• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Emergenza nuovo coronavirus, bonus da 600 euro per i giornalisti autonomi, richieste fino al 30 aprile 2020

Nicola Chiarini

Bonus da 600 euro una tantum esentasse per il mese di marzo anche per i giornalisti autonomi iscritti alla Gestione separata dell’Inpgi. E’ il bonus previsto  dal decreto interministeriale, firmato dai ministri del Lavoro e dell’Economia che fissa le modalità di attribuzione del Fondo per il reddito di ultima istanza, istituito con il decreto legge ‘Cura Italia’, per i lavoratori autonomi iscritti alle casse private che hanno subito danni all’attività dalla diffusione del coronavirus.

Richieste da inoltrare fino al 30 aprile. «Lo stanziamento del bonus per il sostegno al reddito dei professionisti autonomi e precari iscritti agli istituti previdenziali privati è un importante segnale di attenzione nei confronti di lavoratori privi di adeguati strumenti di tutela. I limiti di reddito fissati per accedere al contributo di 600 euro permetteranno di soddisfare una platea ampia di giornalisti», osserva Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana. «Come auspicato dalla Fnsi – prosegue – il contributo statale sarà erogato attraverso l’Inpgi e le altre casse professionali e, aspetto non secondario, per un numero significativo di giornalisti andrà a sommarsi alle misure di sostegno già deliberate dallo stesso Inpgi. È un risultato importante per il cui raggiungimento è stato fondamentale il confronto costante fra la Fnsi e il governo».

Modalità. La richiesta va presentata via mail all’indirizzo Bonuscovid19@inpgi.it corredata di copia di un documento di identità valido e utilizzando il modulo scaricabile a questo link https://inpginotizie.it/wp-content/uploads/2020/03/DEF-modulo-richiesta-indennita-600-euro-emergenza-coronavirus-art-44-dl-18-2020-rivisto-GG-bis.pdf

Criteri. Due le platee che hanno diritto al bonus: chi nell’anno 2018 ha dichiarato un reddito annuo fino a 35.000 euro; chi ha guadagnato tra i 35.000 e i 50.000 euro annui e che nel primo trimestre 2020 (gennaio/marzo) abbia registrato una contrazione di reddito almeno del 33% rispetto al primo trimestre 2019. Il beneficio economico viene riconosciuto in presenza di regolarità contributiva.

Risultato. Commenta Nicola Chiarini, socio Argav, referente per il lavoro autonomo della giunta regionale del Sindaco giornalisti Veneto e componente del Comitato amministratore dell’Inpgi 2: «È un risultato notevole raggiunto grazie al confronto fondamentale fra Fnsi e Governo. Decisivo è stato il gioco di squadra anche con l’Istituto di previdenza che la scorsa settimana ha deliberato un primo pacchetto di 42 milioni di euro per il sostegno al reddito dei colleghi autonomi. A tal proposito ricordo che il bonus di 600 del Governo, laddove ci siano le condizioni, potrà essere accumulato con il contributo una tantum di 500 euro stanziato in autonomia dall’Inpgi».

Fonte: Sindacato Giornalisti del Veneto

Una montagna di aiuti per gli ospedali trentini, raccolta fondi organizzata da Ski Team Pinzolo

“La montagna non è solo nevi e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio tempo e misura”. A ricordare la frase dello scrittore Paolo Cognetti dedicata alla montagna è Massimo Cadorin, presidente dello Ski Team Pinzolo, che ha dato il via alla raccolta fondiUna montagna di aiuti per gli ospedali trentini” per aiutare concretamente i presidi ospedalieri di Trento, Rovereto, Arco, Tione, Cles, Borgo e Cavalese che combattono in prima linea per far fronte all’emergenza nuovo Coronavirus.

Un aiuto concreto. Spiega Cadorin: “Nell’attesa di tornare in pista, atleti, allenatori e dirigenti si sono attivati subito per sostenere chi sta lottando contro il coronavirus, non solo a parole, ma anche con fatti concreti. I fondi raccolti attraverso la campagna consentiranno di acquisire le forniture necessarie alle strutture per prendersi cura al meglio dei pazienti e per permettere agli operatori sanitari di proteggersi per proteggere. Attraverso la generosità e la solidarietà delle persone, oltre all’acquisto da parte degli ospedali dei materiali, si sosterrà l’Azienda Provinciale nell’erogare servizi sanitari per contrastare l’emergenza. Per questa importante iniziativa Ski Team Pinzolo si avvale del supporto di Kreston Rs come advisor internazionale, della esperienza e della piattaforma di Kobo Funds.

Per fare una donazione. Sulla piattaforma https://kobofunds.com/campaign/apss_trento, oppure con un bonifico bancario: IBAN IT 96 J 02008 01802 000102416554 intestato all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento – Unicredit Banca. Causale: Una Montagna di aiuti per il coronavirus.

Tanti gli sportivi che con un video hanno sostenuto l’iniziativa: dallo sciatore Giorgio Rocca alla pattinatrice Cecilia Maffei, dal campione di motocross Alberto Forato, al pilota di MX Alessandro Lupino, dal ciclista campione del mondo su strada Francesco Moser, ai cestisti Giacomo Galanda e Davide Pascolo, fino al motociclista Marco Melandri. A testimonianza che la solidarietà nello sport non ha confini.

Fonte: Servizio stampa Ski Team Pinzolo

La “filiera della comunicazione” ai tempi del nuovo Coronavirus

(di Mimmo Vita, presidente Comitato Tecnico Scentifico Unaga) La filiera giornalistica, lo sappiamo bene noi che vi operiamo, è complessa. Magari andrebbe definita più correttamente “filiera della comunicazione”, specie al tempo del coronavirus.

Ho usato il termine filiera per due motivi. Il primo è per essere in sintonia con quanto ha indicato il Governo, nella ricerca di individuare le attività indispensabili; le ha chiamate appunto “filiere”, perché si tratta di una serie di comparti collegati e non un unico segmento produttivo. Esempio, ed è il secondo motivo, la filiera agroalimentare che aggrega molte aree operative, dall’impresa agricola che produce, al supermercato o il negoziante che vendono al consumatore finale del prodotto; il tutto passando per momenti di raccolta, trasporto, trasformazione, ancora trasporto, centri logistici di distribuzione, dettaglio. Tutti sono collegati l’un l’altro, ed indispensabili.

Chi, come me, opera per l’informazione all’interno di questa filiera, a maggior ragione se lo fa in un ente pubblico, sente forte il dovere di diffondere le notizie di cui è in possesso al fine di partecipare positivamente al processo di risoluzione, in questo caso dell’emergenza in corso. È certo che l’agricoltura e l’agroalimentare stanno dando un grosso contributo nell’aiutare ognuno di noi e le famiglie italiane ad affrontare una situazione impensabile e mai vista. Produrre e fornire cibo, sano e genuino, di alta qualità come quello italiano, e renderlo disponibile su tutto il territorio nazionale, è una sfida molto difficile e delicata. Se non ci avete mai pensato, quanta sicurezza dà alla popolazione sapere di poter uscire di casa e raggiungere i punti vendita per trovare ciò di cui hanno prioritariamente bisogno, il cibo!

Coldiretti ha segnalato un incremento del 47% delle vendite agroalimentari, con un’impennata per i formaggi. Contemporaneamente crescono le vendite online, specie di strumenti per la cucina. Si sta a casa, si vive di più assieme, si torna ad essere famiglia, e il momento della tavola torna ad essere centrale: anche cucinare aggrega. Informare sulle novità ed i servizi dell’agroalimentare è quindi funzionale a creare un clima sociale favorevole all’accettazione di questa restrizione della libertà personale che altrimenti rischierebbe di sfociare in comportamenti difficilmente gestibili.

Giornali, social, televisione, non mancano di perseguire questi filoni comunicativi. Noi giornalisti del settore agricolo e agroalimentare alimentiamo questo desiderio, offriamo statistiche, curiosità, indicazioni, novità. Segnaliamo anche le difficoltà, come quelle in cui si trovano ad esempio gli agriturismi (come tutto il settore turistico) o gli operatori della pesca, o il florovivaismo per fare un esempio, in ginocchio per le conseguenze del COVID-19. Tutto ciò perché sappiamo che, oltre a restare a casa – #iorestoacasa -, uno degli anticorpi più potenti a contrasto di questo nemico sconosciuto è l’informazione.

 

Solidarietà ai tempi di coronavirus. Alle famiglie di Vo’ Euganeo (Pd) un pacco dono dal Veronese

Colli Euganei

(di Maurizio Drago, consigliere Argav) Notizie buone in tempo di coronavirus.
Due imprenditori del Veronese si sono messi insieme e hanno confezionato a tutte le 1200 famiglie di Vò un pacco-dono contenente un pezzo di prosciutto (o una sopressa) e una bottiglia di amarone. Un segno di solidarietà che Walter Ceradini e Andrea Sartori hanno fatto al paese di Vò, primo focolaio del Veneto di coronavirus.

Walter Ceradini percorreva con la sua auto, qualche giorno fa, il tratto che da Soave portava a Thiene. Pensava a Vo’, quel paese di 3300 abitanti dei Colli Euganei, quelle 1200 famiglie nel cuore di uno tsunami, chiuse per prime in quarantena. Pensava: cosa posso fare per quel paese dove l’economia si basa soprattutto sul vino? Che ora è in ginocchio, ora è chiusa in quarantena? Cosa posso fare? Devo dimostrarlo con i fatti, già troppi lo dimostrano con le parole, vanno nei giornali o nelle televisioni a dare la loro solidarietà…Ma a quelle famiglie, tutte, c’è bisogno di qualcosa di più concreto…Un qualcosa di tangibile. Walter Ceradini è un imprenditore della terra, ha un vigneto e lavora la carne (produce insaccati nella sua azienda Il Vigneto dei Salumi).  Gli balena una idea: dimostrare che la solidarietà c’è, dimostrare che nei tempi del bisogno serve aiutare, ma senza farsi pubblicità. Ha chiamato il comune di Vò, ha sentito che ci sono 1200 famiglie e si è dato da fare, dando disposizioni ai suoi collaboratori: confezioniare 1200 pezzi di prosciutto crudo o sopressa accompagnati con una bottiglia di vino. E qui la solidarietà diventa contagiosa quanto il terribile virus. Walter chiede al suo amico imprenditore Andrea Sartori di Negrar (Cantine Sartori): regaliamo a tutte le famiglie di Vò un pezzo di prosciutto e una bottiglia di vino, a dimostrazione concreta che ci siamo.

Andrea, sollecitato dal suo amico Walter, produttore di uva che lui conferisce alla cantina Sartori, non ci pensa due volte! Vengono preparati 1200 pacchi: un “segno” per gli abitanti di Vo’. Un camion carico dei pacchi è entrato nel Comune di Vò e da qui è stata la consegna a tutte le famiglie che, inaspettatamente, hanno ricevuto il gradito regalo. Walter sottolinea: non voglio e non mi interessa fare pubblicità, penso alla crisi che ci sarà. Noi, giustamente, riteniamo giusto far conoscere questi gesti. Il sindaco Giuliano Martini questa volta sorride e ringrazia sentitamente questi imprenditori. Ci ricorderemo di questo gesto, ha sottolineato.

#andratuttobene… ma poi ricordiamocelo, perché di Terra ne abbiamo una sola

Fabrizio Stelluto

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) E’ arrivata un’emergenza grave, che può colpire tutti, da subito. Così, passano ovviamente in secondo piano emergenze ambientali, ben più difficili da combattere e che potrebbero mettere a rischio la vita del nostro pianeta tra 30, 50, 100 anni.

Il riscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacciai, l’oltraggio ai suoli, i rifiuti e le scorie, i carburanti fossili, le discariche incontrollate, le emissioni fuori regola, sono solo alcuni dei gravi fattori di rischio per la nostra salute. E l’agroalimentare? Ci viene assicurato che le forniture sono garantite. Eppure la quantità non può prendere il posto della qualità. Dobbiamo continuare a valorizzare i prodotti migliori, le filiere certificate, la vendita diretta, il biologico, le aziende rispettose della terra e del lavoro anche stagionale e precario, gli allevamenti che credono nel benessere animale. Le competenti autorità aiutino tutti, ma garantiscano il sostegno maggiore a coloro che, spesso a costo di grandi sacrifici, hanno investito nella lotta all’inquinamento e nelle energie pulite, che ci garantiscono buon cibo e buone bevande.

Se crediamo in tutto questo, noi giornalisti ” specializzati ” abbiamo un ruolo importante, che merita di essere valorizzato e rispettato. Per questo, ci mettiamo a disposizione come e più di prima per valorizzare le tante realtà imprenditoriali, virtuose e sociali, che operano nei settori di nostra competenza.

Emergenza nuovo coronavirus, nessun problema di approvvigionamento cibo grazie anche alla rete Italmercati di cui fa parte il Mercato Ortofrutticolo di Padova

Francesco Cera, direttore del Mercato ortofrutticolo di Padova (Maap), rassicura sulla capacità di rifornimento di ortofrutta, pesce e generi alimentari sia al dettaglio che ad ambulanti e a supermercati.

Racconta Cera: “Abbiamo una filiera e un sistema logistico di consegne di generi alimentari collaudato. Siamo organizzati in una rete che si chiama Italmercati, capillare in tutte le città d’Italia e siamo ben organizzati per smistare i prodotti alimentari. Ogni direttore di mercato italiano, da Roma a Padova a Milano, si adopererà con i propri grossisti e produttori agricoli nonché operatori di facchinaggio della logistica che operano per tenere aperto il mercato e garantire gli approvigionamenti delle città”.

Fonte: Veneto Agricoltura

Emergenza Coronavirus, garantite scorte alimenti, no assalti per la spesa, da farsi preferibilmente attraverso una persona per famiglia

I rifornimenti alimentari sono garantiti in tutte le aree del Paese nei mercati e nei supermercati dove occorre evitare inutili accaparramenti che favoriscono solo le speculazioni. E’ quanto afferma Coldiretti in riferimento alla inutile corsa agli acquisti che si è verificata in alcune realtà per cibi e bevande, dopo il provvedimento varato dal Governo per contenere l’emergenza Coronavirus che introduce misure speciali in tutta Italia.

Garantire produzione con mobilità merci e lavoro nel rispetto delle norme di sicurezza. “Su nostra sollecitazioni sono stati pubblicati i chiarimenti sul trasporto merci e sul lavoro necessari a dare continuità alle attività produttive nelle campagne dove vanno seguiti i cicli stagionali, dalla semina alla raccolta e garantita la cura delle piante e l’assistenza e l’alimentazione degli animali allevati nelle stalle, ma anche la trasformazione industriale e le consegne per la distribuzione commerciale” ha affermato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, che sottolinea “l’importanza di un monitoraggio continuo delle misure adottate per non compromettere la mobilità di merci e persone necessarie all’attività produttiva, nel rispetto delle norme di sicurezza. La nota esplicativa al Dpcm chiarisce infatti che “le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati dalla delimitazione. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all’interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci”.

A far la spesa, meglio una persona per famiglia. Anche la produzione alimentare – continua la Coldiretti – puo’ procedere regolarmente nei territori delimitati dal nuovo Decreto che riguardano la food valley italiana che garantisce l’approvvigionamento sui mercati nazionali ed esteri con la produzione di circa 1/3 del Made in Italy agroalimentare, dal latte alla carne, dai formaggi ai salumi, dal riso alla pasta, dalla frutta alla verdura fino al vino e alle conserve di pomodoro. Un territorio dove – precisa la Coldiretti – si concentra il maggior valore della produzione nazionale alimentare di qualità (Dop/Igp). Le limitazioni introdotte non vietano infatti gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro, secondo la nota esplicativa al Dpcm. Pertanto salvo che siano soggetti a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i transfrontalieri potranno quindi entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

Festa della donna, un pensiero alle “principesse” di Vo’ Euganeo (PD)

Alessandra ed Elisabetta

“Solidarietà e vicinanza alle imprenditrici di Coldiretti di Vo’ Euganeo, rinchiuse nelle loro aziende”. E’ il messaggio che Chiara Bortolas presidente di Donne Impresa Veneto invia alle colleghe costrette all’isolamento a causa del Coronavirus. Delle 277 aziende agricole sui Colli Euganei circa 90 sono Coldiretti. Si tratta per lo più di cantine con 600 ettari coltivati a vigneto, agriturismi, fattorie didattiche e qualche allevamento per un fatturato totale 30milioni di euro.

Luana

In questo comune gli abitanti vivono blindati, tra la paura del contagio e le regole da rispettare. Gli agricoltori lavorano in campagna: c’è da potare, curare gli animali, preparare il terreno, ma è indubbio che la battuta d’arresto per le attività collaterali di accoglienza, ospitalità, ristorazione e degustazione, segneranno inevitabilmente il bilancio aziendale. “Grazie ai social riceviamo notizie – commenta Chiara Bortolas – che ci permettiamo di condividere per non abbandonarle: sono le nostre principesse imprigionate nei loro castelli, le vogliamo considerare così, in questo periodo di forza maggiore”.

Marika

Forza donne di Vo’! Marika Zanuso, in facebook ha postato un dolce fatto in casa con i biscotti mentre il marito Sandro si occupa della vigna bio. Nel menù del loro agriturismo “San Nazario” c’è la proposta vegetariana perfettamente abbinata ai vini. Cinzia, Catia e Barbara con mamma Mirella sono le donne dell’agriturismo Bacco e Arianna. Ognuna ha un suo ruolo in azienda, l’importante è trovarsi intorno al focolare domestico con tutta la famiglia. Monica Toniolo ha lasciato l’agenzia viaggi per fare la cuoca contadina nell’agriturismo “Ai Colli”. E’ mamma di Maria Luce che non può andare a trovare la nonna Maria Grazia: c’è il cordone militare. Luana Carmignotto: è l’artista dell’agriturismo “L’Alveare”, una giovane food designer che prepara piatti buoni da mangiare e belli da vedere. Alessandra Martini e la sorella Elisabetta, una cucina e l’altra impiatta. Il duo vincente, la nuova generazione dell’agriturismo “La Roccia”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

 

Emergenza coronavirus, Regione Veneto, a Vo’ indennizzi totali per danni diretti e indiretti

“Vo’ non è solo un piccolo paese ai piedi dei Colli Euganei, è il cuore pulsante dell’agroalimentare del Padovano. I danni diretti e indiretti causati dal blocco delle attività e dal cordone sanitario creato attorno alle 164 aziende agricole della ‘zona rossa’ sta causando danni pesantissimi a tutto il sistema agroindustriale padovano e veneto”. Lo ha ribadito l’assessore regionale all’Agricoltura che ieri, insieme ai vertici regionali delle associazioni agricole del Veneto e ai rappresentanti provinciali, ha tracciato il quadro dell’impatto economico generato sul mondo agricolo dall’emergenza coronavirus.

Necessaria una campagna promozionale a tambur battente nazionale e internazionale per promuovere sicurezza assoluta dei nostri prodotti. “Agriturismi e ristoranti sono il settore più colpito dai provvedimenti di blocco – prosegue l’assessore – in particolare a Vo’, dove operano oltre una ventina di agriturismi, ognuno dei quali sta subendo una perdita di almeno 100 mila euro al mese per mancati introiti. Ancora più pesante l’impatto su cantine e oleifici, settore che nel comprensorio euganeo vale circa 30 milioni di euro (42 milioni se consideriamo le altre attività agricole collegate) e che ora è sottoposto a danni di immagine pesanti. Chiediamo una campagna promozionale a tambur battente, nazionale e internazionale, per promuovere la qualità e la sicurezza assoluta dei nostri prodotti. Non dobbiamo certificare nulla, la qualità dei nostri prodotti è fuori discussione: anche oggi il Ministero della Salute ha ribadito che il virus non si diffonde con gli alimenti, né con gli animali domestici”.

Altra emergenza garantire continuità ai lavori nei campi, nei vigneti e nelle serre: manca la manodopera degli operatori stagionali, garantita da romeni e polacchi. “Ho proposto di ripristinare l’utilizzo di voucher semplificati in agricoltura – dichiara l’assessore – strumento che consente di impiegare nei lavori stagionali studenti, disoccupati, pensionati, garantendo trasparenza e reddito dignitoso.Ora – conclude – sono il Governo e l’Unione Europea a dover fare la loro parte. Le categorie economiche sollecitano l’annullamento dei contributi previdenziali per le aziende della zona rossa e la sospensione per l’intero Veneto, nonché di anticipare i pagamenti Pac alle aziende per aiutarle a fronteggiare la crisi di liquidità. Mi auguro che almeno si consenta alle aziende della filiera agroalimentare ma anche del turismo, anche a quelle più piccole, di accedere alla cassa integrazione in deroga”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Emergenza coronavirus: Regione Veneto proroga di 14 giorni la scadenza dei bandi del programma di sviluppo rurale e convoca per oggi il “Tavolo verde”

Oggi, martedì 3 febbraio, l’assessore regionale all’Agricoltura ha convocato il ‘Tavolo verde’ (organo di consultazione e di concertazione con il mondo agricolo istituito dalla Regione Veneto) per valutare con gli operatori del settore le problematiche create all’emergenza sanitaria Covid-19 e le possibili misure da adottare o da proporre al Governo e all’Unione Europea.

Partecipanti. Alla riunione sono invitati i presidenti regionali di Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Agriveneto, Confcooperative, Legacoop e il presidente della commissione Attività produttive del Consiglio regionale. Al tavolo parteciperanno anche i referenti padovani delle associazioni, per fare il punto sulle specifiche problematiche della filiera agroindustriale nella ’zona rossa’ e nei territori contigui.

Proroghe bandi Psr. Sempre a seguito dell’emergenza coronavirus, la Regione Veneto ha prorogato di ulteriori 14 giorni le scadenze dei bandi del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 deliberati il 23 dicembre scorso ed inizialmente previsti al 10 marzo, il 9 aprile e il 24 aprile, a seconda del tipo di intervento, che mettono a disposizione delle imprese agricole e della sostenibilità del settore primario oltre 91 milioni di euro. “Alcune delle misure adottate dal Consiglio dei ministri riguardanti i Comuni della ‘zona rossa’ possono interferire o impedire lo svolgimento di alcune attività propedeutiche necessarie alla predisposizione delle domande di sostegno e dei relativi progetti a valere sui bandi. Attività che spesso non sono gestibili in modalità “a distanza”, come l’acquisizione di consulenze e lo svolgimento di briefing interdisciplinari, la presentazione di taluni documenti riguardanti l’iter di rilascio di autorizzazioni o permessi e il completamento delle relative istruttorie tecnico-amministrative, l’acquisizione di preventivi di spesa per attrezzature o impianti realizzati a misura del richiedente”, spiega l’assessore all’Agricoltura.

Qualora le misure emergenziali vengano ulteriormente prorogate dalle autorità nazionali o regionali competenti sulla gestione dell’ emergenza epidemiologica, la Regione Veneto ha incaricato il direttore dell’Autorità di gestione Feasr e Foreste a provvedere con proprio atto all’ulteriore congruente proroga dei termini dei bandi.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto