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Trentino. Sempre più alto il prezzo del cirmolo.

Sempre-piu-alto-il-prezzo-del-cirmolo_mediumNelle ultime aste di legname organizzate dai comuni interessati o dalla CCIAA di Trento per conto di comuni o amministrazioni di beni di uso civico, il legname di pino cembro o cirmolo ha raggiunto prezzi eccezionali: 220-240 euro a metro cubo contro i 90 euro pagati per le bore di abete rosso.

L’unico pino a 5 aghi presente in Europa. Il pino cembro è presente solo in zone forestali del Trentino limitate e circoscritte quali l’alto Pinetano e le valli di Fiemme e Fassa, sempre al di sopra dei 1600-1800 metri di altitudine. Il legno di pino cembro è utilizzato soprattutto per il rivestimento di pareti, la realizzazione di mobili e tradizionalmente per l’intaglio e la scultura. Si distingue facilmente perché è l’unico pino a 5 aghi spontaneo presente in Europa.

Fonte: Trentino Agricoltura

Trentino. Promozione dei prodotti agricoli a basso impatto ambientale, modificata la legge.

Promozione-dei-prodotti-agricoli-a-basso-impatto-ambientale-modificata-la-legge_mediumIl Consiglio della Provincia di Trento ha approvato, su proposta della Giunta provinciale, rappresentata dall’assessore Mauro Gilmozzi, una modifica alla legge provinciale in materia di promozione dei prodotti agricoli a basso impatto ambientale, al fine di promuovere ulteriormente le filiere di produzione locale.

Criteri oggettivi. In particolare, la definizione di  “prodotti a basso impatto ambientale” è stata ricondotta a criteri oggettivi, quali il quantitativo di  inquinanti prodotto dal trasporto degli alimenti dal luogo di produzione al luogo previsto per il consumo, privilegiando quindi la cosiddetta filiera corta. “Le norme – ha sottolineato l’assessore Gilmozzi –  sono state ispirate dal lavoro del tavolo sugli appalti e proposte al Consiglio prima della legge finanziaria, per accelerarne l’entrata in vigore”.

Ristorazione collettiva pubblica, favorito l’utilizzo dei prodotti del territorio. Nell’affidamento dei servizi di ristorazione collettiva pubblica è stato inoltre previsto che venga obbligatoriamente valorizzato l’utilizzo di prodotti di qualità certificata, biologici e, in particolare, a basso impatto ambientale, in modo tale da favorire l’utilizzo di prodotti del territorio, tenuto conto che ad oggi, nel programma alimentare vigente, sono previsti obblighi di provvista di quantitativi minimi unicamente per i prodotti biologici e certificati. Tale obiettivo sarà raggiunto anche attraverso capitolati prestazionali standard predisposti dalla Provincia cui dovranno uniformarsi i committenti dei servizi di ristorazione collettiva pubblica.Al fine di dare pronta attuazione alla norma è prevista una clausola di applicabilità immediata legata all’approvazione di un atto deliberativo della Giunta provinciale nelle more dell’adeguamento del programma alimentare vigente. Inoltre, per quanto riguarda le procedure d’appalto, in materia di regolarizzazione delle dichiarazioni presentate per la partecipazione alle gare, è stato recepito nel nostro ordinamento, con alcune significative deroghe, il cosiddetto soccorso istruttorio previsto a livello nazionale.

La normativa statale, oggi recepita, prevede che nel caso di mancanza, incompletezza o irregolarità essenziale degli elementi e delle dichiarazioni presentate ai fini della partecipazione alle procedure di gara, l’amministrazione aggiudicatrice deve dare la possibilità al concorrente di regolarizzare o completare le dichiarazioni presentate oppure di presentare quelle mancanti, deve inoltre applicare una sanzione minima. A differenza di quanto previsto dalla normativa statale, in Trentino il pagamento della sanzione amministrativa è escluso nel caso in cui il concorrente regolarizzi le carenze riscontrate entro tre giorni dal ricevimento della richiesta. L’obiettivo di questa modifica è quello di non penalizzare quanti si attivino tempestivamente per la regolarizzazione, non determinando, di conseguenza, alcun ritardo nello svolgimento delle procedure di gara.

Fonte: Provincia di Trento

Raccolta mele in Alto Adige, previsioni buone

mele2In Alto Adige la raccolta della varietà di mele Royal Gala è iniziata nella seconda settimana di agosto, con dieci giorni di anticipo rispetto al 2013, dopo una chiusura della stagione commerciale 2013/2014 al rallentatore. Grazie ad una buona quantità e alle buone dimensioni dei frutti, secondo la Vog, la produzione potrebbe eguagliare il buon raccolto registrato nel 2011. La raccolta nell’Ue non raggiungerà la soglia delle 12 milioni di tonnellate, ma si tratterà comunque di un raccolto abbondante.

Fonte: Ansa.it

Vallagarina (TN), contributi per salvare le api

api-alveare-favo-byflickcc20-botheredbybee-500Per il progetto di salvaguardia e incremento della popolazione di api della Vallagarina attraverso il recupero di terreni abbandonati e incolti, la Comunità della Vallagarina garantisce il sostegno economico attraverso il contributo per l’acquisto delle arnie (il cotributo è per l’85% della spesa e comunque in misura non superiore a 120 euro ad arnia).

Api fondamentali per l’impollinazione. La salvaguardia delle popolazioni di api della Vallagarina risulta particolarmente importante per l’attività di impollinazione di molte specie agrarie. Sulla base di tali premesse la Provincia Autonoma di Trento, la Comunità della Vallagarina per sé e per i Comuni di Ala, Brentonico, Isera, Mori, Nogaredo, Ronzo Chienis, Terragnolo, Villa Lagarina hanno approvato e firmato in data 9.7.2013 un protocollo d’intesa finalizzato al recupero di aree demaniali o private creando nuove opportunità di lavoro e reddito e diversificando le specie vegetali coltivate per allungare il periodo utile di bottinatura e quindi sviluppare ulteriormente l’apicoltura. Hanno aderito successivamente anche i Comuni di Avio e Trambileno.

Info. I Comuni interessati possono concedere ad ogni richiedente il contributo per il recupero e la semina/piantumazione delle aree incolte di 250 o 500 mq. anche a chi non possieda già o non abbia intenzione di acquistare arnie, purchè le specie da mettere a dimora siano state ritenute di interesse per l’apicoltura, secondo le indicazioni del consulente.Gli interessati potranno chiedere utili informazioni alla Comunità della Vallagarina segreteria.sede@comunitadellavallagarina.tn.it, alla dipendente Tiziana Peterlini tel. 0464/484294. Sono inoltre disponibili il consulente incaricato Pietro Lorenzi arambee@libero.it ed il dott. Gianantonio Tonelli della Provincia Autonoma di Trento gianantonio.tonelli@provincia.tn.it.

Fonte: Comunità Vallagarina

 

Drosophila suzukii, in Trentino dimostrata l’efficacia delle reti contro l’insetto

Drosophila raccolta in una settimana nella trappola in campagna

Drosophila raccolta in una settimana nella trappola in campagna

La Fondazione Edmund Mach prosegue le attività di sperimentazione e ricerca per fronteggiare il problema Drosophila suzukii, l’insetto che depone le uova su ciliegio, albicocco, fragola e piccoli frutti. L’attenzione dei tecnici e dei produttori rimane alta in un’annata che, a causa delle condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo di questo parassita, presenta un attacco particolarmente massiccio. Posizionamento delle trappole a base di aceto di mela, vino rosso e zucchero per la cattura massale, trattamenti con gli insetticidi consentiti, utilizzo delle reti anti-insetto. Al momento sono questi gli strumenti raccomandati dai tecnici per fronteggiare la problematica.

Protezione delle reti. Proprio in questi giorni a Vigalzano, si è svolto un incontro tecnico a cui hanno  aderito un’ottantina di produttori. I tecnici hanno fatto il punto della situazione, portando i produttori a visitare due aziende che hanno adottato il sistema di protezione delle reti su mirtillo.  “Sono stati analizzati l’andamento climatico e i fattori che hanno determinato il livello elevato di popolazione di Drosophila che si registra in questo periodo – spiega Tommaso Pantezzi, responsabile dell’unità piccoli frutti del Centro Trasferimento Tecnologico-, e abbiamo fornito le indicazioni per il contenimento dei danni. In particolare il sistema di difesa delle reti anti-insetto appare al momento il più efficace, una valida alternativa alla cattura massale con trappole unita ai trattamenti”.

La ricerca della Fondazione Mach. Nei laboratori del  Centro Ricerca e Innovazione si sta sviluppando un nuovo tipo di trappola. Sono stati identificati una serie di composti attrattivi importanti per la D.suzukii. Questi composti sono presenti anche nel Droskidrink, la miscela che da tempo viene utilizzata in Trentino, ma la loro quantità e l’efficacia attrattiva può essere notevolmente aumentata modificando la componente microbiologica dell’innesco. Un altro settore importante è il biocontrollo.La FondazioneMach ha individuato, prima in Europa, due specie di parassitoidi indigeni. Si tratta di nemici naturali che attaccano l’ospite deponendo le uova nel suo corpo ed uccidendolo a causa dello sviluppo della larva a danno dei suoi tessuti. Questi parassitoidi indigeni sono già presenti nei nostri ambienti. “Nei prossimi mesi  -spiega il ricercatore Gianfranco Anfora– proveremo ad adottare delle tecniche di controllo tramite utilizzo di questi parassitoidi lanciandoli nell’ambiente e cercando di aumentarne l’efficacia negli agro ecosistemi”.

Fonte: Fondazione Edmund Mach

Trentino, allevamento capre da latte, i dati

Capre ValdifiemmeLe capre allevate in Trentino sono 9.318. Il dato comprende 6.165 capre allevate in stalle che ospitano solo animali di questa specie appartenenti ad una o più delle quattro razze importanti: Saanen, Camosciata delle Alpi, Bionda dell’Adamello e Tingola o Mochena.Le due ultime razze sono autoctone e in fase di ripresa.Gli allevamenti che producono latte caprino sono 115 e ospitano 1729 capre specializzate nella produzione di latte. I caseifici riconosciuti dall’Unione Europea sono 8. I punti vendita di formaggi caprini annessi a caseifici o ad aziende private che trasformano latte caprino sono 18.

Fonte. Provincia Trento

Trentino. Il clima condiziona la qualità del fieno, spostato da maggio a giugno il primo taglio

MINOLTA DIGITAL CAMERARoberta Franchini, tecnico della Fondazione Mach che segue la coltivazione del mais e dei foraggi, segnala che in tutto il Trentino il taglio del primo fieno della stagione è stato spostato da maggio a giugno.

La decisione è dipesa dagli stessi agricoltori. La variabilità del clima dei mesi precedenti aveva frenato lo sviluppo in altezza delle erbe da fieno. Il ritardo ha favorito la crescita in altezza soprattutto delle graminacee che però sono diventate più ricche di fibra e quindi meno ricche di proteine. Le sottostanti essenze da foglia sono cresciute meno ed hanno invece avuto la prevalenza le ombrellifere.

(Fonte: Provincia di Trento/Trentino Agricoltura)

20 maggio 2014, a Trento si tiene il seminario “Coltivare la terra, trasformare il paesaggio”

-1Partendo dagli spunti sollecitati dalla mostra “Terre coltivate – Storia dei paesaggi agrari del Trentino”, organizzata dalla Fondazione Museo storico del Trentino, il seminario “Coltivare la terra, trasformare il paesaggio” che si terrà a Trento presso le Gallerie di Piedicastello martedì 20 maggio 2014 alle ore 16.30, intende proporre alcune riflessioni sul tema del rapporto tra agricoltura e paesaggio.

Programma. La conservazione e la valorizzazione del paesaggio, infatti, è strettamente connessa alle pratiche agricole sviluppate nel corso della storia e in diverse forme dalle comunità locali. Un’attività agricola e forestale che riconosce nel paesaggio un elemento essenziale delle prospettive di sviluppo richiede scelte di pianificazione appropriate accompagnate da un’attenta riflessione sugli orientamenti e sulle pratiche consolidate. Apertura dei lavori. Carlo Daldoss, assessore alla Coesione territoriale,  Urbanistica, Enti locali ed Edilizia abitativa della Provincia autonoma di Trento; Terre coltivate: paesaggi in trasformazione, Giorgio Tecilla, segretario del Forum Osservatorio del Paesaggio, Provincia autonoma di Trento; Storia dell’agricoltura e paesaggi rurali delle Alpi Annibale Salsa, Comitato  Scientifico di step- Scuola per il governo del territorio e del paesaggio; Il valore dei paesaggi agricoli, Sabrina Diamanti, CONAF-Consiglio Nazionale Agronomi Forestali; Trasformazioni dei paesaggi agricoli nello spazio alpino, Paola Sabina Lupo Stanghellini, EURAC Bolzano; Tavola rotonda: Nuove forme dell’agricoltura e nuove opportunità di paesaggio, introduce e modera,  Alessandro de Bertolini, Fondazione Museo storico del Trentino, intervengono: Gabriele Calliari, presidente Coldiretti del Trentino, Fabrizio Dagostin, dirigente Servizio Agricoltura Provincia autonoma di Trento, Mauro Fezzi, direttore Generale Fondazione Edmund Mach, Claudio Maurina, presidente Ordine Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Trento, Giorgio Perini, vicepresidente di Acli Terra del Trentino. Link iscrizioni on line.

(Fonte: Trentino School of Management)

Fino al 27 maggio 2014, al Muse di Trento interessanti aperitivi con lo scienziato “Nature & Food”

nature and food205xhNegli spazi del MUSE, il nuovo Museo delle Scienze di Trento e Fondazione Edmund Mach, in collaborazione con CiMeC, SlowFood, Apot, Astro, Cantina Frantoio Agraria Riva del Garda, Azienda Provinciale per i servizi sanitari, propongono con “Nature & Food” un modo nuovo e piacevole di accostarsi alla scienza, attraverso una serie di apertivi con lo scienziato che approfondiscono i segreti del cibo. Il tutto, accompagnato da degustazioni particolari.

Mentre i ricercatori parleranno di ambiente, alimentazione, salute, i partecipanti potranno assaggiare i prodotti oggetto della presentazione, quali mele, pesci, vino, olio, miele… e per i più coraggiosi anche gli insetti. Obiettivo, divulgare in modo semplice e appetibile argomenti che altrimenti resterebbero chiusi nei laboratori di ricerca, coinvolgendo la popolazione su tematiche che partono dalla terra e dai suoi prodotti per arrivare fino alla tutela della salute.

Prossimi appuntamenti. Il primo incontro dell’anno nuovo sarà dedicato al tema del vino, visto da una prospettiva insolita, quella della sostenibilità e della salute, mentre successivamente uno degli appuntamenti sarà dedicato a una tematica attuale quanto importante, la sicurezza alimentare, che passa attraverso la tracciabilità degli alimenti. Sempre in tema di salute, un ulteriore appuntamento sarà dedicato ai prodotti realizzati in modo non industriale come ad esempio il latte crudo, i formaggi di malga, la birra non filtrata, che secondo alcuni recenti studi hanno proprietà benefiche, grazie ai microrganismi che arricchiscono la nostra flora intestinale. Gli ultimi due appuntamenti saranno dedicati agli insetti, dalle fastidiose zanzare alle zecche fino alle api. Dulcis in fundo, l’ultimo appuntamento sarà infatti dedicato ai segreti del miele.

In dettaglio28 gennaio 2014. IL TRIANGOLO SÌ O NO? Vino, salute e sostenibilità: un trinomio possibile? Marco Stefanini (Fondazione Edmund Mach) David Tombolato (MUSE).  25 febbraio 2014. LA SALUTE VIEN MANGIANDO. Alimenti tracciabili, consumatori sicuri: dai formaggi all’olio Federica Camin (Fondazione Edmund Mach) Massimo Fia (Agraria Riva).  25 marzo 2014. A TAVOLA CON I MICRORGANISMI. Mantenersi in salute grazie ai cibi Duccio Cavalieri (Fondazione Edmund Mach) Giorgio Guzzetta (FameLabber). 29 aprile 2014. NOI E GLI INSETTI, UN TEMA “PUNGENTE”. Zecche, zanzare e altro Annapaola Rizzoli (Fondazione Edmund Mach) Franco Guizzardi (APSS).  27 maggio 2014. API, MIELE E CURIOSITA’. Dolci nozioni sull’apicoltura Paolo Fontana (Fondazione Edmund Mach) Sergio Angeli (Professore di scienze agrarie e agroalimentari).

Modalità di partecipazione.Ore 18.00, MUSE Museo delle ScienzeCorso del lavoro e della Scienza 3, Trento. Partecipazione a pagamento (info costi su richiesta). Gradita la prenotazione: museinfo@muse.it, 0461.270311.

(Fonte: MUSE)

Valle di Cembra: il territorio, la gente e il vino raccontati in un libro

Libro Valle di Cembra - Muller copertinaNella giornata di Santa Lucia, Palazzo Roccabruna, sede dell’Enoteca provinciale del Trentino, ha ospitato la presentazione del volume “Valle di Cembra: il territorio, la gente, il vino. Storia della Rassegna Vini Müller Thurgau”. Un volume che nasce, come ogni buon vino, da un cammino durato oltre un anno, iniziato nel 2012 in occasione della XXV edizione della Rassegna dei vini Mùller Thurgau.

Presentazione libro valle di Cembra tutti (descrizione infofile)La presentazione. Il volume, edito da Artimedia Valentina Trentini Editore (220 pagine, 20 euro) e scritto da Sergio Ferrari e Stefano Elena, ontiene una serie di contributi che spaziano su tutto quanto è Valle di Cembra e Müller Thurgau. «Un volume che dà prestigio alla nostra realtà e che cristallizza su carta tanti piccoli aspetti, forse minori, ma che tutti assieme contribuiscono a rendere questa valle del Trentino un unicum” hanno sottolineato all’unisono il presidente della Comunità della Valle di Cembra, Aurelio Michelon, e la sindaco di Cembra, Antonietta Nardin, intervenuti alla presentazione del volume assieme al presidente del Bim Avisio.Valle dell’Adige Armando Benedetti, del presidente dell’Apt Altopiano di Piné Valle di Cembra, Ugo Faccenda, e del presidente del Consorzio Vini del Trentino Elvio Fronza.

Un territorio e la sua gente raccontato per immagini. Non c’è pubblicazione riferita alla viticoltura e ai vini del Trentino che non contenga immagini della Valle di Cembra. Il libro è scandito nelle varie parti da foto dedicate al paesaggio vitato che sovrasta il corso dell’Avisio. Una sorta di calendario fenologico da sfogliare con il trascorrere dei mesi. Le fotografie, pur di forte impatto visivo scattate da due bravi fotografi attivi in Valle come Giorgio Deflorian e Luciano Lona, rischierebbero di rimanere tasselli di un mosaico da ammirare, se l’insieme non fosse animato dalla gente e da ciò che le mani infaticabili dei viticoltori hanno creato dai tempi della Situla (IV secolo a.C.). Le vigne, i terrazzamenti, le strade interpoderali che spaccavano la schiena a chi le percorreva, portando a spalla carichi pesanti prima che fossero rese meno faticose da un provvido intervento di sistemazione e asfaltatura. Ma soprattutto l’uva e i prodotti che se ne ricavano: il vino, un tempo frutto di vitigni antichi e autoctoni, in seguito e più recentemente nobili, provenienti dall’esterno, come il Müller Thurgau, lo Chardonnay, il Pinot nero, il Sauvignon bianco e il Traminer. E poi la grappa, che nel corso dei decenni ha smesso gradualmente gli abiti di panno ruvido di Rachele (nome riservato al distillato di vinacce ricavato goccia dopo goccia da coraggiosi “fuorilegge per necessità di sopravvivenza”) per vestire l’abito da sera di grappa fine e delicata prodotta da intraprendenti distillatori valligiani. Il libro riassume nel titolo lo scopo dei promotori: raccontare con semplicità la storia di una manifestazione (la Rassegna dei vini Müller Thurgau) che inizia molto tempo prima del 1988 (anno della prima Mostra dedicata).

Nel libro si trovano anche spunti di riflessione e proposte riguardanti il futuro della viticoltura della Valle di Cembra. Fra tutte, quella di riconoscere ai suoi vini la qualifica di prodotti di territorio riconosciuto per legge unico e di qualità superiore, che ha ribadito il presidente del Consorzio Vini del Trentino, Fronza. Al presidente del Comitato Mostra Valle di Cembra, Bruno Pilzer, sono toccate le conclusioni: «questo volume non esaurisce il cammino fatto dalla Rassegna in questi 26 anni ma, semmai, costituisce un punto di ripartenza per nuovi obiettivi volti a diffondere la conoscenza del vino Müller Thurgau. Sono convinto che dagli sforzi di tutta la gente della Valle di Cembra non potrà che nascere qualcosa di buono, così come sono sempre stati buoni i risultati ottenuti con l’impegno di tutti nel corso degli anni».

(Fonte: Rassegna dei vini Mùller Thurgau)