• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

3-4 giugno 2010: a Venezia c’è Pianeta Acqua

Il mare è infinito solo nelle vecchie canzoni d’amore. In realtà la parte liquida del globo non è un bene inesauribile e ha bisogno delle cure sempre più attente da parte di un uomo che già di guasti ne ha prodotti tanti sulla terra ferma. Pianeta Acqua, in calendario dal 3 al 5 giugno all’Arsenale di Venezia, parte proprio da questa considerazione e propone una serie di occasioni di riflessione, non solo teorica, ma quanto più possibile concreta, per guardare al mare come ad una ricchezza anche per le prossime generazioni. L’evento è organizzato da Expovenice con il coordinamento scientifico di eAmbiente e di Città d’acqua e con il patrocinio, tra gli altri, della Commissione Europea, dei Ministeri all’Ambiente e quello ai Beni Culturali, dell’iniziativa Adriatico Ionica, dell’Unesco, della Regione Veneto, delle università veneziane e da altri soggetti ancora pubblici e privati.

In programma: green jobs, un master di pianificazione del mare e accordo “verde” tra i Paesi dell’Adriatico. La presentazione del programma è avvenuta nella sede del Corila, il consorzio per la gestione del centro di coordinamento delle attività di ricerca inerenti il sistema lagunare di Venezia. Nella giornata di apertura, la presentazione del libro “Guida ai Green Jobs” per dimostrare come l’ambiente e la sua tutela sia anche una occasione che genera nuovi lavori. Centrale sarà il workshop per l’istituzione di un master sulla pianificazione del mare: dall’autunno diventerà operativo allo IUAV e creerà nuovi professionisti capaci di progettare l’uso dello spazio acqueo al pari delle strade e delle città di terraferma. Di altissima attualità l’accordo che verrà stipulato tra i Paesi che si affacciano sull’Adriatico per la prevenzione degli incidenti e delle catastrofi ambientali. Infine il Parco tecnologico scientifico di Venezia VEGA illustrerà un progetto di piattaforma integrata per la salvaguardia delle risorse idriche con tecnologie ecosostenibili.

(fonte Asterisco Informazioni)

Filiera meccanizzazione agricola: necessari 5 mila nuovi addetti

Il mercato delle macchine agricole torna sotto la lente di «Tao», il «Tractor Agricultural Observatory» di Fieragricola.
La missione è quella del rilancio del settore, rallentato nelle vendite di nuovi mezzi per gli strascichi di una crisi che sta assestando – si spera – gli ultimi morsi. E l’analisi di Luciana Breviglieri, vicepresidente di Unacoma (l’Unione nazionale dei costruttori di macchine agricole, aderente a Confindustria), in uno scenario in cui appare urgente un nuovo corso sulla formazione degli addetti ai lavori, porta in controluce una notizia positiva.

Necessità di nuove risorse occupazionali innovative. «La filiera della meccanizzazione agricola – afferma infatti Luciana Breviglieri – abbisogna di circa 5mila nuovi occupati, dalla produzione fino alla commercializzazione e al post-vendita». Si cercano pertanto nuove risorse occupazionali. Con un taglio professionale innovativo, però. «Abbiamo esigenze specifiche per ogni comparto – prosegue – e servono concetti di meccatronica, una conoscenza anche negli aspetti tecnici di almeno una lingua straniera, progettisti in grado di operare con i software più evoluti in tridimensionale, ma anche persone formate nell’area del marketing». Il percorso di formazione, secondo la delegata di Unacoma, dovrebbe poter partire da una sinergia concreta fra le imprese interessate, siano esse costruttori o dealer, e il mondo della scuola e dell’Università.

Decreto sviluppi: troppo esigui le risorse messe a disposizione. «Purtroppo questo non avviene», ammette amareggiata. Luciana Breviglieri tocca anche un altro argomento «caldo»: il decreto sviluppi, varato dal ministero dello Sviluppo economico lo scorso aprile e che ha messo a disposizione 20 milioni di euro per la rottamazione di trattori, macchine agricole e per il movimento terra. Fondi, a quanto pare, esauriti da un paio di settimane. «Fin da subito avevamo espresso perplessità sulla scarsità della dote finanziaria – riassume – senza dimenticare che sostanzialmente sono stati esclusi i contoterzisti dall’accesso alla misura. Chiederemo comunque di poter accedere a quei fondi, che non sono stati utilizzati in altre misure previste dal decreto sviluppo». Una sorta di overbooking, come avvenuto in ambito agricolo con i Piani di sviluppo rurale, in passato: le Regioni che non riuscivano a spendere tutto il proprio budget, lo dirottavano ad altre più «virtuose» o con maggiori necessità di investimenti.

27 maggio: gli interventi a Veronafiere.  Luciana Breviglieri sarà relatrice nel pomeriggio di giovedì 27 maggio (Sala Respighi, ore 16,15-17,15) a Tao, proprio per la parte relativa alle «Risorse umane: nuove figure per il futuro dell’agrimeccanica». Un incontro al quale parteciperanno anche Maurizio Sala di Tao (scenari e passaggio generazionale) e Marco Maestrelli Crespi di Fieragricola-Veronafiere (l’esperienza Agrilabor). In mattinata, invece, si parlerà di «Usato in agrimeccanica: occasione unica per generare profitti» (Sala Respighi, ore 11,30-12,30). Coordinati dal giornalista Alberto Cocchi (che parlerà anche di scenari e proposte per l’usato), interverranno Nicoletta Foglino di AgriAffaire (l’importanza di Internet), Roberto Martinetto di Eurotax Agri (indagini e prezzi), Nicola Nicelli di Ritchie & Bros (l’asta di usato come luogo di affari). Il direttore di Mad-Macchine agricole domani, Marco Limina, modererà invece il dibattito tra Fabrizio Dalla Vecchia e Giovanni Billi, due tra i più importanti concessionari di macchine agricole.

(fonte Veronafiere)

28-30 maggio: a Rovigo Fiere c’è Terre d’acqua

Dal 28 al 30 maggio, a Rovigo Fiere, Slow Food Italia e la Regione del Veneto lanciano “Terre d’Acqua”, un nuovo appuntamento interamente dedicato alla salvaguardia degli ecosistemi di delta, stagni e lagune. Tema centrale sarà la risorsa acqua e la complessa e affascinante biodiversità dei delta fluviali, raccontata attraverso la cultura, la tradizione e i sapori di questi ambienti grazie a esposizioni, incontri tecnici, momenti didattici e degustazioni gastronomiche.

Il programma. La tre giorni si aprirà il 28 maggio alle ore 17.00 con un importante convegno che porterà all’attenzione le problematiche delle zone salmastre: “Riflessioni e visioni sull’elemento cardine della vita sul pianeta. Quanta, quale, e di chi sarà l’acqua del futuro.” Il programma proseguirà il 29  maggio, dalle 10 alle 22 ed il  30 maggio, dalle 10 alle 20 offrendo un’immersione nel mondo delle Terre d’Acqua con numerosi appuntamenti. Nell’Area delle Scuole, divise in 5 settori distinti, dalle elementari all’università, ognuno degli istituti coinvolti presenterà una tematica diversa, tra percorsi sensoriali, attività teatrali e di laboratorio didattico, proposte enogastronomiche, dispute filosofiche e giuridiche, pianificazione del territorio e tutela delle biodiversità. Attraverso i Percorsi del Gusto, seminari interattivi che coinvolgeranno i cinque sensi, i visitatori potranno  conoscere i delicati ecosistemi delle terre d’acqua con le proprie economie, tradizioni, culture e sapori. Ogni percorso si concluderà con la degustazione di alcune specialità di quel territorio. Nella colorata Area Mercato saranno proposte alcune selezioni dei migliori prodotti delle aree salmastre italiane. Non mancherà poi lo spazio dedicato all’Enoteca e ai Microbirrifici del Veneto.

(fonte: Slowfood Veneto)

Abano Terme (Pd). Zaia e Alemanno al Congresso Nazionale Slow Food Italia

Il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e Gianni Alemanno, Presidente del Consiglio nazionale Anci e Sindaco di Roma sono intervenuti in questa prima giornata del Congresso Nazionale Slow Food Italia che si sta svolgendo ad Abano Terme fino al 16 maggio.

Luca Zaia, Presidente Regione Veneto

Durante il suo intervento al convegno, Luca Zaia, ha ribadito la sua contrarietà agli ogm: una contrarietà non ideologica, ma economica, culturale e salutistica.«E’ ora di smetterla di dire ai contadini la bugia che gli organismi geneticamente modificati sono la soluzione per fare concorrenza all’agricoltura dei Paesi dove lo stipendio è di un euro al giorno. Mi inquieta l’idea di un seme che genera una pianta che non dà semi – ha aggiunto – ma soprattutto gli ogm non sono affatto una soluzione per l’economia agricola in crisi, mentre la nostra vera risorsa sono la qualità, la tipicità, la varietà dei gusti. Anche negli Stati Uniti c’è un ripensamento e si sta cercando una seconda via per l’agricoltura. Se il mondo della scienza è diviso, è certo che la Germania ha proibito un mais transgenico che è risultato cancerogeno per le cavie da laboratorio». «La battaglia la dobbiamo fare per la biodiversità – ha detto ancora Luca Zaia – in Italia abbiamo 4750 prodotti tipici, dietro ciascuno di essi c’è una comunità e la sua storia: difendiamo la vera multinazionale, quella dei contadini, che con gli ogm non guadagnano di più. Non è vero che non essere per gli ogm significa essere contro la modernità, questo è solo uno slogan». Certo, c’è il problema della fame nel mondo, di un miliardo 200 mila persone che soffrono la fame, di queste, 3 milioni annualmente muoiono di fame, mentre noi sprechiamo cibo per un miliardo e mezzo di euro. «Anche noi dobbiamo dare un contributo, sapendo che il cibo è un grande valore, ma questo significa – ha concluso Zaia – dare a chi soffre la fame le risorse per comprarsi il cibo: il diritto dell’accesso al cibo non ha nulla a che vedere con gli ogm».

Gianni Alemanno, Sindaco di Roma

Grande interesse ha suscitato anche l’intervento di Gianni Alemanno che ha sottolineato come sia fondamentale che le grandi città abbiano a cuore la sostenibilità, facilitando tutte le attività che portano «la campagna nel territorio urbano, per questo sosteniamo le iniziative di Slow Food come gli Orti in Condotta o Mercati della Terra per agevolare il più possibile la filiera corta e l’incontro tra produttori e consumatori. Stiamo lavorando anche per il recupero dei vecchi casali ancora presenti nella città». Alemanno ha inoltre sottolineato come Roma stia operando per diventare un modello di città che pone grande attenzione al discorso energetico, cercando di sviluppare modelli di produzione diffusa. Concludendo ha ribadito che la Capitale sarà una città ogm free.

(fonte: Slow Food Italia)

Sabato 8 maggio ad Abano Terme (Pd) c’è Ambientiamoci

Si tiene sabato 8 maggio 2010 al Centro Congressi sala Kursal di Abano Terme (Pd) alle ore 15:45 “Ambientiamoci 2010“, convegno organizzato da Nuovo Respiro in collaborazione con l’Associazione Caso all’interno del festival “Europe Days” con la partecipazione in video conferenza di Jacopo Fò.

Durante l’incontro, qualificati professionisti del settore parleranno di politiche ambientali efficaci,  di risparmio energetico ed energia pulita. L’ingresso è gratuito e al termine dell’incontro (previsto per le ore 19:00) sarà possibile trasferirsi alla Festa Europea dove sarà allestito lo stand gastronomico e si potrà continuare la serata con le altre attività proposte.

(fonte: Nuovo Respiro)

Dal 7 al 9 maggio, nel piacentino “Le giornate della biodiversità”

A livello mondiale viene ampiamente dibattuto l’argomento relativo alla salvaguardia della biodiversità nell’ambito zootecnico e nell’ambito vegetale. Le minacce alla biodiversità derivano principalmente dalle gravi interferenze operate dall’uomo, dal tentativo di incrementare le produzioni per colmare esigenze alimentari.

In nome della produzione, impoverimento del materiale biologico. Limitatamente alla zootecnia, l’utilizzo di poche razze selezionate, soprattutto in nome della produttività, è avvenuto a scapito di quelle meno produttive, determinando un calo di interesse e, in molti casi, un vero e proprio abbandono delle popolazioni meno remunerative. La scelta dei caratteri produttivi economicamente più interessanti e, necessariamente il lavoro di miglioramento genetico, ha portato a un progressivo impoverimento del materiale biologico tanto che gli stessi ricercatori sono stati i primi ad accorgersi del grave rischio di perdita della biodiversità. L’esodo rurale dalle aree svantaggiate ha prodotto anch’esso danni verso la perdita di germoplasma determinando un distacco crescente dall’ambiente.

Secondo il rapporto FAO, delle 2179 razze identificate tra le principali specie d’interesse zootecnico ne sono state individuate 391 a fortissimo rischio d’estinzione. Il 2010 è stato proclamato dall’Onu “Anno Internazionale della biodiversità” per evidenziare al mondo intero la questione dell’impoverimento ambientale del pianeta a seguito della distruzione di habitat ed ecosistemi con inevitabili conseguenze sul benessere umano.

Di questo si parlerà al convegno “Multifaria Vita Le giornate della biodiversità” organizzato dal 7 al 9 maggio 2010 a Gariga di Podenzano (Pc) presso “La Faggiola”

(fonte Biozootec)

Mercoledì 5 maggio: terzo e ultimo incontro pubblico del Gal Polesine Delta Po

Villa Schiatti Giglioli

Con l’incontro di mercoledì 5 maggio ore 21 a Ficarolo, presso Villa Schiatti-Giglioli, si conclude il ciclo di riunioni sulle opportunità del Programma di Sviluppo Locale (PSL) organizzate del GAL Delta Po e in particolare sull’avvio dei primi tre bandi del PSL (“Creazione e consolidamento di fattorie plurifunzionali” (Misura 311 Azione 1), “Sviluppo dell’ospitalità agrituristica” (Misura 311, Azione 2),“Formazione e informazione per gli operatori economici delle aree rurali” (Misura 331, Azione 1).

I bandi sono stati pubblicati sul BUR della Regione Veneto numero 34 del 13 aprile, e la scadenza della presentazione delle domande è il 21 giugno 2010. Complessivamente sono stati messi a bando 1.710.000 euro di contributo, che attiveranno nel territorio dei 33 Comuni del GAL Delta Po investimenti e attività per circa 3.500.000 euro. All’incontro, oltre a Francesco Peratello, presidente del GAL Delta Po, parteciperà anche Avepa di Rovigo, struttura a cui andranno presentate le domande di contributo.

Il Gal Polesine Delta del Po, nato nel 1994, è attualmente costituito da un partenariato pubblico-privato formato da ventisei soci e realizzerà le azioni previste nel PSL nell’ambito dei 33 Comuni della fascia “rivierasca” del Po compreso tutto il Delta. Con il PSL dal titolo “Percorsi rurali nelle terre dei grandi fiumi, sviluppo degli itinerari rurali connessi ai percorsi di mobilità lenta seguendo la storia e la tradizione dei fiumi”, sono previste iniziative per oltre 18 milioni di euro di investimenti sul territorio di competenza. I Gruppi di Azione Locale sono dei partenariati pubblici-privati che si sono costituiti grazie alle politiche sullo sviluppo delle zone rurali che l’Unione Europea sta portando avanti dagli anni ’90, attraverso le Iniziative Comunitarie LEADER (acronimo di “Liaisons Entre Actions de Developpement de l’Economie Rurale”).

(fonte Gal Polesine Delta Po)

Come evitare il “declino delle api”: se ne parla giovedì 29 aprile all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige

Giovedì 29 aprile, alle ore 17, presso l’aula magna dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, si svolgerà un incontro rivolto agli apicoltori trentini e agli operatori del settore. Interverranno il dirigente Michele Pontalti ed i tecnologi del Centro Trasferimento Tecnologico per presentare i risultati di un anno di attività di sperimentazione a supporto dell’apicoltura trentina.

Strategie per evitare il “declino delle api”. Dalle cause di moria come la Varroa ai rapporti tra razze di api e microclimi, dagli effetti di diverse nutrizioni alla consulenza specialistica. Attività, queste, realizzate in sinergia con gli operatori del settore, e volte ad individuare i fattori di crisi dell’apicoltura trentina ma anche le possibili strategie per rendere questa importante realtà più efficace, produttiva e qualificata. Negli ultimi anni, infatti, l’apicoltura e l’ape stessa sono in pericolo, in tutto il mondo ed anche in Trentino. Il fenomeno, identificato internazionalmente come “declino delle api”, appare ormai chiaramente originato da una serie di fattori sfavorevoli alla vita delle api.

(fonte Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario di San Michele all’Adige)

Aumenta il rischio povertà alimentare in Italia

Aumenta in Italia il rischio di vivere in famiglie povere dal punto di vista alimentare, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione (tra gli 0 e i 24 anni) e in particolare tra quelle con età inferiore ai 14 anni.  L’incidenza della povertà alimentare è del 10,3% tra le coppie con due o tre figli, e del 5,2% in quella delle famiglie composte da un solo genitore. Nel 2007 le famiglie povere con spesa alimentare inferiore agli standard medi risultavano pari al 4,4% del totale, in valore assoluto si tratta di 1 milione e 50 mila famiglie, corrispondenti a circa 3 milioni di individui (fonte “La povertà alimentare in Italia” – Fondazione per la Sussidiarietà).

Nell’Anno Europeo della Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale, Fondazione Banco Alimentare Onlus  incontra Industria e GDO. Marco Lucchini, direttore della Fondazione Banco Alimentare Onlus, che si occupa della raccolta e della distribuzione delle eccedenze alimentari ai bisognosi, incontrerà Industria e Grande Distribuzione per condividere nuovi modelli strategici per affrontare i bisogni alimentari della popolazione italiana. Il meeting è fissato per venerdì 21 maggio a Forte Village in Sardegna, in occasione de Linkontro, evento Nielsen che riunisce da 26 anni i vertici e il management commerciale delle aziende leader nell’Industria di marca, nella distribuzione moderna, nella comunicazione e nei servizi.

Il titolo del seminario è “Il sistema Banco Alimentare” e verranno esposti i benefici per l’Industria e la GDO riassumibili in:

  • Benefici sociali: perché i prodotti utilizzabili per l’alimentazione vengono recuperati e donati agli Enti caritativi che ricevono gratuitamente questi alimenti
  • Benefici economici: donando le eccedenze, le aziende restituiscono loro un valore economico e, se da un lato contengono i propri costi di stoccaggio e di smaltimento, dall’altro offrono un contributo in alimenti che ormai supera le centinaia di milioni di euro di valore commerciale.
  • Benefici ecologici: il recupero degli alimenti ancora perfettamente commestibili, impedisce che questi diventino rifiuti, permettendo così da un lato un risparmio in risorse energetiche e un abbattimento delle emissioni di CO2 nell’atmosfera e, dall’altro, il riciclo delle confezioni.
  • Benefici culturali: Banco Alimentare privilegia un’azione basata sul principio di sussidiarietà. L’opera educativa pone al centro del suo agire la carità, quel dono di sé commosso che guarda alla persona come unica e irripetibile.

(fonte Linkontro)

A Montegrotto Terme (Pd) nasce la Scuola Internazionale del Gusto

Venerdì 23 aprile alle ore 10:00 presso il Museo Internazionale del Vetro d’Arte di Montegrotto Terme (Pd) si svolge la presentazione del progetto “Scuola Internazionale del gusto“, organizzato dall’amministrazione comunale di Montegrotto Terme.

Obiettivo del progetto: creare un vero e proprio Polo Internazionale del Gusto, che sia punto di riferimento e fulcro della ricerca del “gusto” inteso quale vero e proprio motore propulsivo del turismo enogastronomico. Il Progetto ha già ottenuto il patrocinio e il contributo dal Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali nonché il marchio  “Tra terra e cielo” della Regione Veneto.

Sapori senza confini. “La Scuola Internazionale del Gusto Italiano troverà collocazione presso il Rustico di Villa Draghi – racconta il vice Sindaco di Montegrotto Terme Massimo Bordin – ferma restando la dinamicità che intendiamo dare a questa forma di insegnamento e rappresentazione esportando oltre i confini nazionali gli insegnamenti sull’arte del “Gusto”. Per questo la Scuola si configurerà come un vero e proprio laboratorio di studio e ricerca del Sapore e del Gusto dei prodotti italiani e si avvarrà di grandi esperti del settore quali chef, cuochi, ristoratori, sommelier”.

L’Italia dell’enogastronomia fa sistema. Il progetto prevede la partecipazione di produttori di specialità alimentari di qualità, consorzi di tutela dei prodotti tipici regionali, aziende di distribuzione alimentare di nicchia che provengano da tutte le regioni italiane in modo da rappresentare l’intero sistema Italia dell’enogastronomia. La caratteristica del progetto è la grande rappresentatività che viene data alla città di Montegrotto Terme, all’Italia e alle sue venti regioni, che verranno via via tutte rappresentate nella prosecuzione del progetto e nei programmi della scuola internazionale del Gusto Italiano.

(fonte comune di Montegrotto Terme/termedivenezia.wordpress.com)