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9 novembre, a Illasi (Verona), il Frantoio Bonamini celebra i 60 anni di attività aprendo le porte ai visitatori

Il 2025 rappresenta un traguardo importante per il Frantoio Bonamini (loc. Santa Giustina 9/A, Illasi-Verona), che quest’anno celebra con 60 anni di attività, tra tradizione familiare e ricerca costante. Per festeggiare questo anniversario, domenica 9 novembre, dalle ore 10.00 alle 19.00, la sede dell’azienda (via Santa Giustina 9/A, Illasi – VR) ospiterà la “Seconda Giornata del Frantoiano – Festa dell’Olio 2025”, un evento speciale dedicato all’olio extravergine di oliva e ai valori profondi che da sempre animano questa storica realtà veneta. Non solo. La festa ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio gastronomico e culturale dell’olio extravergine di oliva, stimolando nei partecipanti la curiosità e la consapevolezza verso le sue qualità e i suoi benefici.

Fondata nel 1965, oggi Bonamini è riconosciuta come una delle eccellenze italiane del settore e un punto di riferimento internazionale per la produzione di olio extravergine di oliva Veneto Valpolicella DOP di alta qualità, pluripremiato in tutto il mondo. L’evento sarà aperto al pubblico e pensato per offrire un’autentica esperienza immersiva. I visitatori potranno partecipare a visite guidate tra uliveti e frantoio (ore 10, 11.30, 14 e 15), seguendo passo dopo passo l’intero processo produttivo: dalla raccolta delle olive all’estrazione a freddo, fino all’imbottigliamento, assaggiare l’olio e le specialità locali. Visite guidate su prenotazione tel. 045 6520558 | 351 5900242 | shop@oliobonamini.com

Durante la giornata verrà organizzato un laboratorio speciale in cui i piccoli potranno creare un sacchettino personalizzato con i nocciolini delle olive, trasformandolo in un cuscino caldo da utilizzare per il benessere e il relax.

Fonte: servizio stampa Frantoio Bonamini

Delta del Po, aumento significativo degli ettari dedicati a risaia, +25,3% rispetto al 2024. Determinante il lavoro del Consorzio di Bonifica Delta del Po

Aumenta la superficie di risaie nel Delta del Po. È presto per parlare di un’inversione di tendenza rispetto al calo pressoché costante che si sta verificando da decenni ma, intanto, nel 2025, il computo degli ettari coltivati a riso riporta valori positivi nel confronto con il 2024: 595 ha rispetto ai 475 ha, un salto in avanti del +25,3%. Il dato è stato presentato lo scorso 20 settembre dal direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Rodolfo Laurenti, alla Festa del Riso di Porto Tolle nell’incontro pubblico “Il ruolo dell’acqua, tra agricoltura e territorio” dove ha dialogato con il responsabile del Centro Studi di ANBI Veneto (l’associazione dei consorzi di bonifica) Filippo Moretto sul valore ambientale della pratica irrigua.

Le risaie sono tornate nel tratto finale dell’Isola di Ariano, dove Po di Donzella e Po di Goro scorrono paralleli prima di sfociare in Adriatico. Questa terra, già un tempo vocata alla coltivazione del riso, ha visto negli anni abbandonare progressivamente questa pregiata coltura a causa dell’ingressione salina che sempre più costringe alla chiusura delle derivazioni.

L’avvio a fine primavera di un impianto irriguo presso l’idrovora Goro e, contestualmente, l’ammodernamento della rete irrigua con un’infrastruttura tubata di 3 km, hanno portato garanzia di risorsa – l’acqua di bonifica del canale Veneto – fino a Bacucco. I lavori, progettati e realizzati dal consorzio di bonifica, sono stati finanziati tramite risorse PSRN (Piano di Sviluppo Rurale Nazionale) per 9,8 milioni di euro che hanno consentito anche altri interventi nell’Isola di Ariano.

“120 ettari in più di risaia significa per il Delta del Po aumentare la produzione agricola di qualità ma anche riscoprire il suo paesaggio agricolo originario e quindi preservare la sua identità – spiega Laurenti. –  . È la dimostrazione di come risorse ben utilizzate possano portare a risultati concreti talvolta anche in brevissimo tempo.”

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto

4-5 ottobre, a Piazzola sul Brenta (Padova) torna Caseus, la grande rassegna dei formaggi italiani e del mondo

Si rinnova l’appuntamento con Caseus, la grande rassegna dei formaggi italiani e internazionali che sabato 4 e domenica 5 ottobre 2025 tornerà a villa Contarini a Piazzola sul Brenta (Padova). L’ingresso sarà gratuito per il pubblico, che potrà vivere due giornate all’insegna del gusto, della tradizione e della cultura agroalimentare.

Tre percorsi tematici

Giunta alla 21^ edizione, la manifestazione continua a crescere e a coinvolgere numeri straordinari: oltre 200 espositori, 122 appuntamenti tra degustazioni guidate, abbinamenti enogastronomici, masterclass, convegni e attività solidali, più di 5.000 posti disponibili per il pubblico. Anche quest’anno saranno tre i percorsi tematici: Caseus Veneti, dedicato alle produzioni DOP della Regione; Caseus Italiae e Caseus Mundi, con i migliori formaggi nazionali e internazionali. L’evento ospiterà inoltre la 12^ edizione del Festival delle DOP Venete con la presenza di 34 Consorzi di tutela, e “Tartuforum”, promosso da Veneto Agricoltura nello stand Casa Veneto per valorizzare il tartufo regionale. Il programma prevede inoltre il 21° Concorso regionale dei formaggi del Veneto e il 7° Concorso nazionale dei formaggi di fattoria, concerti, cooking show con l’Unione Cuochi del Veneto e i Cuochi Contadini di Campagna Amica, degustazioni con produttori europei e iniziative culturali, tra cui “Caseus in Musica” con il tenore Cristian Ricci e l’Orchestra Sinfonica del Veneto. Infine, in uno spazio dedicato saranno esposte per tutta la durata della rassegna le due torce olimpiche. Caseus sarà infatti una delle tappe del loro Road show in vista delle Olimpiadi invernali 2026.

La produzione casearia in Veneto

Il regione conta 2.803 allevamenti di bovini da latte e misti: (dicembre 2024; -4,50% sul 2023). Ben il 56% del latte prodotto in Veneto viene trasformato in formaggi DOP > Asiago (1.422.569 forme prodotte), e poi Grana Padano (830.632), Casatella Trevigiana (478.383), Montasio (334.800), Piave (336.589), Provolone Valpadana  (437.118) e Monte Veronese (104.845), per un totale di 3.921.718 forme prodotte a denominazione nel 2024. I formaggi veneti con denominazione di origine protetta (DOP) sono l’Asiago DOP, il Montasio DOP, il Monte Veronese DOP, il Piave DOP, il Grana Padano DOP, il Provolone Valpadana DOP, il Taleggio DOP e la Casatella Trevigiana DOP.

Caseus è promosso dalla Regione del Veneto, sostenuto dai Consorzi di Tutela dei formaggi DOP del Veneto (Asiago, Casatella Trevigiana, Grana Padano, Montasio, Monte Veronese, Piave, Provolone Valpadana e Mozzarella STG) ed organizzato da A.Pro.La.V. con l’obiettivo di valorizzare il binomio prodotto-territorio e difendere la qualità e la dignità del comparto lattiero-caseario.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

L’Asiago Dop Prodotto della Montagna conquista i “Millenial”. Nei fine settimana 5-7 e 12-14 settembre, il Consorzio che lo tutela dà appuntamento ai “cheese lover” a Made in Malga 2025

L’Asiago DOP si conferma tra le case history più efficaci nel raccontare la cultura agroalimentare italiana secondo il 1° Rapporto sul Turismo DOP realizzato da Fondazione Qualivita e Origin Italia con il supporto del Masaf (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste).

Sempre più Millennial (dai 25 ai 39 anni) scelgono di visitare malghe e caseifici dell’Altopiano dei Sette Comuni e della Provincia di Trento produttrici dell’Asiago DOP Prodotto della Montagna per scoprire un turismo lento e rispettoso, che unisce gusto, natura e identità e vivere esperienze autentiche: osservare il lavoro del casaro, ascoltare le tradizioni raccontate dal malghese e assaporare un formaggio simbolo di biodiversità, rispetto dell’ambiente e cura del paesaggio.

In linea con il nuovo Regolamento Europeo 2024/1143, che attribuisce ai Consorzi di Tutela delle DOP e IGP un ruolo attivo nello sviluppo turistico, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha promosso nuovi strumenti e azioni: mappe delle malghe scaricabili dal sito ufficiale, contenuti digitali e storytelling sui social per illustrare la vita in malga, i valori della DOP e l’identità culturale sulla quale poggia la storia del formaggio Asiago oltre a incontri dedicati alla stampa e opinion leader internazionali, con visite dirette di giornalisti e influencer sui luoghi di produzione.

“Valorizzare il formaggio Asiago significa rafforzare l’identità del territorio di produzione, preservare le tradizioni  e generare un valore sociale ed economico che guardi al futuro – spiega Flavio Innocenzi, Direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago. – Il nostro impegno è quello di raccontare il volto moderno della specialità, capace di parlare alle generazioni più attente a benessere, qualità alimentare e sostenibilità”.

E nei fine settimana 5-7 e 12-14 settembre, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago invita alla tredicesima edizione di MADE IN MALGA, l’evento nazionale dedicato ai formaggi e  alle produzioni di montagna in programma nell’Altopiano dei Sette Comuni. Eventi, degustazioni, incontri offriranno tante occasioni per conoscere i caseifici e le malghe venete e trentine produttrici dell’Asiago DOP Prodotto della Montagna, la produzione che nasce sopra i 600 metri: Caseificio Finco, Caseificio Pennar, Malga Basson di Sotto, Malga Dosso di Sotto, Malga Larici, Malga Marcai, Malga Pian di Granezza, Malga I Lotto Valmaron, Malga Serona e Malga Verde.

In piazza, nell’area espositiva dedicata all’Asiago DOP, sarà presente anche l’ASIAGO POINT dove, accompagnati da un esperto del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, i visitatori potranno assaggiare le diverse stagionature del formaggio e scoprire segreti, curiosità e abbinamenti.

In questa edizione, per la prima volta, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago propone VOCI DI MALGA, una finestra sulla vita, il sapere e la passione dei malghesi custodi dell’arte casearia con la produzione dell’Asiago DOP. Sabato 6, domenica 7 e sabato 13 settembre, alle 17:00, il palco della centrale Piazza Carli di Asiago accoglie i visitatori in un viaggio dove il formaggio Asiago prende forma e vita nei racconti dei suoi protagonisti.

Dopo il successo dello scorso anno, torna anche ASIAGO EXPERIENCE, lo spazio promosso direttamente dal Consorzio di Tutela con incontri dedicati alla scoperta del mondo del formaggio Asiago e il focus sulla preziosa produzione di montagna prodotta esclusivamente sopra i 600 metri. Nel corso degli appuntamenti, condotti con la collaborazione di AIS VENETO e ONAF Delegazione di Vicenza, il pubblico apprenderà come degustare il formaggio Asiago e abbinarlo con vino, miele per comprendere al meglio quale e quanto prezioso sia il miracolo che ogni giorno arricchisce le nostre tavole. Ogni appuntamento avrà la durata di 40 minuti e sarà accompagnato da un assaggio guidato di formaggio Asiago. L’ingresso è gratuito, su prenotazione su Eventbrite fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Appuntamenti sempre immancabili, le due masterclass: sabato 6 settembre  ore 11, con “Eleganza in quota: le bollicine di montagna incontrano l’Asiago DOP, si celebra l’incontro tra due mondi unici: la raffinatezza delle bollicine metodo classico d’alta quota e la ricchezza sensoriale dell’Asiago DOP in tutte le sue stagionature. Con la seconda masterclass, domenica 14 settembre ore 11 “Asiago DOP e Tenuta Ornellaia: un incontro tra icone di territorio e spiriti nobili” si mette al centro l’Asiago DOP, formaggio simbolo, capace di raccontare il tempo, la cura artigianale e la forza di un territorio autentico. Le sue diverse stagionature – dal Fresco, al Mezzano, al Vecchio fino allo Stravecchio, complesso e persistente – svelano una sorprendente versatilità gastronomica e una ricchezza sensoriale che si esprime al meglio nell’abbinamento con grandi vini.

Nel corso di MADE IN MALGA, il formaggio Asiago potrà essere gustato anche all’Asiago Bistrot curato dallo chef Massimo Spallino del Ristorante Hotel Vecchia Stazione Canone di Roana e nei ristoranti e agriturismi dell’Altopiano che proporranno uno speciale menù con l’Asiago DOP protagonista in taglieri degustazioni e interpretazioni gourmet. Informazioni sull’evento: https://www.madeinmalga.it/

Fonte testo e foto: servizio stampa Consorzio tutela formaggio Asiago

10 agosto, ad Abano Terme (Padova) degustazioni di prodotti del territorio per la seconda edizione de “Le stelle di San Lorenzo”

Domenica 10 agosto 2025, la città di Abano Terme, in provincia di Padova, torna ad accendersi con la seconda edizione di “Le Stelle di San Lorenzo”, un evento speciale che unisce celebrazione religiosa, intrattenimento e valorizzazione del territorio in occasione della festa del Santo Patrono. Promossa da Ascom Confcommercio Abano Terme, in collaborazione con l’assessorato alle Manifestazioni, Federalberghi, Confindustria Veneto Est – Sezione Turismo, e con le associazioni Appe, Confartigianato, CNA, Confesercenti e la parrocchia di San Lorenzo, e organizzata da “Padova Stories”, la manifestazione coinvolgerà tutta la città in un’atmosfera magica, tra shopping sotto le stelle, spettacoli e degustazioni di prodotti tipici.

Il programma prende il via alle 19.00 con l’apertura straordinaria dei negozi fino alle 24.00, mentre le principali vie cittadine si trasformeranno in un palcoscenico a cielo aperto. Musica dal vivo, danza, performance artistiche, giochi e racconti animeranno le vie del centro di Abano Terme. Al Duomo di San Lorenzo sabato 9 agosto, con inizio alle ore 21, ci sarà il concerto in onore al Santo. Alla domenica 10 agosto, alle ore 10.30, la santa messa presieduta dal vescovo emerito Mons. Antonio Mattiazzo.

Fonte: ufficio stampa Le stelle di San Lorenzo

Allarme tra gli allevatori veneti di bovini per l’epidemia di dermatite nodulare contagiosa. Il virus non colpisce però l’uomo, né direttamente, né attraverso il consumo di carne o latte 

Forte preoccupazione tra gli allevatori veneti per l’epidemia di Dermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease – Lsd), malattia virale dei bovini che si trasmette attraverso insetti vettori come mosche, zecche e zanzare, ma che può avvenire anche con il contatto diretto tra animali infetti e sani, portando gli animali anche alla morte. La dermatite nodulare colpisce i bovini ma non l’uomo, né direttamente, né attraverso il consumo di carne o latte.

I focolai in Italia

A oggi sono nove i focolai confermati in Sardegna, con 600 allevamenti sottoposti a esame clinico. La Regione sarda ha presentato un piano che prevede la vaccinazione di tutti i bovini presenti sull’isola, vale a dire circa 300.000 capi. Dalla Sardegna, dove il virus è partito, portando all’abbattimento di oltre 300 capi, la Lsd si è spostata nel Nord Italia, colpendo un allevamento di bovini da carne a Porto Mantovano, in provincia di Mantova. Alla luce del caso positivo, sono state attivate tutte le misure previste dalla normativa, dal sequestro e blocco dell’allevamento all’istituzione delle zone di restrizione.

Stato di allerta in Veneto

Iil Ministero della Salute ha definito zone di protezione e di sorveglianza in cui ricadono quattro province venete: Verona, Padova, Vicenza e Rovigo. Nelle zone di protezione, che comprendono un raggio di 20 chilometri da un focolaio, e nelle zone di sorveglianza, fino a 50 chilometri, sono state imposte restrizioni sulla movimentazione del bestiame. La provincia di Verona è interessata sia dalla zona di protezione che di sorveglianza, mentre parte delle province di Vicenza, Padova e Rovigo rientrano nelle zone di sorveglianza.

Dichiarazioni di Confagricoltura Veneto

“La situazione determinata dall’epizoozia di dermatite sta diventando allarmante, specialmente nella zona ovest della Bassa Padovana, afferma Michele Barbetta, presidente di Confagricoltura Padova, territorio che vede una grande concentrazione di allevamenti bovini. Le limitazioni già in atto per la movimentazione dei bovini stanno mettendo in ginocchio diverse aziende zootecniche, che si trovano nell’impossibilità di immettere animali in stalla. Se la situazione non migliorerà a breve, rischiamo il blocco completo delle attività di allevamento bovino nella zona”. “Siamo molto preoccupati per questa nuova epizoozia che ci sta colpendo, sottolinea Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona. Ci siamo già mossi, interessando i servizi veterinari, per cercare di avere una normativa che all’interno delle zone soggette a restrizioni, quali la Bassa Veronese, che permetta un’attività di emergenza, come lo spostamento dei bovini e la raccolta dei capi che dovessero morire, anche per altre motivazioni.  Stiamo monitorando il fenomeno, insieme alla Regione Veneto, che in questo momento sta dando una mano agli allevamenti del Veronese e delle altre zone venete colpite dal provvedimento ministeriale”. Il timore è che gli allevatori si vedano costretti a destinare tutto il latte alla pastorizzazione, con gravi difficoltà logistiche e commerciali. “Il comparto lattiero-caseario sta vivendo giorni di grande tensione, spiega Giancarlo Zanon, rappresentante del settore lattiero caseario di Confagricoltura Veneto. Le restrizioni alla movimentazione del latte crudo e la necessità di destinare la produzione solo a impianti in grado di garantire pastorizzazione o lunga stagionatura stanno riducendo la capacità produttiva delle nostre aziende”.

Il rischio maggiore è per i prodotti freschi a latte crudo

“Se la zona di protezione dovesse estendersi ad altre zone del Veneto, molti caseifici non riuscirebbero più a ritirare il latte, con ricadute pesanti su tutta la filiera. I prossimi giorni saranno cruciali: l’arrivo dei vaccini e l’avvio della campagna di immunizzazione di massa nelle zone di protezione e sorveglianza, se condotti con rapidità e capillarità, potranno spezzare la catena di trasmissione proprio mentre l’estate, favorevole agli insetti vettori, entra nel vivo”. Confagricoltura Veneto rinnova l’appello al Ministero della Salute e alle istituzioni regionali affinché vengano messe in campo tutte le misure necessarie per contenere la diffusione della malattia e per supportare le aziende colpite. “È fondamentale proteggere il nostro comparto zootecnico, strategico per l’economia e l’occupazione del territorio”, conclude Barbetta.

Le dichiarazioni di Coldiretti Veneto

Le Consulte dei settori Carne e Latte di Coldiretti Veneto hanno incontrato oggi i Servizi Veterinari regionali e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie per approfondire le caratteristiche e le implicazioni della Dermatite Nodulare Contagiosa (Lumpy Skin Disease – LSD). L’incontro è stato un’importante occasione di confronto tra il mondo produttivo e le autorità sanitarie, con l’obiettivo di condividere informazioni aggiornate, approfondire le modalità di trasmissione e sintomatologia della malattia e valutare le strategie più efficaci per ridurre al minimo il rischio di diffusione sul territorio regionale. Al tempo stesso, gli allevatori hanno espresso preoccupazione per le misure restrittive già in vigore da alcuni giorni che coinvolgono non solo la movimentazione degli animali, ma anche quella dei loro prodotti, in particolare il latte. Alcune di queste disposizioni, seppur comprensibili sul piano della tutela sanitaria, potrebbero causare gravi danni economici, diretti e indiretti, alle imprese già messe a dura prova da anni di difficoltà strutturali e di mercato. Coldiretti Veneto ha ribadito la massima disponibilità a collaborare con i Servizi Veterinari per la gestione dell’emergenza, chiedendo al tempo stesso un costante aggiornamento del tavolo di confronto, affinché le misure adottate possano contemperare le esigenze sanitarie con la sostenibilità economica delle imprese zootecniche.

Fonte: servizio stampa Confagricoltura Veneto/Coldiretti Veneto

A Torri del Benaco (Verona) nasce l’idea del Presidio Slow Food degli oliveti secolari dell’Alto Garda Veronese

Il marchio del Presidio di Slow Food sugli oliveti secolari dell’Alto Garda Veronese: è questa l’idea lanciata nel corso dell’edizione di primavera della Festa dell’Olio di Torri del Benaco, sulla costa veneta del lago di Garda, a margine del convegno dal titolo “Quale olivicoltura al servizio dell’ambiente?”, che ha visto come relatori, il 17 maggio, scorso, Francesca Baldereschi, curatrice della “Guida agli Extravergini” di Slow Food, e i coordinatori regionali della stessa guida per il Trentino, la Lombardia e il Veneto, Meri Ruggeri, Marco Antonucci e Mauro Pasquali.

La proposta ha subito incontrato il favore del sindaco di Torri del Benaco, Stefano Nicotra, e di quello del comune confinante di Brenzone sul Garda, Paolo Formaggioni, che si sono detti interessati a intensificare, nei prossimi mesi, i contatti con Slow Food per verificare la realizzabilità del progetto. “Per il nostro territorio – ha detto Nicotra – gli olivi antichi delle varietà autoctone Drizzar, Trép, Fòrt, Ràsa e Favaróla hanno un valore non solo agricolo, ma anche e soprattutto storico, culturale e paesaggistico, che può tradursi in un’offerta turistica rispettosa, che preveda occasioni di passeggiate o di trekking lungo i numerosi sentieri che collegano il lago di Garda e il monte Baldo. Il completamento dei tratti sud e nord della nostra pista ciclabile, con il collegamento diretto a quella di Brenzone, consentirà di creare un lunghissimo anello protetto per i visitatori interessati ai nostri paesaggi e alla nostra storia. Per gli oli dei nostri oliveti secolari abbiamo già in corso di adozione il riconoscimento della Denominazione comunale. Poter dotare quegli nostri oliveti del marchio di Slow Food ne consentirebbe una ulteriore e ancora più ampia valorizzazione, attraendo giovani all’attività olivicola”.

Concorde il sindaco di Brenzone sul Garda, il quale evidenzia come il frantoio in attività nel suo comune, ripristinato grazie all’apporto finanziario congiunto delle amministrazioni comunali di Brenzone, Torri e San Zeno di Montagna, costituisca il punto di riferimento di centinaia di piccoli olivicoltori dell’Alto Garda, che preservano una tradizione olivicola più che millenaria. Fu infatti nell’Alto Medioevo che i maggiori monasteri dell’Italia Settentrionale promossero e incentivarono l’olivicoltura gardesana, che ha trovato nella Casaliva, detta anche Drizzar, la varietà principe del territorio. Se ne trae un olio extravergine che ha nelle note di erbe di prato, di mela verde e di mandorla i propri punti di forza. “I nostri oliveti storici – afferma Formaggioni – formano un patrimonio ingente e straordinario, sviluppatosi nei secoli intorno a borghi affascinanti, come il villaggio medievale di Campo, i cui oliveti sono già oggetto di valorizzazione da parte di nostri volontari”.

Forte ondata di calore, aumenta il fabbisogno idrico sul 60% della campagna veneta

“La forte ondata di calore che si preannuncia nei prossimi giorni comporterà un aumento della richiesta irrigua su gran parte del territorio regionale, in un momento molto delicato soprattutto per il mais, che proprio ora comincia ad aver bisogno di irrigazione”. Ad affermarlo è il presidente di ANBI Veneto Alex Vantini.

L’analisi dei dati probabilistici sulle previsioni dei prossimi 10 giorni condotta dal centro sperimentale CeSPII-Consorzio di Bonifica LEB mostra una netta tendenza verso valori medio-alti di evapotraspirazione. Quasi il 60% dei distretti irrigui del Veneto, ovvero i territori di pianura e fascia pedemontana, secondo le attuali previsioni più critiche, raggiungeranno valori sostenuti nettamente superiori alla media del periodo degli ultimi 10 anni. Si tratta di gran parte della pianura interna dove l’evapotraspirazione registrerà valori fino a 10 mm superiori alla media, con una dispersione in atmosfera, nei 10 giorni, di 55-60 mm di acqua rispetto ai 45-50 mm.

Maggiormente a rischio saranno i territori a ovest dei colli Euganei, la pianura tra le province di Verona e Vicenza e la marca Trevigiana a confine con il Friuli. Situazione nella media si dovrebbe registrare nel Polesine e nella fascia costiera.

Tecnicamente l’evapotraspirazione è il processo con cui l’acqua presente al suolo viene restituita all’atmosfera, il dato include la traspirazione delle piante, ovvero acqua assorbita dalle radici e traspirata dalle foglie. Con un’evapotraspirazione alta le colture perdono molta acqua e servirà dunque più irrigazione.

“In questo periodo – spiega il direttore di ANBI Veneto Silvio Parizzi -, in virtù delle forti piogge della prima metà dell’anno, non siamo in situazione di mancanza d’acqua ma un’estate eccessivamente calda e poco piovosa, anche a causa della scarsità dei ghiacciai, potrebbe causare problemi già dal mese prossimo”.

Fonte: servizio stampa ANBI Veneto

Asiago DOP: sostenibilità di filiera e innovazione di prodotto spingono la crescita

Il 2024 si è chiuso con un bilancio positivo per l’Asiago DOP, che si conferma il formaggio a Denominazione d’Origine Protetta con la migliore performance nei consumi sul mercato italiano: +8,9% a volume e +6,2% a valore (fonte: Circana). Un risultato che riflette la crescente attrattività del prodotto e si inserisce nel percorso di sviluppo tracciato dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago, che ha scelto di puntare su sostenibilità, innovazione e valorizzazione del legame col territorio trasformandoli in un vantaggio competitivo e in un approccio capace di rispondere all’evoluzione dei nuovi trend di consumo, anche con moderni formati ad alto contenuto di servizio.

Nel 2024 sono state prodotte 1.505.500 forme di Asiago DOP. L’Asiago Fresco ha registrato una sostanziale stabilità, con 1.286.000 forme, in linea con l’anno precedente (+0,03%). L’Asiago Stagionato, dopo il forte incremento del 2023 (+21,8%), ha raggiunto nel 2024 le 219.500 forme, segnando un fisiologico riassestamento. La domanda, tuttavia, è rimasta superiore alla disponibilità, con scorte mediamente inferiori ai dati storici. Questa dinamica ha avuto un impatto positivo anche sull’inizio del 2025: nei primi tre mesi dell’anno, il formaggio Asiago si conferma l’unico formaggio DOP con crescita a doppia cifra a valore dell’11,4% e un incremento a volume del +4,5%, con un aumento della produzione del +5,8% rispetto allo stesso periodo del 2024 mentre l’export, nel mese di febbraio 2025, segna un +2,5%.

Partendo dalle scelte di consolidamento del legame con la tradizione e il territorio d’origine, il Consorzio di Tutela ha proseguito nel 2024 il suo piano di sostenibilità con un approccio sistemico e di lungo periodo. Asiago è oggi l’unica DOP ad aver certificato l’intera filiera “dall’erba alla forchetta” e il primo formaggio a Denominazione d’Origine Protetta ad aver ottenuto MADE GREEN IN ITALY, la certificazione volontaria del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per incentivare modelli produttivi sostenibili. Dal 2022, col progetto Asiago Green Edge, il Consorzio di Tutela ha avviato un percorso di miglioramento continuo che promuove l’equilibrio tra sviluppo economico, rispetto per l’ambiente e impegno sociale per creare un impatto positivo e duraturo. Durante l’Assemblea dei Soci del 22 maggio ad Asiago, il presidente Fiorenzo Rigoni ha annunciato: “Aggiungiamo oggi un nuovo tassello al nostro percorso di sostenibilità. Siamo convinti che la tutela di un prodotto identitario come l’Asiago DOP debba andare di pari passo con quella della Comunità che lo esprime. Per questo abbiamo scelto di generare valore condiviso anche attraverso un gesto concreto a favore della salute e della sicurezza: la donazione di defibrillatori ai Comuni della nostra Denominazione. Un’azione simbolica ma al tempo stesso profondamente utile, che prende oggi forma con la prima consegna ufficiale ai rappresentanti istituzionali dei Comuni di Asiago, Gallio, Pozzoleone e Roana.”

Forte delle proprie qualità organolettiche e della varietà delle stagionature, l’Asiago DOP continua  anche ad innovare per rispondere ai nuovi trend di consumo. Da qui nuovi formati pensati per incontrare gusti e abitudini in continuo cambiamento: snack, cubetti, petali, fettine, grattugiato e julienne. Il percorso esplora nuovi orizzonti senza perdere il legame con le proprie radici, ulteriore passo avanti nella strategia del Consorzio Tutela Formaggio Asiago orientata a valorizzare il prodotto, ampliare le occasioni di consumo e rafforzarne la competitività.

L’impegno del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago prosegue anche in ambito internazionale. Nel nuovo contesto di incertezza globale, USA, Svizzera e Germania si confermano i mercati principali per l’export. Contestualmente si stanno avviando nuove iniziative di sviluppo in Corea del Sud, Vietnam e Taiwan con un progetto di promozione triennale co-finanziato dalla Ue da 1,5 milioni di euro. L’iniziativa si svolge in collaborazione conFICT – Fédération des Entreprises Françaises de Charcuterie Traiteur, che riunisce oltre 300 produttori di salumi e gastronomia di alta qualità. Il piano di sviluppo prevede anche il rafforzamento della presenza sul mercato interno europeo che, con i suoi 450 milioni di consumatori, regole armonizzate e tutela delle Indicazioni Geografiche, continua a rappresentare una delle principali opportunità di crescita per l’export del formaggio Asiago DOP.

Bilancio positivo per il Consorzio Condifesa Treviso-Vicenza-Belluno: fatturato oltre i 61 milioni nel 2024

Valerio Nadal, presidente Consorzio Condifesa TVB

Il Consorzio Condifesa TVB (Treviso, Vicenza, Belluno) chiude il bilancio 2024 con risultati estremamente positivi, registrando un fatturato che supera i 61 milioni di euro. Il dato è stato reso noto dal presidente Valerio Nadal nel corso dell’assemblea generale annuale, preceduta da quattro assemblee territoriali che si sono svolte nel mese di aprile. All’evento hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, associazioni di categoria del mondo agricolo e il Consigliere Regionale Roberto Bet, confermando la rilevanza istituzionale e strategica del Consorzio sul territorio.

«La nostra priorità rimarrà sempre la tutela del reddito delle imprese agricole associate – ha sottolineato il Nadal –. Gli sconvolgimenti climatici non sono più una novità, bensì una costante degli ultimi anni. Proteggersi con strumenti assicurativi e mutualistici è diventata una necessità assoluta per garantire la sostenibilità economica delle nostre aziende».

Nel corso dell’assemblea, particolare attenzione è stata rivolta all’importante sforzo finanziario compiuto dal Consorzio per garantire le anticipazioni dei premi assicurativi ai propri associati. Tale intervento si è reso indispensabile a causa degli elevati interessi passivi e del ritardo nell’erogazione dei contributi pubblici, che quest’anno hanno superato ampiamente le attese. «Il ruolo del Consorzio nel mitigare l’impatto dei ritardi burocratici è decisivo per la stabilità finanziaria delle imprese agricole associate», ha spiegato il direttore Filippo Codato.

Durante l’incontro sono state inoltre presentate le iniziative strategiche previste per il 2025, focalizzate principalmente sul rafforzamento dei Fondi mutualistici e sul consolidamento delle attività di supporto agli associati, in particolare negli ambiti fitosanitario e dell’innovazione tecnologica.

Uno degli eventi di riferimento dell’anno sarà nuovamente “Vite in Campo”, in programma a Susegana il 18 e 19 luglio prossimi. L’iniziativa si conferma come fondamentale appuntamento annuale per la promozione, la divulgazione e l’applicazione pratica delle ultime tecnologie e metodologie innovative in campo vitivinicolo, con l’obiettivo di sostenere e migliorare costantemente la competitività e la resilienza delle imprese agricole del territorio.

Fonte: servizio stampa Condifesa TVB (Treviso, Vicenza, Belluno)