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Consorzi di bonifica del Veneto, un verde consuntivo per l’Anno delle Foreste appena concluso

Oasi naturalistica di Ca' di Mezzo

Circa 300 ettari, sparsi sul territorio, dedicati all’ambiente: è questo, il totale delle superfici
che i consorzi aderenti all’Unione Veneta Bonifiche stanno destinando a progetti in campo ambientale.  “Questi sono solo alcuni degli interventi che i consorzi di bonifica realizzano in campo ecologico. La salvaguardia dell’ambiente – afferma Giuseppe Romano, Presidente dell’Unione Veneta Bonifica – è infatti la cosiddetta “quarta fase della Bonifica” e, come sempre, la perseguiamo nel nome di quella “cultura del fare” alla base del nostro quotidiano operare”.

Oasi di Busatello

Interventi nel veronese. In questo 2011, riconosciuto dall’ONU come “L’anno delle foreste”,  il Consorzio di bonifica Veronese ha aderito al progetto di riqualificazione delle golene lungo l’argine “Il fiume che vive”: è stata così realizzata un’area verde di 7 ettari, in cui sono state piantate oltre 3600 specie arboree di varie essenze autoctone per riportare la zona alla sua originale tipicità e ricreare l’habitat faunistico della zona umida. Oltre a ciò, i bandi della Regione Veneto per il Programma di Sviluppo Rurale2007-2013 hanno permesso di poter investire fondi nell’imboschimento dei terreni agricoli e nella realizzazione di corridoi ecologici, fasce tampone, siepi e boschetti. Tra le opere più importantirealizzate, con i suoi 81 ettari tra Verona e Mantova, c’è la palude del Busatello nelle Valli GrandiVeronesi: accanto ad una ricca quantità di vegetazione palustre, si può trovare un bosco planiziale di arbusti autoctoni. Sempre nel veronese è  presente l’ “area del bussè”, caratterizzata dallo scorrere quasi parallelo di 4 corsi d’acqua, la cui vegetazione è formata da salici di diverse specie ed alberi come l’olmo, il pioppo, il noce, l’acero, il sambuco; una realtà, che appartiene anche al Bosco del Tartaro, area con 15.000 piante autoctone appartenenti a 43 specie diverse. Infine, semprequest’anno, il Consorzio di bonifica Veronese ha presentato il progetto “Ala Valli Grandi”, atto apromuovere piantagioni ed essenze di  pregio, finalizzate all’utilizzo per il mobile d’arte veronese; il progetto,  grazie ad un finanziamento regionale di 11.700.000 euro, prevede la piantumazione di alberi di noci e di altre essenze di pregio da destinare all’artigianato locale.

Cave Salzano

Interventi nel padovano e veneziano. Un’altra interessante esperienza, sviluppata dal Consorzio di bonifica AdigEuganeo, si trova traCodevigo (PD) e Chioggia (VE): è l’ecosistema palustre e boschivo di Cà di Mezzo, un’area che,con i suoi 29 ettari comprendenti 3 bacini con una capacità complessiva di 300.000 metri cubi d’acqua, riveste un ruolo esemplare nel disinquinamento della laguna di Venezia: attraverso
l’attività di fitodepurazione, svolta dalla vegetazione, si abbatte la presenza di azoto e fosforo nell’acqua (-50%), evitando che terminino annualmente, in laguna,  circa 50 tonnellate di azoto e 5 di fosforo. Analogamente, nel veneziano, il Consorzio di bonifica Acque Risorgive ha rinaturalizzato due ex-cave: a Noale, è stata creata una zona umida ampia 38 ettari e di grande pregio naturalistico; il progetto di fitodepurazione attuato nell’Oasi per l’abbattimento del carico di inquinanti nel Rio Draganziolo si inserisce nell’ottica di disinquinamento della Laguna di Venezia. Per le sue specificità, l’area delle cave di Noale si identifica come una zona umida d’acqua dolce con tutte le realtà tipiche: specchi d’acqua, canneto, bosco igrofilo, lo stagno, il sistema siepe; l’insieme costituisce una importante riserva per la conservazione della biodiversità, riconosciuta anche dalla Comunità Europea (ReteNatura2000). A Salzano, le cave sono conosciute anche con il nome di Lycaena, dal nome della particolare farfalla, che qui vive e si riproduce. Le zone a bosco occupano circa i due terzi dell’area, intervallate da stagni ed ampie zone d’acqua. Nei mesi di dicembre e gennaio, vaste aree si colorano di rosso acceso per la presenza di numerosi arbusti di sanguinella, che con i loro rami vermigli, spogli dalle foglie, formano suggestivi contrasti di colore; nel tardo inverno, invece, sgargianti macchie gialle, formate dalle corolle dei fiori del farfaraccio, ricoprono gli argini del fiume, anticipando l’arrivo della primavera.

Interventi nel trevigiano. Presso l’Azienda Pilota Dimostrativa Diana di Veneto Agricoltura, nel comune di Mogliano Veneto (TV), è stato inverce realizzato un impianto forestale sperimentale, dove viene deviata acqua dal vicino fiume Zero, affinchè siano monitorati gli effetti dell’azione delle piante sugli inquinanti presenti nelle acque. I risultati positivi riscontrati (una percentuale di sottrazione di azoto fino al 60%) confermano che la fasce tampone boscate in ambiente agricolo sono un valido sistema per la depurazione delle acque di superficie: se opportunamente integrati con il sistema idraulico del territorio, tali impianti contribuiscono alla riduzione del temuto fenomeno dell’eutrofizzazione.

Interventi nel rodigino. In provincia di Rovigo, c’è l’Oasi di Cà di Mello, un’area di 40 ettari, facente parte della zona valliva del Delta del Po. Situata all’interno del Parco Regionale Veneto del Delta del Po, l’Oasi oggiè costituita dal relitto palustre di Ca’ Mello, dal Bosco della Donzella e dalla Pineta di Cassella, funge da Centro di Educazione Naturalistica (C.E.N.), rappresentando un nodo della rete  regionale
IN.F.E.A. ( INformazione Formazione Educazione Ambientale). L’area naturalistica, gestita dal Consorzio di bonifica Delta del Po, riveste rilevante importanza come zona umida d’acqua dolce e centro per la ricerca scientifica. Il bosco della Donzella ha un’estensione di circa 80 ettari e costituisce uno dei più estesi interventi di forestazione, attuati in ambito regionale; per la sua ubicazione tra le zone umide dell’Oasi di Ca’ Mello e del biotopo Bonello, l’area boschiva svolge un’importante funzione di corridoio ecologico tra i due biotopi. Per la realizzazione del bosco sono state impiegate oltre 115.000 piantine forestali di specie autoctone, tipiche di presenze litoranee e planiziali: leccio, roverella, farnia, frassino oxyphillo, orniello, pioppi, salici, ontani, olivello, tamerice, biancospino, ginepro.  Alcune zone, interne o al margine del bosco, sono mantenute a prateria; in alcune aree, dove più forte è la presenza di salinità nel suolo, è caratteristica la presenza di salicornia e di altre specie alofite.

Interventi nel vicentino. Infine va ricordato che, dagli anni ’60, le falde acquifere hanno dato evidenti e preoccupanti segnidi impoverimento, indicati, ad esempio, dalla scomparsa di numerosi fontanili. In questa situazione,risulta evidente l’ importanza, che assume ogni intervento finalizzato ad immettere acqua nelsottosuolo ed a ricaricare bacini acquiferi  utilizzati già ora oltre le loro disponibilità. Il Consorziodi bonifica Brenta ha pertanto acquisito un’area di circa un ettaro in comune di Schiavon (Vicenza), dove sono state scavate piccole canalette, affiancate da alberature e dove viene immessa acqua nelle stagioni di abbondanza, determinandone l’infiltrazione nel terreno. L’iniziativa associa benefici idraulici ed ambientali: la messa a dimora di specie arboree a ciclo breve consente infatti, ad anni alterni, di ottenere una produzione di biomassa, utile per un impiego energetico da fonte rinnovabile, con un interessante recupero dei costi.

(fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Unione Veneta Bonifiche, tempo di bilanci

“A distanza di due anni dalla loro riorganizzazione, i Consorzi di bonifica stanno superando con impegno la difficile fase di applicazione della L.R. 12/2009. Ciononostante – afferma Giuseppe Romano, presidente UVB, a commento di fine anno dell’attività consortile – non hanno mai smesso di svolgere la loro attività in tema di sicurezza idrogeologica, attraverso la quotidiana manutenzione della rete di idraulica affidata e un sempre
più proficuo supporto con le amministrazioni locali”.

Meglio una cassa di espansione in più e una strada in meno. “Il 2011 -continua Romano – è stato senza dubbio l’anno del “Patto per il Territorio”, un’iniziativa in cui Unione Veneta Bonifiche, Regione Veneto, Province, Comuni e Protezione Civile hanno dimostrato la volontà di sviluppare una stretta collaborazione tra loro per garantire la massima sicurezza della nostra Regione, soprattutto in virtù della scarsità di risorse finanziarie a disposizione. Proprio in questo versante è stato forte l’impegno dei Consorzi nel far capire alla Regione l’imprescindibilità di un finanziamento regionale ad un settore delicatissimo come quello idrogeologico. Come ho sempre ribadito e condividendo quanto sostenuto dal governatore del Veneto Luca  Zaia questi giorni – ha concluso Romano -, meglio una cassa di espansione in più e una strada in meno. Il mio auspicio per il 2012 è che finalmente si capisca l’importanza dei Consorzi di bonifica per il territorio, in quanto profondi conoscitori dello stesso e indispensabili figure per garantire la sicurezza idraulica, ambientale e alimentare della nostra Regione”.

(fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Martuccelli: niente sviluppo senza sicurezza idrogeologica

Anna Maria Martuccelli, direttore generale ANBI

“In un momento delicato come l’attuale per il futuro del Paese, va ribadito con forza che la ripresa della crescita è subordinata alla garanzia di sicurezza idraulica territoriale per la stabilità e conservazione del suolo attraverso idonee azioni di difesa del suolo e regolazione idraulica che va perseguita a livello di bacino idrografico perché, come noto, le problematiche di gestione dell’acqua non conoscono confini amministrativi”.

A ricordarlo è Anna Maria Martuccelli, direttore generale A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), a Sarzana, in provincia di La Spezia, per la conclusione dei lavori di ammodernamento e adeguamento del Canale Lunense, esempio delle responsabilità in carico ai Consorzi di bonifica, attraverso l’irrigazione che rappresenta garanzia di sicurezza alimentare e di qualità dei prodotti. “In tale scenario – prosegue Martuccelli – è centrale il ruolo dei Consorzi di bonifica, enti pubblici di autogoverno e forte espressione di sussidiarietà nonché garanzia di azioni a tutela del territorio e per lo sviluppo dell’agricoltura. Oggi più che mai – conclude il Direttore Generale A.N.B.I. – è opportuno ricordare il pensiero di Carlo Cattaneo, che affermava come la civiltà di un popolo si misuri sulla capacità di mantenere le opere pubbliche. Il nostro Paese ha bisogno di scelte in tale direzione”.

(fonte: Asterisco Informazioni)

Unione Veneta Bonifiche a “Geo Oikos”. Autogoverno e manutenzione del territorio: un’esperienza poco conosciuta, ma indispensabile

Conferenza stampa Unione Veneta Bonifiche

La manutenzione idraulica è la prima prevenzione al rischio di alluvioni e disastri idrogeologici: lo ha ribadito, a Verona nel corso del salone fieristico “Geo-Oikos“, l’Unione Veneta Bonifiche, che ha fornito i dati su come vengono utilizzati i proventi dai contributi di bonifica, imposti ai proprietari di immobili urbani ed extraurbani in base alle normative di legge, valorizzanti i principi di autogoverno e sussidiarietà.

Nel Veneto, i consorziati ai 10 enti di bonifica, sono circa 110.000 e, nel 2010, hanno versato euro 106.393.954,00 (59% da contribuenti agricoli, il restante da contribuenti urbani). Con tali risorse, che non gravano sui flussi della finanza pubblica, i consorzi, grazie ad una forza lavoro di 750 operai (+ 150 stagionali) e ad un migliaio di mezzi operativi, provvedono alla manutenzione (sfalcio e pulizia, espurgo degli alvei, manutenzione degli impianti idraulici, ripristino e sistemazione degli argini)  di circa 18.000 chilometri di corsi d’acqua, interessanti il 65% della superficie regionale, abitata da 4.358.000 persone, pari all’89% della popolazione del Veneto.

L’UVB ha anche presentato il Piano Quinquennale di Difesa Idraulica 2011-2016, che prevede interventi per euro 1.327.721.148,45. E’ stato evidenziato come, nel 2011, siano stati destinati ai consorzi di bonifica circa 23 milioni di euro (8 per le aree alluvionate), a valere sul bilancio 2010, per opere urgenti e indifferibili, cui vanno aggiunti 4 milioni e mezzo di euro stanziati dal Commissario incaricato per opere relative all’alluvione 2010. Il bilancio 2011 della Regione Veneto ha altresì segnato il totale azzeramento delle risorse finanziarie da destinare ad interventi infrastrutturali a tutela del territorio. Infine, l’Unione Veneta Bonifiche ha illustrato il “Patto per il Territorio“, che sarà siglato nei prossimi giorni con lìANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Veneto per una sistematica collaborazione nei settori della pianificazione, manutenzione territoriale, regolazione delle acque.

(fonte: UVB)

Disastri idrogeologici, prevenzione la prima risorsa, tutte le cifre sull’attività dei Consorzi di bonifica giovedì 17 novembre 2011 a Verona Fiere in occasione di Geo-Oikos

Venezia, 11 novembre 2011, il direttivo ARGAV insieme ad Andrea Crestani (direttore UVB, secondo da sx) e Gabriele Pasetti (resp.le comunicazione UVB, quarto da sx)

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Particolarmente calorosa l’accoglienza riservata venerdì 11 novembre scorso al direttivo ARGAV da Andrea Crestani e Gabriele Pasetti, rispettivamente direttore e responsabile comunicazione dell’Unione Veneta Bonifiche. Nelle bellissime stanze di Palazzo Calbo Crotta a Venezia, sede fin dal dopoguerra dell’’organizzazione che riunisce i 21 consorzi di bonifica regionali, Crestani ha invitato direttivo e soci ARGAV a partecipare alla conferenza stampa che l’UVB, insieme ai Consorzi di bonifica, terrà giovedì 17 novembre p.v., alle ore 12.15 nella sala Scarpa della Fiera di Verona in occasione del salone Geo-Oykos (17-18/11/11), iniziativa promossa dalla Regione Veneto dedicata alla sostenibilità e allo sviluppo del territorio.

Argomento principe dell’incontro stampa sarà la manutenzione del territorio, primo fattore di prevenzione di disastri idrogeologici, tema tristemente di grande attualità, insieme alle cifre sull’ attività silenziosa, ma condotta ogni giorno 24 ore su 24 dai Consorzi di bonifica su 18 mila chilometri di canali che garantiscono la sicurezza idraulica del Veneto, oltre che su  9 mila chilometri di canali destinati all’irrigazione. Tra i temi che veranno affrontati, anche la gestione ambientale dei corsi d’acqua, aspetto sempre più tenuto in considerazione dai Consorzi di bonifica nell’espletare il loro lavoro di tutela del territorio.


Lunedì 5 settembre, ore 10:00, alla Fiera Agricola di Mirano (VE) convegno Coldiretti “Acqua risorsa da gestire”

Da risorsa inesauribile a oro blu, l’acqua è da sempre elemento naturale indispensabile per l’umanità, per l’agricoltura, il territorio e le molteplici attività. Le recenti emergenze hanno evidenziato la debolezza del territorio regionale considerato l’Olanda d’Italia dal punto di vista idraulico. Sarà questo il tema centrale del convegno promosso da Coldiretti Venezia presso gli impianti sportivi di Mirano dal titolo:” Acqua. La gestione di una risorsa e la tutela del territorio”.

Al tavolo dei relatori, moderati da Gianandrea Mencini, giornalista di “Terra” esperto in temi ambientali, si alterneranno dirigenti della Regione come Corrado Soccorso del Servizio Tutela delle Acque, Mariano Carraro Segretario regionale per l’Ambiente, Giuseppe Romano Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche, Massimo Gargano Presidente Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni e Maurizio Conte Assessore regionale all’Ambiente. Interverranno inoltre Enzo Pagliano e Giorgio Piazza, rispettivamente direttore e presidente di Coldiretti Venezia.

538 mila ettari a rischio inondazione. In Veneto – ricorda Coldiretti – la superficie gestita dai Consorzi di Bonifica, che assicurano la salvaguardia idrogeologica è di 1 milione 178 mila ettari, ovvero tutta la pianura e una parte significativa della collina. Di questi ben 538 mila ettari sono a rischio inondazione nel caso di tracimazione dei corsi d’acqua. Il 16% è al di sotto del livello del mare e il 31% sarebbe sicuramente allagata senza il pompaggio delle 317 idrovore. La fittissima rete idrografica, cosiddetta minore, è affidata alle cure degli enti consortili e questa rete ha tenuto egregiamente limitando in modo significativo gli effetti dell’ultima alluvione.

Attento presidio del paesaggio, agricoltori in prima fila. La manutenzione di buona parte dei fiumi è delegata al Genio Civile, ed è un fatto che proprio la rottura di alcuni argini ha determinato i recenti fenomeni in zone che non sono sotto il livello del mare. Occorre prendere atto della necessità di un continuo attento presidio del paesaggio che non può prescindere dall’esistenza di strutture capillari, alle quali partecipano da protagonisti proprio gli agricoltori come primi garanti assicurando con semplici pratiche quotidiani di buona prassi agricola l’abc del pronto intervento.

(fonte Coldiretti Veneto)

 

L’energia verde arriva anche dai Consorzi di bonifica

A poche settimane dal referendum che ha stabilito con un autentico plebiscito il no al nucleare, ci s’interroga su quali fonti utilizzare per creare energia elettrica senza incorrere nel problema dell’inquinamento. A questo riguardo, i Consorzi di bonifica stanno svolgendo un ruolo sempre più attivo nell’individuare siti per lo sfruttamento idroelettrico, raggiungendo sostenibilità ambientale e riduzione delle emissioni di CO2.

La sfida dei Consorzi di bonifica. Il presidente dell’Unione Veneta Bonifiche, Giuseppe Romano, nel corso del congresso internazionale sull’acqua e l’irrigazione che si è tenuto a Roma nei giorni scorsi, ha affermato che: “I Consorzi di bonifica da molto tempo stanno investendo nell’idroelettrico e in impianti fotovoltaici. Credo sia una strada interessantissima per due aspetti: per l’ambiente e per la questione economica, permettendoci così di fornire più servizi e ridurre i costi per i Consorzi e i contribuenti.”

Rispetto all’eolico e al solare, “l’energia blu” ha un grado di efficienza maggiore con costi di investimento più bassi e indici di disponibilità maggiori. Contrariamente a quanto pensa l’opinione pubblica, gli impianti idroelettrici si possono realizzare anche nelle zone pianeggianti, utilizzando piccoli salti d’acqua localizzati in canali irrigui e rogge di derivazione. Pochi metri di salto conditi da una portata d’acqua di una certa dimensione, rendono economicamente vantaggiosa l’installazione di turbine Karpan, Francis o coclee meccaniche per recuperare energia. Gli impianti in Italia sono un centinaio, in Veneto una decina, con una produzione di 3073 kW/h. I progetti in cantiere per la costruzione di nuovi grandi bacini idroelettrici sono molti con un dato interessante per quanto riguarda il “mini-hydro“. Le stime in Italia parlano di 1000 MW e i Consorzi godono di una tariffa unica incentivante di 0,22 € a kW/h, in attesa della prossima riforma degli incentivi statali.

(fonte UVB)

Abbandono delle campagne: aumento criticità idrogeologiche

Pur in un quadro di ristrutturazione del settore agricolo, i primi dati provvisori del Censimento dell’Agricoltura evidenziano, nell’ultimo decennio, un’ulteriore perdita di Superficie Agricola Utilizzata, pari al 2,3% così come cala dell’8% la Superficie Aziendale Totale. Sono indicatori, che confermano una preoccupazione: un territorio senza agricoltura è un territorio che aumenta la criticità idrogeologica sia esso urbanizzato o abbandonato.

L’ANBI a convegno. I primi dati confermano la necessità di un Piano Straordinario di manutenzione del territorio, come l’ANBI propugna da anni; a chiederlo, stavolta, non sono le catastrofi o i cambiamenti climatici, ma la fotografia di come sta evolvendo l’Italia. Gli agricoltori, per rimanere nei campi e, quindi, gestire il territorio necessitano anche di nuove opportunità. I consorzi di bonifica, già da tempo, si rivolgono alle imprese rurali per concorrere alla manutenzione territoriale, grazie alle loro conoscenze e professionalità. Servono, ora, anche innovazioni tecnologiche atte a migliorare la competitività: per questo, mercoledì 13 e giovedì 14 luglio prossimi, l’ANBI organizzerà un convegno internazionale su “Acqua: irrigazione, energie rinnovabili ed ambiente”. Sono queste nuove sfide per il settore consortile.

(fonte ANBI)

Illustrato a Padova il Patto per il Territorio dell’Unione Veneta Bonifiche

Un momento dell'incontro UVB a Padova

“Investimenti produttivi  “a rischio frane o allagamenti” non se ne fanno, senza sicurezza territoriale non può esserci crescita economica.” In questa efficace immagine del Direttore Generale A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), Anna Maria Martuccelli, è racchiuso il senso dell’iniziativa dell’Unione Veneta Bonifiche che ha presentato a Padova mercoledì 18 maggio scorso le linee direttrici dei Protocolli d’Intesa, concordati con A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Veneto, Unione Regionale Province Venete e Protezione Civile Regionale.

I relatori. A fare da cornice è stata la tavola rotonda “Uniti per la sicurezza del territorio veneto”, cui hanno partecipato, a testimonianza dell’importanza dell’evento, Maurizio Conte e Daniele Stival (rispettivamente Assessore all’Ambiente ed Assessore alla Protezione Civile della Regione Veneto), Leonardo Muraro (Presidente di U.R.P.V. e della Provincia di Treviso), Andrea Pellizzari (A.N.C.I. Veneto), Roberto Tonellato (Unità Progetto Protezione Civile Veneto), Giuseppe Romano (Presidente U.V.B.).

Protocolli d’intesa siglati a breve. Il confronto ha confermato la necessità di migliorare il coordinamento fra enti operanti sul territorio, avviando il percorso per individuare una regia unica e condivisa. I Protocolli d’Intesa, che saranno siglati, entro breve e che discendono da analoghi strumenti sottoscritti a livello nazionale, prevedono 5 obbiettivi: una pianificazione coordinata per la difesa idraulica, lo sviluppo di una progettualità condivisa, una gestione coordinata delle emergenze, la condivisione delle informazioni, azioni comuni di formazione e comunicazione.

Si apre così una pagina nuova soprattutto in materia di prevenzione del rischio idrogeologico, pur rimanendo irrisolte numerose questioni, in primis l’adeguamento della normativa sulla gestione del territorio, oggi frammentata e che dimentica un’evidenza: il fluire delle acque non rispetta i confini amministrativi. In apertura dell’iniziativa “Un patto per il territorio”, Andrea Crestani (Direttore Unione Veneta Bonifiche) ha riassunto i dati di una recente indagine SWG-ANBI sulla percezione del rischio idrogeologico: i veneti temono, soprattutto, allagamenti ed alluvioni, per la cui prevenzione attribuiscono un ruolo fondamentale agli enti di bonifica.

(fonte UVB)

Salvaguardia dell’ambiente/1: il lavoro “silenzioso” dei Consorzi di bonifica

da sx, Giuseppe Romano, presidente UVB, Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, Andrea Crestani, direttore UVB

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Che le tasse siano una “cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come salute, sicurezza, istruzione e ambiente” l’aveva detto nell’ottobre 2007 l’allora Ministro dell’Economia Padoa-Schioppa (1940-2010). Non si può che concordare con il pensiero dell’economista italiano anche se i servizi che dovrebbero essere resi in contropartita dallo Stato spesso si rivelano mancanti o inadeguati, con conseguente sconforto del cittadino-utente.

Necessario spiegare la “cultura della bonifica”. In ogni caso, mercoledì 11 maggio scorso, alla fine dell’incontro di formazione professionale ARGAV tenutosi al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD), tutti i presenti erano più “contenti” all’idea di dover pagare il tributo al proprio Consorzio di bonifica. Il merito va a Giuseppe Romano e Andrea Crestani, rispettivamente presidente e direttore dell’Unione Veneta Bonifiche (UVB), invitati da Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, a parlare della loro attività in occasione della settimana nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione (7-15 maggio 2011).

Cosa fanno i Consorzi di bonifica? Si occupano di manutenere efficiente il reticolo idrografico minore, vale a dire 18 mila km di fossi e canali ad uso bonifica ma anche irrigui. Il costo di tale manutenzione è di 300 milioni di euro l’anno, di cui 100 ricavati dai tributi dei cittadini. Dieci i Consorzi di bonifica veneti riuniti in UVB, 1200 persone che  vi lavorano per 365 giorni l’anno 24 ore su 24. Una continuità necessaria perché un terzo del Veneto è sotto il livello del mare e se si dovesse fermare qualche idrovora la nostra regione tornerebbe ad essere per metà una palude con conseguenti disastri ambientali, economici e umanitari. “Il nostro – hanno detto Romano e Crestani – è un lavoro “silenzioso” salvo quando succedono eventi tragici come l’alluvione di novembre 2010”. In verità, in quell’occasione, la rete di bonifica ha tenuto, mentre a cedere sono stati gli argini dei fiumi, la cui manutenzione  è in capo a Stato e Regione, a seconda della grandezza.

Prevenire attraverso la manutenzione continua. Fenomeni meteo straordinari come quello dello scorso autunno – 500 mm di pioggia in 48 ore –  sono fortunatamente rari, ma il problema è che oggi i terreni non riescono a trattenere l’acqua  a causa della cementificazione. “La sicurezza del territorio – hanno concluso Romano e Crestani – passa soprattutto attraverso la prevenzione, che si concretizza nella manutenzione continua delle opere idrauliche esistenti“.

18 maggio p.v., a Padova la firma di un “Patto” per la salvaguardia del territorio. A coronamento della Settimana  della Bonifica e dell’Irrigazione, l’Unione Veneta Bonifiche organizza mercoledì 18 maggio alle ore 9.30 (Hotel Crowne Plaza di Padova) una tavola rotonda di presentazione del “Patto per il territorio, uniti per la sicurezza del territorio veneto” finalizzata al delicato tema della salvaguarda territoriale. A questo riguardo, si ritiene indispensabile l’azione comune di tutti gli attori responsabili per una seria programmazione delle attività da svolgere al fine di non essere travolti dalle emergenze e, attraverso uno sviluppo sostenibile, rendere più sicura la nostra regione. Durante l’incontro verrà così sottoscritto un protocollo d’intesa tra ANBI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), l’UVB, Regione Veneto, l’ANCI (Associazione  Nazionale Comuni d’Italia), l’URPV (Unione Regionale delle Province del Veneto) e la Protezione Civile.

E per concludere, ecco un video sintesi della recente ricerca SWG-ANBI sui Consorzi di bonifica