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Il GAL Baldo Lessinia collabora con altri GAL nazionali e stranieri per lo sviluppo di nuovi progetti

Al via le attività di cooperazione per il GAL, Gruppo di Azione Locale, Baldo Lessinia con altri GAL italiani ed esteri. Si tratta di quattro progetti interterritoriali realizzati, cioè, con GAL di altre regioni italiani ed esteri. Gli obiettivi di queste esperienze, che si svolgono nel periodo di programmazione del Piano di Sviluppo Locale del GAL Baldo Lessinia per il periodo 2007-2013, riguardano la condivisione e il trasferimento di esperienze tra GAL di differenti territori.

Una sinergia fonte di stimoli. “L’esperienze di cooperazione tra territori – sostengono Stefano Marcolini e Fabio Zuliani, rispettivamente presidente e direttore del GAL Baldo Lessinia- è importante non solo per il trasferimento delle esperienze e delle strategie adottate, ma anche per stimolare il confronto tra aree simili o complementari e favorire l’adozione di soluzioni innovative a problemi comuni contribuendo così al superamento dei vincoli strutturali legati alla dimensione locale e all’isolamento delle aree rurali. Questi progetti sono per noi molto interessanti perché ci consentono anche di promuove a livello nazionale e internazionale i territori del Baldo e della Lessinia”.

Due i progetti di cooperazione interterritoriale con altri GAL d’Italia. Il primo, Turismo Pedemontano Veneto, con un partenariato tutto veneto (il GAL Montagna Vicentina, il GAL Terra Berica, il GAL Terre di Marca e il GAL Alta Marca), sarà diretto a valorizzare l’offerta turistica dell’area pedemontana e collinare del Veneto, territorio unico sotto il profilo del paesaggio culturale, della produzione agroalimentare, vinicola e dei prodotti tipici locali d’eccellenza, realizzando nei territori interessati, delle piccole infrastrutture turistiche, collegando la rete di percorsi esistenti, qualificandola e rendendola maggiormente fruibile anche attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative. Il secondo progetto dal titolo, Sapori di una volta, è sviluppato in cooperazione con il GAL Valle Umbra e Sibillini per recuperare e promuovere le attività tradizionali proprie della produzione casearia che rappresentano parte della vera identità culturale dei due territori. Obiettivo del progetto é quello di proteggere, conservare e diffondere il valore storico, ambientale e culturale delle produzioni tradizionali, portatrici di cultura comune e condivisa del luogo attraverso la creazione di due centri didattico-dimostrativi sulla tradizionale filiera lattiero-casearia, dal pascolo al formaggio, uno sul Monte Baldo e uno in Lessinia, il riconoscimento della pecora brogna (razza autoctona veronese in via di estinzione) all’interno del marchio di “Qualità verificata” della Regione Veneto, e la promozione presso il grande pubblico (scuole, operatori, grande distribuzione, ecc) delle filiere produttive di qualità del territorio collegate al settore lattiero-caseario.

I progetti sviluppati con GAL stranieri sono il Green Line realizzato con il GAL Garda Valsabbia, il GAL Colline Moreniche del Garda, il GAL Gölem, il GAL Balaton Uplands Action Groupe la Comunità Alto Garda e Ledro, più altri 13 partner associati rappresentativi degli enti territoriali e degli operatori turistici dei territori coinvolti. Il progetto si basa sull’attivazione di un dialogo tra la costa e l’entroterra del bacino di alcuni grandi laghi europei: il Lago di Garda, il Lago Balaton (in Ungheria), e il bacino dei laghi d’Idro e d’Iseo. I laghi mettono sul tavolo la propria storia e vocazione turistica, l’abitudine ed abilità a promuoversi con i milioni di presenze turistiche annue; il territorio rurale mette sul tavolo il proprio patrimonio eno-gastronomico, una ricettività più dedita alla tranquillità e al silenzio. Insieme i due mondi vogliono cosi affrontare la sfida di un turismo che cambia, che è più esigente, diversificato e meno fedele rispetto al passato. All’interno del progetto il GAL Baldo-Lessinia si occuperà in particolare della valorizzazione delle risorse naturali e botaniche del proprio entroterra, creando a Malga Zocchi, sul Monte Baldo, un centro multifunzionale ed esperienziale dedicato alla biodiversità botanica.

L’altro progetto di cooperazione transnazionale é Cuevas/Grotte, che verrà realizzato con quattro GAL spagnoli della regione dell’Andalusia (GDR Comarca de Guadix, GDR Altiplano del Granada, GDR Alpujarra Sierra Nevada Almeriense e GDR Levante Almeriense) e il GAL Bradanica, del materano, che hanno la caratteristica comune di avere un patrimonio rupestre di eccezionale importanza. Obiettivo del progetto é quello di elaborare una strategia comune d’intervento applicabile a ciascuno dei territori in cui sono presenti reperti rupestri, al fine di preservare e promuovere il patrimonio esistente. Nel nostro territorio il sito coinvolto è quello della Grotta di Fumane, il più importante sito preistorico della zona della Lessinia, abitata dall’Uomo di Neanderthal e dall’Homo sapiens sapiens. Obiettivo dell’intervento sarà quello di valorizzare l’area della Grotta di Fumane e il patrimonio storico e etnoantropologico della Lessinia, sviluppandone il potenziale attrattivo per il turismo culturale, attraverso la realizzazione di piccole strutture e infrastrutture a servizio del turismo (accesso, accoglienza, informazione).

(Fonte: Gal Baldo Lessinia)

Martedì 12 giugno 2012, a Oderzo (TV) Confagricoltura parla di IMU agricola. E al riguardo, la Regione Veneto chiede che tutti i fabbricati del sud vengano accatastati, a cominciare da quelli agricoli.

Confagricoltura Treviso è la promotrice del convegno che si svolgerà martedì 12 giugno p.v. alle ore 10.30 presso la sala convegni dell’Istituto Brandolini Rota (via Brandolini 6) di Oderzo (TV). L’incontro verterà su costi, adempimenti e novità relative all’IMU e vedrà la partecipazione dell’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato, di Nicola Caputo, responsabile fiscale di Confagricoltura nazionale e del presidente di Confagricoltura Treviso, Giangiacomo Bonaldi.

Raddoppio del costo. Il tema è di grande interesse dato che l’imposta municipale applicata ai fabbricati rurali comporterà un raddoppio del costo sopportato dagli agricoltori. Nicola Caputo, massimo esperto in Confagricoltura di questioni fiscali, ha analizzato a fondo la questione e ha stimato che per l’erario il gettito in entrata da 9, 2 miliardi (per l’ex ICI) passerà quest’anno a 21,8 miliardi di euro a livello nazionale. Questa cifra può far intendere immediatamente quanta sia grande la preoccupazione da parte del mondo agricolo.In discussione è il Decreto Legge 201/2011 che ha anticipato dal 2014 al 2012 l’applicazione della nuova imposta municipale in sostituzione dell’ICI.

Dopo il convegno, inaugurazione del nuovo ufficio di zona di Confagricoltura Treviso. “Questa imposta sui fabbricati è stata trattata con una gran fretta e senza una logica, se non quella di far cassa”, afferma Nicola Caputo. E continua “C’è stata una rincorsa negli anni a cercare di superare un principio che, da un punto di vista del catasto, perdura da quando sono stati fissati i criteri delle rendite derivanti dal possesso dei terreni e dallo svolgimento dell’attività agricola. Quando sono state fatte le rendite, si è tenuto conto della redditività dei fabbricati. Persino il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha ammesso che non si può fare una stima del gettito IMU sui fabbricati rurali e ciò, conferma che il Decreto non è logico. Oggi l’ulteriore vero onere, oltre all’imposta, è rappresentato dal costo dell’accatastamento, dato che bisogna rivolgersi ai professionisti abilitati, ciò comporterà dei costi notevoli per le imprese agricole”. Si tratta di una doppia imposizione fiscale data dall’aumento della tassazione sui terreni, unitamente a quello autonomo dei fabbricati e ciò, è contrario ai principi di rilevanza costituzionale”. Dopo il convegno, ci sarà l’inaugurazione del nuovo ufficio zona di Oderzo di Confragricoltura Treviso, in via C. Battisti 52.

E a proposito di IMU, la Regione Veneto...“A pensar male ci si indovina. Pretendo assicurazioni sul fatto che i fabbricati del sud siano effettivamente noti al catasto, a partire e comunque compresi quelli agricoli. Il pagamento dell’IMU non può riguardare i soliti noti, cioè i cittadini delle Regioni dove i catasti sono sostanzialmente in regola. Insomma: non può pagare ancora una volta il Nord anche per chi bara. Mi auguro che il Sud colga questa occasione per censire tutti gli immobili esistenti in quel territorio, compresi quelli abusivi”. L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, che è anche assessore alla tutela del consumatore, non nasconde i suoi dubbi sulla possibile realtà nei versamenti dell’IMU. “Con l’IMU applicata anche ai fabbricati agricoli, il Sud ha l’opportunità di riscattarsi e dimostrare che non è un’appendice d’Italia ma che potrebbe essere uno zoccolo duro – ha concluso l’assessore, augurandosi “che questo appello serva a smuovere le istituzioni e la coscienza civile per fare squadra nella sostanza, non negli aulici richiami ad una realtà che squadra non è”.

(Fonte: Confagricoltura Treviso/Regione Veneto)

In Veneto 120mila fabbricati rurali da accatastare: accordo tra Geometri, Coldiretti e Cia per agevolare gli agricoltori

da sx Daniele Toniolo (Cia Veneto), Massimiliano De Martin (Collegio dei Geometri del Veneto) e Giorgio Piazza (Coldiretti Veneto)

In Veneto sono oltre 120mila i fabbricati rurali che secondo il Decreto Monti “Salva Italia” devono essere dichiarati al catasto edilizio urbano entro il 30 novembre 2012, gli stessi interessati dalla nuova tassa patrimoniale IMU. Un obbligo di carattere economico per gli imprenditori agricoli e un impegno per i professionisti, in primis i geometri, chiamati a svolgere in pochi mesi un intenso lavoro.

Risparmio del 30 per cento sui costi delle procedure. Per questo motivo, professionisti e rappresentanti delle associazioni agricole fanno network per ottimizzare e uniformare le operazioni di censimento. Infatti, il numero molto elevato di fabbricati e le difficoltà dell’espletamento delle pratiche burocratiche hanno convinto i presidenti della Federazione Regionale Coldiretti del Veneto Giorgio Piazza, della Confederazione Italiana Agricoltori del Veneto Daniele Toniolo e del Consiglio Regionale dei Geometri e Geometri Laureati Massimiliano De Martin a sottoscrivere una convenzione con la quale i professionisti iscritti all’Albo dei Geometri si impegnano a supportare le aziende socie di Coldiretti e CIA Veneto nelle operazioni di accatastamento degli immobili attraverso un servizio di consulenza e monitoraggio. La convenzione, siglata a Mestre il 22 maggio 2012,  consentira’ un risparmio del 30 per cento sui costi delle procedure. Oltre a Giorgio Piazza, Daniele Toniolo e Massimiliano De Martin, alla firma erano presenti Marco Selleri e Stefano Centasso, rispettivamente direttore regionale e dirigente dell’Agenzia del territorio.

(Fonte: Coldiretti Veneto/Cia Veneto/Consiglio Regionale dei Geometri e Geometri Laureati )

Consulenza agli imprenditori agricoli, la Regione Veneto incrementa le risorse previste dal PSR

Passa da 2 milioni a 3,6 milioni di euro l’ammontare complessivo delle risorse che la Regione mette a disposizione per i servizi di consulenza rivolti agli imprenditori agricoli, previsti dalla misura 114, azione 1, del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013. L’aumento è stato deciso dalla Giunta regionale del Veneto su proposta dell’assessore agricoltura Franco Manzato, rispondendo così positivamente ad una richiesta delle organizzazioni più rappresentative del settore agricolo.

Sostegno fondamentale per la corretta applicazione delle norme. “Le domande di contributo pervenute sono 2.691 – spiega l’assessore –, per un fabbisogno che supera di 1 milione e 600 mila euro l’iniziale stanziamento. Considerato che esiste una buona disponibilità residuale della misura, abbiamo deciso di incrementare le risorse in modo da soddisfare tutte le domande presentate che saranno ritenute ammissibili dopo l’istruttoria. Questo ulteriore importo a valere sul bando comporta una compartecipazione a carico della Regione di 268.800 euro”. “Tengo a precisare – aggiunge l’assessore – che non stiamo parlando di consulenze superflue, ma di un sostegno fondamentale e imprescindibile per la corretta applicazione delle normative dalle quali derivano tutti i pagamenti diretti del primo pilastro della politica agricola comune, PAC, e tutte le operazioni delle misure agroambientali dell’asse 2 del Programma di Sviluppo Rurale”.

Possibilità di rimediare agli errori in cui si è incorso. “Inoltre, essendo emerso durante la recente fase istruttoria che i tecnici delle organizzazioni professionali e dei produttori ortofrutticoli che avevano aiutato i richiedenti nella presentazione della domanda, avevano indotto in errore più di qualche assistito, proponendo l’attivazione di una consulenza avanzata anche nei casi in cui  l’agricoltore non aveva precedentemente usufruito dei servizi di consulenza base, obbligatoria come primo livello di accesso alla misura, la Regione ha posto rimedio anche a questo problema. “Tenuto conto della volontà espressa di finanziare tutte le domande ammissibili e quindi del fatto che la modifica della domanda non inciderebbe sulla graduatoria – ha concluso l’assessore –, con questo stesso provvedimento, valutata la particolarità della situazione e le giustificazioni addotte, come peraltro già accaduto in situazioni analoghe, abbiamo deciso di consentire ai richiedenti che si trovassero in tali condizioni, di procedere ad una richiesta di rettifica della domanda entro il prossimo 31 maggio, modificando il livello di servizio richiesto”. Adesso sta ad AVEPA precisare e dettagliare a livello operativo gli indirizzi procedurali contenuti nella deliberazione.

(Fonte: Regione Veneto)

Veneto sul podio europeo per produttività agricola

Con quasi 2.800 euro/ha il Veneto si posiziona in terza posizione, per produttività ad ettaro delle coltivazioni agricole, dietro a Paesi Bassi e Malta, che primeggiano rispettivamente con 5.650 euro/ha e 4.900 euro/ha. E’ quanto emerge dalle analisi degli esperti di Veneto Agricoltura, che hanno messo a confronto i dati Eurostat dei 27 Stati membri dell’Unione Europea con quelli della nostra regione in termini di “Valore della Produzione delle Coltivazioni agricole” (VPC), numero e dimensioni delle aziende in termini di SAU (Superficie Agricola Utilizzata).

L’Italia sa far fruttare meglio la superficie coltivata rispetto ai competitor agricoli. Nel 2009, ultimo dato disponibile per tutti i paesi membri dell’UE-27, il VPC ha raggiunto i 173 miliardi di euro, pari a circa il 53% del valore totale generato dal comparto agricolo (il rimanente è prodotto dagli allevamenti). L’Italia ad oggi contribuisce alla produzione per il 15% del totale, dietro a Francia (19%), e davanti a Spagna (13%) e Germania (12%). L’aspetto più significativo, tuttavia, è che in termini di SAU, l’Italia detiene una quota pari solo al 7% del totale europeo; quindi l’agricoltura italiana è capace di far “fruttare” meglio la superficie coltivata rispetto ai principali competitors agricoli. In termini di produttività per ettaro, se il Veneto è al terzo posto, l’Italia occupa la sesta posizione, con 1.900 euro/ha, poco più su della Germania (8° posto) e notevolmente più avanti di Francia e Spagna, che si posizionano vicine alla media UE-27, pari a circa 940 euro/ha.

Veneto sempre sul podio. Distinguendo le aziende in diverse classi dimensionali in termini di SAU, il Veneto primeggia in tutte le classi analizzate. Nelle aziende con meno di 5 ha di SAU (la maggioranza in Europa e in Veneto), dietro i Paesi Bassi, il Veneto si posizionerebbe al secondo posto, con poco più di 5.000 euro/ha di VPC. In quelle con più di 50 ha di SAU, i Paesi Bassi sono sempre in prima posizione con quasi 500.000 euro/ha, il Veneto si troverebbe in terza posizione, con circa 350.000 euro/ha, l’Italia sempre sesta con una valore medio di 257.000 euro/ha, la Francia addirittura sotto la media UE-27, pari a poco meno di 170.000 euro/ha.

Le dimensioni delle aziende. Di particolare interesse l’analisi del contributo che le aziende, distinte per classi dimensionali di SAU, hanno fornito alla realizzazione del VPC. I risultati ottenuti sembrano confermare che nell’UE-27, ma anche in Italia, in Veneto e nei maggiori paesi agricoli europei, le aziende di maggiori dimensioni (con più di 20 ha di SAU) sono quelle che contribuiscono in maniera preponderante alla formazione del VPC.  In media, nell’UE-27, oltre il 60% del Valore della Produzione delle Coltivazioni viene prodotto da circa il 5% delle grandi aziende con superficie superiore ai 50 ha, mentre al contrario, le piccole aziende con meno di 5 ha di SAU (circa il 70% del totale) generano meno del 10% del VPC. Italia e Veneto, sono in una situazione in cui il contributo delle diverse classi dimensionali di aziende alla formazione del VPC è più equamente distribuito. Emerge positivamente poi che le aziende venete e italiane presentano livelli di efficienza e produttività superiori a quelli degli altri stati europei. Ciò grazie non solo dalle dimensioni aziendali, e quindi dalla struttura agricola esistente nei paesi, ma anche dalla tipologia delle produzioni (ortofrutticole, vitivinicole, florovivaistiche piuttosto che cerealicole) e dalle capacità organizzative delle aziende.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Voucher in agricoltura, Veneto pigliatutto

“Il Veneto si riconferma capofila nell’impiego dei vouchers in agricoltura” – è quanto afferma Coldiretti nel commentare i dati Inps 2011 che rivelano il successo dello strumento usato dal comparto agricolo per quasi il 62% del totale. La domanda delle imprese regionali è  pari a 1 milione e 700 mila buoni, un milione dei quali è stato assegnato agli imprenditori agricoli per l’impiego occasionale  di pensionati, studenti, disoccupati.

Un trend positivo che rispetto al 2010 segna un aumento del 50%. Solo la provincia di Treviso ne ha usati oltre 280 mila, seguita a sorpresa da Vicenza che duplicando (196 mila) ha scalzato Verona passata al quarto posto della classifica. Il terzo podio spetta a Padova con i suoi 168 mila buoni lavoro (valore triplicato rispetto al 2010). “Questi numeri significano occupazione in agricoltura – sottolinea Coldiretti – che seppur temporanea è strategica per l’economia veneta. Giovani e non, italiani e stranieri scelgono sempre più di praticare lavori in campagna come la  raccolta frutta verdura, vendemmia e cura degli animali”. “Altro aspetto da non trascurare – conclude Coldiretti –  è la consapevolezza da parte delle aziende di intraprendere questa soluzione per garantire trasparenza, sicurezza e legalità durante il periodo di lavoro”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Giovani in agricoltura, accordo Regione Veneto e Ismea

La Giunta veneta ha approvato nei giorni scorsi lo schema di accordo quadro di programma tra la Regione e l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) finalizzato alla realizzazione di servizi in comune a sostegno del comparto agricolo e agroalimentare. “E’ l’inizio di un percorso – spiega Franco Manzato, assessore regionale all’agricoltura – che porterà allo stanziamento di 6 milioni di euro, equamente divisi tra Regione e ISMEA, a favore dell’imprenditoria agricola giovanile e per l’estensione della rete di monitoraggio delle principali filiere agricole regionali.

Investimento per il futuro dell’agricoltura. “Tale cifra – continua Manzato – va ad aggiungersi ai 288 milioni del Programma di Sviluppo Rurale, inseriti nel maxi pacchetto di bandi del settore primario reso disponibile da gennaio 2012, dei quali ben 45 milioni sono stati destinati agli under 40. Metteremo, così, a punto uno strumento integrato che denomineremo Progetto Giovani Veneto – ISMEA”. L’ISMEA è un ente pubblico economico vigilato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che opera per lo sviluppo della capacità competitiva delle imprese e dei loro bisogni, realizzando servizi integrati di assistenza alla Pubblica Amministrazione, informativi e di mercato, finanziari, assicurativi, di riordino fondiario e di ricambio generazionale in agricoltura.

I problemi che i giovani trovano in agricoltura. “Nel corso degli ultimi anni – spiega Manzato – la nostra Regione ha attivato varie forme di collaborazione con l’Istituto e lo scorso 6 marzo il Consiglio Regionale ha approvato una deliberazione, conseguente a una mozione, con cui si impegna la Giunta ad attivare un bando di concorso congiunto Regione-ISMEA per il subentro e l’insediamento dei giovani in agricoltura, accompagnandoli nella crescita imprenditoriale e consentendo loro di affrontare subito i problemi di ristrutturazione e ammodernamento delle aziende, prevedendo, inoltre, la possibilità di accedere agli aiuti mediante la presentazione di un’unica domanda”.

Definito l’accordo-quadro. “Nel pieno rispetto delle volontà espresse dal Consiglio e con sollecitudine – prosegue l’assessore – abbiamo predisposto l’accordo quadro approvato oggi che definisce gli ambiti di collaborazione tra Regione e ISMEA e le seguenti prioritarie attività da sviluppare: iniziative a sostegno dell’insediamento dei giovani in agricoltura; assistenza tecnica nella programmazione dello sviluppo rurale 2014-2020; estensione della rete di monitoraggio delle principali filiere agricole regionali; sviluppo e valorizzazione dello strumento del Business Plan On Line (BPOL), semplificando le procedure nel settore primario; definizione ipotesi di partecipazione a nuovi strumenti in fase di sperimentazione, come ad esempio il sostegno allo sviluppo di reti di imprese”. “Puntiamo – ha concluso l’assessore, delegato dal presidente della Regione alla firma della convenzione – a nuove forme di gestione delle misure incentivanti con l’obiettivo di semplificare e rendere più efficiente l’accesso alle agevolazioni da parte dei giovani:una scelta che premia le nuove generazioni, un progetto che favorisce l’ingresso di braccia e menti giovani in un settore strategico”.

(Fonte: Regione Veneto)

Per la prima volta dal 2007, flessione nella produzione di rifiuti in Europa. Effetto della recessione? Se ne è parlato al convegno ARGAV “Lo spreco alimentare (e non solo) al tempo del crisi”.

Tavolo Relatori convegno ARGAV "Lo spreco alimentare (e non solo) nel tempo della crisi"

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) “Risi e bisi, riso e suca, risi e verze, risi e bruscandoli, riso e late, risi e tajadele pa’ i siuri (riso e piselli, riso e zucca, riso e verza, riso e luppolo, riso e latte, riso e tagliatelle per i meno poveri): sono i mangiari di tradizione contadina veneta che il poeta e musicista Bepi De Marzi, direttore del coro dei Crodaioli e autore di quello che, probabilmente è il più famoso canto di montagna (Signore delle Cime), ha “usato” come ritornello per cadenzare il suo intervento di apertura al convegno “Lo spreco alimentare (e non solo) al tempo della crisi“, organizzato in coda all’Assemblea dei Soci dall’ARGAV lo scorso 14 aprile nella bella sala convegni della Cantine dei Colli Berici (gruppo Collis) a Lonigo (VI).

Pietro Zambon (a sx) riceve la penna ricordo ARGAV dal presidente Fabrizio Stelluto

Giuseppe Boschetto, sindaco di Lonigo

L’eco-sostenibilità fa diminuire la sete. Oltre a De Marzi, all’incontro, coordinato da Maurizio Drago, socio e consigliere ARGAV,  sono intervenuti: don Albino Bizzotto, Presidente “Beati i Costruttori di Pace”, Elisa Bagolin di CIT-SAV.NO, Enrico Cerni di “Carta di Altino”, Francesco Cera, direttore Mercato Agroalimentare Padova e Pier Carlo Roi, responsabile “R.E.B.U.S.”, Piero Francanzani, Accademia Italiana della Cucina. All’incontro è intervenuto anche Giancarlo Scottà, europarlamentare, membro della Commissione Agricoltura e Ambiente, e a darci il benvenuto, erano presenti anche il sindaco di Lonigo, Giuseppe Boschetto nonché Pietro Zambon, presidente delle Cantine dei Colli Berici (omaggiato con la penna ricordo ARGAV), che, in perfetta sintonia con il tema da noi trattato, ci ha informato del fatto che l’azienda ha iniziato a commercializzare i propri vini in bottiglie di vetro più leggere e, con il risparmio ottenuto, sta finanziando dei pozzi in Africa.

Bepi De Marzi

Il tris di primi? Una musica che stride! “L’idea del convegno – ha spiegato ai presenti Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV – è nata da una provocazione di Bepi De Marzi, che lo scorso dicembre ha ricevuto il premio ARGAV 2011. Ebbene – ha continuato Stelluto – in quell’occasione De Marzi parlò della necessità di riportare il consumo di cibo nell’alveo non solo del recupero della tradizione, ma soprattutto di una corretta alimentazione, evitando gli eccessi, che spesso caratterizzano i convivi ad iniziare da quelli matrimoniali”. E anche in questa occasione, De Marzi ha saputo catturare l’attenzione del pubblico parlando, a volo d’uccello (qui potete leggere l’intervento per intero), di un Veneto oggi non più “felix”, martoriato nel paesaggio da insediamenti commerciali, autodromi, opere viarie che lo hanno trasformato in una terra di passaggio, un Veneto che sta perdendo la memoria delle tradizioni colturali e culturali, rinchiuso in sé stesso nella ricerca di un’identità e di stili di vita egoistici e poco sostenibili.

Elisa Bagolin di CIT-SAVNO

Solo l’1% di ciò che compriamo supera i 6 mesi di vita dall’acquisto. Stili di vita che, grazie al maggior benessere raggiunto, sono cambiati nell’arco di qualche generazione, spingendoci nel circolo vizioso ricchezza-consumismo-spreco-rifiuti. “Quando teniamo lezioni nelle scuole – ha raccontato Elisa Bagolin di CITSAV.NO, ente pubblico-economico che si occupa della gestione dei rifiuti urbani nella provincia di Treviso – gli studenti da noi chiamati ad indagare si stupiscono di scoprire che, al tempo dei loro nonni, gestire i rifiuti non era certo un problema, com’è invece diventato per noi”. A questo proposito, però, una bella notizia Elisa Bagolin l’ha data, per la prima volta dal 2007, in 15 Paesi europei, compresa l’Italia, c’è stata una flessione nella produzione dei rifiuti, anche se c’è da interrogarsi sul fatto che il risultato sia dovuto a un comportamento virtuoso della popolazione o piuttosto alla crisi economica. “La provincia con minor produzione di rifiuti pro capite in Italia è Treviso, – ha aggiunto Bagolin – e questo perché, in mancanza di discariche e inceneritori, si è dovuto fare di necessità virtù, lavorando già da anni sulla raccolta differenziata e sulla sensibilizzazione dei cittadini”.

Piercarlo Roi di REBUS ACLI Verona

Enrico Cerni, La Carta di Altino

Francesco Cera, Mercato AgroAlimentare di Padova

Trasformare lo spreco in risorsa. “Anche il nostro lavoro fa diminuire i rifiuti  grazie al recupero – ha detto Piercarlo Roi, di Rebus (Recupero Eccedenze Beni Utilizzabili Solidalmente), rete locale di solidarietà coordinata dall’ufficio progetti delle Acli provinciali di Verona, ma estesa anche in altre province venete e lombarde e che organizza il recupero di beni invenduti o inutilizzati (cibo, farmaci, abbigliamento, libri) che hanno ancora elevato potere di utilizzo ma non più valore commerciale e, tramite donazione, vengono destinate ad enti di assistenza e beneficenza. Chi dona, oltre a fare un’azione di solidarietà, può godere di sgravi fiscali sulla Tariffa di Igiene Ambientale (TIA). Nuovi stili di vita da sperimentare basati sulle relazioni che uniscono tra loro le persone con la natura e l’ambiente, la storia e il presente sono promossi anche da “La Carta di Altino” presentata al convegno da Enrico Cerni, che insieme ad altri cittadini di Quarto d’Altino (VE), l’antica Altino da cui partirono i fondatori di Venezia, ha dato vita  ad una sorta di “manifesto” aperto a tutti e volto a scoprire il denominatore comune fra chi coltiva dei valori e chi persegue delle buone pratiche, anche in fatto di ricerca dell’essenziale e della sostenibilità ambientale. Francesco Cera, direttore del Mercato AgroAlimentare di Padova, primo mercato di esportazione in Italia, ha spiegato come, su 400mlioni di kg di ortofrutta commercializzati nel 2005/2006, lo 0,2% finisse in discarica mentre oggi la percentuale è stata dimezzata, a dire il vero, grazie all’aumento dei costi di smaltimento e alla diminuzione dei margini di guadagno, per cui si sta più attenti a non sprecare.

L'europarlamentare on. Giancarlo Scottà

2014: Anno Europeo contro gli Sprechi Alimentari. “Ogni anno, il cittadino europeo spreca 179 chili di cibo perfettamente commestibile, oltre un terzo di quello che consuma – ha spiegato Giancarlo Scottà – e questo è un dato che fa rabbrividire, se pensiamo ai milioni di famiglie in difficoltà in questo periodo”. “Per questo è urgente – ha aggiunto Scottà – che siano approvate le misure urgenti richieste dal Parlamento europeo per la riduzione della mole di rifiuti alimentari. Etichette chiare e informazione dovranno essere i fondamenti per sensibilizzare la popolazione a livello comunitario e nazionale ed evitare gli sprechi di cibo”.

da sx, Piercarlo Roi, don Albino Bizzotto e Maurizio Drago

Spreco, difetto o qualità? A denunciare un mondo pieno di contraddizioni, dove la “decrescita felice”, causa crisi, rimane ancora utopia è don Albino Bizzotto, fondatore e presidente de “Beati i Costruttori di Pace”, associazione nazionale di volontariato nata a Padova nel 1985. “Lo spreco di beni materiali è quello più eclatante – ha commentato – ma c’è anche quello di beni immateriali, come i diritti. Nel 2008 la nostra associazione assisteva 60/70 famiglie, oggi quasi tremila, ma per risolvere il problema non basta la borsa della spesa, ci vuole il lavoro e chi perde il lavoro oggi perde ogni diritto”. Ed ha aggiunto: “Ho paura di una società che va a due velocità, ricchi e poveri, bisogna trovare il modo per far arrivare lo spreco a chi ne ha bisogno. E basta con i campi dedicati al fotovoltaico, basta speculazioni edilizie, dobbiamo tornare a coltivare la terra e a parlare di diritti” “E ricordate – ha concluso – che quando ci si vuol bene, si spartisce anche il necessario”.

Imu agricola: via libera ai miglioramenti

La cattiva notizia è che l’Imu agricola non sparirà, quella buona è che nel disegno di legge di delega fiscale ci sono dei miglioramenti. Innanzitutto, dalla revisione del sistema catastale è escluso il catasto dei terreni agricoli, mentre per le imposte sui redditi, le nuove misure contenute nel disegno di legge di delega fiscale per le imprese non si applicano al settore agricolo, che pagherà secondo l’attuale sistema, basato sul reddito agrario derivante dal catasto.

Altra buona notizia: il Ministero delle Politiche Agricole potrà riclassificare i Comuni e riposizionarli, alla luce della effettiva redditività, nelle categorie di Comuni svantaggiati o montani. L’Imu resterà, ma saranno esentati i fabbricati rurali ad uso strumentale ubicati nei Comuni montani o parzialmente montani, saranno introdotte una franchigia (fino a 6.000 euro di valore) ed una riduzione d’imposta (fino a 32.000 euro di valore) e l’acconto con scadenza giugno 2012 verrà ridotto al 30%, e nel caso in cui il gettito fosse superiore alle previsioni, verrà ridotta l’aliquota di dicembre. E le associazioni di categoria, Confagricoltura e Copagri in testa, parlano di “miglioramenti apprezzabili in un quadro più sopportabile”.

(Fonte: winenews.it)

Assemblea del GAL Baldo-Lessinia, bene l’attività del PSL 2007-2013 con nuovi bandi in apertura

Positivi i risultati raggiunti dal GAL Baldo-Lessinia nell’attuazione del Piano di Sviluppo Locale (PSL) 2007-2013. Fin’ora sono stati impegnati 2.200.000 di euro, somma superiore a quanto richiesto dalla Regione Veneto e in aumento grazie alla pubblicazione dei prossimi nuovi bandi. Questi in estrema sintesi alcuni dei dati presentati all’assemblea annuale del GAL Baldo-Lessinia, che si è svolta nei giorni scorsi alla Cantina Sociale della Valpantena di Quinto.

I compiti dell’ente. “Le nostre risorse sono volte alla valorizzazione, sviluppo e promozione del territorio veronese, specie di quello montano. – ha detto il presidente Stefano Marcolini – Quest’anno abbiamo impegnato, superandola, la somma richiesta dalla Regione Veneto e Unione Europea, per l’anno prossimo dovremo raggiungere un importo ancora più alto e pertanto ci saranno nuove risorse a disposizione con nuovi bandi rivolti sia a privati, imprenditori agricoli che a enti pubblici”. Il GAL si propone di intraprendere azioni per la valorizzazione delle risorse locali al fine di promuovere uno sviluppo durevole delle zone rurali, rispettoso dell’identità culturale locale e dell’ambiente. Inoltre, tra i compiti dell’ente vi sono quelli di informare il territorio sulle opportunità di finanziamento relative al proprio PSL, definire, tramite appositi bandi, i criteri per l’assegnazione dei contributi derivanti dal proprio PSL, assistere gli enti del territorio lungo l’iter di richiesta, assegnazione e rendicontazione dei contributi, fungere da ente di collegamento tra la Regione e il territorio, e tra l’Unione europea e il territorio e animare il territorio, favorendo la partecipazione più ampia possibile di tutti gli operatori alle fasi decisionali e incentivando una progettazione di qualità.

Opportunità di finanziamento. Bandi in scadenza 2 maggio 2012. Sono aperti i bandi, con scadenza 2 maggio 2012, per un importo complessivo di circa 1.500.000 euro che riguardano lo sviluppo delle attività agrituristiche (misura 311 – azione 2), gli itinerari enogastronomici e agrituristici (misura 313 – azione 1) e la riqualificazione delle malghe (misura 125 – azione 2). La misura 311 azione 2 e la misura 313 azione 1 sono a una seconda pubblicazione non essendo stati completamente esauriti i fondi a disposizione. Per quanto riguarda la misura 125 azione 2, l’obiettivo del bando sulla riqualificazione delle malghe è di garantire il miglioramento fondiario delle malghe tramite interventi infrastrutturali, al fine ci creare un percorso anche con valenza turistico-didattica. La malga rappresenta per il territorio del GAL Baldo-Lessinia l’unità produttiva tipica all’interno della quale si esprimono le tradizionali forme di sfruttamento dei pascoli d’alpeggio. Ai fini della conservazione di queste realtà tradizionali e anche per tramandare la memoria storica dell’attività è importante l’intervento a favore della riqualificazione di tali unità produttive.  La Misura si applica con esclusivo riferimento alle zone montane dell’ambito territoriale designato del GAL, e precisamente nei seguenti comuni: Badia Calavena, Bosco Chiesanuova, Brentino Belluno, Brenzone, Caprino Veronese, Cerro Veronese, Costermano, Dolce’, Erbezzo, Ferrara di Monte Baldo, Fumane, Grezzana, Malcesine, Marano di Valpolicella, Negrar, Rivoli Veronese, Rovere’ Veronese, San Giovanni Ilarione, San Mauro di Saline, San Zeno di Montagna, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Sant’Anna D’Alfaedo, Selva di Progno, Torri del Benaco, Tregnago, Velo Veronese, Vestenanova.
I beneficiari del bando sono i Comuni e altri Enti locali , Altri Enti Pubblici, Proprietà collettive (Regole e comunioni familiari), Consorzi tra proprietari di malghe, Associazioni tra proprietari di malghe.

Bando in scadenza 22 maggio 2012. All’assemblea è altresì presentata la nuova opportunità di finanziamento aperta in questi giorni con scadenza 22 maggio 2012 relativa alla misura 313 – azione 3 per l’Incentivazione alle attività turistiche – Servizi -, per la progettazione e realizzazione di pacchetti turistici. L’azione ha l’obiettivo di incentivare il turismo nell’area montana attraverso la promozione e commercializzazione di pacchetti turistici, anche innovativi, in grado di fornire un’immagine unitaria e un’offerta integrata delle risorse del territorio. Beneficiari del bando sono i Consorzi di promozione turistica e le Associazioni per la gestione delle Strade del vino e dei prodotti tipici. Il finanziamento in termini di contributo pubblico è di complessivi 297.571,00 euro.

Bandi di prossima apertura. Misura 313 – Azione 4 Incentivazione alle attività turistiche – Informazione. L’azione si rivolge alle attività informative, promozionali, pubblicitarie. Beneficiari: Enti locali, Consorzi di promozione, Associazioni delle strade del vino e dei prodotti tipici, Associazioni agrituristiche, Consorzi di pro loco. Il finanziamento in termini di contributo pubblico è di complessivi 300.000 euro. Misura 227 – Azione 1 Investimenti forestali non produttivi – Miglioramenti paesaggistico ambientali. Il bando ha per obiettivo la realizzazione, il ripristino e la manutenzione di sentieri e percorsi didattici, aree di sosta, giardini botanici e alberi monumentali. Beneficiari: Proprietari pubblici o privati di foreste, singoli o associati, o soggetti titolari della gestione. Il finanziamento in termini di contributo pubblico è di complessivi 256.417 euro. Misura 323/a  – Azione 2, 3, 4 Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale. Il bando ha per obiettivo la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo di immobili di particolare valenza storico-archittetonica, di elementi del paesaggio rurale (capitelli, fontane, muretti a secco ecc), di immobili pubblici utilizzati per finalità culturali (musei, biblioteche, teatri, ecc). Beneficiari: Enti locali, Proprietari privati. Il finanziamento in termini di contributo pubblico è di complessivi 1.500.000 euro.

(Fonte: Gal Baldo Lessinia)