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13 dicembre 2023, alla Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza si approfondisce la storia delle paure alimentari dell’umanità 

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Professore associato all’Università di Parma e autore di circa una quarantina di saggi e monografie in Italia e all’estero, Albergo Grandi presenterà a Vicenza mercoledì 13 dicembre, alle 17, alla Biblioteca Internazionale La Vigna il suo ultimo libro “Storia delle nostre paure alimentari”.

Una storia millenaria. Quando i frigoriferi, la pastorizzazione e tutte le altre tecniche di conservazione ancora non esistevano, come faceva l’uomo a essere sicuro di quello che mangiava? Poteva ammalarsi, o addirittura morire, dato che per stabilire se un cibo è pericoloso serve sostanzialmente una cosa: l’esperienza. Molte paure alimentari di oggi sono solo l’ultima versione delle paure che l’uomo ha sempre avuto. Lo scrittore ripercorre le tappe di questa storia millenaria attraverso aneddoti e curiosità, dalla paura della lebbra suina (una malattia inesistente), a quella del pomodoro velenoso, fino alla stigmatizzazione degli Ogm, degli insetti e della carne coltivata, tenendo insieme scienza, superstizione, politica, economia ed ecologia, perché oggi produrre cibo per otto miliardi di persone non è solo una questione sanitaria, è soprattutto un tema che mette in gioco la salvezza dell’intero pianeta. Informazioni e prenotazioni: tel. 0444 543000 | segreteria@lavigna.it

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

Alimenti acquistati online, l’etichetta nutrizionale non dice sempre tutta la verità. A rivelarlo, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che afferma: “Un terzo degli alimenti acquistati sul web non riporta le etichette nutrizionali”

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Negli ultimi anni la vendita online di generi alimentari ha visto una rapida crescita. Se dapprima poteva sembrare una moda diffusa soprattutto tra i giovani lavoratori in cerca di comodità e consegne rapide, le misure di contenimento sociale dovute al COVID-19 hanno accelerato il fenomeno, facendo registrare un massiccio spostamento dei consumatori dai normali supermercati alla spesa online e alla consegna a domicilio. Se la tecnologia modifica le nostre abitudini di acquisto e consumo verso soluzioni più veloci, non deve però venir meno la tutela della salute dei consumatori.

Indagine. Come già accade per i negozi fisici, anche per l’e-commerce la presenza di etichette nutrizionali sugli alimenti preconfezionati è obbligatoria. L’accuratezza delle informazioni riportate in etichetta è fondamentale per guidare le scelte alimentari dei consumatori e prevenire le malattie croniche legate agli alimenti. Un recente indagine del Laboratorio di chimica sperimentale – SCS8 dell’IZSVe, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Near Infrared Spectroscopy, ha verificato la veridicità delle etichette nutrizionali di prodotti alimentari acquistati online utilizzando la spettroscopia nel vicino infrarosso (NIR), allo scopo di valutare se le dichiarazioni dei valori riportati sulle etichette fossero corrette e conformi ai limiti di tolleranza dell’UE.

I numeri. Su un campione di 103 prodotti alimentari (80 alimenti trasformati e 23 non trasformati) venduti su una nota piattaforma e-commerce, a sorpresa ben il 35% dei prodotti trasformati non recava etichette nutrizionali sulla confezione. I campioni di cui è stato possibile verificare le etichette appartenevano a 53 diversi prodotti alimentari, suddivisi tra carni, formaggi e pesce, e sono stati valutati sperimentalmente 8 valori nutrizionali (energia kcal, energia kJ, grassi totali, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine, sali), per un totale di 424 misurazioni. Il confronto dei valori sperimentali con quelli riportati in etichetta ha mostrato che circa il 74,5% dei valori dichiarati era congruente con i dati sperimentali, l’11,3% era leggermente al di fuori dai limiti di tolleranza, il 7,5% era fuori dai limiti di tolleranza, mentre il 6,6% era assolutamente infondato.  Riassumendo, il 35,8% dei campioni ha mostrato almeno un valore fuori dai limiti di tolleranza. In particolare i grassi saturi erano i valori che si presentavano con più frequenza al di fuori delle tolleranze previste dalla normativa UE.

Problemi aperti. La maggior parte dei prodotti analizzati proveniva da piccoli produttori di carne e prodotti lattiero-caseari che vendono principalmente in loco e che hanno iniziato da poco la distruzione dei loro prodotti su piattaforme online. Non sono stati invece riscontrati errori nei pochi campioni provenienti da grandi aziende maggiormente strutturate (es. Gdo). Lo studio fornisce pertanto un quadro della presenza/assenza delle informazioni nutrizionali, la loro completezza, coerenza o conformità negli alimenti acquistati su siti di e-commerce, e mette in luce le incongruenze che si possono incontrare nei prodotti di produzione locale. Come sostiene Roberto Piro, direttore della SCS8 – Valorizzazione delle produzioni alimentari e autore senior dello studio, “il recente utilizzo dell’e-commerce per i prodotti alimentari ha avuto un notevole sviluppo, ma a questa rapida introduzione di nuovi canali di vendita non ha corrisposto un adeguato livello di formazione e informazione degli operatori”. Infatti, i produttori alimentari indipendenti, che vendono i loro prodotti online, dovrebbero avere maggiore consapevolezza di quanto richiesto dalla legislazione e le grandi piattaforme di e-commerce dovrebbero impegnarsi a fornire le caratteristiche nutrizionali di tutti i prodotti alimentari. Infine, dall’indagine emergono altri aspetti relativi all’organizzazione dei controlli. Poiché le autorità sanitarie responsabili della sicurezza alimentare sono territoriali, mentre il commercio online non ha limiti, rimane aperta la questione di quale organismo controllerà gli alimenti prodotti in una determinata regione e venduti in tutta Italia.

Fonte: IZSVe

Una dieta mirata riduce stress e ansia: il ruolo degli psicobiotici (microrganismi benefici) sotto la lente della ricerca di Fondazione Edmund Mach

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La Fondazione Edmund Mach (Fem) ha partecipato allo studio internazionale coordinato dalla University College Cork (Irlanda) che dimostra come la combinazione virtuosa di stile di vita e alimentazione incida sulla salute mentale delle persone. Focus dello studio sono gli psicobiotici, microrganismi benefici che si affiancano ai probiotici, e che operando lungo l’asse microbiota-intestino-cervello contribuiscono a migliorare le prestazioni del sistema nervoso umano.

Da questa ricerca, che in Fem ha coinvolto l’ Unità di Metabolomica del Centro Ricerca e Innovazione con l’analisi dei biofluidi umani, arriva un’ ulteriore conferma dei benefici prodotti da questi microrganismi, compiendo un ulteriore passo nella direzione di un intervento preventivo o curativo attraverso l’alimentazione, di sindromi quali depressione, Alzheimer, autismo o disturbi da stress in generale. Dalla ricerca emergono, in particolare, 4 elementi principali della dieta che sono in grado di migliorare la salute mentale: gli acidi grassi omega-3, i polifenoli, le fibre e gli alimenti fermentati. Si può realizzare una dieta bilanciata, senza dovere assumere integratori, semplicemente associando ad una dieta mediterranea elevate dosi di alimenti fermentati, come crauti, yogurt, kefir e kombucha. “Con tutte le necessarie limitazioni date dalla durata dell’indagine e dalle dimensioni esigue del campione di studio è possibile affermare che l’adozione di una dieta mirata può rappresentare un valido strumento nella riduzione di stress, ansia e depressione – afferma Andrea Anesi, ricercatore Fem. Questa ricerca segna una svolta importante e un punto di partenza per ulteriori approfondimenti sulle potenzialità associate all’adozione di diete mirate per il trattamento dei disturbi mentali.

La combinazione di fibre vegetali e cibi fermentati sviluppano gli psicobiotici. Lo studio ha considerato non singoli alimenti, ma la combinazione articolata di cibi fermentati e fibre vegetali, in somministrazioni ripetute lungo l’arco della giornata e per un periodo medio-lungo (4 settimane). Una vera e propria dieta variata, caratterizzata dunque dalla presenza di ingredienti come cavoli, porri, cipolla ed aglio, mele, banane e piccoli frutti, cereali integrali, legumi e cibi fermentati che favoriscono lo sviluppo dei microorganismi psicobiotici nell’intestino.

Lo studio in FEM: analizzati i biofluidi umani. L’attività condotta dall’Unità di Metabolomica del Centro Ricerca e Innovazione ha riguardato l’analisi dei biofluidi umani (plasma e urine) per la quantificazione mirata dei cataboliti di aminoacidi essenziali e per i metaboliti sintetizzati dal microbiota intestinale grazie ad un protocollo innovativo sviluppato negli ultimi anni. Mettendo a confronto due campioni di studio, uno caratterizzato dal consumo di una dieta con le caratteristiche sopra evidenziate e l’altro dal consumo di una dieta convenzionale, le persone appartenenti al primo gruppo di studio avrebbero manifestato al termine delle quattro settimane una riduzione dello stress percepito rispetto a quanti facevano parte del secondo gruppo, associato ad una dieta standard.

I microrganismi psicobiotici e loro benefici. A livello intestinale i microrganismi psicobiotici trasformano il cibo ingerito in una serie di metaboliti che agiscono in modo positivo sul cervello, come per esempio la serotonina, l’ormone della felicità. Eventuali alterazioni della funzionalità del microbiota intestinale causate da stress o errate abitudini alimentari portano ad una disfunzione nella comunicazione intestino-cervello e dunque all’insorgenza di stress o, nei casi più gravi, di patologie.

Fonte: Servizio stampa Fem

15-16 Aprile 2023, a Vicenza si tiene “PassaVIvande”, laboratorio di consultazione pubblica e progettazione partecipata sul cibo e sulle politiche urbane, iscrizioni entro il 13 Aprile

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Nell’ambito del progetto europeo Cities2030, il 15 e il 16 aprile p.v. si svolgerà a Vicenza, presso la Biblioteca Internazionale “La Vigna”,  un percorso di consultazione pubblica e progettazione partecipata sul cibo e sulle politiche urbane: si tratta di PassaVIvande, organizzato dal Comune di Vicenza e dalla Biblioteca “La Vigna”.

Mutuando il nome dal celebre passavivande progettato da Carlo Scarpa a palazzo Brusarosco-Zaccaria, questa iniziativa vuole simbolicamente mettere in relazione il passato e il futuro del cibo a Vicenza, ma anche valorizzare il ruolo strategico dell’ecosistema del cibo per la crescita e la trasformazione della città e del suo territorio. L’evento nasce nel contesto del progetto europeo “Cities2030 – Co-creare sistemi alimentari resilienti e sostenibili verso FOOD2030”, finanziato dal programma Horizon2020, e muove dal riconoscimento del valore strategico del cibo come strumento di promozione della sostenibilità a livello ambientale, economico e sociale. È un’opportunità di dialogo tra le istituzioni di governo locale e gli attori attivi su tematiche inerenti al sistema alimentare della città e, più in generale, il suo processo di crescita e trasformazione. Un’occasione per raccogliere, esplicitare, valorizzare la creatività e la capacità di fare del territorio e arrivare a definire le priorità e le necessità del sistema alimentare urbano di Vicenza, calandole all’interno di una visione più ampia, alla luce delle priorità dell’Agenda 2030, ma soprattutto delle specificità del territorio.

Il programma dei lavori. L’obiettivo è far emergere le “ricette” più rilevanti per migliorare il sistema alimentare cittadino pensando ad una città più sostenibile ed inclusiva. Sarà esplorato e approfondito il concetto di Food Policy, le finalità, gli obiettivi e il valore aggiunto che questo strumento permette di perseguire, anche attraverso la condivisione delle esperienze di altre città che ne hanno già adottata una. Durante la mattina di sabato 15 aprile, dopo l’apertura dei lavori e i saluti istituzionali del Sindaco Rucco e del presidente della biblioteca Remo Pedon, si terranno gli interventi di Patrizio Roversi (conduttore televisivo, autore e scrittore – Turisti per caso e Velisti per caso), del prof. Egidio Dansero (Università di Torino, coordinatore Rete Italiana Politiche Locali del Cibo) e del presidente del Consiglio Scientifico de “La Vigna”, prof. Danilo Gasparini, oltre agli esperti di Està – Economia e sostenibilità. Nel pomeriggio del sabato e nella prima parte della mattinata di domenica, saranno raccolte idee e proposte sul tema utilizzando la metodologia dell’Open Space Technology, che avrà lo scopo di far emergere e mettere in sinergia nuove progettualità a partire dai partecipanti stessi. Nella seconda parte della mattinata di domenica, le proposte dei partecipanti saranno discusse e organizzate in ambiti e priorità di intervento così che, grazie al contributo di tutti i partecipanti, possa essere impostata la roadmap della Città di Vicenza, in sinergia con il progetto Cities2030.

Partecipazione. Il pranzo del sabato sarà offerto ai partecipanti presso il ristorante Capperi. Posti limitati, richiesta iscrizione, preferibilmente entro il 13 Aprile: https://forms.gle/5vnQzpmKcxMVTXdb9  per informazioni: europa@comune.vicenza.it

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

Rincari, carrelli della spesa più cari e più vuoti, CNA Veneto chiede al Governo interventi ad hoc e azioni di sostegno

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Il nuovo anno è iniziato sotto un pesante ‘effetto Domino’ a cui, già nel 2022, aveva dato inizio l’esorbitante aumento dei costi dell’energia. La fine degli sconti sulle accise con il conseguente rialzo dei prezzi dei carburanti e l’incremento dei pedaggi autostradali stanno impattando gravemente sul comparto del trasporto merci veneto, con pesantissime conseguenze anche per le imprese dell’intera filiera agroalimentare. In Italia, infatti, l’85% delle merci viaggia su gomma; una percentuale al rialzo per i beni alimentari, e in particolare per il fresco. Attualmente il prezzo del gasolio è di 1,890 euro al litro: dal 1° gennaio scorso i pedaggi autostradali e il rifornimento per un veicolo pesante incideranno per 10.300 euro in più l’anno sulle casse delle imprese di trasporto.

Costi che si ripercuotono sul carrello della spesa delle famiglie. In Veneto, nel 2021  la spesa media mensile di una famiglia per alimentari e bevande analcoliche è stata di 453 euro (dati Istat); nel 2022, in base all’inflazione degli alimentari e bevande analcoliche registrata nella nostra Regione, ogni famiglia veneta ha speso in media 41 euro in più al mese (elaborazione di CNA Veneto su dati Istat) per le spesa domestica.  L’aumento del prezzo del pane, considerando il periodo cumulato dei primi nove mesi dell’anno scorso, ha causato l’incremento medio della spesa dell’11,5% determinando una reazione dei consumatori che ha portato a una riduzione dei volumi acquistati del -7,7%, ma ciò non è bastato ad assorbire gli aumenti di prezzo, per cui la spesa è cresciuta del 2,9% (dati Ismea). Allo stesso modo, la spesa per i prodotti lattiero-caseari è aumentata nei primi nove mesi del 2022 del 4,1%. Per il latte, invece, con il mese di settembre scorso si è registrato un complessivo aggravio di spesa del 5% circa. Il settore delle carni fa registrare un incremento di spesa del 7,7% cui è corrisposta una diminuzione delle quantità acquistate pari al -1,6% e uno spostamento verso tagli e aree merceologiche più economiche. Per tutti i prodotti ortofrutticoli si rileva un incremento dei prezzi al consumo con una conseguente contrazione dei volumi acquistati. Per esempio i pomodori segnano un aumento del 19,4% del prezzo e una conseguente diminuzione dei volumi del -6,1%; l’insalata IV gamma segna un aumento del 14,6% del prezzo e una conseguente diminuzione dei volumi del -14,1% (dati Ismea).

Carrelli sempre più leggeri. La situazione è purtroppo chiara:  da un lato le imprese della filiera agroalimentare stanno facendo fronte al caro-bolletta e agli aumenti dei costi delle materie prime cercando di limitare gli aumenti per i clienti e piuttosto riducendo le marginalità; dall’altro gli autotrasportatori si trovano stretti tra l’incudine e il martello. Se continuerà così, la filiera non riuscirà più a reggere e a contenere gli incrementi dei costi di produzione i quali, affinché le imprese rimangano aperte, si ripercuoteranno a cascata sui consumatori finali. Le famiglie cercano di risparmiare per far fronte agli aumenti dei prodotti agroalimentari alleggerendo il carrello della spesa: i tagli generalizzati delle quantità acquistate oscillano dal -1% del latte fino al -31% del pesce fresco,  e allo spostamento delle preferenze verso prodotti dal valore unitario più basso. Gli alimenti verso i quali i consumatori tendono ad orientarsi sono quelli di largo consumo come pasta e uova che sono tra le poche referenze a non aver subito riduzioni delle quantità acquistate; mentre subiscono una battuta d’arresto i cibi etnici, le varie tipologie di “free from” e i cibi già pronti.

Aumenti non dovuti a speculazioni ma a necessità. «La crescita economica sarà influenzata dal protrarsi delle tensioni internazionali, delle spinte inflazionistiche e del rincaro delle materie prime – commenta Mirco Froncolati, presidente CNA Agroalimentare Veneto  – oltre al caro carburante che sta causando l’aumento ulteriore di tutto ciò che viaggia sulle nostre strade. Desideriamo rimarcare che noi operatori non aumentiamo i prezzi per speculare, ma per necessità: per poter investire in strutture, in attrezzature, e nella possibilità di mantenere posti di lavoro e offrire prospettive di carriera al personale. Chiediamo al Governo azioni di sostegno e interventi ad hoc per tutelare l’attività delle piccole e medie imprese dell’agroalimentare che consentano alle stesse di sopravvivere senza andare ad incidere in maniera pesante sull’economia delle famiglie. Ai rincari corrisponde una evidente e comprensibile contrazione degli acquisti da parte dei consumatori che potrebbe portare alla paralisi di molti comparti.»

Fonte: Servizio Stampa CNA Veneto

Gennaio 2023, nel Veneziano, Wigwam e Confartigianato in tour per una serie di incontri sull’alimentazione

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Cibo e cultura saranno gli ingredienti del ciclo di incontri pubblici dedicati all’alimentazione sana e legata al territorio, promosso in provincia di Venezia dalla Confartigianato Metropolitana Imprese Città di Venezia in collaborazione con Wigwam Clubs Italia APS – Rete associativa per lo sviluppo sostenibile delle Comunità Locali e il contributo dell’Ebav .

Capire la differenza. Dedicati all’ “L’artigianalità del prodotto alimentare: la modernità della tradizione”, gli incontri vedranno l’intervento in qualità di relatore, del giornalista enogastronomico Efrem Tassinato, socio Argav e tesoriere Unarga,  i rappresentati territoriali delle Federazioni Alimentazione delle Confartigianato e vari esperti in tecnologia alimentare e nutrizione. “Scopo di questa serie di incontri – spiega Alessandro Cella, presidente della Federazione Alimentazione della Confartigianato metropolitana – sarà quello di promuovere e far conoscere alla cittadinanza la differenza sostanziale che c’è tra i prodotti alimentari artigianali, a partire dalle lavorazioni fino alla scelta degli ingredienti di base, tra farine lieviti e tutte le altre materie prime, rispetto alle produzioni industriali o quelle da semilavorati o precotti. Il tutto per divulgare le basi dell’equilibrio per una corretta alimentazione e del mangiare sano. Ciò, analizzando le differenti modalità di preparazione e riscoprendo anche le tradizioni gastronomiche locali, non solo come elemento culturale ma anche di stile di vita a basso impatto o come va di moda dire oggi a chilometro zero”.

Gli appuntamenti. Dopo l’incontro a Chioggia di mercoledì 11 gennaio scorso, in cui ha partecipato Renzo Ballarin, capo Federazione Alimentazione Confartigianato Imprese Chioggia, il tour prosegue lunedì 16 gennaio a San Donà alle ore 17:30, presso sala riunioni Confartigianato Imprese San Donà di Piave, dove tra i relatori ci sarà Alessandro Cella. Mercoledì 18 gennaio l’appuntamento dalle 15:30 sarà a Mestre, presso la sala riunioni dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre Cgia, per poi proseguire lunedì 23 gennaio dalle ore 17:00 nella sala incontri della Confartigianato Imprese Venezia San Lio, dove tra i relatori ci sarà Francesco Palmisano, capo Federazione Alimentazione – Confartigianato San Lio. Penultimo appuntamento nel portogruarese mercoledì 25 gennaio dalle ore 17:00, presso la sede territoriale della Confartigianato Imprese Veneto Orientale, e qui tra i relatori ci sarà Silvia Morsanuto, capo Federazione Alimentazione Confartigianato Imprese Portogruaro. A chiusura, l’ultimo incontro sarà a Dolo lunedì 30 gennaio dalle 18:00 presso la Sala Polivalente dell’Associazione Artigiani e Piccola Impresa “Città della Riviera del Brenta”. La partecipazione è gratuita, per info contattare le sedi territoriali della Confartigianato o info@wigwam.it

Fonte:: servizio comunicazione Wigwam

Spezie, profumi e sapori, “l’oro” di Pigafetta in mostra a Vicenza alla Biblioteca La Vigna dal 18 gennaio al 14 febbraio 2020

In occasione delle celebrazioni dei 500 anni dal viaggio di Antonio Pigafetta, nato a Vicenza tra il 1480 e il 1491, storiografo dell’impresa di Magellano, sabato 18 gennaio 2020 ci sarà una giornata vicentina dedicata al tema delle spezie, e sarà aperta dalla Biblioteca Internazionale “La Vigna”.

Primo a descrivere alcune spezie orientali. Le navi della spedizione di Magellano, partite da Siviglia nel 1519, giunsero dopo mille peripezie alle Molucche, isole dove crescono le spezie orientali. Pigafetta, nella sua straordinaria Relazione del viaggio, riferisce in diversi passaggi le sue osservazioni su queste piante delle quali nessuno, prima di lui, aveva descritto l’aspetto. Chiodi di garofano, noci moscate, zenzero e altri aromi erano ricercati in Europa per la cucina di quanti se ne potevano permettere l’acquisto. Proprio alla botanica e agli usi gastronomici delle spezie citate dal nobile vicentino è dedicata un’interessante mostra allestita a “La Vigna”, con esposizioni di libri antichi, illustrazioni botaniche e ricette.

Ingresso libero. La mostra sarà inaugurata alle ore 10.00 del 18 gennaio a Palazzo Brusarosco Zaccaria, sede della Biblioteca, in Contra’ Porta S. Croce, 3 – Vicenza. Dopo i saluti iniziali del presidente della Biblioteca Remo Pedon e del vicepresidente Giustino Mezzalira, interverranno Francesco Mezzalira, naturalista, sul tema della mostra “Pigafetta alla scoperta delle spezie”, mentre il loro impiego sarà oggetto di un intervento di Danilo Gasparini, docente di Storia dell’agricoltura e dell’alimentazione. La mostra sarà visitabile fino al 14 febbraio 2020 negli orari di apertura della Biblioteca (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30).

Fonte: Biblioteca La Vigna

Riconoscere se il pesce è fresco, in 100 secondi i suggerimenti dell’IZSVe

Facendo attenzione ad alcune caratteristiche possiamo riconoscere se il pesce che stiamo acquistando è fresco e può essere consumato in sicurezza. Se il pesce è intero si devono considerare vari aspetti, mentre valutare la freschezza di un trancio di pesce invece può essere più complicato. Numerosi i suggerimenti che si possono trarre da questo video della serie «100 secondi», realizzata dal Laboratorio comunicazione della scienza dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Fonte: Servizio comunicazione ISZVe

9 settembre 2018, alla Festa del Gnocco a Selva di Trissino (VI), c’è la prima edizione della mostra-concorso della patata di Monte Faldo De.Co

Alcuni dei coltivatori della patata di Monte Faldo De.co

Domenica 9 settembre a Selva di Trissino (VI), in occasione della Festa del Gnocco, si terrà la 1° edizione della mostra-concorso della Patata Monte Faldo De.Co, a cui sono stati chiamati a partecipare i coltivatori di Trissino, Nogarole Vicentino, Brogliano, Cornedo e Valdagno, i comuni in cui si estende la coltivazione del prodotto, nell’area circoscritta al monte Faldo. L’evento, organizzato dall’associazione Bella Selva e la Commissione Intercomunale patata Monte Faldo De.Co, avrà inizio alle ore 8:30 e si protarrà fino alle 17.30.

Cos’è una de.co.? La patata del Monte Faldo ha ottenuto le denominazione comunale nel 2012 ed è stata la prima De.co. sovracomunale in Italia. La denominazione comunale non è un marchio di qualità o di certificazione come sono per esempio le certificazioni Doc e Igp, bensì uno strumento che permette ai comuni di far conoscere i prodotti tradizionali del proprio territorio rilanciandone la produzione locale, prodotti che altrimenti sarebbero caduti nell’oblio non avendo la forza produttiva (ed economica) per elevarsi a denominazione certificata. Questi prodotti, figli dell’agricoltura o dell’artigianato, sono prodotti o coltivati da poche aziende con la passione del proprio territorio e delle proprie tradizioni.

L’iter. La denominazione comunale si ottiene attraverso una delibera della Pubblica Amministrazione con la quale si attesta e si identifica il “luogo di nascita e crescita” del prodotto ed il suo grande valore identitario per la società di origine e la sua radicata storicità. La certificazione De.Co. si istituisce mediante una procedura che prevede diversi passaggi: un produttore o l’amministrazione comunale richiede di istituire la de.co. per un determinato prodotto; viene nominata una commissione formata da rappresentanti delle amministrazioni e dei produttori che analizzano il prodotto; viene redatto un disciplinare che descrive precisamente le aree coinvolte dalla de.co., le caratteristiche del prodotto, la sua presenza nella storia e nelle tradizioni del paese, le tecniche di produzione e le particolari caratteristiche che lo distinguono da prodotti simili; il disciplinare viene analizzato e votato dal Consiglio Comunale (o, dai consigli comunali se la De.Co è sovracomunale); si promuove la nuova de.co. ricercando quegli agricoltori o quegli artigiani che producono un prodotto rispondente alle caratteristiche del disciplinare. Costituita la de.co., la commissione ha il compito di vigilare sul corretto utilizzo della denominazione comunale, in modo che non vengano definiti de.co. prodotti non corrispondenti al disciplinare.

gnocchi fatti con le patate Monte Faldo De.Co

Festa del Gnoco in programma nel fine settimana. Oltre alla de.co. della Patata Monte Faldo, alcuni dei cinque comuni hanno individuato altre denominazioni comunali sul loro territorio:gli Gnocchi di Selva di Trissino, prodotti a mano con farina, uova e patate, festeggiati anche in questo fine settimana (maggiori info a questo link)i Latticini di Nogarole Vicentino, fatti nella locale latteria con latte della zona, le Corniole di Cornedo Vicentino, frutti selvatici del Cornus Mas, la Maresina di Valdagno, un’erba aromatica tipica con cui si producono deliziose frittelle. Altre informazioni sono disponibili a questo link

Fonte: Commissione patata Monte Faldo De.Co

 

 

Alimentazione, il Trentino-Alto Adige studia una versione alpina della dieta mediterranea

Nel 2060 oltre il 20% della popolazione di Tirolo, Alto Adige e Trentino avrà più di 65 anni e, attualmente, più del 50% degli 1,8 milioni di abitanti dell’euroregione è sovrappeso e quasi il 20% obeso. Poiché dieta e stili di vita sono e saranno centrali per la salute della popolazione, i principali centri di conoscenza dei tre territori – Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (TN), coordinatore del progetto, insieme alle aziende per i servizi sanitari di Trento e Bolzano, le Università di Trento, Bolzano, Hall e Innsbruck, i centri di ricerca Laimburg ed Eurac di Bolzano, oltre alle tre Province e al GECT Euregio -, hanno deciso di collaborare per gettare le basi scientifiche di nuovi approcci pratici contro obesità e malattie croniche.

Il progetto triennale EFH (Environment, Food & Health), che sarà finanziato in maniera uguale dalle tre Province con un totale di 1,2 milioni di euro su tre anni, si basa su tre pilastri: l’attivazione di circa 12 percorsi per giovani ricercatori tra dottorati e tirocini post-laurea, la realizzazione di una serie di seminari per i portatori di interesse e i decisori politici e, infine, il rafforzamento di un network di ricerca in grado di attrarre risorse pubbliche e private.

Nello specifico, la rete scientifica di EFH cercherà innanzitutto di sviluppare un’accurata analisi costi-benefici dell’impatto ambientale ed economico del settore agroalimentare locale e delle qualità nutrizionali del cibi ad oggi maggiormente consumati. Inoltre verrà progettata una versione alpina della dieta mediterranea che conservi la composizione nutritiva ed energetica della piramide mediterranea, ma declinata con cibi locali di qualità, compresi i prodotti lattiero-caseari regionali.

Risparmio e ricerca. Gli stessi prodotti avranno un ruolo importante nello studio “Fastmob”, che indagherà la risposta del corpo alla perdita di peso indotta da una dieta mima-digiuno. Attraverso il regime alimentare Fastmob si punterà a migliorare la salute metabolica, ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e aiutare le 120 persone obese coinvolte nel test a mantenere la loro perdita di peso nel lungo termine. In conclusione, il progetto EFH permetterà un notevole risparmio in termini di costi sanitari legati ad obesità e cronicità, selezionerà nuovi alimenti funzionali e valorizzerà gli attuali cibi ad alta qualità nutrizionale, dalla mela ai piccoli frutti, passando per asparagi, trota e cereali integrali, supportando un adeguato ritorno economico sia per l’agricoltura sia per l’industria alimentare in Trentino, Alto Adige e Tirolo.

Formare gli specialisti del futuro. “Con questo progetto, nato dall’intuizione del gruppo di lavoro guidato dal prof. Fulvio Mattivi, valorizziamo un’area cruciale della ricerca di San Michele, già premiata dai risultati della valutazione nazionale ANVUR”, ha spiegato il presidente della Fondazione Edmund Mach, Andrea Segrè. “Grazie ad EFH, la Fondazione farà rete con tutti i player euroregionali della nutrizione. Alla base dell’iniziativa c’è la scuola di dottorato: ciò significa che la nostra squadra punta tutto sul vivaio, sui giovani, formando gli specialisti del futuro nel campo della nutrizione. Siamo infatti consapevoli che quella che ci apprestiamo a disputare è una delle partite più importanti per la salute pubblica”.

Fonte: Servizio Stampa Fondazione Edmund Mach