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23 e 30 agosto 2010: scadono i bandi indetti dai Gal Polesani rivolti agli agricoltori

Francesco Peratello, presidente Gal Delta Po

Alberto Faccioli, presidente Gal Adige

Scade il 23 agosto 2010 il termine per il bando relativo alla Misura 311 Azione 3 “Incentivazione della produzione di energia e biocarburanti da fonti rinnovabili”, pubblicato sul Bollettino della Regione del 9 luglio 2010 dei Gal polesani Delta Po e Adige. Il bando è rivolto agli agricoltori, così come definiti dal regolamento (CE) n. 73/2009, che realizzeranno investimenti per la produzione e vendita di energia elettrica e/o termica e per la lavorazione e trasformazione della biomassa destinata alla produzione di energia.

Ancora fonti rinnovabili e sviluppo microimpresa. Il 30 agosto 2010, invece, scadranno i termini per la presentazione delle domande relative ai bandi del Programma di Sviluppo Locale (PSL), nell’ambito dell’Asse IV Leader del PSR del Veneto inerenti la “Creazione e sviluppo di microimprese”  (Misura 312 Azione 1), e “Creazione e ammodernamento di microimprese orientate allo sfruttamento delle energie rinnovabili” (Misura 312 Azione 2).

Entro il 2014, investimenti nel territorio polesano per oltre 18 milioni di euro. Con questi due bandi, i GAL polesani mettono a disposizione del territorio 1.200.000 euro di contributo pubblico, che si vanno ad aggiungere ai 2.830.000 euro, messi a disposizione con i tre bandi precedenti, per complessivi oltre 4 milioni di euro. Con il programma di sviluppo locale si vuole aumentare la competitività, la qualità, la distintività del territorio, dell’ambiente e delle sue produzioni, elementi chiave per rafforzare la capacità delterritorio di agire e contrastare la crisi economica attraverso la valorizzazione delle eccellenti e peculiari risorse di cui dispone. Questo obiettivo verrà concretizzato proprio attraverso le risorse del Leader dei due Gal polesani, che attiveranno fino al 2014 investimenti locali per oltre 18 milioni di euro sul territorio di competenza, da utilizzare in maniera sinergica con gli altri strumenti che l’Unione Europea ha messo a disposizione per il territorio.

(fonte Gal Delta Po)

A Fusina (VE) la prima centrale a idrogeno al mondo da 16 MW

La centrale a idrogeno Enel di Fusina

Elettricita’ per 20mila famiglie ad emissioni zero. Sono i numeri principali del primo impianto di produzione di energia da idrogeno di dimensioni industriali inaugurato il 12 luglio scorso dall’Enel a Fusina (VE). L’impianto ha richiesto un investimento di 50 milioni di euro, ha una potenza elettrica totale di 16 Megawatt e un rendimento di circa il 42%. Viene alimentato con 1,3 tonnellate di idrogeno all’ora che provengono come residuo di produzione dal petrolchimico di Porto Marghera, produce 60 milioni di kw/h all’anno e consente di evitare il rilascio in atmosfera di 17.000 tonnellate di CO2.

Unico impianto di produzione di energia da idrogeno di queste dimensioni al mondo. L’impianto e’ stato inaugurato alla presenza del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, del presidente della provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto, dal sindaco del capoluogo veneto, Giorgio Orsoni, e dall’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti. La centrale a idrogeno di Fusina, ha sottolineato Conti, ”e’ una perla ingegneristica, l’unico impianto di produzione di energia da idrogeno di queste dimensioni al mondo. Ma per produrre idrogeno in maniera competitiva non esiste ancora una tecnologia. Oggi infatti produrre energia con idrogeno costa 5-6 volte in piu’ rispetto alle tecnologie tradizionali”.

60 mila tonnellate all’anno in meno di CO2. L’impianto ad idrogeno sorge all’interno della centrale Enel ”Andrea Palladio” di Fusina che e’ in grado di utilizzare 70.000 tonnellate di CDR, combustibile derivato dalla raccolta differenziata e dal trattamento dei rifiuti solidi urbani. ”E’ l’equivalente – sottolinea l’Enel – dei rifiuti prodotti da 300.000 persone: usando al posto del carbone il CDR per alimentare le caldaie della centrale, ne viene recuperato il contenuto energetico ed evitata la messa in discarica, risparmiando emissioni di CO2 pari a circa 60.000 tonnellate all’anno”.

(fonte Asca)

Corridoio verde da Modena a Monaco

Un ”corridoio verde” tra Modena e Monaco di Baviera per promuovere la mobilita’ sostenibile: è il progetto, presentato al Parlamento europeo, al quale partecipano le Province di Bolzano e di Trento e Autobrennero Spa. Uno dei cardini del progetto sara’ l‘impianto pilota di produzione e distribuzione di idrogeno la cui costruzione e’ prevista all’uscita autostradale di Bolzano Sud, primo tassello di una rete di distributori d’idrogeno ogni 100 chilometri, per consentire l’approvvigionamento lungo un tratto di 600 chilometri di lunghezza.

Il ”corridoio verde” prevede l’utilizzo di diverse forme di energia rinnovabile. L’A22 pianifica al Brennero un parco eolico che dovrebbe fornire 10 Mw di energia all’anno e nei prossimi anni diverse amministrazioni comunali altoatesine si doteranno di autobus ad idrogeno.

(fonte Ansa)