• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Latte: a prodotti altoatesini certificato no-Ogm

L’economia lattiero-casearia altoatesina fa un ulteriore passo avanti nella certificazione della qualita’ del prodotto. L’Istituto Csqa di Thiene, infatti, ha rilasciato un documento che attesta il processo produttivo non Ogm nella sua interezza.

Con la Legge provinciale n. 1 del 2001 venne introdotto un sistema di base per garantire la qualita’ del latte dell’Alto Adige. Da allora in base a tale legge, per la produzione di latte e latticini in Alto Adige possono essere utilizzati solo mangimi e ingredienti non Ogm. Cio’ significa che l’intero processo produttivo, dal foraggiamento degli animali alla lavorazione e produzione dei diversi derivati, puo’ dirsi geneticamente non modificato.

”La certificazione fornisce un’ulteriore conferma di questo dato di fatto e costituisce un nuovo strumento che le latterie hanno a disposizione per posizionare adeguatamente sul mercato i latticini altoatesini”, afferma Annemarie Kaser, direttrice della Federazione Latterie Alto Adige. Dai controlli dell’istituto vicentino e’ emerso che il sistema di garanzia della qualita’ funziona ottimamente ed e’ estremamente affidabile. I criteri di garanzia della qualita’ prevedono che i produttori di latte possano acquistare mangimi soltanto da produttori autorizzati che vengono sistematicamente controllati.

(fonte Ansa.it)

Ogm: Confagricoltura stigmatizza il no preconcetto delle Regioni italiane

“Le Regioni hanno ribadito all’unanimità che non vogliono la coltivazione di OGM (organismi geneticamente modificati) su tutto il territorio e chiedono al governo che l’Italia si appelli alla clausola di salvaguardia”. Lo ha affermato l‘assessore pugliese Dario Stefàno, presidente della commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni. La posizione della Conferenza coincide con quella espressa in precedenza dagli assessori regionali e sarà lo stesso Vasco Errani a comunicarla al governo e a chiedere il ricorso alla clausola di salvaguardia, come previsto dal regolamento di Bruxelles.

Ma Confagricoltura critica il comportamento delle Regioni le quali, per l’ennesima volta, rinviano ogni decisione sulle linee della coesistenza tra colture convenzionali, biologiche e OGM – come era stato richiesto dal Ministro Galan – non affrontando il problema, mentre hanno il preciso obbligo di farlo. “La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, ancora una volta ha deciso di non decidere. Si sta nuovamente privilegiando il pregiudizio piuttosto che la presa di posizione lucida e basata su dati di fatto, che dovrebbe caratterizzare le scelte politiche”, commenta Confagricoltura. Inoltre – sottolinea ancora l’Organizzazione agricola – non indicano nemmeno argomentazioni per invocare la clausola di salvaguardia che ha bisogno, come presupposto, di solide motivazioni scientifiche per evidenziare l’ipotetico danno alla salute e/o all’ambiente dalla coltivazione di OGM.

Sicurezza OGM. D’altronde solo il 9 dicembre scorso la Commissione europea ha pubblicato una raccolta di studi sugli OGM che abbracciano dieci anni di attività e 50 progetti di ricerca sul tema della sicurezza degli OGM. Tutti studi che, secondo quanto afferma la stessa Commissione, assieme agli altri svolti da 25 anni a questa parte da oltre 500 gruppi di ricerca, dimostrano che “non esiste, allo stato, alcuna prova scientifica che gli OGM determinino rischi maggiori per l’ambiente e per la sicurezza degli alimenti umani ed animali rispetto alle coltivazioni ed agli organismi convenzionali”.  Ad avviso di Confagricoltura, le Regioni si trincerano dietro una voglia di “OGM free” che non solo non ha basi scientifiche ma continua a danneggiare i maiscoltori italiani che ogni anno perdono oltre 300 milioni di euro tra mancati ricavi e maggiori costi. E la ricerca resta bloccata.

(fonte Adnkronos.com)

OGM: sovranità delle Regioni su ogni decisione in merito, dal Veneto il primo “no”

Una barriera percorre tutta l’Italia, quella degli assessori regionali all’agricoltura che si oppongono ad un piano che apra il benché minimo spiraglio all’introduzione nel nostro Paese di OGM. La stessa posizione dello scorso settembre è stata riconfermata anche giovedì 9 dicembre scorso, in occasione dell’incontro tecnico organizzato al Ministero dell’Agricoltura con una dichiarazione unanime da parte di tutti i rappresentanti che respingono la praticabilità della coesistenza e proclamano la sovranità delle Regioni come unico strumento per mantenere libero dagli ogm tutto il territorio italiano.

Una vera muraglia il cui primo pilastro è in Veneto” – commenta Giorgio Piazza presidente di Coldiretti Veneto riferendosi alla posizione assunta da Franco Manzato al tavolo ministeriale durante il quale sono state esaminate le linee guida proposte da Giancarlo Galan. “Non scenderemo a nessun compromesso – spiega Piazza – in gioco c’è il rispetto del lavoro dei nostri agricoltori. Qualsiasi apertura è segno di irresponsabilità verso la qualità e la tipicità dei prodotti coltivati nelle nostre campagne. Non consegneremo le nostre imprese a nessuna logica che tolga identità e libertà all’agricoltura italiana”.

(fonte Coldiretti Veneto)

Dal 3 dicembre 2010 l’Alto Adige dichiarato OGM free. Galan: “le Regioni non possono vietarli”.

foto Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige

Con l’approvazione da parte del Consiglio provinciale di un articolo inserito dall’assessore Hans Berger nella legge omnibus, l’utilizzo degli Ogm in Alto Adige e’ stato definitivamente messo al bando. ”Si tratta di un grande risultato – commenta Berger – che mette la parola fine ad un percorso lungo e non privo di ostacoli soprattutto dal punto di vista giuridico”.

Sino ad oggi, infatti, l’Unione Europa non aveva consentito di inserire un divieto assoluto all’utilizzo di sementi geneticamente modificati in agricoltura. ”La linea di Bruxelles – prosegue l’assessore Hans Berger – era sempre stata quella di puntare su una sorta di coesistenza fra agricoltura tradizionale e Ogm”. L’obiettivo della Giunta provinciale, in ogni caso, era chiaro fin dall’inizio, visto che proprio l’assessore Berger aveva redatto una legge che prevedeva il divieto di utilizzare gli Ogm, almeno sino a quando non fosse entrata in vigore la regolamentazione europea sulla coesistenza. ”Con il via libera del Consiglio provinciale all’articolo contenuto nella legge omnibus – sottolinea Hans Berger – abbiamo invece stabilito in maniera definitiva, senza se e senza ma, e soprattutto senza alcun limite temporale, che l’Alto Adige sara’ un territorio libero dagli organismi geneticamente modificati’‘.

A rendere possibile questo storico passaggio, e’ stato il crescente scetticismo sviluppatosi sull’argomento anche a Bruxelles. ”Il parere negativo della gran parte dei consumatori – commenta l’assessore provinciale all’agricoltura – e di un numero sempre maggiore di Regioni, ha convinto la Commissione Europea a cambiare la propria strategia, delegando ai singoli stati la competenza sulle decisioni in materia di Ogm. Tutto questo nonostante il presidente Barroso abbia incontrato, e continui ad incontrare, molte resistenze”.  Tra chi si dichiarava non entusiasta del cambio di rotta da parte di Bruxelles, figurava anche il neo-Ministro alle politiche agricole Giancarlo Galan. ‘‘In Italia – spiega pero’ Hans Berger – la competenza in materia di organismi geneticamente modificati spetta agli enti locali, e su mia iniziativa la Conferenza delle Regioni ha invitato il Ministero a seguire le direttive provenienti dall’Unione Europea: cio’ significa nessuna linea morbida, ma un secco no agli Ogm. Tuttele Regioni si sono impegnate ad elaborare nel piu’ breve tempo possibile delle leggi in grado di regolare la materia, e la Provincia di Bolzano, con questo articolo della legge omnibus che trovera’ poi una cornice giuridica piu’ adeguata, e’ stata tra le prime a muoversi”.

Galan: Bolzano incompatibile con legge italiana e Ue. Il ministero delle Politiche agricole Giancarlo Galan interviene sull’iniziativa di Bolzano per l’Ogm free. ”La Provincia di Bolzano – afferma – ignora che una simile decisione non sarebbe attualmente compatibile con quanto previsto dalla legislazione nazionale, nè dalle vigenti normative europee”. ”Cio’ che invece e’ stato piu’ volte sostenuto dal Ministro Galan – conclude la nota – e’ che l’Italia non rinunci ad alcun progetto di ricerca che abbia per obiettivo la più completa conoscenza degli Ogm”.

(fonte Ansa.it)

Ogm: da indagine Coldiretti emerge flop semina biotech e lobby per 3 italiani su 4

La semina di mais geneticamente modificato (Ogm) e il pressing delle grandi lobby multinazionali con imponenti campagne di promozione che hanno segnato in Italia il 2010 non convincono i cittadini che mantengono salda la propria opposizione agli Ogm, ritenuti meno salutari di quelli tradizionali da tre italiani su quattro che esprimono una opinione (73%). La forte contrarieta’ espressa dai consumatori sui prodotti geneticamente modificati e’ rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi quattro anni nei quali e’ stato condotta la tradizionale indagine della Coldiretti presentata nei giorni scorsi al Forum di Cernobbio, ed e’ la conferma che non si tratta di una valutazione emotiva.

Regioni italiane contro coltivazione Ogm all’unanimità. Un atteggiamento che da’ valore alla scelta fatta dalla Conferenza delle regioni che ha deciso recentemente all’unanimita’ di continuare a vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati in Italia con l’importante invito ad esercitare la clausola di salvaguardia per vietare sul territorio nazionale la semina e la produzione della patata Amflora e del mais Mon810. Per effetto di questa decisione l’Italia – sottolinea la Coldiretti – si unisce al numero crescente di Paesi europei come Austria, Ungheria, Lussemburgo, Grecia, Francia e Germania che hanno gia’ vietato il mais MON 810 mentre con il medesimo mezzo giuridico per ora l’Austria, l’Ungheria e il Lussemburgo hanno vietato, altresi’, la patata Amflora. Gli Ogm spingono – sostiene la Coldiretti – verso un modello di sviluppo che e’ il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico della tipicita’, della distintivita’ e del Made in Italy.

In Europa, 6 paesi su 27 coltivano Ogm. La scelta di non utilizzare organismi geneticamente modificati non e’ quindi il frutto di un approccio ideologico, ma riguarda una precisa posizione economica per il futuro di una agricoltura che vuole mantenere saldo il rapporto con i consumatori. Su questa strada l’Italia – continua la Coldiretti – non e’ certo da sola poiche’ dopo il divieto posto anche in Germania si sono ridotti a soli sei, su ventisette, i Paesi Europei dove si coltivano Ogm con un drastico crollo del 12 per cento delle semine. Il drastico crollo nei terreni seminati a transgenico in Europa nel 2009 conferma che nel coltivare tali prodotti non c’e’ neanche convenienza economica. Il futuro della nostra agricoltura – conclude la Coldiretti – sara’ nell’essere diversi e migliori e non omologati a quei sistemi produttivi che operano con strutture di costi per noi irraggiungibili. Il problema e’ non farsi copiare le nostre eccellenze e non replicare modelli che il mercato ha gia’ abbondantemente bocciato.

(fonte Asca)

Ogm: Fazio, sì se servono a fare grano senza glutine

Ferruccio Fazio, ministro della Salute

Si’ agli Ogm soltanto se funzionali ”alla reale innovazione” come ad esempio la produzione di grado senza glutine. Il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha scelto il Forum della Coldiretti svoltosi a Cernobbio lo scorso 15-16 ottobre per ribadire che sugli Ogm la linea del governo ”e’ sempre la stessa”. ”Siamo favorevoli all’innovazione, alla reale innovazione, all’innovazione in sicurezza”, ha detto Fazio che ha subito precisato: ”Il mio Ministero non ritiene che una tecnica adottata esclusivamente per aumentare la produzione, ammesso che i rischi siano attentamente valutati, rientri in questa categoria”. Diverso il caso di produzioni innovative come quella del grano senza glutine: ”Se ci dovesse essere una soluzione Ogm per fare ad esempio del grano senza glutine – ha chiarito il Ministro – sicuramente potrebbe essere una cosa interessante”.

(fonte Asca)

Task force anti-Ogm: Galan esca dall’ambiguità

”Il Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan deve chiaramente dire da che parte sta nella vicenda degli Ogm e uscire dalle sabbie mobili dell’ambiguita”’. Lo sostiene la ”Task force per una Italia libera da Ogm” composta da 27 organizzazioni del mondo produttivo, del consumo e dell’ambiente, come riporta una nota della Coldiretti.

Un vuoto politico che ostacola lo sviluppo delle filiere Made in Italy
. ”Questa – prosegue il comunicato – e’ la domanda a cui Galan sfugge: gli Ogm sono un modello economicamente vantaggioso per la valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare oppure una soluzione incompatibile all’affermazione di prodotti competitivi? Se Galan e’ favorevole agli Ogm si assuma, da Ministro, la responsabilita’ di modificare la legge in Parlamento altrimenti cominci ad occuparsi dei problemi veri e smetta di alimentare confusione, come sulla ricerca che, come si a bene, in Italia non e’ stata mai vietata. I sotterfugi e le ipocrisie a cui il Ministro ha fatto continuamente ricorso nascondono un vuoto politico che rischia di compromettere gravemente la direzione e la coerenza dei progetti di sviluppo delle filiere autenticamente Made in Italy”.

Il rispetto della legge. ”Nel caso dei campi di mais seminati illegalmente in Friuli le omissioni – conclude la Task force – si sono tradotte in una grave responsabilita’ politica, e a pensare che qui neanche si e’ trattato di Ogm si’ o no, ma semplicemente di pronunciarsi sul rispetto di una legge dello Stato”.

(fonte Asca)

Blitz anti-Ogm a Pordenone, i pareri del governatore del Veneto Zaia e del ministro delle Politiche agricole Galan

Una settantina di aderenti ai gruppi ‘no blobal’ ha abbattuto ieri mattina un campo di mais di proprieta’ di Giorgio Fidenato, a Vivaro (Pordenone). E’ uno dei due campi di Fidenato che si presume geneticamente modificato. Il blitz e’ scattato poco dopo mezzogiorno. I giovani, tutti in tuta bianca, sono entrati nel campo e hanno calpestato le piantine radendole praticamente al suolo. Carabinieri e Polizia stanno ora identificando i partecipanti all’azione dimostrativa.

Il parere di Zaia: ripristinata la legalità. “Da quanto si apprende da fonti giornalistiche – ha commentato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia rispetto all’azione dei no blobal -, nei campi del Friuli Venezia Giulia è stata ripristinata la legalità. Abnorme era la situazione di Vivaro, in cui vi era una coltivazione di mais Ogm assolutamente illegale. Non è possibile pensare di introdurre arbitrariamente organismi geneticamente modificati in Italia senza che questo non inneschi le proteste, sacrosante, di tutti coloro che hanno a cuore la nostra agricoltura e la biodiversità, che ne è cardine fondamentale. Ci sono delle regole che vanno rispettate, e bisogna far capire alle multinazionali che nel nostro Paese non si possono introdurre coltivazioni Frankenstein senza autorizzazione.” “Da tempo – ha continuato Zaia – molte fonti annunciavano che nei campi friulani c’era una coltivazione Ogm. E, dunque, che si stava consumando un reato. Ecco perché continua a sorprendermi il grande clamore attorno al cosiddetto principio di legalità. Si sta parlando di Ogm, e dobbiamo prendere atto che molte fonti, fra cui gli stessi che avevano provveduto alla semina, dichiaravano distrutti quei campi, seminati invece tuttora con mais transgenico. Illegalità su illegalità, dunque.” “Ricordo che la provincia di Pordenone si trova in Italia – ha concluso Zaia -, e che la semina arbitraria del mais Ogm è illegale ovunque nel nostro Paese. Più volte, in queste settimane, avevo chiesto il ripristino della legalità alle autorità competenti, che avrebbero dovuto provvedere a distruggere quanto è vietato seminare. Ieri, al posto delle autorità, sono intervenuti alcuni ambientalisti che, con ogni probabilità, lo hanno fatto commettendo un atto discutibile. Ma sarebbe sbagliato confondere fatti e principi. L’esistenza di una semina illegale, che certamente avrebbe contaminato i campi vicini, andava condannata con fermezza. E, soprattutto, dovevano essere presi provvedimenti concreti a seguito della condanna, non lasciando tale responsabilità ad alcuni cittadini, i quali hanno compiuto un gesto criticabile la cui causa è però in capo alle istituzioni di uno Stato di diritto.” “In assenza di condanna e di atti conseguenti, si dovrebbe concludere che chi sapeva e non ha agito era correo in un evento certamente illegale. È comprensibile che quando un cittadino assiste a un reato voglia intervenire per impedirlo. Negarlo sarebbe come dire che non si dovrebbe muovere un dito mentre vediamo compiere una rapina in banca.”

Il parere di Galan: “squadristi”. Opposto il parere di Giancarlo Galan, che con Zaia si è scambiato la poltrona di Ministro delle politiche agricole: «Si è trattato di un’azione squadristica della peggior specie, da condannare in ogni senso. Ogni cittadino italiano, soprattutto in casi del genere, è tenuto a rispettare leggi e regole proprie di ogni civile convivenza».

(Fonte Ansa/Regione Veneto)

Ogm: gli agricoltori veneti Coldiretti sostengono i colleghi del Friuli

Anche gli imprenditori agricoli di Coldiretti Veneto stanno raggiungendo i colleghi del Friuli impegnati in un sit-in davanti alla Prefettura di Fanna (PN). “Daremo vita a un “Presidio della Legalità” a oltranza – interviene Giorgio Piazza presidente regionale – per chiedere alla magistratura di intervenire immediatamente facendo rispettare la legge e ordinando la distruzione del campo in cui sono state seminate illegalmente piante di mais geneticamente modificate (Ogm).”

Liberi da Ogm: contro l’illegalità nei campi. Forti della posizione chiara della Regione Veneto, confermata dall’Assessore all’agricoltura Franco Manzato in varie occasioni tanto da chiedere l’iscrizione di territorio “OGM FREE” nel nuovo Statuto, anche lo schieramento regionale “Liberi da Ogm” formato da Coldiretti, Verdi Ambiente e Società, Legambiente, Slow Food,WWF, Confartigianato, CNA, LegaPesca, sostiene le azioni programmate al fine di combattere ogni illegalità nei campi.

Presenti otto campioni di mais dell’agente Mon 810. I referti delle analisi commissionate da Greenpeace confermano senza dubbio la presenza, su otto campioni di mais dell’agente Mon 810. Dunque non si è trattato di una sperimentazione puramente dimostrativa ma di una vera e propria semina priva di autorizzazione e punibile dalla legge con il carcere fino a due anni, su almeno 4 ettari di terreno agricolo. “Solo le istituzioni possono frenare atti simili – incalza Piazza – succede già per la coltivazione di marijuana dove la legge interviene con pene e sanzioni”.

Richiesta di provvedimenti disciplinari. La “task force” contesta, infatti, l’operato del procuratore della Repubblica di Pordenone Antonio Delpino in quanto il provvedimento di sequestro di un campo di mais non consente di prevenire la disseminazione di polline e quindi non esercita un’azione conservativa e chiede al Ministro di Grazia e Giustizia Angiolino Alfano un provvedimento disciplinare per ovviare a un danno che avrà impatto sull’ambiente, sulla fauna selvatica, su altri ambiti agricoli e che non si potrà limitare ai confini amministrativi dei comuni o della regione coinvolta. La coalizione, inoltre, sollecita il Ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan, ad applicare un “protocollo operativo di gestione tecnica in presenza di Ogm”, come fece nel 2003 quando si verificò un caso analogo l’allora Ministro Alemanno. Il Presidio continuerà fino a quando non saranno attuate le azioni previste dalla legge, ovvero la distruzione dei campi Ogm e i provvedimenti nei confronti dei responsabili.

(fonte Coldiretti Veneto)

Arriva il superpomodoro anti-eta’

foto Coldiretti

E’ arrivato sul mercato il superpomodoro naturale efficace contro l’invecchiamento per effetto di un contenuto di licopene superiore al 50 per cento, che aiuta anche nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari e tumorali. La novita’ e’ stata presentata in occasione dell’assemblea di Coldiretti, nell’ambito del Salone dell”Innovazione nella tradizione’.

Sta nel licopene la marcia in più. Si tratta – sottolinea Coldiretti – di una varieta’ senza organismi geneticamente modificati (Ogm), che vanta una concentrazione superiore del 50 per cento di licopene, una sostanza che svolge un’azione antiossidante superiore al betacarotene. Da un numero sempre maggiore di studi sta emergendo che il licopene aiuta anche a prevenire alcuni tipi di tumore e malattie cardiovascolari, e ritarda l’invecchiamento delle cellule del corpo. Da ultimo, oltre che da parte di Umberto Veronesi, anche la World Foundation of Urology ha evidenziato la sua importanza nel pomodoro per combattere non solo il tumore alla prostata ma tutte quelle malattie causate da stress-ossidativi e dalla formazione di radicali liberi.

Una filiera agricola tutta italiana, utile per la salute e…la bellezza. Il superpomodoro, che ha una forma squadrata, e’ stato intanto coltivato nelle aziende agricole situate in Emilia Romagna e Lombardia per essere poi trasformato in passate e polpe ad alta concentrazione di licopene. Questa novita’ – osserva Coldiretti – si inserisce nel progetto portato avanti dall’organizzazione agricola per una filiera agricola tutta italiana che punta a offrire prodotti al cento per cento italiani, e difende il consumatore dalle contraffazioni. I derivati del pomodoro sono infatti la prima voce delle importazioni agroalimentari dalla Cina, con un quantitativo di 82 milioni di chili sbarcato in Italia nel 2009 da ‘spacciare’ come Made in Italy. Nell’ambito del ‘Salone dell’innovazione nella tradizione’ sono stati presentati anche alcuni rimedi per la cura del corpo e per il benessere ispirati ai vecchi trucchi della nonna: dal bagno anti stanchezza al rosmarino, all’impacco per occhi stressati dal computer, dalle maschere antirughe alla patata a quella contro le occhiaie a base di miele.

(fonte Ansa)