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Asiago Dop, da gennaio a maggio 2016 laboratori teatrali nelle scuole per far conoscere le specificità nutritive del formaggio

Cuore di formaggio_Quadrato_BASSAHa le caratteristiche di un giallo a tutto tondo, condito con un’innocente storia d’amore, Cuore di formaggio, il  percorso di educazione alimentare realizzato dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago con la collaborazione di Fondazione Aida.

Un laboratorio teatrale portato nelle scuole. L’iniziativa è stata pensata per far conoscere le qualità e le specificità nutritive del formaggio, in particolare, del formaggio Asiago DOP, agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo livello degli istituti delle province di Treviso, Padova, Vicenza, Verona, Trento, Mantova, Bergamo, Udine e Bologna. Scritto e diretto da Pino Costalunga, scrittore e regista specializzato nel teatro per i ragazzi e condirettore artistico di Fondazione Aida, il giallo sarà portato in scena in 54 appuntamenti dal 22 gennaio a fine maggio 2016 in forma di laboratorio teatrale da Gioele Peccenini ed Elisabetta Borille. Completa il percorso educativo, il libretto didattico illustrato da Timoteo Frammartino che, contestualmente al laboratorio, verrà distribuito a tutte le classi.

I principi della sana e corretta alimentazione vanno appresi fin da giovani. “Questo progetto, parte del percorso educativo Asiago School dedicato alle scuole, – afferma Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio di Tutela –  e nasce dal desiderio di voler offrire ai più giovani nuove occasioni per conoscere ed apprezzare un formaggio che esprime, accanto alle sue innegabili proprietà nutrizionali, un mondo fatto di valori, tradizioni e cultura. Il nostro auspicio è quello di condividere la crescente curiosità e la voglia di sperimentare delle giovani generazioni contribuendo a diffondere i temi dell’educazione alla sana alimentazione”.

Un giallo ambientato sull’altopiano di Asiago. “Il testo è nato – spiega Pino Costalunga – pensando al pubblico a cui è diretto e cioè ai ragazzi che vanno dai dieci ai tredici anni circa. Ho creato una storia che ha la forma del giallo, che contiene i temi dell’amicizia e del primo innamoramento, tipico dell’età, usando uno stile che si pone tra il diario personale, – che molti ragazzi ancora usano scrivere – la narrazione e il testo teatrale e che quindi funziona bene sia come narrazione teatrale che come testo da leggere da soli o in classe. Il formaggio Asiago è naturalmente uno dei protagonisti del racconto ed ho lavorato in modo che le informazioni riguardanti le sue ottime qualità e la sua lavorazione fossero inserite come parte necessaria e fondamentale del racconto”.

Fonte: Consorzio Tutela Formaggio Asiago

 

Cinghiali, Regione Veneto: “Sì a piani di controllo, no a caccia libera, presto nuove regole”

Terreno rovinato dai cinghiali in Lessinia IMG00617-20121127-1139 (1)

L’effetto del passaggio dei cinghiali sul terreno

La caccia al cinghiale non è l’unico mezzo per affrontare l’”emergenza” creata dal proliferare dei dannosi ungulati. Bisogna pensare a interventi diversificati e integrati di controllo, che possono anche prevedere l’intervento selettivo dei cacciatori. Questo l’orientamento dell’assessore regionale all’Agricoltura e alla caccia Giuseppe Pan, sollecitato da associazioni agricole e comunità locali a seguito del dilagare della specie invasiva e dei danni provocati a colture, persone e automezzi.

Prelievo venatorio autorizzato solo in provincia di Verona. “Siamo in attesa del parere tecnico-scientifico dell’Ispra (l’istituto nazionale di riferimento  per  la protezione ambientale) sulla sperimentazione in atto nel parco regionale della Lessinia – dichiara l’assessore Pan – per tirare le fila sulla modalità più efficace e conveniente per gestire l’emergenza cinghiali e impostare una corretta politica di gestione della specie. Ricordo che, allo stato attuale, solo in provincia di Verona è autorizzato il prelievo venatorio della specie cinghiale limitato  all’altopiano della Lessinia, secondo quanto disposto dalla Delibera di Giunta regionale n. 1027 del 4 agosto 2015.

Un piano di contenimento articolato. “L’Ispra – prosegue Pan – da sempre sconsiglia l’assoggettamento del cinghiale al regime venatorio in quanto soluzione addirittura controproducente al fine del contenimento della specie che, va ricordato, è presente in Veneto a causa di immissione abusive dall’Appennino, dai Balcani e dai Carpazi. Gli esperti dell’Ispra e i tecnici regionali hanno messo in evidenza che estendere a tutto il Veneto la caccia a questa specie particolarmente invasiva, rischierebbe non solo di non far diminuire il numero dei cinghiali, ma al contrario di provocarne un drastico aumento, anche a causa del rilascio abusivo di ulteriori esemplari. Meglio, invece, il controllo effettuato a livello provinciale, con l’ausilio di cacciatori opportunamente formati. La pratica venatoria, opportunamente regolata e delimitata, può essere uno strumento integrativo di un più articolato e mirato piano di contenimento,  da adottare soprattutto nelle aree agricole, dove i danni causati  sono particolarmente consistenti”.

Obiettivo: rendere compatibili sicurezza dell’uomo e dell’attività agricola con tutela dell’ambiente e delle risorse faunistiche. A sostegno del ‘modello integrato’ di contenimento (cioè controllo più caccia) Pan cita l’esperienza maturata nel parco Colli Euganei dove l’interazione tra ‘guardie’ del parco, polizia provinciale e corpo forestale dello Stato, integrata dall’apporto di cacciatori selezionati e adeguatamente formati, ha consentito di abbattere o catturare 6500 cinghiali negli ultimi 14 anni, di cui 900 nell’ultimo anno. “La pratica combinata di catture con ‘chiusini’, recinzioni elettrificate in prossimità del bosco e abbattimento da parte di controllori abilitati (cosa diversa dall’inserire tout court i cinghiali tra le specie cacciabili) appare allo stato attuale il comportamento migliore per limitare il dilagare incontrollato delle specie selvatiche nocive per gli insediamenti umani e l’attività agricola.  La giunta ha proposto, con un proprio disegno di legge attualmente al vaglio della commissione regionale Agricoltura, nuove regole mirate al contenimento dei danni causati dalle specie selvatiche (cinghiali, lupi e orsi).  Attendiamo le valutazioni dell’Ispra sulla fase sperimentale di caccia a cinghiale condotta in Lessinia e gli utili apporti che la commissione e i rappresentanti del mondo agricolo e venatorio potranno dare, per formulare l’approccio più corretto. Il nostro obiettivo – conclude Pan – resta quello di rendere compatibili la sicurezza dell’uomo e dell’attività agricola con la tutela dell’ambiente e delle risorse faunistiche”.

Fonte: Regione Veneto

PSR Veneto 2014-2020: aperti i bandi per accedere ai finanziamenti

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiLo scorso 8 gennaio sono stati pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione Veneto i nuovi bandi per il finanziamento dello sviluppo rurale regionale 2014-2020. I beneficiari avranno dai 60 ai 90 giorni di tempo per presentare domanda e accedere ai finanziamenti previsti.

Contributi per 100 milioni di euro. “Cominceremo così a erogare i 100 milioni previsti dal Programma 2014-2020 – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan – mettendo in moto una serie di misure innovative, come il sostegno ai giovani imprenditori. Si tratta di una robusta leva finanziaria per la competitività del comparto agricolo che si somma agli oltre 240 milioni di euro già stanziati per i bandi dello scorso maggio per l’agroambiente, l’agricoltura biologica e le indennità in zona montana”. I bandi riguardano interventi differenti, dagli investimenti per l’ammodernamento delle aziende agricole e delle imprese agroalimentari, al primo insediamento dei giovani in agricoltura (mediante il cosiddetto Pacchetto Giovani), alla formazione, al sostegno per la certificazione e la promozione dei prodotti di qualità, ai lavori di ripristino dei danni causati dal tornado dell’8 luglio nella Riviera del Brenta.

A chi sono rivolti i bandi. Per le azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze, i bandi si rivolgono agli organismi di formazione accreditati (3 milioni di euro); per i regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, i destinatari sono i Consorzi tutela e loro consorzi, consorzi e associazioni di produttori, organizzazioni di produttori e loro associazioni, Cooperative agricole non associate (1 milione di euro); per la promozione su qualità dei prodotti agricoli e alimentari, possono accedere ai bandi consorzi e associazioni di produttori, cooperative agricole non associate, associazioni temporanee d’impresa (5 milioni di euro); per investimenti per migliorare le prestazioni e la sostenibilità globali dell’azienda hanno accesso ai bandi gli imprenditori agricoli professionali, le cooperative di produzione che svolgono attività di coltivazione e allevamento (9,5 milioni di euro per le zone montane e 28,5 milioni di euro per le altre zone); per investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli i bandi si rivolgono a  imprese agroalimentari che svolgono attività di trasformazione e commercializzazione (30 milioni di euro). Infine, per il ripristino di terreni e del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali, l’importo messo a bando è di un milione di euro, riservato agli agricoltori ‘attivi’; per l’insediamento di giovani agricoltori (18-40 anni) ci sono 3,25 milioni di euro, per le zone montane e  9,75 milioni di euro per le altre zone; e per la creazione e sviluppo della diversificazione delle imprese agricole sono a bando altri 9 milioni di euro.

Fonte: Regione Veneto

10 gennaio 2016, AltraAgricoltura Nord Est organizza a Padova un pranzo condiviso per la raccolta firme contro lo sgombero dell’Associazione

VolantinoAltrAgricoltura Nord est organizza domenica 10 gennaio 2016 alle ore 12, nella sede in Corso Australia 61, Padova, un momento conviviale aperto a tutti. Scopo della giornata è fare un primo punto sulla raccolta firme che verrà presentata il 14 gennaio all’incontro con i dirigenti del comune di Padova per evitare lo sgombero dell’Associazione dai locali.
Petizione, si può anche sottoscrivere on line. I partecipanti sono quindi invitati a portare i fogli firme raccolti. Si può anche sottoscrivere la petizione on line al seguente link: https://docs.google.com/…/17phpvB6EP9DS460D0N7-TRl…/viewform. Oltre alla raccolta firme,  l’incontro ha come obiettivo la condivisione e il confronto di opinioni in merito all’attuale e futura situazione dell’Associazione. Il brunch è strutturato in modo tale per cui ogni partecipante prepara e porta qualcosa (piatti pronti di qualsiasi genere esclusivamente da riscaldare). A corollario del convivio, saranno organizzate numerose altre attività, tra cui laboratorio e giocoleria per i bambini, musica, danze.

Agroalimentare artigiano Veneto, crescono le vendite e vola l’export (+11,9%)

festa-dop-venetePane, pasta, dolci, vini, birre ed olio, carni e salumi, formaggi, pesci e conserve sono solo alcuni dei prodotti dall’agroalimentare artigiano veneto che hanno registrato un vero e proprio “boom” nell’export nei primi 6 mesi del 2015.

Le esportazioni hanno registrato un +11,9% rispetto al 2014 con un giro d’affari di 2.371milioni di euro (secondo valore assoluto dopo quello lombardo). Il tutto è realizzato dalle 6.751 imprese artigiane del Veneto, laboratori e botteghe che offrono produzioni straordinarie per qualità, gusto, tradizione e genuinità, producendo ben 371 prodotti tradizionali riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole, di cui ben 36 riconosciuti a livello europeo con le denominazioni Dop (18) ed altrettanti Igp. Questi sono i dati sul Veneto del dossier dedicato all’ “Artigianato Alimentare Speciale Natale”, elaborato dall’Ufficio Studi Nazionale di Confartigianato, sui numeri del terzo trimestre 2015 del Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari e dell’ISTAT.

In ripresa anche le vendite: il dato nazionale segna una crescita, positiva seppur flebile, dello 0,5% rispetto a tutti gli anni passati. Ma il dato più straordinario, anche per un settore da annoverare tra quelli che dal 2008 regge meglio la crisi, è dato dal saldo tra aperture e chiusure, positivo nella nostra regione di 84 imprese equivalenti a un +1,3% su base annua. La migliore performance a livello italiano e ben al di sopra della invarianza registrata in media in Italia 0%.

Il Veneto è sempre più la “Food Valley” del Paese. Gli indicatori delle vendite e dell’export dell’agroalimentare artigiano veneto sono ottimi ma ci vuole cautela e tanto lavoro -afferma Luigi Curto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto– occorre poi capire se questi segnali siano l’effetto trainante dell’EXPO; rimane il fatto che l’indice di propensione all’export del Veneto (valore delle esportazioni su valore aggiunto del territorio) è stato del 3,55%, secondo risultato dopo quello di Emilia Romagna (3,61), molto importante per un settore che ha potenzialità enormi”. “Bisogna però lavorare sulla solidità delle imprese –continua Curto–. Il comparto è sano è bisogna crederci e investire”. “Crediamo e confidiamo molto nel nuovo piano per l’internazionalizzazione presentato da poco dalla Regione – aggiunge – perché è necessario agevolare e promuovere la capacità di esportazione delle imprese venete”.

L’artigianato alimentare veneto in cifre. Delle oltre 6.700 imprese attive nell’artigianato alimentare, 3.166 sono pasticcerie, panifici e gelaterie, 2.754 sono attive nella ristorazione e nei servizi da asporto, 140 sono pastifici, 197 sono attive nella lavorazione e trasformazione della carne, 93 nel lattiero caseario, 70 nell’ambito delle spezie e condimenti, 105 nell’ambito dei vini, birre e distillati vari, 8 nella produzione di oli e grassi vegetali e animali, 47 nella lavorazione e conservazione di frutta, ortaggi e pesce, 65 nella lavorazione delle granaglie e altre 102 in altre produzioni. A livello percentuale, impennata delle imprese di produzione di olio (+14,3%) e conserve (+11,9%) bene anche l’industria lattiero casearia e quella di condimenti e spezie (+4,5%). Tra le province, ben due venete entrano nella classifica dei primi sette territori che rappresentano il 34,9% di tutto l’export agroalimentare italiano: prima in assoluto Verona con oltre 1 miliardo di euro (1.023 milioni), e settima Treviso con 509 milioni. Estendendo l’analisi alle trenta provincie che presentano un export del settore superiore all’1%, nel primo sem 2015 si osservano crescite tendenziali sopra la media nazionale (+7,1%) in ben quattro nostre province: Vicenza (+18,7%) quinta in classifica, Treviso (+12%) e settima piazza, Verona (+11,1%) nona, e tredicesima Venezia con (+9,4%). Quattro infine le province venete tra le 30 principali per propensione all’export agroalimentare: Verona terza, Treviso tredicesima, Rovigo diciottesima e Vicenza trentesima.

Dicembre, con le festività di Natale, rappresenta un mese di grande rilevanza per le vendite al dettaglio di prodotti alimentari che sono il 23,6% superiori alla media mensile del resto dell’anno. Produzioni dell’artigianato agroalimentare che, soprattutto quelle a “chilometro zero”, sono la parte essenziale della “dieta mediterranea”. “Grazie proprio ai prodotti sani e genuini che gli italiani mangiano –commenta Curto– il nostro tasso di obesità è il più basso di tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo”. La nostra Nazione ha una percentuale di obesi del 10,4% contro la media europea del 16,7%. Tra i nostri “dirimpettai”, la Francia registra il 14,5% e la Spagna il 16,6%. “Quindi possiamo dire che –sottolinea il presidente– se mangiamo con moderazione e con equilibrio, i nostri prodotti agroalimentari sono anche molto salutari”.

I prodotti veneti a Denominazione. “E’ necessario spendere anche qualche istante sui 36 prodotti agroalimentari a marchio DOP e IGP che il Veneto annovera (come per esempio la soppressa vicentina e il prosciutto berico, l’asiago il montasio e la casatella trevigiana) –riprende il presidente- e soprattutto sulle imprese artigiane venete che si dedicano alle 371 produzioni tradizionali  e a quelle con marchio di garanzia europeo. Un patrimonio di conoscenze e competenze straordinario che si dedica alla produzione di olio extra vergine d’oliva, ai formaggi, all’ortofrutta e cereali, alle carni fresche e lavorate e alle lavorazioni varie. Questi numeri sono la dimostrazione di quanto sia forte il collegamento della popolazione veneta con le sue tradizioni più profonde. Legame che si deve sempre più tradurre in un sistema integrato e sinergico tra prodotti di qualità, territorio e percorsi turistici enogastronomici”. In conclusione Curto lancia il consueto appello ai consumatori: “In un momento come il Natale, seppure difficile economicamente, si affidino alla tradizione e alla qualità che possono garantire i nostri straordinari artigiani dell’alimentazione e della ristorazione”. “Anche un solo acquisto di questo genere – chiude il presidente – è un “piccolo valore” che può contribuire a dare ulteriore forza a un comparto che è tra i pochi a resistere alla crisi garantendo occupazione e lavoro a decine di migliaia di lavoratori veneti”.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Veneto

Nel bellunese, piccoli agricoltori si ri-uniscono per la chiamata a raccolto

per web(di Alessandro Bedin) Il 28 e 29 novembre scorso, in contemporanea alle marce per il clima, si è tenuto a Sedico (BL) l’annuale ri-unione di molte persone consapevoli dell’importanza di curare e custodire Madre Terra nonché di preservare la biodiversità che tanto ci arricchisce e protegge.

Agricoltori del futuro. Sotto la sapiente regia di Tiziano Fantinel, il gruppo Coltivare Condividendo, ha organizzato una bellissima due giorni di scambio semi, mercatino del bio, conferenze sul rispetto della Terra e dei suoi frutti. Il tutto impreziosito da incontri e un pranzo vegetariano con un minestrone strepitoso a base di fagioli bellunesi. Alla chiamata a raccolto hanno risposto in tantissimi e Villa Patt, sede dell’incontro, era stracolma di agricoltori del futuro, curiosi, appassionati. Da ricordare è che Coltivare Condividendo è un gruppo auto-finanziato e aperto a tutti che sta proponendo da alcuni anni il “Recupero e miglioramento delle varietà antiche riproducibili”, ed in particolare una “Filiera dei cereali antichi” con una attenzione ai più piccoli, e cittadini del futuro, con “La biodiversità a scuola”.

Ritorno alla Terra. Il gruppo fa parte anche di “TerraChiAma”, una comunità respons-abile pulsante e molto attiva. Il Manifesto di quest’ultima è un condensato concreto che parla di ritorno alla Terra ed in cui i fatti importanti sono: Generosità (della Terra), Fiducia (per il futuro), Umiltà (nel nostro approccio quotidiano), Ascolto (della Natura Maestra), Immaginazione (un nostro potere forte). In contemporanea, a Montecchio Maggiore (VI), si è tenuta l‘8a Fiera della Mostarda, manifestazione organizzata per riscoprire gusti antichi (ma non troppo) e l’uso di un albero (e il suo frutto), il Cotogno, ricco di mille virtù e da riscoprire.

“Banca della terra”, primi passi verso il censimento dei terreni incolti in Veneto

agricolturaAd un anno dall’istituzione della “Banca della terra”,  la Giunta regionale del Veneto ha fatto il punto sulla costruzione del sistema che dovrà rendere disponibili per nuove imprese, in particolare quelle giovanili, appezzamenti e terreni incolti e inutilizzati.

Una volta censiti, terreni messi a disposizione all’uso agricolo. “La legge 26/2014 affida ad Avepa – spiega l‘assessore all’Agricoltura Pan – il censimento dei terreni. Considerata la rilevanza e la particolarità del censimento tecnico richiesto all’agenzia regionale, la Giunta regionale ha finanziato con 154 mila euro lo sviluppo di un sistema informatico gestionale che possa dialogare con altri sistemi informativi e banche dati. Avepa potrà così, una volta messo a punto il sistema di “censimento”, mettere a disposizione dei Comuni la mappa catastale dei terreni incrociata con i rilievi fotogrammetrici e georeferenziati dei terreni. Si potranno così individuare agevolmente i terreni rimasti incolti negli ultimi due anni e, tra questi, quelli che possono essere restituiti vantaggiosamente all’uso agricolo”. “Alcuni comuni della fascia montana si sono resi disponibili  per sperimentare la procedura prevista dal sistema gestionale di Avepa per la “banca della terra”, aggiunge l’assessore. “Stiamo dando così attuazione ad una legge importante che valorizza la vocazione agricola della nostra terra, evita lo spreco di territorio e, soprattutto, offre nuove opportunità di impresa, lavoro e reddito ai nostri giovani”, coclude Pan.

Fonte: Regione Veneto

 

Filiere agroalimentari con finalità salutistiche, un esempio in Veneto

biola-il-distributore-automatico-di-latte-crudo-dalla-mucca-alla-bottiglia-fotoLo scorso 4 novembre a Piazzola sul Brenta (Pd) si è svolto il convegno “LatteRegis – un sorso di salute“, organizzato da Ambrosia, associazione di imprenditori agroalimentari, in collaborazione con Eurocoltivatori, organizzazione professionale agricola.

Nutrizione della vacca da latte. Filo conduttore del convegno è stata la proposta, avallata da ricerca e sperimentazione, di alcune filiere produttive, tra cui il latte, con caratteristiche salutistiche. Parere degli organizzatori, infatti, è che negli allevamenti industrializzati, il fieno sia stato surrogato da insilati, e la chimica (integratori, additivi, ecc) e la farmacologia sono diventate parte integrante della razione della vacca da latte, con un peggioramento delle caratteristiche salutistiche del latte. A questo proposito, Benito Mantovani, nutrizionista zootecnico e ideatore del LatteRegis, prodotto da bovine alimentate con una dieta a base di fieno, ottimizzata con un mangime speciale, costituito da cereali, farine proteiche e da un’integrazione vitaminico-minerale, ha parlato degli attuali costi di produzione, asserendo che il minor costo di una razione a base di insilato di mais, rispetto ad una a base di fieno, viene annullato dalle maggiori spese gestionali dirette ed indirette, quali quota di rimonta, ipofertilità, medicinali, mortalità neonatali, interparti allungati, ecc., a cui la vacca da latte va incontro con l’alimentazione a base di insilati.

Filiera agroalimentare. Al convegno sono intervenuti anche i professori dell’Università di Padova, Martino Cassandro, Dipartimento Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente (DAFNAE) e Giorgio Moretti, già professore di Igiene e Medicina Preventiva e già Direttore della Scuola di Specializzazione in Scienza della Alimentazione. Il professor Cassandro ha riferito sull’attendibilità dei contenuti analitici del LatteRegis e di quelli dei latti a confronto, forniti dal Laboratorio di Analisi del Dipartimento DAFNAE. I dati di laboratorio hanno confermato la presenza nel LatteRegis di quantitativi superiori, rispetto ai latti di riferimento ( anche se in modo indiziale per numero esiguo di analisi), di acidi grassi riguardanti gli Omega 3, i Cla – acido linoleico coniugato e gli acidi grassi ramificati, rispettivamente del 55, del 46 e del 25%. Studi recenti hanno dimostrato che questi acidi grassi svolgono un’attività benefica sul sistema cardiovascolare (omega 3), anticolesterolemica e antitumorale (Cla e acidi grassi ramificati).

Una filiera in cerca di sostegno e riconoscimento. Partendo da questi presupposti, Eurocoltivatori, con il supporto tecnico di AmbroSia, ha avviato da circa un ventennio una ricerca pressoché autofinanziata, che ha consentito di sperimentare, con esiti positivi, alcune filiere produttive (bovino, suino, vitello, maiale, coniglio, pollo, uovo) con caratteristiche salutistiche simili a quelle del LatteRegis. “Ma – dicono gli organizzatori –  la realizzazione di queste filiere rimarrà un sogno nel cassetto,  e tante piccole e medie aziende agricole saranno costrette a chiudere, se non ci sarà un riconoscimento ed un sostegno economico da parte degli organi preposti allo sviluppo della nostra agricoltura”.

Fonte: Eurocoltivatori

 

Fino a giugno 2016, nelle sagre venete lezioni di cucina dei piatti protagonisti della festa

poenta e renga

Poenta e renga

C’è la bondola, tondo insaccato vicentino da accompagnare coi crauti o gli gnocchi di fioretta, una ricotta liquida di Recoaro riscoperta anche da uno chef stellato come Lorenzo Cogo. Ci sono i Rofioi, un dolce gnocco fritto del Veronese, i mondoi, i mamai: specialità di cui persino i nomi sono a “rischio di estinzione”. Accanto, si inseriscono i più noti piatti della tradizione veneta: poeastro in tecia, cotechin e fasòi, pearà, verze sofegae, poenta e bacaeà. E’ un viaggio nel cibo, nella cultura, persino nel linguaggio della tradizione veneta, quello proposto dal progetto “Cucina la Crisi” ideato e realizzato dalla rete delle Pro Loco, in collaborazione con la Regione Veneto e le Associazioni dei Consumatori.

cotechino coi fasoi

Museto coi fasoi

L’arte di arrangiarsi in cucina. É proprio nei tempi di crisi che in cucina entra l’arte di “arrangiarsi” recuperando prodotti poveri ma gustosi. Con questo spirito si è scelto di andare a ripescare dalla tradizione culinaria popolare, ricette semplici ma anche economiche, trasformando le feste dedicate ai prodotti tipici in momenti anche di educazione alimentare e di informazione utile ai consumatori, per imparare a fare delle scelte oculate e con costi contenuti. Le 55 pro loco aderenti presenteranno, all’interno di un loro evento, la “ricetta dei nonni” attraverso una lezione di cucina con degustazione finale del piatto, illustrandone prodotti utilizzati, realizzazione e proprietà organolettiche nutrizionali.

polenta e bacalà

Poenta e bacalà

Eventi fino a giugno 2016. Uno showcooking tenuto direttamente dai cuochi delle Pro Loco o dai ristoratori del luogo. I primi appuntamenti sono iniziati nel mese di settembre ma si proseguirà fino a giugno 2016 con un tour che toccherà tutte le sette province: 12 eventi a Treviso, 10 a Vicenza e Verona, 8 nel Bellunese, 5 rispettivamente a Padova, Vicenza e Rovigo. Nel sito internet dell’iniziativa, si può trovare il calendario degli eventi e dove recuperare ingredienti e ricette. Nascerà, inoltre, un ricettario ufficiale che si potrà ritrovare in tutte le sagre venete.  “Se si riportano in Veneto i dati nazionali del Censis, possiamo dire che 2 milioni di Veneti (oltre il 40%) frequenta regolarmente o saltuariamente una sagra. Le 533 Pro Loco del Veneto (riunite in 43 Consorzi) – spiega il presidente dell’Unpli Veneto, Giovanni Follador – sono annualmente impegnate a mettere in campo, solo in ambito gastronomico, oltre 500 manifestazioni: sicuramente il festival diffuso più importante del Veneto dove è fondamentale il ruolo di custodi della memoria storica, delle tradizioni e dell’identità dei territori. Le ricette della tradizione, che valorizzano i prodotti tipici – molti dei quali a marchio garantito – sono da sempre le protagoniste delle nostre sagre. Con il sostegno delle Associazioni Consumatori e della Regione, abbiamo scelto di fare un passo ulteriore perché le nostre feste siano volano per una vera e propria educazione del consumatore, al fine di promuovere l’uso e il consumo dei prodotti a km zero e di stagione per realizzare piatti a costo contenuto e, soprattutto, sani, riscoprendo il gusto della tradizione”.

Bando per le scuole per raccontare le ricette delle tradizione, iscrizioni entro il 30 novembre. Nelle serate a tema saranno presentati al pubblico uno o più prodotti locali di stagione, illustrandone le proprietà organolettiche e nutrizionali, nonché il loro impiego nei piatti della tradizione. A seguire si terrà una vera e propria lezione pratica di cucina. Ad ogni manifestazione saranno presenti le Associazioni dei Consumatori iscritte al registro regionale che, sul modello degli sportelli itineranti realizzati in questi anni, faranno conoscere i propri servizi ai cittadini. Il Presidente di Federconsumatori Veneto, Ermes Coletto, esprime soddisfazione per questa importante iniziativa che permette di coniugare insieme cultura, tradizione e buona tavola. ”I piatti dell’antica tradizione erano spesso piatti poveri, ma in questa peculiarità sta la loro forza; l’uso di prodotti a KM zero, e la semplicità e genuinità delle tecniche di cottura, oltre a generare benefici per la salute, offrono anche l’ opportunità di riscoprire alimenti non più in uso e vecchi sapori dimenticati. E, come consumatori, non dimentichiamo poi anche il risparmio economico che in questo periodo di crisi non è cosa di poco conto”. Cucina la crisi è un progetto che coinvolge anche le scuole attraverso il V bando di concorso dedicato a Tutela, Valorizzazione e Promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto: le classi potranno proporre elaborati multimediali inediti attraverso cui raccontare o drammatizzare le ricette della tradizione popolare proposte dalle Pro Loco. Per iscriversi c’è tempo fino al 30 novembre.

Fonte: Servizio Stampa Unione Pro Loco Veneto

Produzione Asiago, Latterie Vicentine smentisce Bistore sulla modalità di produzione

latte-11Riceviamo dal servizio stampa della cooperativa Latterie Vicentine di Bressanvido (VI) la seguente nota.

Latterie Vicentine dichiara la sua estraneità alle recenti affermazioni dell’ex direttore di produzione Renzo Bistore (che avrebbe addebitato alla cooperativa vicentina l’uso di mescolare al latte di recupero quello proveniente da confezioni vicine alla scadenza, venendo meno a quanto previsto dai disciplinare dell’Asiago Dop, ndr).

“Oltre al danno economico causato dai ripetuti furti di latte da lui stesso ammessi – sostiene il presidente Mocellin- ci troviamo di fronte a un danno d’immagine e per questo agiremo legalmente. Le dichiarazioni di Bistore sono false e infamanti.” “L’unico errore  che abbiamo commesso – continua Mocellin – è porre la massima fiducia nella persona di Bistore. La nostra è un’azienda che da sempre è attenta al controllo qualità, seguiamo con rigore tutti i disciplinari e investiamo nell’aspetto tecnologico per migliorare sempre di più la genuinità dei nostri prodotti. Sosteniamo alti costi per garantire la vicentinità del latte raccolto, usiamo tank superiori ai numeri richiesti e investiremo ulteriori 3.5 milioni di euro per la rintracciabilità del latte”.

“Latterie Vicentine è una cooperativa di 400 soci che dà lavoro a oltre 1000 famiglie e si impegna tutti i giorni nel garantire solo prodotti di qualità ai propri consumatori. Questo è il nostro plus. E possiamo dimostrarlo. Le porte dell’azienda sono aperte non abbiamo nulla da nascondere. Entrando nel dettaglio vorrei precisare cosa è il cosiddetto latticello, si tratta di latte magro scremato che Latterie non utilizza nella produzione di formaggi ma esclusivamente nella vendita. Rispetto delle regole, garanzia di qualità e genuinità nella produzione. Questi i valori che Latterie porta avanti da oltre 100 anni non possono essere messi in discussione da un ladro”.