguenze che si prolungheranno per tutta la vita delle piante di ortaggi. Il caldo torrido ha provocato, inoltre, la lievitazione della bolletta energetica per mantenere freschi e conservare i prodotti, resi più facilmente deperibili. “Inoltre, aggiunge Federico Nadaletto, c’è un altro aspetto molto negativo da segnalare: “Si è avuta un’esplosione di parassiti che amano il caldo: miridi, tripidi, acari, che hanno fatto e stanno facendo notevoli danni diretti (intaccano le piante, fanno cadere i fiori, indeboliscono la fertilità del polline) o indiretti in quanto essi trasmettono malattie virali anche violente”.

(Fonte: Veneto Agricoltura/www.ortoveneto.it)

Governo, istituito un Fondo nazionale per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti

Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, circa le misure per il comparto agroalimentare approvate durante l’ultimo Consiglio dei Ministri, ha spiegato: «abbiamo deciso, vista la situazione di grave crisi economica che stiamo affrontando e le sue conseguenze sulla parte più debole della società, di istituire un Fondo nazionale per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti».

Già donato il 35,3% dell’eccedenza dell’industria. Il Fondo indigenti «consentirà, mediante le organizzazioni no profit, di assicurare gli aiuti grazie all’utilizzazione di risorse comunitarie e delle eccedenze alimentari rese disponibili dagli operatori della filiera. Come sottolinea il presidente di Federalimentare Filippo Ferrua: «Già oggi il 35,3% dell’eccedenza dell’industria è donato a enti caritativi e sono circa 700 le aziende alimentari che forniscono ad esempio una realtà importante del terzo settore come il Banco Alimentare. Grazie a questa misura sarà possibile razionalizzare e rendere più efficienti gli interventi di erogazione liberale in favore delle tante persone che necessitano di un sostegno, permettendoci così di fare di più».

Misure anche in fatto di agroenergie. Con lo stesso provvedimento, il Governo ha assunto misure per le agroenergie: «con queste norme – spiega ancora il Ministro Catania – si intende in particolare incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili legate alla rete delle opere irrigue e di bonifica, in una prospettiva di tutela del giusto equilibrio sul territorio tra agricoltura e impianti agro energetici».

(Fonte: Garantitaly.it)

Batteriosi del kiwi, ricerca italiana focalizza i meccanismi d’infezione e le reazioni delle piante

La ricerca italiana continua ad acquisire ed a divulgare importanti informazioni e risultati riguardanti la problematica di natura batterica causata da Pseudomonas syringae pv. actinidiae, PSA che, dal 2008, sta determinando notevoli danni alle coltivazioni di Actinidia in Italia, come in Europa, in Nuova Zelanda ed in altri Stati dove la produzione del kiwi riveste un ruolo primario e di notevole importanza commerciale.

La ricerca, sostenuta dal MIPAAF ed in parte dalla Regione Lazio, è stata sviluppata dal Gruppo di Fitobatteriologia ed il CIME (Centro Interdipartimentale di Microscopia Elettronica) dell’Ateneo di Viterbo, in collaborazione con il Forest Ecology and Forest Management Group, Centre for Ecosystem Studies, dell’Università di Wageningen (Olanda) e sarà a breve pubblicata sulla prestigiosa rivista americana di patologia vegetale, Phytopathology, dal titolo “Bacterial canker on kiwifruit in Italy: anatomical changes in the wood and in the primary infection sites” (Autori: Renzi M., Copini P., Taddei A.R., Rossetti A., Gallipoli L., Mazzaglia A., Balestra G.M.).

I risultati. Lo studio, durato circa 3 anni, dopo innumerevoli ipotesi, permette di chiarire importanti aspetti quali sono le strategie che vengono adottate da Psa per penetrare nelle piante di Actinidia spp. e come le stesse piante reagiscono nel tempo all’attacco di questo temibile batterio. Attraverso lo studio di piante di Actinidia spp. naturalmente affette da Psa e di altre contaminate artificialmente mediante differenti tecniche, ed anche in virtù dell’ausilio di specifiche tecniche di microscopia (ottica, trasmissione, scansione) si evidenzia come l’agente del cancro batterico sia in grado di penetrare attraverso aperture naturali (stomi, lenticelle) o ferite e di diffondersi poi mediante i vasi xilematici ed i vasi floematici.

Inutile se non dannosa la pratica della capitozzatura. Mediante la ricerca è stato anche possibile evidenziare e correlare tipiche alterazioni anatomiche del legno (riduzione delle sezioni dei vasi conduttori, formazione di tille, riduzione degli anelli di accrescimento) con l’infezione da parte del batterio vascolare. Le stesse alterazioni interne hanno permesso inoltre di evidenziare come, tra l’iniziale penetrazione da parte di Psa nelle piante e la manifestazione evidente dei sintomi, intercorra uno spazio temporale che, l’applicazione di specifiche analisi dendrocronologiche, hanno permesso di studiare e di chiarire in dettaglio. Inoltre, in virtù di quanto osservato, la ricerca evidenzia come, la pratica della capitozzatura, largamente adottata ovunque in questi anni per tentare di riallevare piante precedentemente infettate da Psa, risulti poco efficace ed anzi, possa favorire la sopravvivenza del batterio all’interno delle piante con la conseguente infezione delle nuove emissioni, e come la sua ulteriore diffusione possa essere facilitata attraverso la fuoriscita della linfa infetta.

(Fonte: DAFNE (Dipartimento per l’Agricoltura, la Foresta, la Natura e l’Energia dell’Università della Tuscia/Dr. Giorgio M. BALESTRA)

I sapori dimenticati della cucina italiana in aiuto a Chefs Sans Frontières

(di Renzo Michieletto, socio ARGAV) Assolutamente da non perdere! Stiamo parlando del volume “La cucina ritrovata”, scritto con passione da reporter non professionisti e curato dal collega Andrea Guolo, presentato ai soci ARGAV al Wigwam ad Arzerello di Piove di Piove di Sacco lo scorso 25 giugno. Un libro di circa 350 pagine suddivise, per ciascuno degli 80 piatti selezionati in tutta Italia, in tre distinte sezioni: descrizione del piatto, breve ricetta e recensione del ristorante dove viene tuttora preparato secondo la maniera tradizionale.

Attraverso il cibo, uno spaccato di storia dell’Italia. Il libro rappresenta una sorta di testamento della “biodiversità culinaria”, ovvero un sunto di quelle ricette popolari antiche e preziose che stanno rischiando di scomparire, e dunque  di essere dimenticate. L’opera, alla quale ha collaborato anche il nostro associato ARGAV Gian Omar Bison, si presenta con uno stile tutt’altro che accademico, tanto che alla fine diventa qualcosa di più di un semplice ricettario o guida alla ristorazione. Gli Autori riescono infatti a dipinge, tramite il cibo, uno spaccato di storia e della società del nostro Paese, che non ha eguali al mondo per la varietà della propria offerta enogastronomica.

Ricavato della vendita del libro a Chefs Sans Frontières. “La cucina ritrovata” consente così al lettore di disporre di uno strumento diverso dalle tradizionali guide in circolazione: l’appassionato di cucina potrà infatti individuare quei ristoranti dove gustare piatti rari o praticamente estinti, ma anche proposte diffuse che però non vengono più preparate nella maniera tradizionale. Il libro (Morellini Editore, prezzo di listino euro 17,90) esce in questi giorni nelle migliori librerie italiane e rappresenta la prima opera scritta direttamente da recensori de il mangione.it il portale per antonomasia della ristorazione italiana che attualmente conta oltre 150.000 utenti registrati e ospita un patrimonio di circa 50.000 recensioni on-line e che devolverà gli introiti derivanti dalla vendita del libro all’associazione “Chefs Sans Frontières”, onlus che si occupa del recupero di ragazzi di strada africani che avranno la possibilità di acquisire una formazione di chef.

Anbi: no a blocco impianti idraulici zone terremoto

“Dobbiamo evitare che gli impianti idraulici si fermino definitivamente”: è questo l’obbiettivo indicato dal Presidente A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), Massimo Gargano al Sottosegretario all’Agricoltura, Franco Braga, accompagnato in sopralluogo alle centrali idrovore ed agli impianti irrigui resi inagibili dal terremoto nelle aree di confine tra Emilia Romagna e Lombardia.

Rete idraulica, danni per 70 milioni di euro. L’esponente del Governo ha annunciato che incontrerà il Ministro allo Sviluppo Economico, Passera, per la determinazione delle risorse disponibili; da una prima stima, i danni alla rete idraulica ammonterebbero a 70 milioni di euro.

Irrigazione coltivazioni a rischio. Due le priorità condivise: innanzitutto riattivare il servizio di irrigazione per evitare gravi danni a produzioni, simbolo del “made in Italy” agroalimentare nel mondo; contestualmente rendere nuovamente operativi i grandi impianti idrovori (attualmente sono dichiarate pericolanti le centrali di Pilastresi e Ca’ Bianca nel ferrarese; Mondine nel mantovano), da cui dipende la sicurezza idrogeologica di una vasta ed abitata area della Pianura Padana, che il blocco delle idrovore espone ad altissimo rischio di alluvione in caso di forti piogge; per questo, i consorzi di bonifica evidenziano la necessità di interventi solleciti. Solo in una seconda fase, invece, si potrà provvedere al rinforzo degli argini, danneggiati dal sisma.

In Emilia, realizzato il 2% del PIL italiano. Soddisfazione per l’impegno assunto dal Governo è stato espresso anche dal Direttore Generale A.N.B.I., Anna Maria Martuccelli, mentre il Presidente dell’Unione Regionale Bonifiche Emilia Romagna, Massimiliano Pederzoli, sottolineando la voglia di riscatto delle genti terremotate, ha sottolineato come in quelle zone si realizzi il 2% del Prodotto Interno Lordo italiano. Il Sottosegretario Braga ha infine annunciato la disponibilità del Governo a condividere con ANBI e con i suoi tecnici l’individuazione di soluzioni antisismiche provvisorie, ma capaci di garantire la ripresa delle attività.

(Fonte: ANBI)

Sisma, le azioni di intervento solidale in Emilia e in Polesine da parte delle Istituzioni e organizzazioni agricole venete

Le scosse sismiche hanno investito anche il territorio della provincia di Rovigo, dove hanno prodotto ingenti danni a strutture produttive agricole e agroalimentari. Poiché è necessario intervenire al più presto per il ripristino delle strutture aziendali danneggiate, l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato ha chiesto al ministro Mario Catania un intervento presso la Commissione Europea, finalizzato a poter procedere al versamento, entro luglio, dell’acconto del 50 per cento dell’importo del premio unico PAC a favore delle aziende agricole del Polesine. “Vista la dichiarazione dello stato di emergenza – ha affermato l’assessore – il Veneto garantisce la trasmissione in tempi celeri della lista dei Comuni colpiti con danni alle strutture produttive, affinché queste realtà possano essere supportate con la massima rapidità possibile”.

Coldiretti Veneto:piattaforma logistica per la distribuzione di formaggio, roulotte e containers inviate a Modena . Scattata in Veneto la fase operativa per il pronto intervento solidale nei confronti della popolazione dell’Emilia Romagna duramente provata dal terremoto. Gli imprenditori florovivaistici veneti hanno recuperato presso i camping montani e del litorale roulotte e brandine da inviare in provincia di Modena ai colleghi che hanno la casa inagibile e stanno comunque ripristinando impianti e serre.  Coldiretti Veneto si è attivata con la Protezione Civile di Montecchio Maggiore per la fornitura di numero tre nuclei abitativi da consegnare alle famiglie sfollate di Medolla.  Continua la richiesta di sostegno da parte di istituzioni regionali, artigiani, ristoratori, industriali locali, club e rotary, nonché famiglie e privati che ordinano forme di formaggio grana e parmigiano danneggiate. Viste le numerose richieste in soccorso logistico è arrivata la disponibilità da parte di un noto caseificio di Verona che si è reso disponibile a garantire il supporto organizzativo per il reperimento e il taglio in porzioni delle pezze difettate in arrivo dalla green valley. Coldiretti ricorda che nei capannoni di stagionatura sono crollate a terra complessivamente quasi un milione di forme da 40 chili. Nelle stalle oltre ai danni strutturali si registra un crollo della produzione di latte stimata superiore al 10 -15 per cento per lo stress provocato alle mucche. Dopo dieci giorni di scosse i ritmi fisiologici degli animali domestici nelle case e di allevamento nelle stalle – continua la Coldiretti – sono scombussolati dallo sciame sismico e per il terrore rifiutano di alimentarsi adeguatamente e non riescono neanche a dormire. Non mancano le iniziative dei singoli cittadini che ospitano parenti e amici che non hanno più un tetto dove stare: è il caso del feltrino Augusto Pivanti che da due giorni ha accolto una decina di terremotati di Concordia frazione di Mirandola.

CIA Veneto dona sei tende agli sfollati dell’Emilia. Con sei tende in grado di accogliere ciascuna un’intera famiglia e una fornitura di 28 materassini da campo, la Confederazione italiana agricoltori del Veneto va in soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto. Il presidente di Cia Veneto Daniele Toniolo, insieme al direttore di Cia Venezia, Mario Quaresimin, hanno consegnato l’aiuto concreto direttamente al presidente di Cia Reggio Emilia, Ivan Bertolini, con la volontà di portare conforto e un segno tangibile della solidarietà del comparto agricolo veneto nelle zone colpite dal sisma. Le tende e l’attrezzatura verranno destinate ai vari centri di accoglienza delle province di Modena e Reggio Emilia, in modo da dare risposte concrete alle tante necessità degli sfollati. Anche l’agricoltura è finita sotto le macerie. E il settore agricolo è tra quelli che pagano il prezzo più alto in termini di danno economico oltre che sociale. Secondo le stime della Confederazione italiana agricoltori i danni alla filiera alimentare nelle zone colpite dal sisma potrebbero salire fino a 500 milioni di euro per l’intero comparto: macchinari distrutti, animali morti, crolli, perdita di prodotti nelle campagne, stalle, stabilimenti, fienili danneggiati e resi inutilizzabili.

(Fonte: Regione Veneto/Coldiretti Veneto/Cia Veneto)