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A Vigo di Cadore (BL) la prima trebbiatura d’alta quota

Vigo di Cadore

Oggi, 2 settembre, alle ore 10.00 a Vigo di Cadore (BL) si terrà  la trebbiatura del grano. Può sembrare normale ma niente affatto. Siamo a mille metri sopra il livello del mare, a settembre, fuori stagione. Un evento del genere è spiegabile solo in Russia o in Canada dove la semina primaverile del frumento è una pratica ordinaria, qui in Italia è rarissimo.

Contadini di montagna, tra mille difficoltà. Un caso unico come straordinaria è anche la reazione della gente di questa valle alla crisi dell’industria dell’occhiale che da anni ha privato di manodopera la campagna a favore dell’impiego nel settore manifatturiero. E’ quanto è successo all’imprenditore agricolo De Coppi Matteo che sfidando tutti da cinque anni a sta parte si dedica completamente alla produzione di ortaggi di qualità. Scontrandosi con la frammentazione fondiaria del paese e con i cervi, i caprioli ghiotti delle sue verdure, l’agricoltore è riuscito a mettere insieme un corpo unico di circa 10 ettari dove coltiva zucchine, fagiolini, radicchi, insalate e cavoli. Nel campo anche il mais tipico e ricercato, una vera chicca.

La farina servirà per il panificio del posto. La novità  del 2009 è la semina di frumento che darà  quest’anno la farina di grano tenero per il panificio locale di Lozzo di Cadore, per fare il pane dal produttore al consumatore ovviamente all’insegna della filiera corta. La superficie cerealicola inizialmente era di appena qualche centinaio di metri quadrati, tanto che la raccolta è avvenuta a mano, ma in dodici mesi lo spazio dedicato alla coltura è aumentato e i titolari dell’azienda hanno dovuto ricorrere ad un trasporto eccezionale di 100 km con un Tir proveniente dalla pianura.

(fonte Coldiretti Veneto)

Green economy: con l’elettricità dai campi si abbatte la bolletta energetica nazionale, ma servono certezze per investire

La bilancia commerciale italiana dell’energia segna un deficit che negli ultimi tre anni ha oscillato tra i 42 ed i 60 miliardi di euro (con un picco dell’import, nel 2008, di 76 miliardi di euro, pari al 5% del Pil) senza il quale avremmo un avanzo commerciale di 40 miliardi di euro. “Per abbattere i costi della bolletta energetica l’agricoltura può dare un grosso contributo, perché il settore è al passo con i tempi nella scommessa sulla “green economy”, dice il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni intervenendo al dibattito “L’economia (sostenibile) è green” nell’ambito di “Cortina InConTra”.

1/L e richieste del mondo agricolo. “Un Impegno che gli agricoltori italiani sono pronti ad assolvere a patto di garantire loro un orizzonte di certezze e di stabilità attraverso politiche idonee”, sottolinea Federico Vecchioni, elencando le richieste del mondo agricolo, che partono da una maggiore considerazione delle potenzialità delle biomasse e del biogas, da valorizzare, al pari delle altre energie da fonti rinnovabili, in un quadro stabile in cui le incentivazioni siano mantenute per tre anni (sino a tutto il 2012) non siano modificate una volta concesse. Sempre in tema di incentivi serve una loro equilibrata ridefinizione, che confermi l’orientamento politico a favore della produzione di energia elettrica nelle aziende agricole sino ad 1 MW per la generazione distribuita, con uno snellimento delle autorizzazioni ed il potenziamento della rete elettrica.

2/Le richieste del mondo agricolo. Poi va prevista una corretta classificazione dei materiali utilizzabili, per facilitare l’uso, a fini energetici, dei residui e dei sottoprodotti dell’attività agricola ed agroindustriale, spesso classificati impropriamente come rifiuti. Va anche ulteriormente favorito il biometano per compensare la minor competitività rispetto al gas di origine fossile e in questo senso il Piano di Azione Nazionale delinea una strategia appropriata anche se manca una soluzione al problema delle reti (i costi di connessione sono a carico del cliente). Occorre, inoltre, trovare una soluzione del problema degli impianti a biogas agricoli realizzati “ante 2008”, che paradossalmente godono di agevolazioni inferiori a quelle ora vigenti. E infine è essenziale un sostegno alle biomasse nel settore dei trasporti che sia equamente suddiviso nella filiera.

(fonte Confagricoltura)

Fattorie plurifunzionali e agriturismi: i bandi Bassa Padovana e Veneto Orientale

Gal Bassa Padovana

Entro il 29 settembre le domande per il bando Bassa Padovana. Il GAL Bassa Padovana ha pubblicato il Bando relativo alla Misura 311 “Diversificazione in attività non agricole” – Azione 1 “Creazione e consolidamento di fattorie plurifunzionali”. Le domande di aiuto dovranno pervenire agli Uffici di Avepa entro il 29.09.2010. Per ulteriori informazioni o per scaricare il Bando: www.galbassapadovana.it o tel. 0429 535253

Quarto d'Altino: un tratto dell'antica via Annia

Entro il 22 settembre le domande per i bandi Veneto Orientale. Sono usciti i Bandi Leader del Gruppo di Azione Locale Veneto Orientale. Si tratta di finanziamenti destinati a due tipi di interventi: il primo finalizzato alla creazione e al consolidamento di fattorie plurifunzionali (200.000 euro di importo a bando); il secondo all’ospitalità agrituristica (640.000 euro). Entrambi i bandi scadranno il 22 settembre. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito web.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Giunta Alto Adige, no a fotovoltaico su serre

Su proposta dell’assessore Michl Laimer la Giunta provinciale di Bolzano dice no ai pannelli solari sulle serre. ”Abbiamo deciso che queste tipologie di costruzione non sono da considerarsi degli edifici e pertanto sulla superficie dei tetti delle serre non possono essere installati impianti modulari fotovoltaici”, ha spiegato il vice-presidente Hans Berger.

(fonte Ansa)

Approvato il programma della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale del Veneto

Proporre e definire una “posizione veneta” matura e condivisa rispetto all’evoluzione della politica agricola dell’Unione europea (I° e II° Pilastro) dopo il 2013. E’ questo lo scopo della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale del Veneto, secondo il programma approvato dalla Giunta regionale il 27 luglio, con la deliberazione n. 1930.

L’avvio previsto per il prossimo mese di ottobre a Legnaro (PD). La Conferenza prevede un percorso guidato di approfondimento e confronto sul futuro del mondo rurale veneto, per verificare le opportunità di sviluppo del settore e le strategie “di accompagnamento” che potranno essere adottate nel periodo di programmazione 2014-2020. Il seminario di apertura, in programma il prossimo 1 ottobre a Legnaro (PD), avrà il compito di presentare i primi orientamenti dell’UE e un’agenda di possibili priorità attraverso le quali avviare la discussione sul futuro dell’agricoltura veneta. L’iniziativa, coordinata dalla Regione del Veneto, è organizzata in collaborazione con l’Azienda regionale Veneto Agricoltura e prevede il supporto dell’INEA attraverso un apposito accordo di programma.

Previsti anche cinque seminari tecnici e una consultazione on-line. L’incontro di presentazione e di lancio della Conferenza segnerà l’inizio del percorso progettato per definire e condividere con gli operatori, i principali portatori di interesse e la collettività, le priorità strategiche del sistema agricolo veneto, nel contesto delle prospettive delineate in sede comunitaria e in funzione del programma di governo della Regione. Dopo la giornata di apertura, sono previsti cinque seminari tematici, ciascuno dei quali affronterà una delle specifiche priorità emergenti: 8 ottobre (Innovazione, informazione e filiera della conoscenza); 22 ottobre (Globalizzazione dei mercati e nuovi strumenti d’intervento); 5 novembre (Sistemi agricoli e forestali, ambiente e produzione di beni pubblici); 19 novembre (Qualità dei prodotti e sostenibilità); 3 dicembre (Governance e federalismo per l’agricoltura e le aree rurali). In parallelo ai seminari tematici verrà avviata anche una consultazione “on-line” aperta a tutti coloro che vorranno presentare contributi e proposte per delineare e definire l’Agenda delle priorità strategiche per il sistema agricolo, forestale e rurale del Veneto, che sarà l’oggetto della Conferenza nell’ambito del congresso finale previsto a febbraio 2011.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Bando Chioggia Ortomercato del Veneto per piattaforma logistica prodotti ortofrutticoli

Chioggia Ortomercato del Veneto

Chiusa a giugno con discreti risultati la campagna primaverile del radicchio precoce (6.200 tonnellate di prodotto conferito, circa il 5% in più rispetto al 2009), Chioggia Ortomercato del Veneto non va in vacanza, ma dà avvio ai progetti per il futuro. «Abbiamo cominciato a sfogliare le prime pagine del nostro “libro dei sogni” – spiega il presidente Giuseppe Boscolo Palo – dando pubblica evidenza ad un bando per la concessione di un’area coperta di oltre 1.200 metri quadrati all’interno del nostro ortomercato da adibire a piattaforma logistica per prodotti ortofrutticoli.

Domande entro il 28 agosto 2010. Le manifestazioni di interesse delle ditte operanti nel settore della logistica o del trasporto merci su strada, con particolare riferimento ai prodotti ortofrutticoli, devono essere presentate a Chioggia Ortomercato del Veneto entro il 28 agosto 2010 secondo le modalità specificate nell’avviso pubblico esposto all’Albo Pretorio del Comune di Chioggia e pubblicato nel sito www.chioggia.org. Il bando è disponibile anche presso la direzione del mercato orticolo (tel. 041.5543430).

Prossimo obiettivo, un impianto fotovoltaico. «Con questo primo passo verso l’apertura alle imprese che vogliono investire e sviluppare in quest’area le loro attività – chiosa Boscolo – abbiamo lanciato un sasso nello stagno dei progetti per il rilancio della struttura. Ora aspettiamo si generi l’onda d’interesse anche per le altre idee che abbiamo nel cassetto, soprattutto per l’impianto fotovoltaico sopra le coperture della centrale, che una volta realizzato, potrà fornire energia elettrica pulita alle attività imprenditoriali sottostanti e sarà il più grande del nostro territorio».

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)

Pomodoro al Sud: crescono disagi e tensioni nelle campagne, chiesto l’intervento dei prefetti

Il perdurare dei ritardi nelle consegne e delle penalizzazioni della qualità della produzione del pomodoro hanno fatto ulteriormente crescere lo stato di allarme tra  i produttori che chiedono il rispetto dei contratti. Lo sottolinea Confagricoltura che fa presente come “le fortissime tensioni in atto rendono la situazione estremamente critica, tant’è è stato chiesto l’intervento dei Prefetti interessati”.

Rischio forti reazioni dei produttori. “La coltivazione del pomodoro rappresenta un spaccato importante per molte aree del Mezzogiorno ed è a rischio, oltre che un segmento dell’economia agricola, la tenuta delle relazioni e dei rapporti sul territorio – pone in evidenza Confagricoltura -. Se le operazioni di trasformazione del pomodoro non andranno velocemente a pieno ritmo le perdite economiche saranno altissime e di conseguenza anche le reazioni dei produttori”.

Circolare Agea: primo passo importante ma insufficiente. Dice Confagricoltura: “La recente  circolare Agea che prevede che il mancato rispetto delle previsioni contrattuali da parte delle industrie di trasformazione venga sanzionato duramente sin da questa campagna rappresenta un primo segnale importante, al quale speriamo si aggiungano gli opportuni ulteriori interventi istituzionali”. Confagricoltura ricorda infine che “i tempi per ripristinare un quadro accettabile sono ristrettissimi; sono in discussione ingenti investimenti e tante giornate di lavoro”.

(fonte Confagricoltura)

Agricoltura in Veneto: rivoluzione in atto

Franco Manzato, assessore all'Agricoltura Regione Veneto

Rivoluzione in sei mosse per il primario. Sono quelle che l’assessore veneto all’agricoltura, Franco Manzato, ha fatto approvare nell’ultima seduta della Giunta regionale. “E siamo solo a metà del percorso che consentirà nei prossimi mesi di dare a questo settore un’organizzazione totalmente nuova – ha precisato Manzato – attraverso la quale puntiamo a raggiungere un grande obiettivo: incrementare il reddito delle imprese”. Queste, in sintesi, le linee di intervento che compongono il piano strategico di riorganizzazione dell’agricoltura veneta.

Creazione dello Sportello Unico Agicolo, attraverso la fusione degli Ispettorati Provinciali Agrari territoriali con l’Avepa, l’Agenzia veneta pagamenti: una soluzione che consente di  razionalizzare l’uso delle sedi, con un risparmio di circa 900 mila euro l’anno. “Ma soprattutto – ha puntualizzato l’assessore – un’innovazione che consentirà alle imprese agricole di avere un unico interlocutore di riferimento per le proprie istanze e per i procedimenti amministrativi, con un notevole snellimento delle procedure burocratiche e una maggior velocità delle attività istruttorie”.

Ricostruzione dei vertici dell’Avepa per migliorarne l’efficienza e la qualità del servizio. “Abbiamo provveduto ad attribuire i nuovi incarichi di dirigenza – ha spiegato Manzato – guardando, oltre che alla professionalità delle persone, alla loro capacità di intrattenere un rapporto costruttivo con gli operatori, attraverso il dialogo e la disponibilità ad affrontare i problemi del settore, stando, per così dire, dalla loro parte”.

Definizione di un piano e di un pool per la semplificazione, “al fine di eliminare l’inutile burocrazia – ha affermato l’assessore – rendere comprensibile l’azione degli enti pubblici, sopprimere regole inutili, riorganizzare gli apparati, introdurre nuove tecnologie e metodologie capaci di snellire le procedure. Assicureremo così evidenti benefici agli imprenditori, oggi costretti a sacrificare più del 20% del proprio tempo di lavoro nel disbrigo di attività farraginose e spesso improduttive”.

Creazione del tavolo di coordinamento dei controlli, concentrando in unico soggetto l’attività di verifica e pervenendo a un “registro unico” dei controlli, razionalizzando i costi ma soprattutto proponendo un interlocutore unico ai produttori.

Avvio del tavolo di ricerca e innovazione, per razionalizzare l’attività in quest’ambito, “utilizzando meglio le risorse regionali – ha evidenziato Manzato – finalizzandole in particolare alla competitività delle imprese”.

Istituzione di un concorso di idee per premiare le aziende che propongono progetti innovativi relativi alle sette diverse filiere agroalimentari, riducendo i costi di produzione e incrementando il reddito aziendale.

Veneto, primo in Italia per presenze turistiche anche grazie ai prodotti della terra. “Il settore primario impegna meno dell’1% del bilancio regionale, ma la sua importanza va ben al di là di questo dato percentuale – ha concluso Manzato –. E’ difficilmente calcolabile, infatti, quanto le politiche agricole influenzino complessivamente l’economia, il sistema sociale e produttivo del Veneto: basti pensare alle azioni in materia di salvaguardia del territorio, di mantenimento delle caratteristiche identitarie degli ambiti rurali, di valorizzazione delle produzioni agricole tipiche, di propulsione nei confronti di altri comparti, quale soprattutto l’industria dell’ospitalità, che anche in forza della straordinaria qualità dei prodotti della nostra terra, si è sviluppata al punto da collocare il Veneto al primo posto tra le regioni italiane per numero di presenze turistiche. E ora si apre un nuovo capitolo”.

(fonte Regione Veneto)

Aziende agricole: pubblicato decreto concessione fondi

Lo scorso 8 luglio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 maggio 2010 con il quale si autorizza la concessione di fondi di importo fino a 15.000 euro in favore delle aziende agricole italiane, senza obbligo della preventiva notifica alla Commissione europea.

In vigore fino al 31/12/2010. La misura, approvata con decisione comunitaria del 1 febbraio 2010, n. C (2010) 715, rimane in vigore fino al 31 dicembre 2010. Dopo tale data, a meno di eventuali proroghe da parte della Commissione europea, l’importo massimo dell’aiuto erogabile senza preventiva notifica torna al livello originario, pari a 7.500 euro per azienda. ”Questo provvedimento era particolarmente atteso dal settore agricolo, soprattutto in un momento simile, fortemente contrassegnato dalla crisi economica, e costituisce un segnale positivo poiche’ permette di fare interventi mirati. Non si tratta quindi di un nuovo stanziamento, ma di una sorta di autorizzazione preventiva alla concessione di contributi” – così ha commentato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan.

(fonte Asca)

Quote latte: Zaia, stanno indagando 62 procure

Luca Zaia, presidente Regione Veneto

62 Procure stanno verificando i dossier raccolti dai Carabinieri per quanto riguarda le quote latte. Lo ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, gia’ ministro dell’Agricoltura, conversando con i giornalisti lo scorso 20 luglio a Venezia, ricordando che la legge 33 del 9 aprile 2009 sulla rateizzazione, ”in verità permette all’Italia di non pagare 200 milioni di multe ogni anno e, questo, purtroppo nessuno ha il coraggio e il buon gusto di dirlo”. Zaia ha ricordato che la manovra finanziaria dà soltanto la possibilita’ agli splafonatori di pagare la multa  entro 6 mesi, cioe’ entro il prossimo 31 dicembre. Riferendosi alle 106 aziende che al momento hanno deciso di non rateizzare, Zaia ha manifestato comprensione: ”e’ evidente che di fronte alla rilevazione dei carabinieri che i conti non tornavano, hanno deciso di aspettare a pagare le rate; cio’ non toglie che debbano farlo entro la fine dell’anno”.

(fonte Asca)