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24-25 maggio 2024, a Verona la prima fiera dei vini Piwi

Schermata 2024-05-19 alle 20.22.00Il 24 e 25 maggio si svolgerà dalle 10.00 alle 18.00 nella Sala Margherita di PalaExpo a Veronafiere “Irresistibile Piwi”, la prima fiera mercato interamente dedicata ai vini nazionali e internazionali ottenuti da uve resistenti e Piwi (acronimo che viene dal tedesco pilzwiderstandfähig che significa “viti resistenti ai funghi”).  L’evento è organizzato dall’enologo Luca De Palma, operante in Ticino, e Igor Bonvento, enologo e consulente agronomo veronese, e riunisce enologi, esperti, ricercatori e le associazioni Piwi Italia e Piwi International. Al suo interno i visitatori, oltre ai vini e al mercato dei vini dei produttori italiani e internazionali, potranno seguire anche alcuni momenti tecnici formativi, vivaisti e preparatori di materiale Piwi, breeder e selezionatori, degustazioni da microvinificazioni sperimentali e tasting.

Obiettivi della manifestazione. Affermano gli organizzatori: “I vitigni resistenti si stanno diffondendo, offrono novità, variabilità e biodiversità, rispondono bene alla necessità di sostenibilità e salubrità ecologica, possono aiutare con le esigenze del climate change, permettono la produzione in contesti complicati o alleviano i costi dove i problemi sono strutturali. Inoltre sono prodotti nuovi che aprono la fantasia ai produttori e la curiosità ai consumatori, si prestano alle nuove tendenze del mercato e del gusto. I vini sono buoni, tanti e diversi, ce ne sono per ogni filosofia e stile”. Continuano: “Insieme a Marco Stefanini della Fondazione Edmund Mach di San Michele All’Adige, fresco presidente di Piwi Italia, ci siamo impegnati a organizzare un evento ufficiale, il primo in Italia. Lo scopo è multiplo: ospitare la prima Assemblea Generale annuale di Piwi Italia, avvicinando i soci iscritti ai produttori non ancora tesserati (ad oggi sono circa 200 le aziende che producono uve o vini da varietà resistenti), organizzare momenti di aggiornamento tecnico per attirare pubblico e professionisti, valorizzare il lavoro viticolo di vivaisti, breeder ed enti impegnati nella promozione dei loro lavori di selezione, e fare una fiera-mercato per le aziende italiane che vogliano esporre le loro produzioni. Visto anche l’interesse espresso da Piwi International, abbiamo esteso da subito l’invito a partecipare anche ad altre aziende europee o associazioni consorziate, in rappresentanza di determinati territori o specifici focus.” Ulteriori informazioni a questo link

Fonte: Millevigne.it

12-15 aprile, Verona capitale dei winelover con Vinitaly and the city, quattro giorni di tasting, masterclass e brindisi tra arte, musica e cultura 

VinitalyandtheCity2023_Veronafiere_Ennevifoto__SM13064Torna dal 12 al 15 aprile Vinitaly and the City, il fuori salone di Vinitaly (14-17 aprile Veronafiere) che ogni anno trasforma Verona nella capitale dei winelover. Quattro giorni tra degustazioni, masterclass, talk, incontri e visite guidate con incursioni culturali, artistiche, musicali e geografiche per l’appuntamento più “epicureo” della rassegna fieristica veronese, che farà pulsare di passione enoica anche il cuore del capoluogo. A fare da scenografia sarà infatti il triangolo tra Piazza dei Signori (Loggia di Fra Giocondo, Loggia Antica), Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale, punti di interesse iconici della città patrimonio Unesco.

In Piazza dei Signori, nella Loggia di Fra’ Giocondo, si potranno levare i calici a Dante nella Grande Enoteca di Vinitaly and the City, un banco di assaggio dedicato al Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie, mentre nella Loggia Antica si agiteranno gli shaker dei più accreditati bartender del momento, uno spazio dedicato alla magia della Mixology con partner come Bartenders Group Italia, Nespresso, Dicisano, Molinari, Italia Wine Brands, 9diDante, Fiol Prosecco Doc, Martini, Malfy Gin e The Organics by Red Bull. Spazio alle contaminazioni anche sul palco della Loggia dove, dopo il brindisi inaugurale venerdì 12 aprile (18.00) con l’Official Wine Donnafugata Brut 2019, si alterneranno eventi e performance artistiche, culturali e musicali. Al centro della piazza, la Lounge di Banca Passadore & C. rappresenterà il fulcro dell’experience art&wine, un’occasione di degustazione immersiva tra le architetture suggestive di quella che era la Corte della Signoria degli Scaligeri. Non mancheranno infine le masterclass nella sala consiliare del Palazzo Scaligero, sede della Provincia di Verona, con tasting (su invito) dedicati ai vini di Bertani, di Micro Mega Wines, calabresi, ungheresi e siciliani, ma anche al formaggio Asiago, official cheese dell’evento.

Confermato anche il brindisi in quota del Consorzio del Lugana alla Torre dei Lamberti, la terrazza panoramica a 84 metri di altezza che svetta dal Cortile Mercato Vecchio, trasformato per l’occasione in un hub di degustazione tra i banchi di assaggio della Regione Calabria e della Regione Marche, affiancati dai prodotti della linea Fior Fiore Coop, con al centro i Wine Talk condotti dall’enologo e divulgatrice del vino Sissi Baratella. Il percorso enogastronomico proseguirà poi nel cortile del Tribunale con la selezione vini a cura del Gambero Rosso, la Regione Sicilia e la Fiera del Riso, che proporrà per l’occasione, oltre al classico risotto all’isolana, il risotto all’Amarone e quello alle mele della Val di Non e Prosecco. Ad accompagnare il viaggio, gli appuntamenti e il sound di Radio Monte Carlo, radio ufficiale di Vinitaly and the City 2024 che animerà con i propri dj set i wine party quotidiani (dalle 18 alle 20). Sempre nel cortile del Tribunale, all’interno della Lounge degli Affreschi l’Associazione Buchette del vino di Firenze allestirà, in collaborazione con il Consorzio Vino Toscana, una porta di legno con una tipica buchetta per la mescita del vino.

Sul fronte degli eventi, il programma di Vinitaly and the City si arricchisce delle visite guidate alle tre piazze protagoniste dell’evento ma anche, tra le altre, a Palazzo Maffei Casa Museo, Museo Archeologico Nazionale di Verona, Salone delle Feste di Palazzo Balladoro, Fondazione Museo Miniscalchi- Erizzo, Fondazione Biblioteca Capitolare di Verona, Santa Marta, oltre ad altri percorsi proposti dalla Fondazione Verona Minor Hierusalem. In continuità con le scorse edizioni, domenica 14 aprile sarà presentata la terza tappa della mostra dedicata a Dante a cura di Franco Nembrini e dell’associazione “Rivela”, giunta al Paradiso dopo le due edizioni su Inferno e Purgatorio gli scorsi anni. Confermati anche gli incontri giornalieri firmati da Feltrinelli, mentre riporta l’attenzione sul rapporto tra vino e cambiamento climatico il convegno organizzato da Fisar, “Intelligenza In-naturale”, in programma per sabato 13 aprile (ore 21, Palco Loggia di Fra Giocondo). Tra le novità più curiose, la presenza delle Cesarine, la più antica rete di cuoche casalinghe d’Italia che porteranno anche a Vinitaly and the City qualche saggio della loro inestimabile sapienza culinaria.

Dal teatro al piccolo schermo, il fascino del vino animerà poi sia l’evento “Calici di Jazz Preview con Max Ionata & Danish trio”, organizzato dal Teatro Ristori in programma sabato 13 aprile alle 17 (Palco Loggia di Fra Giocondo), ma anche la presentazione (14/4, ore 21, Palco Loggia di Fra Giocondo) della terza stagione e anticipazione della quarta di B.E.V.I. – L’Arte del Vinificare ̧ prima e unica serie TV sull’arte nel mondo del vino in onda su Sky Arte e Now Tv. Sul filone artistico è poi confermata la collaborazione con ArtVerona, che porterà in scena (15/4, ore 18, Palco Loggia di Fra Giocondo) Lives! La vita di Marina Abramovic in parole e musica, a cura di Nicolas Ballario con Rodrigo D’Erasmo e Andrea Faccioli. Le note musicali sono al centro anche di Calabria straordinaria, un viaggio tra musica e paesaggi (13/4, ore 21.15, Palco Loggia Fra Giocondo) con l’esibizione dal vivo di Sarafine, la cantante vincitrice dell’ultima edizione di X Factor. Tornano anche i “Calici in vetrina”, l’iniziativa di Veronafiere che coinvolge i negozi del centro, invitati ad esporre il grande calice simbolo di Vinitaly (40 cm) sino al 17 aprile.

Vinitaly and the City sarà aperto con il seguente orario: venerdì 12 aprile 18:00-23:00 (inaugurazione ore 18.00), sabato 13 aprile 15:00-23:00, domenica 14 aprile 15:00-23:00, lunedì 15 aprile 18:00-23:00. Dall’11/04 al 15/04 si potrà acquistare il biglietto sia al desk in Piazza dei Signori che online al costo di €20 (Info e shop su http://www.vinitalyandthecity.com). Vinitaly and the City è organizzato in collaborazione con Comune di Verona, Provincia di Verona e Fondazione Cariverona con il patrocinio della Regione Veneto.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

14-17 aprile, Veronafiere. Vinitaly 2024 scalda i motori e annuncia diverse novità

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C’è tutto il made in Italy enologico da tutte le regioni italiane e da oltre 30 nazioni alla 56^ edizione di Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 14 al 17 aprile prossimo. Ad oggi, infatti, il quartiere fieristico di oltre 180mila mq netti è pronto a diventare l’agorà internazionale del wine business per 4.000 cantine già confermate. Una partecipazione espositiva consolidata che conferma la centralità del Salone internazionale del vino e dei distillati sempre più targetizzato sulle esigenze delle imprese e sulla promozione del settore in Italia e sui mercati esteri, storici ed emergenti.

Le principali aree tematiche di Vinitaly 2024. Intercettare le tendenze di consumo e garantire una rappresentazione evolutiva del settore in linea con le esigenze del mercato. È uno degli obiettivi delle aree tematiche di Vinitaly che, anche quest’anno, traccia diversi percorsi di incontro domanda-offerta sempre più a trazione internazionale. Organic Hall (area C, nuova posizione – 9^ edizione), salone dedicato al vino biologico certificato prodotto in Italia e all’estero che quest’anno conta cento aziende, con la presenza di espositori internazionali provenienti da Ungheria, Slovenia e Austria. Confermate per il 2024 l’Enoteca Bio e le degustazioni in collaborazione con FederBio e Vi.Te. International Wine Hall (tensostruttura D), padiglione dei paesi produttori esteri che scelgono Vinitaly quale loro vetrina espositiva a partire dalle aziende aderenti al progetto Open Balkan (Serbia, Albania e Macedonia del Nord), Francia con le maison di Champagne, Georgia, Ungheria, Brasile, Armenia, Sudafrica e Grecia. Mixology (1° piano Palaexpo), la sezione espositiva e che esprime l’arte dei cocktail e della miscelazione di vini, liquori e distillati sulla base dei nuovi trend internazionali. In programma nei quattro giorni di manifestazione, masterclass guidate dai bartender più talentuosi e in voga. Micro Mega Wines – Micro size, mega quality (area C, nuova posizione – 3^ edizione). È l’unità espositiva all’insegna di “piccolo è bello” ideata dal wine writer Ian D’Agata per Vinitaly. Al centro del progetto le produzioni di nicchia a tiratura limitata.

SOL. In contemporanea a Vinitaly 2024 anche la 28^ edizione di Sol, International olive oil trade show (area C); la 28^ edizione della manifestazione torna alle origini, trasformandosi in International Olive Oil Trade Show, padiglione dedicato esclusivamente all’olio di oliva. Obiettivo: creare ulteriori opportunità commerciali con iniziative mirate, migliorare il posizionamento di quelle esistenti e incrementare la partecipazione di espositori e visitatori professionali. Tra le novità, l’ampliamento della merceologia in esposizione, a partire dai derivati dell’oro verde, come le olive da tavola, i sott’oli, le paste spalmabili a base di olio EVO, fino agli oli aromatizzati, i prodotti per la cosmesi e quelli nutraceutici.

Enolitech. Taglia il traguardo della 25^ edizione Enolitech, il salone internazionale dedicato all’innovazione tecnologica applicata alla vitivinicoltura, all’olivicoltura e al beverage, che per l’occasione si espande di oltre 3.000 mq, raggiungendo quota 7.600 metri quadri (padiglione F). Circa 150 gli espositori confermati, di cui il 10% provenienti dall’estero in particolare da Cina, Spagna, Francia, Ungheria, Taiwan e Polonia.

Novità: Vinitaly Design Award. Si rinnova il Vinitaly Design International Packaging Competition, il premio destinato al miglior packaging che – in occasione della 28^ edizione – cambia la sua veste in Vinitaly Design Award. Oltre al nome, le novità investono anche il regolamento del concorso che presenta un nuovo format con modifiche nel sistema di votazione. I vincitori saranno premiati sabato 13 aprile in occasione della serata di Gala al Teatro Ristori.

Confermato Vinitaly and the city, il fuori salone per gli appassionati in calendario nel centro della città scaligera, patrimonio Unesco, dal 12 al 15 aprile 2024. Nel 2023, sono state oltre 45mila le degustazioni da parte dei winelover.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere/Veronafiera Ennevi foto

15-17 marzo, a Montichiari (BS) c’è la Fiera di Vita in Campagna, organizzata dall’editore veronese L’Informatore Agrario. In programma oltre 150 corsi gratuiti per la cura del verde

Schermata 2024-03-10 alle 18.21.12L’undicesima edizione di Vita in Campagna, la Fiera di riferimento per chi coltiva la passione per la natura, si preannuncia tra le più interessanti di sempre. L’editore Edizioni L’Informatore Agrario, nel suo ottantesimo compleanno, in qualità di organizzatore ha plasmato infatti un’edizione unica della kermesse, in programma i prossimi 15-17 marzo 2024 a Montichiari (Brescia).

La prima manifestazione che celebra la passione per il verde, il connubio tra natura e vita nelle campagne e nelle città, la ricerca dell’equilibrio tra vita e lavoro, si prepara ad affrontare le sfide della contemporaneità, con lo sguardo puntato verso la transizione ecologica. In un mondo sempre più urbanizzato, la gestione e la cura del proprio spazio verde sono diventate tematiche fondamentali per la salute e il benessere delle persone, oltre che per la sostenibilità ambientale. Cresce infatti il numero degli italiani che adottano uno stile di vita eco-sostenibile, sia in città che in campagna, improntato alla cura dell’orto (anche sui balconi), del giardino o degli animali.

Oltre 150 corsi, per mantenere vive le tradizioni e le buone pratiche della cura del verde. La Fiera di Vita in Campagna si rivolge a tutte le generazioni, anche ai più giovani. Il cuore editoriale di questa edizione promuove infatti un trasferimento di conoscenze e buone pratiche a tutti coloro che coltivano la passione per la natura. Con oltre 150 corsi pratici gratuiti e più di 200 espositori qualificati su 24.000 mq di superficie, è pronta a superare ogni aspettativa. La formula di successo, nonché punto di distinzione, dell’evento di Montichiari ruota soprattutto attorno ai corsi e ai convegni a cui i visitatori (hobbisti, appassionati del verde e delle attività all’aria aperta o veri e propri professionisti) potranno partecipare gratuitamente.

4 aree tematiche. “La manifestazione si articola attorno a 4 diverse aree tematiche in altrettanti padiglioni: Animali da compagnia e piccoli allevamenti rurali nel Padiglione 2; Orto e giardino al Padiglione 5; Giardino e frutteto nel Padiglione 7; La cura della casa e il Salone di Origine nel Padiglione 8. All’interno della fiera, i visitatori potranno documentarsi e approfondire la propria conoscenza sulla cura e la manutenzione del giardino, dell’orto e del balcone o del terrazzo. Potranno seguire i corsi degli esperti sulle migliori pratiche per l’accoglienza degli animali da compagnia (cani, gatti, conigli & co.) e dei piccoli allevamenti domestici (galline, capre, asini…). Sarà possibile esplorare le molteplici sfaccettature dell’abitare in campagna, dall’edilizia al fai da te, fino al recupero energetico, in un momento di transizione ecologica che invita sempre più persone ad adottare anche in città uno stile di vita tipico delle aree più rurali e più verdi. Saranno inoltre affrontate anche le tematiche cruciali, e di grande attualità, del cambiamento climatico, della difesa del suolo e della siccità, attraverso l’offerta al visitatore di corsi, prodotti e soluzioni per affrontare in modo attivo le nuove sfide ambientali.

L’area per i professionisti del verde. Verde professionale sarà invece la nuova area dedicata ai professionisti, come ha raccontato Graziella Zaini direttrice della casa editrice Il Verde Editoriale, che ha anche illustrato cosa accadrà al suo interno durante la manifestazione. “La collaborazione avviata lo scorso anno tra le due case editrici, si è consolidata ulteriormente – ha spiegato Zaini – dando vita, all’interno di Fiera di Vita in Campagna, all’area dedicata al verde professionale, organizzata in tre eventi: il convegno sui modelli architetturali degli alberi, punto di partenza per individuare le migliori pratiche di gestione e gli interventi operativi da attuare, che sarà l’occasione anche per presentare il successo editoriale, nella versione in italiano, del prof. C. Drénou, ricercatore francese del CNPF (Istituto Forestale per lo Sviluppo Forestale) dal titolo “La potatura degli alberi ornamentali” e due corsi, uno di progettazione e l’altro di manutenzione, che hanno il loro focus sul prato ornamentale.”

L’edizione 2024 lancia il Dynamic Show. Una delle principali novità di quest’anno sarà certamente il Dynamic Show, l’evento dedicato ai nuovi trend di mercato sulle attrezzature sostenibili del verde, illustrato da Alberto Caroleo, direttore di MAD – Macchine Agricole Domani: “Porteremo la nostra attenzione sulle soluzioni a batteria elettrica, che verranno presentate al pubblico mediante brevi dimostrazioni pratiche. Per le aziende espositrici, il Dynamic Show sarà un’ottima occasione per mostrare i prodotti più innovativi, mentre i visitatori potranno aggiornarsi sul funzionamento, sull’utilizzo in sicurezza e sulla manutenzione di queste nuove soluzioni ecosostenibili.”

Il Premio VerdEnergia. La Fiera di Vita in Campagna istituisce inoltre per la prima volta il Premio nazionale VerdEnergia, dedicato ai prodotti più sostenibili dal punto di vista energetico presentati dalle aziende della meccanica hobbistica e professionale e che sarà assegnato nel corso della prossima edizione 2025. La valutazione dei prodotti che concorreranno al Premio sarà effettuata da un Comitato Scientifico, composto da esperti del settore, e avverrà secondo parametri universalmente condivisi. Novità, innovazione, contenuti di grande attualità e interesse per i visitatori, con un’offerta formativa davvero unica del suo genere, fanno della prossima Fiera di Vita in Campagna un evento assolutamente da non perdere. Ulteriori informazioni: LaFieradiVitainCampagna.

Fonte: La Fiera di Vita in Camapagna

2-4 marzo 2024, a Godega di Sant’Urbano (TV) torna il Festival delle Dop Venete 

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Si avvicinano le date del Festival delle Dop, evento promosso da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura, che avrà luogo dal 2 al 4 marzo 2024 presso la Fiera di Godega di Sant’Urbano (TV).

In mostra i prodotti dell’agroalimentare regionale insigniti dei marchi di qualità dell’Unione Europea, quali le Dop (Denominazioni di Origine Protetta), le Igp (Indicazioni Geografiche Protette) e le Sta (Specialità Tradizionali Garantite), oltre ai prodotti a marchio Qv (Qualità Verificata).
Nella giornata di domenica 3 marzo, nell’area show-cooking, A.Pro.La.V (Associazione Regionale Produttori Latte del Veneto) propone tre degustazioni di formaggi aperte al pubblico (su prenotazione). Inoltre, U.Vi.Ve (Unione Consorzi Vini Veneti DOC e DOCG) organizza una masterclass rivolta a enologi e alla stampa di settore. Per maggiori dettagli sul programma e altre informazioni utili, è possibile consultare il seguente link

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Export di cereali dall’Ucraina in aumento, in particolare per mais e frumento. Boom anche per il commercio della soia. L’Italia ha incrementato gli acquisti da Kiev

Fieragricola2024_Ennevifoto_Bricolo_Yaroslav Melnyk_DSCF1357«Sono a Fieragricola perché l’Ucraina è interessata a sviluppare rapporti nel settore primario. Per noi esportare materie prime agricole è fondamentale, in quanto è una voce importante dell’economia del nostro Paese. Siamo grati all’Italia, che ci dà un sostegno enorme, così come estremamente significativo è l’aiuto mostrato ieri a Bruxelles dalla Commissione europea per l’Ucraina». Così ha detto Yaroslav Melnyk, ambasciatore d’Ucraina in Italia (nella foto in alto a destra), che ha incontrato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo (nella foto in alto a sinistra), il direttore commerciale di Veronafiere Raul Barbieri e l’europarlamentare Paolo Borchia, prima di visitare Fieragricola di Verona, conclusasi nei giorni scorsi.

L’export ucraino di cereali è cresciuto negli ultimi mesi, nonostante il mancato rinnovo lo scorso luglio dell’accordo «Black Sea Grain Initiative», per volontà di Mosca. «La Russia è uscita, noi abbiamo cercato un altro modo per esportare, tramite i nostri porti marittimi di Odessa e di Chernomorsk – ha proseguito l’ambasciatore d’Ucraina, Melnyk –. Un grande lavoro, che ci ha permesso di incrementare l’export sui mercati esteri, non solo in Europa. Per noi è estremamente importante avere accesso ai mercati internazionali e il corridoio marittimo è fondamentale».

Export ucraino di cereali in aumento. Fra gennaio e novembre 2023 l’Ucraina – secondo le elaborazioni di Teseo.Clal.it – ha esportato 39,6 milioni di tonnellate di cereali (+16,56% tendenziale), per un valore superiore ai 7,4 miliardi di dollari (-8,31% sullo stesso periodo del 2022, per effetto della contrazione dei listini).

Mais. Più specificatamente, l’Ucraina ha collocato sul mercato 22,8 milioni di tonnellate di mais (+3,25% su base tendenziale) destinati per il 58% all’Unione europea. L’Ue nei primi 11 mesi del 2023 ha ritirato 13,36 milioni di tonnellate (+3,19 per cento). L’export ucraino è cresciuto anche con destinazione Italia: +72,29% nei primi 11 mesi del 2023; in termini di volume ha raggiunto quota 2,13 milioni di tonnellate di mais, rappresentando il terzo Paese di destinazione dell’Unione europea, dopo Spagna (3,23 milioni di tonnellate di mais) e Romania (2,83 milioni di tonnellate). Cina ed Egitto, rispettivamente con il 21% e il 10% della quota di mercato, sono le altre principali destinazioni del mais coltivato in Ucraina.

Frumento. Sempre nell’area dei cereali, l’Ucraina ha esportato fra gennaio e novembre 2023 14,4 milioni di tonnellate di frumento (+50,35% rispetto allo stesso periodo del 2022). Il 51% dei volumi di frumento venduti da Kiev sono stati collocati in Unione europea (+111,87%, per una quantità superiore ai 7,31 milioni di tonnellate). L’Italia rappresenta il 3% del market del frumento ucraino e ha ritirato oltre 482.000 tonnellate (+29,32% rispetto a gennaio-novembre 2022), dietro a Spagna (3,27 milioni di tonnellate) e Romania (2,24 milioni di tonnellate).  Alle spalle dell’Unione europea fra i Paesi di destinazione si collocano la Turchia, con il 16% della quota di mercato, l’Egitto (8%), il Bangladesh (6%), l’Indonesia (3%) e il Libano (3 per cento).

Prezzi dei cereali ucraini molto competitivi. Una parte dei Paesi dell’Europa Centro Orientale lamenta, con riferimento all’export di cereali provenienti dall’Ucraina, prezzi particolarmente competitivi, che metterebbero sotto pressione la redditività degli agricoltori locali. Le quotazioni del prodotto ucraino, con 147 dollari alla tonnellata, sono inferiori rispetto a Brasile (226 $/ton), Argentina (235 $/ton) e Stati Uniti (247 dollari alla tonnellata). Anche il prezzo medio di export del grano tenero con 155 dollari alla tonnellata (il riferimento è alle quotazioni rilevate a novembre 2023, fonte: Teseo.Clal.it) è ampiamente più basso rispetto ai prezzi medi di export del frumento tenero proveniente da Unione europea (253 $/ton) e Stati Uniti (304 dollari alla tonnellata.

Boom soia. Benché complessivamente l’export di semi oleosi e farine proteiche nei primi 11 mesi del 2023 abbia segnato una frenata (-4,41% in quantità e -24,11% in valore, fonte: Teseo.Clal.it), le esportazioni di soia hanno accelerato: +84,98% in volume e + 50,93% in valore. L’Unione europea rappresenta il primo mercato di sbocco, con il 41% della quota di mercato, in crescita del 61,19% tendenziale, con l’Italia al quinto posto in Ue per volumi di soia ritirati (poco meno di 128.000 tonnellate, +11,26% rispetto a gennaio-novembre 2022). Dietro l’Ue si posizionano i mercati di Turchia (28% del market share) ed Egitto (21%), con i porti turchi che con ogni probabilità fungono da primo porto di approdo, prima di intraprendere altre destinazioni.

Il sostegno europeo. Ieri la Commissione Ue ha trovato l’intesa fra i 27 Stati Membri per approvare un pacchetto di aiuti da 50 miliardi in quattro anni per l’Ucraina. Nei giorni scorsi, la Commissione europea ha proposto di rinnovare da giugno l’esenzione dai dazi doganali di cui godono i prodotti agricoli che entrano nella Ue. Un provvedimento che andrebbe abbinato comunque a «misure di salvaguardia» per limitare i volumi dei prodotti più sensibili. Le importazioni totali della Ue dall’Ucraina hanno raggiunto i 24,3 miliardi nei 12 mesi fino a ottobre 2023. Nel 2021, prima dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, le importazioni comunitarie da Kiev ammontavano a 24 miliardi di euro.

Fonte: Servizio stampa Fieragricola Veronafiere, foto Veronafiere Ennevifoto

A Fieragricola 2024 la politica agricola comune sotto la lente: “Revisione a medio termine non praticabile, in ritardo sulla prossima Pac”

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Più che una revisione a medio termine della Politica agricola comune (Pac), in vigore per il quinquennio 2023-2027, forse ci sarebbe da preoccuparsi per la prossima programmazione, che dovrebbe abbracciare il periodo 2028-2034. «Siamo in ritardo, se ne parlerà almeno agli inizi del 2025, quando avremo le nuove istituzioni europee e tutta l’attenzione si concentrerà sul budget della nuova Pac». Lo ha detto alla 116ª Fieragricola di Verona il professor Angelo Frascarelli, docente di Economia agraria all’Università di Perugia, già presidente di Ismea e fra i massimi esperti di Pac.

Proposta di revisione ha poco senso. Se in passato le riforme della Politica agricola comune nel corso del periodo di applicazione erano sottoposte a degli “Health check”, dei controlli sullo stato di salute e delle modifiche anche a volte profonde, «questa volta la revisione a medio termine di questa Pac, che qualcuno chiede, non è praticabile – spiega il professor Frascarelli –. Si potranno fare piccolissimi aggiustamenti, soprattutto a livello nazionale, ma siamo al secondo anno di applicazione della riforma, e nell’ipotesi che si attivi una proposta di revisione non potrebbe comunque andare in porto nell’anno delle elezioni. Se ne discuterebbe nel 2025 e, quindi, al massimo potrebbe interessare gli ultimi due anni e, francamente, ha poco senso».

L’attuale politica europea dedicata agli agricoltori, che assorbe un budget significativo a livello di Ue-27 per circa 387 miliardi di euro, ha avuto un percorso travagliato a causa del Covid, emergenza che l’Unione europea ha dovuto fronteggiare con impegno. La stessa approvazione dagli organi di Bruxelles è arrivata dopo sei anni di dibattito, «partiti nel 2017 con uno scenario molto diverso, che ha portato a un compromesso tra esigenze economiche, ambientali e sociali», ricorda Frascarelli.

La protesta degli agricoltori. «Le manifestazioni degli agricoltori degli ultimi giorni rappresentano un allarme per farci capire che bisogna dare maggiore attenzione al mondo agricolo – commenta Frascarelli –, ma finora è stata una protesta con poca proposta. Le motivazioni sono chiare: da una parte c’è l’incertezza sui mercati, prezzi molto volatili, che non sono sempre bassi, ma sui quali non si può fare affidamento». Il mais, coltura simbolo del Nord Italia a vocazione zootecnica è un esempio: «Tre anni fa il prezzo si aggirava intorno ai 200 euro a tonnellata, poi è salito a 380 euro e ora è ritornato a 210 euro alla tonnellata. Questo significa che anche quando sono alti non si può fare affidamento che siano stabilmente alti». Pesano «i fattori di incertezza sui mercati e sui costi di produzione e l’insicurezza climatica, che ha colpito l’Italia nel 2023, con rese basse nel settore dei cereali a paglia, dell’olio, del vino, della frutta – specifica il professor Frascarelli –. A questo si aggiunge l’incertezza legislativa, con l’agricoltore che non solo ha normative impegnative, ma sempre diverse». Anche sul fronte delle risorse della Pac è arrivata la doccia gelata. «La Pac ha garantito per l’Italia fino al 2027 circa 7,4 miliardi di euro, ma per effetto dell’inflazione l’incidenza reale della Pac sul bilancio cala tra l’11 e il 15 per cento».

Fonte: Servizio stampa Veronafiere/foto Veronafiere Ennevi Foto

A Fieragricola 2024 il futuro dell’agricoltura: Verona capitale dell’agribusiness fra meccanizzazione, zootecnia, digitalizzazione

bovinodalattefieragricolaLa 116ª edizione di Fieragricola, rassegna internazionale di agricoltura, è in programma a Veronafiere dal 31 gennaio al 3 febbraio prossimi, con focus trasversali dedicati a meccanica agricola; zootecnia; colture specializzate come vigneto, frutteto, olivo; energie rinnovabili; chimica verde; servizi; multifunzionalità delle imprese agricole; tecnologie hi-tech per la crescita dell’agricoltura sostenibile.

I numeri di Fieragricola. Undici padiglioni occupati e un’area esterna destinata alle prove dinamiche dei mezzi agricoli, 820 espositori provenienti dall’Italia e da 20 Paesi esteri (Austria, Repubblica Ceca, Cina, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Libano, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria), delegazioni e buyer internazionali provenienti da 28 Paesi accreditati (Albania, Algeria, Armenia, Azerbaijan, Cile, Costa Rica, Croazia, Danimarca, Egitto, Etiopia, Georgia, Ghana, Guatemala, Kazakhstan, Kenya, Macedonia del Nord, Mozambico, Pakistan, Polonia, Repubblica Ceca, Senegal, Serbia, Slovacchia, Spagna, Tunisia, Turchia, Ungheria e Uzbekistan) per incontri B2B specifici per ogni segmento della manifestazione, una superficie espositiva di 52mila metri quadrati occupati.

Oltre 140 convegni. Fieragricola 2024 ospiterà, inoltre, gli stand del Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste (padiglione 8, stand I2) e di Casa Veneto di Regione Veneto (padiglione 4, stand D4), una porta aperta nel dialogo fra imprese agricole, espositori e istituzioni. Di grande richiamo la parte convegnistica, con oltre 140 convegni nei quattro giorni di manifestazione (sul sito www.fieragricola.it tutti gli appuntamenti) e un filo conduttore per la 116ª edizione della rassegna internazionale di Veronafiere: l’agricoltura nel clima che cambia. «Quella del cambiamento climatico è una delle più impegnative sfide che l’uomo si trova a fronteggiare e il mondo della produzione agricola è il più esposto – ha specificato Marino Berton, coordinatore scientifico di Fieragricola –. Dobbiamo utilizzare al meglio le innovazioni sia tecnologiche che di governance per aumentare la resilienza degli agroecosistemi ai cambiamenti. Dovremo accelerare il processo di digitalizzazione dell’agricoltura e utilizzare le nuove opportunità che la genetica responsabile ed equilibrata è in grado oggi di fornire per piante più resistenti alle alte temperature e agli stress idrici, insieme ad un approccio agronomico che ci permetta di utilizzare con più efficienza e sostenibilità le risorse naturali come l’acqua e il suolo, il sole». I convegni e il workshop organizzati da Fieragricola sul tema del climate change, in particolare, si rivolgono agli operatori agricoli e puntano a «indicare strategie, tecniche, pratiche per attivare processi di adattamento al clima che cambia, per continuare a produrre con qualità, in modo sostenibile e competitivo», ha chiarito Berton.

Confermati i grandi concorsi zootecnici, nel ring allestito nel padiglione 10. La zootecnia, con tre padiglioni, si conferma regina della manifestazione, fra spinte tecnologiche – come la robotica – e valorizzazione dei reflui nella duplice direzione della fertilizzazione organica e della produzione energetica di biogas e biometano, in ottica di circolarità dell’agricoltura. Fieragricola ospiterà la 22ª edizione dello European Open Holstein, Red Holstein & Jersey Show, con le migliori bovine da latte di razza Holstein, Red Holstein e Jersey; la 54ª edizione della Mostra nazionale della razza Bruna italiana e il concorso del ceppo OB- Original Brown. Riflettori accessi anche sulla didattica, grazie alla collaborazione fra Aia (Associazione italiana allevatori) e Anafibj (Associazione nazionale allevatori razza frisona italiana, bruna e jersey) e gli istituti tecnici agrari italiani.

L’agricoltura del futuro con «Fieragricola Tech». Focus su innovazione e digitale al padiglione 11 con il «Fieragricola Tech», dedicato all’agricoltura digitale, ai sistemi per l’irrigazione smart, alle energie rinnovabili, agli strumenti di biosolutions per la protezione del suolo in ottica rigenerativa.

I premi di Fieragricola. Fieragricola, inoltre, sarà l’occasione per la consegna di prestigiosi premi, assegnati da alcune delle case editrici che da decenni raccontano la storia, l’evoluzione e le prospettive dell’agricoltura. A Verona saranno infatti consegnati il «Premio Innovazione» dell’Informatore Agrario per le categorie meccanica agricola, prodotti fitosanitari e fertilizzanti, zootecnia, energie rinnovabili, start up e nuove tecnologie; i premi «Allevatore dell’anno 2023» nelle categorie bovine da latte, bovini da carne, suini; «Il contoterzista dell’anno 2023» per le categorie giovani, diversificazione, innovazione, precision farming, donne.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

Dal 22 settembre all’1 ottobre a Bressanvido (VI) si tiene il Festival dell’Agricoltura, tema dell’edizione 2023 “Quanto spreco”. Nell’ambito dell’evento, 2 incontri organizzati dalla biblioteca La Vigna

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Dal 22 settembre all’1 ottobre 2023 si terrà a Bressanvido (VI) il Festival dell’Agricoltura. Tema 2023 del tradizionale appuntamento sarà “Quanto Spreco“, finalizzato a concentrare l’attenzione sul tema della sostenibilità: dalla produzione alle tecniche e filosofie di gestione, dalla gestione delle risorse alla tracciabilità dell’intera filiera alimentare, dalle materie prime al prodotto finito.

Nell’ambito della manifestazione, segnaliamo due eventi organizzati dalla biblioteca internazionale La Vigna, partner del Festival. Lunedì 25 settembre alle ore 16.00 si terrà alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” un’interessante conferenza dal titolo “Il progetto Cities2030 e le best practice del territorio: lotta allo spreco alimentare”. Focus del dibattito sarà il progetto Cities2030, di cui il Comune di Vicenza e la Biblioteca sono partner, e l’esperienza sul territorio vicentino. Interventi: Remo Pedon, presidente della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Alessandro Scuccato, assessore all’Urbanistica del Comune di Bressanvido (VI), Sara Baldinato, assessore all’Ambiente del Comune di Vicenza (VI), Chiara Guglielmi, project manager CITIES2030 per la Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Luca Zanoni, autore del libro “Basta sprechi”, Christian Sassaro, presidente dell’Associazione “Da Spreco a Risorsa”. Martedì 26 settembre alle ore 20.30 presso Villa Pagiusco, a Bressanvido si terrà la conferenza di approfondimento de “Il progetto Cities2030”.  Interventi: Alessandro Scuccato, assessore all’Urbanistica del Comune di Bressanvido (VI), Danilo Gasparini, presidente del Consiglio Scientifico della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Nicola Camatti e Daniele Sferra, Università Cà Foscari Venezia, Manuela Massi, EPC srl project management CITIES2030, Sara Baldinato, assessore all’Ambiente del Comune di Vicenza (VI), Chiara Guglielmi, project manager CITIES2030 per la Biblioteca Internazionale “La Vigna”. A conclusione, breve lectio sullo spreco in agricoltura a cura del prof. Danilo Gasparini.

Gli appuntamenti sono altresì inseriti nel ciclo di eventi del progetto europeo “Cities 2030” – Co-creating resilient and susTaInable food systEms towards FOOD2030 – Potenziare le città come agenti di trasformazione del sistema alimentare”, nell’ambito del Programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020. Il progetto, incentrato sui temi dell’economia circolare e della creazione di laboratori sull’urban food, si concluderà nel 2024. Coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, “Cities 2030” vede tra i partner il Comune di Vicenza e tra i partner associati la Biblioteca “La Vigna”.

Ulteriori informazioni: http://www.festivalagricoltura.it 

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

Vinitaly 2023 chiude con un exploit di presenze da Usa e Asia e dà l’arrivederci al 14 aprile 2024

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Il vigneto Italia vale 56,5 miliardi di euro, per un corrispettivo a ettaro di 84 mila euro, quattro volte più della media delle superfici agricole. A rilevarlo, l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, il salone internazionale appena conclusosi segnando 93 mila presenze complessive, di cui 29.600 straniere. La crescita rispetto all’ultima edizione è stata quasi totalmente determinata dagli ingressi di buyer esteri (+20% circa) provenienti da 143 Paesi, che in questa edizione hanno rappresentato un terzo del totale degli operatori accreditati. Di questi, oltre mille top buyer selezionati e ospitati da Veronafiere e da Ice-Agenzia. Vinitaly and the City, il “fuorisalone” veronese da quest’anno ritornato totalmente nella sfera organizzativa della fiera di Verona, ha inoltre registrato oltre 45 mila degustazioni (+50% sul 2022) da parte dei winelover nel centro storico di Verona. Nel 2024 Vinitaly andrà in scena dal 14 al 17 aprile.

L’osservatorio Uiv-Vinitaly ha effettuato una ricognizione sui valori dei 674 mila ettari del vigneto nazionale che, da Nord a Sud della Penisola, generano un’economia da oltre 30 miliardi di euro l’anno e rappresentano al contempo uno degli investimenti più redditizi in assoluto sul piano fondiario. Il mercato risponde con un boom di transazioni, dettate in particolare da fondi e family office interessate soprattutto alle regioni a maggior vocazione enologica e di conseguenza a maggior tasso valoriale, come Alto Adige, Trentino, Veneto, Toscana e Piemonte. Le quotazioni massime più alte dei filari italiani – a volte sopra il milione di euro per ettaro – si riscontrano in provincia di Bolzano, nella zona di Barolo e Barbaresco, sulle colline di Conegliano e Valdobbiadene e a Montalcino. Si va dai 300-500.000 euro a ettaro per la zona di produzione del Trento Doc, la Valpolicella, Bolgheri e la Franciacorta. Stime di poco inferiori per le aree del Prosecco Doc, del Lugana, del Chianti Classico e Montepulciano. Negli ultimi 15 anni, secondo le rilevazioni elaborate dal Crea, la grande maggioranza delle denominazioni ha incrementato le proprie punte di valore: si va da Montalcino (+63%) a Valdobbiadene (+16%), da areali nel bolzanino come Caldaro (+75%) o Canelli nell’astigiano (+58%) fino al Collio (+50%), all’Etna (+57%), ai filari montani della Valle d’Aosta (+114%). L’alto valore medio a ettaro (dato dalla presenza di ampi territori vocati a produzioni di successo, come Prosecco, Valpolicella, Lugana, Pinot grigio, Valdadige) associato all’estensione del vigneto (100.000 ettari circa) pone il Veneto in testa alla classifica generale dei valori fondiari.

Dichiarazioni. Per il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi: “Il vigneto Italia è ormai un brand globale specie nei suoi territori più vocati, e questo è un elemento di forza a cui gli investitori non possono sottrarsi. Notiamo come in genere l’ingresso di fondi internazionali o di famiglie facoltose nelle aree simbolo della viticoltura italiana sia in primo luogo una questione di prestigio, poi certamente un bene rifugio o un elemento di diversificazione degli asset. Ma alla base c’è la consapevolezza di investire sul valore nel senso più etimologico del termine, più che di aderire a un progetto remunerativo nel breve-medio periodo con il solo valore della produzione. In Italia si assiste a questo – ha concluso Frescobaldi -, e non è un caso se Bernard Arnault, presidente del gruppo Lvmh, ha recentemente acquistato Casa degli Atellani di Milano, vigna di Leonardo compresa”. Per l’amministratore delegato di Veronafiere, Maurizio Danese: “Il vino italiano è un capitale strategico del Paese e Vinitaly lo ha ribadito con un rapporto realizzato dall’Osservatorio assieme a Prometeia con i nuovi numeri di una filiera da 31,5 miliardi di euro l’anno. Il settore, che vanta la miglior bilancia commerciale tra tutti i comparti del made in Italy tradizionale, ha una propensione all’export doppia rispetto all’agroalimentare e questo ha un peso anche sul valore fondiario di un prodotto sempre più globale, sempre più riconosciuto come bandiera dell’Italian style. Non è un caso se per il Cbre, leader mondiale nella consulenza nel settore real estate, il volume degli investimenti nel vigneto tricolore è segnalato in crescita in tripla cifra nell’ultimo biennio”.

Vigneto italia, il presidio del paesaggio. Importante anche il ruolo sociale delle terre del vino. Secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, la viticoltura in Italia costituisce da sempre un baluardo a difesa del paesaggio: nonostante la crescita della viticoltura in pianura, tutt’oggi poco più della metà dei vigneti nazionali si colloca sopra i 300 metri di quota, con il 42% in collina (301-700 metri) e il 9% in montagna (sopra i 700 metri). Montagna che in alcuni areali (Valle d’Aosta, Liguria) è il luogo di maggiore presenza della viticoltura con quote superiori al 60%, ma che raggiunge incidenze ragguardevoli (pari o superiori al 30%) anche in altre regioni, come Campania, Basilicata, Calabria, Molise e Piemonte. In totale sono 62 mila gli ettari vitati in montagna, dato destinato a crescere in futuro per via dell’innalzamento delle temperature medie. Viticolture prevalentemente di collina (281 mila gli ettari complessivi) sono quelle abruzzese (96%), umbra (89%), marchigiana (85%) e toscana (81%), a cui si aggiungono le produzioni di alta collina in provincia di Bolzano (86%) e Trento (40%). Prevalenza di viticoltura pianeggiante in Veneto, Emilia-Romagna, Puglia, Sicilia e Friuli Venezia Giulia.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere