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11 ottobre 2015, in Veneto, le fattorie didattiche tornano ad aprire le porte

BANNERLa Regione del Veneto, in collaborazione con le organizzazioni professionali agricole, organizza domenica 11 ottobre 2015 la tredicesima edizione della Giornata delle Fattorie Didattiche Aperte.

146 fattorie. Un evento dedicato alla scoperta e alla riscoperta del mondo dell’agricoltura, che coinvolgerà 146 fattorie dislocate sull’intero territorio regionale, per avvicinare bambini, gruppi e famiglie al vasto patrimonio di esperienze, saperi e tradizioni della campagna veneta. Le aziende agricole e agrituristiche che aderiscono alla Giornata sono tutte iscritte all’Elenco regionale delle fattorie didattiche e quindi rispondono ai requisiti previsti dalla “Carta della qualità“, in termini di sicurezza, accoglienza e didattica, secondo la recente normativa sul turismo rurale approvata dalla Regione.

Visite didattiche gratuite, ma obbligatoria la prenotazione presso la fattoria didattica prescelta. Quest’anno il filo conduttore comune della Giornata si collega alle tematiche Terra e Cibo, Ambiente e Clima, Paesaggio e Cultura rurale, con percorsi di educazione alimentare e ambientale per promuovere stili di vita sani, consapevoli e sostenibili.
Per localizzare le diverse fattorie, conoscerle attraverso il loro sito internet e il loro profilo Facebook, avere informazioni sui programmi organizzati in occasione della Giornata aperta e su quelli proposti alle scuole e alle famiglie durante l’anno, basta cliccare a questo link  e cercare, provincia per provincia, sulle mappe dedicate all’iniziativa. Tutti gli aggiornamenti anche sulla pagina Facebook Fattorie Didattiche Aperte. In caso di maltempo, l’iniziativa sarà rinviata a domenica 18 ottobre.

Fonte: Servizio Stampa Fattorie Didattiche Aperte

Oscar green al Veneto: l’agricustode di Torcello (Ve) vince per la categoria Paese Amico

Premio Andrich Oscar Green Coldiretti Paese AmicoChi ha inventato la carne senza carne facendo gustare in tranquillità porchetta, fiorentina e salumi rigorosamente ottenuti dal grano e quindi privi di trigliceridi e colesterolo, altri hanno avuto la brillante idea di produrre un singolare liquore di lumaca, molto apprezzato dai palati più raffinati. Ancora, la stalla hi-tech che consente di allevare i maiali direttamente da casa attraverso il web per garantirsi carni pregiate e tracciate. Sono queste solo alcune delle rivoluzionarie novità in arrivo sulle tavole arrivate alla finale dell’Oscar Green, il premio alle imprese piu’ innovative promosso dai giovani della Coldiretti in occasione della giornata dedicata alla creatività Made in Italy ad Expo.

Ma la storia più originale arriva dal Veneto e l’ha presentata Coldiretti attraverso Paolo Andrich, unico imprenditore agricolo di dieci abitanti e definito oggi l’agricustode di Torcello. E’ lui il protagonista del docu-film sull’ isola madre di Venezia e anche il vincitore assoluto per la categoria Paese Amico, ovviamente insieme alla troupe Flamingo Art Media,  start up veneziana composta da tre giovani – GianMaria Spavento, Andrea Baesso e Cristian Palazzo – che della quotidianità di quest’oasi ne hanno fatto un’opera cinematografica. In attesa della presentazione ufficiale al prossimo Festival del Cinema sono da oggi in assoluto i testimonial di un’ esperienza unica di impegno sociale, per la promozione della bellezza del paesaggio attraverso la valorizzazione della risorsa umana.Questo luogo della Laguna Veneta sta vivendo una sorta di rigenerazione agricola e grazie alla presenza dell’agricustode sono tornati i fenicotteri e altri esemplari del mondo animale in via d’estinzione, che qui hanno trovato il loro ecosistema ideale.

Il racconto (di Sandra Chiarato)

Nove residenti e l’ultimo agricustode, un unico imprenditore agricolo rimasto a presidio del territorio e dell’isola che ha dato i natali a Venezia. Un’isola visitata da milioni di turisti. Eccoci nel primo porto della laguna, dopo che Altino, la vera prima isola abitata, fu insabbiata. Gli abitanti si spostarono quindi a Torcello, per poi passare alla grande storia di Venezia. Torcello non è stata mai completamente abbandonata, ma consumata sì. Qui oggi c’è Paolo Andrich a coltivare i carciofi e a preservare la casa museo, dove resistono le pitture e le opere di suo zio, l’artista Lucio Andrich. Poi un gruppo di giovani, quelli del ‘Flamingo art media’ che, insieme agli abitanti del posto, ai pescatori e a Coldiretti si dicono “malintenzionati” a combattere questa battaglia per difendere la storia e il presente di quest’isola. Partono dall’agricoltura e si tuffano nella narrazione video delle bellezze isolane, per fare sapere al mondo che qui si vuole continuare ad essere come si è sempre stati.  A Torcello non c’è né una farmacia, né un forno, la vita degli isolani è caratterizzata dall’acqua, sulla quale sembrano scivolare di continuo, di giorno e di notte, per raggiungere la terra ferma e trovare soluzione alla benché minima necessità. Tuttavia qui Hemingway scrisse ‘Al di là del fiume’, mentre Egidia Sartori, clavicembalista ha composto opere meravigliose e i fenicotteri trovano il loro rifugio e ogni tramonto la sua ninna nanna, prima di accoccolarsi nella notte.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto

 

4 ottobre 2015, Grapperie Aperte in Veneto

AlambiccoDomenica 4 ottobre si tiene anche in Veneto Grapperie Aperte 2015, l’evento organizzato dall’Istituto Nazionale Grappa. Volto a promuovere e a valorizzare il distillato di bandiera, l’evento coinvolge in Veneto cinque distillerie, tre in provincia di Vicenza e due in provincia di Treviso.

Nel Vicentino, la Distilleria F.lli Brunello a Montegalda si racconterà ai visitatori dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18, durante la visita guidata dell’azienda con assaggio finale in abbinamento ad altri prodotti tipici del territorio. A Villaga la Distilleria Li.Di.A (Strada Provinciale Berico Euganea 30, tel 0444- 885074) propone dalle 10 alle 18 visite guidate agli impianti durante il processo di distillazione e degustazioni di grappa in abbinamento a prodotti tipici del territorio, mentre a Schiavon, la Distilleria Poli dalle 10 alle 18 offrirà degustazioni in abbinamento con cibi biologici, per stimolare la sensibilità all’ambiente e le papille gustative, con visita all’antico alambicco a vapore e all’innovativo alambicco a bagnomaria sottovuoto.

Nel trevigiano, la Roberto Castagner Acquavite a Visnà di Vazzola, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18 intratterrà i visitatori con visite guidate e degustazione di prodotti, mentre a Conegliano l’Istituto Grappa Veneta insieme a Veneto Agricoltura e la Scuola Enologica di Conegliano sarà ancora una volta protagonista di una “giornata della Grappa Veneta” presso la Distilleria Sperimentale della Scuola Enologica di Conegliano (via XXVIII Aprile 20, tel. 0438 450023), la più piccola in Italia. Sono previste visite guidate alla distilleria funzionante, degustazioni libere e guidate.

Fonte: Servizio Stampa Istituto Nazionale Grappa

 

 

Da oggi fino al 6 ottobre 2015 a Bressanvido (VI) c’è la Festa della Transumanza. Giornata clou domenica 27 settembre con il rientro dall’alpeggio di 600 mucche.

TransumanzaDa oggi, sabato 26 settembre fino al 6 ottobre 2015, a Bressanvido (VI) si tiene la 17^ edizione della Festa della Transumanza, organizzata dalla Pro Loco.

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Un momento della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa

Un po’ di storia. La Festa nasce nel 1999 sulla scia della massiccia presenza di persone lungo le strade che accoglievano con entusiasmo l’arrivo della mandria dei Fratelli Pagiusco in rientro dall’alpeggio. Si partì installando un capannone all’interno della corte della fattoria Pagiusco dove si organizzavano spettacoli ed era presente lo stand gastronomico. L’importanza della manifestazione è cresciuta di anno in anno e questo ha portato ad ampliare gli spazi e le attrattive: negli anni successivi sono stati montati 3 grandi capannoni a fianco della fattoria che ospitano rispettivamente lo stand gastronomico, il palatenda per gli spettacoli principali e le conferenze e la mostra artigianale, mentre all’interno della corte si è cercato di creare uno spazio più rustico ed appartato dove ascoltare musica sorseggiando un buon bicchiere di vino o una birra artigianale. Importante è anche il coinvolgimento delle varie Associazioni volontaristiche del paese, che contribuiscono alla riuscita della manifestazione.

Le iniziative sono tante e variegate, ma la più importante si tiene domenica 27, con il ritorno della mandria dall’alpeggio, protagonisti, oltre gli animali, i Transumanti della Confraternita, che accompagnano la mandria nel suo ritorno: tre giorni di cammino, da Marcesina a Bressanvido, lungo un percorso di circa 80 km., accompagnando circa 600 mucche.Da non dimenticare il terzo Gran Galà della Transumanza, che propone un menù incentrato su prodotti tipici del territorio. La Transumanza di Bressanvido vuole innanzitutto esaminare, documentare e valorizzare la tradizione di un rito che ha radici profonde nel territorio, un’esperienza vera ed entusiasmante che rimane nella memoria della gente per lungo tempo, riportando ad aspetti importanti della storia veneta legati alla tradizione di un mondo rurale ancora vivo e presente nella comunità. Con la varietà delle iniziative proposte, la Festa della Transumanza è in grado di fare da ponte tra le vecchie e le nuove generazioni. Gli anziani possono rivivere le esperienze del passato acquisendo importanza alla luce dei più giovani che possono vedere con i loro occhi com’era la vita di un tempo.

Fonte: Servizio Stampa Festa della Transumanza

 

26-27 settembre, si tiene a Piazzola sul Brenta (Pd) Caseus Veneti 2015

Caseus Veneti 2015Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (Pd) è la dimora scelta dalla Regione Veneto come l’ideale porta d’accesso nel Mondo Novo, il Veneto che ad EXPO 2015 si presenta sotto il claim “il sapore antico dell’innovazione”. Ed è proprio qui che, a pochi giorni dalla settimana di presenza della Regione al Padiglione Italia (2-8 Ottobre) si svolgerà Caseus Veneti 2015. Questa undicesima edizione del Concorso Regionale Formaggi del Veneto si lega quindi saldamente al tema EXPO rappresentando una vetrina unica per una intera filiera agroalimentare.

 L’evento è organizzato dalle otto denominazioni europee venete, una squadra guidata da Grana Padano, la DOP più conosciuta e venduta al Mondo, affiancata dalle DOP Asiago, Casatella Trevigiana, Montasio, Monte Veronese, Piave, Provolone Valpadana e Mozzarella STG. I Consorzi si faranno promotori anche in questa edizione di tutto lo straordinario giacimento caseario del Veneto, dove spiccano grandi marchi conosciuti a livello globale, ma fatto anche della straordinaria ricchezza di piccoli caseifici di tradizione artigianale e di malghe d’alpeggio che realizzano prodotti tipici di nicchia legati al territorio. “Caseus Veneti è divenuto negli anni uno straordinario momento di incontro tra produttori e consumatori, con un pubblico di oltre 20mila visitatori nell’ultima edizione. Oggi – afferma Terenzio Borga, presidente Aprolav (Associazione Produttori Latte Veneto)la manifestazione per noi è ancora più importante per affermare la scelta della qualità in un mercato globalizzato e per difendere una intera filiera produttiva minacciata dal crollo del prezzo nel dopo quote latte. Il 70% del latte Veneto è utilizzato per la produzione di DOP e i nostri consumatori devono sapere che nei formaggi tipici presenti al Consorzo c’è solo latte veneto”.

Formaggi Dop in crescita. Nonostante il calo importante dei consumi che non ha risparmiato i formaggi, le grandi DOP del Veneto continuano a crescere. Negli ultimi 4 anni – dati Aprolav – le DOP venete sono cresciute del 4,5% in termini di tonnellate di formaggio a marchio prodotto (oltre 61mila), segnando un +5,3% nell’utilizzo di latte locale (724mila tonnellate) e garantendo così la difesa degli allevamenti locali. A guidare la squadra è naturalmente Gran Padano che nel 2014 vede oltre 32mila tonnellate prodotte (+12,2% dal 2010) assorbendo 452mila tonnellate di latte locale (+10,6% in 4 anni).

Programma. Oltre 300 i formaggi attesi a Villa Contarini per il concorso che assegnerà le medaglie d’oro per ciascuna delle 38 categorie (dai DOP, agli stagionati, passando per i freschi, gli erborinati, gli affinati…). Sarà la giuria tecnica nominata da Veneto Agricoltura e formata da una pattuglia di oltre 70 esperti assaggiatori ONAF a decretare i premi, riconoscimenti ormai particolarmente ambiti dai caseifici regionali. La giuria critica di giornalisti e blogger avrà il compito di incoronare il Miglior formaggio del Veneto 2015, che verrà svelato dalla Regione Veneto nel corso della imminente presenza all’Esposizione Universale. Ma ciascuno potrà diventare giurato iscrivendosi alla giuria popolare: tutti i cheese lovers potranno dilettarsi a diventare assaggiatori degustando i formaggi medaglie d’oro.

Beneficienza. Come tradizione Casues Veneti darà spazio a Forma di Solidarietà: si potranno infatti acquistare i formaggi in concorso, il ricavato andrà devoluto ad associazioni di beneficienza. Madrina anche per quest’anno Eleonora Daniele, presentatrice RAI che per due giorni sarà al fianco dei volontari. Per due giorni Villa Contarini ospiterà anche il mercato dei prodotti d’eccellenza, percorsi di degustazione e la lavorazione in diretta del formaggio.

Nuovo portale. Il portale caseusveneti.it arriva completamente rinnovato per questa edizione 2015. Sul nuovo sito web si troveranno tutti i formaggi premiati, le giurie e naturalmente le informazioni per l’evento. Ma ci sarà anche una proposta di turismo gastronomico: 56 produttori che, ad oggi, hanno aderito all’iniziativa, suddivisi tra caseifici, aziende agricole, stagionatori/affinatori e malghe, tutti georeferenziati, con l’indicazione di spacci e la possibilità di visite in azienda per scoprire la straordinaria varietà dei formaggi veneti (grandi DOP ma anche affinati in vinacce, erborinati, tradizionali). Grazie al “gemellaggio” di Caseus Veneti con la sezione “Ville Venete” del portale veneto.eu, la piattaforma della Regione dedicata all’offerta turistica, vi sarò la possibilità per i turisti che visitano le straordinarie dimore storiche di scoprire dove si trova il caseificio più vicino per acquistare e degustare il grande patrimonio caseario locale.

Fonte: Servizio Stampa Caseus Veneti

 

PSR 2014-2020 Veneto, la Regione programma appuntamenti di approfondimento in ogni provincia

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiInizia lunedì 21 settembreLa Regione incontra”, percorso tematico di incontri informativi organizzato dalla Regione del Veneto per far conoscere obiettivi, strumenti e modalità di adesione al Psr 2014-2020. Il ciclo di incontri si articola in sette appuntamenti “tematici” distribuiti su tutto il territorio regionale, che hanno il compito di presentare il programma attraverso l’angolazione di alcuni degli aspetti più rilevanti della politica di sviluppo rurale.

Imprese e agricoltura di montagna i principali beneficiari. “Il Veneto è stata la prima regione a farsi approvare il Programma di sviluppo rurale. La “macchina” dei finanziamenti si è già messa in moto e sta rispettando il ruolino di marcia – ricorda l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan –  grazie alla concentrazione degli interventi di sostegno e al coinvolgimento diretto dei soggetti partner.  L’80 per cento della dotazione finanziaria del programma, che per il settennio 2014-2020 mette in campo 1 miliardo e 184 milioni di euro di cui 202 derivati dal bilancio regionale, è riservata alle imprese. Il Psr riserva inoltre una attenzione speciale allo sviluppo dell’agricoltura di montagna, al quale destina oltre il 35 per cento delle risorse”.

Gli appuntamenti. Si inizierà da Rovigo il 21 settembre (Rovigo Fiere, ore 18), il tema sarà “Attrattività e produttività delle aree rurali: il Psr per lo sviluppo locale”. Seguirà l’appuntamento di mercoledì 23 a Mestre – Venezia (ore 18, all’Hotel Russott) dedicato a “Giovani e ricambio generazionale: il Psr per l’occupazione e l’imprenditoria giovanile”. Il giorno successivo 24 settembre (Holiday Inn, ore 19), ci si sposterà a San Martino Buonalbergo in provincia di Verona per approfondire il tema “La qualità dei prodotti agricoli e agroalimentari: il Psr per l’integrazione dei filiera”. La settimana seguente il percorso riprenderà da Quinto di Treviso (BHR Hotel, 28 settembre ore 18) per affrontare il tema “Suolo, acqua, clima: il Psr per la sostenibilità agro-climatico-ambientale”. Il giorno dopo, 29 settembre,  a Padova (Centro Congressi “A. Luciani”) ci si concentrerà su “Innovazione, produttività e sostenibilità: il Psr per la crescita intelligente”. Mercoledì 30 settembre sarà la volta di Belluno (Centro Congressi Giovanni XXIII, ore 18) per parlare di “Montagna e montagne venete: il Psr per lo sviluppo delle aree montane). Ultimo appuntamento infine giovedì 1 ottobre a Vicenza (Alfa Fiera Hotel, ore 18) su “Imprese agricole e forestali: il Psr per gli investimenti e l’ammodernamento”.

Incontri gratuiti e ad accesso libero, consigliata la registrazione. La presentazione del Psr Veneto 2014-2020 sarà affidata ai dirigenti del Settore Primario regionale. Seguiranno le testimonianze di alcuni beneficiari della passata programmazione e gli interventi del pubblico. In occasione degli incontri sarà distribuita ai partecipanti la “Guida al Psr 2014-2020”, per fornire un primo orientamento alle misure e alle procedure del Programma. .Tutti gli incontri sono gratuiti, ad accesso libero e rientrano tra le attività d’informazione del Programma finanziato dall’Unione europea  e cofinanziato dallo Stato italiano e dalla Regione del Veneto. Per partecipare a ciascun evento è consigliata la registrazione, che si può effettuare online a questo link. Sarà possibile inoltre seguire i lavori degli incontri anche sul web grazie alla diretta streaming che sarà trasmessa sul portale Piave Veneto.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Occupati agricoli 2014: in Veneto, difficile il ricambio generazionale nella guida delle aziende, ma aumenta il numero di giovani assunti come dipendenti

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiDopo la consistente ripresa degli addetti registrata nel periodo 2009/12, nel biennio 2013/14 i dati sugli occupati agricoli veneti registrano un calo del 16% rispetto al 2012 e del 27% nell’ultimo decennio. Gli occupati in agricoltura in Veneto nel 2014 sono ulteriormente scesi a poco meno di 63.000 unità (-3,9% rispetto al 2013). Rispetto al dato nazionale, che nel 2014 è rimasto sostanzialmente sugli stessi livelli dell’anno precedente (circa 815 mila occupati agricoli), il Veneto ha subìto una perdita di addetti più consistente.

Un calo diventato oramai strutturale? Sono questi alcuni degli aspetti più interessanti che emergono dal continuo monitoraggio degli occupati nel settore agricolo e dalle analisi realizzate dagli esperti di Veneto Agricoltura sui dati Istat. La tendenza di fondo degli ultimi dieci anni è quindi sostanzialmente negativa, tranne alcuni anni in cui si sono verificate delle temporanee riprese, a conferma che la perdita di occupati in agricoltura sembra essere una caratteristica fisiologica e strutturale del sistema, al pari della diminuzione delle imprese agricole.

Luci e ombre. Nel lungo periodo (2004-2014) ciò riguarda in particolare i maschi, che negli ultimi dieci anni sono scesi in Veneto del 28,7%, mentre in Italia sono diminuiti “solo” del 14,1% e gli indipendenti, costituiti quasi del tutto da imprenditori agricoli (-36,5% nella nostra regione, con un risultato sopra la media per i maschi, rispetto ad una flessione del 28,9% a livello italiano). In controtendenza invece il dato degli occupati dipendenti, che rispetto al 2004 sono aumentati in Veneto del +8,1% (generato da una crescita del 4,8% dei maschi e del 18% delle femmine), mentre in Italia la variazione è negativa (-2,3%).

Calo dovuto all’effetto “sostituzione”?La perdita di occupati non è di per sé un dato negativo, va interpretato – affermano gli analisti economici dell’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura. Ad esempio, il fatto che diminuiscano gli indipendenti e ci sia un “effetto sostituzione” con gli occupati dipendenti, può significare la fuoriuscita dal mercato di quelle aziende agricole più piccole e marginali e con conduttori in età molto avanzata, realtà non in grado di competere e incidere in maniera significativa sulla realtà produttiva e che è una caratteristica strutturale del mercato del lavoro nel settore agricolo veneto”. Si va quindi verso imprese sempre più strutturate (costituite in forma societaria), che utilizzano manodopera dipendente, con qualche forma di organizzazione e gestione per funzioni aziendali manageriali“.

Giovani agricoltori, aumenta il numero di occupati dipendenti. Nel Report 2014 di Veneto Agricoltura (integrale su www.venetoagricoltura.org/basic.php?ID=4938) vengono inoltre analizzati anche i dati forniti da Veneto Lavoro e ricavati dal Silv (Sistema informativo sul lavoro veneto), e dalla banca dati Inps, che fornisce informazioni sugli occupati agricoli dipendenti, autonomi e sulle aziende con dipendenti per regione, oltre che ai dati sull’utilizzo dei voucher lavoro. Interessante l’analisi sull’età degli occupati in agricoltura: se dal punto di vista del tessuto imprenditoriale c’è un difficile ricambio generazionale e un progressivo invecchiamento dei titolari di aziende, per l’occupazione dipendente l’agricoltura rappresenta ancora un settore di interesse capace di attirare forza lavoro giovane. Infatti, mentre i lavoratori autonomi di età inferiore ai 35 anni rappresentano una quota di appena il 10% del totale, e prevalgono gli occupati indipendenti con più di 50 anni (58%), i lavoratori agricoli dipendenti “giovani” con meno di 35 anni sono il 39% del totale (quota invariata nel 2013 rispetto ai 5 anni precedenti) e quelli con più di 50 anni sono solo il 23% (in diminuzione di quattro punti percentuali), mentre prevalgono i lavoratori di età compresa tra 35 e 49 anni (38%).

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Agricoltura in rosa. A Cona (Ve), alla Corte Gemma c’è la “regina delle noci” veneta

Barbara Sturaro

Barbara Sturaro

(di Maurizio Drago) Si chiama Barbara Sturaro, imprenditrice agricola, titolare della Corte Gemma di Monsole, frazione di Cona, ai confini tra la bassa padovana e la provincia di Venezia.  Classe 1960, è definita dagli amici la “donna di ferro”, sin da quando i suoi genitori (agricoltori anche loro) le avevano imposto di studiare per diventare maestra.

Inizio difficile. Lei, a cui non le andava giù a insegnar ai bimbi, nonostante il diploma da maestra continuò gli studi sino alla laurea in agraria. Proprio così, Barbara Sturaro voleva fare l’agricoltrice, nonostante i continui pareri contrari di mamma e pap. Che, perdendo un po’ le staffe per quella figlia indisciplinata, le imponeva di fare duri lavori nei campi per dimostrare che il lavoro della terra (e soprattutto quello di gestire e condurre una tenuta agricola) era esclusivo lavoro per uomini e non certo per donne!

Noci Lara Corte Gemma

La noce “Lara”

Alla ricerca di nuove attività colturali. Ma la tenace Barbara continuava per la sua strada, lavorando sodo la terra e diventando un’imprenditrice agricola con tanto di laurea, alla ricerca di nuove attività colturali.  Oggi, chi passa per la bassa e attraversa la strada che da Pegolotte porta a Ca’ Bianca e poi a Chioggia, trova una ventina di ettari pieni di piante di noci.  Di solito le noci vengono dal Sud Italia o dalla costiera amalfitana (le famose noci di Sorrento). Barbara è andata oltre iniziando con la coltura delle noci Lara, quelle a pezzatura grande.  Il cultivar “Lara” proviene dalla Francia, dalla regione del Bordeaux, piu’ conosciuta per i vini. Questa cultivar ha trovato un clima adatto in queste zone e si è così sviluppata fornendo un ottimo prodotto che viene consegnato al mercato veneto e del Nord Italia.

piante noci Corte Gemma

Il noceto di Barbara Sturaro

Grande successo di mercato. Alla Corte Gemma c’è un enorme numero di piante di noci Lara, per la precisione 12 mila piante, in continuo aumento per le esigenze del mercato, una “ragion di vita” che Barbara Sturaro ha realizzato. Tra l’altro questo frutto secco è consigliato da medici e dietologi, al punto che consigliano di mangiarne al giorno almeno 3-4 gherigli. Una volta, nelle case contadine, era sempre presente  almeno un albero di noci che venivano raccolte in autunno  in un sacco e conservate per l’inverno. Ma qui, sia la raccolta sia la potatura, vengono eseguite con moderne e apposite macchine. Tecnologia all’avanguardia che permette, inoltre, di debellare il nemico numero uno delle noci, il carpocapsa, o “verme delle mele” (il termine scientifico è cydia pomonella), un insetto  parassita che distrugge il frutto. Ma è stato trovato il sistema per debellarlo. Barbara Sturaro ci mostra le casette poste sopra gli alberi che emanano degli spruzzi creando una “confusione sessuale” che disorienta il maschio nel cercare la femmina per accoppiarsi. Il maschio, sviato dai falsi richiami, non riesce a localizzare la femmina e pertanto gli accoppiamenti non sono possibili.

Il cagnolino Argo e la signora Barbara Sturaro

Barbara Sturaro con Argo

Non solo noci.. L’imprenditrice di “ferro”, tra l’altro molto gentile e ospitale,  oltre che la produzione di noci, alleva nelle sue moderne stalle un migliaio di vitelloni da ingrasso tutti di razze francesi limousine, charolaise e aubrac (quelli con le macchie nere attorno agli occhi, detti anche “uccioni”). Si alza ogni mattina alle 6.30 ma è il normale orario  di chi ha la campagna, si segue il ritmo delle stagioni e delle giornate, il lavoro c’è sino al calar del sole e ci si innamora di questo lavoro anche se a volte risulta duro. La sua azienda di 45 ettari l’ha totalmente sotto controllo. A percorrere la sua tenuta sale su una moto da motocross inseguita dal cagnolino Argo che vuole gareggiare e verifica tutta la tenuta. A sostenerla il marito Antonio, il figlio Marianoalcuni operai.

nordic walking nel nocetoA metà ottobre, passeggiata nordic-walking nel noceto. Ci dice che la sua è una passione. Si diverte cosi’. E per gli amici c’è un campo con piante di grandi giuggiole (quelle provenienti dalla Cina, 5 volte piu’ grandi delle nostre tradizionali). Chiunque può prenderle, non sono in vendita!  C’è una scala a disposizione, chi vuole può salire sulle piante e staccare i succulenti frutti, anche questi pronte a settembre. Inoltre, nel grande noceto vuole organizzare il secondo sabato di ottobre,  con la sua amica Barbara Ferrara, istruttrice ufficiale di nordic walking, una passeggiata di 8-10 km nel noceto. Poi, come ogni buon finale, una ghiotta merenda con tante, tante noci.

Lotta alle nutrie, la Regione Veneto fornisce le direttive ai Comuni

NutriaLa Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Luca Coletto e di concerto con l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan, ha dato le direttive ai Comuni per disciplinare la lotta alle nutrie, il roditore originario del Sud America che tanti danni causa a colture e corsi d’acqua del Veneto.

Riconosciute come specie nociva. “In base alla nuova normativa nazionale – spiega Pan – le nutrie non sono più considerate fauna selvatica, e quindi controllabile solo con piani di abbattimento selettivo predisposti dalle Province, ma sono state riconosciute “specie nociva”, alla stregua di altri animali infestanti e dannosi, come topi e talpe. La gestione del problema passa quindi ai Comuni, che ora possono impiegare tutti gli strumenti consentiti per eliminare questi animali, che rappresentano un grave pericolo per le produzioni agricole, l’incolumità pubblica, la circolazione stradale e la tenuta arginale dei corsi d’acqua”.

I rimedi. Nel fornire alle amministrazioni comunali indicazioni uniformi su come contrastare il pericoloso roditore, la Regione vieta di fare ricorso a veleni e rodenticidi “in quanto metodi non selettivi” e suggerisce, invece, la cattura mediante gabbie-trappole e la soppressione in loco delle nutrie catturate con carabine, fucili ad aria compressa o altri mezzi che “non comportino il maltrattamento degli animali”. La soppressione dei roditori dovrà essere “eutanasica”, cioè nel minor tempo possibile dal momento della cattura, con strumenti che non ne comportino il maltrattamento. Il provvedimento regionale fornisce ai Comuni anche indicazioni specifiche per la raccolta e lo smaltimento delle carcasse, che potrà avvenire negli stessi luoghi di cattura, quando il posizionamento delle trappole avviene in luoghi di difficile accesso. “Via libera alla caccia alle nutrie – concludono Pan e Coletto – ma i Comuni dovranno intervenire con modalità sostanzialmente analoghe a quelle adottate sinora dalle Province, secondo le indicazioni dell’Ispra e l’ordinamento ministeriale vigente”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Psr Veneto 2014-2020, sostegno a giovani agricoltori e agricoltura di montagna

Agricoltura montagnaGuarda ai giovani agricoltori e alla montagna la strategia di investimento del nuovo programma di sviluppo di rurale della Regione Veneto.  Lo ha assicurato l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan. “Ai giovani imprenditori del settore primario – ha riferito l’assessore – è riservata l’80 per cento della dotazione finanziaria del programma, che per il settennio 2014-2020 mette in campo 1,18 miliardi di euro, di cui 202 derivati dal bilancio regionale. Il Psr riserva inoltre una attenzione speciale allo sviluppo dell’agricoltura di montagna, al quale destina oltre il 35 per cento delle risorse. Risorse che la Regione Veneto ha già cominciato a utilizzare, con l’attivazione di bandi per l’insediamento dei giovani, gli investimenti aziendali e nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, la promozione agroalimentare , utilizzando circa 120 milioni di euro”.

Oltre 12 mila domande di finanziamento. “Quest’anno a fine marzo – ha riferito Pan – sono stati messi a bando ulteriori 144 milioni di euro per le misure 10 – agroambiente, 11 agricoltura biologica e 13 indennità compensativa”. “Per l’autunno – ha aggiunto il responsabile per le politiche agricole del governo regionale – una volta risolti alcuni problemi relativi al cofinanziamento, contiamo di attivare nuovi bandi per la selezione dei GAL, l’insediamento dei giovani e gli investimenti, nonché per la formazione e la consulenza. In questo senso abbiamo già cominciato a lavorare con il Comitato di sorveglianza per la definizione dei relativi criteri di selezione”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto