
Forte preoccupazione tra gli allevatori veneti per l’epidemia di Dermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease – Lsd), malattia virale dei bovini che si trasmette attraverso insetti vettori come mosche, zecche e zanzare, ma che può avvenire anche con il contatto diretto tra animali infetti e sani, portando gli animali anche alla morte. La dermatite nodulare colpisce i bovini ma non l’uomo, né direttamente, né attraverso il consumo di carne o latte.
I focolai in Italia
A oggi sono nove i focolai confermati in Sardegna, con 600 allevamenti sottoposti a esame clinico. La Regione sarda ha presentato un piano che prevede la vaccinazione di tutti i bovini presenti sull’isola, vale a dire circa 300.000 capi. Dalla Sardegna, dove il virus è partito, portando all’abbattimento di oltre 300 capi, la Lsd si è spostata nel Nord Italia, colpendo un allevamento di bovini da carne a Porto Mantovano, in provincia di Mantova. Alla luce del caso positivo, sono state attivate tutte le misure previste dalla normativa, dal sequestro e blocco dell’allevamento all’istituzione delle zone di restrizione.
Stato di allerta in Veneto
Iil Ministero della Salute ha definito zone di protezione e di sorveglianza in cui ricadono quattro province venete: Verona, Padova, Vicenza e Rovigo. Nelle zone di protezione, che comprendono un raggio di 20 chilometri da un focolaio, e nelle zone di sorveglianza, fino a 50 chilometri, sono state imposte restrizioni sulla movimentazione del bestiame. La provincia di Verona è interessata sia dalla zona di protezione che di sorveglianza, mentre parte delle province di Vicenza, Padova e Rovigo rientrano nelle zone di sorveglianza.
Dichiarazioni di Confagricoltura Veneto
“La situazione determinata dall’epizoozia di dermatite sta diventando allarmante, specialmente nella zona ovest della Bassa Padovana, afferma Michele Barbetta, presidente di Confagricoltura Padova, territorio che vede una grande concentrazione di allevamenti bovini. Le limitazioni già in atto per la movimentazione dei bovini stanno mettendo in ginocchio diverse aziende zootecniche, che si trovano nell’impossibilità di immettere animali in stalla. Se la situazione non migliorerà a breve, rischiamo il blocco completo delle attività di allevamento bovino nella zona”. “Siamo molto preoccupati per questa nuova epizoozia che ci sta colpendo, sottolinea Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona. Ci siamo già mossi, interessando i servizi veterinari, per cercare di avere una normativa che all’interno delle zone soggette a restrizioni, quali la Bassa Veronese, che permetta un’attività di emergenza, come lo spostamento dei bovini e la raccolta dei capi che dovessero morire, anche per altre motivazioni. Stiamo monitorando il fenomeno, insieme alla Regione Veneto, che in questo momento sta dando una mano agli allevamenti del Veronese e delle altre zone venete colpite dal provvedimento ministeriale”. Il timore è che gli allevatori si vedano costretti a destinare tutto il latte alla pastorizzazione, con gravi difficoltà logistiche e commerciali. “Il comparto lattiero-caseario sta vivendo giorni di grande tensione, spiega Giancarlo Zanon, rappresentante del settore lattiero caseario di Confagricoltura Veneto. Le restrizioni alla movimentazione del latte crudo e la necessità di destinare la produzione solo a impianti in grado di garantire pastorizzazione o lunga stagionatura stanno riducendo la capacità produttiva delle nostre aziende”.
Il rischio maggiore è per i prodotti freschi a latte crudo
“Se la zona di protezione dovesse estendersi ad altre zone del Veneto, molti caseifici non riuscirebbero più a ritirare il latte, con ricadute pesanti su tutta la filiera. I prossimi giorni saranno cruciali: l’arrivo dei vaccini e l’avvio della campagna di immunizzazione di massa nelle zone di protezione e sorveglianza, se condotti con rapidità e capillarità, potranno spezzare la catena di trasmissione proprio mentre l’estate, favorevole agli insetti vettori, entra nel vivo”. Confagricoltura Veneto rinnova l’appello al Ministero della Salute e alle istituzioni regionali affinché vengano messe in campo tutte le misure necessarie per contenere la diffusione della malattia e per supportare le aziende colpite. “È fondamentale proteggere il nostro comparto zootecnico, strategico per l’economia e l’occupazione del territorio”, conclude Barbetta.
Le dichiarazioni di Coldiretti Veneto
Le Consulte dei settori Carne e Latte di Coldiretti Veneto hanno incontrato oggi i Servizi Veterinari regionali e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie per approfondire le caratteristiche e le implicazioni della Dermatite Nodulare Contagiosa (Lumpy Skin Disease – LSD). L’incontro è stato un’importante occasione di confronto tra il mondo produttivo e le autorità sanitarie, con l’obiettivo di condividere informazioni aggiornate, approfondire le modalità di trasmissione e sintomatologia della malattia e valutare le strategie più efficaci per ridurre al minimo il rischio di diffusione sul territorio regionale. Al tempo stesso, gli allevatori hanno espresso preoccupazione per le misure restrittive già in vigore da alcuni giorni che coinvolgono non solo la movimentazione degli animali, ma anche quella dei loro prodotti, in particolare il latte. Alcune di queste disposizioni, seppur comprensibili sul piano della tutela sanitaria, potrebbero causare gravi danni economici, diretti e indiretti, alle imprese già messe a dura prova da anni di difficoltà strutturali e di mercato. Coldiretti Veneto ha ribadito la massima disponibilità a collaborare con i Servizi Veterinari per la gestione dell’emergenza, chiedendo al tempo stesso un costante aggiornamento del tavolo di confronto, affinché le misure adottate possano contemperare le esigenze sanitarie con la sostenibilità economica delle imprese zootecniche.
Fonte: servizio stampa Confagricoltura Veneto/Coldiretti Veneto
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Si è tenuto lo scorso 27 settembre, nella storica sala riunioni dell’hotel Residence alla Giudecca di Ortigia (SR), il convegno organizzato dall’OP Unicarve in collaborazione con il Consorzio Sigillo Italiano e l’AOP Italia Zootecnica nell’ambito di Divinazione Expo 24 – G7 Agricoltura. L’incontro è stato aperto dal presidente di OI Intercarneitalia, Alessandro De Rocco, che ha comunicato l’imminente provvedimento di proroga triennale del riconoscimento dell’Interprofessione, unica per la zootecnia bovina da carne in Italia, auspicando un allargamento ad altri operatori di settore per migliorare l’aggregazione e sviluppare progetti per la categoria. Sono intervenuti poi il presidente del Consorzio Sigillo Italiano, Franco Martini ed il direttore Giuliano Marchesin, socio Argav.
Il presidente dell’organizzazione Interprofessionale (OI) Intercarneitalia, Alessandro De Rocco, invita a partecipare al convegno “Zootecnia bovina da carne: un piano di settore per darle un futuro, migliorando la nuova Pac, valorizzando le produzioni di qualità e informando i consumatori” che si svolgerà a Rovigo venerdì 24 maggio alle ore 15 nel Consorzio di Bonifica Adige Po, sala Amos Bernini, Palazzo Campo, Via Verdi 12.



Il ruolo chiave dell’associazione
La filiera della lana
L’artigianato e la filiera locale
Prodotti e caratteristiche della lana
Con una delibera presentata dall’assessore alla Sanità Luca Coletto, di concerto con il collega all’Agricoltura Giuseppe Pan, la Giunta regionale del Veneto ha deciso di inserire il territorio della provincia di Verona situato a Sud dell’autostrada A4 tra le zone “ad alto rischio di introduzione e diffusione del virus dell’influenza aviaria”. L’individuazione di questa zona a rischio sarà sottoposta alle rivalutazioni e revisioni adottate a seguito dell’evoluzione epidemiologica della situazione nazionale e internazionale della malattia, e comunque dopo due anni dall’approvazione del provvedimento di oggi.