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Alcol e sicurezza stradale: le nuove norme in vigore dal 13 novembre 2010. APPE Padova: “Bar e ristoranti pronti alle regole”.

Nella notte tra venerdì 12 e sabato 13 novembre scorso gli avventori di bar, ristoranti trattorie, osterie e simili troveranno un servizio in più. A partire dal 13 novembre, infatti, con l’entrata in vigore dell’ultima fase del codice della strada nella parte di contrasto alla guida in stato di ebbrezza, i locali che somministrano alcolici (quindi anche circoli, agriturismi, chioschi, camion e baracchini, enoteche, alberghi, campeggi, fiere, sagre, feste varie e simili) e la cui attività si protrae oltre la mezzanotte dovranno mettere a disposizione dei clienti i precursori per la rilevazione del tasso alcolemico e affiggere le tabelle alcolemiche previste dalla nuova normativa.

Le tabelle da esporre in un posto visibile ai clienti sono contenute in manifesti da affiggere congiuntamente e sono corredate di ogni informazione anche sui sintomi correlati ai vari livelli di assunzione di bevande alcoliche. All’osservanza di tale obbligo non sono tenuti gli esercizi che non effettuano trattenimenti danzanti e musicali e che cessano la loro attività entro le ore 24. Tabelle e precursori danno la possibilità al cliente di affrontare più serenamente la guida ed evitare, in caso di fermo delle forze dell’ordine, di incorrere nelle sanzioni previste per la guida in stato di ebbrezza.

Il limite di legge da non superare per potersi mettere al volante della propria auto per non incorrere in forti ammende in caso di fermi da parte delle forze dell’ordine è quello di 0,5 grammi di tasso alcolemico. Per esempio il valore 0,5 corrisponde a 2/3 bicchieri di vino per una donna di 60 chili a stomaco pieno o a poco meno di mezzo litro per un uomo di 80 chili sempre a stomaco pieno. Va ricordato, tuttavia, che per alcune categorie di conducenti, permane il tasso zero di alcol nel sangue per poter guidare.

Le sanzioni prevedono la confisca dell’auto per il consumatore che supera il livello 1,5 di alcolemia. «Speriamo che questi strumenti – ha affermato Erminio Alajmo, presidente dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova e della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Veneto – possano contribuire non solo a limitare il numero degli incidenti per guida in stato di ebbrezza, ma anche ad educare il cittadino ad un corretto rapporto con l’alimento alcol». Le tabelle sono disponibili gratuitamente per gli associati presso la Segreteria provinciale dell’APPE in via Savelli 28 a Padova, oppure presso le Segreterie mandamentali di Abano Terme, Cittadella, Este, Monselice, Montagnana e Piove di Sacco, oltre che a Camposampiero e Bresseo in occasione del servizio di recapito. Gli esercenti impossibilitati a ritirarle possono scaricarle dall’home page del sito www.appe.pd.it per poi stamparle in dimensioni che ne consentano la leggibilità (formato minimo A4).

(fonte Appe Padova)

Entrato in vigore il decreto che salva dalle trivellazioni offshore

Pelagos

E’ in vigore da ieri, giovedì 26 agosto,  il decreto del Ministero dell’Ambiente, sulle trivellazioni offshore che salverà Pelagos, il santuario internazionale dei mammiferi marini, dal rischio trivellazioni per l’estrazione di gas e petrolio a sud dell’Isola d’Elba, tra Pianosa e Montecristo.La concessione di ricerca “Elba Sud” di 643 km2, rilasciata alla Puma Petroleum della multinazionale australiana Key Petroleum Ltd, ricadrebbe infatti nel pieno della zona protetta che include al suo interno le aree protette di Bergeggi, Cinque Terre, Portofino, Secche della Meloria, Asinara, i parchi nazionali dell’Arcipelago toscano e dell’Arcipelago della Maddalena e che, a tutti gli effetti ex legem, rappresenta un’area protetta per scopi di tutela ambientale, in virtù della legge nazionale istitutiva del santuario (la l. 426/98) realizzata in attuazione di accordi e convenzioni internazionali.

Non garantite zone non vincolate come il Canale di Sicilia e il mare di Pantelleria. “Il decreto pubblicato mercoledì 11 agosto sul supplemento ordinario della G.U. – ha dichiarato il vicepresidente nazionale di Legambiente Sebastiano Venneri vieta le attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale ma purtroppo non garantisce tutte le zone non vincolate come il Canale di Sicilia e il mare di Pantelleria per esempio, dove è appunto in corso una mobilitazione dei barcaioli insieme ai turisti e a molti residenti per dire no alle trivellazioni. Chiediamo quindi al ministro Stefania Prestigiacomo di pronunciarsi con chiarezza per impedire scempi e disastri ambientali anche nelle aree costiere e marine non protette ma ugualmente pregiate e preziose per un corretto sviluppo turistico-economico del Belpaese”.

(fonte Legambiente)

Rinnovabili: nel prossimo triennio, -20% di incentivi

”Si andra’ verso il taglio degli incentivi alle rinnovabili da qui al 2020. Prevediamo un -20% nel prossimo triennio”. Lo ha detto Roberto Menia, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, parlando dal palco di Cortina InConTra.
”I dettagli di questo calo – ha aggiunto – li negozieremo con gli operatori. Ma l’importante e’ che il sistema Paese si avvalga in tutte le sue componenti dello sviluppo delle rinnovabili, anche cioe’ nel rendersi autonomo nella produzione degli apparati e degli impianti”. Menia ha ricordato che il governo ”nel suo piano di azione nazionale per le energie rinnovabili approvato a giugno ha previsto che il mix energetico italiano riduca il ricorso alle fonti fossili dall’attuale 80% al 50%. Nel restante 50%, a regime, una meta’ sara’ costituita da fonti rinnovabili e l’altra da energia nucleare”.

(fonte Ansa)

Ue: sospese in parte norme salva foche

Il bando europeo all’import dei prodotti di foca, che sarebbe dovuto entrare in vigore lo scorso 20 agosto, è stato  ”temporaneamente e parzialmente” sospeso, almeno per alcune organizzazioni di Inuit che hanno presentato ricorso alla Corte di giustizia Ue: lo ha detto la Commissione europea, spiegando che la Corte di giustizia ha deciso di sospendere ”temporaneamente e parzialmente” l’entrata in vigore del divieto per analizzare un ricorso presentato dalla popolazione Inuit, fortemente contraria al bando che la Ue vuole imporre.

Bando sospeso per il Inuit. ”Il bando all’import dei prodotti di foca entra in vigore ma non si applica a chi ha presentato ricorso alla Corte di giustizia, perche’ il presidente del tribunale Ue ha deciso di sospenderlo parzialmente, per analizzare il ricorso e potersi pronunciare sulla questione in via definitiva”, ha spiegato Maria Kokkonen, una portavoce di Bruxelles. Il tribunale, ha precisato, deve ancora ascoltare tutte le parti coinvolte, cioe’ Commissione europea, Parlamento e Consiglio, che hanno tempo fino al 7 settembre per presentare la loro posizione. Dopo aver sentito tutti, ”la Corte decidera’ se dare sospensione temporanea al regolamento approvato dalla Ue che vieta l’importazione di prodotti di foca o derivati, fatta eccezione per prodotti non commerciali”, ha concluso.

Tensioni Ue-Canada. Il bando approvato dalla Ue lo scorso anno, che adesso entra ”parzialmente” in vigore, e’ stato al centro delle tensioni tra Ue e Canada. Il Canada sostiene il commercio dei prodotti di foca, e si batte, anche alla Wto, per abolire ogni restrizione che la Ue vuole imporre. La notizia della sospensione del bando da parte della Corte di giustizia Ue era stata diffusa ieri proprio dalla stampa canadese e dalla maggiore associazione Inuit, che avevano dato grande risalto a quella che considerano una vittoria degli Inuit.

(fonte Ansa)

La Direttiva Nitrati sul web

Sul sito internet della Regione del Veneto è consultabile una dettagliatissima scheda dedicata all’importante direttiva europea. La pratica della fertilizzazione dei terreni agricoli, effettuata attraverso lo spandimento degli effluenti provenienti dalle aziende zootecniche e dalle piccole aziende agroalimentari, è oggetto di una specifica regolamentazione volta a salvaguardare le acque sotterranee e superficiali dall’inquinamento causato, in primo luogo, dai nitrati presenti nei reflui.

Nella scheda informativa, anche le zone vulnerabili del Veneto. La Direttiva comunitaria 91/676/CEE ha dettato i principi fondamentali a cui si è uniformata la successiva normativa nazionale, ovvero il Decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 e il Decreto ministeriale 7 aprile 2006. Gli uffici competenti regionali hanno predisposto su questo argomento una esauriente e dettagliata scheda informativa che fornisce chiare informazioni sulle modalità di applicazione della direttiva, le zone vulnerabili del Veneto, il programma di azione e la disciplina regionale, gli adempimenti per  le aziende agricole, ecc. Si tratta di informazioni di grande importanza per gli operatori agricoli, in particolare per coloro che stanno attuando determinate Misure del PSR 2007/2013.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Bonifica e territorio: raccolta firme di Cia Veneto per modifica legge regionale

Lo scorso 2 luglio è scattata  la raccolta firme di Cia Veneto per la presentazione della proposta di legge d’iniziativa popolare di modifica della legge regionale sulla Bonifica e la tutela del territorio. L’obiettivo ambizioso è di raggiungere entro l’anno 20.000 firme.

Poca chiarezza. Alla base della raccolta firme, l’accusa da parte di Cia a Regione Veneto e Consorzi stessi di immobilismo, poca informazione sulle risorse disponibili e scarsa chiarezza sulla nuova legge che regola i consorzi veneti entrata in vigore circa 6 mesi fa. In particolare, non sono chiare, secondo Cia,  le nuove disposizioni che prevedono l’assegnazione di un contributo per lo scolo delle acque provenienti da immobili urbani serviti da pubblica fognatura a carico dei gestori del servizio idrico integrato. Una somma questa considerata dalla Cia significativa, visto che è pari fino a un quarto delle entrate totali dei consorzi.

La proposta di modifica di Cia Veneto. Questi i capisaldi: 1) allargamento degli organi amministrativi (Assemblea e reintroduzione Collegio dei Revisori); 2) introduzione di criteri e di modalità certe nelle elezioni; 3) riaffermazione del potere impositivo dei Consorzi; 4)  distinzione e/o parità  del ruolo degli eletti ( contribuenti) e dei nominati (enti pubblici), parificazione dei contribuenti; 5) diminuzione degli indici di contribuenza dei terreni agricoli che svolgono una funzione attiva nella difesa idraulica del territorio.

(fonte Cia/La Nuova Venezia)

Aziende agricole: pubblicato decreto concessione fondi

Lo scorso 8 luglio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 maggio 2010 con il quale si autorizza la concessione di fondi di importo fino a 15.000 euro in favore delle aziende agricole italiane, senza obbligo della preventiva notifica alla Commissione europea.

In vigore fino al 31/12/2010. La misura, approvata con decisione comunitaria del 1 febbraio 2010, n. C (2010) 715, rimane in vigore fino al 31 dicembre 2010. Dopo tale data, a meno di eventuali proroghe da parte della Commissione europea, l’importo massimo dell’aiuto erogabile senza preventiva notifica torna al livello originario, pari a 7.500 euro per azienda. ”Questo provvedimento era particolarmente atteso dal settore agricolo, soprattutto in un momento simile, fortemente contrassegnato dalla crisi economica, e costituisce un segnale positivo poiche’ permette di fare interventi mirati. Non si tratta quindi di un nuovo stanziamento, ma di una sorta di autorizzazione preventiva alla concessione di contributi” – così ha commentato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan.

(fonte Asca)

Etichettatura alimenti: in arrivo nuove norme

Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla proposta di regolamento relativo alla fornitura di chiare informazioni alimentari ai consumatori. Ecco in sintesi i principali punti della proposta:

Etichettatura nutrizionale obbligatoria. Introduzione dell’obbligo di indicare sulle etichette le quantità di grassi, acidi grassi saturi, zuccheri e sale, nonché di proteine, carboidrati, fibre, grassi transnaturali e artificiali. Per aiutare i consumatori a confrontare le diverse offerte di alimenti, i deputati chiedono che l’informazione sugli elementi nutritivi e sulla quantità di energia sia indicata su 100 g o 100 ml e che ne sia assicurata la leggibilità, tenendo conto di criteri come le dimensioni e/o stile dei caratteri.

Estensione dell’obbligatorietà del Paese d’origine. I deputati propongono l’estensione dell’etichettatura obbligatoria sul Paese d’origine (oggi in vigore per alcuni alimenti come carne, miele e olio d’oliva) a tutti i tipi d carne, pollame, prodotti lattiero-caseari e altri prodotti a base di un unico ingrediente. L’estensione potrebbe essere sottoposta a una valutazione d’impatto preventiva.

Paese d’origine: norme specifiche per carni e pesce. Per la carne, pollame e pesce, l’etichettatura sul Paese d’origine deve essere disposta anche quando sono utilizzati come ingrediente in prodotti alimentari trasformati. In particolare, per quanto riguarda la carne e il pollame, l’indicazione del Paese di origine può essere fornita in rapporto ad un unico luogo solo nel caso in cui gli animali siano nati, allevati e macellati nello stesso Paese. Per le carni e i prodotti alimentari contenenti carne, il Paese di origine è definito come il Paese nel quale l’animale è nato, è stato allevato per la maggior parte della sua vita ed è stato macellato. Qualora si tratti di luoghi diversi, quando si fa riferimento al “Paese di origine”, devono essere indicati tutti e tre i luoghi. Nel caso si tratti di carne da macellazione senza stordimento, secondo alcune tradizioni religiose, l’etichettatura deve precisarlo.

No al “metodo a semaforo”. Una forte maggioranza dei deputati ha respinto la proposta di introdurre il “metodo a semaforo” per indicare con simboli colorati di verde, ambra e rosso la quantità relativa di energia, di grassi, di zucchero, etc. contenuta nel prodotto alimentare.

Si al controllo sui profili nutrizionali. Per un solo voto, i deputati hanno deciso di non seguire la raccomandazione della Commissione ambiente e salute e di non modificare la legislazione esistente che prevede che sia l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) a stabilire la veridicità dei cosiddetti “profili nutrizionali”.

Esenzione per bevande alcoliche. I deputati hanno sostenuto l’esenzione dall’etichettatura nutrizionale obbligatoria per le bevande alcoliche, con l’eccezione di quelle miste, i cosiddetti “alcopops”, specificamente rivolti a un pubblico giovanile, che devono essere chiaramente separati dalle bevande rinfrescanti nei punti di vendita.

Entrata in vigore. Non si prevede un accordo rapido con il Consiglio ed è quindi probabile che il testo ritorni al Parlamento per una seconda lettura. Una volta che la legislazione sarà adottata, l’industria alimentare avrà tre anni per adattarsi alle nuove regole. Le imprese di minori dimensioni, con meno di 100 lavoratori e un fatturato annuo sotto i 5 milioni di euro, potranno invece beneficiare di un periodo di 5 anni. Infine, i deputati vogliono che le imprese che confezionano gli alimenti artigianalmente siano escluse dalle nuove regole.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

L’Europa trova la strada dell’etichettatura

Le etichette poste sugli alimenti devono obbligatoriamente fornire le informazioni nutrizionali, secondo quanto ha stabilito il Parlamento nei giorni scorsi. I deputati hanno invece respinto la proposta di introdurre il “metodo a semaforo” per l’indicazione dei valori di sali, grassi e zuccheri nel cibo mentre hanno chiesto l’estensione della menzione del paese d’origine a nuovi alimenti.

562 voti favorevoli.  l’Europarlamento ha dato il via libera in prima lettura alla relazione sulla proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla fornitura di informazioni alimentari ai consumatori. Soddisfatto il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro: “L’Aula di Strasburgo ha accolto gran parte delle richieste avanzate dal settore. Abbiamo scongiurato l’ipotesi d’indicare il valore energetico sulle etichette delle bevande alcoliche incluso il vino”. In tema di origine, sono state recepite le indicazioni della commissione Agricoltura e il testo approvato prevede l‘obbligo d’indicare in etichetta il luogo di provenienza per i prodotti agricoli, per i prodotti mono ingrediente e per carne e pesce ove utilizzati come unico ingrediente nei prodotti trasformati. L’applicazione di tale obbligo sui singoli prodotti sarà demandata ad atti delegati su cui il Parlamento potrà controllare l’esercizio delle competenze della Commissione attraverso il diritto di revoca o di obiezione.

L’atto ora al vaglio del Consiglio. “Abbiamo poi sventato numerosi tentativi di introdurre sistemi cromatici di etichettatura (Multiple traffic ligths) – continua De Castro – che avrebbero rischiato di indurre il consumatore in erronee interpretazioni. Un’ultima novità riguarda il tema delle marche commerciali previste dall’emendamento 100 che rende obbligatorio in etichetta il nome del produttore e garantisce una leva competitiva per le imprese di produzione”. Adesso, la palla passa al Consiglio che dovrà valutare se adottare l’atto così come modificato dal Parlamento ovvero se predisporre una “posizione comune” e dare avvio alla seconda lettura. “Comunque – conclude De Castro – l’Europa dimostra di sapersi muovere nella giusta direzione in tema di etichettatura dei prodotti agroalimentari”.

(Fonte: Paolo De Castro -Presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo)

Mozzarelle blu, è colpa di un batterio

foto Ansa

Le hanno già soprannominate “mozzarelle dei puffi” perché, a contatto con l’aria, diventano blu. Due donne, una a Torino e l’altra a Trento, hanno lanciato l’allarme denunciando l’accaduto ai carabinieri. E i militari del Nas (nucleo antisofisticazioni) hanno effettuato un primo maxi-sequestro di 70 mila confezioni, mentre il pm Raffaele Guariniello, della procura torinese, ha aperto un’inchiesta. Le mozzarelle, prodotte in Germania, erano destinate ai banconi di una nota catena di supermercati discount, che le distribuiva a costi compresi fra 1,75 e 2 euro. Le donne hanno aperto le confezioni e hanno dato l’allarme. L’improvvisa colorazione del formaggio è stata anche documentata con la minitelecamera del telefonino.

Test eseguiti dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. La società – hanno spiegato gli inquirenti – si è comportata bene, collaborando con i carabinieri e dandosi da fare per ritirare tutti i pezzi entrati in circolazione. Guariniello, intanto, medita di attivare una rogatoria internazionale per individuare i responsabili dell’azienda tedesca e iscriverli nel registro degli indagati. Il reato ipotizzato – per ora a carico di ignoti – è la violazione dell’articolo 5 della legge del 1962 sugli alimenti. I test svolti dall’Istituto zooprofilattico delle Venezie, secondo quanto si è appreso, avrebbero accertato che all’origine del fenomeno c’é un batterio, forse capitato nel formaggio durante le ultime fasi della lavorazione. Il ministro della salute, Ferruccio Fazio, comunica che è già stato attivato il sistema di ‘allerta rapido’ comunitario con la segnalazione alla Commissione europea e alle autorità tedesche della contaminazione delle mozzarelle. E dopo l’intervento dei Nas non dovrebbero più esserci esemplari nei banchi frigo della piccola e grande distribuzione.

Metà delle mozzarelle italiane sono fatte con latte straniero o cagliate industriali. Il ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, dal canto suo, invita la Camera dei deputati ad approvare con urgenza la legge sulle etichettature “per garantire in tutto e per tutto i consumatori”. La Coldiretti sottolinea come “la metà delle mozzarelle in vendita in Italia siano fatte con latte straniero o addirittura con cagliate industriali (semilavorati) provenienti dall’estero”. E Paolo Russo, presidente della commissione agricoltura alla Camera, lamenta che “tra mozzarelle blu, latte alla melamina, pomodori taroccati provenienti dall’est asiatico ed oli di importazione spacciati per nazionali l’agricoltura italiana davvero non ce la fa più”. La procura di Torino si sta già occupando della questione sul più ampio fronte possibile. “Le insidie – dice Guariniello – arrivano da tutte le parti e noi dobbiamo fare in modo che tutti i prodotti siano sicuri. Anche a tutela dei marchi italiani“. “Per questo – aggiunge senza scendere nei dettagli – ci stiamo avvalendo dell’aiuto di varie forze di polizia. Che negli ultimi tempi hanno dimostrato grandissima professionalità”.

Produttori campani, la Dop è un’altra cosa. Puntare sulla qualità per difendersi dalle adulterazioni: dopo il sequestro delle “mozzarelle blu” eseguito a Torino e Trento i produttori della Campania, patria della mozzarella dop, ribadiscono l’invito ai consumatori. C’é ovviamente anche timore per il danno di immagine derivante da episodi del genere, “ma occorre chiarire – dice Luigi Chianese, presidente del Consorzio tutela mozzarella bufala campana dop – che le mozzarelle sequestrate sono prodotte con latte vaccino e non di bufala. Non si tratta quindi del prodotto dop, ma di un prodotto a basso costo e bassa qualità”. Secondo i dati dei produttori riuniti nel Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala, la mozzarella dop non conosce crisi. “Anche l’ effetto dell’allarme, poi rientrato, sulla brucellosi e la diossina è svanito e adesso la nostra produzione non riesce a soddisfare la richiesta per mancanza di latte”, dice Chianese. Dello stesso avviso è Albert Sapere, tra gli organizzatori del Salone della Mozzarella di bufala di Paestum (Salerno), rassegna che nel maggio scorso ha toccato il record di 120 espositori e 40mila visitatori: “Il prodotto di qualità resiste a tutti gli scossoni. La mozzarella dop piace e conquista anche i grandi chef, come Massimo Bottura che nel suo ristorante di Modena ha inserito più piatti a base del nostro prodotto”. Secondo Sapere il sequestro “deve rassicurare i consumatori, perché testimonia la validità dei controlli eseguiti. Controlli che premiano i produttori impegnati sul versante della qualità. Comunque la miglior difesa per chi compra è la conoscenza del prodotto: fidarsi dei produttori conosciuti o di marchi di garanzia come quello del consorzio campano, evitando confusioni tra la mozzarella di bufala dop e prodotti a basso costo”.

Le frodi alimentari più comuni.
Se una mozzarella diventa blu è facile accorgersi che c’é qualcosa che non va, ma anche una mozzarella bianchissima potrebbe essere taroccata, col gesso, come è stato in passato scoperto grazie ai sequestri effettuati dai Nas in Italia. Milioni di controlli e ispezioni, settore per settore, vengono effettuati ogni anno da Nas, Guardia di finanza, servizi veterinari e di igiene delle Usl, in difesa del consumatore italiano. In Italia nel periodo 2008-2009 le frodi agroalimentari sono aumentate vertiginosamente (+32%), un giro d’affari illecito di tre milioni di euro al giorno, secondo i dati del rapporto FareAmbiente presentato in questi giorni. Tra i prodotti più colpiti ci sono, oltre ai latticini, anche olio, vino, riso e conserve di pomodoro, per parlare solo delle sofisticazioni con aggiunte ‘non lecite’. Tra i latticini, la mozzarella di bufala é sicuramente la più ‘taroccata’. Secondo la legge, per chiamarsi tale, deve contenere almeno il 50% di latte di bufala, ma i Nas hanno scoperto mozzarelle di bufala fatte con latte comune in polvere, oppure con latte di mucca sbiancato con calce e soda e proveniente dalla Colombia o dalla Bolivia, dove costa circa 50 centesimi al kg invece che 1,35 euro di quello campano. In cima alla classifica dei prodotti più adulterati ci sono l’olio extravergine e il vino. Risale a nemmeno un mese fa l’ultimo sequestro di olio adulterato da parte dei Carabinieri del Nas di Bari, si trattava di comune olio di semi colorato con clorofilla e spacciato per olio d’oliva extravergine. Due anni fa è stata sgominata un’organizzazione che operava in varie città italiane producendo in questo modo finto olio d’oliva extravergine e sequestrati sette oleifici. Oli alimentari esausti, e dunque potenzialmente pericolosi, sono stati scoperti dai Nai in ristoranti e fast-food di diverse regioni italiane lo scorso anno. Il vino senz’uva, denunciato più volte dalle organizzazioni agricole, è un classico della sofisticazione. Con l’aggiunta di alcol, magari di contrabbando, e zucchero si possono produrre fraudolentemente ulteriori quantitativi di vino da successive spremiture di uva. Ma c’é anche chi ha aggiunto al mosto acido cloridrico e acido solforico oltre ai più innocui acqua e zucchero. Per questo il proprietario di una cantina vinicola di Veronella (Verona), C.B., è stato arrestato dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Verona su disposizione del Gip della Procura del Tribunale di Verona. L’uomo aveva dei precedenti per sofisticazione che risalivano a una ventina di anni fa, allo scandalo del vino al metanolo.

(fonte Ansa)