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Fino al 6 gennaio, conveniente opportunità per scoprire le piante dell’Orto botanico di Padova nel periodo invernale

Fino al 6 gennaio 2026, l’Orto botanico di Padova propone delle visite guidate individuali senza costi aggiuntivi rispetto al biglietto d’ingresso, alle ore 11 e alle ore 15.

Durante la visita si scoprono le strategie adottate dalle piante per superare il periodo invernale e il clima più rigido, e si approfondiscono le particolarità di alcune spezie usate soprattutto in questo periodo di festa.

Per partecipare è necessarioc prenotarsi scrivendo a prenotazioni@ortobotanico1545.it o contattando il numero 049 827 3939 (tutti i giorni dalle 9 alle 17, eccetto il 24, 25, 31 dicembre e 1 gennaio).

L’Orto è aperto eccezionalmente di lunedì anche il 5 gennaio, con orario dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso alle ore 16.15). Nelle giornate di mercoledì mercoledì 31 dicembre l’Orto è aperto fino alle ore 14, con ultimo ingresso alle ore 13.15. Il sito è chiuso giovedì 1 gennaio 2026.

22 marzo, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) il corso di formazione giornalisti Odg in collaborazione con Argav dedicato alla salvaguardia di animali e piante venete a rischio estinzione

Logo Bionet 2017Si intitola “Razze animali e varietà vegetali venete a rischio di estinzione. Strategie per la loro salvaguardia” il corso di formazione organizzato dall’Ordine dei giornalisti del Veneto in collaborazione con Argav al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) dalle 18:30 alle 20:30. Per accedere al corso, che dà diritto a 2 crediti, bisogna iscriversi nel portale di formazione giornalisti entro il 20/03/2024.

Programma. Nel Veneto, grazie al programma Bionet, è stata istituita una rete regionale per la biodiversità di interesse agrario e alimentare. Tra le priorità dell’iniziativa vi è la conservazione delle risorse genetiche locali di interesse agrario e alimentare a rischio di estinzione o erosione genetica, nonché la loro registrazione negli appositi registri. Il corso presenterà i più importanti risultati raggiunti. Relatori: Renzo Michieletto, vice presidente Argav; Alberto Sartori, U.C. Biodiversità Agraria di Veneto Agricoltura; Michele Giannini, direttore di U.O. Colture Specializzate e Agroalimentari di Veneto Agricoltura.

Progetto Life PollinAction nel Vicentino, positivi gli esiti delle iniziative private, meno (al momento) quelli messi in atto dal Pubblico

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(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Il progetto Life PollinAction, rivolto a “mitigare la crisi dell’impollinazione attraverso la pianificazione strategica e la realizzazione di infrastrutture verdi finalizzate ad aumentare l’eterogeneità dei paesaggi rurali e urbani nelle pianure del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Aragona – Spagna”, ha previsto per il comune di Caldogno (VI) tre incontri: due teorici e uno pratico. Nel terzo di questi incontri c’è stata l’uscita sul campo per vedere concretamente le azioni messe in atto.

Abbiamo avuto modo di visitare alcuni siti di proprietà comunale in cui sono state realizzati alcuni prati polifiti (in cui sono coltivate più specie di piante) e l’azienda agricola Orna, in strada Lobia a Vicenza, in cui sono state adottate delle iniziative a favore della biodiversità, anche a prescindere da questo Life. Nei prati polifiti del comune di Caldogno non erano presenti i cartelli di presentazione del progetto, ma trattandosi di una attività pluriennale confidiamo che si provvederà alla loro apposizione per divulgare questa importante iniziativa.

Sarà anche necessario che, per la gestione dei prati polifiti, sia prestata una maggior attenzione in quanto, come generalmente è in uso in tutti i comuni, vengono realizzati sfalci indiscriminati di riordino e pulizia banalizzando e semplificando le aree verdi (e quindi riducendo la biodiversità). Questa gestione dei prati deve invece essere multiobiettivo, cioè che contemperi sia lo sfalcio, per avere una situazione di ordine e fruibilità, ove necessario, ma anche il mantenimento di zone fiorite con taglio differenziato. Pertanto questa attività di gestione dovrà essere definita in modo più puntuale in modo che le azioni già messe in atto non siano fine a se stesse ma possano avere una loro continuità e quindi le specie fiorite abbiano modo di andare a seme e incrementare la biodiversità.

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In compenso abbiamo visitato l’azienda agricola Orna, gestita da una appassionata coppia che, con continuità e attenzione, persevera con una gestione agricola diversa a dimostrazione di come ci possa essere un reddito con un approccio più sostenibile, offrendo spazi anche alla biodiversità. Questa azienda agricola alleva bestiame da latte e da carne con gli animali che possono muoversi liberamente dall’interno all’esterno con spazi di movimento adeguati che garantisce il miglior benessere animale. A questa attività principale, Pierluigi e Valentina, hanno affiancato un lavandeto e la coltivazione di piante officinali, come Calendula ed Elicriso, producendo olii essenziali ma anche dando disponibilità per feste e attività didattiche sotto una pergola circondata da filari di lavande.

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Nelle tare di questa attività, cioè nei bordi dei campi coltivati a lavanda e officinali, hanno iniziato a mettere a dimora siepi autoctone ma anche piante erbacee da lasciare fiorire e quindi effettuando tagli limitati a garantire le fioriture. Bordi dei campi di qualche metro di profondità possono essere molto importanti per offrire cibo agli impollinatori, rifugio agli insetti utili ma anche protezione alle colture dal vento. Sono attenzioni fonte di una serie di benefici che indirettamente riducono spese per l’acquisto di prodotti fitosanitari e quindi vanno a migliorare anche la situazione di inquinamento diffuso di cui ben conosciamo dai report di istituti di ricerca come Ispra. Mantenere le attenzioni che stanno adottando in questa azienda è una attività impegnativa che va oltre l’attività reddituale e si configura come un vero e proprio servizio per la comunità offrendo benefici multipli sanitari, ambientali e di benessere generale. Pierluigi e Valentina, da appassionati quali sono, hanno continue visite di scolaresche che si immergono nel loro mondo entrando in contatto con gli animali, che essendo mantenuti liberi e senza restrizioni risultano più affabili e avvicinabili da parte dei bambini.

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Progetti Life come quello che abbiamo avuto modo di conoscere, toccando con mano aspetti concreti grazie a persone appassionate e attente come Pierluigi e Valentina, dovrebbero avere anche amministrazioni locali altrettanto impegnate, oltre a lanciare in modo roboante articoli e messaggi sui social, a dare continuità alle azioni iniziate, per esempio mantenendo la coerenza con una corretta gestione dei prati polifiti (secondo quanto previsto dalla pianificazione strategica del progetto, ovvero per garantire l’eterogeneità dei paesaggi rurali e urbani), ma anche assumendo un’attività di promozione per un coinvolgimento e diffusione delle buone pratiche in tutte le aziende agricole della zona affinché un lavoro così importante possa diventare una grande opportunità di rigenerazione ecologica del territorio.

28 aprile 2023, ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) il corso di formazione giornalisti dal tema”La fauna selvatica, vittima e protagonista delle trasformazioni ambientali”, iscrizioni entro oggi

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Argav, l’Ordine dei Giornalisti del Veneto, il Sindacato regionale dei Giornalisti, in collaborazione con Veneto Agricoltura e il Circolo di Campagna Wigwam di Arzerello (Pd), organizzano venerdì 28 aprile (ore 18:30-20:30) ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd) presso il Circolo Wigwam, un focus di approfondimento sulla fauna selvatica. L’incontro, che sarà preceduto dalla riunione del direttivo Argav (ore 16:435), è valido per l’acquisizione dei crediti formativi professionali dei giornalisti (iscrizione entro oggi, giovedì 27 aprile, sulla piattaforma dell’Ordine), ed è aperto anche al pubblico previa iscrizione via mail (argav@fastwebnet.it).

L’incontro intende fare il punto sullo stato della fauna selvatica in Italia, e in particolare nel Veneto e nelle Regioni del Nord Est, territorio alle prese con forti trasformazioni e pressioni, anche di carattere sociale. Il recente fatto di cronaca accaduto nei boschi del Trentino, che ha visto la tragica uccisione di un ragazzo da parte di uno dei numerosi orsi che popolano quelle vallate, ha posto ancor più sotto i riflettori la questione della difficile convivenza tra l’uomo, le sue attività sul territorio e la presenza dei grandi carnivori e altri animali: soprattutto orsi, lupi, ungulati e cinghiali, ma anche cormorani che gravi danni stanno provocando nelle valli da pesca del litorale veneto. Nel corso dell’incontro saranno evidenziati anche alcuni esempi positivi che vedono per protagonista proprio la fauna selvatica: su tutti, il ritorno su alcuni tratti delle coste veneziane – a partire da ValleVecchia di Caorle (Ve) – del fratino, un raro e fragile volatile per la salvaguardia del quale è in corso un importante progetto che vede tra i soggetti partner anche Veneto Agricoltura.

All’incontro di formazione di Arzerello interverranno: Jacopo Richard di Veneto Agricoltura: “Trasformazioni ambientali e impatti delle attività antropiche nel contesto planiziale veneto. Effetti sulla piccola fauna”; Michele Bottazzo di Veneto Agricoltura: “La fauna superiore, impatti con l’uomo e forme di gestione. Focus su ungulati e grandi carnivori”; coordina Renzo Michieletto (vicepresidente Argav e ufficio stampa di Veneto Agricoltura).

Terzo tempo. Successivamente all’incontro di formazione professionale, ci sarà la presentazione del libro “La prima goccia” da parte degli autori, Francesco Moglianesi e Musa Darboe, che racconta una storia di vita, quella proprio di Musa, giovane migrante in fuga dal Gambia verso le sponde d’Europa in cerca di un futuro migliore. Un’opera letteraria che diviene un ponte tra due mondi, apparentemente lontani e forse, invece, più vicini di quanto si possa credere: il villaggio africano di Manduar e la Fattoria Sociale Montepacini, in Italia, due esperienze di vita in cui lo spirito di comunità è forte e sostiene e accompagna i sogni di ragazzi in cerca di speranza. Come Musa. Sarà anche presentata la Comunità Locale Wigwam di Fermo, rappresentata da alcune delle sue componenti che offriranno un piccolo menù degustazione preparato dallo staff del Circolo di Campagna Wigwam di Arzerello insieme agli chef Aurelio Damiani e Edoardo Evandri della Fattoria sociale Montepacini a base di “Ceci e pasta” fatto con grano duro “Ovidio” e ceci, entrambi coltivati dalla Fattoria; “Formaggi e caci” dell’Azienda Agricola Fontegranne; “Bruschetta” con extravergine dell’Oleificio Sassetti; “Vini marchigiani” delle Aziende Vinicola Vittorini e Cantine Rio Maggio. Non è previsto un costo di partecipazione ma solo essere in regola con le quote associative ad Argav e/o Fnsi e all’Associazione Wigwam, con possibilità di rinnovo o nuova iscrizione da regolarizzare anche nell’occasione. L’accettazione di partecipanti sarà fino ad esaurimento dei posti disponibili. Info e prenotazioni: arzerello@wigwam.it WhatsApp +39 333 3938555

A Lobia (VI), un lavandeto dove passione e natura si incontrano

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(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Il Lavandeto della Lobia, (strada di Lobia 175, Vicenza) ha riaperto le porte per le visite dopo i due anni complicati che abbiamo vissuto tutti. Questa giovane realtà trova il suo spazio presso l’azienda agricola Orna di Pierluigi Ponzio. Valentina, la moglie, per passione ma anche per una visione innovativa attenta alla biodiversità, ha intrapreso un percorso non semplice attraverso una differenziazione delle coltivazioni attorno al centro dell’attività delll’azienda agricola, che si occupa di allevamento di bovini da latte.

Fattoria didattica. Un allevamento non intensivo, attento alla cura degli animali che si possono liberamente muovere e sono allevati in buona prevalenza con la fienagione dei campi aziendali. Attorno a questa realtà, Valentina con Pierluigi, stanno portando avanti l’attività parallela, ma anche complementare, di coltivazione della lavanda, come anche altre specie officinali, che offrono prodotti di qualità nella cosmesi naturale, olii essenziali ma anche per la dieta bovina. E‘ così diventata una fattoria didattica con spazi per eventi agresti, centri estivi per bambini, apicoltura. Dal 2008 si prendono cura di un ecosistema delicato e incastonato tra altre realtà intensive. Una scelta quotidiana non semplice, anche per pesare meno sul pianeta. Una realtà in crescita da sostenere e seguire con attenzione. Per ulteriori informazioni:  http://www.aziendaagricolaorna.itillavandetodellalobia@gmail.com

Biodiversità, in Pian Cansiglio (BL) la prima certificazione di prati e pascoli in Italia

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La tutela della biodiversità e il benessere animale rappresentano valori e impegni imprescindibili per garantire sostenibilità e risorse per le nuove generazioni. E’ in questo contesto che il CSQA, leader nella certificazione nel campo agroalimentare, ha rilasciato la prima attestazione in Italia riguardante i prodotti lattiero-caseari; attestazione attribuita al Centro Caseario e Agrituristico dell’Altopiano Tambre-Spert-Cansiglio (Bl) per prodotti derivanti da animali che vivono in prati e pascoli con alti livello di biodiversità.  L’iter certificativo, avvenuto secondo lo standard “Biodiversity Friend®” della World Biodiversity Association, ha verificato l’elevato livello di biodiversità di prati e pascoli del Pian del Cansiglio. L’importante comunicazione è avvenuta in occasione della Fiera e Festival delle Foreste, organizzata l’11-12 settembre scorso da Longarone Fiere, Regione del Veneto e Veneto Agricoltura, nella piana della foresta demaniale regionale del Cansiglio.

Questi alti livelli di biodiversità assicurano un ambiente sano e un’alimentazione ricca di essenze per il bestiame al pascolo con ricadute eccellenti  sui prodotti lattiero-caseari da questi derivati. Si ricorda che “Biodiversity Friend®” è uno strumento di valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti che permette di misurare l’eccellente valore ambientale del Cansiglio: nascono così latte fresco e ottimi formaggi, interamente provenienti da  un territorio che rappresenta un’eccellenza ambientale. “Siamo molto orgogliosi – dichiara Federico Caner, assessore Regionale all’Agricoltura – che sia stato riconosciuto e misurato attraverso un sistema di certificazione nazionale l’enorme valore ambientale di prati e pascoli del Pian Cansiglio. Un patrimonio ambientale veneto che assicura biodiversità del territorio, valore sociale e corretta gestione della fauna. Ci auguriamo che questo importante riconoscimento, che rappresenta una best practice dell’agricoltura veneta, possa aprire la strada ad altre realtà di questa come di altre aree montane del nostro territorio. Va inoltre ricordato che i prodotti veneti rappresentano una leva importante non solo dal punto di vista enogastronomico ma anche da quello turistico. Anche per questo tali eccellenze potranno fregiarsi del marchio “VENETO, THE LAND OF VENICE”  riservato ai prodotti tipici e di qualità della nostra regione”. Nicola Dell’Acqua, direttore di Veneto Agricoltura, ha sottolineato che “l’Agenzia regionale ha fortemente voluto e sostenuto questo progetto sui territori di proprietà della Regione Veneto per valorizzare una delle aree di maggior rilievo storico e naturalistico a livello regionale e nazionale. Siamo convinti che la sostenibilità sia volano anche per la crescita economica e sociale di un territorio”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Fino al 30 settembre 2021, a Rovereto (TN) la mostra itinerante “Binario 1 – biodiversità in transito”

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(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Fino al 30 settembre 2021, dal martedì alla domenica, sarà aperta presso il Museo della Città a Rovereto (TN) la mostra itinerante sulla flora ferroviaria nata da un progetto della Fondazione Museo Civico di Rovereto con il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige e l’Università di Innsbruck, grazie a un finanziamento EUREGIO.

Sono stati studiati gli effetti sulla biodiversità floristica presente nella tratta di linea ferroviaria del Brennero, nata tra il 1859 e il 1867, che ha collegato Verona con Innsbruck. Le piante si spostano e per farlo sfruttano sia gli animali che l’uomo. E’ il meccanismo di diffusione dei semi indicato con il termine zoocoro; al di là del tramite svolto dagli animali, l’uomo non è per niente da meno e i tratti ferroviari, in particolare, si sono dimostrati delle vere e proprie “autostrade di Biodiversità”.

Molte le possibili applicazioni di questo progetto, non solo nel campo della ricerca. “Lo studio ha infatti permesso di comprendere le dinamiche di diffusione di molte specie, anche in rapporto ai cambiamenti climatici in atto e alle ricadute in termini di modificazione della biodiversità autoctona sulla salute umana (allergie) e su aspetti gestionali (sfalci, diserbi), anche in conseguenza alla globalizzazione”.

Andare a Rovereto può essere l’occasione per scoprire la “città della Quercia” nella quale è possibile trovare due corposi tomi sulla “Flora del Trentino” o la “Flora illustrata del Monte Baldo”; il massiccio montuoso conosciuto come il “giardino d’Italia” grazie alla sua ricchezza floristica caratterizzata anche da molti endemismi (ovvero specie che esistono solo sul Monte Baldo). Può essere un modo per fare scoperte inusuali e magari anche trovare spunti per quell’ideale di umanità che Henry David Thoreau proponeva di realizzare simboleggiato da una figura d’uomo capace di misurarsi con la Natura, nato da essa e fedele alla sua logica.

20 maggio 2021, maratona web veneta per la Giornata nazionale della biodiversità agricola e alimentare, con speciale tributo alle api

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Regione e Veneto Agricoltura, in occasione della Giornata nazionale della Biodiversità agricola e alimentare, organizzano nella mattinata di giovedì 20 maggio (ore 8:00-14:00)BiodiversiThon 2021”, una maratona online non-stop per far conoscere le diverse specificità della biodiversità agraria: da quella animale, a quella vegetale e microbica.

Ma che cos’è la biodiversità agraria? In estrema sintesi, si potrebbe dire che la biodiversità di interesse agricolo e alimentare è un patrimonio immenso, sia in termini economici che storico-culturali, che necessita di essere salvaguardato e promosso, ma prima ancora conosciuto. Da qui l’idea di realizzare “BiodiversiThon 2021”, un evento unico nel suo genere: per tutta la mattinata sul profilo Facebook di Veneto Agricoltura è in programma un fitto susseguirsi di interviste ad esperti, focus, collegamenti in diretta, presentazione di video, interventi di agricoltori e allevatori custodi, ecc. dedicati ai temi della biodiversità agricola e alimentare del Veneto.

Allo scoccare di ogni ora, a partire dalle ore 8:00, sarà approfondito un argomento diverso: il via verrà dato da “Buongiorno Biodiversità”, uno spazio introduttivo per presentare la situazione italiana e regionale in fatto di sostegno alla conservazione, l’uso e lo sviluppo sostenibile delle risorse genetiche in agricoltura. A seguire (ore 9:00), è in scaletta il punto sul ruolo delle Istituzioni in rapporto alla biodiversità agraria, a partire dalla Legge nazionale che dal 2015 disciplina il comparto attraverso precise disposizioni di tutela, conservazione e valorizzazione; in questo spazio interverranno rappresentanti del mondo istituzionale (Ministero, Regione, Veneto Agricoltura, ecc.), scientifico e accademico (Università, CREA, Istituto Sperimentale Zooprofilattico delle Venezie, ecc.) e politico (è previsto anche l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner).

Alle ore 10:00 i riflettori si accenderanno sulla biodiversità vegetale, ovvero sulle varietà antiche di frutta, vitigni, orticole, cereali, ecc. del Veneto. Sono previsti collegamenti con i Centri di ricerca di Veneto Agricoltura, ancora con il CREA, alcuni Istituti agrari regionali. Alle ore 11:00 sarà l’ora della biodiversità animale con focus sulle specie zootecniche venete a rischio di estinzione o per le quali si sta lavorando per incrementare la mandria regionale: da quella bovina (Burlina, Rendena, Grigia) a quella ovicaprina (Alpagota, Lamon, Brogna), da quella suina a quella equina. Nell’occasione, con l’aiuto di esperti, si parlerà di un mondo zootecnico antico da proteggere e salvaguardare. Alle ore 12:00, entra in scena la biodiversità microbica, argomento quanto mai di attualità, coordinato dagli esperti di Veneto Agricoltura (Centro per la qualità agroalimentare di Thiene, VI); tra gli ospiti l’IZSV di Legnaro (Pd) e la sua direttrice Antonia Ricci. In questo spazio si parlerà anche dell’importanza della sorveglianza epidemiologica per i centri di conservazione e per gli allevatori custodi nonché di un interessante progetto Interreg sui fermenti che ha dato importanti risultati.

Alle ore 13:00, collegamento con l’agriturismo “La Cascina” di Mestre (Ve), dove prenderà il via il rush finale di “BiodiversiThon 2021” con una serie di focus sulle Comunità del Cibo e, più concretamente, sulla valorizzazione della biodiversità a tavola. Nell’occasione, l’agrichef Diego Scaramuzza (presidente nazionale Terranostra) presenterà alcuni piatti e materie prime del territorio, tradizionali e DOP/IGP, mentre il sommelier Gianpaolo Breda di AIS Veneto illustrerà le caratteristiche di sette vini prodotti da altrettanti vitigni autoctoni. In chiusura BiodiversiThon celebrerà anche la Giornata mondiale delle api, in calendario sempre il 20 Maggio. Con gli esperti Giustino Mezzalira e Paolo Fontana verranno descritte e possiamo dire decantate (con video e foto) le funzioni indispensabili di questo insetto per gli equilibri e la salvaguardia dell’ambiente e dei suoi ecosistemi, anche quello agrario.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Salvezza ghepardo in natura, a farlo da trent’anni è il Cheetah Conservation Fund, quartier generale in Namibia, nel Corno d’Africa, ma con sede anche in Italia

Nel corso del webinar Argav tenutosi lo scorso 17 luglio, abbiamo incontrato virtualmente Betty von Hoenning O’Carroll, presidente Cheetah Conservation Fund (CCF) Italia, organizzazione internazionale non-profit fondata nel 1990 con quartier generale in Namibia, leader globale di ricerca e conservazione dei ghepardi,

Salvezza del ghepardo in natura. A questo proposito, CCF ci ha informati che il Ministero per l’Ambiente e lo Sviluppo Rurale della Repubblica del Somaliland (MoERD) (Terra dei Somali), nel cui mandato c’è la promozione della pastorizia tramite lo sviluppo sostenibile che mira ad eradicare la povertà, incrementando le condizioni di vita, assicurando alle generazioni future un ambiente protetto e conservato, l’Amministrazione regionale Selel e le Forze di Polizia del Somaliland, con il supporto del Cheetah Conservation Fund e di Torrid Analytics, società con sede in Somaliland, specializzata in ricerche complesse, che agevola e sostiene la capacity-building in aree di criticità per il governo e per i partner non-profit in tutto il Corno d’Africa, hanno salvato otto cuccioli di ghepardo nel corso di tre distinte operazioni successive nelle regioni di Selel e Awdal (18-29 luglio). Sette cuccioli hanno un’età che varia dalle 2,5 settimane alle 10 settimane, mentre l’ottavo ha circa sei mesi. Le autorità ritengono che i sette cuccioli siano stati sottratti alle madri nel Corno d’Africa, nelle regioni occidentali confinanti con l’Etiopia nel mese di luglio. Il cucciolo più grande è stato trattenuto da un membro della comunità locale per diversi mesi, dopoche il trafficante di un’altra regione non è riuscito a trovare un acquirente. Tutti e otto dovevano essere smerciati nel traffico illegale di animali esotici. Il Dr. Muse Saed Jama formato in veterinaria dal CCF, ha prestato le prime cure ai cuccioli e li ha preparati ad effettuare il lungo viaggio di ritorno verso il Rifugio Sicuro del CCF e nell’ambulatorio veterinario di Hargeisa.“La nostra sincera gratitudine va ai membri della comunità delle regioni di Awdal e Selel, il cui aiuto prezioso ha permesso il successo delle missioni della settimana scorsa”, ha ricordato Abdinasir Hersi, direttore generale del MoERD. Con il recupero degli otto cuccioli dal Somaliland occidentale, il numero di ghepardi in cura presso il CCF di Hargeisa è salito a 41, una cifra record per questo progetto.

Specie in estinzione. “Dati i pochi esemplari che restano nel Corno d’Africa, la vita di ogni singolo cucciolo è importante”, ha detto la Dr. Laurie Marker, fondatrice e direttore esecutivo del CCF. “ Molte persone ci chiedono se, nonostante il COVID-19, i traffici illeciti continuino, e sappiamo che la risposta è affermativa. Ci siamo resi conto di come i coronavirus possono diffondersi, cioè anche tramite gli animali selvatici che attraversano i confini internazionali, cosicché dobbiamo fermare coloro che tolgono gli animali selvatici dal loro habitat naturale. Per la loro salute, certo, ma anche per la nostra”. Per gli interessati a ricevere maggiori informazioni o prestare aiuto, si può visitare il sito www.cheetah.org.

Fonte: Servizio stampa CCF Italia, Susan Yannetti, susan@cheetah.org +12027167756

Difesa biodiversità agraria, continua l’attività in Veneto della rete Bionet

Quando si parla di biodiversità, molti dimenticano che una certa “semplificazione” avvenuta dal secondo dopoguerra in poi, specie per i territori agrari non solo veneti, padani e italiani, legati anche ad una evoluzione dell’agricoltura in senso imprenditoriale, ha comportato la compromissione della complessità animale e vegetale storicamente presente sui  nostri territori.

Agricoltori e allevatori custodi della biodiversità. Bionet, rete creata dalla Regione Veneto, grazie al Programma di Sviluppo Rurale (PSR), ha proprio lo scopo di conservare la “biodiversità animale e vegetale”. Un interessante progetto che vede il coinvolgimento di Veneto Agricoltura, ma anche quello dei centri di conservazione presenti sul territorio veneto e numerosi agricoltori/allevatori definiti “custodi” della biodiversità. Nello specifico, l’Agenzia regionale è coinvolta in due importanti misure del PSR, Programma di Sviluppo Rurale: la prima (Misura 10.2.1) prevede la realizzazione di interventi di conservazione e uso sostenibile delle risorse genetiche in agricoltura; mentre la seconda (Misura 16.5.1) opera per la realizzazione di progetti collettivi a carattere ambientale funzionali alle priorità previste dal PSR stesso.

Conservazione delle risorse genetiche locali. Tra i diversi progetti in corso, merita senz’altro di essere segnalato uno di cui Veneto Agricoltura è coordinatore e che vede tra i soggetti partner sette Istituti Agrari Professionali (uno per provincia), di cui alcuni riconosciuti come centri di conservazione. Finalità primaria sono proprio le attività di conservazione delle risorse genetiche locali di interesse agrario e alimentare a rischio di estinzione o erosione genetica, nonché la loro registrazione negli appositi registri e la condivisione tra i partner di un regolamento che definisca le modalità di cessione delle risorse genetiche al fine di implementare il cosiddetto sistema di conservazione “dinamico”, previsto dalla Legge 184 del 2015. Di cosa si tratta? Questo sistema si basa sulla contemporanea conservazione delle risorse genetiche da parte di due tipologie distinte di strutture di conservazione. Le prime, che già esistono per molte delle risorse genetiche attualmente raccolte, sono rappresentate dai “Centri di Conservazione”; le seconde sono denominate “Agricoltori e Allevatori Custodi”, vale a dire gli attori chiamati a contribuire alla conservazione della risorsa genetica attraverso la coltivazione o l’allevamento in azienda, secondo le normali condizioni per permetterne l’adattamento al “terroir” inteso come l’insieme di fattori quali le tecniche di coltivazione, l’ambiente pedoclimatico, le conoscenze e la cultura di un territorio.

Il piano in corso. Oggi il sistema di conservazione attuato dal progetto BIONET prevede esclusivamente la conservazione delle specie animali e delle varietà di piante nei Centri di Conservazione. Entro il 2022, anno di conclusione del progetto, è previsto però il coinvolgimento completo anche degli “Agricoltori e Allevatori Custodi”. Nel frattempo, sono già stati chiariti importanti aspetti utili all’obiettivo del progetto quali: le implicazioni legate alla legislazione riguardante la commercializzazione delle sementi o la messa in atto del registro anagrafico relativa agli avicoli. Da parte loro, gli Istituti Agrari coinvolti hanno attuato una ricerca di accessioni orticole tipiche delle loro rispettive provincie e, appena possibile (l’iter è stato rallentato dalle restrizioni dovute al Covid19), inizieranno le prime coltivazioni utili alla caratterizzazione delle diverse varietà.

La formazione avverrà attraverso l’apprendimento dello standard di certificazione “Biodiversity Friend” che è uno dei più collaudati del settore presenti in Italia. Purtroppo, come accennato, a causa dell’emergenza per Covid19, anche l’attività di formazione prevista dal progetto ha subito un notevole rallentamento. Sono state però pianificate diverse “call conference” che prevedono il coinvolgimento dei rappresentanti dei gruppi di lavoro, dei soggetti partner, di esperti, ecc. proprio per consentire il confronto in questa importante fase del progetto.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura