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Riduzione rischio idrogeologico nelle zone vicentine, veronesi e padovane a rischio alluvione: incontro stampa Anbi a Vicenza mercoledì 1 dicembre 2010

Il Piano di interventi per la Riduzione del Rischio Idrogeologico nelle zone vicentine, veronesi e padovane a rischio alluvione sarà presentato mercoledì 1 dicembre p.v. alle ore 11.30 nel corso di una conferenza stampa in programma all’Hotel Viest di Vicenza (in via U. Scarpelli, 124).

Saranno presenti il Presidente, Massimo Gargano ed il Direttore Generale dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (Anbi), Anna Maria Martuccelli. Si completa così il concreto impegno dei Consorzi di bonifica per dotare il Veneto di documenti analitici e proposte operative in un campo, quello della gestione idraulica, che non conosce confini amministrativi, ma presenta evidenti interrelazioni fra bacini ricompresi in province diverse ed il cui mancato rispetto può comportare drammatiche conseguenze per le popolazioni residenti. Come le recenti alluvioni hanno dimostrato. I giornalisti sono invitati a partecipare.

(fonte Anbi)

Consorzio di Bonifica Brenta (PD): urge realizzare l’invaso del Vanoi per migliorare sicurezza idraulica nel bacino del Brenta

Nei giorni critici dell’alluvione, che a inizio novembre ha sconvolto migliaia di ettari urbani e agricoli nel Padovano e nel Vicentino, il Consorzio di bonifica “Brenta” ha lavorato, ancora una volta, in silenzio. Ora però, passata la fase acuta dell’emergenza, il presidente dell’Ente consortile, Danilo Cuman, tiene a fare il punto della situazione attuale guardando soprattutto alle prospettive future e alle urgenze cui fare fronte.

Durante l’alluvione di novembre, salvati dal disastro i comuni di Veggiano, Mestrino, Selvazzano, Saccolongo e Rubano.L’idrovora di Brentelle, uno dei cinque impianti di sollevamento del Consorzio – spiega Cuman -, funzionando ininterrottamente nel momento di massima criticità ha protetto un bacino scolante di 2.000 ettari, per lo più urbanizzati, corrispondenti alla periferia nord di Padova, nei comuni di Veggiano, Mestrino, Selvazzano, Saccolongo e Rubano. Il canale Brentella, che collega i fiumi Brenta e Bacchiglione, è fondamentale per scolmare le piene: ma quando se ne parla è indispensabile ricordare la necessità di realizzare a monte, a confine tra il Trentino e il Veneto, l’invaso del Vanoi che consentirebbe di migliorare notevolmente la sicurezza idraulica nel bacino del Brenta”.

Consorzi di bonifica “carrozzoni inutili”? L’utilità e l’urgenza serbatoio del Vanoi è stata ulteriormente confermata durante i recenti episodi alluvionali, quando proprio la presenza di un bacino a monte (il lago del Corlo, nel bellunese) ha fatto sì che il fiume Brenta non provocasse gli stessi danni che il Bacchiglione ha causato nel Vicentino. “A tutt’oggi quando c’è troppa acqua nessuno la vuole, al contrario di quando ce n’è poca. Ebbene –  ribadisce il presidente Cuman – questa mentalità va superata al più presto, intervenendo per prevenire i problemi anzichè limitarsi a gestirli quando si presentano. Non è comunque mai troppo tardi per imparare, anche se c’era già stata l’alluvione del 1966: allora la commissione-De Marchi aveva già dato precise indicazioni, molte però sono rimaste sulla carta. C’è ancora chi parla dei Consorzi di bonifica come di “carrozzoni” inutili, ma i fatti dimostrano il contrario alla faccia degli slogan che testimoniano una palese ignoranza della realtà.

Danni alle opere consortile per 700 mila euro. Mentre per il bacino del Vanoi non resta che auspicare che le istituzioni del Veneto e del Trentino ne accelerino la realizzazione, il Consorzio Brenta ha già pianificato decine di progetti ed interventi per oltre 373 milioni di euro, posti all’attenzione della Regione Veneto, in attesa di finanziamento pubblico. “L’alluvione di inizio novembre ha provocato danni alle opere consortili per 700 mila euro – aggiunge Umberto Niceforo, direttore del Consorzio – soprattutto nell’idrovora di Veggiano che è stata completamente allagata dall’esondazione del fiume Tesina Padovano. Ma fortunatamente il pieno funzionamento dell’idrovora Brentelle ha salvato i centri urbani a nord di Padova. Abbiamo inoltre segnalato alcune opere prioritarie a favore delle zone oggetto degli eventi, per un importo di 8.300.000,00 euro”.

(fonte Consorzio di bonifica “Brenta”)

In vendita il latte della solidarietà per gli alluvionati

da sx, Franco Manzato (assessore Agricoltura Regione Veneto) e Lorenzo Brugnera (presidente Latteria Soligo)

Sono in commercio da ieri le confezioni di latte della Latteria di Soligo a favore degli alluvionati. L’iniziativa di donare un centesimo di euro per ogni litro di latte fresco venduto è stata presentata la scorsa settimana in Regione Veneto dalla cooperativa trevigiana, ma le confezioni espressamente dedicate all’iniziativa sono in commercio da ieri.

Una fotografia che ritrae il drammatico paesaggio alluvionato nelle province di Vicenza e Padova sovrasta la scritta “Doniamo ai veneti colpiti dall’alluvione un centesimo per ogni litro di latte acquistato” è questa la grafica scelta per rendere immediatamente riconoscibile al consumatore il prodotto solidale, mentre nei 5.000 punti vendita coinvolti sono esposti da oggi i cartelli che indicano l’adesione all’iniziativa. Tenuto conto che mensilmente la Latteria Soligo vende circa un 1 – 1,5 milioni di litri di latte fresco, si conta di raccogliere circa 30 mila euro che saranno versati direttamente sul conto aperto dalla Regione Veneto per l’emergenza (c/c Solidarietà: Unicredit SpA intestazione “Regione Veneto – Emergenza Alluvione Novembre 2010” – CODICE IBAN: IT62D0200802017000101116078; codice BIC SWIFT UNCRITM1VF2). Per noi e i nostri soci è un segnale concreto di vicinanza, va ricordato che ogni litro di latte viene pagato al produttore socio conferente 35 centesimi al litro.

Si ricorda che fino al 30 novembre 2010 è attiva anche l’iniziativa SMS pro alluvionati del Veneto: dona 2 euro con un sms al numero 45501.

Emergenza idrogeologica nel padovano: mercoledì 24 novembre 2010 ore 13:00 incontro stampa del Consorzio di bonifica Brenta all’Idrovora di Brentelle (PD)

Piove ancora in Veneto e nel padovano, già provato dall’alluvione, viene naturale porsi alcune domande: se si fermasse l’idrovora di Brentelle, se l’invaso del Corlo fosse colmo, cosa succederebbe? Senza i necessari interventi, è possibile un’altra alluvione? Per illustrare i possibili scenari di emergenza idrogeologica il Presidente Danilo Cuman del Consorzio di bonifica Brenta di Cittadella (PD) ha indetto per mercoledi 24 novembre p.v. alle ore 13:00 una conferenza stampa che si terrà nell’Idrovora di Brentelle (PD) in via Lungargine Brusegana. I giornalisti sono invitati a partecipare. e-mail: info@consorziobrenta.it.

(fonte Unione Veneta Bonifiche)

17 novembre, incontro stampa Regione Veneto-Latteria Soligo a favore degli alluvionati

Mercoledì 17 novembre prossimo, alle ore 12,30, nella sala riunioni della sede della Regione Veneto di via Torino 110 a Mestre, l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato e il presidente della Latteria Soligo Lorenzo Brugnera presenteranno alla stampa l’iniziativa promossa dalla latteria sociale a favore delle popolazioni alluvionate del Veneto e le altre azioni messe in atto dal mondo agricolo regionale. I giornalisti che desiderassero partecipare possono accreditarsi presso l’ufficio stampa regionale: tel. 041 279 2910, mail: ufficiostampa@regione.veneto.it

(fonte Regione Veneto)

Alluvione in Veneto: Condifesa posticipa di un anno i premi assicurativi agli agricoltori danneggiati

Si sono riuniti nei giorni scorsi a Rovigo i Presidenti dei Consorzi di Difesa delle Attività Agricole dalle Avversità Atmosferiche delle 7 province venete e del consorzio friulano che rappresenta le 4 province con la volontà di dare un aiuto importante agli agricoltori veneti danneggiati dall’alluvione che ha colpito la regione.

All’unanimità si è deciso pertanto di intervenire con il Fondo Mutualistico costituito di recente così da permettere lo slittamento di un anno del pagamento delle polizze assicurative dovuto dagli agricoltori ai consorzi difesa. “Era necessario intervenire subito – spiega il Presidente dell’Associaizone Agrifondo Mutualistico Veneto/Friulano Valerio Nadal, agricoltore – per dare un sostegno immediato e concreto alle aziende agricole pesantemente danneggiate dal alluvione. Recentemente abbiamo costituito un fondo mutualistico che andremo a sfruttare da subito, consentendo agli agricoltori messi in ginocchio dalla furia delle acque, di pagare le polizze assicurative dovute per il 2010 con il posticipo di un anno. In tal modo gli agricoltori, che proprio nei giorni scorsi avevano ricevuto attraverso AVEPA, il contributo pubblico per il pagamento delle quote, potranno trattenere per tutto il periodo questi liquidi e tentare di riportare lentamente alla normalità la loro attività.”

La procedura per il pagamento delle polizze assicurative ai Consorzi di Difesa delle Attività Agricole dalle Avversità prevede che una quota sia sostenuta con contributo pubblico, erogato da AVEPA direttamente agli agricoltori e una parte invece venga pagata dalle singole aziende. Attingendo al fondo mutualistico, i Consorzi di Difesa anticipano le quote per dei costi di assicurazione, chiedendo agli agricoltori il versamento degli importi con un anno di ritardo, ma garantendo nel frattempo il risarcimento alle aziende danneggiate nella corrente campagna dalle calamità naturali, quali la grandine e il vento.

(fonte Condifesa Veneto e Friuli-Venezia Giulia)

Maltempo in Veneto: secondo Coldiretti, – 30% di latte da mucche per lo stress da alluvione

L’eccezionale ondata di maltempo ha spaventato anche gli animali che in molti casi sono stati costretti ad abbandonare le stalle allagate sottoponendosi ad uno stress straordinario che sta provocando il crollo nella produzione di latte fino al 30 per cento nelle mucche, tra le quali si stanno registrando anche casi di malattie da raffreddamento.  E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti del maltempo, in occasione dell’annuncio degli stanziamenti da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e della visita nella Regione del Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Ecomiabile solidarietà tra imprenditori agricoli. Dopo l’emergenza immediata nelle stalle e nelle campagne del Veneto riprende, anche se con grande difficoltà, il lavoro grazie – sottolinea la Coldiretti – alla solidarietà e alla grande caparbietà dei veneti. Chi ha subito l’allagamento delle case e dei magazzini sta verificando la funzionalità dei mezzi agricoli mentre nei campi lasciati liberi dall’acqua è in corso la verifica dello stato delle colture alcune delle quali, come le asparagiaie, dovranno essere ripiantate. Da segnalare l’’encomiabile solidarietà che – sostiene la Coldiretti – si sta manifestando tra gli stessi imprenditori agricoli. Nel Padovano tornano a ripopolarsi le stalle evacuate dopo la rottura del Bacchiglione, del Frassine e del Tesina. Sono più di un migliaio i capi bovini che sono tornati a “casa” dopo oltre una settimana di difficoltà da parte degli allevatori, costretti a peregrinare più volte al giorno anche in più stalle in cui erano ospitati provvisoriamente gli animali. A Casalserugo, Ponte San Nicolò, Bovolenta, Cartura sono almeno una ventina le stalle ripulite a tempo di record dal fango dell’alluvione e ripopolate, anche grazie alla solidarietà degli altri agricoltori della Coldiretti che si sono offerti per un aiuto.

Allarme per l’alimentazione del bestiame. Si torna lentamente alla normalità anche negli allevamenti fra Veggiano, Mestrino, Saccolongo dopo l’alluvione ma ora – evidenzia la Coldiretti – resta grave il problema dell’ alimentazione del bestiame con i foraggi che sono stati nella quasi totalità distrutti dall’acqua. Nella Bassa Padovana, fra Saletto, Ospedaletto, Vighizzolo, Carceri, Megliadino San Fidenzio e San Vitale, gli allevamenti di pollame maggiormente colpiti hanno perso tutti gli animali che sono morti affogati e devono quindi ripartire da zero: ripuliti i capannoni è in corso il recupero ed il ripristino di tutte le strutture. In provincia di Vicenza in particolare a Arcugnano, Caldogno  si torna a mungere in una quindicina di allevamenti gli stessi che avevano dovuto interrompere le consegne alle latterie di latte prodotto da più di 500 mucche. Le cantine del veronese – continua la Coldiretti – stanno ripristinando le attrezzature e i macchinari (trattrici,muletti,linee di imbottigliamento, impianti di filtraggio). Ancora da quantificare i danni alle scorte di concimi, mangimi, fieno e altri mezzi tecnici con il sistema dei Consorzi agrari del Veneto che – conclude la Coldiretti – sta già rispondendo con consegne direttamente nelle aziende, ripristinando la dotazione necessaria per la ripresa del lavoro.

Coldiretti Veneto sollecita nell’immediato la sospensione delle scadenze fiscali e previdenziali ed  il rifinanziamento della legge 16/2009 che eroga un credito di esercizio agevolato alle imprese che oggi devono recarsi in banca per disporre delle somme necessarie per l’avvio della propria attività.

(fonte Coldiretti Veneto)

Produttori Carne Bovina del Veneto: dopo l’alluvione, necessario provvedimento per spargimento reflui nel periodo invernale

L’alluvione che ha invaso molti paesi del Veneto ha causato pesanti danni e disagi anche al settore zootecnico.  “Da una rapida indagine tra i nostri associati – spiega il Presidente di Azove, Pier Luigi Lovo – possiamo dire che fortunamtamente non ci sono bovini morti annegati, ma le nostre attività sono state duramente colpite: campi e strade sott’acqua, case e strutture per il ricovero degli animali seriamente danneggiate, danni alle colture, difficoltà logistiche e di trasporto, difficoltà nel garantire l’alimentazione agli animali,  impossibilità di effettuare lo spandimento degli effluenti zootecnici sui terreni, proprio in questo periodo che è l’ultimo periodo utile prima del blocco stagionale imposto dalla normativa. A tal proposito sarebbe opportuno un  provvedimento della Regione che, come conseguenza dello stato di calamità, consentisse lo spargimento dei reflui anche nel periodo invernale, in deroga al divieto imposto dalla direttiva nitrati.”

(fonte Azove)

Alluvione in Veneto: le risposte dei giornalisti al presidente Argav

Fabrizio Stelluto, presidente Argav

Alcuni giorni fa Fabrizio Stelluto, presidente dell’Argav, aveva scritto una lettera aperta ai colleghi giornalisti in cui chiedeva conto della sostanziale disattenzione con cui, a livello nazionale, si sta seguendo il dramma delle migliaia di sfollati veneti a seguito di un alluvione peggiore che nel ’66 e tutt’ora non risolta in diverse zone della Regione. Ecco le risposte dei colleghi giornalisti pervenute a Fabrizio Stelluto.

(Gianluca Atzeni) Gentile Fabrizio, non ti posso più rispondere in qualità di giornalista dell’agenzia APcom, per la quale non lavoro più, ma come giornalista del Gambero Rosso (quotidiano Tre bicchieri). E ti dico, bonariamente, che Tre bicchieri è stato tra i primi – se non il primo – quotidiano di settore che si è occupato dei danni alle aziende venete legati al maltempo, soprattutto in zona del Soave dove molte cantine sono ancora sott’acqua. Certo, non è compito di un giornale del vino occuparsi degli sfollati (penso infatti che la lettera – che condivido – si riferisca a quotidiani e telegiornali) ma ci siamo occupati delle aziende alluvionate, e solo poche ore fa ho sentito al telefono l’assessore Manzato a seguito del via libera del cdm allo stato di emergenza. Per quanto ci riguarda, penso che la nostra parte l’abbiamo fatta. E non dimenticheremo di certo il problema. In generale, è vero, come fate notare, che la notizia è andata troppo rapidamente nel dimenticatoio.  un caro saluto.

(Daniele Martini, Il Fatto Quotidiano) Bravo Fabrizio, hai ragione! Per quel poco che potevo ho cercato di darvi una mano, ma è chiaro che devono essere i direttori a crederci magari muovendo gli inviati. Purtroppo, non è una novità, lo fanno sempre meno spesso e sempre meno per faccende che valgono. Ciao.
(Maria Gabriella Giannice, Ansa) Caro Stelluto hai ragione, te ne do atto, sul nostro sito non c’e’ nulla. Ciao e buon lavoro anche a te.
(Angelo Squizzato) Per il Presidente Fabrizio Stelluto. Sono d’accordo con te. Una osservazione però: il Veneto miete quello che ha seminato….Non è questione di pianto, ma di incapacità di essere nei media. Le responsabilità sono evidenti, se le si volesse vedere.  E te lo dice uno che una qualche esperienza la ha avuta. Detto questo, una calorosa stretta di mano.
(Maurizio Previati)  Caro Fabrizio, è certamente scandaloso  quanto è successo e per certi versi sta succedendo ancora. Infatti non si vede nè si sente ancora in tv o radio, pubblicizzare un dannato “numero verde” o simili per il Veneto, come accade, sempre e sollecitamente, in altre occasioni drammatiche! Il Veneto si è dovuto arrangiare da solo, vedi l’encomiabile lavoro svolto per es. dalla tv Rete Veneta e anche da radio Padova. Ma non sono meravigliato più di tanto! Chi ha un pò di memoria storica sa bene che fin dall’Unità d’italia, i Veneti sono stati sempre considerati una “specie” di sottospecie! Gente da sfruttare, carne da cannone, bigotti, scioccamente onesti e ingenui. Peggio anche dei “terroni”, almeno loro sono furbi! Sempre derisi nella cultura (De Sica, Germi, Monicelli, ci individuano solo come il carabiniere tonto o la servetta poco seria); imbrogliati nella politica (i voti del veneto “bianco” erano necessari per salvare la dc dal comunismo, ma i fondi per le infrastrutture andavano da altre parti); truffati nella ripartizione del reddito prodotto (Lega docet). Quello che invece addolora e indispettisce è che i nostri politici, tutti, non si decidano ancora a reagire , ad iniziare un progetto di “riscatto”culturale della nostra dignità di Veneti. E l’occasione dell’ennesimo trattamento riservatoci dopo questo disastro sarebbe più che giustificata.Diciamo la verità: i nostri politici si sono dimostrati, nella fattispecie, assenti, tardivi, titubanti, quasi che ci dovessimo vergognare dell’accaduto! Il Governatore, i nostri ministri (ben tre) dovevano, per esempio, apparire in tv, occupare i media e” battere i pugni” fin da subito, lunedi 2 novembre! Il Veneto, tra le altre cose, è al primo posto anche per il volontariato e per il pagamento di tasse. E’ quindi  preciso dovere di chi ci rappresenta rimarcarlo, sempre, con forza e pretendere adeguato rispetto e riscontro, in alto “loco” anche e sprattutto se si chiama Berlusconi e Bossi. Cordialmente.
(Luisa Codato) Ciao Fabrizio, ho letto la tua lettera aperta sull’alluvione nel veneto e non posso che condividerla in tutta la sua drammaticità. Anch’io sono  scandalizzata per il comportamento dei media, dei telegiornali, dei giornali, dei giornalisti, dei politici, che stanno trattando un dramma come quello che stiamo vivendo in Veneto, in totale solitudine, con tanto…ma tanto …. meno peso  rispetto ai servizi sulle  escort a servizio di questa “bella” classe nazional-politica.Mi piacerebbe tanto gridare il mio sdegno!!! Tutta la mia solidarietà alla tua iniziativa che spero serva a smuovere un po’ di coscienze. Provvederò a far girare la lettera a più persone possibili. Ciao e grazie ancora.

(Daniela Fusella) Sono in accordo. Perchè in televisione giungono prima le notizie sul delitto di Avetrana e poi qelle dell’alluvione? Somo più importanti le notizie sulle ninfette di Berlusconi rispetto a quelle sul  lavoro perduto di parecchie persone nel Vicentino o nell’Abruzzo? Perchè non si apre una discussione su come riparare alla cementificazione selvaggia delle rive dei  fiumi italiani avvenuta nel corso di una generazione e di cui gli abitanti a valle pagano adesso le conseguenze ad ogni pioggia?

(Cristiana Moldi Ravenna) Sono perfettamente d’accordo. Ho visto che solo le emittenti regionali hanno dato notizie del disastro. C’è qualche cosa di strano che sembra preordinato come se, dopo aver chiesto il federalismo fiscale, il Veneto debba ora pagare una penale per questa grave “colpa”. Troppa confusione in ambito dirigenziale non può che aumentare le incapacità diffuse di cui soffre e soffrirà sempre di più l’Italia per mancanza di istruzione prima di tutto. Quella “istruzione” ancora una volta più povera di fondi che tanto per confondere ancora di più le idee viene nominata “educazione” all’inglese. Inoltre i fondi per l'”istruzione” devono andare nella colonnina INVESTIMENTI e NON SPESE. Come i fondi per riassettare i letti dei fiumi, gli argini, le paratoie e tutte quelle strutture che permettono alle popolazioni di vivere nella loro terra sono INVESTIMENTI. Sono a disposizione per appoggiare ogni iniziativa che il Presidente di ARGAV Fabrizio Stelluto voglia intraprendere. Con cari saluti.

Alluvionati in Veneto: aiutiamoli!

Corriere del Veneto, sabato 6 novembre 2010

Dalla raccolte di attrezzi e alimenti alla possibilità di lavorare concretamente alla pulitura dei paesi allagati: sono tante le iniziative di solidarietà verso gli alluvionati del Veneto messe in atto da quotidiani (tra i più attivi, Il Mattino di Padova), Associazioni di Categoria, Regione e singole Amministrazioni comunali colpite dal maltempo. Per chi volesse contribuire con sottoscrizioni, ecco i riferimenti per la raccolta fondi pubblicati da Il Corriere del Veneto sabato 6 novembre scorso.