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“Tempesta di Natale”: tutto bene nel comprensorio Alta Pianura Veneta

bonifica2Sta tornando entro i limiti della normalità, la situazione idraulica nel comprensorio del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta dopo le apprensioni, causate nelle scorse ore dagli eventi meteo della cosiddetta “tempesta di Natale”. L’attesa piena del fiume Bacchiglione è scorsa senza creare problemi, così come avvenuto nel resto del reticolo idrografico.

Pericolo scongiurato anche grazie all’utilizzo delle aree golenali. “L’evolversi delle condizioni è sempre stato tenuto monitorato e, nella giornata di ieri, alcune squadra consortili hanno provveduto ad ispezionare i corsi d’acqua nel territorio – precisa Antonio Nani, presidente dell’APV – Le acque si sono espanse solo in aree golenali ma, è opportuno ricordarlo, sono territori a ciò destinati. Possiamo proprio dire che questa volta tutto è filato liscio grazie agli interventi ed alla manutenzione realizzati, ma anche al registrarsi di fenomeni meteorologici non particolarmente violenti. Resta la preoccupazione per la molta neve caduta in montagna, il cui sciogliersi repentino in caso di improvvisi rialzi di temperatura, causerebbe evidenti problemi idraulici a valle”.

(Fonte: Alta Pianura Veneta)

Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, nel bilancio preventivo un articolato piano di interventi senza aumenti contributivi

bonifica2Ammonta a € 13.854.425,00 (di cui € 11.687.347,00 derivanti dalla contribuenza di circa 200.000 consorziati) il bilancio preventivo 2014 del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, approvato a maggioranza dall’Assemblea. Di tale cifra poco più di 9 milioni interesserà la salvaguardia idrogeologica, il restante servirà all’irrigazione.  L’anno prossimo è prevista la sistemazione idraulica di 3.353 chilometri di corsi d’acqua.

Tra le opere più significative in programma vanno altresì citate: gli interventi per la sistemazione del progno Mezzane nei comuni veronesi di Lavagno, Caldiero, Mezzane (€700.000,00) e del rio Rodegotto nei comuni di Montebello, Montorso, Zermeghedo in provincia di Vicenza (€ 200.000,00); il bacino di espansione a Trissino (€ 26.151.000,00); la trasformazione “a goccia” dell’impianto irriguo di Zugliano e Sarcedo (€ 2.078.000,00); il 6° lotto dell’impianto pluvirriguo nei comuni di Sarcedo e Montecchio Precalcino (€ 3.441.000,00); il collegamento fra gli impianti irrigui di Illasi e Lavagno (€ 1.300.000,00). A ciò vanno aggiunti oltre 4 milioni di euro, che saranno destinati a completare una serie di interventi per la tutela idraulica del territorio.

Nessun aumento per il contributente rispetto ai 4 anni precedenti. “Anche quest’anno – commenta Antonio Nani, presidente dell’ “Alta Pianura Veneta” – abbiamo messo in campo un articolato programma di interventi, riuscendo a non aumentare, per il quarto anno consecutivo, l’onere contributivo. Questo è il frutto della ricerca della massima efficienza, che vede quotidianamente impegnata l’intera struttura dell’ Alta Pianura Veneta”.

(Fonte: Consorzio Bonifica Alta Pianura Veneta)

Consorzi di bonifica: “Contratti di fiume” utili ad economia e ambiente

bonifica2“I Consorzi di bonifica, espressione di autogoverno del territorio, non possono che essere primi sostenitori dei Contratti di Fiume, innovativo strumento di gestione partecipata delle risorse idriche. L’esperienza francese dimostra che il coinvolgimento dei soggetti interessati incrementa di 6 volte il valore di ogni euro pubblico investito; un esempio a noi vicino: ogni euro investito in prevenzione idrogeologica ne fa risparmiare 3 in ristorno dei danni e ne sollecita almeno altrettanti in investimenti privati. Se consideriamo che lo Stato spende annualmente lo 0,7% del Prodotto Interno Lordo per porre rimedio alle disastrose conseguenze di eventi naturali, capiamo di che valore economico stiamo parlando.” Ad affermarlo è Massimo Gargano, presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (ANBI), a margine del convegno a ciò dedicato ed organizzato nei giorni scorsi a Venezia Mestre dall’Unione Veneta Bonifiche.

Contratto di Fiume, protocollo giuridico per la rigenerazione ambientale del bacino idrografico di un corso d’acqua da poco recepito in Italia. Il Contratto di Fiume viene definito in occasione del 2° Forum Mondiale sull’Acqua nel 2010 a L’Aja, ma solo in tempi recenti viene recepito in Italia, dove ne sono censiti 76, ma solo 7 sono pienamente operativi; le esperienze più avanzate si segnalano in Francia e Belgio. Gli obiettivi del Contratto di Fiume, nel quadro della programmazione di Distretto Idrografico, sono la riqualificazione dei sistemi ambientali, paesaggistici ed insediativi, presenti nelle aree fluviali; la salvaguardia del rischio idrogeologico; l’uso sostenibile delle risorse idriche; la riduzione dell’inquinamento idrico; la diffusione della cultura dell’acqua. Per la particolari caratteristiche del nostro territorio, in Italia i contratti di fiume vengono “declinati” anche contratti di foce e di falda come evidenziato da esperienze in essere soprattutto nel Veneto (“Delta Po” ed “Alta Pianura Vicentina”).

Contratti di Fiume, momenti partecipativi da inserire nei Piani di gestione delle acque. “I Contratti di Fiume – conclude Gargano – sono testimonianza dell’ altra Italia, quella della partecipazione, del lavoro, dell’innovazione nel fare e di cui i Consorzi di bonifica sono espressione concreta. E’ quella Italia, che chiede di destinare alla salvaguardia idrogeologica, nella prossima Legge di Stabilità, i 500 milioni chiesti dalla Commissione Ambiente del Senato come sostenuto da sempre più vasti ambienti, invece dei 30 milioni annunciati. I soli Consorzi di bonifica hanno già redatto 3.342 interventi immediatamente cantierabili per la riduzione del rischio idrogeologico e realizzabili nel quadro del Protocollo d’Intesa sottoscritto con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).” “I Contratti di Fiume, momenti partecipativi per la condivisione di problemi e proposte interessanti le acque pubbliche, devono, ai fini della loro efficacia, trovare collocazione nei piani di gestione delle acque”. Lo sottolinea Anna Maria Martuccelli, direttore generale dell’ANBI. “Occorre altresì – prosegue Martuccelli – individuare quali siano i provvedimenti vincolanti per tutti i soggetti partecipanti, in modo che gli impegni assunti possano determinare una positiva applicazione.” Con riferimento specifico ai contenuti di tali Contratti, che incidono su un bene pubblico quale l’acqua, già soggetto a vincoli di utilizzazione e tutela, Martuccelli sottolinea che dovrebbero essere inseriti nell’ambito delle “Misure supplementari” dei Piani di Gestione delle Acque (la competenza è delle Autorità di Distretto Idrografico), che tengono conto delle situazioni in atto e delle possibilità di variazione o adeguamento, definendone i contenuti e quindi l’efficacia.

(Fonte: ANBI)

Fitodepurazione italiana esempio nel mondo

bonifica2Novanta tra i più importanti studiosi in materia di ecologia e di aree umide, provenienti da 20 Paesi europei, oltre che da Stati Uniti e Giappone, si sono riuniti nei giorni scorsi, presso l’impianto idrovoro Cà Bianca di Chioggia, nel veneziano, in occasione dell’appuntamento annuale realizzato dalla Sezione Europea della Society of Wetland Scientists (SWS), organizzazione “no profit”, fondata nel 1980 per promuovere la conoscenza degli ambienti umidi.

In Italia esistono oltre 1000 impianti di fitodepurazione a flusso “sottosuperficiale” (prevalentemente utilizzati per il trattamento delle acque reflue domestiche) e svariate decine di zone umide a flusso superficiale (perlopiù gestite da Consorzi di bonifica; la più recente, a Vecchiano, è stata inaugurata a servizio del lago di Massaciuccoli, in Toscana), comprendenti anche i più moderni “sistemi flottanti” per la depurazione di acque di drenaggio agricolo e per il finissaggio di impianti di depurazione convenzionali (il cosiddetto “affinamento” indispensabile per l’utilizzo in agricoltura delle acque reflue, come sollecitato dalle normative). Oltre che per le prestazioni depurative, questi sistemi sono apprezzati per la multifunzionalità: sono ricchi di flora e fauna selvatica, bene inseriti nel contesto paesaggistico, possono acquisire valenza paesaggistica scegliendo specie vegetali adeguate, producono ragguardevoli quantità di biomassa da utilizzare per la produzione energetica.

Dal mondo per studiare le aree umide italiane. “L’incontro di Chioggia è un riconoscimento internazionale all’impegno dei Consorzi di bonifica per la qualità delle acque nell’ambito del virtuoso rapporto con il mondo agricolo: l’acqua è indispensabile al territorio e l’irrigazione, gestita dagli enti consortili, è elemento determinante nel rimpinguare le falde anche con tecniche innovative come le aree di infiltrazione e i pozzi bevitori. Senza risorsa idrica non può esserci sviluppo soprattutto per quella agricoltura, che segna dati positivi nell’export e nell’occupazione soprattutto giovanile.” Questo il commento di Massimo Gargano, presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), che sottolinea anche come la qualità delle acque sia uno degli obbiettivi prioritari indicati dalla Commissione Europea che, dopo circa due anni di lavoro ed una consultazione, cui anche l’ANBI ha partecipato, ha pubblicato la comunicazione relativa a “Blueprint”, cioè un “Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee”.

Il Piano, al fine di raggiungere un “buono stato delle acque” entro il 2015, come stabilito dalla Direttiva Quadro sull’Acqua, si propone un approccio strategico basato su tre pilastri: migliorare l’attuazione della politica idrica dell’Unione Europea; integrare maggiormente gli obiettivi di politica idrica in settori strategici (l’agricoltura, la pesca, le energie rinnovabili, i trasporti) con i Fondi di coesione e strutturali; colmare le attuali lacune, in particolare in merito agli strumenti necessari per incrementare l’efficienza idrica. Il Piano non indica una soluzione universale, ma propone una serie di strumenti, con cui gli Stati membri possono migliorare la gestione idrica soprattutto attraverso i Piani di Gestione di Bacino. “Blueprint”, nel sottolineare la necessità di promuovere le tecnologie di irrigazione e le pratiche, che consentono un uso efficiente dell’acqua, fa sovente riferimento al “Partenariato Europeo per l’Innovazione relativa all’acqua (P.E.I.)”.

Innovazioni nel settore acque da accelerare. “Tale partenariato tra Commissione UE/Stati membri/stakeholder/istituti di ricerca – sottolinea il direttore generale A.N.B.I., Anna Maria Martuccelli – dovrà affrontare le carenze del sistema europeo di ricerca in modo da accelerare le innovazioni nel settore acque (agricoltura – industria – ambiente) per raggiungere un uso sostenibile ed efficiente delle risorse idriche.” Tali innovazioni dovranno essere disseminate in Europa, rappresentando input per le “raccomandazioni” di politica comunitaria, relative alle acque, nonché per l’utilizzo di fondi strutturali, destinati allo sviluppo di soluzioni innovative nel settore acque.  “Ne deriva – conclude Martuccelli – che i risultati e gli orientamenti, che emergeranno nei progetti avviati dalla task force del P.E.I. (esperti d’acqua in vari settori) influenzeranno profondamente la politica comunitaria sulle risorse idriche negli anni a venire.”

(Fonte: ANBI)

Fao ed Irak chiedono Irriframe, il sistema per il risparmio idrico nell’irrigazione brevettato dai Consorzi di bonifica italiani

SEP 2013 convegno Anbi“La Fao e l’Irak ci hanno chiesto ufficialmente di poter esportare l’esperienza del sistema intelligente Irriframe per il risparmio idrico nell’irrigazione.” Lo annuncia Massimo Gargano, presidente ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), intervenendo al convegno “Consorzi di bonifica: innovazioni e tecnologie a servizio del territorio”, organizzato a Padova in occasione di “SEP-Green R.evolution Exhibition” in corso di svolgimento fino a venerdì 22 marzo prossimo.

Cos’è Irriframe. “Non solo – prosegue Gargano – abbiamo segnali di interesse pure dalla Cina, dove già operano un migliaio di realtà costruite anche sul modello consorziale italiano. E’ l’esempio di un’eccellenza studiata nel mondo, testimonianza della ricerca applicata, svolta nei Consorzi di bonifica.” Irriframe è un sistema, voluto dall’ANBI, realizzato dal Consorzio C.E.R. (Canale Emiliano Romagnolo) e da quest’anno attivabile in tutta Italia; attraverso la combinazione di più parametri (tipologia di coltura, previsioni meteo, umidità del terreno, disponibilità idriche, ecc.) permette l’invio all’agricoltore, via computer o sms, del miglior consiglio per l’irrigazione (quanto e quando), permettendo un risparmio fino al 25% del fabbisogno idrico.

In futuro, disponibilità di acqua dolce soddisferà il 40% delle necessità. “E’ un’innovazione non solo di alto valore economico ed ambientale, ma anche etico – prosegue Gargano – se consideriamo che molti osservatori prevedono che, a metà del corrente millennio, la disponibilità d’acqua dolce non potrà soddisfare il 40% delle necessità.” L’appuntamento fieristico in corso di svolgimento a Padova e che vede il coinvolgimento di A.N.B.I. ed Unione Veneta Bonifiche è il primo tassello di un più ampio progetto, che vedrà i padiglioni dell’ente fieristico patavino sede di “Aquater – Salva(e)guardiamo il territorio”, primo “contenitore” espositivo e convegnistico italiano, dedicato alla tutela idrogeologica del suolo.

(Fonte: ANBI)

Antonio Nani, nuovo presidente, a costo zero, di “Energie Venete”

Antonio NaniAntonio Nani, 69 anni, presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, assume anche la carica di presidente e amministratore delegato di “Energie Venete s.r.l.” in sostituzione del compianto Francesco Lazzaretti; lo ha deciso l’assemblea dell’ente consorziale, che detiene l’intero capitale della società, con sede legale a Vicenza, nata per gestire e sviluppare la produzione idroelettrica lungo la rete di corsi d’acqua consortili. Attualmente sono 7 le centraline in esercizio.

Costo zero. Gli utili da tale attività migliorano la gestione economica del Consorzio di bonifica, che da quattro anni non aumenta il contributo a carico degli utenti; assommando le cariche ed in linea con questo obbiettivo, Nani non riceverà alcun emolumento per il nuovo incarico.

(Fonte: Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta)

Sicurezza idrogeologica ed irrigazione nel vicentino: un “cantiere” lungo un anno

Antonio Nani“Se i recenti, violenti eventi meteorologici non hanno visto il ripetersi di pesanti conseguenze sulla città di Vicenza è anche per la funzionalità dei bacini di espansione a Carpanella e Creazzo”. A ricordarlo è Antonio Nani, Presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, che, nel presentare il piano programma lavori 2013 nel vicentino, ricorda la necessità di ampliare il bacino di Montebello Vicentino per garantire sicurezza idraulica alle aree di Monteforte d’Alpone e San Bonifacio.

No aumenti dei contributi. Per quanto riguarda il bilancio preventivo consorziale 2013, pareggia a € 11.687.347,00 riuscendo, grazie ad un’oculata gestione e ad alcune economie di scala, ad incrementare, anche nelle aree operative di Sossano e Thiene, gli interventi di manutenzione idraulica (€ 886.000,00) senza aumentare le aliquote contributive a carico dei consorziati; a ciò vanno aggiunti 750.000 euro destinati a lavori di sfalcio affidati a ditte esterne.

Azioni in serbo per il 2013… In merito a programmi e progetti per l’anno a venire, vanno segnalati, accanto all’avvio della realizzazione dei grandi bacini di Trissino e Tezze di Arzignano (€ 26.151.346,00), i lavori per la trasformazione dell’impianto irriguo consorziale nei comuni di Sarcedo e Montecchio Precalcino da “scorrimento” a “tubato” (€ 3.441.965,65). Sono inoltre da citare: la prosecuzione della sistemazione idraulica ed ambientale dello scolo Ferrara in comune di Arcugnano (€ 1.000.000,00); la realizzazione delle opere per utilizzare l’acqua del canale L.E.B. anche a servizio del bacino irriguo Ottoville (€ 725.000,00); la sistemazione idraulica del torrente Onte in comune di Sovizzo (€ 650.000,00) e del torrente Mezzarolo, che interessa sia Sovizzo che Montecchio Maggiore (€ 650.000,00), nonché quella dello scolo Ronego nei comuni di Noventa Vicentina e Pojana Maggiore (€ 650.000,00).

…e quelle già condotte. Infine, tra le realizzazioni effettuate dal Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta nel 2012, vanno ricordate: la riqualificazione del fiume Retrone in comune di Creazzo (€ 1.000.000,00); il miglioramento della sicurezza idraulica nel comune di Brendola (interventi finalizzati sugli alvei della Roggia Degora e del Fiumicello Brendola per complessivi € 3.000.000,00) e nel comune di Nanto (€ 1.649.503,60); il ripristino dei rivestimenti spondali in alcuni tratti del canale Mordini nei comuni di Sarcedo e Zugliano (€ 500.000,00). Importanti sono anche alcuni interventi in campo irriguo: la realizzazione delle opere di adduzione dal canale L.E.B. per l’irrigazione del bacino Ronego (€ 3.200.000,00); la trasformazione dell’irrigazione da “scorrimento” ad “aspersione” in località Mirabella di Breganze (€ 2.904.286,45), così come, a servizio delle colture specializzate, nei comuni di Zugliano e Sarcedo (€ 2.078.734,45).

(Fonte: Consorzio Bonifica Alta Pianura Veneta)

Consorzi di bonifica e Associazioni Consumatori: nasce un asse a servizio del territorio

Entro l’anno nascerà un interessante ed innovativo rapporto di collaborazione fra Consorzi di bonifica ed organizzazioni dei consumatori del Veneto. E’ questo l’importante obbiettivo raggiunto dal confronto promosso dall’Unione Veneta Bonifiche con il mondo consumeristico regionale, rappresentato nell’occasione dalle associazioni ADICONSUM, Lega Consumatori A.C.L.I., CODACONS, Unione Nazionale Consumatori, Federconsumatori.

Le azioni che saranno intraprese. Le organizzazioni dei consumatori, consce della fondamentale importanza di questioni quali la difesa idrogeologica del territorio o la gestione delle acque, collaboreranno, attraverso apposite convenzioni, nel diffondere la conoscenza sull’operato dei consorzi di bonifica; le stesse organizzazioni si sono anche candidate ad essere parte attiva nella soluzione, in via bonaria, di eventuali controversie fra utenti e consorzi. Il secondo obbiettivo, cui si punterà entro fine anno, è la stesura di una Carta dei Servizi, con cui, nell’interesse dei contribuenti, saranno certificati gli standard qualitativi, che i Consorzi di bonifica si impegnano a rispettare.

Il ruolo dei Consorzi di bonifica: difesa idrogeologica, gestione scolo acque meteoriche, irrigazione. L’incontro, svoltosi a Venezia, è stato organizzato in concomitanza con l’arrivo dei bollettini per il pagamento del contributo di Bonifica a circa 1.300.000 veneti, che complessivamente verseranno 110 milioni di euro: 80 destinati ad interventi per la difesa idrogeologica ed alla gestione dello scolo delle acque meteoriche, 30 per l’irrigazione.  Giuseppe Romano, Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche: “La trasparenza verso i contribuenti è una delle nostre priorità. Nella nostra regione, i Consorzi di bonifica sono un esempio di efficienza gestionale: il 70% dei 1300 dipendenti consortili opera sul territorio per gestire e provvedere alla manutenzione di circa 18.000 chilometri di canali ed oltre 8.000 chilometri di rete irrigua“.  Andrea Crestani, Direttore U.V.B.: “Siamo sicuri che la collaborazione con le associazioni dei consumatori servirà a gettare le basi per una maggiore vicinanza attiva dei cittadini nell’interesse generale del territorio”.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta sperimenta lo stoccaggio sotterraneo dell’acqua

“Il rapporto fra investimento e risultato raggiunto è assolutamente favorevole, tanto che è nostra intenzione estendere l’esperienza ad altre aree idonee sia nel vicentino che nel veronese”. Lo ha affermato il Presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Antonio Nani, presentando l’innovativa esperienza del “campo pozzi”, primo in Italia, realizzato in località Madonnetta di Sarcedo, in provincia di Vicenza.

Le azioni intraprese. L’ente consortile, fin dal 2009 in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Vicenza, aveva avviato alcune esperienze finalizzate al rimpinguamento artificiale della falda acquifera, realizzando 5 pozzi di infiltrazione: 3 in comune di Cornedo Vicentino, 1 a Montecchio Precalcino ed un altro a Sarcedo. Visti i positivi risultati delle prime esperienze, a luglio di quest’anno, l’APV, sempre con importante finanziamento della Provincia di Vicenza, ha realizzato un vero e proprio “campo pozzi”, costituito da 4 infrastrutture di infiltrazione in un’area verde pubblica (concessa gratuitamente dall’Amministrazione Comunale di Sarcedo) alimentati, nel periodo non irriguo (indicativamente ottobre – marzo), dalla roggia Verlata derivata dal canale irriguo principale Mordini.

Le caratteristiche dei pozzi. Questi 4 pozzi hanno le stesse caratteristiche di quelli già realizzati nel 2009: ciascuno è costituito da 8 anelli in calcestruzzo, a parete laterale forata, di 50 centimetri di altezza e di diametro interno pari a 200 centimetri cadauno, posati l’uno sopra l’altro per una altezza complessiva di circa 4 metri.  I pozzi sono completamente interrati ed il fondo aperto posa su un materasso di pietrisco dello spessore di circa 1 metro. Lo scavo pertanto ha una profondità di circa 6 metri. Lateralmente lo scavo è stato riempito ancora con pietrisco e ghiaione per favorire il drenaggio dell’acqua immessa nei pozzi. Il raggiungimento del piano di campagna è stato fatto con riporto di terreno vegetale. I pozzi sono alimentati da un’opera di presa sulla roggia Verlata, corredata da una griglia di protezione e da una paratoia in ferro per la regolazione della quantità d’acqua immessa; un sistema di tubazioni distribuisce la portata idrica.  L’acqua, immessa in ciascun pozzo, filtra principalmente attraverso il materasso di pietrisco, su cui posa il fondo, andando ad alimentare, per le caratteristiche geologiche del terreno, la falda acquifera, che si trova ad una profondità di circa 30 metri. Si stima che ciascun pozzo sia in grado di immettere in falda fra i 150 ed i 200 litri al secondo, cioè circa 10 milioni di metri cubi all’anno. Il costo complessivo della realizzazione è pari a euro 52.803,18 (euro 38.343,68 per opere ed euro 14.459,50 per indagini geologiche e monitoraggio della falda).

Controllo sull’efficacia dei pozzi. Nell’area sono stati anche installati idonei strumenti di misura per determinare l’effettiva efficacia dei pozzi di infiltrazione nei prossimi anni di sperimentazione; dal 2009 ad oggi, i pozzi di infiltrazione (già attivi nei comuni di Cornedo Vicentino, Sarcedo e Montecchio Precalcino) hanno artificialmente ceduto al sottosuolo un volume idrico superiore a 3.500.000 metri cubi.  L’importanza della novità presentata è che rappresenta una possibilità di concreta risposta alla necessità di incrementare le riserve idriche, superando le molte difficoltà, che ostano alla creazione di aree di ricarica superficiali.

(Fonte: Unione Veneta Bonfiche)

Irrigazioni, per il risparmio idrico i Consorzi di bonifica presentano “IRRIFRAME”

In 10 mesi (da ottobre a fine luglio scorso) sul Veneto, si è segnalato un deficit di precipitazioni pari al 24%, accompagnato da un notevole incremento delle temperature; conseguentemente la necessità irrigua per le colture è salita di quasi il 30%, cui è corrisposta la minore portata presente nei corsi d’acqua.

Presentazione del progetto per la stampa venerdì 10 agosto ore 11 a Mestre (VE). L’Unione Veneta Bonifiche ha così deciso di rafforzare l’impegno dei Consorzi di bonifica per l’ottimizzazione d’uso della risorsa idrica, aderendo al “sistema informatico di consiglio irriguo” IRRIFRAME. Il sistema permette una razionalizzazione delle irrigazioni, con consistente risparmio idrico e minori costi di produzione, semplicemente attraverso dati forniti via computer e cellulare. “IRRIFRAME”,  frutto della ricerca dei consorzi di bonifica italiani, sarà presentato nel corso di una conferenza stampa che si terrà venerdì 10 agosto p.v. alle ore 11.00 nella sede del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive a Venezia Mestre (in via Rovereto 12, zona Chirignago).

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)