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Aggiornato l’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani

prodotti_alimentarix224E’ stato revisionato l’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), che dal 2008 sono l’espressione del patrimonio gastronomico-culturale italiano. L’elenco si arricchisce di 68 nuovi prodotti, arrivando così ad un totale di 4.881 prodotti.

La Toscana detiene il primato con 461 PAT, seguita dalla Campania (457), Lazio (393), Emilia-Romagna (378) e Veneto (370). Si ricorda che si definiscono “Prodotti Agroalimentari Tradizionali” quei prodotti le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultano consolidate nel tempo. In particolare, devono risultare praticate sul territorio di riferimento in maniera omogenea secondo regole tradizionali e protratte nel tempo, comunque per un periodo non inferiore ai 25 anni. Sono esclusi i prodotti agroalimentari registrati come Dop e Igp. Sul sito del Mipaaf è disponibile l’elenco aggiornato dei PAT.

Fonte: Europe Direct Veneto

Dimensioni vongole, non esiste un complotto Ue

visita stabilimento vongole veraci

visita stabilimento vongole veraci

Il tema delle dimensioni minime consentite per la pesca di vongole è tornato di recente ad essere oggetto di critica sulla stampa nazionale. Ma nel caso delle vongole, la normativa europea ha l’obiettivo di preservare la specie, particolarmente vulnerabile, e assicurare il mantenimento dello stock nel lungo periodo. La pesca di vongole di dimensioni inferiori a 25 millimetri provocherebbe, nel lungo periodo, una penuria di prodotto che inciderebbe ancor di più sulle tasche del settore della pesca.

La taglia minima. La taglia minima attuale, fissata nell’allegato III del Regolamento Mediterraneo n. 1967/2006, è stata adottata dal Consiglio nel dicembre 2006, al quale ovviamente partecipava anche il Ministro Italiano, ed è in vigore da gennaio 2007. È fissata sulla base del miglior parere scientifico disponibile e non esclusivamente sulla base della taglia di prima maturità sessuale della specie. Tiene conto di altri fattori, in particolare la resilienza a eventi esterni (inquinamento, temperatura e salinità dell’acqua, ecc.). Nel caso delle vongole, questi aspetti sono particolarmente importanti, poiché si tratta di specie che non si possono spostare dal fondo marino e che quindi sono vulnerabili in caso di cambiamenti nell’ambiente esterno.

Le sanzioni dell’UE sono eccessive? Partiamo dalla considerazione che le sanzioni non arrivano dall’Unione Europea. Infatti, l’UE si limita a un obbligo per gli Stati Membri di imporre sanzioni in caso di violazione di regole della Politica Comune della Pesca (PCP), in accordo con alcuni criteri (Regolamento sul controllo 1224/2009 e Regolamento sulla lotta alla pesca INN 1005/2008). Quale sia l’entità di queste sanzioni è di esclusiva competenza dello Stato Membro. Il problema, dunque, della sproporzionalità delle sanzioni è un problema italiano non europeo. Nel nostro Paese le sanzioni sono regolate dal Decreto Legislativo n. 4 del 9 gennaio 2012. Va detto che l’Amministrazione italiana sta procedendo a una revisione di questa normativa.

L’UE impone unilateralmente le norme sul pescato? La nuova Politica Comune sulla Pesca (approvata dal Consiglio e dal Parlamento UE, quindi anche da rappresentanti dell’Italia) offre un’ampia gamma di possibilità agli Stati Membri per modificare alcune misure tecniche attualmente in vigore, incluse le taglie minime. Attraverso una collaborazione a livello regionale e con il contributo delle parti interessate, gli Stati Membri possono infatti presentare alla Commissione raccomandazioni congiunte concernenti le misure tecniche volte a raggiungere gli obiettivi della PCP (principio della “regionalizzazione”). Se l’Italia o altri Paesi riterranno che ci siano evidenze scientifiche che sia mutata la situazione degli ambienti ittici sulla base dei quali sono state definite le correnti normative, potrà presentarle e richiedere una modifica. Tali raccomandazioni, basate su solidi pareri scientifici e soggette a riesame da parte del Comitato Scientifico, Tecnico ed Economico per la Pesca (CSTEP), possono poi essere adottate dalla Commissione e quindi tradotte in normativa comunitaria.

Fonte: Europe Direct Veneto

Formaggi senza latte, nessun diktat europeo

biola-il-distributore-automatico-di-latte-crudo-dalla-mucca-alla-bottiglia-fotoNel bel mezzo dell’estate sembrava che un diktat europeo imponesse all’Italia di rinunciare al latte fresco nei prodotti lattiero-caseari. O almeno così abbiamo letto su diversi organi di stampa. Falso.

Come stanno le cose. La Commissione europea non intende imporre all’Italia di produrre formaggio “senza latte” e non intende abbassare gli standard qualitativi dei prodotti alimentari italiani. È vero il contrario. La protezione della qualità dei prodotti agricoli e dei generi alimentari è una priorità per l’UE. È un modo per proteggere il nostro patrimonio culturale, tutelare i consumatori e valorizzare la ricchezza della gastronomia europea. Questo è ancora più vero in Italia, che detiene il record di prodotti di qualità registrati con i marchi europei DOP, IGP e STG: 274 cibi, 603 vini e 38 bevande alcoliche. Ma allora perché si è parlato di attacco alla qualità dei prodotti italiani? Si tratta di un malinteso ed è bene chiarirlo.

L’origine del malinteso. L’Esecutivo ha ricevuto, nei mesi scorsi, un reclamo da parte di una sezione dell’industria casearia italiana che sostiene di essere stata penalizzata da una legge italiana (n. 138 dell’11 aprile 1974) che vieta ai caseifici con sede in Italia l’utilizzo di particolari prodotti, come il latte in polvere e il latte condensato, nella produzione di formaggi, yogurt e latte alimentare. In risposta al reclamo, la Commissione ha scritto (maggio 2015) alle Autorità italiane, chiedendo chiarimenti e avviando un’indagine. È un atto dovuto, previsto dalle normative europee, per verificare la fondatezza di un reclamo. Alle Autorità italiane si chiedeva di rispondere entro il 29 luglio 2015 riportando le proprie osservazioni. Tutti i prodotti italiani protetti dagli schemi di qualità europei (DOP, IGP e STG) non sono oggetto dell’indagine e non subiranno nessuna modifica. Questo perché la politica europea sulla qualità dei prodotti fornisce una specifica normativa per la loro produzione. Sono a rischio quindi i soli formaggi comuni? No, perché l’indagine in corso non è legata alla qualità dei prodotti, ma piuttosto alle regole che disciplinano il Mercato Unico europeo.

Fonte: Europe Direct Veneto

Lanciata la Strategia europea per la Regione Alpina, tra gli Stati coinvolti anche l’Italia

UE-bandieraOltre 70 milioni di europei potranno trarre vantaggio da una cooperazione più stretta tra Regioni e Paesi in materia di ricerca e innovazione, sostegno alle PMI, mobilità, turismo, tutela ambientale e gestione delle risorse energetiche. E’ questo, in sintesi, l’obiettivo che si pone la Commissione europea con la Strategia macroregionale che riguarda cinque Stati Membri (Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia) e due Paesi terzi (Liechtenstein e Svizzera), coinvolgendo un totale di 48 Regioni.

Gli ambiti di intervento. La nuova Strategia sarà incentrata su una serie di ambiti di intervento che sosterranno lo sviluppo dei seguenti progetti indicativi: 1. crescita economica e innovazione, ad esempio mediante attività di ricerca su prodotti e servizi specifici della regione alpina; 2. connettività e mobilità, con il miglioramento della rete stradale e ferroviaria e l’espansione dell’accesso a Internet via satellite nelle aree remote; 3. ambiente ed energia, con la messa in comune delle risorse per salvaguardare l’ambiente e promuovere l’efficienza energetica nella regione. La Commissione auspica che la strategia sia approvata dal Consiglio europeo entro la fine dell’anno.

Che cos’è una Strategia macroregionale UE? La Strategia macroregionale rappresenta un quadro integrato che può beneficiare, fra l’altro, del sostegno dei Fondi strutturali e di investimento europei per far fronte alle sfide comuni che interessano gli Stati Membri e i Paesi terzi di una stessa area geografica, i quali possono dunque trarre vantaggio da una cooperazione rafforzata che favorisce la coesione economica, sociale e territoriale. Si ricorda che il Consiglio europeo del 19-20 dicembre 2013 aveva invitato la Commissione, in collaborazione con gli Stati Membri, a elaborare una Strategia dell’UE per la Regione Alpina entro la metà del 2015. Nel rispetto della tabella di marcia, l’Esecutivo ha così lanciato la Strategia nei giorni scorsi, accompagnata da una comunicazione e un piano d’azione. Nel complesso, si tiene conto dei risultati dell’ampia consultazione pubblica on-line condotta tra luglio e ottobre 2014, nonché delle conclusioni della Conferenza conclusiva delle parti interessate tenutasi a Milano il 1° e il 2 dicembre 2014. Ulteriori informazioni a questo link.

Fonte: Europe Direct Veneto

Taglio alle emissioni di CO2, le buone intenzioni di Cina, Stati Uniti e Ue in vista della Conferenza mondiale sul clima

gas serraLa Cina, maggior inquinatore mondiale per emissioni di CO2, ha presentato alle Nazioni Unite le sue intenzioni nella lotta ai cambiamenti climatici. In pratica, entro il 2030 il Dragone promette di ridurre le emissioni di carbonio di una percentuale compresa tra il 60% e il 65% rispetto ai livelli del 2005 (del 45% entro il 2020). Si ricorda che la Cina si colloca oggi al primo posto, assieme agli Stati Uniti, nella poco invidiabile classifica di Paesi inquinatori con il 24% delle emissioni globali (l’UE arriva al 9%).

I propositi di Stati Uniti e Ue. L’annuncio rappresenta senz’altro una bella notizia alla vigilia della Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, in programma a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre prossimo, in vista della quale gli Stati Uniti hanno annunciato una riduzione delle emissione di CO2 tra il 26% e il 28% entro il 2025, rispetto ai livelli del 2005. L’offerta dell’UE è per una riduzione delle emissioni di almeno il 40% entro il 2030 rispetto al 1990.

Aria più pulita con la nuova direttiva UE. Intanto, il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) del Consiglio dell’UE ha confermato l’accordo con l’Europarlamento su una nuova direttiva volta a limitare le emissioni di alcuni inquinanti degli impianti di combustione media (tra 1 e 50 MW). Queste nuove regole sono parte del pacchetto legislativo “Aria pulita” che mira a migliorare la qualità dell’aria nell’UE. La nuova direttiva stabilisce valori limite di emissione per alcuni inquinanti quali il biossido di zolfo, l’ossido di azoto e le polveri. Questi limiti saranno applicati anche agli impianti di combustione di medie dimensioni già esistenti.

Fonte: Europe Direct Veneto

SOS ortofrutta, Copa-Cogeca chiede alla Commissione europea il prolungamento delle misure di aiuto ai produttori colpiti da embargo russo

ortofruttaL’Organizzazione agricola europea Copa-Cogega ha scritto all’Esecutivo dopo che il presidente russo, Vladimir Putin, ha confermato che l’embargo continuerà fino al 2016. Lo stop russo alle importazioni sta colpendo pesantemente i produttori europei di ortofrutticoli e in piena stagione estiva il recente annuncio di Putin rischia di provocare un crollo dei prezzi pagati ai produttori, a meno che non vegano intraprese dalla Commissione specifiche azioni di sostegno.

Le azioni chiave. Le misure attuali, in scadenza, che permettono il ritiro di prodotti dal mercato a fini di distribuzione gratuita a organizzazioni caritative, gli usi non alimentari e la raccolta verde, devono – sostiene Copa-Cogeca – essere prolungate e introdotte prima che vi sia una riduzione dei prezzi, ciò per prevenire un crollo del mercato. L’Art. 219 del Reg. UE n. 1308/2013 (OCM) permette di applicare misure eccezionali quando il mercato è a rischio, come nella situazione attuale, per evitare una crisi. Inoltre, la lista di prodotti deve essere ampliata. L’applicazione dell’Art. 222 della nuova PAC è altresì necessaria per permettere alle Organizzazioni di Produttori di reagire celermente.

Fonte: Europe Direct Veneto

L’organizzazione agricola europea dice no ai brevetti nel settore agricolo, rischio di costi aggiuntivi e di meno varietà

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIn occasione di un seminario svoltosi a Bruxelles sul confronto tra i brevetti e la privativa comunitaria per i ritrovati vegetali, il Copa-Cogeca ha messo in guardia contro l’uso di brevetti nel settore agricolo europeo, rimarcando che ciò porterà a meno prodotti, meno varietà e costi aggiuntivi. “Un sistema di brevetti nel settore agricolo UE – si legge in una nota di Copa-Cogeca – non aiuterà gli agricoltori ad avere una migliore varietà colturale adattata alle condizioni locali, anzi. Per questo preoccupa il numero crescente di brevetti concessi”.

Il caso dei due brevetti britannico e israeliano. L’allarme di Copa-Cogeca è riferito alla recente decisione della Commissione allargata di ricorso dell’Ufficio europeo dei Brevetti che riconosce due brevetti: uno di un’impresa britannica per dei broccoli che contengono una sostanza amara anticancerogena e un altro di un’impresa israeliana per dei pomodori “rugosi” che hanno un contenuto ridotto di acqua. Al riguardo, il Copa-Cogeca avverte che le caratteristiche specifiche di queste piante non sono state inventate o create artificialmente. Erano presenti nelle piante madri selvatiche e sono il risultato di pratiche di incrocio e selezione che sono processi biologici.

Il rischio di creare precedenti. L’Organizzazione agricola europea si dice dunque fortemente preoccupata dal fatto che questa decisione allarghi la portata del brevetto a tutte le piante di broccoli e pomodori che hanno tali caratteristiche. Questa protezione significherà, infatti, che tutte le imprese che producono varietà con le stesse caratteristiche dovranno ottenere una licenza da parte del proprietario del brevetto. Ciò rappresenta un rischio sia per gli agricoltori che per la società in generale. Un rischio che potrebbe mettere a repentaglio i progressi nella costituzione vegetale e ridurre l’innovazione e la biodiversità portando quindi a un aumento del consolidamento dell’industria sementiera. Dati gli elevati costi giuridici legati alla brevettazione e gli elevati costi di transazione delle licenze, solo un numero limitato di grandi imprese potrà, infatti, sopravvivere.

Fonte: Europe Direct Veneto

Dacian Cioloş consigliere speciale per la sicurezza alimentare

Dacian Ciolos, nuovo Commissario europeo all'agricoltura

Dacian Ciolos, nuovo Commissario europeo all’agricoltura

Il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha nominato Dacian Cioloş, già Commissario europeo all’Agricoltura, quale consigliere speciale per la sicurezza alimentare.

Sicurezza alimentare, sfida da affrontare. Nell’affidargli l’incarico, Juncker ha sottolineato che “le crisi alimentari, la pressione sulle risorse naturali, la crescita della popolazione mondiale e il cambiamento climatico ci ricordano che la sicurezza alimentare è una sfida che l’Unione europea deve contribuire ad affrontare”. Cioloş ha una vasta esperienza nel campo della sicurezza alimentare e rappresenterà per l’UE una sorta di “consulente speciale” che lavorerà a stretto contatto con i vari membri della Commissione Juncker.

Fonte: Europe Direct Veneto

Salute degli animali, accordo tra Parlamento e Consiglio UE

maiale_suino_250Parlamento e Consiglio UE hanno trovato un accordo in materia di salute degli animali. Le nuove regole mirano, tramite un regolamento unico, a semplificare e razionalizzare i diversi testi legislativi attualmente esistenti.

I punti salienti del futuro regolamento prevedono l’elaborazione di norme più semplici e chiare per permettere alle autorità e ai soggetti interessati di concentrare la loro attenzione sulle priorità del settore, vale a dire la prevenzione e l’eliminazione delle malattie animali. E’ prevista, inoltre, l’elaborazione di disposizioni che definiscano in modo chiaro le responsabilità dei diversi soggetti operanti nel settore (allevatori, veterinari, etc.) e che migliorino il rilevamento precoce e il controllo delle malattie.

Le malattie animali non rispettano i confini. L’accordo apre dunque la strada a un sistema più efficiente e semplice per combattere le malattie animali contagiose, problematica, questa, di grande rilevanza visto che una buona salute degli animali rappresenta un fattore chiave per gestire una produzione agricola e dell’acquacoltura sostenibile. Nell’UE l’impegno nel settore della salute animale dovrà diventare sempre più una responsabilità comune, considerato che le malattie animali non rispettano i confini, per cui norme uniformi e la collaborazione tra gli Stati Membri rimarranno elementi cruciali per una buona prevenzione, il controllo, la notifica e l’eliminazione delle malattie stesse. Questo accordo consentirà, infine, di migliorare la risposta dell’UE al verificarsi dell’esplosione di casi di malattie animali, in modo da assicurare che il loro impatto economico sia ridotto al minimo.

Fonte: Europe Direct Veneto

Pubblicato il Rapporto semestrale 2015 della FAO

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiI prezzi internazionali delle materie prime agricole hanno continuato a scendere nel mese di aprile 2015 e l’abbondanza delle scorte andrà a compensare ogni spinta al rialzo derivante dalla leggera diminuzione dei raccolti mondiali prevista per quest’anno. La produzione mondiale di cereali diminuirà probabilmente dell’1,5% rispetto alla produzione record dell’anno precedente, principalmente a causa della riduzione dei terreni seminati a mais, ma l’impatto verrà ammortizzato dai livelli “incredibilmente alti” delle attuali scorte. Lo rileva la FAO nel suo rapporto semestrale “Food Outlook” pubblicato nei giorni scorsi.

Cereali. La prima stima della FAO per la produzione globale di cereali nel 2015, assumendo condizioni metereologhe regolari per il resto della stagione, è di 2.509 miliardi di tonnellate, leggermente sotto il livello record dell’anno scorso, ma quasi il 5% in più rispetto alla media degli scorsi cinque anni. Il modesto calo della produzione porterà ad una riduzione delle scorte correnti di circa il 3% nella prossima stagione (2015/2016), con un calo più rapido per i cereali secondari e per il riso e meno per il grano. Il costo mondiale delle importazioni alimentari nel 2015 è previsto raggiungere il livello minimo degli ultimi cinque anni, principalmente a causa del declino dei prezzi internazionali, dei bassi costi di trasporto e dell’apprezzamento del dollaro americano. I volumi delle importazioni delle varie componenti alimentari del conto sono cambiati poco o addirittura cresciuti. Anche i paesi a basso reddito, inoltre, dovrebbero trarre beneficio dal calo del costo delle importazioni.

Prezzi in declino. L’Indice FAO dei Prezzi Alimentari è diminuito dell’1,2% ad aprile rispetto a marzo, raggiungendo 171 punti, il suo livello più basso dal mese di giugno 2010 e il 19,2% in meno rispetto a un anno fa. I prezzi dei prodotti lattiero-caseari hanno visto il calo maggiore, ma anche i prezzi dello zucchero, dei cereali e degli oli vegetali sono diminuiti. Al contrario, i prezzi della carne sono aumentati ad aprile, per la prima volta da agosto 2014. I prezzi alimentari mondiali continueranno presumibilmente a subire pressioni al ribasso per via delle abbondanti scorte e del dollaro americano in rialzo, secondo il Food Outlook, che ha sottolineato come “i movimenti valutari e gli sviluppi macroeconomici potrebbero avere importanti implicazioni per i mercati ancora nel 2015-16”.

Trend e previsioni per il mercato delle materie prime. Diversi anni di robusti raccolti e accumulo di scorte hanno portato ad una situazione di surplus per molti dei principali generi alimentari di base. Di conseguenza, l’atteso calo della produzione di cereali non è previsto avere un impatto sulla disponibilità di cibo per il consumo. La produzione di prodotti lattiero-caseari è prevista continuare a crescere stabilmente di circa il 2% nel 2015, con il calo dei prezzi mondiali che andrà a favorire le importazioni in Africa. L’abolizione del sistema delle quote latte nell’Unione Europea dovrebbe sostenere la produzione ed è stato uno dei principali fattori del calo del 6,7% mensile nell’indice dei prezzi lattiero-caseari. La produzione di zucchero è prevista crescere moderatamente – trainata da India, Unione Europea e Australia – ma ancora sopra il livello della domanda per la quinta stagione consecutiva. Il raccolto record di semi di soia porterà un aumento del 5.7% nella produzione totale di olio di semi nella stagione 2014-2015. Questo, assieme al calo dei prezzi legato alla minore domanda proveniente dal settore dei bio-combustibili ed alla crescita delle scorte, potrebbe portare ad una riduzione della produzione nella stagione futura. La produzione mondiale di carne bovina è prevista crescere di un modesto 0,2% il prossimo anno, mentre quella della carne in generale crescerà dell’ 1,3%. Il pesce sta diventando sempre più popolare nelle diete in tutto il mondo, favorito dal rapido sviluppo del settore dell’acquacoltura, che è previsto crescere del 5% nel corso del prossimo anno. Anche la pesca da cattura è prevista riprendersi dopo la caduta dell’anno precedente, dovuta principalmente agli effetti del fenomeno climatico di El Nino. Tale ripresa stimolerà anche un aumento dell’utilizzo dei pesci da cattura come mangime per l’acquacoltura.

Come funziona l’Indice FAO. Si ricorda che l’Indice dei Prezzi Alimentari è un indice ponderato su base commerciale che misura i prezzi delle cinque principali materie prime alimentari sui mercati internazionali e comprende sotto-indici per i prezzi dei cereali, della carne, dei prodotti lattiero-caseari, degli oli vegetali e dello zucchero. Il Food Outlook comprende anche una sezione riguardante la volatilità dei prezzi, che evidenzia il bisogno di esaminare se la volatilità sia tornata o meno alla normalità.

Fonte: Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura Europe Direct Veneto