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Impianti fotovoltaici a terra, azione Regione Veneto contradditoria

impianto-solare-fotovoltaico-pannelli-fotovoltaici-conto-energia«Abbiamo sostenuto sempre il nostro “no” coerente e convinto, agli impianti fotovoltaici industriali su terreno agricolo (non a quelli agricoli, connessi all’impresa agricola), e continuiamo a farlo anche adesso, nel caso di questi ultimi progetti in discussione, che riguardano i comuni di Castelgugliemo, Pincara, Fiesso, Canaro e Adria». Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, intervenendo lo scorso 10 gennaio a Fiesso, in una riunione indetta coi soci sottoposti ad esproprio dalla Direzione Urbanistica della Regione Veneto.

Esproprio sui terreni prima ancora di sapere se gli impianti saranno approvati. E’ in itinere, infatti, l’approvazione di due impianti fotovoltaici a terra, in piena campagna, a Castelguglielmo e a Pincara, (rispettivamente di 12,99 ettari per la potenza di 4.462 kWp e di 7,74 ettari per 3.069,6 kWp,) che saranno collegati da un mega elettrodotto di sei chilometri che andrà fino a Canaro e che attraverserà letteralmente quasi 50 proprietà private. Prima ancora di sapere se questi impianti saranno approvati e prima di ogni dichiarazione di pubblica utilità, la Direzione Urbanistica ha pensato bene di avviare l’esproprio sui terreni che dovrebbero essere attraversati dai pali della corrente elettrica e che farebbero da collegamento fra i due impianti con la cabina primaria di Canaro.

Regione Veneto in piena contraddizione. “Siamo in presenza di un procedimento anomalo – ha spiegato il direttore di Coldiretti, Adriano Toffoli – e assistiamo al disallineamento della volontà politica regionale rispetto agli uffici amministrativi. Da un lato la Giunta ha approvato il 7 agosto 2012 una delibera per impedire il consumo di suolo agricolo da parte di impianti solari a terra e proprio il 10 gennaio scorso – continua Toffoli – è stata approvata all’unanimità dalla terza commissione consiliare, ed è pronta per l’ok del consiglio, la delibera che fermerà definitivamente la coltivazione di pannelli solari nei campi agricoli; dall’altro lato la Direzione regionale urbanistica se ne esce con questo esploit, senza mai nemmeno aver tentato un accordo bonario, come solitamente fanno le altre direzioni regionali. Il tutto – spiega Toffoli – in presenza di una normativa che ha tolto gli incentivi statali per i nuovi impianti a terra e, pertanto, non sarà più economicamente conveniente metterne in funzione di nuovi».

Difendere la terra, strumento primario di lavoro. Nella riunione, partecipata da tutti i soci sottoposti ad esproprio, oltre a qualche associato di altre organizzazioni, si è redatto e firmato un documento di osservazioni tecniche e sindacali, che sarà spedito alla Direzione Urbanistica e agli assessorati regionali di competenza. Intanto, Coldiretti Rovigo, fin dalle prime notizie sulla questione, ha attivato la consorella Coldiretti Veneto ed entrambe, lo scorso dicembre, hanno fatto pervenire una lettera ufficiale ai vertici regionali. «Ci attiveremo in tutte le sedi e a tutti i livelli – ha concluso il presidente Mauro Giuriolo – per difendere quello strumento primario di lavoro di cui ogni agricoltore ha bisogno, che è la nostra terra. Abbiamo la fortuna di avere ancora un paesaggio rurale sano – ha aggiunto – verde, non antropizzato e con terreni che producono delle eccellenze dell’enogastronomia. Ci batteremo per difenderlo dagli speculatori senza scrupoli, che mettono solo il profitto nella loro scala di valori».

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Coldiretti Rovigo: mai mega fotovoltaico su suolo agricolo

Mauro Giuriolo,

Mauro Giuriolo, presidente Coldiretti Rovigo

“Sull’impianto fotovoltaico di Canaro, Coldiretti andrà avanti fino a quando il giudice amministrativo si pronuncerà sul merito e, comunque, ci opporremo con forza e convinzione, a tutti i parchi fotovoltaici con pannelli su suolo agricolo che non siano connessi con l’attività agricola e che vadano a sottrarre indebitamente terreno fertile alla produzione di alimenti per persone ed animali”. Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, all’indomani dell’assemblea elettiva che lo ha riconfermato alla guida dell’organizzazione provinciale fino al 2016, riprende l’argomento della realizzazione di mega impianti fotovoltaici nelle campagne polesane.

Espropri per eletrodotti. L’argomento è tornato in discussione tra gli agricoltori, a seguito di un avviso che la Regione Veneto ha inviato a molti proprietari di terreni di Fiesso e Pincara, in cui si annuncia l’esproprio per la costruzione di elettrodotti a servizio di due grandi parchi fotovoltaici, da realizzare in piena campagna, ancora in fase autorizzativa. “Sul ricorso amministrativo di Coldiretti contro l’impianto di Canaro – precisa Giuriolo – si sono scritte delle inesattezze, poiché la sentenza non ha affatto dato torto a Coldiretti e, anzi, non è entrata nel merito della legittimità o meno del parco fotovoltaico. Semplicemente il Tar Veneto si è fermato su un cavillo tecnico, cioè che non c’era un interesse ad agire da parte nostra, dal momento che l’impianto era stato frazionato e la frazione oggetto del ricorso non era confinante con i terreni del nostro socio che era parte processuale insieme a noi. Ma appelleremo per tutti i gradi di giudizio che ci sono consentiti – dichiara il presidente – perché non deve passare il messaggio che i terreni agricoli possono essere oggetto di libera speculazione. In ogni caso è pendente un altro ricorso che ha per oggetto un’altra frazione dello stesso impianto e su questo il Tar dovrà scendere nel merito”.

Contromosse in via di definizione. In riferimento ai due nuovi parchi fotovoltaici, di tre e quattro megawatt, che dovrebbero essere realizzati al centro di un’area di elevato interesse agricolo tra Pincara e Fiesso, il presidente di Coldiretti non ha esitazioni: “Stiamo già preparando le contromosse, a tutela dei terreni, dei loro proprietari e del paesaggio rurale. – dichiara Giuriolo – Intanto non si può fare a meno di sottolineare le contraddizioni di una Regione Veneto, la cui Giunta con l’assessore Massimo Giorgetti in testa, esulta il 29 ottobre 2012 per aver adottato una delibera che inserisce le “aree ad elevata utilizzazione agricola” tra quelle vietate agli impianti solari fotovoltaici a terra; e l’11 dicembre 2012, praticamente alla vigilia delle feste, gli uffici della Direzione urbanistica e paesaggio della stessa Regione Veneto, avvisano degli ignari agricoltori che saranno espropriati per far correre i tralicci elettrici di due campi fotovoltaici a terra, in piena campagna, che, fra l’altro, non sono ancora stati autorizzati”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Energie rinnovabili, come comunicarle e promuoverle attraverso i social network, due giornate di formazione a Padova (27/11 e 4/12/12)

Come comunicare e promuovere le energie rinnovabili con i social network, sarà questo il tema del Corso di Formazione WEB 2.0 che si terrà a Padova nei due martedì di 27 novembre e 4 dicembre 2012. Il Corso si svolgerà in ambiente coperto da rete WiFi all’interno del Parco Energie Rinnovabili di Padova. L’iniziativa, organizzata nell’ Anno Internazionale ONU per l’Energia per tutti, è promossa dalla Camera di Commercio di Padova e da Confservizi Veneto, l’Associazione regionale dei servizi pubblici, con la collaborazione della Fondazione Fenice onlus.

Nutrito il programma della “due giorni”: esercitazioni e laboratori su WordPress, tecnologia per costruire blog e reti 2.0, Facebook con la creazione di pagine, eventi, foto, note sulle energie rinnovabili. Con Slideshare e YouTube verranno pubblicati file e video e la tecnologia di Wordle permetterà di comporre mosaici con le parole chiave di un testo. Ai materiali prodotti verrà attribuita la licenza d’uso creative commons, ovvero il copyright 2.0 riconosciuto a livello internazionale. L’iscrizione alle due giornate è gratuita, venti i posti disponibili. La partecipazione richiede la dotazione di un computer portatile, notebook o tablet. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi alla segreteria organizzativa di Confservizi Veneto: tel. 049.8071777, email direttore@confserviziveneto.net

Rinnovabili, Confagricoltura: “I nuovi decreti penalizzano gli investimenti green delle imprese agricole”

“Vogliamo comprendere se il Paese crede davvero nella green economy e nel ruolo indispensabile che hanno le imprese agricole per lo sviluppo dell’energia alternativa”. Lo afferma Confagricoltura in relazione ai decreti sui nuovi regimi di incentivazione per le fonti rinnovabili elettriche e per il fotovoltaico, pubblicati in Gazzetta Ufficiale.

Discriminate le imprese agricole. “Nonostante il lavoro svolto in Conferenza unificata per migliorare i provvedimenti proposti dai ministeri competenti, i risultati non sono positivi – rileva Confagricoltura -. La nuova regolamentazione, che oltretutto giunge con un inaccettabile ritardo di dieci mesi rispetto a quanto indicato dal decreto legislativo 28/2011, ha apportato solo limitati e marginali miglioramenti. Il ministero per le Politiche agricole non avrebbe dovuto avallarla”.  Ad avviso di Confagricoltura nei decreti emanati si discriminano le imprese agricole. L’Organizzazione fa alcuni esempi: nel V conto energia i fabbricati rurali, ai fini dell’accesso alle tariffe, non sono equiparati agli altri edifici; le serre fotovoltaiche subiscono un’ulteriore restrizione sulla superficie ricopribile da pannelli, che scende dal 50% al 30%; le tariffe onnicomprensive e quelle premio per l’energia consumata in sito non sono convenienti neppure per i piccoli impianti, ovvero quelli che interessano maggiormente il settore primario; e per i piccoli impianti agricoli non c’è più la priorità di accesso al registro.

Per quanto riguarda il decreto sulle altre fonti rinnovabili, per Confagricoltura permangono una serie di problemi legati: alle tariffe base, comunque insufficienti per realizzare gli investimenti; ai premi, che richiedono tecnologie non facilmente applicabili agli impianti di potenza inferiore ad 1 MW; alle procedure di accesso, sia in relazione al registro, sia alla tipologia di alimentazione dell’impianto (nella categoria sottoprodotti rimane il vincolo di poter utilizzare solo il 30% di coltivazioni dedicate). E ancora una volta vengono penalizzati proprio i piccoli impianti, come quelli a biogas, fondamentali per il settore agricolo. “Quando si parla di green economy il pensiero va al ‘futuro’, senza tener conto del ‘presente’ e dell’attività più ‘green’ che già c’è, cioè quella agricola – conclude Confagricoltura -. Al di là delle singole misure dei due decreti, è inaccettabile la disattenzione complessiva verso le imprese agricole, non favorendo il loro ruolo e trascurando i benefici che ne deriverebbero per l’ambiente e per la collettività. Occorre cambiare atteggiamento, e lo deve fare prima di tutti il ministero per le Politiche agricole, e riconsiderare il ruolo che ha, e sempre più deve avere, il settore primario per la costruzione di una green economy degna di questo nome”.

(Fonte: Confagricoltura)

Padova vince il Campionato europeo per le rinnovabili

Sono 12 i comuni vincitori della Res Champions League 2012, il campionato europeo per le energie rinnovabili, che premia le migliori performance sulle fonti pulite e le politiche energetiche locali. Quattro le categorie premiate: i comuni fino a 5mila abitanti (piccolissimi), quelli tra 5 e 20mila abitanti (comuni piccoli), tra i 20 e i 100mila (medi) e quelli oltre i 100mila residenti (grandi). Padova vince tra le città grandi. Il premio ai sindaci vincitori è stato consegnato nei giorni scorsi a Roma, presso il Senato, in una cerimonia organizzata da Legambiente, che dal 2010 partecipa in rappresentanza dell’Italia al progetto europeo Res Champions League.

Padova si guadagna il primo posto tra i comuni con più di 100 mila abitanti soprattutto per il suo impegno sul fronte dello sviluppo delle energie rinnovabili e teso alla della riduzione delle emissioni di anidride carbonica. La città ha installato 572 mq di solare termico, 42.700 kW di fotovoltaico, 0,75 kW di mini eolico, 590 kW di mini idro, 11,3 MW di biomassa, 200 kWe + 90 kWt geotermia, 1.980 kWe biogas. Inoltre, nel 2011 il comune si è impegnato a ridurre almeno del 20% le sue emissioni al 2020 rispetto ai livelli del 2005. Un risultato che per quanto riguarda gli impianti solari domestici e il risparmio energetico nelle case è attribuibile in buona misura agli sportelli energia di quartiere promossi da Legambiente e Comune di Padova dal 2008. Alla gara hanno partecipato quest’anno i migliori comuni di 12 paesi europei – Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Polonia, Scozia, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Ungheria – selezionati in base ai risultati conseguiti in “competizioni nazionali” sulla diffusione delle tecnologie pulite e sulle politiche energetiche locali. Ognuno dei premiati porta avanti uno o più progetti che testimoniano gli importanti progressi compiuti in Europa nello sviluppo delle fonti di energia pulita e le possibilità offerte da un sistema efficiente di generazione distribuita per contribuire a ridurre le emissioni climalteranti.

(Fonte: Legambiente Padova)

Energia alternativa negli orti: OPO Veneto lancia una campagna promozionale

OPO Veneto propone a soci e clienti una campagna promozionale per incentivare l’adozione di energia sostenibile nelle aziende e nella coltivazione di verdura e di frutta. Ha firmato una convenzione con “Solar Total”, un’azienda leader a livello europeo nella fornitura di impianti fotovoltaici, la quale attualmente ha oltre 22 mila clienti.

Offre un servizio complessivo, che comprende la consulenza tecnica iniziale, la progettazione, l’installazione, la gestione delle pratiche amministrative, l’assistenza postvendita. L’impianto, la cui installazione è proposta con la formula “chiavi in mano”, è garantito per vent’anni quanto a funzionamento. E’ assicurata, quindi, un’assistenza continua e puntuale. Con la convenzione, che prevede condizioni decisamente favorevoli e competitive, la Solar Total” si impegna a realizzare una campagna co-marketing con OPO Veneto, il cui obiettivo è sviluppare la cultura dell’energia sostenibile tra gli ortofrutticoltori.

Commenta Cesare Bellò, direttore di OPO Veneto: “L’operazione è in linea con la sostenibilità ambientale, che è un punto di forza della nostra Organizzazione di produttori, ma che è anche un’esigenza sempre più avvertita nel nostro tempo, di fatto imposta dalla crisi energetica, dalla domanda del mercato, dalle richieste dei consumatori, dalla normativa europea e dei paesi economicamente più sviluppati”. L’ortofrutticoltura sostenibile, rispettosa dell’ambiente e praticata nel segno risparmio energetico, si presenta ormai come una necessità. Sicuramente come un’interessante e lungimirante opportunità che valorizza imprese e produzioni. La convenzione OPO Veneto-Solar Total ha la durata di dodici mesi.  Info: simonenatali@ortoveneto.it

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Eco-energia in Alto Adige, collettori solari integrati nelle facciate degli edifici

Collettori integrati nelle facciate degli edifici, è questa la nuova frontiera del solare termico. A oggi sul mercato europeo solo poche ditte propongono queste facciate innovative, ora ci sta lavorando anche l’Alto Adige: a metà febbraio il Centro di competenza per l’edilizia alpina (Kab) e l’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’Eurac di Bolzano hanno avviato una collaborazione per realizzare una facciata semi-trasparente, in grado di schermare le vetrate dall’eccesiva luce solare e allo stesso tempo di produrre energia termica.

Sfruttare nuove superfici per produrre energia pulita negli edifici è tra l’altro una scelta strategica anche in un’ottica futura: le linee guida europee sull’edilizia sostenibile impongono che dopo il 2020 tutti i nuovi edifici siano in grado di autoprodurre l’energia che consumano, quindi ogni metro esposto al sole diventa una fonte di energia fondamentale. Il progetto è finanziato dai fondi della legge provinciale per la promozione di ricerca e innovazione.

(Fonte: Ansa)

Fotovoltaico a terra: la Regione Veneto individua i siti no. Coldiretti, bene la mappa per il fotovoltaico

La Giunta regionale ha individuato le aree e i siti non idonei all’installazione di impianti solari fotovoltaici, con moduli ubicati a terra, in base alle linee guida emanate nel 2010 per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Provvedimento da approvare in Commissione. “Cittadini e aziende erano in attesa che si facesse la necessaria chiarezza su questi delicati aspetti che condizionano l’attività in un settore di grande interesse economico e ambientale – rileva l’assessore regionale ai lavori pubblici e all’energia, Massimo Giorgetti –. Il provvedimento che abbiamo approvato sarà ora sottoposto alla valutazione della Commissione consiliare competente, in considerazione del fatto che lo strumento normativo ultimo con il quale dovranno essere definite le aree e i siti non idonei all’installazione degli impianti è il Piano Energetico Regionale, la cui approvazione è di competenza del Consiglio regionale”.

Aree idonee e non. “Il nostro obiettivo – ha continuato Giorgetti – è quello di rendere il più agevole, snello e veloce possibile l’iter di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio degli impianti da fonti rinnovabili, offrendo agli operatori un quadro certo e chiaro di riferimento e orientamento per la loro localizzazione, ma sempre nel pieno rispetto degli strumenti di pianificazione ambientale, territoriale e paesaggistica. Non idonee, pertanto, a questo tipo di installazioni, in base poi anche alle diverse tipologie di impianti e alle loro dimensioni, sono quelle aree particolarmente vulnerabili alle trasformazioni, aree di pregio ambientale e storico-artistico, da tutelare per la loro peculiarità in tema di tradizioni agroalimentari locali, biodiversità e paesaggio rurale”.

Nel dettaglio. I siti considerati incompatibili con insediamenti di tipo fotovoltaico a terra che comportano maggior consumo di territorio individuati in questa fase sono: i siti inseriti nella lista mondiale dell’UNESCO; le zone umide di importanza internazionale designate ai sensi della Convenzione di Ramsar; la Rete Natura 2000; i territori inseriti nell’elenco delle aree naturali protette; le aree agricole interessate da produzioni agroalimentari di qualità (produzioni biologiche, DOP, IGP, DOC, DOCG, produzioni tradizionali); le aree ad elevata utilizzazione agricola, individuate dal PTRC.

Istituito un Registro regionale delle superfici. La Giunta veneta, confermando che in tutto il territorio regionale gli impianti solari fotovoltaici, con moduli a terra, possono essere realizzati subordinatamente alla compatibilità degli stessi con gli atti di pianificazione territoriale vigente, nonché con gli strumenti di tutela e di gestione previsti dalle specifiche normative di settore, ha anche stabilito che gli impianti di potenza fino a 6 kW rientrino nella categoria dell’autoconsumo e siano esclusi da questa disciplina. Inoltre, per garantire la corretta pianificazione delle trasformazioni nelle “aree ad elevata utilizzazione agricola”, si prevede l’istituzione di uno specifico Registro regionale delle superfici interessate alla realizzazione di impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra. “Segnalo, infine – conclude Giorgetti – che siamo anche impegnati a conciliare le politiche di salvaguardia del territorio con quelle di sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili e i nostri atti di programmazione debbono essere congruenti con la quota di burden sharing assegnataci, in base allo schema approvato recentemente dalla Conferenza Stato-Regioni”. Il burden sharing non è altro che il target vincolante di produzione attribuito sulle energie rinnovabili alle regioni: una ripartizione che stabilisce in quale misura ognuna di esse deve concorrere all’obiettivo nazionale in materia di sviluppo delle fonti energetiche pulite previsto dalla Direttiva europea 20 20 20, che per l’Italia è pari al 17% del consumo energetico lordo; la quota di contributo del Veneto per il 2020 è pari al 10,3 del totale nazionale.

Coldiretti Veneto, in 4 anni oltre 2milioni di mq coltivati a pannelli solari. “Il provvedimento è coerente con la nostra posizione che in questi anni ci ha visto sulle barricate per impedire lo spreco del suolo agricolo a favore dei pannelli solari”. E’ quanto afferma Coldiretti Veneto nell’apprendere la notizia che la Giunta Regionale ha individuato la mappa delle aree non idonee alla realizzazione di parchi fotovoltaici. Dopo aver intrapreso azioni legali per proteggere le campagne dalla speculazione di grosse società ben più interessate ai bilanci che alla salvaguardia ambientale, Coldiretti accoglie con soddisfazione il primo vero atto verso un Piano Energetico per il Veneto, che non può più essere rinviato. Coldiretti ricorda che solo nella provincia di Rovigo sono stati compromessi, dal 2008 ad oggi, oltre 2 milioni di metri quadrati di terreno produttivo dove ora si coltivano celle fotovoltaiche.

(Fonte: Regione Veneto/Coldiretti Veneto)

Edilizia sempre più sostenibile nei Comuni italiani

Sono 855, contro i 705 del 2010, le amministrazioni locali che hanno modificato i propri regolamenti edilizi per inserire nuovi criteri e obiettivi energetico-ambientali in modo da migliorare le prestazioni delle abitazioni e la qualità del costruito. Il dato arriva dal Rapporto Onre (Osservatorio Nazionale Regolamenti Edilizi per il risparmio energetico) di Legambiente e Cresme, presentato a Bolzano in un convegno nell’ambito di Klimahouse, la Fiera internazionale per l’efficienza energetica e la sostenibilita’ in edilizia.

I parametri di giudizio. Il rapporto Onre, alla sua quinta edizione, evidenzia quindi una costante crescita dei regolamenti sostenibili, che sono aumentati di 4 volte rispetto al 2008 e oggi riguardano 20 milioni di abitanti. Tra i parametri presi in considerazione nell’analisi ci sono l’isolamento termico, l’utilizzo di fonti rinnovabili, l’efficienza energetica degli impianti, l’uso di materiali da costruzioni locali e riciclabili, il risparmio idrico e l’isolamento acustico.

Obiettivi Ue 2021, case ad energia da fonti rinnovabili. ”I Regolamenti Edilizi comunali – ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – rappresentano sempre di piu’ una efficace indicazione per capire l’innovazione in corso in Italia nel modo di progettare e costruire. Questi risultati dimostrano che l’innovazione in questo settore sta andando avanti, e che la spinta alla certificazione energetica e al miglioramento delle prestazioni impressa dall’Unione Europea sta producendo risultati”. Secondo Zanchini, ”ora occorre accompagnare questa prospettiva con una regia nazionale che spinga a fare dell’edilizia un settore di punta della green economy, capace di creare lavoro e di riqualificare le citta’ italiane. La sfida che abbiamo di fronte – conclude – e’ di portare l’intero settore delle costruzioni a raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea al 2021, quando tutti i nuovi edifici dovranno essere progettati e costruiti in modo tale da avere bisogno di una ridotta quantita’ di energia per il riscaldamento e il raffredamento che, in ogni caso, dovra’ essere prodotta da fonti rinnovabili”.

(Fonte: Ansa.it)

Eco-energia: master Energy Engineering presso l’Università di Bolzano

Un nuovo master di ”Energy Engineering” sara’ introdotto alla Libera Universita’ di Bolzano. Oltre ad aver confermato i sei percorsi gia’ presenti negli anni passati, la giunta provinciale ha anche approvato l’introduzione del nuovo ordinamento didattico.

La green economy, e in maniera particolare il settore legato alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica, è considerata uno dei fiori all’occhiello del mondo imprenditoriale altoatesino. In questa direzione si muove anche la Libera Universita’ di Bolzano, che tra i sette ordinamenti didattici approvati dalla Giunta provinciale ha inserito anche la novita’ del master in Energy Engineering, termine liberamente traducibile in italiano come ingegneria energetica. ”Si tratta di una formazione di alta qualita’ – ha sottolineato il presidente della Provincia Luis Durnwalder – richiesta proprio dalle aziende altoatesine, e che la Libera Universita’ di Bolzano portera’ avanti in stretta collaborazione con gli atenei di Trento e di Innsbruck”.

(Fonte: Ansa.it)