(di Renzo Michieletto, consigliere Argav) Gli agricoltori potranno contare su risorse finanziarie importanti nel prossimo periodo di programmazione 2021-2027, parola di esperto, anzi di uno dei massimi esperti di politica agricola europea: il prof. Angelo Frascarelli, dell’Università di Perugia, ospite assieme al prof. Attilio Scienza, dell’Università di Milano, guru internazionale in tema di vino e politiche vitivinicole, della puntata speciale n. 100 di RadioVenetoAgricoltura (RVA), la “radio che si vede” – servizio informativo dell’Agenzia regionale (ricordo che tutte le puntate di RVA, dedicate ad interessanti approfondimenti di attualità agricola e ambientale, sono a disposizione sui profili Social YouTube e Facebook, nonché sul sito www.venetoagricoltura.org).
Per il vino, niente vendemmia verde o distillazione obbligatoria. Da me condotta insieme al collega Mimmo Vita, la puntata n. 100 ha affrontato due argomenti di assoluta attualità, che meritavano di essere approfonditi con due grandi esperti: il difficile momento che sta attraversando il comparto vino e il futuro quadro finanziario europeo legato al mondo agricolo. Il prof. Scienza, nel corso dell’intervista, ha ribadito che la crisi del mercato dei vini, soprattutto di qualità, dovuta alla chiusura di ristoranti, bar ed enoteche per Covid-19 va contrastata non con atteggiamenti di difesa quali la distillazione obbligatoria di tre milioni di ettolitri di vino, non con la vendemmia verde di 100mila ettari di vigneto, ma con strategie positive che guardano allo sviluppo del comparto, a partire dalla programmazione e dalla promozione dei nostri grandi vini.
Settimane cruciali per il futuro e la credibilità dell’Unione Europea. Il prof. Frascarelli ha invece affrontato il tema del ruolo strategico a cui il comparto agricolo e gli agricoltori saranno presto chiamati a svolgere, un argomento di assoluta attualità, visto che proprio in questi giorni se ne sta discutendo (in videoconferenza) a livello di Consiglio europeo. Entro il prossimo mese di luglio, infatti, i 27 Stati Membri dovranno dare il via libera al Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), comprendente le risorse che saranno messe a disposizione delle politiche UE per i prossimi sette anni, ma soprattutto della ripresa economica di un’Unione pesantemente colpita dalla crisi causata da Covid-19. La Commissione europea ha già presentato la sua proposta, allineando una potenza di fuoco pari a 1.100 miliardi di euro. A questi dovrebbero aggiungersi i 750 miliardi del “Next Generation EU”, lo strumento operativo del nuovo “Recovery Plan” per la ripresa economica dell’UE dall’attuale crisi, di cui 500 miliardi in forma di sovvenzioni e 250 sottoforma di prestiti. In tutto 1.850 miliardi di euro, che si aggiungono ai 540 miliardi destinati alle misure già concordate nelle scorse settimane – da “SURE” (cassa integrazione per Covid-19) ai prestiti della Banca Europea per gli Investimenti – e alla modifica dell’attuale QFP per sbloccare 11,5 miliardi aggiuntivi già nel 2020. Si tratta di uno sforzo complessivo senza precedenti nella storia dell’Unione Europea, che al momento si presenta però ancora in veste di proposta – seppur già approvata dall’Europarlamento – ma per la quale si attende il semaforo verde da parte dei 27 Stati Membri entro il prossimo mese di luglio.
La programmazione futura per il comparto agricolo. Ma come si inseriscono nella programmazione futura europea i comparti dell’agricoltura, della pesca, delle foreste e della “ruralità” nel suo complesso. Sono questi settori economici ritenuti “strategici” che stanno vivendo un momento di grande fermento e rinnovamento. Si pensi solo che nei prossimi mesi sarà approvata la futura Politica Agricola Comune (PAC) e che agli agricoltori verrà chiesto di svolgere un ruolo importante nell’ambito delle due nuove Strategie “Farm to Fork” (in pratica, dal campo al piatto) e “Biodiversità 2030”, cardini del “Green Deal Europeo”, l’accordo che dovrebbe spingere l’Europa verso la neutralità climatica entro il 2050. Per la buona riuscita di questi propositi sarà però determinante stabilire sia l’impegno richiesto ai settori agricolo, della pesca e della silvicoltura, sia (e soprattutto) l’impatto che le Strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” avranno su questi stessi comparti. Gli agricoltori e i pescatori europei meritano una transizione equa, condizioni prevedibili e adeguate risorse finanziarie; ma a quanto ammontano le risorse che l’Unione Europea intende mettere a disposizione di questi specifici comparti?
Risorse finanziarie per l’agricoltura. La Commissione, nella sua proposta per un bilancio europeo a lungo termine “rafforzato”, ha previsto un incremento per il capitolo agricolo di ben 9 miliardi di euro (4 miliardi per il Fondo europeo agricolo di garanzia, ovvero la PAC; e 5 miliardi per il Fondo europeo agricolo per lo Sviluppo rurale, ovvero i PSR). Inoltre, l’Esecutivo ha proposto di incrementare anche il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca di 500 milioni di euro. Ulteriori 15 miliardi saranno infine resi disponibili per lo Sviluppo rurale nell’ambito di “Next Generation UE” per sostenere ulteriormente le aree rurali, che rivestono un ruolo vitale nell’ambito della transizione verde e nel contesto degli ambiziosi obiettivi climatici e ambientali dell’Europa. La proposta della Commissione riconosce, dunque, l’importanza strategica del settore agricolo europeo e di conseguenza la necessità di sostenere gli agricoltori e l’economia rurale, si tratta ora di attendere cosa decideranno di fare i 27 Stati Membri.
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Posti di fronte alla sfida di mitigare i cambiamenti climatici, i leader dell’Unione europea si sono impegnati a ridurre il consumo energetico previsto degli Stati membri dell’UE del 20% entro il 2020 e del 32,5 % entro il 2030. L’edilizia è il settore che consuma la quota più consistente di energia e che offre il maggior potenziale di risparmio energetico. Tale settore riveste pertanto un ruolo cruciale nel conseguimento degli obiettivi dell’UE in termini di risparmio energetico.
Di fronte a una situazione di mercato considerata critica, i produttori europei di miele membri dell’Organizzazione agricola europea Copa-Cogeca, hanno lanciato un appello alle Autorità dell’UE affinché vengano presi urgenti provvedimenti in grado di raddrizzare il difficile momento. L’appello è accompagnato da un piano d’azione che propone misure concrete per consentire a più di 650.000 apicoltori europei di rialzare la testa. Dopo un 2019 complicato, oggi la posta in gioco è molto alta, ovvero la sostenibilità economica delle stesse aziende apistiche europee. Questa situazione rischia di causare, tra l’altro, un’erosione irreversibile del grado di autosufficienza dell’UE per l’approvvigionamento di miele.
Il Green Deal Europeo, presentato a dicembre 2019 dalla Commissione, prevede una serie di azioni per stimolare l’uso efficiente delle risorse, grazie al passaggio a un’economia circolare e pulita, arrestare i cambiamenti climatici, mettere fine alla perdita di biodiversità e ridurre l’inquinamento. Il documento, accolto con favore da tutte le parti sociali, illustra anche gli investimenti necessari e gli strumenti di finanziamento che l’UE metterà a disposizione. Il Green Deal riguarda tutti i settori dell’economia, in particolare i trasporti, l’energia, l’edilizia, vari settori industriali, le TIC, l’agricoltura, ecc. E’ proprio sul binomio Green Deal e agricoltura che sarà dedicato il seminario proposto da Veneto Agricoltura, d’intesa con Unaga e Argav, sabato 1° febbraio (ore 11:30) nello stand della Regione Veneto (Pad. 4) a Verona in occasione di Fieragricola.
Il Green Deal, che punta a trasformare l’Europa nel primo continente a impatto zero sul clima, evidenzia il ruolo chiave che dovrà svolgere la comunità agricola. Tutto bene? Non proprio, viste le tante preoccupazioni e le domande avanzate dalle organizzazioni agricole UE.
La Corte dei conti europea sta esaminando le misure eccezionali adottate dall’UE per contrastare le perturbazioni del mercato lattiero-caseario tra il 2014 e il 2017. Gli auditor stanno valutando se tali misure, che costano circa 740 milioni di euro al bilancio dell’UE, siano state concepite in modo appropriato e se abbiano mitigato adeguatamente gli effetti delle perturbazioni. Gli auditor controlleranno inoltre se la Commissione europea e gli Stati membri siano ora meglio preparati ad affrontare future perturbazioni del mercato lattiero-caseario. La pubblicazione della relazione è prevista verso la fine del 2020.