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La stagione del radicchio veneto entra nel vivo con appuntamenti gastronomici in Veneto e, legati all’export, a Helsinki

Giuseppe Boscolo Paolo, presidente Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia

Il Radicchio di Chioggia Igp punta sui ricchi mercati del Nord Europa. Questa settimana, infatti, in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, il Consorzio di Tutela porta in Finlandia il “Principe Rosso” per presentarlo in due eventi enogastronomici nella capitale. La società finlandese è estremamente interessata all’Italia, alla nostra cultura, ai nostri prodotti, soprattutto a quelli tipici regionali. Ed inoltre, la popolazione finlandese, di oltre cinque milioni di abitanti (poco più del nostro Veneto), gode di un potere di acquisto superiore alla media dei Paesi europei ed ha una forte  sensibilità nei confronti dell’arte del “vivere bene” in tutti i suoi aspetti (in particolare alimentare e vini), con relativa alta propensione al consumo.

Eventi all’insegna delle prelibatezze venete. «L’anno scorso siamo stati invitati dall’Ambasciata – spiega il presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo – e, visto il buon esito della missione, ora ci siamo proposti noi, presentando uno specifico progetto di promozione al Ministero dell’Agricoltura, che ci ha assegnato un contributo per questa missione a Helsinki. Il nostro Consorzio sarà protagonista nella serata di gala di giovedì 22 novembre nella residenza dell’Ambasciata italiana a Helsinki, alla quale sono invitati un centinaio di ospiti, tra autorità locali, giornalisti e blogger, operatori commerciali ed esponenti della società civile organizzata. Sarà una serata all’insegna del Veneto, infatti ci affiancano in questa missione i Consorzi del Prosecco Doc, del Formaggio Asiago Dop, del riso del Delta del Po Igp e l’Ortomercato di Chioggia. Il buffet sarà curato dallo chef Adriano Bersani, docente del CFP alberghiero di Chioggia, che proporrà un menù con protagonista il Radicchio di Chioggia Igp, declinato in diverse elaborazioni gastronomiche. Venerdì 23 novembre nel ristorante Vaelsa che si affaccia sulla piazza del porto-fiordo di Helsinki, gestori e cuoco, originari dell’Italia, prepareranno una degustazione “after work” aperta al pubblico dalle 16:00 alle 18:00, orario di punta per i finlandesi essendo inizio del weekend”.

Altri appuntamenti gastronomici legati al radicchio, che si svolgono questa volta in Veneto,  ono quelli inerenti alla rassegna “A tavola nei ristoranti del radicchio”, in corso fino a febbraio 2019, a cui hanno aderito ristoranti trevigiani, uno nel Bellunese e uno nel Veneziano. A questo link potete consultare gli eventi in calendario.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp/Consorzio ristoranti del radicchio

Gestione fondi europei per lo sviluppo rurale, Veneto primo in Italia

“Il Veneto è la prima regione in Italia nella gestione dei fondi europei per lo sviluppo rurale. Dei 1169 milioni a disposizione, ha già impegnato quasi un miliardo, superando nei tempi e nella spesa gli obiettivi fissati dalla Ue per fine anno”. A fare il punto sull’attuazione in Veneto del Programma di sviluppo rurale 2014-2020, a due dalla scadenza del ciclo programmatorio, è l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, incontrando gli operatori dell’informazione nell’Hybrid Tower, a Mestre (Ve).

Al 30 settembre 2018 lo stato di avanzamento della spesa del Psr veneto era del 38,5 per cento, rispetto ad una media nazionale del 20 per cento. “Con 27 domande di aiuto soddisfatte, tempi medi di pagamento di 45 giorni, 67 bandi già attivati – ha sottolineato Pan – il Programma di sviluppo rurale del Veneto per il 2014-2020 si sta dimostrando un grande investimento per la sostenibilità dell’agricoltura, il rinnovamento delle aziende del territorio, il ritorno dei giovani al primario, e lo sviluppo locale, comprese quelle montane”.

Tra gli indici che fanno del Veneto il ‘vagone di testa’ nel raggiungimento degli obiettivi di spesa dei fondi comunitari, l’assessore ha citato in particolare quelli relativi a giovani e aziende: i giovani agricoltori che si sono insediati in Veneto grazie ai fondi del Psr sono attualmente 1101 (rispetto ai 1100 previsti negli obiettivi iniziali); le imprese che hanno conquistato nuove certificazioni di qualità migliorando quindi i propri prodotti e la propria capacità di produzione sono 147 (36 in più di quanto preventivato); i progetti di ammodernamento hanno coinvolto 1434 aziende (il 72 per cento in più di quanto previsto nel 2014); gli ettari di superficie agricola impegnati in colture biologiche o in interventi agroclimatici di rispetto ambientale, grazie al Psr, sono 87.291, pari al 39 per cento in più di quanto programmato.

Finanziamenti. “Per lo sviluppo e la competitività dell’agricoltura veneta lo strumento del Psr, finanziato al 43 per cento dall’Unione Europea, al 40 per cento dallo Stato e al 17 per cento dalla Regione Veneto, rappresenta – sottolinea Pan – una leva finanziaria e di innovazione produttiva di grande importanza, soprattutto perché gestita con efficacia e tempismo, in sinergia con i tutti i soggetti protagonisti del mondo agricolo. Guardo perciò con grande attenzione e preoccupazione alle prospettive di taglio del budget comunitario per la Pac – conclude l’assessore veneto – e ai nuovi orientamenti della politica europea. Ho chiesto al ministro per le politiche agricole Marco Centinaio di vigilare sui nuovi orientamenti della Pac 2021-2027 e di difendere gli interessi e le esigenze dell’agricoltura italiana, a fronte del grande impegno di rinnovamento e trasformazione in atto nelle nostre aziende”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Nel Piano Strategico del Turismo Veneto sempre più spazio alle Strade del vino e dei prodotti tipici veneti. A Bit 2019, sarà presentato il nuovo portale turistico regionale, sistema di aggregazione delle offerte turistiche della regione.

I rappresentanti del Coordinamento con l’Assessore Federco Caner

Opportunità e strategie per l’immediato futuro del turismo veneto, per dare sempre maggior risalto alle proposte delle Strade del vino e dei prodotti tipici. Se ne è discusso lo scorso 13 novembre a Fai – Villa Vescovi a Torreglia (PD), dove si è svolto il primo convegno del Coordinamento delle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto. In sala un folto pubblico, molti professionisti del settore e funzionari della Regione.

Paolo Menapace, presidente Coordinamento Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto

Il brand The Land of Venice collegato anche ai prodotti enogastronomici di qualità. Al tavolo dei relatori era presente l’assessore regionale al Turismo, Federico Caner, che ha riconosciuto il ruolo del coordinamento come interlocutore fondamentale per il turismo enogastronomico del Veneto: un ruolo che le Strade del vino e dei prodotti tipici devono assumere pienamente, collaborando con istituzioni, privati ed enti, e cogliendo le opportunità che la Regione propone. Quest’azione è legata al Piano Strategico del Turismo Veneto che è preceduto, solo in termini temporali, dal nuovo logo turistico “The Land of Venice” al cui interno potrebbero identificarsi anche i prodotti enogastronomici di qualità, e al quale è collegato il primo progetto del Coordinamento consegnato martedì dal presidente Paolo Menapace all’assessore.

A Bit 2019 presentato il nuovo portale turistico regionale. Tra le iniziative del Piano strategico è fondamentale il Destination Management System del Veneto, che viene offerto a tutte le destinazioni turistiche regionali. Ne ha parlato Stefan Marchioro, della direzione turismo della Regione: non è solo un portale turistico quello che verrà presentato alla Bit di Milano fra qualche mese, ma un vero e proprio sistema di aggregazione delle offerte turistiche delle numerose destinazioni del Veneto. Questa è quindi un’occasione importante per le Strade del vino e dei sapori, che hanno il ruolo di arricchire l’offerta turistica oltre le sovraffollate città d’arte con le molteplici esperienze offerte dai propri associati a dai territori che presidiano.

Mission che deve coniugare l’organizzazione delle destinazioni con la relativa promocommercializzazione. Tale compito potrà essere agevolato dalla nuova normativa sull’Enoturismo per la quale il Coordinamento nazionale, rappresentato al convegno dal vice presidente Francesco Antoniolli, sta lavorando perché venga dato seguito attuativo al suo inserimento nella Legge di bilancio nel 2017.

In Alto Adige affermato il progetto WinePass Plus. Il convegno ha ospitato inoltre Manferd Vescoli, presidente della Strada del vino Sud Tirolo, che ha portato l’esperienza di rinnovamento e di progettualità dell’associazione altoatesina: una best practice focalizzata, fra le tante attività, sul progetto WinePass Plus, che nel territorio della Strada del vino organizza l’offerta degli operatori, dagli hotel alle aziende agricole passando per i trasporti e i musei, fornendo numerosi vantaggi all’ospite. Dal suo intervento sono stati colti spunti di lavoro per nuovi progetti per le destinazioni enoturistiche venete, che hanno tutte le carte in regola per diventare forte attrazione di un nuovo turismo di qualità.

Fonte: Coordinamento Strade del vino e prodotti tipici del Veneto

Danni maltempo nel Bellunese, il mondo dell’artigianato in campo con azioni per agevolare l’accesso al credito delle imprese colpite

da sx Citron e Caldart, rispettivamente presidente e vicepresidente di Consorzio Veneto Garanzie

Dopo la gestione dell’emergenza e la conta dei danni, il mondo dell’artigianato si mette in moto a sostegno delle imprese colpite del maltempo. In questi giorni, infatti, non solo ci si è rivolti al mondo politico per interventi urgenti dettati dall’eccezionalità della situazione, in particolare per le zone boschive, ma sul tavolo sono arrivati anche gli aiuti concreti del Consorzio Veneto Garanzie, espressione di Confartigianato e da sempre punto di riferimento per il credito nella Provincia di Belluno.

Speciali garanzie in banche convenzionate. “Scendiamo in campo – afferma Mario Citron, presidente del Consorzio Veneto Garanzie- in modo concreto sostenendo le piccole e medie imprese Bellunesi mettendo a disposizione un plafond particolare di garanzie per tutte le necessità connesse ai danni subiti e agli investimenti necessari per superare la situazione di difficoltà. Immediatamente dopo aver appreso della grave calamità che si è abbattuta sulle popolazioni del Bellunese -prosegue-, il Consorzio ha tessuto una fitta rete di incontri ed accordi con i principali istituti bancari. E da oggi, a favore delle banche convenzionate (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Cassa Risparmio di Bolzano, Popolare dell’Alto Adige, Cassa Rurale di Cortina, Cassa Rurale delle Dolomiti, Banco BPM, Banca Monte dei Paschi di Siena, Friuladria e BNL), siamo in grado di rilasciare garanzie al 60% sugli affidamenti a breve termine ed all’80% su quelli a medio/lungo, con un costo ridotto e senza spese di istruttoria. Le garanzie agevolate, per le quali sarà sufficiente un’autocertificazione che attesti i danni subiti, usufruiranno di una corsia preferenziale al fine di garantirne la celerità”.

Investimenti. “In considerazione dell’enorme lavoro che comporterà la rimozione, il trasporto e lo stoccaggio dei milioni di alberi abbattuti e dei ristretti tempi di realizzazione – aggiunge il vicepresidente Renato Caldart -, il Consorzio Veneto Garanzie si è già attivato con Confartigianato Imprese Belluno e gli istituti di credito interessati, per favorire un pronto sostegno finanziario, studiando congiuntamente con le categorie interessate gli interventi prioritari da mettere in campo. Faremo il possibile per sostenere i nostri colleghi a ripartire al più presto con le loro l’attività e tornare subito a guardare con serenità al proprio futuro”.

Fonte: servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Giornata del Ringraziamento, bilancio dell’annata agraria 2018: positivo per il vino, olio in ripresa, frutticoltura in calo. I cambiamenti climatici segnano l’intero settore.

Il bilancio dell’annata agraria tracciato da Coldiretti Veneto, in occasione della tradizionale ricorrenza di San Martino, che segna la conclusione delle attività agricole e il momento di celebrazione della Giornata del Ringraziamento in tutta Italia, vede il comparto cerealicolo dalle grandi colture, come soia e mais, presentare le difficoltà tipiche del settore, che vanno ascritte più che all’andamento meteo, ai prezzi bassi e calanti nel tempo.

Zucchero e riso. La barbabietola paga lo scotto di una politica europea tranciante e, pur rilevando la presenza di uno dei due zuccherifici ancora in funzione, il settore è in crisi, sia per il prezzo ai minimi dello zucchero che per la pressione esercitata dalle importazioni dall’estero, le stesse che segnano la produzione di riso, nella nostra regione anche blasonato.

Cimici asiatiche, vera pestilenza. Il clima ha condizionato il proliferare di insetti alieni: le cimici asiatiche hanno procurato danni per 90 milioni di euro alla frutticoltura. Se originariamente le province più colpite erano Padova e Rovigo, non sono state risparmiate Treviso, Venezia e neppure Verona dove più si concentra la produzione di frutta. Le rilevazioni sul territorio segnano perdite nella media del 40% per la soia, del 30% per l’orticoltura. Le punte massime riguardano il pero con percentuali fino all’80%; melo, pesche e nettarine contano perdite di raccolto attestate intorno al 40% e al 35% per il kiwi.

In controtendenza l’olio. La superficie regionale coltivata ad olivo, secondo i dati di Veneto Agricoltura, è leggermente cresciuta (4.980 ettari, +0,4%), in virtù dell’entrata in produzione degli impianti messi a coltura negli anni precedenti. Verona si mantiene stabile con 3.530 ettari così come Vicenza (560 ettari), mentre Treviso (465 ettari) e Padova (415 ettari), mentre Treviso (465ha, +3,3%) e Padova (415 ha, +1,2%), fanno segnare dei leggeri incrementi.

Export in crescita grazie all’agroalimentare (vino). Come confermano gli ultimi dati Istat relativi al secondo semestre 2018, il Nord-Est è l’area dove le esportazioni crescono di più (+3,8%), con il Veneto che gioca un ruolo chiave soprattutto all’interno dell’Unione Europea. Protagonista assoluto è il settore agroalimentare che conferma la regione prima in Italia in termini di fatturato, con una quota di 6,6 miliardi di euro nel 2017 e una crescita del 37% negli ultimi cinque anni. Il vino è la voce che più esalta questi numeri: l’80% della produzione è a denominazione. Il sorpasso della Puglia, che secondo le previsioni di Assoenologi dovrebbe avvenire in termini di produzione di vino nel 2018 (11,9 milioni di ettolitri contro i 10,3),  non preoccupa i viticoltori veneti, che hanno definito quella appena conclusa la vendemmia del riscatto con un’ipotesi di un +22% rispetto alla scorsa annata. Un primo consuntivo delle uve precoci conferma il balzo in avanti. Chardonnay e Pinot e poi il Glera di pianura e collina e a seguire i rossi Merlot e Cabernet. Raboso Piave e il Veronese hanno chiuso le operazioni di raccolta ad ottobre. Da considerare anche i vitigni autoctoni come la Garganega e la Durella performanti e sempre più coltivati dai giovani imprenditori. Le recenti avversità climatiche che hanno interessato la Valpolicella, a primo avviso preoccupanti per i rossi di Verona, non hanno poi inciso sulla produzione.

La carne bovina ha mantenuto, tutto sommato, il buon livello dei prezzi dell’anno scorso, consentendo agli allevatori di traguardare il futuro in modo meno incerto; anche per questo comparto serve una maggiore diversificazione dell’offerta e una accentuazione della sostenibilità della produzione. Il comparto avicolo è per fortuna uscito dalla crisi produttiva causata dall’influenza aviaria, attraverso una consapevole gestione del problema e adeguate misure di accompagnamento sostenute dal PSR che hanno consentito un ulteriore passo in avanti dal punto di vista del benessere degli animali, con passaggio a forme meno intensive e in diversi casi al metodo biologico.

Giovani in agricoltura. Strumento importante per la leva competitiva per gli under 40 è il Programma di Sviluppo Rurale che, dal 2015 al 2017, ha finanziato circa 1000 primi insediati e altrettante imprese che intendono migliorare le strutture investendo sul benessere animale, sulla riduzione dell’impatto ambientale, ma anche sulla riscoperta di antiche vocazioni come la pastorizia e la bachicoltura.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Asparagi verdi e bianchi di qualità, produttori veneti alla ribalta

Opo (Organizzazione Produttori Ortofrutticoli) Veneto è una presenza attiva all’ “International Asparagus Days”, la tre giorni che terminerà oggi, 18 ottobre a Cesena, dedicata agli asparagi bianchi e verdi, ed in cui ha portato la sua consolidata esperienza in questa coltura che caratterizza fortemente il panorama orticolo veneto con produzioni di elevata qualità riconosciuta dai marchi europei sia Igp (asparagi di Badoere e di Cimadolmo) che Dop (asparagi di Bassano del Grappa).

Dalla fiera…Tra le relazioni presentate in fiera, ricordiamo quella tenuta da Federico Nadaletto, responsabile del magazzino mezzi tecnici di Opo Veneto e consigliere del Consorzio Asparago di Badoere, che ha illustrato l’uso dei microrganismi in Italia, incominciato nel Veneto nei primi anni novanta. Attualmente sono micorizzati circa il 40% delle asparagiaie venete (600 ettari circa) e il 100% degli impianti fatti dai produttori soci di Opo Veneto e dai soci del Consorzio di Badoere.

...nel Trevigiano e nel Padovano. Nella sede centrale dell’organizzazione di produtttori ortofrutticoli veneti, a Zero Branco, oggi è in programma una delle visite tecniche dei partecipanti alla fiera di Cesena. Saranno presentate le attività del Consorzio, presieduto da Aronne Basso, che è anche socio produttore ed amministratore di Opo Veneto. I lavori si apriranno con i saluti del presidente Adriano Daminato e del direttore generale Francesco Arrigoni. La comitiva si trasferirà quindi a Piombino Dese (Pd), per visitare gli impianti dell‘azienda agricola socia “Eredi Luigi Benozzi”, di Antonio e Carlo Benozzi, una innovativa realtà su tutta la filiera dell’asparago bianco e verde Igp di Badoere.

Fonte: Servizio stampa Opo Veneto

Ortofrutta veneta, un tavolo regionale per combattere gli “alieni” e difenderne il prezzo

cimice asiatica

Gli attacchi di insetti alieni che il settore ortofrutticolo veneto sta subendo in questo periodo sono il segnale che, seppur esso continui ad essere una delle punte di diamante su base nazionale, è necessario continuare ad operare nella direzione dell’innovazione e della ricerca.

Il tavolo regionale. Le cimici asiatiche e i moscerini, scientificamente chiamati Drosophila suzukii Matsumura, due delle tante novità che hanno messo sotto scacco le nostre colture, sono extracontinentali ed ecco perché aliene. Questo e molto altro è emerso nei giorni scorsi nella sede di Veneto Agricoltura, al nuovo Tavolo dell’ortofrutta veneto, indetto dalla Regione e dalla sua Agenzia per l’innovazione nel settore primario, con l’intento di ottimizzare e sinergizzare i soggetti della filiera: la ricerca (Università, CREA), i produttori (le Organizzazioni professionali agricole), la commercializzazione (OP e Mercati).

Il valore del comparto. Del resto il settore è tra i più interessanti dal punto di vista economico, capace di produrre un valore di quasi un miliardo di euro. Ecco alcuni numeri significativi, frutto delle elaborazioni dei tecnici del Settore studi economici di Veneto Agricoltura: superficie a colture orticole in Veneto nel 2017: circa 27.600 ettari (+1% rispetto al 2016), di cui circa il 75% (20.500 ettari, +2%) in campo aperto. Per il resto, le superfici coltivate a piante da tubero (patata comune e patata dolce) sono state 3.100 ha (+5%), mentre le orticole in serra sono stimate a circa 4.000 (-6%). Il valore della produzione di patate e ortaggi (dati Istat) è stato pari a circa 600 milioni/€, +5% sul 2016. Il radicchio, con circa 7.500 ettari (-3%) è la prima coltura orticola, occupando il 27% degli investimenti regionali, seguito da pomodoro da industria (2.490 ha, +19%), asparago (1.740 ha investiti, +9%) e lattuga (1.500 ha, -8%). L’export dal Veneto di ortaggi e legumi, secondo la banca dati Coeweb dell’Istat, ha raggiunto nel 2017 i 391 milioni di euro (+7,8% rispetto al 2016), a fronte di importazioni per un valore di 360 milioni di euro (+1,6%) per un saldo positivo di circa 31 milioni di euro, quasi quadruplicato rispetto al 2016. Le superfici frutticole si sono attestate nel 2017 a circa 17.800 (+1%), per un valore della produzione di circa 257 milioni (-12% rispetto al 2016) a causa soprattutto delle condizioni climatiche della primavera 2017 (gelate tardive). Il melo è la prima coltura con circa 6.100 ettari investiti (5.750 in produzione), seguito dal kiwi (3.600 ha, -3,6%) e dal pero (3.050 ha, -2,7%). Le esportazioni di frutta fresca sono state pari a circa 455 milioni di euro nel 2017, in crescita del +3% rispetto all’anno precedente, mentre le importazioni sono state circa 375 milioni di euro. Il saldo è stato dunque positivo (80 milioni di euro), anche se si è ridotto di circa 13 milioni rispetto al 2016.

Il rapporto con la Gdo. Uno dei punti centrali della discussione è stato quella del rapporto con la Grande Distribuzione organizzata, che ormai spadroneggia nel rapporto con il consumatore. Ma anche nel rapporto con la GDO si deve intervenire, cosa che già sta succedendo anche grazie al valore aggiunto apportato dalle DO, denominazioni di Origine (DOP e IGP), che permette al prodotto di passare da “commodity” a “speciality”, spuntando così un prezzo maggiormente remunerativo grazie alle riconosciute caratteristiche di qualità e salubrità veicolate dal marchio europeo, meglio se controllato da un ente certificatore di primo livello come il CSQA di Thiene (VI).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

I soci Argav tornano a visitare Badia, cittadina dell’Alto Polesine alfiere del baby food e delle macchine agricole

I soci Argav in visita al Consorzio Ortofrutticolo Padano di Badia Polesine. Sul muletto, Rita Gennari, accanto a lei, sulla dx con la maglietta nera, Andrea Tibaldo (foto Giovanni Saretto)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Nel corso delle visite nel territorio regionale, i soci Argav hanno avuto modo di visitare più volte Badia, centro dell’Alto Polesine che deve il nome dalla presenza dell’antica abbazia (la Badia) benedettina di S. Maria della Vangadizza (X secolo). Ebbene, ogni volta è sempre una piacevole sorpresa, essendo la cittadina ricca di testimonianze artistiche (oltre all’abbazia, l’Ottocentesco Teatro Sociale Balzan è un vero gioiello) e di realtà agroalimentari esempio di eccellenza veneta e italiana. Tra queste, si possono certamente annoverare il Consorzio Ortofrutticolo Padano (Cop) e l’azienda Spedo & Figli, visitati a Badia lo scorso 14 settembre.

La stazione badiense del Consorzio Ortofrutticolo Padano tratta soprattutto mele e pere (foto Giovanni Saretto)

Mele e pere, il baby food europeo guarda a Badia. Cop, 30 milioni di euro di fatturato, con sede nel Veronese, a San Giovanni Lupatoto, comprende 11 cooperative rappresentanti oltre un migliaio di piccole e medie aziende delle province di Verona, Padova, Rovigo e Mantova. Ogni cooperativa ha una propria specializzazione nella produzione di ortofrutta, dalle ciliegie al kiwi passando per asparagi, pesche, cocomeri, mele, pere, zucche e radicchio. Sessantamila le tonnellate di prodotti lavorati all’anno, annate nefaste permettendo: quest’anno, infatti, la cimice asiatica ha colpito duramente, circa il 40 per cento dei prodotti sono stati danneggiati, le pere soprattutto, in quanto l’insetto predilige la loro dolcezza (come non essere d’accordo…). A dircelo è stato Andrea Tibaldo, responsabile della stazione badiense specializzata nella preparazione e condizionamento di mele (varietà precoce Royal Gala, Golden, Imperatore, ecc.) e pere (Abate, Conference, quest’ultima molto prelibata ma poco consumata in Nord Italia, ecc.), coltivate sia secondo i metodi dell’agricoltura biologica sia a residuo zero e destinate al baby food, ossia all’industria per l’alimentazione dell’infanzia. Da loro, si approvvigionano importanti aziende tedesche e francesi, che prediligono per i loro omogenizzati bio la frutta veronese, che presenta un grado zuccherino più alto rispetto ad altre produzioni, dovuto probabilmente al clima temperato dal lago di Garda. In tutto, a Badia si lavorano 35 mila tonnellate di frutta, comprese 10 tonnellate di prodotto fresco. Una curiosità: a movimentare la merce in azienda c’è anche una donna, Rita Gennari, che da trent’anni fa con passione questo lavoro e che, ha affermato Tibaldo, “è la migliore tra noi a spostarsi con il muletto!”.

I soci Argav in visita all’azienda Spedo & Figli di Badia Polesine (foto Giovanni Saretto)

Alla Spedo & Figli, l’innovazione è di casa. Storicità, serietà e alta qualità. Sono tre importanti componenti – non meccaniche – del successo di questa azienda che progetta e realizza macchine agricole dal 1967, ma in verità ancor prima, dai primi del ‘900, quando il nonno dei cugini Davide e Pierantonio, la quarta generazione Spedo che ci ha accolto con calore e simpatia, anche per la riunione del direttivo, aveva iniziato nel Veronese realizzando attrezzi meccanici per la raccolta e il trapianto di patate e cipolle. Oltre alle macchine per la raccolta delle olive, da sempre il loro prodotto di punta è lo scalzatore, oggi rivoluzionato nella gamma rispetto a quello progettato cinquant’anni fa, usato soprattutto tra i filari di frutteti e vigneti per togliere le malerbe, un metodo quindi altamente ecologico in quanto sostituisce l’uso di prodotti chimici.

I cugini Spedo, al centro il consigliere Giorgio Paolo Aguzzoni e la segretaria Mirka Cameran (foto Giovanni Saretto)

Sei milioni di euro il fatturato della Spedo, suddiviso a metà tra estero e Italia, quest’ultimo un mercato in crescita grazie al successo mondiale del vino – e dunque alla necessità di avere attrezzi che lavorino tra le vigne -, 36 dipendenti fissi più una decina di commerciali, sei linee di produzione. I modelli delle macchine sono frutto di un lavoro di ingegnerizzazione: molti attrezzi sono infatti progettati in base alle richieste del mercato e poi prodotti all’interno oppure affidando il lavoro ad officine esterne locali, divenute negli anni partner a tutti gli effetti. Quello della manodopera specializzata è un nervo scoperto: ci sono problemi a reperirla, le stesse scuole non formano a sufficienza, rivelano i cugini Spedo e dunque la strada passa attraverso la formazione in azienda di giovani.

Argav su Il Resto del Carlino. All’incontro era presente anche il giornalista Giovanni Saretto, che collabora a Il Resto del Carlino (vedi suo articolo pubblicato di seguito), invitato dal consigliere Giorgio Paolo Aguzzoni,organizzatore della giornata di visita. Ringraziamo Saretto sia per l’articolo che per le foto pubblicate a corredo di questo articolo.

Colli Euganei e Bassa Padovana, nuovi bandi Gal Patavino a favore di turismo rurale, migliorie e promozione prodotti aziende agricole, domande di contributo entro il 13 novembre 2018

Il GAL Patavino ha pubblicato nuovi bandi che riservano quasi 2 milioni euro per sostenere il territorio nel miglioramento delle aziende agricole, nella promozione dei prodotti agricoli e alimentari di qualità e nel turismo rurale.

Le azioni. Per promuovere e diffondere la qualità dei prodotti locali, il GAL riserva oltre 110.000 euro, e i beneficiari (Consorzi di tutela in primis) potranno ottenere contributi fino al 70%. Le imprese agricole che operano sull’area del GAL Patavino, 46 comuni tra i Colli Euganei e la Bassa Padovana, potranno ottenere contributi per migliorarsi e investire nella sostenibilità aziendale. Il bando mette a disposizione oltre 730.000 euro e i beneficiari potranno ottenere contributi fino al 50%. Le restanti risorse sono dedicate per lo sviluppo del turismo lento, a questo proposito il GAL ha avviato un lavoro di raccordo con gli enti locali: premiare le aggregazioni tra gli enti nelle infrastrutturazioni leggere significa che le realtà pubbliche hanno condiviso le priorità di investimento, dedicando le risorse con prospettiva e in sinergia tra loro.

Lo scorso anno il raccordo dei Comuni ha portato a quattro progetti di rete. Questa seconda fase prevede la pubblicazione di uno specifico intervento, con risorse dedicate a sostenere investimenti per infrastrutture che aumentino la sostenibilità dei percorsi di mobilità lenta secondo un’ottica di completamento e continuità. C’è tempo fino al 13 novembre 2018 per fare domanda di contributo. Sarà possibile partecipare agli incontri informativi che saranno organizzati dal GAL in collaborazione con AVEPA Padova. I bandi sono disponibili sul sito web www.galpatavino.it ma possono essere richiesti anche all’indirizzo mail servizio.tecnico@galpatavino.it. Gli uffici del GAL, inoltre, sono a disposizione per tutte le informazioni.

Fonte: Servizio stampa Gal Patavino

 

29-30 settembre 2018, a Piazzola sul Brenta (Pd) ritorna Caseus Veneti, oltre 400 formaggi in concorso

Dai formaggi stagionati a quelli freschissimi, da quelli a pasta filata a quelli a pasta dura, cruda, molle o pressata. Sabato 29 e domenica 30 settembre dalle 10:00 alle 19:00 Villa Contarini a Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova, sarà la cornice di Casus Veneti, concorso che mette in mostra tutto il tesoro della produzione casearia della Regione Veneto. Oltre 400 formaggi prodotti da più di 70 caseifici accompagneranno appassionati e amanti del buon cibo in un percorso attraverso conoscenze secolari, tradizioni e tecniche di produzione che rappresentano un patrimonio della cultura locale.

Consegnati subito i premi del concorso. A comporre il cartellone della XIV edizione tantissime iniziative che hanno lo scopo di avvicinare i consumatori alla conoscenza dei formaggi tutelati da Denominazione di Origine Protetta e delle grandi produzioni tipiche locali. Ad alzare il sipario il taglio del nastro previsto sabato 29 settembre alle 10:15; consegnati nella stessa mattinata i premi del concorso assegnati dalla giuria tecnica alle 38 categorie in competizione. Oltre alle grandi DOP, anche i formaggi tipici: dal Morlacco al Bastardo del monte Grappa, alle produzioni di malga, per arrivare ai formaggi più elaborati, gli affinati, gli erborinati, i caprini, non dimenticando naturalmente tutta la varietà dei molli e freschissimi. E per chi vorrà portare con sé “un pezzo” di Caseus Veneti, in entrambe le giornate sarà possibile passare tra i banchetti della mostra mercato delle bontà casearie e della vetrina dei prodotti del territorio e acquistare una delle tante prelibatezze proposte.

Magliette maculate in corsa. Un ‘edizione che si apre sempre di più al grande pubblico e che, dopo gli oltre 40.000 visitatori del 2017, vedrà l’invasione di centinaia di magliette maculate partecipare alla MoohRun Cheese edition, manifestazione ludico motoria, organizzata dall’associazione sportiva dilettantistica “La Butto inVacca Running Friends”, che partirà domenica 30 settembre alle 9:30 con due percorsi a scelta tra 5 km o 10 km che si snoderanno all’interno del parco della Villa.

Sinergie austriache e croate. Per la prima volta esposti anche i formaggi tipici dei territori dove un secolo fa si è combattuta la Prima Guerra Mondiale. Oltre al Morlacco e Bastardo del Monte Grappa ed al formaggio Inbriago, tipici del territorio del Piave, saranno presenti i formaggi austriaci e croati. Spazio infine anche alla selezione interregionale dei Formaggi di Fattoria provenienti da Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia.

In programma, degustazioni guidate di formaggi DOP in abbinamento ai vini del Consorzio Vini Asolo Montello e Colli Asolani (previste domenica alle 11:00, 13:00, 15:00 e 17:00). Disponibili 40 posti per ogni degustazione. Da non perdere anche Le sorprese dei sensi, degustazioni al buio dei formaggi veneti realizzate in collaborazione con la Fondazione Lucia Guderzo Onlus; disponibili in questo caso 25 posti per ogni turno, con tre appuntamenti per la giornata di sabato e cinque per la giornata di domenica. Non mancheranno inoltre i cooking show, dal titolo Saranno Famosi, realizzati da 7 Chef emergenti e “Under 30” che realizzeranno ricette con protagoniste le 7 Dop che promuovono l’iniziativa. Ci saranno anche degustazioni guidate di pizze con i 7 formaggi Dop in abbinamento ai vini del Consorzio Prosecco Doc, tenute dal campione del mondo Gianni Calaon e il campione Manuel Baraldo.

Dimostrazioni dal vivo. A rotazione durante le due giornate, 7 maestri casari daranno risposta alla curiosità di grandi e piccini. Dmenica 30 alle ore 17:30, il Momento musicale dedicato alla Grande Guerra, condotto dal Maestro Alessandro Tortato e dal Mezzo Soprano Silvia Regazzo, i quali accompagneranno il pubblico in un percorso narrativo e musicale ispirato alla Grande Guerra con protagonisti i formaggi dei territori coinvolti dalle vicende belliche.

Il comparto. Una produzione quella casearia che nel Veneto ha contato per la stagione 2017/18 1.187.240 tonnellate di latte raccolto, + 28.731 tonnelate rispetto alla stagione precedente, che corrisponde al 10% della produzione nazionale. Latte di altissima qualità che per il 60 % viene trasformato in formaggi Dop. Una produzione che, secondo le proiezioni, è destinata a crescere di circa il 3% per il periodo 2018/2019. Nonostante le difficoltà del comparto, causate da fattori non solo nazionali ma anche europei e mondiali, il settore riesce comunque a togliersi delle piccole soddisfazioni proprio grazie alle numerose produzioni di qualità come quelle esposte a Piazzola Sul Brenta.

Villa Contarini. Nata da un primo disegno di Andrea Palladio e giunta a noi nel suo aspetto barocco, conta 144 ambienti su 6 mila metri quadrati. Una vera reggia attorniata da un parco di 50 ettari. Tra gli ambienti più singolari, la Sala delle Conchiglie decorata con mosaici di conchiglie dalle forme più diverse. Proprio in questa spettacolare sala, durante la manifestazione viene allestita la mostra dei formaggi in gara. Nel cuore della villa l’originale auditorium che, con la soprastante “Sala Della Musica”, detta anche “della chitarra rovesciata”, va considerato un vero e proprio teatro sonoro dalle caratteristiche acustiche uniche. Dal 2005 la villa è di proprietà della Regione. Periodicamente ospita concerti ed eventi culturali oltre a essere offerta come luogo ideale nel quale ambientare convegni, riunioni e ricevimenti pubblici e privati. L’evento, che ha il patrocinio di Ministero, Regione Veneto, Provincia di Padova e Città di Piazzola Sul Brenta, è realizzato dai Consorzi di Tutela dei formaggi DOP Asiago, Casatella Trevigiana, Montasio, Monte Veronese, Piave, Provolone Valpadana e Mozzarella STG con la guida del Consorzio del Grana Padano. Ulteriori info www.caseusveneti.it

Fonte: Servizio stampa Caseus Veneti 2018