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Consumo del suolo, alla base sta la perdita del senso del valore del cibo

agricolturaConsumo di suolo agricolo, urbanizzazione senza pianificazione, illegalità e speculazioni edilizie sono tutti fenomeni conseguenti al fatto che la società attuale ha perso la consapevolezza che tutto il cibo proviene dalla terra e che questo cibo ha un costo. Non c’è alimentazione senza almeno un agricoltore in qualche parte del mondo, il cui lavoro dovrebbe essere premiato e invece è spesso sfruttato. Queste e altre riflessioni sono state al centro del convegno “Territorio e creazione: destinazione comune dei beni e valore dell’agricoltura”, che Coldiretti Rovigo ha organizzato lo scorso 3 novembre per i sacerdoti delle parrocchie polesane. Il tema anticipa quello della Giornata del Ringraziamento secondo le indicazioni della Cei.

Ogni prodotto ha dei costi nascosti. “Dobbiamo tornare a calcolare i costi dei prodotti in relazione ai costi collettivi che incorporano – ha detto Stefano Masini, responsabile dell’Area Ambiente e territorio della Confederazione nazionale Coldiretti -. Ogni prodotto ha dei costi nascosti, in termini di inquinamento ambientale, lavoro minorile, sfruttamento dei territori e delle collettività, che non rientra nel prezzo che si vede. Invece noi siamo abituati a comprare tutto sugli scaffali senza porci il problema del valore del cibo. Cibo industriale che non racconta una tradizione, un ambiente, una cultura: un cibo senza storia. Invece, ogni alimento è legato alla terra e mangiare è un atto agricolo: mangiare in modo responsabile significa chiedersi da dove viene e quali costi reali ha dietro quel prodotto. Erodiamo il suolo – ha dichiarato Masini – perché abbiamo perso il senso del valore del cibo come priorità. Il mondo in cui mangiamo determina l’utilizzo che facciamo del territorio”. “La nostra sfida – ha concluso Masini – è lavorare per un’agricoltura legata alle identità, alle differenze, ai luoghi, attenta ai bisogni dei territori. Solo così potremo essere competitivi”.

Il luogo come un entità ricca di vita, di valori. “Il suolo non può essere derubricato a merce – ha affermato don Paolo Bonetti, consigliere ecclesiastico della Confederazione Coldiretti – è un bene sociale oltre che economico. Per tutelarlo bisogna conservare la ruralità, nutrire il suolo perché esso continui a nutrirci e governarlo con strumenti efficaci”. Una motivazione etica per conservare la terra è stata anche il centro dell’intervento del vescovo di Adria Rovigo Lucio Soravito De Franceschi: “Le crescenti devastazioni della natura sono causate da uomini indifferenti alle esigenze dell’ordine e dell’armonia che reggono il creato”.

Importato più del 50 per cento del cibo che arriva sulla tavola. Il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, tirando le somme ha fatto appello ai sacerdoti presenti affinché contribuiscano a scuotere le coscienze perché si faccia più viva l’attenzione quando si compra il cibo. “Territorio, sostenibilità, ambiente, istintività, trasparenza – ha detto Giuriolo – sono ormai cardini della nostra agricoltura e del nostro lavoro quotidiano di imprenditori agricoli. Ma ancora, nonostante questo impegno, non riusciamo a coprire i costi di produzione. Mancano ancora delle regole che mettano in trasparenza il valore del nostro lavoro. L’Italia importa più del 50 per cento del cibo che arriva sulle tavole e che arriva con regole e standard di sicurezza diversi dai nostri; intanto ogni giorno tante imprese agricole chiudono e il consumatore paga ciò che acquista 10 volte di più di quanto guadagna il produttore. Sono distorsioni che Coldiretti continuerà a combattere chiedendo sempre di più la trasparenza dell’origine, ma sappiamo che non siamo più soli come un tempo: ora abbiamo la vicinanza del consumatore ed una grande fetta della società, che stanno capendo che dietro ad ogni piatto c’è una storia, un valore, un lavoro di qualità e sicurezza”.

Fonte: Coldiretti Rovigo

Produzione cerealicola 2015 in Veneto, causa meteo male mais e soia. Triplica invece la produzione di frumento duro ma l’abbondanza fa calare i prezzi.

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiAnnata a due marce per le colture cerealicole in Veneto. Bene i cereali autunno-vernini, frumento in testa, favoriti da un andamento climatico primaverile nella norma; male le colture a semina primaverile (mais, soia, barbabietola da zucchero) penalizzate dalle prolungate ondate di caldo torrido durante l’estate. Sono queste le prime indicazioni fornite dagli esperti di Veneto Agricoltura che hanno interpellato gli operatori locali e analizzato l’andamento del mercato delle principali commodity agricole (mais, frumento e soia).

Il frumento tenero migliora leggermente le rese rispetto al 2014 (6,5 t/ha, +2%), ma complice il calo degli ettari seminati (-4,5%, 80.000 ha), la produzione finale si riduce a circa 530mila tonn. (-2,5%). Risultati simili per il frumento duro, la cui resa migliora rispetto alla precedente annata agraria (6,2 t/ha, +3%), ma considerando che gli ettari coltivati sono quasi triplicati (da 4.300 ha a 11.300 ha), anche la produzione risulta notevolmente aumentata, raggiungendo le 70 mila tonn. Bene pure l’orzo, la cui resa dovrebbe salire a 4,8 t/ha (+6%).

Male invece le colture primaverili: il mais, dopo il raccolto record del 2014, ha sofferto i prolungati periodi siccitosi con temperature molto elevate dei mesi estivi. Di conseguenza la resa, secondo le prime indicazioni raccolte, potrebbe scendere del -15% rispetto all’annata precedente, cioè a circa 10 t/ha. Considerando che le superfici coltivate sono diminuite a circa 210.000 ettari (-10% circa), il raccolto finale atteso viene stimato a circa 2,1 milioni di tonn., in significativo calo del -25%.  Anche la soia è stata penalizzata dal pessimo andamento climatico estivo (resa  3,3 t/ha, -20/25% sul 2014); quindi, nonostante gli ettari coltivati vengano stimati in crescita per questa coltura, raggiungendo circa 135-140 mila ettari (+10/15%), la produzione finale si prevede possa scendere a circa 440-450mila tonn., in calo di circa -15% rispetto all’annata precedente.

E piove sul bagnato… le analisi di mercato dei future quotati alla Borsa merci di Chicago evidenziano che i prezzi a livello internazionale continuano a muoversi verso il basso. Le previsioni rilasciate dallo Usda, stimano infatti una produzione mondiale record di frumento per la campagna commerciale 2015-2016 con un ulteriore aumento delle scorte finali di prodotto, cosa che inevitabilmente spingerà verso il basso i listini; e anche per la soia i fondamentali di mercato (domanda, offerta, consumi, commercio) sono impietosi… fa eccezione il mais, che presenta consumi in crescita a fronte di un calo della produzione, che potrebbe comportare una continuazione del trend di rialzo delle quotazioni.

Sul mercato nazionale: i listini quotati alla borsa merci di Bologna hanno avuto un andamento decrescente più costante e con una minor volatilità dei prezzi rispetto alle principali piazze di contrattazione internazionali, toccando i valori minimi a settembre/ottobre, quando le quotazioni sono scese a circa 180 euro/t per il frumento tenero (varietà fino), 330 euro/t per la soia, mentre le quotazioni del mais nazionale si sono mantenute sostanzialmente stabili attorno ai 160 euro/t. Maggiori informazioni nell’ultimo numero della Newsletter “I mercati del frumento, mais e soia n. 57 – Ottobre 2015”, scaricabile al seguente link: http://bit.ly/1PfX0tp

Fonte: Veneto Agricoltura

19-21 ottobre 2015, a Piazzola sul Brenta (PD) le scuole di ristorazione venete si mettono alla prova

Festival RistorazioneA partire da oggi sino al 21 ottobre 2015 si tiene a Villa Contarini, a Piazzola sul Brenta in provincia di Padova, il Festival Regionale delle Scuole di Ristorazione, promosso dall’assessorato all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione del Veneto con il supporto organizzativo della Fondazione Centro Produttività Veneto (CPV). La manifestazine riunisce, in una gara culinaria, i giovani delle Scuole di Ristorazione e dei Centri di Formazione Professionale veneti.

Giunta alla sua sesta edizione, la kermesse farà concorrere quest’anno 16 realtà formative della regione: ci saranno l’Enaipdi Dolo, il CFP di Chioggia, l’Istituto Berna di Mestree ilLepidorocco di Caorle a rappresentare le scuole di ristorazione veneziane; la Dieffe Padovae l’Enaip di Piazzola sul Brenta per il padovano; Engim Tonezza, Lobbia Asiago e Pia Società San Gaetano per la provincia di Vicenza; CFS Stimmatini, CFP Don Calabria, CFP Gresnere IPSSAR Carnacinaper la compagine veronese; la Dieffe di Valdobbiadene (presente con due squadre)per la realtà trevigiana e l’Enaip di Rovigo. Doti e talenti saranno giudicati da due giurie, quella Qualificata, presieduta da  e quella Popolare, che si alterneranno nelle valutazioni sulla qualità delle proposte culinarie e del servizio in sala di maitre e sommelier, che quest’anno prevedono la preparazione di un piatto unico internazionale a base di carne di animali di bassa corte veneta e riso prodotto sempre in una delle zone di coltura tipiche regionali, e un dessert al cucchiaio con frutta fresca. L’occasione del Festival rimane infatti anche quella di promuovere i prodotti e le tipicità dell’enogastronomia veneta, nelle loro unicità di sapori e aromi.

Veneto il “miglior maitre 2016” .  Tra i testimonial dell’iniziativa che interverranno alla tre giorni per aiutare con preziosi consigli i giovani degli istituti veneti, ci sarà anche Andrea Coppetta Calzavara, diplomato all’Istituto Pietro D’Abano di Abano Terme in provincia di Padova, incoronato da pochissimo “Miglior maitre 2016” dalla Guida Ristoranti d’Italia dell’Espresso.

Fonte: Festival Regionale delle Scuole di Ristorazione

Nel Nordest lo spritz si evolve e guarda all’artigianalità dei prodotti

spritz euganeo

sprtiz Euganeo di Pino Cesarotto

(di Marina Meneguzzi) Si narra che lo spritz, l’aperitivo per eccellenza del Nordest, tragga le proprie origini nell’Ottocento dall’abitudine dei soldati austriaci, che a quel tempo occupavano le terre venete, di annacquare la gradazione alcolica dei vini locali con una spruzzata (dal tedesco spritzen) di acqua frizzante.

Prime evoluzioni della bevanda. Nel corso degli anni lo spritz originario, vino bianco e acqua gassata (o seltz) ha subito  numerose evoluzioni: dapprima l’aggiunta del Prosecco e poi, complice la presenza a Padova dell’aziend F.lli Barbieri, che nel 1919 produceva l’Aperol, oggi gestito da una multinazionale, l’aggiunta del retrogusto amaro del bitter. Il tutto servito in un bicchiere guarnito con una fetta d’arancio e olive.

Pino CesarottoLo spritz del Terzo Millennio guarda all’artigianalità. Nel momento in cui lo spritz classico è diventato uno degli aperitivi più consumati in Italia, ecco che nei bar del Nordest è inziata una nuova evoluzione, seppur ancora di nicchia, che guarda all’artigianalità dei prodotti usati nel crearlo. Ad esempio, il distillato all’arancia prodotto dalla famiglia Luxardo a Torreglia nel Padovano, oppure l’amaro dei storici distillatori friulani Nonino. Ancora, in versione bianca, si beve sempre più l’Hugo, aperitivo leggermente alcoolico, originario dell’Alto Adige e a base di Prosecco, sciroppo di fiori di sambuco, seltz (o acqua gassata) e foglie di menta. Ultimo nato, lo spritz Euganeo, creato ad Arquà Petrarca, borgo medievale incastonato nel verde dei colli Euganei, sempre nel Padovano, dall’eclettico Pino Cesarotto che, con il beneplacito della Strada del vino Colli Euganei, nella sua enoteca miscela il Moscato Fior d’Arancio Docg con pezzettini di arancia, ghiaccio ed un preparato alcolico (6°) dalla ricetta segreta. Per la guarnizione, al posto dell’oliva, usa un’altra drupa, la giuggiola, il frutto per antonomasia della zona, fresca in periodo di stagione tra settembre e ottobre e poi sotto spirito. Ancora, il socio e consigliere ARGAV Andrea Saviane, mi rende partecipe di un altro ingrediente che si è iniziato ad usare in Veneto – e non solo –  per fare lo spritz al posto degli ingredienti tradizionali. Al Prosecco, viene infatti mescolato l’Elisir Gambrinus, un vino liquoroso ottenuto dal Raboso del Piave, un vitigno autoctono della zona attorno a Treviso. Un liquore nato per caso, oltre centocinquanta anni fa, racconta sempre la leggenda, quando un oste, Giacomo Zanotto, dimenticò nel fondo della cantina alcune botti di rovere con, appunto, del raboso. Quando si accorse della loro esistenza assaggiò quel vino, diventato ormai liquoroso, e ne fu entusiasta. Era nata la base di quello che sarebbe diventato l’Elisir Gambrinus, la cui ricetta originale è ancora oggi costodita dalla famiglia Zanotto nel proprio ristorante a San Polo di Piave, nel trevigiano.

 

Il vicentino Martino Cerantola nuovo presidente di Coldiretti Veneto

Cerantola Martino

Martino Cerantola

Martino Cerantola, già vice, è il nuovo presidente di Coldiretti Veneto. E’ stato eletto all’unanimità dall’assemblea dei dirigenti dell’associazione: 45 enne, vicentino, diplomato in agraria, imprenditore zootecnico di Tezze sul Brenta, sposato e padre di tre figli, guiderà l’organizzazione professionale fino alla naturale scadenza del mandato fissata nel 2018. Cerantola, che ha ringraziato il predecessore Giorgio Piazza per il proficuo lavoro di rappresentanza e impegno costante, ha raccolto la sfida sottolineando l’attività di Coldiretti, che trova la sua ragione nell’essere una forza sociale a difesa degli interessi delle imprese associate (il 64% delle aziende agricole venete).

Formaggi trevigiani sugli scudi in Veneto ed Europa

Vincitori Caseus Veneti_Pan

Vincitori Caseus Veneti 2015 insieme all’assessore Pan

La malga Mariech dell’azienda agricola Pontevecchio di Vidor, sulle Prealpi trevigiane, produce il miglior formaggio fresco di malga dell’anno e si aggiudica il Caseus veneti 2015. La consegna dell’ambito premio della critica del concorso regionale, giunto alla sua undicesima edizione, è avvenuta all’Expo di Milano, nello spazio espositivo della Regione Veneto.

Gli altri vincitori della manifestazione. Sul podio milanese sono saliti inoltre  i ‘casari’ di Latteria Sant’Andrea di Povegliano (per la categoria ‘pasta dura’), Latteria Vicentine di Bressanvido (per la categoria ‘pasta semidura’) e della Speloncia di Fonzaso (Belluno) per la categoria dei formaggi ‘erborinati’, premiati dalla giuria popolare del Caseus. A consegnare  le medaglie d’oro del concorso caseario è stato l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan.

FormaggioSanPietroInCeraDApi

Formaggio SanPietro In Cera d’Api

Ed in Inghilterra…successo per la storica Latteria Perenzin di Bagnolo nel trevigiano, (visitata dai soci ARGAV), che al concorso Global Cheese Awards, kermesse che incorona ogni anno la miglior produzione globale di formaggi, tenutasi lo scorso 12 settembre in Inghilterra , ha eletto il San Pietro in Cera D’Api  Miglior Formaggio Italiano, dandogli anche la speciale menzione di Miglior Formaggio d’Europa. Si tratta di una particolare creazione casearia stagionata e a pasta compatta, ricoperta da una crosta trattata in superficie con cera d’api naturale che trattiene l’umidità e conferisce una gradevole consistenza vellutata dal tipico sapore di miele.

Tutti i numeri del formaggio veneto. Il Veneto conta oltre 100 caseifici, 55 cooperative, e produce 7 formaggi che si sono conquistati la denominazione europea e 34 tradizionali. La filiera lattiero-casearia conta 3600 produttori che producono circa 1,1 milioni di tonnellate di latte l’anno, per l’85% trasformato in prodotti caseari per un valore di produzione di 1 miliardo di euro l’anno. La filiera veneta dei formaggi si è affermata sui mercati nazionali e internazionali con prodotti riconosciuti e tutelati dall’Unione europea come il Grana padano, l’Asiago, il Piave, il Montasio, il Provolone Valpadana, il Monte Veronese, la Casatella trevigiana e la mozzarella  Stg (specialità tipica garantita). Tutti formaggi che sono sinonimo del ‘made in Italy’ e che, registrano un incremento delle esportazioni. Nonostante il calo dei consumi, le grandi Dop del Veneto negli ultimi quattro anni hanno aumentato la produzione del 4,5%, aumentando del 5,3% l’utilizzo di latte locale, e contribuendo così a difendere gli allevamenti veneti. Solo il 15% del latte veneto è destinato al consumo diretto e alla trasformazione in yogurth e gelati.

Etichetta, bene prezioso. “La Regione Veneto, insieme ai suoi allevatori e produttori, continueranno a incalzare il Governo e Bruxelles perché diventi obbligatorio, anche per i formaggi che non sono Dop, indicare in etichetta se sono prodotti con il latte fresco, oppure con cagliate o semilavorati. I consumatori hanno diritto di sapere se il formaggio che stanno per acquistare è prodotto con latte in polvere o latte concentrato, anziché con latte crudo”, ha aggiunto Pan.

 

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto/Servizio Stampa Latteria Perenzin

 

 

11 ottobre 2015, in Veneto, le fattorie didattiche tornano ad aprire le porte

BANNERLa Regione del Veneto, in collaborazione con le organizzazioni professionali agricole, organizza domenica 11 ottobre 2015 la tredicesima edizione della Giornata delle Fattorie Didattiche Aperte.

146 fattorie. Un evento dedicato alla scoperta e alla riscoperta del mondo dell’agricoltura, che coinvolgerà 146 fattorie dislocate sull’intero territorio regionale, per avvicinare bambini, gruppi e famiglie al vasto patrimonio di esperienze, saperi e tradizioni della campagna veneta. Le aziende agricole e agrituristiche che aderiscono alla Giornata sono tutte iscritte all’Elenco regionale delle fattorie didattiche e quindi rispondono ai requisiti previsti dalla “Carta della qualità“, in termini di sicurezza, accoglienza e didattica, secondo la recente normativa sul turismo rurale approvata dalla Regione.

Visite didattiche gratuite, ma obbligatoria la prenotazione presso la fattoria didattica prescelta. Quest’anno il filo conduttore comune della Giornata si collega alle tematiche Terra e Cibo, Ambiente e Clima, Paesaggio e Cultura rurale, con percorsi di educazione alimentare e ambientale per promuovere stili di vita sani, consapevoli e sostenibili.
Per localizzare le diverse fattorie, conoscerle attraverso il loro sito internet e il loro profilo Facebook, avere informazioni sui programmi organizzati in occasione della Giornata aperta e su quelli proposti alle scuole e alle famiglie durante l’anno, basta cliccare a questo link  e cercare, provincia per provincia, sulle mappe dedicate all’iniziativa. Tutti gli aggiornamenti anche sulla pagina Facebook Fattorie Didattiche Aperte. In caso di maltempo, l’iniziativa sarà rinviata a domenica 18 ottobre.

Fonte: Servizio Stampa Fattorie Didattiche Aperte

Oscar green al Veneto: l’agricustode di Torcello (Ve) vince per la categoria Paese Amico

Premio Andrich Oscar Green Coldiretti Paese AmicoChi ha inventato la carne senza carne facendo gustare in tranquillità porchetta, fiorentina e salumi rigorosamente ottenuti dal grano e quindi privi di trigliceridi e colesterolo, altri hanno avuto la brillante idea di produrre un singolare liquore di lumaca, molto apprezzato dai palati più raffinati. Ancora, la stalla hi-tech che consente di allevare i maiali direttamente da casa attraverso il web per garantirsi carni pregiate e tracciate. Sono queste solo alcune delle rivoluzionarie novità in arrivo sulle tavole arrivate alla finale dell’Oscar Green, il premio alle imprese piu’ innovative promosso dai giovani della Coldiretti in occasione della giornata dedicata alla creatività Made in Italy ad Expo.

Ma la storia più originale arriva dal Veneto e l’ha presentata Coldiretti attraverso Paolo Andrich, unico imprenditore agricolo di dieci abitanti e definito oggi l’agricustode di Torcello. E’ lui il protagonista del docu-film sull’ isola madre di Venezia e anche il vincitore assoluto per la categoria Paese Amico, ovviamente insieme alla troupe Flamingo Art Media,  start up veneziana composta da tre giovani – GianMaria Spavento, Andrea Baesso e Cristian Palazzo – che della quotidianità di quest’oasi ne hanno fatto un’opera cinematografica. In attesa della presentazione ufficiale al prossimo Festival del Cinema sono da oggi in assoluto i testimonial di un’ esperienza unica di impegno sociale, per la promozione della bellezza del paesaggio attraverso la valorizzazione della risorsa umana.Questo luogo della Laguna Veneta sta vivendo una sorta di rigenerazione agricola e grazie alla presenza dell’agricustode sono tornati i fenicotteri e altri esemplari del mondo animale in via d’estinzione, che qui hanno trovato il loro ecosistema ideale.

Il racconto (di Sandra Chiarato)

Nove residenti e l’ultimo agricustode, un unico imprenditore agricolo rimasto a presidio del territorio e dell’isola che ha dato i natali a Venezia. Un’isola visitata da milioni di turisti. Eccoci nel primo porto della laguna, dopo che Altino, la vera prima isola abitata, fu insabbiata. Gli abitanti si spostarono quindi a Torcello, per poi passare alla grande storia di Venezia. Torcello non è stata mai completamente abbandonata, ma consumata sì. Qui oggi c’è Paolo Andrich a coltivare i carciofi e a preservare la casa museo, dove resistono le pitture e le opere di suo zio, l’artista Lucio Andrich. Poi un gruppo di giovani, quelli del ‘Flamingo art media’ che, insieme agli abitanti del posto, ai pescatori e a Coldiretti si dicono “malintenzionati” a combattere questa battaglia per difendere la storia e il presente di quest’isola. Partono dall’agricoltura e si tuffano nella narrazione video delle bellezze isolane, per fare sapere al mondo che qui si vuole continuare ad essere come si è sempre stati.  A Torcello non c’è né una farmacia, né un forno, la vita degli isolani è caratterizzata dall’acqua, sulla quale sembrano scivolare di continuo, di giorno e di notte, per raggiungere la terra ferma e trovare soluzione alla benché minima necessità. Tuttavia qui Hemingway scrisse ‘Al di là del fiume’, mentre Egidia Sartori, clavicembalista ha composto opere meravigliose e i fenicotteri trovano il loro rifugio e ogni tramonto la sua ninna nanna, prima di accoccolarsi nella notte.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto

 

4 ottobre 2015, Grapperie Aperte in Veneto

AlambiccoDomenica 4 ottobre si tiene anche in Veneto Grapperie Aperte 2015, l’evento organizzato dall’Istituto Nazionale Grappa. Volto a promuovere e a valorizzare il distillato di bandiera, l’evento coinvolge in Veneto cinque distillerie, tre in provincia di Vicenza e due in provincia di Treviso.

Nel Vicentino, la Distilleria F.lli Brunello a Montegalda si racconterà ai visitatori dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18, durante la visita guidata dell’azienda con assaggio finale in abbinamento ad altri prodotti tipici del territorio. A Villaga la Distilleria Li.Di.A (Strada Provinciale Berico Euganea 30, tel 0444- 885074) propone dalle 10 alle 18 visite guidate agli impianti durante il processo di distillazione e degustazioni di grappa in abbinamento a prodotti tipici del territorio, mentre a Schiavon, la Distilleria Poli dalle 10 alle 18 offrirà degustazioni in abbinamento con cibi biologici, per stimolare la sensibilità all’ambiente e le papille gustative, con visita all’antico alambicco a vapore e all’innovativo alambicco a bagnomaria sottovuoto.

Nel trevigiano, la Roberto Castagner Acquavite a Visnà di Vazzola, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18 intratterrà i visitatori con visite guidate e degustazione di prodotti, mentre a Conegliano l’Istituto Grappa Veneta insieme a Veneto Agricoltura e la Scuola Enologica di Conegliano sarà ancora una volta protagonista di una “giornata della Grappa Veneta” presso la Distilleria Sperimentale della Scuola Enologica di Conegliano (via XXVIII Aprile 20, tel. 0438 450023), la più piccola in Italia. Sono previste visite guidate alla distilleria funzionante, degustazioni libere e guidate.

Fonte: Servizio Stampa Istituto Nazionale Grappa

 

 

Da oggi fino al 6 ottobre 2015 a Bressanvido (VI) c’è la Festa della Transumanza. Giornata clou domenica 27 settembre con il rientro dall’alpeggio di 600 mucche.

TransumanzaDa oggi, sabato 26 settembre fino al 6 ottobre 2015, a Bressanvido (VI) si tiene la 17^ edizione della Festa della Transumanza, organizzata dalla Pro Loco.

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Un momento della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa

Un po’ di storia. La Festa nasce nel 1999 sulla scia della massiccia presenza di persone lungo le strade che accoglievano con entusiasmo l’arrivo della mandria dei Fratelli Pagiusco in rientro dall’alpeggio. Si partì installando un capannone all’interno della corte della fattoria Pagiusco dove si organizzavano spettacoli ed era presente lo stand gastronomico. L’importanza della manifestazione è cresciuta di anno in anno e questo ha portato ad ampliare gli spazi e le attrattive: negli anni successivi sono stati montati 3 grandi capannoni a fianco della fattoria che ospitano rispettivamente lo stand gastronomico, il palatenda per gli spettacoli principali e le conferenze e la mostra artigianale, mentre all’interno della corte si è cercato di creare uno spazio più rustico ed appartato dove ascoltare musica sorseggiando un buon bicchiere di vino o una birra artigianale. Importante è anche il coinvolgimento delle varie Associazioni volontaristiche del paese, che contribuiscono alla riuscita della manifestazione.

Le iniziative sono tante e variegate, ma la più importante si tiene domenica 27, con il ritorno della mandria dall’alpeggio, protagonisti, oltre gli animali, i Transumanti della Confraternita, che accompagnano la mandria nel suo ritorno: tre giorni di cammino, da Marcesina a Bressanvido, lungo un percorso di circa 80 km., accompagnando circa 600 mucche.Da non dimenticare il terzo Gran Galà della Transumanza, che propone un menù incentrato su prodotti tipici del territorio. La Transumanza di Bressanvido vuole innanzitutto esaminare, documentare e valorizzare la tradizione di un rito che ha radici profonde nel territorio, un’esperienza vera ed entusiasmante che rimane nella memoria della gente per lungo tempo, riportando ad aspetti importanti della storia veneta legati alla tradizione di un mondo rurale ancora vivo e presente nella comunità. Con la varietà delle iniziative proposte, la Festa della Transumanza è in grado di fare da ponte tra le vecchie e le nuove generazioni. Gli anziani possono rivivere le esperienze del passato acquisendo importanza alla luce dei più giovani che possono vedere con i loro occhi com’era la vita di un tempo.

Fonte: Servizio Stampa Festa della Transumanza