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Questa mattina, a Stra (VE), Luigi D’Alpaos presenta il suo ultimo libro “SOS Laguna”

Questa mattina, sabato 14 dicembre, alle ore 10, nella sede municipale di Stra (Ve), Luigi D’Alpaos, professore Emerito di Idraulica all’Università di Padova, presenta il suo ultimo libro “SOS Laguna” (Mare di Carta editore), dialogando con la giornalista e scrittrice Sara Zanferrari.

Il libro è dedicato ai più recenti problemi della laguna e ai suoi difficili rapporti con l’uomo moderno, i cui obiettivi mal si conciliano con i temi della salvaguardia dell’ambiente lagunare e sono perseguiti senza tenere nel debito conto quel fenomeno epocale che sarà il probabile innalzamento del livello medio del mare nel corso del secolo, innalzamento dato ormai per certo dai più autorevoli organismi internazionali. Il volume porta nuovi elementi al dibattito in corso sulla salva-guardia della laguna di Venezia e del suo porto commerciale.

Libri che hanno il dono della chiarezza. Luigi D’Alpaos ha avuto, fino a qualche anno fa, la cattedra di professore di idraulica all’università di Padova, una cattedra che ha onorato, sia con gli importanti studi riguardanti il Veneto (aveva, per esempio, previsto con incredibile esattezza le conseguenze dell’alluvione che ha colpito, nel 2010, il Bacchiglione), oltre che formando varie generazioni di preparati e competenti ingegneri idraulici. Pur supportati da approfonditi studi scientifici, i suoi libri vengono esposti in modo che ogni cittadino possa farsi una idea ponderata dei “prenditori”, come li definisce l’autore, e dei politici che hanno agito nell’esclusivo proprio tornaconto; non in nome del bene comune; tutto senza giri di parole ma in modo diretto.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Intercomunale Brenta Sicuro, che continua nella sua azione di collaborazione e divulgazione per far conoscere le problematiche ambientali venete, focalizzate al rischio idrogeologico: indagini sulle criticità arginali dei fiumi Brenta e Bacchiglione, supportare da autorevoli studi scientifici, hanno rilevato un alto rischio dei nostri territori. Rischio che merita la costante attenzione di ogni cittadino ed amministratore, anche se non direttamente responsabile delle manutenzioni. Altra importante battaglia in corso è quella che riguarda il completamento dell’idrovia Padova-mare che consentirebbe di alzare, in modo significativo, il livello di sicurezza di una vasta area fra le provincie di Venezia e Padova, area abitata da ben oltre 500.000 persone.

La presentazione del libro avviene con la collaborazione ed il patrocinio del Comune di Stra, che ha messo a disposizione la migliore sede possibile: il nuovo municipio di Villa Loredan. Al termine della presentazione si potrà anche acquistare il volume e richiedere all’autore la dedica. Un piccolo rinfresco, collocato nel cortile interno della villa, sarà l’occasione per un brindisi augurale di buone feste.

Fonte: Associazione Intercomunale Brenta Sicuro

 

L’espressività dell’agricoltura nel volume “Radicchio, castagna e pesca di Verona” edito da Coldiretti Verona

da sx Gini, Cavallo, Perbellini, Cibo, Gini

Esiste un filo conduttore che lega il Trittico del Mantegna, custodito nella basilica di San Zeno, a Verona, i murales di Cibo, che sovrascrive «scritte d’odio» con prodotti agroalimentari locali, i piatti da due stelle Michelin realizzati dallo chef Giancarlo Perbellini, il vino Soave invecchiato 35 anni da Sandro Gino fino ai profumi realizzati dal figlio Francesco che rievocano l’emozione di bere un Soave, un Recioto e un Amarone. Alla base di tutto ciò c’è l’agricoltura veronese che dai tempi antichi ai giorni nostri ispira forme d’arte diverse da parte di «artisti» che, grazie all’impegno e a un approccio al lavoro, spesso fuori dagli schemi, valorizzano Verona a livello internazionale.

Un libro d’arte strumento per far conoscere il meglio delle produzioni agricole veronesi. Questo in sintesi è quanto emerso durante l’incontro «L’Agricoltura è arte» organizzato all’antica Fonderia Aperta Teatro da Coldiretti Donne Impresa Verona a cui hanno partecipato 150 persone. «Rappresentare in un testo alcune eccellenze agroalimentari tradizionali come il radicchio, la castagna e la pesca di Verona attraverso l’arte e la storia è sicuramente un modo nuovo e originale per promuoverne il consumo. Con questo documento abbiamo voluto dare uno strumento agli imprenditori agricoli per raccontare, anche in lingua inglese, a turisti e consumatori il meglio delle loro produzioni. Allo stesso tempo, abbiamo voluto chiedere ad autorevoli protagonisti un racconto sul modo in cui vengono utilizzate, trasformate e valorizzate», ha evidenziato Chiara Recchia, responsabile provinciale di Donne Impresa in apertura della serata. Nei saluti Franca Castellani, vice presidente di Coldiretti Verona, ha ricordato «La nostra provincia è una delle più importanti in Italia per produzione e per export di agroalimentare. Il merito va soprattutto agli imprenditori agricoli che, con il loro lavoro, dimostrano l’unicità del valore dei prodotti veronesi». Anche Adriano Tomba, segretario generale di Fondazione Cattolica Assicurazione, ha evidenziato la necessità di valorizzare in qualsiasi maniera «la nostra diversità e creatività, il nostro territorio e la nostra storia».

Una questione di AgriCultura. A seguire, Daniela Cavallo, architetto e docente di marketing all’Università di Verona, ha illustrato il volume «Radicchio, castagna e pesca di Verona» di cui è autrice, edito da Coldiretti Verona in collaborazione con Fondazione Cattolica Assicurazioni. «Questo opuscolo non è la fine di un progetto ma solo l’inizio, quello di aprire una nuova strada, rendere visibili quelle relazioni che da sempre abbiamo con il territorio e che ad un certo punto abbiamo dimenticato, quei legami che l’arte ben conosceva dipingendo i prodotti locali nelle chiese e nei palazzi, nelle tele, come nei colori delle facciate della città. Qui c’è Verona, soprattutto c’è un’economia sociale che dobbiamo recuperare prendendo coscienza del valore di questo territorio e della sua cultura, che è AgriCultura».

Sovrascrivere «scritte d’odio» con prodotti agroalimentari locali. Pierpaolo Spinazzè, in arte Cibo, giovane artista che vive a Verona da diversi anni, realizza murales, disegnando prodotti agroalimentari come ortofrutta, salsicce, formaggio e muffin con un linguaggio visivo semplice e ironico, trasformando l’arte in qualcosa alla portata di tutti. «Attraverso le mie opere cerco di comunicare i valori e la speranza, cerco di sensibilizzare ma anche di fare la differenza, mettendoci la faccia, scendendo in strada ogni giorno per restituire qualcosa alla comunità. Spesso vengo preso di mira in prima persona e i miei murales vengono rovinati ma io torno e tornerò sempre a rifarli, perché la speranza, l’umanità e il rispetto per l’altro non devono mai venire meno. Prendere a soggetto il cibo è un modo per valorizzare il patrimonio agroalimentare italiano e veronese proprio in una provincia che ne è così dotata».

Profumi ispirati ai vini. Giancarlo Perbellini, chef da due stelle Michelin e quattro cappelli della Guida L’Espresso, ha evidenziato quanto impegno, precisione e talento ci sia alla base del suo lavoro: «Ciò che muove il cuoco è la passione. Quando ho aperto Casa Perbellini ho voluto proporre una cucina che si identificasse con il mio pensiero. Ho anche tolto il muro che separa la sala dalla cucina per far capire che dietro a un piatto ci sono più mani e più teste, che c’è un’idea, uno studio e una vocazione». Per creare un piatto utilizza materie prime di grande qualità, anche del territorio e di stagione, che vengono interpretate per dare un’emozione. «Il mio primo pensiero non è l’estetica del piatto, pur importante, ma il gusto e le sensazioni che i sapori suscitano”. Sandro Gini, viticoltore e presidente del Consorzio del Soave ha ricordato l’importanza delle proprie radici per le produzioni del vino. La sua famiglia da 14 generazioni coltiva vigne e produce vino nelle colline di Soave. «Per raggiungere le massime espressioni gustative e organolettiche dei vini – ha detto – è fondamentale prima di tutto un grande lavoro in vigna, e poi in cantina, perché è la natura che dà la massima espressività. Ci vuole anche un pizzico di creatività per ottenere il meglio e osare, come quando parecchi anni fa ho deciso di impiantare vigne a 500 metri di altitudine, nonostante la perplessità di mio padre. Con l’innalzamento delle temperature e i cambiamenti climatici si è rivelata una scelta giusta». Francesco Gini ha invece creato un marchio di profumeria artistica e sviluppato alcune fragranze che nascono dall’ispirazione di alcuni vini prodotti dalla Cantina Gini. «Il mio intento – ha spiegato – è di cogliere l’evocazione sensoriale del mondo vinicolo nel suo percepito più ampio e svilupparlo in una identità indipendente. I tre profumi che si ispirano ai vini esprimono quindi un impatto olfattivo ed emozionale complesso e sofisticato».

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Verona

L’agricoltura è una forma d’arte? Ne parleranno lunedì 4 novembre a Verona l’artista e writer Cibo, lo chef stellato Perbellini e il viticoltore Gini

L’agricoltura è una fonte d’ispirazione per l’arte? Per rispondere a questa domanda, Coldiretti Verona, attraverso il coordinamento provinciale Donne Impresa, organizza una tavola rotonda con esperti di vari settori che ne discuteranno, a partire da una ricerca storica, fino ad arrivare a nostri giorni. Lunedì 4 novembre alle 17.30 all’antica Fonderia Aperta Teatro, in Via del Pontiere 40/A, a Verona,  si partirà dalla presentazione del libro “Radicchio, castagna e pesca di Verona” a cura di Daniela Cavallo, architetto e docente di marketing all’Università di Verona, edito da Coldiretti Verona in collaborazione con Fondazione Cattolica Assicurazioni, per capire come i prodotti della terra possono ispirare, anche ai giorni nostri, varie forme d’arte.

All’incontro interverranno, oltre all’autrice del libro, Cibo, giovane artista e writer veronese, lo chef stellato Giancarlo Perbellini e il viticoltore Sandro Gini. Francesco Gini, poi, illustrerà come il vino può ispirare anche l’essenza di profumi. L’incontro sarà aperto da Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Verona, Adriano Tomba, segretario generale di Fondazione Cattolica Assicurazione e Chiara Recchia, responsabile provinciale di Donne Impresa Coldiretti. “Coltiviamo nella nostra provincia prodotti agricoli molto antichi rappresentati in dipinti e in scritti storici come il radicchio rosso, la castagna e la pesca – evidenzia Chiara Recchia – che abbiamo voluto documentare e testimoniare in un volume in italiano e in inglese da diffondere anche ad attività turistiche. Allo stesso tempo, riteniamo che sia una forma d’arte dipingere un murales con i prodotti della terra, creare un piatto stellato con materie prime locali o produrre un vino che va oltre i canoni delle buone pratiche agronomiche. Del resto, anche le produzioni agricole sono rappresentative di un territorio e lo raccontano esattamente come fanno la storia, l’arte e le tradizioni”. La partecipazione è libera e gratuita, previa iscrizione a verona@coldiretti.it.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Verona

 

 

Ambiente. Nel romanzo “Il fiume sono io” di Tasinato anticipato il disastro Pfas

Perché ad un certo punto della storia un fiume scompare dalle mappe geografiche? Che cosa accade ai suoi abitanti, a chi lo frequenta, alle comunità attorno?  E’ un’indagine narrativa che ha come cuore la Rabiosa (oggi Fratta-Gorzone), il fiume mortalmente inquinato dal distretto conciario di Chiampo-Arzignano e poi interessato dal cantiere dell’Autostrada Valdastico Sud quella raccontata da Alessandro Tasinato nel suo libro “Il fiume sono io” (Bottega Errante Edizioni).

Un romanzo, il suo, che anticipa uno dei peggiori disastri ambientali italiani degli ultimi anni, e lo fa attraverso il racconto, delicato e intimo, del mondo di Nino Franzin, il protagonista, che vive la giovinezza in simbiosi con la Rabiosa. Gli studi, la laurea, il miraggio di un’importante carriera lo costringono a dare le spalle all’acqua. Saranno le coincidenze della vita a fargli incontrare di nuovo il destino di un fiume che non c’è più.

Biografia. Alessandro Tasinato (Este-PD 1974) è dottore in scienze ambientali. Ha svolto indagini sui cicli produttivi della chimica, del cloro, del petrolio e dei rifiuti dei grandi impianti industriali e si è occupato di energia, fonti rinnovabili e cambiamenti climatici.Per la Bassa Padovana è stato tra i promotori del Parlamento per la salvaguardia del fiume Fratta-Gorzone e ha scritto articoli per la rivista “Con i Piedi per terra”. Nel 2017 ha fondato I.D.E.A. associazione per la divulgazione dell’etica ambientale. Il fiume sono io è il duo primo romanzo.

Fonte: Associazione intercomunale Brenta Sicuro

12 e 14 settembre 2018, si va alla ricerca dello spirito del bosco e di possibili mondi diversi alla Biblioteca La Vigna di Vicenza

Riprende la stagione degli appuntamenti culturali alla Biblioteca “La Vigna” di Vicenza con due interessanti appuntamenti: mercoledì 12 settembre alle ore 18.00  sarà presentato, in collaborazione con gli Amici dei Parchi, l’ultimo libro di Daniele Zovi “Alberi sapienti, antiche foreste: come guardare, ascoltare e avere cura del bosco (Utet 2018). Dialogherà con l’autore Giustino Mezzalira. Venerdì 14 settembre alle 17.30 verrà presentato, con la presenza dell’autore, l’ultimo libro di Paolo RumorUn mondo diverso” (Panda Edizioni).

12 settembre: alla ricerca dello spirito del bosco. Zovi per quarant’anni ha prestato servizio nel Corpo Forestale dello Stato. Nel 2017 è stato nominato generale di brigata del Comando Carabinieri-Forestale del Veneto ed è uno dei maggiori esperti in materia di animali selvatici, autore di diversi trattati sul tema. Racconta l’autore: “Se si sta dentro un bosco in posizione di ascolto, prima o poi si avverte, si intuisce la presenza di un flusso di energia che circola tra i rami, le foglie, le radici. Talvolta è un sussurro, altre volte strepiti e grida. È come se le piante parlassero tra loro”. Camminatore infaticabile e sensibilissimo osservatore della natura, Daniele Zovi, negli anni, questi suoni ha imparato ad ascoltarli e interpretarli: ha attraversato i sentieri che tagliano i boschi alpini di conifere, ha perlustrato le antiche foreste croate e slovene, si è arrampicato fino alle cime dei Picos de Europa, in Spagna, ha contemplato il più vecchio eucalipto al mondo, il Giant Tingle Tree, in Australia; seguito i semi dell’abete rosso vorticare nel vento prima di atterrare sulla neve o la chioma contorta di secolari pioppi bianchi grandi come piazze; ha rincorso le specie pioniere, gli alberi coloni che si sviluppano in territori abbandonati; analizzato cortecce e radici, fronde e resine…Un bosco, ci dice, non è solo l’insieme degli alberi che lo compongono, e neppure la somma di flora e fauna. Un bosco è il risultato di azioni e reazioni, alleanze e competizioni, crescita e crolli. Un mondo mobile, che sebbene continuiamo a sforzarci di studiare e catalogare, limitare e controllare, resterà sempre un selvaggio, vibrante spazio di meraviglia. Zovi guida il lettore in questo spazio, addentrandosi sempre più nel folto della foresta, alla ricerca dello spirito del bosco. Una ricerca che, pagina dopo pagina, appare sempre più come una ricerca del nostro spirito.

14 settembre: per una visione meno umanocentrica del mondo. Nel libro di Rumor si parla di come l’azione mentale di abbandonare la propria asserita superiorità ontologica sia quanto di più onesto, etico e necessario possa esistere nel comportamento umano: è soprattutto il segno che quel nostro pernicioso delirio di onnipotenza ha lasciato il campo a un sano relativismo e alla pacificazione col mondo. Un libro per ribellarsi alla nostra civiltà almeno con l’immaginazione, per mostrare all’uomo che possono esserci anche altri modi di vivere, e che si è uomini vivi solo quando non si rinuncia alla speranza di poter migliorare qualcosa. Dalla constatazione delle criticità del territorio vicentino a una visione alternativa nel rapporto delle comunità umane col pianeta.

Fonte: Biblioteca La Vigna.

 

Editoria, quando il gusto incontra la scienza: La Cucina del Senza e i Salvavita

Si intitola “La Cucina del Senza®, mangiare con gusto e vivere cent’anni” l’ultima fatica di Lucia e Marcello Coronini (Edizioni Gribaudo), giornalisti, critici gastronomici, compagni di vita che amano definirsi due cuochi di casa nonché ideatori e curatori di Gusto in Scena, un evento che dal 2008 propone a Venezia un salone di prodotti enogastronomici affiancato da un Congresso di Alta Cucina.

Settanta ricette e ottanta “salvavita”. Il secondo volume della Collana La Cucina del Senza® presenta settanta ricette studiate dagli autori e si distingue per il fatto che gli autori eliminano nei piatti così detti “salati” i sale e grassi aggiunti ed utilizzano 80 ingredienti “salvavita”, riportando una loro dettagliata descrizione sulle proprietà e i benefici per la salute (dati tratti da autorevoli istituti e pubblicazioni nazionali e internazionali), scelti in funzione delle singole ricette oltre a soluzioni innovative e di grande semplicità. Inserendoli nelle ricette, è nato un matrimonio con La Cucina del Senza che, eliminando grassi, sale e zucchero aggiunti, riequilibra il metabolismo, disinfiamma l’organismo e aiuta a eliminare naturalmente i grassi in eccesso. Alcuni salvavita sorprenderanno il lettore, come la barbabietola che si pensa ricca di zucchero, mentre in realtà ne contiene solo 4 g su 100.

Trucchetti in cucina. Dopo aver studiato per 2 anni ricette appropriate, gli autori propongono inoltre diverse soluzioni in grado di rendere gustosa e sana La Cucina del Senza. Ad esempio, nei risotti al termine della mantecatura si aggiunge, per 320 gr di riso, un cucchiaio di aceto di mele o di vino bianco che, evaporando, lasciano un senso di acidità molto forte in grado di “distrarre” il cervello dal cercare il gusto del sale. Sono suggeriti anche modi di cucinare che semplificano e alleggeriscono la preparazione, come “I quasi risotti senza mescolare” e “Le frittate che non si girano”.

Fonte: Servizio stampa Gusto in Scena

22 giugno 2018, il vino nella Grande Guerra, presentazione del libro alla biblioteca La Vigna a Vicenza. All’incontro, presente anche il Commendatore Bepi De Marzi, premio Argav 2011

Venerdì 22 giugno alle ore 17.30 verrà presentato alla biblioteca La Vigna a Vicenza il libro “Il vino nella Grande Guerra – fronte italiano 1915-18”, pensato dal Consorzio Vini Venezia e realizzato con il contributo di vari storici e specialisti.

Vino, nella battaglia un rumore di fondo che diventa a volte dominante. Raccontare la storia del vino nella Grande Guerra è un esercizio di osservazione dell’umanità dei soldati e dei civili coinvolti nel conflitto; l’ascolto di una specie di rumore di fondo che, riconosciuto, diventa sorprendente e talvolta dominante. Una volta focalizzati, i fiaschi appaiono ovunque: dietro a volti spaventati e tesi nel combattimento, sul ciglio delle trincee tra i fucili appostati, nelle buche delle mitraglie in agguato timoroso. I vigneti e le damigiane diventano bene logistico da controllare e gestire, desiderio di preda oppure oggetto di spoliazione. Il vino è stato un compagno maschio e fedele dei soldati ma anche una morbida compagna, un abbraccio consolatorio che aiutava a superare lo sconvolgimento dei combattimenti e le nostalgie di casa e di pace. È stato un elemento importante nelle tabelle nutrizionali delle armate. È stato un’occasione di affari grandi e piccoli che hanno prefigurato quell’economia del vino che ci permette, a cent’anni di distanza, di ricercarne la storia e coltivare la memoria.

I presenti all’incontro. Un volume che attraversa l’esperienza del vino bellico con approccio interdisciplinare, cercando le tracce storiche, enologiche, documentali e letterarie con riferimenti archeologici e musicali di inattesa ricchezza. Saranno presenti Giovanni Callegari, il curatore, Carlo Favero, direttore del Consorzio Vini Venezia, Danilo Gasparini, autore del saggio su “La Viticoltura veneta”, il direttore di coro Alessio Benedetti, autore del saggio “Combattere e cantare: il vino nei canti di guerra”, e Bepi De Marzi. Brindisi finale.

Fonte: Biblioteca La Vigna

7 marzo 2018, tra farine e pane, alla Biblioteca La Vigna di Vicenza si parla di pan biscotto e “veneti polentoni”

Mercoledì 7 marzo alle 17.30 Galliano Rosset presenterà nella Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza il suo ultimo libro, “Farine: pane e polenta sulle tavole venete”, edito da Editrice Veneta e patrocinato dalla Regione Veneto e dal Comitato Proloco UNPLI Vicenza.

Cibo fondamentale fino alla scoperta dell’America. Attraverso le varie epoche e con un’attenzione al mondo veneto, nel testo si traccia la storia del pane, dalla semina alla panificazione anche in tempo di guerra e così si ha modo di cogliere l’importanza di questo alimento base, anche nelle diverse forme con le quali veniva venduto e un bel cenno viene fatto al “pan biscotto“, tipicamente veneto, che ne consentiva la conservazione. Il pane fu cibo fondamentale fino al XVI secolo, quando venne introdotto dall’America il mais, detto “granturco” per la stranezza della sua forma, e gli venne affiancata la preparazione della polenta. Fu una vera rivoluzione e tanto piacque nel Veneto da caratterizzare i suoi abitanti: veneti polentoni.

Fonte: Biblioteca La Vigna

17 marzo 2018, a Treviso il socio Argav Armando Mondin presenta il suo libro “Fermo Immagine”

Sabato 17 marzo 2018, alle ore 15.30, il giornalista socio Argav Armando Mondin, che collabora al mensile in dialetto veneto Quatro Ciàcoe, presenterà a Treviso, nel Salone del Circolo Unificato Esercito (già Circolo Ufficiali), in via Reggimento Italia Libera 5, il suo libro di poesie “Fermo Immagine“.

A presentare la pubblicazione e l’autore sarà il capitano Ferruccio Falconi, giornalista, scrittore, poeta e console generale onorario del Lesotho. All’incontro parteciperanno la giornalista e scrittrice Lucia Beltrame Menini, la scrittrice e germanista Romana de Carli Szabados, l’artista e pittrice Ivana Panizzo.

Il direttivo e i soci Argav si congratulano con il collega Armando Mondin e gli augurano il miglior successo.

 

3-4 febbraio 2018, in occasione di San Biagio, a Baver (TV) si parla di “Storie di alberi e della loro terra”, oltre a visitare parte del restauro del borgo antico

chiesetta di Baver (foto Marina Meneguzzi)

L’Associazione Culturale Borgo Baver onlus, che i soci Argav hanno avuto modo di conoscere nel giugno 2015 per la visita al borgo e al vigneto storico di Baver, di recente iscritto nel registro nazionale dei paesaggi rurali storici, in occasione della festa di san Biagio, patrono della comunità locale, propone alcune iniziative religiose e culturali.

Sabato 3 febbraio. Nel pomeriggio, davanti alla storica chiesetta di Baver, verrà distribuito il pane di san Biagio benedetto durante la celebreazione della Messa (ore 14.30) mentre alle 16.00 si terrà la visita guidata al cantiere di restauro dell’antica locanda “Alla nave di Baver”, per vedere i risultati degli importanti lavori che si stanno approssimando alla conclusione.

Domenica 4 Febbraio. Alle ore 15.30, nella Casa Dal Cin a Baver- Pianzano (TV) si terrà l’incontro organizzato in collaborazione con la libreria Il Punto di Vittorio Veneto “Storia di alberi e della loro terra” – Ragionando su radicamento e sradicamento, di Matteo Melchiorre. A descrizione del volume, pubblichiamo uno scritto di Giulio Mozzi: Nel 2004 Matteo Melchiorre pubblicò un piccolo libro, Requiem per un albero. Era la storia – una storia meneghelliana, fatta di dati, sì, ma anche di voci, parole, incantesimi, coincidenze, echi – dell’antico olmo che sorgeva maestoso sul limitare del paese di Tomo, presso Feltre, e che venne sradicato da un violento temporale. Melchiorre aveva appena ventitré anni, all’epoca, ed era un giovane storico in formazione. Quel piccolo libro fu notato, passò di mano in mano, fu letto da amanti della letteratura e da storici di professione. E corse voce: Melchiorre è uno speciale. Speciale per come unisce il rigore della ricerca e il talento nello «spostare» metaforicamente il racconto storico. Oggi, dopo i riconoscimenti ricevuti dal magnifico La via di Schenèr, Melchiorre ha ripreso in mano quel piccolo libro, l’ha più che raddoppiato di mole, ha affiancato all’antico olmo altri alberi – pioppi, ippocastani, tigli – e altre, tante, storie; si è affidato al proprio talento di rabdomante della memoria, e di quel giovanile gioiello ha fatto un elegante, maturo monile: un libro vorticosamente affascinante”.

Fonte: Associazione Culturale Borgo Baver/Ibs