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Insetti dannosi, è tempo di intervenire

Piralide, diabrotica, afidi: sono gli insetti che in questo momento stanno attaccando le colture, in particolare il mais. Per avere indicazioni su come intervenire in modo da evitare i danni che questi organismi possono provocare, si può consultare il “Bollettino colture erbacee” pubblicato da Veneto Agricoltura e scaricabile dal sito.

Piralide. Per quanto riguarda la piralide, insetto ben conosciuto dagli agricoltori, questo è il momento più opportuno per l’inizio dei trattamenti, ove necessario; è importante ricordare che gli interventi non vanno effettuati in periodo di fioritura e che in alcune situazioni essi hanno il vantaggio di consentire un effetto anche sulla diabrotica, insetto molto pericoloso per il mais in monosuccessione di recente introdottosi nei nostri territori.

Diabrotica. La soluzione più efficace contro la diabrotica, che evita la necessità sia di trattamenti contro gli adulti nell’anno in corso sia di trattamenti alla semina nell’anno successivo, è quella di evitare di ripetere la coltivazione del mais sullo stesso appezzamento. I tecnici di Veneto Agricoltura hanno osservato inoltre pullulazioni di afidi in appezzamenti isolati che allo stato risultano controllate da predatori (coccinellidi, sirfidi, crisope). In questo caso il consiglio è di fare particolare attenzione nella scelta di principi attivi che abbiano basso impatto sui predatori: ciò riduce il rischio sia di riprese delle infestazioni di afidi sia di infestazioni di altri fitofagi, come il ragnetto rosso.

Helicoverpa armigera. Va segnalato infine che il mais è entrato anche nella fase di suscettibilità ad Helicoverpa (Heliothis) armigera. Popolazioni elevate di questo fitofago possono causare danni non solo al mais ma anche ad altre piante erbacee. La sua presenza è monitorata con una rete di trappole specifiche che al momento non ha ancora registrato presenze significative.

(fonte Veneto Agricoltura)

San Michele all’Adige in aiuto al Veneto contro le “cavallette nere”

Contro le Cavalletta nera (Barbitistes vicetinus)cavallette nere che stanno prendendo d’assalto i colli Euganei e Berici si sta muovendo anche l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige. Gli entomologi del Centro Trasferimento Tecnologico sono stati invitati dal Parco regionale dei Colli Euganei, insieme all’Università di Padova, ad approfondire le conoscenze sulla biologia dell’insetto e a fornire un adeguato supporto tecnico agli agricoltori e ai residenti.

Da verde diventa nera in fasi di anormale diffusione. Si tratta di un’esplosione demografica del tutto singolare perché il “Barbitistes vicetinus“, specie autoctona e tipica delle zone collinari del Veneto ma presente anche in val d’Adige dove la situazione risulta però nella norma, è solitamente rara. La cavalletta è innocua, al massimo può spaventare o risultare fastidiosa. Normalmente ha una colorazione verde, ma in queste fasi di anormale diffusione diventa nera.

Fenomeno in fase decrescente. I danni provocati sono concentrati all’interno del bosco e solo marginalmente hanno interessato alcune coltivazioni di vite, olivo e ciliegio. “La pullulazione è un fenomeno comune in molte specie di animali che rientra in fase di latenza dopo alcuni anni. Per quest’anno – spiega Paolo Fontana del Centro Trasferimento Tecnologico di San Michele, uno dei massimi esperti nazionali di cavallette –  il fenomeno è attualmente in fase decrescente e il ciclo vitale dell’insetto è nella sua fase conclusiva”.

(fonte Istituto Agrario San Michele all’Adige)