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Consiglio dei ministri agricoli UE, sintesi dei temi trattati nella sessione di giugno 2016

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiL’ultimo Consiglio dei ministri agricoli dell’UE svoltosi il 27-28 giugno scorso ha discusso di crisi dei mercati agricoli, agricoltura biologica, sprechi alimentari, silvicoltura e pesca. Ecco una sintesi dei principali risultati raggiunti.

Crisi mercati agricoli, chiesto entro luglio un nuovo pacchetto di misure. La Commissione europea ha aggiornato il Consiglio in merito agli ultimi sviluppi del mercato nei principali settori agricoli. Nell’occasione, ha fatto anche il punto sulle misure di sostegno varate nelle sessioni del Consiglio di settembre 2015 e marzo 2016. Nel dibattito che è seguito sono state valutate nei dettagli le misure in vigore al momento. Alcuni Ministri hanno espresso la loro grande preoccupazione per l’attuale situazione del mercato e hanno sottolineato la necessità di migliorare la difficile situazione cui fanno fronte gli agricoltori europei e di contribuire alla sostenibilità dei settori più colpiti. Alla fine della sessione, la Presidenza ha tratto le sue conclusioni, invitando la Commissione a proporre, in questo mese di luglio, una serie di misure che siano in grado di alleviare l’attuale pressione sul mercato e al contempo compatibili con i vincoli di bilancio esistenti. “Nonostante i due pacchetti di misure adottati nel mese di settembre 2015 e a marzo 2016, a causa di un persistente squilibrio tra domanda e offerta, la crisi nei settori lattiero-caseario, della carne suina e ortofrutticolo continua, con ripercussioni negative sui redditi degli agricoltori. Questa situazione complicata richiede al più presto ulteriori misure. Per questo abbiamo esortato la Commissione a presentare un nuovo pacchetto finanziario aggiuntivo entro luglio”. Così il Ministro dell’Agricoltura olandese Martijn van Dam, presidente di turno del Consiglio, ha motivato la richiesta dei Ministri europei.

Agricoltura biologica. La Presidenza di turno olandese ha informato i Ministri sullo stato di avanzamento dei negoziati con il Parlamento europeo sull’agricoltura biologica. In sintesi, è stato sottolineato che sono stati conseguiti significativi progressi sulla maggior parte delle questioni, inclusi alcuni punti sensibili quali le importazioni, i controlli, nonché le questioni inerenti i prodotti e le sostanze non autorizzate.

Perdite alimentari e spreco di cibo. Ogni anno nell’Unione Europea quasi un terzo del cibo a disposizione viene perso o sprecato. Per far fronte a questo scempio, il Consiglio Europeo ha definito una serie di misure che comprendono l’invito agli Stati Membri e alla Commissione europea a migliorare il monitoraggio e la raccolta di dati per comprendere meglio il problema, concentrarsi sulla prevenzione dei rifiuti e le perdite alimentari e potenziare l’uso della biomassa. La futura legislazione europea dovrà, infine, facilitare la donazione di prodotti alimentari invenduti a enti di beneficenza (testo del documento a questo link

Legname illegale. Il Consiglio ha adottato, inoltre, le conclusioni sulla valutazione del Piano d’azione FLEGT (Forest Law Enforcement, Governance and Trade) relativo l’applicazione delle normative, la governance e il commercio in ambito forestale e del regolamento europeo sul legname (EUTR). Le conclusioni mettono in evidenza il contributo positivo che questi strumenti hanno fatto nel ridurre importazioni nell’UE di legname illegale e di aumentare la consapevolezza degli operatori pubblici e di mercato in merito alla questione del disboscamento illegale. Le conclusioni invitano inoltre gli Stati Membri e la Commissione a fare ancora di più per affrontare questo fenomeno, al fine di realizzare una gestione sostenibile delle foreste a livello globale. Maggiori informazioni su FLEFT e EUTR a questo link.

Pesca, verso una gestione più sostenibile. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un orientamento generale sulla gestione sostenibile delle flotte di pesca esterne. La proposta punta a modernizzare e semplificare l’attuale quadro per la gestione delle autorizzazioni concesse alle navi dell’UE che pescano nelle acque extraunionali e delle autorizzazioni concesse ai pescherecci di Paesi terzi che pescano nelle acque dell’UE. Il testo affronta anche questioni cruciali quali il cambio di bandiera abusivo e gli accordi privati di pesca delle flotte dell’UE nelle acque extraunionali. L’orientamento generale del Consiglio si concentra sui miglioramenti tecnici, le procedure amministrative semplificate e un migliore allineamento al regolamento sul controllo di cui alla Politica Comune della Pesca.

Pesca, regole più semplici. L’orientamento generale del Consiglio conferma l’ambizioso ampliamento del campo di applicazione del regolamento così da includere questioni quali le licenze dirette di Paesi terzi, il noleggio e il cambio di bandiera. Sostiene inoltre l’approccio della Commissione relativamente all’introduzione di una banca dati congiunta al fine di migliorare ulteriormente la trasparenza delle attività di pesca esterne e semplificare il monitoraggio. Prima di poter pescare al di fuori delle acque dell’Unione, una nave dell’UE necessita di un’autorizzazione rilasciata dal Paese terzo o dall’organizzazione internazionale di gestione della pesca interessati oppure di un accordo con essi. Inoltre, ora una nave dell’UE necessita anche di un’autorizzazione rilasciata dal proprio Stato membro di bandiera. L’orientamento generale del Consiglio introduce modifiche alle varie procedure di autorizzazione al fine di limitare gli oneri amministrativi, accrescere la certezza del diritto, garantire il pari trattamento di flotte interne ed esterne e ridurre i tempi di risposta a chi presenta domanda.

Pesca, migliori obblighi di comunicazione. Gli obblighi di comunicazione sono riveduti al fine di renderli complementari ai canali e alle pratiche esistenti a norma degli accordi di pesca. La proposta di regolamento sulle flotte da pesca esterne integra i regolamenti sui controlli e sulla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), che sono pilastri fondamentali per l’attuazione della PCP. La Commissione ha inoltrato la propria proposta nel dicembre 2015 e il Consiglio ne ha avviato l’esame nel gennaio 2016 a livello di gruppo di lavoro. Possibilità di pesca per il 2017. I Ministri europei sono stati informati in merito a una comunicazione della Commissione relativa alle possibilità di pesca per il 2017. In linea di massima, gli Stati Membri hanno accolto con favore la comunicazione, riconoscendo il miglioramento complessivo dello stato delle risorse ittiche e sottolineando la necessità di migliorare la comunicazione relativa agli sforzi intrapresi nell’UE per ridurre il livello di pesca. Alcune delegazioni hanno espresso il loro sostegno al raggiungimento del rendimento massimo sostenibile (MSY) entro il 2017 per il maggior numero possibile di stock, essendo al tempo stesso pronte a considerare gli aspetti socioeconomici in caso di necessità. Altre delegazioni hanno evidenziato che l’attuazione dell’obbligo di sbarco potrebbe essere problematica nel prossimo futuro, in particolare per quanto riguarda le specie a contingente limitante. Le possibilità di pesca per il 2017, su cui il Consiglio dovrà raggiungere un accordo entro la fine dell’anno, saranno fissate nel rispetto degli obiettivi della PCP del 2014 e si baseranno su pareri scientifici indipendenti. Nell’ambito della PCP, la pressione di pesca sugli stock dovrebbe essere allineata all’MSY il più rapidamente possibile, e al più tardi entro il 2020. Ciò contribuirà a garantire il raggiungimento del buono stato ecologico nei mari europei e a ridurre l’impatto della pesca sull’ecosistema marino.

Fonte: Europe Direct Veneto

Ortofrutta, sostegni europei estesi fino al 30 giugno 2017

ortofruttaLa decisione della Commissione europea di estendere a tutto il primo semestre del prossimo anno i sostegni per far fronte alla crisi del comparto ortofrutta è stata ritenuta, però, non sufficiente dai rappresentanti degli agricoltori.

Azione insufficiente. Le Organizzazioni agricole UE Copa-Cogeca hanno affermato che questo rappresenta un passo nella giusta direzione ma assolutamente insufficiente per avere un impatto o a compensare i produttori per le loro perdite. “I produttori di frutta e verdura europei – si legge in una nota di Copa-Cogeca – stanno affrontando una situazione di grande crisi legata all’embargo sulle esportazioni agricole UE deciso dalla Russia, uno dei principali sbocchi per le nostre esportazioni. Pertanto, accogliamo positivamente il senso di urgenza impresso dalla Commissione alla tematica e il fatto che l’aiuto sia stato esteso al periodo 1° luglio 2016 – 30 giugno 2017, tuttavia é inaccettabile che l’Esecutivo abbia ridotto del 70% le quantità ammissibili per il sussidio nell’ambito del nuovo regime di aiuti UE e che la compensazione ai produttori per i ritiri sia così bassa”.

Le richieste di Copa-Cogeca. Da qui, la richiesta dell’Organizzazione agricola UE affinché la Commissione provveda a: fissare i quantitativi massimi garantiti attribuiti agli Stati Membri in base ai volumi precedentemente esportati verso la Russia e alla loro produzione di ortofrutticoli; aumentare il livello dell’aiuto compensativo per il ritiro della produzione dal mercato, dando priorità a soluzioni alternative rispetto alla distribuzione gratuita; garantire che le scadenze per il pagamento degli agricoltori vengano abbreviate; aumentare il volume destinato agli Stati Membri da 3.000 a 5.000 tonnellate e lasciare flessibilità agli Stati Membri circa l’ammissibilità dei prodotti.

Fonte: Europe Direct Veneto

L’UE boccia il glifosato

glifosatoIl Comitato permanente dell’UE per le piante, gli animali e i mangimi ha espresso un’opinione sfavorevole al rinnovo dell’autorizzazione del glifosato (sostanza attiva ampiamente utilizzata nei pesticidi), rovesciando così una precedente valutazione espressa dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare).

Il parere di Copa-Cogeca. Forte delusione é stata espressa al riguardo dall’Organizzazione agricola europea Copa-Cogeca che ricorda come “gli agricoltori ricorrano, in assenza di aratura (pratica agricola sostenibile), al glifosato, sostanza che riduce i costi e garantisce buone condizioni al suolo. Dunque uno strumento importante, insieme alle colture intercalari, per prevenire l’erosione del suolo e ridurre le emissioni di gas a effetto serra”. In pratica, sostiene Copa-Cogeca, senza il glifosato e in assenza di alternative, la competitività degli agricoltori viene messa a repentaglio e la produzione alimentare dell’UE risulterebbe a rischio.

Oggi a Bruxelles il Consiglio dei Ministri dell’Ambiente Ue, i punti in discussione

UE-bandieraOggi, lunedì 20 giugno, si tiene a Bruxelles il Consiglio dei Ministri dell’Ambiente dei 28 Stati Membri, l’ultimo a Presidenza olandese, che dal 1° luglio passerà alla Slovacchia. Tanti i temi all’ordine del giorno, eccoli di seguito in sintesi.

Accordo di Parigi. I Ministri dell’Ambiente adotteranno una dichiarazione sulla ratifica dell’Accordo di Parigi, l’accordo globale sul clima giuridicamente vincolante concluso nel dicembre 2015. Emissioni di gas a effetto serra. I Ministri terranno un dibattito orientativo sulla revisione del sistema di scambio di quote di emissione (ETS), uno dei principali strumenti dell’UE per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. La Commissione europea ha presentato la sua proposta nel luglio 2015, che il Consiglio sta esaminando prima di avviare i negoziati con il Parlamento europeo. Qualità dell’aria. Il Consiglio esaminerà anche la proposta di direttiva concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici, la cosiddetta direttiva NEC. Economia circolare. Il Consiglio dovrebbe adottare conclusioni sul piano d’azione dell’Unione Europea per l’economia circolare, che mira a preservare il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse il più a lungo possibile nell’economia e a ridurre i rifiuti. Varie. Il Consiglio si occuperà di emissioni dei veicoli diesel e di interferenti endocrini. Infine, la delegazione slovacca presenterà il programma di lavoro del suo Paese che eserciterà la prossima Presidenza (luglio-dicembre 2016).

Fonte: Europe Direct Veneto

Negoziati UE/Mercosur, altra grana all’orizzonte?

Carne griglia Festa Agricoltura MiranoI negoziati di libero scambio che l’UE sta trattando con i Paesi dell’America Latina stanno creando forti preoccupazioni in seno all’Organizzazione agricola europea Copa-Cogeca, che ha chiesto ai 28 Ministri agricoli UE di rifiutare qualsiasi offerta della Commissione europea che includa i prodotti agricoli sensibili nel contesto dei negoziati Mercosur.

A soffrirne soprattutto il comparto carne. Qualsiasi tipo di accordo avrebbe un impatto grave sul settore agricolo europeo, in particolare della carne bovina. Al riguardo, il segretario generale di Copa-Cogeca, Pekka Pesonen, ha ricordato che “gli agricoltori europei stanno affrontando una crisi senza precedenti e sono schiacciati dai bassi prezzi di mercato e dagli elevati costi dei fattori di produzione. Il commercio agroalimentare dell’UE si sta espandendo ma gli agricoltori europei non ne stanno beneficiando. Il Mercosur è già un grande esportatore di prodotti agricoli verso l’UE con l’86% delle nostre importazioni di carni bovine e il 70% delle importazioni di carni di pollame provenienti proprio da quei Paesi. Il Mercosur, quindi, non necessita di contingenti aggiuntivi esenti da dazi per aumentare il suo commercio verso l’UE anche perché le quantità di carne bovina europea esportate in America Latina è minima. Inoltre, queste importazioni non rispettano le severe norme europee in materia di protezione dell’ambiente e di qualità ed esistono ancora preoccupazioni in merito agli aspetti di sicurezza della produzione di carni latinoamericane, come la tracciabilità”.

Possibili perdite per 7 miliardi di euro. Copa-Cogeca considera, dunque, del tutto inaccettabile che la Commissione europea preveda di includere prodotti sensibili come la carne bovina, considerato tra l’altro che nell’offerta del Mercosur non ci sono stati grandi miglioramenti. Va anche detto che l’Esecutivo aveva promesso ai Ministri agricoli UE uno studio d’impatto prima di fare un’offerta, ma così non è stato. L’ultimo studio effettuato dal Centro comune di ricerca europeo rivela che il settore agricolo UE si ritroverebbe ad affrontare ingenti perdite a causa di un accordo di libero scambio UE/Mercosur per oltre 7 miliardi di euro. Pesonen ha anche aggiunto di avere “seri dubbi sul fatto che il Mercosur sia disposto ad aprire realmente i suoi mercati visto che sta ancora utilizzando dazi all’esportazione ingiustificati o strumenti di difesa commerciale. Il Mercosur, inoltre, non è un mercato unico e ciò limiterebbe fortemente il potenziale di esportazione agricola dell’UE poiché dovremmo esportare in ogni singolo mercato e rispettare norme commerciali e di commercializzazione diverse. Guidati dalla Francia, 13 Ministri UE hanno già chiesto alla Commissione di ritirare l’offerta.

Fonte: Europe Direct Veneto

Etichetta “a semaforo” bocciata dall’Europarlamento

UE-bandieraIl Parlamento  europeo ha  votato a larga maggioranza per la revisione del regolamento sui claim nutrizionali e salutistici alla base del sistema di etichettatura a semaforo.

Un successo italiano. L’Italia ha sempre ostacolato il sistema di etichettatura “a semaforo”, che penalizza i prodotti agroalimentari di qualità, in primis quelli italiani. Il recente voto del Parlamento europeo su questa questione rappresenta dunque un successo per l’Italia, frutto di un lavoro di squadra che ha saputo unire le filiere produttive e “sfruttare” il lavoro svolto dai nostri europarlamentari, a partire da Paolo De Castro. Ora ci si attende che la Commissione europea faccia un salto di qualità assicurando i consumatori tratti in inganno da questi sistemi basati su criteri discutibili. Non è infatti ammissibile che le aziende che lavorano sulla qualità e producono alcuni dei prodotti cardine della dieta mediterranea vengano penalizzate, mentre le bibite gassate ‘light’ ricevono il bollino verde. L’Italia – sostiene il Ministero – andrà avanti con determinazione.

Fonte: Europe Direct Veneto

L’Europa a metà del guado sul glifosato

glifosatoLa Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato con 38 voti favorevoli, 6 contrari e 18 astensioni la proposta di risoluzione del socialdemocratico Pavel Poc con la quale si invita l’Assemblea plenaria del prossimo 11 aprile a premere sull’esecutivo europeo affinché non dia il via libera per altri 15 anni al glifosato.

Residui di glifosato nell’ambiente, nei prodotti che consumiamo e nell’uomo. Questo principio attivo è presente in numerosi erbicidi, ma è fortemente contestato e oggetto di pareri diametralmente contrastanti. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) lo ha considerato potenzialmente cancerogeno, mentre l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha definito questa sostanza “probabilmente non cancerogena”. “Il fatto che dobbiamo ricorrere ad un’obiezione parlamentare dimostra che qualcosa è andato storto nel processo decisionale, ha dichiarato l’eurodeputato Pavel Poc, che ha preparato la bozza di risoluzione. “Il glifosato è stato classificato come probabilmente cancerogeno dall’Organizzazione mondiale della sanità: anche se l’industria ha sostenuto che la sostanza può essere completamente metabolizzata, è ormai chiaro che i residui sono ovunque: nell’ambiente, in molti prodotti che consumiamo ogni giorno, nei nostri corpi”.

Tabella di marcia. A maggio si riunirà nuovamente il Comitato fitosanitario, composto da esperti nominati dagli Stati membri: se, come è successo lo scorso 8 marzo, non si raggiungerà una maggioranza, toccherà alla Commissione europea decidere. A giugno, infatti, scadrà l’autorizzazione per il glifosato.

Fonte: Asterisco Informazioni

 

TTIP e crisi russa, avanti adagio

Bandiere TTIPI negoziati sul TTIP, l’accordo commerciale che Unione Europea e Stati Uniti vorrebbero chiudere nei prossimi mesi, stanno in realtà avanzando a “ritmi molto lenti e deludenti”. Lo ha detto il Commissario europeo all’Agricoltura, Phil Hogan, in occasione della Plenaria di marzo.

No ad accordo che diminuisca standard alimentari UE. “A distanza di quindici giorni dalla chiusura del 12° round negoziale possiamo dire che ad ogni settimana che passa si riducono le possibilità che l’accordo si concluda entro la presidenza Obama”, ovvero entro la fine dell’anno. Le presidenziali statunitensi si terranno infatti a novembre e il passaggio ufficiale di testimone avverrà a gennaio. Riguardo agli obbiettivi sul TTIP Hogan è categorico: “Non ci sarà un accordo che diminuirà gli standard alimentari dell’UE”, e se questo contenesse “un focus solo sulle tariffe sarebbe un cattivo accordo”. Specificatamente al comparto agricolo, il Commissario ha ribadito che il TTIP “deve proteggere i prodotti a Denominazione d’Origine”, un fattore su cui l’agroalimentare europeo punta per tutelare le produzioni di qualità. Hogan ha anche sottolineato che “non ci sarà una piena liberalizzazione del mercato per i settori sensibili” e, in ogni caso, “qualsiasi intesa verrà sottoposta al giudizio dei 28 e del Parlamento europeo”.

Russia: obiettivo normalizzazione, ma al momento “succede poco”. Per quanto riguarda invece la crisi con la Russia, il titolare europeo del portafoglio Agricoltura ha parlato di “sforzi e contatti per la normalizzazione” delle relazioni commerciali. Anche su questo fronte, sul quale gravano sanzioni e contro sanzioni legate alla crisi in Ucraina, si procede a rilento e “succede molto poco”. Hogan attribuisce a Mosca la responsabilità e fa notare come sia “difficile negoziare con il Ministro dell’Agricoltura russo, se si trova nella lista nera delle persone che non hanno accesso all’UE”.

Fonte: Europe Direct Veneto

Ue, Unione dell’Energia, a che punto siamo

Fonti Rinnovabili 13Maroš Šefčovič ha evidenziato che nel corso di questo primo anno sono stati compiuti quattro step importanti in direzione dell’obiettivo prefissato dalla Commissione Juncker.

Cosa è stato fatto. In primo luogo sono stati compiuti dei passi concreti verso una transizione nelle fonti energetiche, mettendo al centro l’equità sociale e gli interessi dei consumatori. In particolare l’obiettivo è stato quello di ridurre il tasso di povertà energetica, ossia la mancanza di accesso alle nuove forme di energia, che in Europa si attestava intorno al 10%. In secondo luogo è stato introdotto il report annuale sull’Unione dell’Energia, che mira a registrare i progressi dei singoli Stati Membri. In terzo luogo la Commissione europea ha presentato lo scorso febbraio il nuovo pacchetto sulla sicurezza energetica, finalizzato a fronteggiare possibili interruzioni dell’approvvigionamento energetico, come in parte avvenuto nel 2014 a seguito della guerra civile in Ucraina. Infine l’UE ha svolto un ruolo di guida nelle trattative di Parigi, che hanno portato a un accordo a livello globale sulla riduzione delle emissioni di gas serra, ribadendo così la centralità del tema tra le politiche europee.

Le tappe future. Il Vicepresidente dell’Unione Energetica ha presentato, inoltre, le prossime misure, finalizzate a completare il 90% dell’Unione Energetica entro fine anno. In particolare i progressi passeranno dall’attuazione del “modello delle 5D“, ossia: Decarbonizzazione delle economie europee; Democratizzazione nella produzione e nel consumo di energia; Digitalizzazione per migliorare il consumo di energia e l’efficienza; Diversificazione delle fonti di energia; Interruzione (Disruption) dei cicli energetici tradizionali. Un processo che dovrà tener conto degli impatti sociali, affinché non si riveli iniquo e aumenti le disuguaglianze nell’accesso all’energia, e delle esigenze dei consumatori, che potrebbero essere penalizzati da un cambiamento radicale. Infine, Šefčovič si è concentrato sulle “smart cities“, poiché le città sono le principali fonti di agenti inquinanti e un ripensamento complessivo della loro struttura porterebbe enormi benefici non solo all’ambiente ma anche alla vita dei cittadini.

Fonte: Europe Direct Veneto

Consiglio Agricolo: nuove misure per l’agricoltura europea in crisi

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiLa gravità della crisi che ormai da troppo tempo sta investendo alcuni comparti dell’agricoltura europea (latte, carne suina e ortofrutta su tutti) ha spinto l’Esecutivo ad attivare nuove ulteriori misure eccezionali. Le nuove misure, delineate da Hogan ai Ministri dell’Agricoltura europei, completano il pacchetto di supporto di 500 milioni di euro adottato lo scorso anno. Nonostante i numerosi vincoli di bilancio, la Commissione europea ha dunque mobilitato complessivamente oltre un miliardo di euro in due anni, compreso il pacchetto già adottato lo scorso settembre.

Queste nuove misure sono “modulabili”, nel senso che spetta ora agli Stati Membri utilizzarle al meglio sulla base delle specifiche necessità nazionali. I settori dell’ortofrutta, dei prodotti lattiero-caseari e della carne suina sono ovviamente nel centro del mirino, in quanto obiettivo principale del sostegno. Vediamo in sintesi le proposte formulate nel Consiglio, servito anche a valutare l’adeguatezza e l’efficacia delle attuali misure di sostegno in atto.

OCM Unica  – Articolo 222 del Reg. UE n. 1308/2013. Dato l’eccesso di offerta di latte sul mercato, si è deciso di ricorrere ad uno strumento messo a disposizione dall’OCM Unica: l’Art. 222 del Reg. UE n. 1308/2013 – cooperazione tra le OP, le AOP o le organizzazioni interprofessionali durante i periodi di grave crisi dei mercati. In pratica, la Commissione, vista la situazione di squilibrio del mercato, potrà consentire l’adozione di accordi volontari temporanei nel settore lattiero-caseario. La Commissione dovrà ora definire le modalità di attuazione di questa misura.

Aumento temporaneo della soglia De minimis. Diversi Stati Membri hanno proposto un aumento temporaneo della soglia De minimis da 15.000 euro fino ad un importo compreso tra i 20.000 e i 30.000 euro. Data l’ampia condivisione della proposta tra le Delegazioni, il Commissario Hogan si è detto disponibile ad accettare un aumento temporaneo di tale soglia, ossia un massimale di aiuti pari a 15.000 euro per azienda all’anno (al momento è di 15.000 euro/azienda/triennio), senza massimale nazionale.

Raddoppio del massimale di intervento per il latte scremato in polvere e il burro.
Dinanzi alla richiesta degli Stati Membri di aumentare temporaneamente i massimali per l’intervento pubblico a prezzo fisso per il latte scremato in polvere e il burro (attualmente a 109.000 tonnellate e 60.000 tonnellate rispettivamente), Hogan si è detto disponibile a proporre il raddoppio dei massimali di intervento (tonnellate di prodotto) da ritirare dal mercato ad un prezzo fisso (218.000 tonnellate per il latte scremato in polvere ed a 100.000 tonnellate per il burro).

Sostegno al settore suinicolo. In risposta alle numerose proposte avanzate dalle Delegazioni per l’apertura di un nuovo regime di aiuto all’ammasso privato per le carni suine, Hogan si è detto disponibile a considerarne la reintroduzione. I dettagli, compresa la tempistica dell’apertura di un nuovo regime, saranno confermati prossimamente.

Istituzione di un Osservatorio dei mercati della carne. Dato il buon funzionamento dell’Osservatorio sul mercato del latte, Hogan si è detto disponibile ad istituire un Osservatorio sui mercati della carne (in particolare bovina e suina), in modo che gli operatori possano beneficiare di informazioni affidabili e analisi di mercato credibili.

Commercio internazionale. Hogan ha ribadito il proprio impegno su questo fronte, a partire dalle trattative in corso nell’ambito del TTIP, gli accordi Mercosur e con altri Paesi terzi, nonché attraverso specifiche campagne di promozione (110 milioni di euro saranno a disposizione nel 2016; di cui 30 milioni specificatamente destinati lo scorso settembre ai settori delle carni suine e ai prodotti lattiero-caseari. Novità: altri 30 milioni sono stati aggiunti ieri per far fronte alle perturbazioni di questi due mercati) per individuare nuovi mercati e aumentare le esportazioni dei prodotti agroalimentari dell’UE.

Embargo russo. Il Commissario Hogan ha confermato che proseguiranno gli sforzi per cercare una rapida ripresa degli scambi tra l’UE e la Russia. Al momento però, nonostante i contatti diretti tra il Presidente della Commissione europea Juncker e il Presidente russo Putin, volti alla regolarizzazione degli scambi, la situazione sembra stagnare.

Nuovi strumenti finanziari. Hogan ha ribadito l’intenzione di sviluppare, insieme alla BEI, strumenti finanziari adeguati per aiutare le imprese agricole e della trasformazione dei prodotti agricoli ad investire per il miglioramento della competitività o a compiere i necessari aggiustamenti strutturali in azienda. Il Commissario ha incoraggiato gli Stati Membri a fare pieno uso delle opportunità offerte dal Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici. Credito all’esportazione. Hogan ha informato le Delegazioni dei 28 Stati Membri che la Commissione europea sta esaminando la fattibilità, anche tramite la BEI, di prevedere un sistema di credito all’esportazione di base da integrare ai sistemi nazionali.

Settore ortofrutticolo. Hogan ha confermato la disponibilità di valutare una proroga delle misure eccezionali per il settore ortofrutticolo per un altro anno, dopo il 30 giugno 2016, sulla base della nuova situazione di mercato.

Sviluppo rurale. Come aveva già fatto recentemente la Corte dei Conti Europea, anche il Commissario Hogan ha “bacchettato” gli Stati Membri che non stanno facendo un uso adeguato degli strumenti a disposizione dello Sviluppo rurale (leggi PSR), importanti in questo momento di crisi. Per favorire l’adozione di determinate misure, Hogan ha informato le Delegazioni che ha già chiesto ai propri servizi di collaborare con le Autorità degli Stati Membri per velocizzare le procedure di modifica dei PSR.

Fonte: Europe Direct Veneto