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Mele del Trentino nuova Igp italiana

Mele del Trentino Igp (foto Qualivita)

Le mele del Trentino ottengono la certificazione Igp e diventano la specialità ad Indicazione Geografica numero 303 per il nostro Paese. Un importante riconoscimento per un’altra delle tante eccellenze made in Italy: così la Ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova ha commentato il via libera definitiva alla registrazione dell‘Igp ‘Mele del Trentino’ nel registro europeo delle denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette (Dop e Igp) e delle Specialità tradizionali garantite (Stg) contro imitazioni e falsi.

L’Italia conferma ancora una volta la sua leadership europea nei prodotti di qualità certificata, a riprova della forza competitiva del made in Italy nel mondo. Con un trend di crescita ininterrotto nel corso degli ultimi dieci anni, le Dop e Igp rappresentano un traino rilevante dell’groalimentare italiano, su cui incidono per il 20%, superando i 16.2 miliardi di euro di valore alla produzione, come ha recentemente rilevato il Rapporto 2019 Ismea – Qualivita.

Identità territoriale. “L’esperienza italiana legata alle Dop e Igp rappresenta un patrimonio molto ricco non solo dal punto di vista economico ma anche territoriale e culturale. Bisogna sempre tenere a mente come un prodotto locale, un’eccellenza o una tipicità enogastronomica del nostro territorio, sia una risorsa su cui può e deve contare il nostro Paese. Un prodotto Dop, Igp, Stg più di ogni altro riesce a rappresentare all’estero, anche a migliaia di chilometri da dove è nato, la nostra identità , le radici della nostra cultura, le nostre più profonde tradizioni”, conclude la Ministra.

Le Mele del Trentino Igp vengono prodotte utilizzando le varietà Golden Delicious, Red Delicious, Gala, Fuji, Morgenduft, Renetta, Granny Smith, Pinova.

Fonte: Servizio stampa Mipaaf

 

In Trentino i danni causati a meli e peri dal “colpo di fuoco” coperti da fondi mutualistici

ColpoFuoco-creditBotturaFEM

In relazione alle recenti notizie riguardo la diffusione del batterio Erwinia amylovora, agente causale del colpo di fuoco che colpisce in particolare meli e peri, confermate dagli esperti della Fondazione Edmund Mach, Co.Di.Pr.A. vuole evidenziare che ha attive due tipologie di strumenti a copertura dei danni causati da questa fitopatia a disposizione degli aderenti: il “Fondo mutualistico a copertura dei danni da fitopatie agli impianti produttivi” e il “Fondo mutualistico fitopatie vegetali”.

Attive due tipologie di strumenti a copertura dei danni causati dal colpo di fuoco. “Il primo Fondo mutualistico attivato dal Consorzio – specifica Marica Sartori, direttore Co.Di.Pr.A. – copre il valore dell’impianto in caso di obbligo di estirpo totale o comunque di una porzione omogenea non inferiore a 2.000 metri quadri. Il secondo Fondo copre i danni al prodotto vegetale. Entrambi i fondi – continua il direttore – prevedono una soglia di accesso al risarcimento, pari ad una perdita di almeno il 30% del reddito ordinario per il primo Fondo (fitopatie impianti) e pari ad almeno il 30% del valore della produzione per il secondo.  Quest’ultima soglia risulta indipendente dai danni causati da avversità atmosferiche e per questo meno raggiungibile, rispetto alla soglia del primo fondo. Al fine di renderla più adeguata rispetto alle esigenze degli agricoltori ne è stata richiesta una revisione al Ministero dell’agricoltura. Stiamo spingendo come sistema per raggiungere tale obiettivo in tempi ristretti”. Infine, spiega Sartori, “la copertura per i danni da colpo di fuoco è limitata alle imprese che risultano aderenti ai rispettivi fondi già dal 2019 e che confermano l’adesione nel 2020”. Da Co.Di.Pr.A. fanno sapere che sono già attivi per accogliere le necessità dei propri associati, sempre nel rispetto delle disposizioni legislative previste dall’emergenza Covid-19.

Sempre più propensione alla percezione dei rischi. “In maniera lungimirante – spiega Giorgio Gaiardelli, presidente Co.Di.Pr.A. – il Consorzio ha attivato diversi fondi mutualistici per tutelare gli imprenditori agricoli da possibili perdite economiche sia a causa di fitopatie ed eventi metereologici sia dovute ad andamenti negativi del mercato. Altrettanto responsabilmente un numero rilevante degli agricoltori associati a Co.Di.Pr.A. ha deciso di aderire a queste particolari forme di assicurazione mutualistica. Adesioni che hanno permesso di creare una dotazione finanziaria importante a tutto vantaggio degli aderenti. Aggiungo che la propensione verso la percezione dei rischi deve essere sempre più sviluppata al fine di riuscire a coprire con strumenti innovativi di gestione del rischio un numero sempre maggiore di problematiche che possono colpire l’azienda agricola, basti pensare all’enorme danno determinato per alcuni settori dalla pandemia causata dal Covid-19 e che nessuno avrebbe ipotizzato lo scorso anno”.

Fonte: Servizio stampa Co.Di.Pr.A.

 

Progetti europei LEADER, a 25 anni di distanza se ne misurano gli effetti, l’esperienza del Trentino

Centro Mascalcia

(di Giancarlo Orsingher* socio Argav) “Una scommessa per il futuro”. Così l’Unione europea intitolava nella primavera del 1992 il seminario di presentazione dell‘iniziativa LEADER. E proprio di una scommessa si trattava, perché prevedeva di concretizzare programmi pilota di sviluppo rurale in zone difficili applicando una metodologia nuova per l’epoca, integrando cioè agricoltura, turismo, PMI, ambiente, servizi, formazione, ecc.

In pochi ci credevano, eppure a quasi trent’anni dalla sua nascita LEADER è diventato ormai un pilastro dello sviluppo rurale europeo. Il Trentino orientale, in particolare Valsugana orientale, Vanoi e Valle dei Mocheni, era stato una delle 217 aree pilota europee e qui, dal 1992 al 1996, si era sviluppato il Progetto Leader “Lagorai Sud”. In provincia di Trento era attivo anche un altro Leader, in Alta val di Non. Ma a 25 anni di distanza possiamo dire che i circa quattro milioni di euro di finanziamenti investiti allora hanno portato a qualcosa di duraturo sul territorio oppure non sono serviti a niente? Proviamo brevemente a vedere quanto è rimasto di ciò che è stato fatto, ricordando che il Leader “Lagorai Sud”, gestito dal Consorzio BIM Brenta sotto la presidenza di Pierino Donati, prevedeva sei iniziative tematiche denominate “La montagna abitata”, “La montagna della salute”, “Valli per la pesca”, “La montagna a cavallo”, “Itinerari della memoria” e “Scuola di natura”.

Maso Lagorai

La montagna abitata. Venne finanziato il recupero di otto masi e baite per essere adibiti a ospitalità rurale; tre nel Tesino, due sulla montagna di Roncegno e uno ciascuno nel Vanoi, a Torcegno e a Palù del Fersina. Quasi nessuno dei beneficiari era all’epoca già operativo nel settore dell’ospitalità. Il finanziamento era vincolato ad avviare un’attività di ospitalità e a mantenerla per almeno dieci anni. A 25 anni di distanza sei delle otto strutture sono ancora pienamente attive e la loro attività si è ampliata nel tempo, trasformandosi in un paio di casi in agriturismo, mentre negli altri ha mantenuto la caratteristica di “turismo rurale”, in pratica una sorta di quello che oggi viene chiamato “albergo diffuso”. Prima della conclusione di Leader gli otto beneficiari costituirono la cooperativa “Vacanze in baita”, con l’obiettivo di gestire in maniera unitaria l’offerta delle otto strutture, ampliandola poi possibilmente ad altre. L’aspetto più interessante è che “Vacanze in baita” si è radicata sul territorio al punto che oggi sono ben 82 le strutture che la compongono, dal Vanoi alla Vigolana e al pinetano, passando per il Tesino, la Valsugana e la val dei Mocheni e anche con una puntatina in val di Sole e val di Non. “La montagna abitata” è stata quindi senza dubbio un’iniziativa di grande successo.

La montagna della salute. Oltre a qualche piccolo intervento su castanicoltura e apicoltura, l’iniziativa principale aveva visto la coltivazione di ortaggi (zucchino, pomodoro e radicchio di Treviso soprattutto) da parte di una cinquantina di aziende. La superficie interessata era stata di circa 13 ettari, per lo più ricavati in aree marginali. Questo tipo di coltura non ha però avuto successo e la maggior parte degli impianti è stata poi trasformata nel corso degli anni in coltivazioni di piccoli frutti. Un’azienda però, quella avviata a Bieno da Fabio Busarello e oggi gestita dal figlio Igor, ha investito nel settore dell’orticoltura e nel tempo ha sviluppato una filiera legata al radicchio trevigiano e ad altri ortaggi, lanciando anche a partire dai primi anni Duemila la “Festa del radicchio”, diventata ormai un appuntamento imperdibile di inizio autunno per il paese all’imbocco del Tesino. Possiamo quindi dire: risultati solo parzialmente raggiunti.

Valli per la pesca. Sei erano stati gli interventi realizzati con il LEADER “Lagorai Sud”: il potenziamento/miglioramento di tre troticolture e la realizzazione ex novo di due laghetti per la pesca sportiva e dell’incubatoio dell’Associazione pescatori dilettanti del Tesino. Due delle tre troticolture sono ancora pienamente operative mentre la terza è ora diventata l’incubatoio dell’Associazione pescatori dilettanti della Valsugana. L’incubatoio del Tesino è rimasto in attività fino al decennio scorso, per essere poi sostituito da uno di maggiori dimensioni. Dei due laghetti per la pesca sportiva, quello di Castello Tesino è stato aperto fino ad alcuni anni fa, mentre è ancora attivo quello sul torrente Lusumina a Bieno. Risultato quindi abbastanza positivo.

La montagna a cavallo. Sembrava un’iniziativa destinata a fallire, sia perché impostata forse in maniera troppo ambiziosa che per il fatto che erano in pochi a crederci. L’ipotizzato centro ippico a Castello Tesino non venne realizzato e tutti gli sforzi si concentrarono così sul “Centro per la mascalcìa”, gestito dall’Associazione Amici del cavallo Valsugana orientale, che vide la luce in località Spagolle di Castelnuovo nella speranza di poterlo far diventare un luogo dedicato anche all’ippoterapia. Con gli anni il Centro si è ampliato, sono state aggiunte altre strutture ed è diventato come lo conosciamo oggi: un affermato punto di riferimento per l’attività equestre e proprio per l’ippoterapia. Sulla scia de “La montagna a cavallo”, il turismo equestre ha poi visto anche la nascita del percorso di ippotrekking nel Trentino orientale. Iniziativa quindi ottimamente riuscita.

Itinerari della memoria. Il recupero a scopo turistico-didattico della Miniera di Erdemolo, il restauro degli affreschi murali di Canal san Bovo, la ristrutturazione di Palazzo Gallo di Castello Tesino erano i tre principali progetti di quest’azione. Per tutti e tre la riuscita è stata completa, con la miniera meta annualmente di molti visitatori, gli affreschi murali inseriti nei circuiti di visita dell’Ecomuseo del Vanoi e Palazzo Gallo sede di associazioni e mostre.

Scuola di natura. Non è diventato invece ciò che era in programma l’edificio delle ex scuole elementari di Caoria di Canal san Bovo, dove si sarebbe dovuta insediare, in collaborazione con alcuni soggetti, sia locali che esterni, una scuola per avvicinare residenti, turisti e studenti al mondo del “Cuore verde del Vanoi”. Grazie al Comune e all’Ecomuseo del Vanoi la vecchia scuola è però poi diventata la “Casa del Sentiero etnografico”: un luogo dove, anche se in modo in parte diverso da quanto pensato inizialmente, si ragiona sulla propria identità e sul proprio territorio.

In conclusione si può dire che a 25 anni di distanza molto di quanto seminato con le risorse sostanzialmente limitate a disposizione del primo progetto LEADER è rimasto, si è sviluppato e ha portato un contribuito importante allo sviluppo dell’offerta del territorio.

* Articolo pubblicato in precedenza da Giancarlo Orsingher su Ilcinque.info

Trento. Cambio al vertice per Co.Di.Pr.A., arriva Marica Sartori

Monica Sartori

Il Consiglio di amministrazione di Co.Di.Pr.A. – Condifesa Trento, nella seduta del 5 maggio scorso, ha nominato ad unanimità Marica Sartori come nuovo direttore del Consorzio che, a partire dal primo giugno, subentrerà ad Andrea Berti, chiamato a dirigere Asnacodi, l’associazione nazionale dei Condifesa.

Chi è. Marica Sartori, nata a Rovereto (Trento) è dottore commercialista, vanta esperienza in diversi ambiti economico-finanziari e dal 2017 ha coperto il ruolo di responsabile regionale dei servizi di assistenza e consulenza fiscale di Coldiretti. Ricopre incarichi istituzionali tra i quali è sindaco effettivo in Trentino Digitale S.p.A. e membro del Comitato Incentivi Imprese Legge 6/1999 della Provincia Autonoma di Trento.

Gestione del rischio valore aggiunto. “Alla base della scelta – spiega Giorgio Gaiardelli, presidente Co.Di.Pr.A. – un progetto condiviso con la nuova direttrice. Progetto che porterà avanti in armonia con l’attuale visione del Consorzio, solide basi sulle quali far crescere una stima reciproca”. “Credo fortemente nei valori dell’agricoltura – esordisce Marica Sartori – e nel ruolo che gli agricoltori giocano a livello provinciale, regionale e nazionale, specialmente in momenti di difficoltà come quelli che stiamo vivendo a causa dell’emergenza Covid-19. In questo scenario la Gestione del Rischio sarà sicuramente un valore aggiunto per le imprese agricole del nostro territorio, resta a noi proseguire l’ottimo lavoro svolto sino ad oggi per far crescere ulteriormente gli strumenti innovativi a disposizione come i fondi mutualistici, i fondi per la stabilizzazione del reddito, le polizze parametriche senza tralasciare quelle tradizionali il tutto sfruttando, in senso positivo, le potenzialità delle nuove tecnologie, specialmente in vista della nuova programmazione comunitaria”. Andrea Berti passa le redini di un Consorzio che gode di ottima salute per approdare ad Asnacodi dove avvierà un progetto nazionale che, tra l’altro, mette al centro le peculiarità dei diversi territori “sicuramente il Trentino – evidenzia Berti – sarà uno dei pilastri sui quali verrà costruito il piano di lavoro nazionale e, assieme alle altre realtà importanti italiane, porterà le competenze necessarie per far crescere tutto il sistema della gestione del rischio nazionale”.

Fonte: Servizio stampa Condifesa Trento

 

Trentino, anno agricolo a due facce, senza eventi estremi ma con una serie diffusa di episodi calamitosi. Le considerazioni del Condifesa Trento.

Il 2019 in Trentino potrebbe essere definito, dal punto di vista agricolo, a due facce. Se da un lato non si sono riscontrati eventi estremi, come la tremenda gelata del 2017, dall’altro si sono verificati una serie diffusa di episodi calamitosi che hanno causato danni a numerose colture agrarie della provincia.

Grandine, gelo, vento e pioggia: danni per oltre 40 milioni di euro.  “Fortunatamente oltre il 90% degli agricoltori si assicura e gran parte estende le garanzie e le protezioni aderendo a fondi agevolati (sotto soglia, fitopatie, mancati conferimenti e stabilizzazione del reddito) – spiega Andrea Berti, direttore di Co.Di.Pr.A. – andando a tutelare con uno strumento assicurativo circa 430 milioni di euro di produzioni agricole, oltre ad ulteriori 515 milioni di euro coperti con soluzioni mutualistiche. In particolare – continua il direttore – nella nostra provincia aderiscono a soluzioni di gestione del rischio oltre il 90% delle mele e il 75% dell’uva con una media che sfiora l’85%. Le aree maggiormente colpite da eventi atmosferici avversi – evidenzia Berti – sono la zona di Denno, Campodenno in Val di Non, in Valsugana, nelle Giudicarie (Stenico e Dorsino), nella zona di Trento Sud e in Vallagarina. I danni sono da imputare principalmente a grandine, gelo, vento ed eccesso pioggia (per l’uva da vino) che hanno causato danni agli assicurati per oltre 40 milioni di euro. Le compagnie di assicurazione, spiega il direttore – entro Natale ristoreranno i danni agli assicurati.

“Altro capitolo va riservato alla cimice asiatica – evidenzia Berti – su questo fronte stiamo ottenendo il via libera dal Ministero dell’agricoltura per attivare un Fondo che prevede di coprire i danni causati da fitopatie tra le quali anche la cimice a partire già dal 2020. Questo insetto alieno, da una prima analisi, sembra abbia causato danni per oltre 7 milioni di euro alle colture trentine, in particolare su melo. Stiamo lavorando con la Fondazione Mach per strutturare al meglio il Fondo – sottolinea Berti – in coerenza e quale strumento a supporto di una puntuale applicazione diffusa delle condizioni del «Piano Cimice», responsabilmente e a tempo di record strutturato dalla nostra Provincia”. “Già nel 2019 – spiega Giorgio Gaiardelli, presidente del Consorzio – grazie ad un intervento della Provincia, riusciamo ad indennizzare una parte di questi danni agli agricoltori del nostro territorio attraverso due strumenti mutualistici di Co.Di.Pr.A.: il fondo cooperative e il fondo sotto soglia. Numerose le adesioni ai fondi per la stabilizzazione del reddito (IST) dedicati al mondo melicolo e zootecnico e al Fondo fitopatie vegetali. “Oltre il 70% delle superfici dei nostri associati – evidenzia Gaiardelli – ha aderito a questi innovativi strumenti di gestione del rischio, evidenziando lungimiranza e capacità di programmazione dell’agricoltore. Come Consorzio siamo stati i primi a livello nazionale a credere nei fondi IST, supportando le adesioni dei nostri soci ai fondi che prevedono una contribuzione pubblica del 70%”.

Fonte: Servizio stampa Codipra

6 ottobre 2019, a Storo, in Trentino, la 5a edizione del Festival della polenta

Festival della Polenta di Storo, un momento della festa

Storo, borgo prealpino fondato dal popolo Retico, posto fra le Dolomiti Trentine, il fiume Chiese, il lago di Ledro verso Madonna di Campiglio, ospita la 5^ edizione del Festival della polenta.

Storo sempre più “distretto” della farina di granoturco. Un territorio montano, quello della valle del Chiese e delle Giudicarie, rinato dopo la scelta di coltivare il mais Nostrano e tante altre produzioni agricole di nicchia, grazie alla cooperativa di giovani e vecchi agricoltori Agi’90.

Storo, pannocchie di grano nostrano stese al sole

Assaggi trentini ma non solo. Il Festival di Storo  è il primo grande evento dedicato alla polenta, con grandi cuochi che si cimentano in antiche ricette, tanti banchi di assaggio e bancarelle. L’edizione 2019 vedrà assaggi delle 10 finaliste polente del Trentino, ma anche delle ricette e piatti a base di polenta da tutta Italia.  Ulteriori informazioni:  www.visitchiese.it

Fonte: Servizio stampa Agri ’90

 

Dedicata al genio di Leonardo da Vinci la 28a edizione di Merano Wine Festival. Tra le novità: il modello Giappone indagato dalle donne del vino, innovazione e gli eventi in città

E’ stata presentata a Roma la 28^ edizione di Merano WineFestival, l’evento in programma dall’8 al 12 novembre che presenta le eccellenze selezionate, in collaborazione con le proprie commissioni di assaggio, da Helmuth Köcher, WineHunter e patron della manifestazione. Oltre 950 case vitivinicole, tra le migliori in Italia e nel mondo e più di 120 artigiani del gusto presenti, eventi glamour ed esclusivi, momenti di approfondimento, intrattenimento e confronto.

Tra le novità di quest’anno il convegno sull’innovazione, in collaborazione con la piattaforma H-Farm, e una tavola rotonda sul modello Giappone nel mondo “rosa” del vino dove imprenditrici, export manager, giornaliste, wine blogger, enologhe e professioniste del vino si confronteranno per analizzare l’esempio asiatico di questo settore sempre più al femminile. Inoltre, per la prima volta, la città di Merano diventa ancora più protagonista con speciali spazi Fuorisalone e serate in cui provare dei percorsi a tema mixology all’interno dei cocktail bar di Merano.

Tributo al genio di Leonardo Da Vinci. Una figura, quella di Leonardo, di cui quest’anno ricorrono i cinquecento anni dalla scomparsa, che ben incarna il motto del WineHunter “Excellence is an attitude” e che già nel 1500, da assoluto precursore, si è dedicato a temi come l’enologia e la ricerca dell’eccellenza nell’ambito vinicolo, sua personale passione. A lui, Il patron dedica uno spazio speciale all’interno della location cuore della manifestazione, la Kursaal del Kurhaus, in cui, nella giornata di apertura dell’8 novembre si svolgerà Naturae et Purae – bio&dynamica, spazio dedicato ai vini naturali, biologici, biodinamici, orange e PIWI, mentre dal 9 all’11 lo spazio è dedicato a The Official Selection, centro della manifestazione dove degustare tutte le migliori etichette presenti e premiate con i WineHunter Awards, i riconoscimenti della guida The WineHunter Award. Infine, martedì 12 novembre, nella Kursaal si svolge l’evento conclusivo di Merano WineFestival, Catwalk Champagne, sfilata glamour dedicata alle migliori case champagnistiche in abbinamento a selezionatissime specialità gourmet.

Ricco programma. GourmetArena, l’area adiacente al Kurhaus, ospita le sezioni Culinaria, Beerpassion e Aquavitae oltre a Territorium e Consortium dal 9 all’11 novembre. Anche quest’anno torna lo spazio polivalente di The Circle – People, Lands, Experiences, area coperta di 450 mq in Piazza della Rena che diventa palcoscenico di incontri, dibattiti, degustazioni e performance musicali che raccontano la ricchezza enogastronomica, culturale, storica e ambientale di alcune tra le aree più belle della Penisola italiana. Per chi volesse approfondire le proprie conoscenze enologiche all’Hotel Terme Merano si svolgono le Charity Wine Masterclasses, degustazioni verticali il cui ricavato viene devoluto come ogni anno in beneficienza. Infine, lo spazio dedicato agli spirits e alla mixology, Spirits&Mixing Arena, situato lungo la Promenade che costeggia il fiume Passirio; qui gli appassionati e i curiosi possono scoprire le ultime novità del settore e degustare le novità di tendenza della manifestazione.

Fonte: Servizio stampa Merano Wine Festival

Gestione del rischio in agricoltura, in Trentino oltre il 90 per cento degli agricoltori si assicura

Il forum del Consorzio di difesa di Trento Co.Di.Pr.A., tenutosi nei giorni scorsi in Predaia (TN), è stato l’occasione per fare il punto sui vari progetti per il mondo agricolo e partenariati europei per l’innovazione (PEI) in cui il Consorzio è partner, nonché sulla campagna assicurativa 2019.

“L’annata 2019 – spiega Andrea Berti, direttore di Co.Di.Pr.A. – ha visto un ulteriore aumento dei valori assicurati, che per il Consorzio supera i 430 milioni di euro oltre ad ulteriori 515 milioni di euro coperti con soluzioni mutualistiche. In particolare – continua il direttore – nella nostra provincia sono assicurate oltre il 90% delle mele, l’85% delle ciliegie e il 75% dell’uva con una media che sfiora il 90%. A concorrere al record anche le produzioni assicurate fuori provincia che sono arrivate ad un valore di circa 135 milioni di euro (progetti innovativi e di filiera nell’ambito di accordi quadro con Ismea, Asnacodi, il ministero dell’agricoltura e Anve). Sul fronte dei danni, ad oggi si sono registrati fenomeni calamitosi in alcune aree della provincia trentina come nella zona di Denno, Campodenno in Val di Non, in Valsugana, nelle Giuducarie (Stenico e Dorsino), nella zona di Trento Sud e in Vallagaria. Fenomeni, fortunatamente, che hanno interessato aree abbastanza limitate. Già da inizio settimana sono in campo i periti delle compagnie di assicurazione per stimare i danni e procedere con eventuali indennizzi”, specifica il direttore.

Strumenti innovati di gestione del rischio. Numerose anche le adesioni ai fondi per la stabilizzazione del reddito (IST) dedicati al mondo melicolo e zootecnico, “oltre il 70% dei nostri associati – evidenzia Giorgio Gaiardelli, presidente Co.Di.Pr.A. – ha aderito a questi innovativi strumenti di gestione del rischio. Come Consorzio siamo stati i primi a livello nazionale a credere nei fondi IST, supportando le adesioni dei nostri soci ai fondi che prevedono una contribuzione pubblica del 70%”.

L’intelligenza artificiale si confronta con l’agricoltura trentina

Dopo il successo dello scorso anno, il Co.Di.Pr.A. (Consorzio di difesa produttori agricoli di Trento) e Fondazione Bruno Kessler hanno organizzato nuovamente il format “L’intelligenza artificiale scende in campo”.

Un doppio momento di confronto: scoprire le potenzialità dell’intelligenza artificiale (AI) in campo agricolo e conoscere la relazione tra stile di vita e rischio cardiovascolare. Il tutto all’interno di Web Valley, il campus di FBK per introdurre i giovani all’AI. “Questi appuntamenti, ha spiegato Andrea Berti (direttore Co.Di.Pr.A.), ci permettono di fare il punto sugli sviluppi delle applicazioni sull’Intelligenza Artificiale in campo agricolo e ambientale. Momenti di condivisione con i diversi attori della filiera agricola e per creare rete che permettano di sviluppare il territorio. Grazie alla molteplicità di dati presenti a livello provinciale alle strutture organizzate, agli enti di ricerca come FBK, Fondazione Mach e Università di Trento e, soprattutto, un prodotto agricolo con elevate caratteristiche qualitative dobbiamo essere capaci di sviluppare esternalità positive per il settore, obiettivo da raggiungere introducendo tutte le possibili soluzioni tecniche e scientifiche”. Necessità di innovazione sottolineata anche da Romano Masè (dirigente Provincia Autonoma di Trento) che ha spiegato come la “Provincia crede sia fondamentale una forte spinta innovativa per l’agricoltura trentina, che può dare un grosso supporto allo sviluppo del settore mantenendo alti gli standard. Serve investire nel futuro facendo sempre più rete in maniera strutturata tra i diversi enti di ricerca presenti sul nostro territorio”.

Importanza di far rete per creare valore aggiunto. Cesare Furlanello (responsabile MPBA della Fondazione Kessler) ha introdotto i due eventi sottolineando l’importanza di creare rete per creare valore aggiunto, specialmente in un territorio come quello trentino. Il primo appuntamento ha visto Alberico Catapano (professore dell’Università di Milano) spiegare la connessione tra stili di vita e rischio cardiovascolare. Il professore ha cercato di dare una risposta alla domanda se in montagna è vero che si vive meglio. “Risposta difficile, ha spiegato Catapano, infatti entrano in gioco numerosi parametri da valutare, sicuramente due sono gli aspetti che possono ridurre il rischio cardiovascolare: uno stile di vita sano e alimenti di qualità”. L’incontro ha anche visto presenti Massimo Manfrini (TroteAstro), Luca Lovatti (CIF) e Francesca Fava (Fondazione Edmund Mach) che hanno portato l’esperienza trentina in campo alimentare.

Il secondo focus, invece, ha cercato di indagare le potenzialità dell’intelligenza artificiale per la nostra agricoltura. Fausto Milletarì (ricercatore NVIDIA) ha raccontato le frontiere dell’Intelligenza Artificiale e la sua applicazione nel mondo produttivo, partendo dall’impiego dei droni per il monitoraggio degli impianti industriali (riducendo i costi del 20%) per arrivare all’impiego di visori ottici al fine di ridurre l’impiego di diserbanti in agricoltura. L’evento è proseguito con Luca Coviello (Fondazione Bruno Kessler) che ha presentato i nuovi strumenti di analisi e coinvolgimento degli esperti per la Intelligenza Artificiale in Agricoltura. Stefano Corradini (Fondazione Edmund Mach) ha spiegato quali sono le risposte che la ricerca applicata può dare all’agricoltore. I modelli predittivi e i sistemi di supporto alle decisioni sono stati presentati da Steno Fontanari (MPA Solution) e, infine, Marco Baldo (Biogard) ha portato alla platea un caso pratico di tecnologia al servizio della sostenibilità: il caso della confusione sessuale.

Fonte: Servizio stampa Co.Di.Pr.A.

Per la prossima campagna agraria, il mondo agricolo trentino si affida ai fondi per la stabilizzazione del reddito

Il mondo agricolo trentino a partire già da questa campagna agraria avrà a disposizione una nuova arma per tutelare il reddito dell’azienda agricola e zootecnica. Infatti, è stata approvata dai delegati durante l’Assemblea Generale del Consorzio di difesa dei produttori agricoli di Trento (Co.Di.Pr.A.) la partenza di tre fondi per la stabilizzazione del reddito (IST) uno dedicato al settore zootecnico (in particolare bovine da latte), uno per le produzioni melicole e l’ultimo a copertura dei danni economici causati da fitopatie (come scopazzi, mal dell’esca, flavescenza dorata, ecc.).

Strumenti per continuare a tutelare l’agricoltura provinciale. “I fondi di stabilizzazione del reddito sono uno strumento di gestione del rischio innovativo – spiega Giorgio Gaiardelli, presidente Co.Di.Pr.A. – introdotto recentemente dalla Comunità europea che ci permetterà di tutelare ulteriormente le nostre aziende agricole. Un approccio nuovo alla gestione del rischio fortemente spinto dalla politica agricola comunitaria incentivandone l’utilizzo anche attraverso una contribuzione del 70% a fondo perduto – sottolinea Gaiardelli. Sono già pervenute al Consorzio numerose adesioni ai Fondi IST, possiamo dire che circa il 90% degli agricoltori che hanno sottoscritto una polizza a copertura dei danni a meleti aderiscono ai Fondi – conclude il presidente”. I fondi per la stabilizzazione del reddito sono stati introdotti dalla revisione della PAC (la politica agricola comunitaria) di fine dicembre 2017, il cosiddetto Regolamento Omnibus, ed attivabili grazie al decreto ministeriale sottoscritto a metà febbraio.

I dati di bilancio sono stati presentati ai delegati da Andrea Berti, direttore di Co.Di.Pr.A. “i numeri evidenziano un buono stato di salute del Consorzio, con un patrimonio di quasi 11 milioni di euro e un costo del denaro contenuto siamo riusciti ad anticipare oltre 80 milioni di euro in favore dei nostri associati – evidenzia il direttore – a marzo 2019 l’importo si è ridotto a circa 20 milioni, per effetto dei numerosi pagamenti effettuati da parte di Agea a favore degli agricoltori tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 – sottolinea Berti”. L’Assemblea è stata anche l’occasione per presentare lo studio di pricing condotto da Samuele Trestini, professore dell’Università di Padova, per la strutturazione e calibrazione dei Fondi. “In particolare per quanto riguarda il Fondo IST Mele – spiega il professore – l’85% delle aziende nel quinquennio indagato avrebbe ricevuto un indennizzo. Gli indennizzi medi annui ad ettaro di superficie aderente al Fondo risultano pari a 1.200 euro/ha – evidenzia Trestini”. L’Assemblea si è svolta a Madonna di Campiglio in apertura della seconda edizione del Festival Agri Risk Management che ha visto la partecipazione di oltre 200 esperti provenienti da tutta Italia per confrontarsi sulla futura Politica Agricola Comunitaria (PAC), le nuove tecnologie e gli strumenti innovativi per la gestione del rischio in agricoltura.

Fonte: Servizio stampa Co.Di.Pra.