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Venerdì 31 maggio 2013, si presenta a Padova il volume del socio ARGAV Franco Holzer, “La gallina padovana dal gran ciuffo”

Franco HolzerVenerdì 31 maggio 2013, alle ore 18 a Padova, presso l’Odeo Cornaro in via Cesarotti, sarà presentato il volume del socio ARGAV Franco Holzer “La gallina padovana dal gran ciuffo, appunti di viaggio dalla Polonia al Vaticano”. La presentazione, a cura di Andrea Colasio, assessore alla Cultura del comune di Padova, vedrà la presenza dell’autore, oltre all’intervento del giornalista Francesco Jori e una breve rappresentazione della Compagnia del Teatro Tergola.

Italiani i più grandi consumatori di insalate nel mondo. Tutti gli aspetti di lattughe e cicorie su “Le Insalate” edito da Coltura e Cultura.

M.Lodovica Gollino e Paola Sidoti

M.Lodovica Gollino e Paola Sidoti

(di Maurizio Drago, socio ARGAV) La collana di libri Coltura e Cultura si arricchisce di un nuovo lavoro. Il libro “Le insalate” , edito da Bayer CropScience è stato presentato a Napoli a un folto gruppo di giornalisti della stampa specializzata in occasione della Fiera Agrosud Napoli svoltasi nei primi giorni di marzo.

Le insalate_Libro 3D_OKUn libro di oltre 600 pagine che parla di insalate. L’Italia è il primo produttore in Europa e terzo nel mondo e gli italiani si sono confermati i piu’ grandi consumatori di insalate nel mondo. Per la prima volta 67 fra i maggiori esperti delle insalate nel nostro Paese hanno fotografato ogni aspetto di questa coltura: botanica, coltivazione, valore nutrizionale, mercati, storia, paesaggi, ricette. Il libro “Le insalate” (costo € 69,00) spiega come un alimento da sempre considerato “povero” (l’insalata è formata per il 95% da acqua), in pochi anni ha saputo trasformarsi da Cenerentola a principessa in agricoltura. Un certo merito va dato anche alla nascita della quarta gamma (le insalate confezionate) che ha aggiunto a un prodotto un servizio di praticità. Ma per portare sulla tavola le insalate tagliate, lavate e imbustate – dice la professoressa Maria Ludovica Gullino dell’Università di Torino e coordinatrice scientifica del volume – sono state necessarie innovazioni avanzatissime nella selezione delle varietà, coltivazione e tecnica post-raccolta e conservazione che hanno coinvolto ricercatori e produttori, risultato di una produzione sofisticata e di grandissima qualità”. La quarta gamma incide in Italia con un fatturato annuo di circa 900 milioni di euro.

Serre di insalata all'Ortomad di Salerno

Serre di insalata all’Ortomad di Salerno

Di insalate ce ne sono in grande quantità, differenze, tipologie. Vengono generalmente suddivise in lattughe (quelle che si mangiano crude) e cicorie (quelle generalmente cotte). Paola Sidoti, responsabile in Italia della comunicazione di Bayer CropScience (azienda leader nell’innovazione degli agro farmaci, investe ogni anno il 10% del suo fatturato alla ricerca), ha sottolineato: “Crediamo fortemente in questo lavoro di ricerca, per divulgare al meglio le informazioni”. Tuttavia la storia delle insalate è antichissima e, nel corso dei secoli, si è modificato il modo di mangiare le insalate. Gli antichi romani erano ghiottissimi di insalate che le condivano con il garum, una salsa liquida di interiora di pesce salato (sardine, acciughe e alici pressate), come pure la rucola, le lattughe dalle varie denominazioni.

panel test insalata Lusia Igp

panel test insalata Lusia Igp con i giornalisti ARGAV

La Regione Veneto è ricca di insalate tutelate dal marchio europeo IGP. Famoso è il radicchio di Chioggia Igp, come pure il radicchio rosso di Treviso igp tardivo, il radicchio variegato di Castelfranco Igp e l’insalata di Lusia igp, tanto per citare alcuni esempi. E per mangiare una buona insalata c’è chi dice che bisogna seguire questa massima: un avaro deve pensare all’aceto, un prodigo all’olio (extra vergine di oliva, aggiungiamo noi), un saggio al sale, un giudizioso al pepe, mentre il compito di rimestare il tutto deve essere affidato a un pazzo.

Tappa a Padova per il gastronomade Chef Kumalè, a presentare il suo libro il socio ARGAV Maurizio Drago

Il socio ARGAV Maurizio Drago ha presentato lo scorso 15 giugno alla libreria Feltrinelli di Padova il nuovo libro di Vittorio Castellani dal titolo “Nuvole di drago e granelli di cous cous”.  Vittorio Castellani, alias chef Kumalè, giornalista, scrittore (questo è il settimo libro) è il maggior esperto cultore  di gastronomia mondiale e di cibo per strada. Un gastronomade, si definisce lui. Editorialista del mensile Cucina del Corriere della Sera, ha rubriche fisse su Repubblica e sulla Stampa di Torino. Gira per l’Italia e promuove progetti per valorizzare l’etnia attraverso il cibo. Viene, non a torto, chiamato il nuovo Pellegrino Artusi.

Nel suo libro descrive quello che ha incontrato in 5 continenti e 32 paesi, presentando i gusti, le tradizioni gastronomiche e proponendo 200 ricette, semplici alla prova di tutti. L’Italia che festeggia i suoi 150 anni di Unità nazionale, è un paese touscoleurs, dove i piatti della nostra ricca tradizione possono tranquillamente convivere con quelli esotici come il cous cous cucinato con amore dalla vicina di casa marocchina. Da ricordare, tra l’altro, che in provincia di Ferrara, terra di cappellacci di zucca e di salama da sugo, troviamo la terza piu’ importante azienda produttrice di cous cous al mondo! E’ un libro amabile, da leggere con curiosità. E chi ritorna dalla Spagna vuole cimentarsi nella paella valenciana, oppure le tajine del Marocco  o il borsch della Russia trova tutto ben spiegato in questo libro avvincente.

Oli d’Italia, i migliori extravergine 2011 nella prima edizione della guida del Gambero Rosso

Un utile strumento di facile consultazione pensato per orientare i consumatori nella scelta dell’etichetta giusta e per valorizzare e premiare i produttori e gli oli d’eccellenza attraverso una selezione rigorosa: questo l’obiettivo della prima edizione della guida Oli d’Italia-i migliori extravergine 2011 firmata Gambero Rosso con la collaborazione del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e realizzata con la partecipazione di Unaprol.

Per ogni regione un’introduzione racconta territori, Dop, cultivar autoctone e abbinamenti ideali per gli oli locali suggeriti da grandi cuochi. Le schede comprendono informazioni tecniche e storiche sull’azienda, l’analisi sensoriale degli oli, la fascia di prezzo e i consigli di utilizzo. A margine, un’utile indicazione di servizio per chi desidera conoscere da vicino produttori e territori: gli indirizzi per mangiare e dormire in zona selezionati dalla redazione del Gambero Rosso.

Le Tre Foglie vanno a 74 oli. Commissioni regionali composte da assaggiatori professionisti delle associazioni aderenti a Unaprol e colaboratori del Gambero Rosso hanno valutato i migliori oli in foglie, da zero a tre, arrivando ad assegnare le Tre Foglie a 74 oli. Il primato va alla Toscana con ben 16 Tre Foglie, seguita dall’Umbria con 15, 9 gli oli con il massimo dei voti dalla Puglia. Seuono la Campania con 7, la Sicilia con 6, il Lazio con 4, la Sardegna e l’Abruzzo con 3, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche con 2, Liguria, Veneto (Ca’ Rainene Monocultivar Casaliva) e Molise con 1 ciascuno.

(fonte Gambero Rosso/Unaprol)

In uscita la prima guida dei frantoi italiani d’autore

La prima guida dei frantoi italiani d’autore, dal titolo Pane e olio – Guida ai frantoi d’Italia, sarà disponibile da ottobre e descriverà gli oli ed i territori del Belpaese, legando i mille sapori dell’olio extra vergine di oliva, prodotto simbolo del made in Italy, alla storia dei luoghi che lo producono. Ne dà notizia l’Unaprol-Consorzio olivicolo italiano che spiega che questo nuovo prodotto editoriale nasce dalla collaborazione tra l’Unaprol e l’Associazione italiana frantoiani oleari For e Aifo, in accordo con la società Sitcom Editore.

(fonte Unaprol)

A rischio la biodiversità negli agroecosistemi

Fiordaliso (cantaurea cyanus)

La perdita di biodiversità è considerata una delle grandi emergenze del mondo contemporaneo. Conservazione, tutela e valorizzazione della biodiversità sono oggetto mission di Veneto Agricoltura, che è impegnata perciò nella tutela delle specie selvatiche e degli habitat naturali, alcuni minacciati dal degrado del territorio, dagli effetti collaterali della globalizzazione e dai cambiamenti del clima.

È da questa vision che nasce “La flora dei campi di frumento e orzo del Veneto”, volume che sarà presentato martedì 23 febbraio alle 15.30 presso la Corte Benedettina di Legnaro (PD). La pubblicazione è frutto di una ricerca approfondita, una delle prime avvenute nel nostro Paese, sullo stato di conservazione di un gruppo di piante (soprattutto il fiordaliso), la cui importanza non è solo legata all’estetica, ma alla funzionalità che esse assicurano agli ecosistemi agrari.

All’incontro, introdotto e coordinato dal Direttore della sezione Ricerca e Sperimentazione di Veneto Agricoltura Giustino Mezzalira, parteciperanno tra gli altri Silvia Di Nunzio (ALCOA Foundation) e Stefano Tasinazzo (Botanico, autore della pubblicazione).