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Siccità, i Consorzi di bonifica chiedono risorse nel PSR per l’irrigazione. Manzato: “Necessario cambiare sistema”.

Pur in presenza di acqua, grazie all’oculata gestione delle risorse idriche, determinata anche dalle ordinanze regionali, si registra, nel Veneto ma non solo, una siccità che sta provocando gravi danni all’agricoltura: le colture soffrono nonostante la piena attivazione delle reti irrigue (18.900 chilometri di canali) a servizio di circa 600.000 ettari nella nostra regione.

E’ il primo, concreto esempio di “tropicalizzazione” del clima: tra giugno e luglio, infatti, le piante si trovano in uno stadio fisiologico determinante per il raccolto; se le temperature, come quest’anno, sono molto alte (ben al di sopra delle medie stagionali), le piante aspirano acqua solo per sopravvivere. Molta acqua viene “spesa” per compensare l’elevata traspirazione ed altrettanta per far fronte alla fisiologia della riproduzione: il risultato è il collasso della pianta. “Questa situazione nuova per il nostro territorio – commenta Giuseppe Romano, Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche – obbliga a pensare a nuove infrastrutture irrigue nella bassa pianura. C’è innanzitutto bisogno di proseguire il programma di riconversione delle attuali strutture irrigue da “scorrimento” a “pluvirriguo”, riducendo il fabbisogno idrico. Questo è in parte possibile grazie alle risorse ministeriali derivanti dal Piano Irriguo Nazionale, grazie al quale sono ora in fase di avvio ben 22 progetti, per un valore di circa 76 milioni di euro, precedentemente ritardati dall’indisponibilità delle banche ad accendere i necessari mutui.

Il paradosso: l’acqua c’è ma le piante soffrono. “Migliorare l’irrigazione, significa anche provvedere alla formazione di buona parte del prodotto agroalimentare veneto –  aggiunge Andrea Crestani, Direttore U.V.B. – I consorzi di bonifica hanno indicato, in oltre 200 progetti per un valore totale di 1 miliardo e 700 milioni di euro, le necessità di interventi sul sistema irriguo, ma che non possono dipendere esclusivamente dalle risorse rese disponibili dal Piano Irriguo Nazionale. Per questo, chiediamo con forza ulteriori risorse all’interno del Piano di Sviluppo Regionale (P.S.R.) per mettere a disposizione, delle imprese agricole, un sistema irriguo, capace di ottimizzare gli utilizzi e garantire la piena disponibilità d’acqua. Investire nelle reti irrigue significa evitare futuri danni al settore primario, come stanno a testimoniare gli ormai conclamati cambiamenti climatici”.

Siccità in Polesine, chiesto un incontro con il ministro Catania. A questo riguardo, Franco Manzato, assessore regionale all’Agricoltura, in visita ieri ad alcune aziende del primario tra Adria e Taglio di Po per rendersi conto direttamente della situazione nel Basso Polesine, arso dalla siccità, ha affermato: “Non possiamo affrontare una situazione di questo genere con mentalità e strumenti tradizionali e contingenti, prima di tutto perchè per avversità di tal genere e su colture come queste si è risarciti solo se si è provveduto ad assicurarsi. Ma soprattutto dobbiamo ragionare e operare in prospettiva, riprogettando il sistema irriguo, qui e in tutta Italia, per razionalizzare la risorsa idrica e garantire la massima estensione dell’irrigazione in tutte le situazioni. Ne va non solo dell’agricoltura veneta, ma di quella nazionale. Discutiamo da subito – ha insistito l’assessore – un progetto nuovo per dare un futuro certo ai nostri imprenditori agricoli e sicurezze al territorio, che è la risorsa più preziosa che abbiamo. In ogni caso, di questa situazione eccezionale, che comunque merita una risposta eccezionale, parleremo a breve con il ministro Mario Catania, al quale Veneto, Emilia Romagna e Lombardia hanno chiesto un incontro specifico”.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche/Regione Veneto)

Consorzi di bonifica e Sindaci: a confronto il “front office” dei cittadini

La nuova legge della Regione Veneto sulla Bonifica, riconoscendo formalmente le funzioni strategiche dei Consorzi (non solo gestione delle acque irrigue, ma anche difesa del suolo, tutela delle risorse e degli equilibri ambientali, conservazione e valorizzazione del paesaggio, supporto di protezione civile), prevede la presenza di 3 sindaci (eletti fra i pprimi cittadini del comprensorio consortile) nell’Assemblea dell’ente ( 1 in Consiglio di Amministrazione), sancendo l’importanza fondamentale della condivisione delle scelte fra tutti i soggetti, operanti sul territorio.

Allagamenti e alluvioni i fattori di rischio più temuti dai cittadini. Per questo, nell’ambito della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione 2012 l’Unione Veneta Bonifiche (U.V.B.) ha promosso a Venezia, come evento conclusivo, un confronto con tutti i sindaci, eletti negli organi amministrativi consorziali. Il Presidente U.V.B., Giuseppe Romano, ha evidenziato come i recenti sondaggi dimostrino che il rischio di allagamenti o peggio di alluvioni sia uno dei fattori di rischio, maggiormente temuti dai cittadini. Viviamo in una regione idraulicamente fragile e per questo è necessario ripensare la gestione del territorio: grandi aree urbanizzate, se non addirittura città, sono state realizzate su quei 70.000 ettari sotto il livello dl mare, la cui sicurezza dalle acque è affidata alla costante azione delle circa 400 idrovore, gestite dai 10 Consorzi di bonifica veneti.

In piena sintonia, i Sindaci, presenti all’incontro, hanno sottolineato la necessità di una diffusa conoscenza dell’operare dei Consorzi di bonifica, elemento indispensabile per garantire la sicurezza dalle acque, condizione imprescindibile allo sviluppo economico e sociale di gran parte del territorio veneto. Renato Mario Marcon, Sindaco di Piazzola sul Brenta (PD): “I Piani delle Acque, redatti dai consorzi di bonifica, si stanno rivelando un ottimo ausilio nella programmazione urbanistica”. Al proposito, Giancarlo Piva, Sindaco di Este (PD) e Paolo Anastasia, primo cittadino di Fossalta di Portogruaro (VE), hanno sottolineato la necessità di estendere i Piani delle Acque a tutti i Comuni del Veneto al fine di creare efficaci sinergie per la risoluzione delle criticità idrauliche. Michele Celeghin, Sindaco di di Noale (VE), ha ribadito la necessità di coordinarsi con i Comuni contermini per la risoluzione delle criticità idrauliche, sensibilizzando anche i cittadini. In piena sintonia anche il Sindaco di Montorso (VI), Diego Zaffari: “I Consorzi di bonifica hanno il dovere di informare sugli investimenti in essere e sull’efficienza del loro operare: dalle semplici manutenzioni alle grandi opere, tutte ugualmente importanti per il territorio. In questo sforzo ci avranno al loro fianco”. L’auspicio è che una maggiore collaborazione tra Consorzi e Comuni, sancita anche dal recente Protocollo d’Intesa tra U.V.B. ed A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Veneto, permetta l’individuazione di una pianificazione urbanistica in sintonia con la “cultura del territorio”, facilitando al contempo un rapido reperimento delle risorse economiche necessarie alla realizzazione di utili azioni congiunte.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Quando e quanto irrigare le colture? Lo dice il portale Irriframe!

L’ incremento delle temperature e la diminuzione delle piogge utili stanno determinando un aumento delle necessità irrigue delle colture. L’irrigazione è quindi ormai diventata una pratica imprescindibile per l’ottenimento di produzioni economicamente sostenibili e di elevata qualità. L’acqua distribuita alle aziende agricole dai Consorzi di Bonifica sta quindi diventando una risorsa sempre più pregiata ed insostituibile, da impiegare in maniera ancora più efficiente rispetto al passato.

Con il servizio Irriframe, l’ANBI ed i Consorzi di Bonifica forniscono assieme all’acqua tutte le informazioni per un suo uso oculato ed efficiente, con l’obiettivo di giungere a consistenti risparmi d’acqua mantenendo elevata, od addirittura migliorando, la produttività delle colture. Il portale offre servizi funzionali ad indicare agli agricoltori tramite i Consorzi di bonifica il preciso momento di intervento irriguo ed il volume di adacquata, basandosi su dati del bilancio idrico suolo/pianta/atmosfera e sulla convenienza economica dell’intervento irriguo.

Ad Irriframe ci si può iscrivere on line gratuitamente. Dando poche semplici info sul proprio terreno, la posizione geografica e le colture, si ricevono via mail i suggerimenti sull’acqua da dare alle piante. SI risparmia anche fino al 50-60%. Iscrivetevi!

(Fonte: Consorzio Veronese di Bonifica)

Riforma dei Consorzi di bonifica, tutti i risultati oggi a Palazzo Balbi. Tra gli argomenti affrontati, anche quello dei contributi.

Oggi a Venezia, alle ore 13.00 in sala Pedenin a Palazzo Balbi, sede della Giunta Regionale Veneto (Dorsoduro 3901) si terrà l’incontro promosso da Unione Veneta Bonifiche per un confronto sui risultati ottenuti con la riforma dei Consorzi e sui temi legati al contributo di bonifica. All’incontro, a cui è invitata la stampa,  interverranno: Maurizio Conte, assessore regionale all’Ambiente e Territorio, Clodovaldo Ruffato, presidente Consiglio Regionale Veneto, Davide Bendinelli, presidente Commissione Agricoltura Regione Veneto, Nicola Finco, presidente Commissione Difesa Suolo Regione Veneto, i capigruppo del Consiglio Regionale Veneto.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

 

 

 

Scorzè (VE), sicurezza idraulica al primo posto con il Piano delle Acque

Sono 16 i punti critici individuati sull’intero territorio di Scorzè (VE) dal Piano comunale delle acque redatto dal Consorzio di bonifica Acque Risorgive e recentemente adottato dal Consiglio comunale. In questi giorni i cittadini possono prendere visione della documentazione presso il municipio per presentare le proprie osservazioni, segnalando, come è avvenuto nel corso della presentazione alla cittadinanza martedì 14 febbraio, altre criticità che verranno poi valutate in sede di revisione del piano, prima dell’approvazione definitiva.

Alcuni interventi già realizzati. “Il Piano delle acque – spiega il direttore del consorzio Acque Risorgive, ing. Carlo Bendoricchio –  oltre  a fotografare la situazione esistente, individua anche le opere da realizzare per risolvere le criticità. Con questo strumento sarà più facile intervenire poiché ora si conosce in maniera precisa quali sono i soggetti competenti dei vari corsi d’acqua e fossati che scorrono sul territorio comunale di Scorzè”. Il Consorzio di bonifica ha già realizzato una serie di interventi che hanno interessato gli affluenti del fiume Dese, dando soluzione ad alcune criticità storiche. “Altri interventi – rivela l’ing. Bendoricchio – sono programmati lungo lo scolo della Peseggiana, tra Peseggia e Gardigiano. Il piano evidenzia anche altre criticità, in particolare nella zona di Cappella e nella zona dello scolo Pamio. Quest’ultima troverà soluzione grazie alle opere che il Comune sta realizzando”.

Linee guida. Il piano comunale delle acque fissa anche le linee guida alle quali dovranno in seguito attenersi tutti gli interventi di trasformazione urbanistica previsti nella pianificazione comunale. “In futuro chi urbanizzerà il territorio di Scorzè – spiega il sindaco Giovanni Battista Mestriner – dovrà farlo sapendo che la sicurezza idraulica del territorio viene prima di ogni altra esigenza”.

(Fonte: Consorzio bonifica Acque Risorgive)

Vertice bonifica Polesine, i tagli della Regione Veneto mettono in pericolo il territorio

Si contraggono i capitoli dedicati alla bonifica e si azzerano quelli per gli interventi sulla subsidenza in Polesine. Il quadro della proposta di bilancio in discussione in Regione Veneto, se confermata, avrà ripercussioni pesantissime sull’equilibrio idrogeologico e la sicurezza idraulica della provincia di Rovigo. Per questo Coldiretti Rovigo, con le altre associazioni agricole, ha organizzato un vertice con i consorzi di bonifica, la Provincia di Rovigo e tutti gli amministratori polesani che siedono in Regione, per lanciare l’allarme e trovare una linea d’azione comune.

Maggiori costi bonifica, ingiusto farli pesare sui polesani. I termini del problema li ha sintetizzati il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo: «Il nostro territorio si trova praticamente tutto sotto il medio mare – ha detto – e con le estrazioni metanifere degli anni Cinquanta si è innescato un meccanismo di abbassamento continuo (secondo gli ultimi studi, di 40-50 centimetri dal 1983). Per mantenere il territorio in sicurezza i consorzi devono pompare continuamente acqua per mantenere il livello delle falde stabile, con conseguenti enormi costi energetici. Proprio per far fronte ai danni provocati dalle estrazioni metanifere, a suo tempo lo Stato ha riconosciuto proprio al Polesine (con Ferrara e Ravenna) dei fondi specifici per fronteggiare i maggiori costi dei consorzi polesani. Ecco perché questi costi non possono oggi dipendere dalle difficoltà del bilancio regionale ed essere addossati ai polesani, sotto forma di un aumento dei contributi consortili».

Una settimana senza idrovore e il Polesine va sott’acqua. Dai rappresentanti dei due consorzi Delta Po e Adige Po sono bastati alcuni dati: «Solo per l’energia elettrica del pompaggio spendiamo due milioni di euro l’anno (40 euro per ettaro) – ha ricordato il presidente dell’Adige Po Giuliano Ganzerla – Le manutenzioni straordinarie sono a zero da due anni. Siamo in una situazione di precarietà idraulica». Sono un’ottantina le idrovore che lavorano giorno e notte per mantenere il Polesine all’asciutto. Se la Regione continuerà a tagliare risorse (in previsione ci sono 2,5 milioni di euro per gli impianti di sollevamento, di cui a Rovigo arriverà il 35 per cento) si profila la necessità per i due consorzi territoriali di chiedere ai contribuenti un surplus di contributi del 20 per cento. Eppure le 40 idrovore bassopolesane l’anno scorso hanno ricacciato nel Po e nell’Adige 400 milioni di metri cubi d’acqua; a Cavanella Po esiste l’istallazione di pompaggio più potente del Veneto, che ha una portata di 50 mila litri d’acqua al secondo: «Una settimana senza idrovore – ha spiegato il direttore del Delta Po, Giancarlo Mantovani – ed il territorio va sott’acqua. Se, poi, piove, basterebbe qualche ora».

I consiglieri polesani in Regione hanno condiviso le preoccupazioni del mondo agricolo. «Io presenterò un apposito emendamento – ha annunciato Graziano Azzalin, presidente della commissione Agricoltura – ma dovrà essere sottoscritto da tutti, al di là di maggioranza e opposizione. Se è vero come è vero che il nostro territorio è una specificità, dobbiamo fare squadra». Più cauto Cristiano Corazzari che ha sottolineato i problemi delle finanze regionali; una proposta di rottura dall’assessore alle Attività produttive venete, Isi Coppola, che ha affermato: «Con le buone maniere noi Polesani non siamo riusciti a farci capire. La lezione dell’anno scorso non è stata capita. Bisognerà occupare con le barche il Canal grande – ha ribadito l’assessore – visto che tutti a Venezia ormai conoscono i problemi della montagna, bisognerà imporre la conoscenza del Polesine allo stesso modo, con azioni eclatanti. Pur nelle difficoltà del bilancio si potrebbero distrarre risorse da altre priorità».

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

A Cologna Veneta inaugurata la nuova centrale idroelettrica sul L.E.B.

Sei anni, di cui solo otto mesi per l’edificazione: è questo l’iter, per altro più veloce della media italiana, resosi necessario per realizzare la centrale idroelettrica sul canale L.E.B., inaugurata in frazione Baldaria del comune di Cologna Veneta nel veronese.

Sfruttato il dislivello idrico. A realizzarla è stata la società EN.In. Esco srl (società del gruppo I.C.Q. Holding SpA), utilizzando le acque dell’importante asta irrigua gestita dal Consorzio di 2° grado Lessinio Euganeo Berico, il cui presidente, Antonio Nani, ha inquadrato l’opera, come uno dei tanti tasselli per permettere all’Italia di raggiungere gli obbiettivi internazionalmente assunti nel campo della produzione di energie rinnovabili; gli aspetti tecnici sono invece stati illustrati dall’Amministratore Delegato della società capofila, Luigi De Simone. A testimoniare il significato attribuito all’evento è stata la presenza, accanto a molte altre autorità, di ben due assessori della Regione Veneto: Roberto Ciambetti, al bilancio, e Maurizio Conte, all’ambiente.

Caratteristica dell’impianto (tipologia: “ad acqua fluente a bassa caduta 2) è la compattezza , conglobando tutte le opere accessorie in un unico manufatto e riducendo, al minimo, l’impatto sul territorio. L’impianto, costato circa 2 milioni di euro, sfrutta un dislivello idrico di oltre 4 metri tra il canale L.E.B. ed il fiume Fratta; la sua capacità produttiva è stimata in 1,60 gigawattora (1.600 megawattora) all’anno. L’energia elettrica prodotta è totalmente immessa in rete salvo quella necessaria al funzionamento della centrale.

(Fonte: Consorzio bonifica LEB)

Il ruolo strategico dei Consorzi di bonifica per un futuro sicuro e sostenibile

Difesa idraulica, firma del protocollo tra A.N.C.I. Veneto e Unione Veneta Bonifiche , irrigazione e manutenzione. Queste le parole chiave che ancora risuonano nelle sale del Move Hotel di Mogliano Veneto (TV), dove il 23 gennaio scorso si è tenuta la Conferenza Interregionale dei Consorzi di bonifica, importante evento per il Veneto, sempre più indirizzato verso un futuro sicuro e sostenibile.

Il Direttore dell’UVB, Andrea Crestani ha delineato lo scenario in cui i Consorzi di bonifica operano, per una moderna e corretta gestione del territorio. “I Consorzi di bonifica hanno origini antiche e profonde ma svolgono un’attività decisiva per la realtà contemporanea e per il futuro della nostra regione. Sono ancora oggi uno tra i più moderni ed efficienti sistemi di autogoverno, federalismo e sussidiarietà, in grado di interpretare e rispondere alle esigenze di un territorio nel rapporto tra pubblico e privato. Due sono le forzanti emergenti degli ultimi decenni, che pongono la necessità di nuovi e ulteriori sforzi per il mantenimento degli equilibri ambientali e territoriali: le trasformazioni nell’uso del suolo e i cambiamenti climatici.

Veneto sempre più urbanizzato. Secondo dati del quadro conoscitivo del nuovo PTRC Veneto, nel 1983 la superficie urbanizzata ammontava a 194 mila ettari, mentre già nel 2006, in base ad elaborazioni sulla copertura del suolo, supera i 246 mila ettari, con un incremento, quindi, del 27%. In più, secondo dati provvisori del Censimento dell’Agricoltura, tra il 2000 e il 2010 si sono persi in Veneto quasi 45 mila ettari di superficie agricola utilizzata (il 5%). Ma non è tutto, infatti, anche la SAT (Superficie Agricola Totale) ha subito un meno 12%, equivalente a -147mila ettari. L’impermeabilizzazione dei suoli per la progressiva urbanizzazione del territorio ha delle conseguenze dirette sull’aggravamento delle problematiche di gestione del rischio idraulico.

Cambiamenti climatici. A questo si aggiunge un generale cambiamento del regime delle precipitazioni, come dimostra l’analisi e il controllo dell’andamento del clima. Secondo studi ARPAV, con riferimento alla Regione Veneto, si evidenzia una tendenza all’innalzamento delle temperature in tutte le stagioni, alla diminuzione delle precipitazioni invernali e all’aumento degli eventi estremi di precipitazione intensa.  D’altro canto, gli andamenti termo-pluviometrici, specie invernali, determinano la diminuzione dell’altezza e della durata del manto nevoso e una notevole riduzione dei ghiacciai.

Le risposte dei Consorzi di bonifica. Giuseppe Romano, presidente UVB, ha ribadito il concetto del ruolo a 360 gradi dei Consorzi di bonifica, profondi conoscitori della nostra Regione e per questo, indispensabili attori per garantirne la sicurezza. Il tutto in 4 punti chiave: la manutenzione costante di circa 26 mila chilometri di rete di bonifica e irrigazione, con un investimento di quasi 115 milioni di euro, come requisito indispensabile per la corretta gestione del territorio e la salvaguardia degli interessi socioeconomici ed ambientali; la collaborazione con gli enti locali, Comuni in primis, rappresentati da Giorgio Dal Negro, presidente Anci Veneto, con il quale è stato siglato un importante protocollo d’intesa per una pianificazione urbanistica e territoriale sostenibile. Un indicatore significativo dell’intensa attività di collaborazione con gli enti locali è il numero di convenzioni e accordi in essere tra Consorzi e Comuni sui temi qui accennati: circa 130 convenzioni/accordi per oltre 40 milioni di risorse mobilitate. Questo percorso virtuoso e condiviso tra Amministrazioni e Consorzi ha avuto come esito ultimo il diffondersi di veri e propri Piani delle Acque (v. art. 15 del PTCP di Venezia), volti ad assicurare la sostenibilità idraulica degli strumenti urbanistici e l’integrazione delle diverse competenze. Sulla provincia di Venezia, alla fine del 2011 risultavano 35 piani approvati, redatti o in fase di realizzazione su 44 comuni.”

Ed ancora, la progettualità di medio-lungo termine in grado di affrontare i cambiamenti in atto, attraverso un piano pluriennale di opere da circa 1,4 miliardi di euro. È appena il caso di sottolineare che si tratta di opere infrastrutturali pubbliche, per le quali la problematica fondamentale è la reperibilità delle risorse. Dopo la contrazione pressoché totale delle risorse per interventi infrastrutturali sui capitoli della bonifica sul bilancio 2011, nel 2012 l’Assessore all’Ambiente e Territorio, Maurizio Conte ha garantito la disposizione di circa 89 milioni di euro per interventi di difesa del suolo e dei bacini, tra i quali 49,5 milioni di euro per il piano straordinario di interventi a seguito dell’emergenza alluvionale del novembre 2010, nonché  22 milioni di euro per interventi contro il rischio idrogeologico.

Le azioni sul bilancio irriguo delle colture. L’UVB, in collaborazione con la Regione del Veneto, sta avviando inoltre la predisposizione di un servizio di consiglio irriguo per gli agricoltori del Veneto grazie al progetto IRRIFRAME dell’ANBI, per migliorare l’efficienza nei consumi d’acqua a scopo irriguo e consentire l’accesso a pagamenti agro ambientali. Il successo gestionale e operativo della quotidiana attività dei Consorzi, consente, quindi, di delineare nuove prospettive di sviluppo delle attività per una gestione a 360 gradi del territorio.”

(Fonte: Unione Veneta Bonfiche)

Alleanza Comuni-Consorzi di bonifica per il futuro del territorio e dei cittadini

“Consorzi di bonifica e Amministrazioni Comunali devono stringere ovunque Patti per il Territorio, finalizzati a migliorare lo scambio di informazioni e l’efficienza operativa nell’interesse dei cittadini.”
Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, presente nei giorni scorsi a Mogliano Veneto, nel trevigiano, per la firma del Protocollo d’Intesa fra A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Veneto ed Unione Veneta Bonifiche.

In anni recenti, nel Belpaese cementificata una superficie pari all’intera Italia del Nord. “Si tratta di dare sistematicità alle centinaia di accordi, che già esistono localmente; lo evidenzieremo anche in occasione della presentazione del nuovo Piano Nazionale per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico, prevista a Roma il prossimo 15 febbraio. D’altronde, la sicurezza del territorio, è elemento cardine per lo sviluppo ed oggi è minata non solo dagli evidenti cambiamenti climatici, ma anche da una spesso dissennata programmazione urbanistica. Basti pensare che, in anni recenti, nel nostro Paese è stata cementificata una superficie pari all’intera Italia Settentrionale; assumerne consapevolezza per evitare il ripetersi degli errori è quanto chiedono i consorzi di bonifica ai Comuni.”

(Fonte: ANBI)

Consorzio di bonifica Bacchiglione, in arrivo gli avvisi di pagamento per il contributo 2011

Sono stati spediti in questi giorni gli avvisi di pagamento del Consorzio di bonifica Bacchiglione relativi al 2011. Le novità riguardano le modalità di calcolo dei contributi stabilite dal nuovo Piano di Classifica predisposto dal Consorzio secondo le direttive impartite dalla Regione Veneto all’inizio del 2011.

Interessati 39 comuni tra Padova e Venezia. Non ci sono consistenti variazioni in termini complessivi anche se l’introduzione dei nuovi criteri può comportare variazioni in più o in meno degli importi per i singoli immobili (terreni o fabbricati). Il nuovo Piano di Classifica stabilisce i criteri tecnici ed economici di ripartizione dei contributi nel comprensorio consortile che interessa 39 comuni suddivisi nelle due province di Padova e Venezia.

Un lavoro 24 ore su 24  su 890 km di canali e 39 impianti idrovori. Il contributo di bonifica per ogni immobile è calcolato in base al beneficio che l’immobile stesso trae dalle attività consortili e alle spese sostenute dal Consorzio nelle varie zone per la manutenzione dei canali (taglio della vegetazione, scavo del materiale che si deposita sul fondo, consolidamento delle sponde) e per la gestione di manufatti idraulici ed impianti di pompaggio. Il Consorzio di bonifica Bacchiglione mantiene in efficienza una rete di 890 km di canali e garantisce il funzionamento di 39 impianti idrovori, telecontrollati e telecomandati, dotati di 111 pompe in grado di espellere complessivamente 182.000 litri d’acqua al secondo.

Scadenza pagamenti. Per quanto riguarda i contributi di bonifica relativi al 2011, gli importi superiori ai 200 euro sono suddivisi in due rate, con indicazione di pagamento entro il 30 dicembre 2011 (I rata) e 15 febbraio 2012 (II rata); gli importi inferiori ai 200 euro vanno pagati invece in una rata unica con scadenze 16 gennaio 2012.

Gli avvisi arrivano con ritardo di mesi rispetto alle abituali scadenze a causa degli adempimenti conseguenti alla nuova normativa regionale. Tenuto conto delle festività, può succedere che alcuni avvisi vengano recapitati al contribuente dopo la scadenza indicata negli avvisi stessi. Il Consorzio, considerata la situazione, non attiverà forme di riscossione coattiva prima del 1 marzo 2012.

Il pagamento può essere effettuato secondo diverse modalità: presso tutti gli sportelli Equitalia Nord Spa, presso gli sportelli Poste Italiane Spa o in qualsiasi Banca mediante l’utilizzo dei bollettini RAV allegati, presso gli sportelli Bancomat oppure presso tutte le tabaccherie convenzionate ITB. Il contributo di bonifica è interamente deducibile in sede di dichiarazione dei redditi annuale, presentando ricevuta di pagamento.  Per informazioni riguardati i contributi consortili è possibile contattare direttamente l’Ufficio Catasto e Tributi del Consorzio di bonifica Bacchiglione tel. 049.665617, dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle ore 14.00 e martedì e giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.30; inviare una e-mail bonifica@baccbrenta.it oppure recarsi presso l’ufficio Catasto e Tributi del Consorzio a Padova in Via Vescovado n. 11: apertura al pubblico dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle ore 12.00.

(Fonte: Consorzio di bonifica Bacchiglione)