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Ismea, cala del 5% la produzione 2011 di olio di oliva in Italia

Si preannuncia una produzione più scarsa, quest’anno, per gli oli di oliva italiani, con prospettive comunque favorevoli sul piano qualitativo. Lo rileva l’Ismea che, in collaborazione con Cno e Unaprol, ha formulato una prima stima sulla nuova campagna, che aprirà ufficialmente i battenti a novembre. Nell’annata 2011/12, rivela l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, la produzione italiana di oli di oliva di pressione dovrebbe attestarsi al di sotto delle 502mila tonnellate, facendo segnare su base annua una contrazione di circa il 5%.

In Calabria, Sicilia e Puglia aumenta la quantità. La componente climatica, caratterizzata da siccità e temperature elevate, ha ostacolato lo sviluppo di alcuni patogeni dell’olivo, come la mosca, favorendo implicitamente la qualità. Ma in molte zone, soprattutto in quelle aree dove non si è potuto intervenire con irrigazioni di soccorso, il caldo ha anche causato fenomeni di avvizzimento della drupe, con conseguenti cadute dei frutti in fase di maturazione. Il quadro produttivo, a livello territoriale, rivela situazioni differenziate, con risultati migliori nelle regioni del Mezzogiorno. In controtendenza rispetto al dato complessivo di previsione, le stime Ismea segnalano incrementi produttivi in due importanti poli del Sud, rappresentati da Calabria (+4%) e Sicilia (+10%). E anche in Puglia, che per volumi è seconda solo alla Calabria, le previsioni indicano una riconferma dei livelli produttivi del 2010. Nel bilancio complessivo, queste tre regioni hanno fortemente attenuato le perdite riscontate in altre aree del Paese, in particolare in Campania, dove è atteso un meno 25% rispetto al 2010, e in tutte le regioni del Centro Italia, che nel complesso dovrebbe ridurre di circa un terzo la produzione.

Altra causa, abbandono degli oliveti per gli scarsi redditi. Sul dato negativo del 2011 hanno anche influito alcuni fattori considerati ormai strutturali. Oltre al clima, spiega l’Ismea, i frequenti fenomeni di abbandono degli oliveti o di non raccolta, determinati dalle perdite di reddito a carico degli olivicoltori, hanno contribuito a ridurre la produzione, scesa quest’anno su livelli nettamente inferiori al dato storico sia di medio che di lungo periodo.

(fonte Ismea)

La nuova stagione dell’olio extra vergine di oliva inaugurata nei Frantoi Redoro di Grezzane (VR)

La famiglia Salvagno, una lunga passione per l'olio

(di Maurizio Drago, socio ARGAV) Daniele Salvagno ha fatto da mattatore al week-end prime olive 2011, una kermesse che si è svolta da venerdi 14 a domenica 16 ottobre nell’ azienda Frantoi Redoro, a Grezzana nel veronese, produttrice dell’ olio extravergine di oliva d.o.p. Ma dietro la simpatia e l’esuberanza di Daniele (nella scheda si definisce responsabile vendite e marketing, noi diciamo “e molto altro”) c’è una grande famiglia, quella dei Salvagno, che da oltre un secolo produce olio. Il padre Daniele e la moglie, i figli Lorenzo (produzione), Valeria (amministrazione) e Paola (didattica): tutti dediti con passione alla realizzazione di un prodotto di buona qualità.

2016 bottiglie caratteristiche di Redoro arredano il nuovo salone dell'azienda

Annata positiva per la qualità. Daniele Salvagno, parlando dinanzi a un folto gruppo di giornalisti provenienti da mezza Italia, ha raccontato di una annata 2011 che si profila  positiva, soprattutto per la qualità.  Il 2011 è stato caratterizzato da un intenso freddo d’inverno,  da una primavera fresca che si è allungata sino al caldo torrido di luglio, agosto e settembre. Questo ha registrato una netta positività per gli olivi. L’estate ha tardato, poi si è prolungata favorendo così la crescita delle olive che non mancherà di avere riflessi positivi sugli oli, con amabili profumi e piacevoli sapori. I Salvagno hanno presentato il loro Salone Convegni, recentemente inaugurato, arredato alle pareti da ben  2016 bottiglie sapientemente illuminate del giallo oro (quelle caratteristiche del Redoro, con il manico, ovviamente vuote!).

olive pronte per il frantoio

La Redoro ha un fatturato di 7 mln di euro, dà lavoro a 25 dipendenti ed esporta per il 40 per cento del fatturato all’estero (Giappone, Usa, Nord Europa e da poco anche Mosca e San Pietroburgo). Inoltre è citata nella Guida del Gambero Rosso fra le 273 migliori aziende italiane.  Le cultivar  sono soprattutto il Favarol e il Grignano non mancano  la Casaliva e il Frantoio e il Pendolino (utile per l’impollinazione naturale). Una produzione proveniente soprattutto dalle dolci colline veronesi, gli olivi crescono su terreni quasi sassosi, terreni poveri e fragili ma ricchi di sali minerali. Da qui la piacevolezza del fruttato leggero/medio, in bocca entra con la solita carica piccante per poi equilibrarsi con un sapore appagante.

Daniele Salvagno e la dott.ssa Linda Chioffi

L’Olio Extra vergine d’Oliva migliora la qualità della vita. Dice Salvagno: nel Veneto c’è ancora molto da fare  nel campo dell’olivicoltura, ancora troppo frammentata:  1100 ettari  distribuiti fra circa 1000 produttori. L’AIPO (Associazione dei produttori olivicoli) tuttavia  stima una produzione veneta di olio extravergine di oliva  pari a circa 18.500 quintali, con un aumento di produzione di circa il 10 per cento. La dott.ssa Linda Chioffi del servizio Igiene, alimenti e nutrizione  di Verona, nella sua relazione, ha insistito sulla grande capacità dietetica e terapeutica dell’olio extra vergine di oliva, riconducibile a un migliore stile di vita. La festa delle prime olive è culminata con la degustazione di  bruschette con l’olio appena spremuto dal frantoio.  Una festa che si è protratta con la serata dell’esibizione blues di  Rudy Rotta e la sua band.  Da registrare  gli incontri con le Confraternite e gli chef che si sono cimentati in cucina. Sabato pomeriggio lo spazio per i bambini con l’adozione di olivi nel campo dei bimbi (www.ilcampodeibimbi.it), una iniziativa atta a valorizzare l’educazione alimentare ai giovanissimi.

Comuni delle Città dell’olio in rivolta contro la manovra finanziaria: “provvedimento che svuota e non risolve”

Nessuno tocchi i Comuni. Questo il monito lanciato dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio sulla scia della proposta avanzata dal Governo Italiano nella manovra finanziaria in approvazione in questi giorni nelle aule parlamentari e che prevede l’accorpamento o la soppressione di quasi 2000 Comuni con meno di 1000 abitanti ciascuno.

Pericolo dispersione di migliaia d’identità. Con i suoi 355 soci, tra cui molti piccoli Comuni a rischio, l’Associazione Nazionale Città dell’Olio – attiva dal 1994 riunisce Comunità Montane, Camere di Commercio, Provincie e Comuni a chiara vocazione olivicola con lo scopo di promuovere l’olio extravergine di oliva ed i territori di produzione, riconoscendone il fondamentale ruolo della tradizione agricola, alimentare e culturale – leva una voce d’allarme per scongiurare la dispersione di migliaia di identità che si configurerebbe oltretutto come un oltraggio alla storia, alla cultura e alle tradizioni che si sono tramandate fino a oggi.

Enrico Lupi presidente Ass.ne Naz.le Città dell'Olio

Necessità di un fronte comune. Chiaro l’invito che il Presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio Enrico Lupi rivolge agli altri Comuni  e alle Associazioni Nazionali delle Città di Identità con scopi di promozione delle identità territoriali italiane:“L’Associazione interpellerà e si raccorderà con le Città di Identità per fare fronte comune – dichiara il Presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio Enrico Lupi – perché così com’è il provvedimento proposto dal Governo non solo non è risolutivo ma rischia di svuotare invano migliaia di realtà con una propria identità. Se il titolo del Decreto vuole avere un significato – prosegue Lupi – è un titolo che non corrisponde a verità. Nei piccoli comuni il costo totale degli organi di governo non supera i 15 mila euro lordi all’anno, con consiglieri che hanno gettoni di presenza dai 5 agli 8 euro quando un dipendente dell’Ente Comune costa più tutta la rappresentanza politica.

Non è vero quindi che attuando l’articolo 16 si riducono i costi: è solo fumo negli occhi per poter ottenere un effetto mediatico dichiarando che hanno tagliato 54 mila poltrone. In questo caso direi che non si tratta di poltrone ma di strapuntini della politica e spesso anche scomodi. Abolire i piccoli Comuni vuol dire mortificare una rappresentatività territoriale indice di un’identità forte. Le Città dell’Olio lavorano anche per dare visibilità a queste identità. Come faremo a parlare dei prodotti espressione dei loro territori quando ormai questi Comuni non esisteranno più? I vantaggi, eliminando questi “apparati” saranno infinitesimali rispetto al danno che queste piccole realtà possono subire. Per abbattere i costi l’unica soluzione valida sarebbe quella di accorpare servizi e funzioni per macro aree. Si potrebbe mantenere – conclude il Presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio – in ogni centro il “core” politico, accorpando in una unica struttura gli organi amministrativi”. La stessa sorte che si profila per i piccoli Comuni potrebbe toccare anche a decine di Province, tra cui molte socie dell’Associazione. Critica anche in questo caso la posizione presa dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio, con il Presidente Enrico Lupi che tuttavia apre a un dialogo avanzando la proposta di “creare dipartimenti alla francese, ovviamente dopo averne valutato attentamente  compatibilità culturale e socioeconomica”.

(fonte Associazione Nazionale Città dell’Olio)

Sequestro da parte dei NAC di olio “deodorato” spacciato per extravergine

Nell’ ambito delle ispezioni dei Nuclei Antifrodi Carabinieri finalizzate ad individuare i possibili ingressi dall’estero di olio “deodorato” è stato effettuato il sequestro di 9.000 litri di olio extravergine d’oliva proveniente da Spagna e Grecia. D’intesa con l’Ispettorato Centrale tutela Qualità e Repressione Frodi del Ministero che coordina queste attività a livello centrale, i Carabinieri hanno individuato un’azienda olearia di Forlì che ha importato l’olio per miscelarlo ad altri olii italiani e destinarlo ad aziende del settore della ristorazione; alle analisi di laboratorio, l’olio sequestrato si è rilevato “olio deodorato” e come tale non commerciabile come olio extravergine d’oliva.

Un numero verde per denunciare le frodi. Soddisfazione per quest’operazione è stata espressa dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Saverio Romano: “E’ fondamentale proseguire in un lavoro che rende più trasparente un mercato che rappresenta, per il nostro agroalimentare, un punto d’eccellenza indiscutibile. Non si tratta solo di tutelare i nostri consumatori ma anche di impedire una concorrenza sleale che penalizza i produttori corretti e onesti. A tal fine i NAC mettono a disposizione degli operatori del settore e dei consumatori il numero verde 800 020320, e questo è un servizio sul quale riponiamo grande fiducia.”

Sugli scaffali, prezzi stracciati, spiegato il motivo. “Un sequestro che forse spiega il perché – sottolinea la Coldiretti – sugli scaffali dei supermercati sia possibile trovare degli oli extravergine di oliva a prezzi stracciati che non coprono neanche le spese di raccolta e di imbottigliamento dei veri produttori olivicoli. L’Italia – prosegue la Coldiretti – è il più grande importatore mondiale di olio di oliva, ma nei supermercati tutto quello in vendita sembra italiano perché le etichette sono praticamente invisibili o perché si utilizzano nomi o immagini che richiamano impropriamente alla realtà nazionale. Un vero inganno”. “L’azione dei Carabinieri – commenta Confagricoltura – tutela i produttori, perché i bassi prezzi a cui questi oli contraffatti vengono venduti, deprimono le reali quotazioni del vero extravergine, creando confusione tra i consumatori e attivando di fatto un gioco al ribasso che danneggia gli olivicoltori onesti, privandoli del giusto riscontro economico al loro lavoro”.

(fonte Garantitaly.it)

Chiuso Enolitech 2011, tra le novità esposte la “vendemmiatrice intelligente”e il distributore alla spina di olio fresco

Enolitech, il Salone internazionale delle tecniche per la viticoltura, l’enologia e le tecnologie olearie appena conclusosi a Veronafiere in contemporanea al Vinitaly, conferma anche quest’anno la sua vocazione ad essere vetrina privilegiata delle aziende maggiormente orientate a investire in ricerca e innovazione tecnologica.

Tra le novità dell’edizione 2011, alcune si candidano a cambiare radicalmente il concetto di lavoro in alcune fasi della filiera del vino e in quella dell’olio. È il caso della nuova vendemmiatrice New Holland, in grado di scegliere i grappoli in base alla qualità (vigoria, acidità, zucchero, ecc.) e di vendemmiare dividendo le uve in due tramogge direttamente in campo. La nuova vendemmiatrice EnoControl è stata sviluppata in collaborazione con un’azienda di fama mondiale, la Marchesi Antinori, che vanta oltre 600 anni di tradizione nella produzione vinicola. La Marchesi Antinori sta già utilizzando queste macchine per la raccolta delle proprie uve. Successo anche per il primo distributore automatico di olio fresco al mondo della Olivicoltori Riuniti, un’iniziativa che consente, da una parte, un notevole risparmio per il consumatore e dall’altra un incremento del reddito degli olivicoltori. Il tutto  nel rispetto della qualità dell’olio extravergine di oliva.

(fonte Veronafiere)

Un veronese alla guida del Consorzio di Tutela Olio Extra Vergine d’Oliva Veneto Dop

Daniele Salvagno, Presidente Consorzio Veneto Olio d'Oliva extravergine DOP

A pochi giorni dal suo insediamento alla presidenza del Consorzio di Tutela Olio Extra Vergine d’Oliva Veneto Dop, avvenuto lo scorso 17 gennaio scorso, Daniele Salvagno, titolare insieme alla famiglia dei Frantoi Redoro di Grezzana (VR), delinea ruolo e obiettivi della struttura che è stato chiamato a guidare.

L’importanza di un Consorzio di tutela. Secondo Daniele Salvagno, “produrre dell’eccellente olio d’oliva è un onere considerevole, se poi quest’olio viene certificato con una Denominazione d’Origine Protetta (DOP) l’impegno è ancora maggiore; in questo caso, però, chi produce può fare affidamento sul proprio Consorzio di tutela per le attività di promozione e vigilanza sul prodotto. Il Consorzio, infatti, diffonde la conoscenza e l’uso dell’olio – il Veneto DOP nel nostro caso – tutela la tipicità e, nello stesso tempo, il Consumatore. 
Il nostro Consorzio abbraccia una vasta area, che dalla Valpolicella, nel veronese, si allunga ai Colli Euganei e Berici fino a raggiungere le dorsali del Grappa; territori di quattro provincie che, grazie all’olio Veneto DOP, sono uniti da una forte tradizione e cultura olivicolo-olearia.”

Obiettivo del Consorzio: dare valore a un prodotto d’eccellenza. Racconta Daniele Salvagno: “Purtroppo l’olio Veneto Dop non è così conosciuto come meriterebbe. In Veneto abbiamo un’alta produzione di olio di qualità, una vera eccellenza sul territorio. È un olio pregiato perché prodotto da olivi esposti al sole, piantati sulle nostre colline, fino alle zone più impervie e faticose da raggiungere. Tutte queste caratteristiche fanno sì che i valori nutrizionali offerti dal terreno vengano assorbiti dalle piante che sono così in grado di far maturare olive di altissima qualità. Il 75% della produzione arriva dal territorio Veronese, mentre il restante 25% è distribuita sulla rimanente area coperta dalle colture Veneto Dop, cioè circa 1.100 ha di olivo complessivi, curati da un migliaio di produttori: sono numeri che vanno valorizzati”.

Obiettivi e auspici. “

Per il futuro – afferma Daniele Salvagno -, mi attendo un forte sostegno dalle Istituzioni per investire in visibilità; sinora, l’olio veneto ha pressoché sempre trovato nelle proprie risorse l’unica fonte di finanziamento. L’olio Veneto DOP ha necessità di spingersi oltre i confini regionali per allargarsi al territorio nazionale e anche oltre la Comunità Europea. La mia guida seguirà le già rigorose procedure di tutela dell’Olio Veneto DOP, ma in agenda, ho la richiesta di collaborazione e sostegno alla Regione Veneto per valorizzare il nostro olio Veneto DOP, per esportarlo in tutto il mondo. E ancora molta attenzione va riservata al produttore d’olio extravergine d’oliva, che è ricchezza e salvaguardia del territorio.

Da dove si comincia a parlare di olio e della sua importanza?

Dai più piccoli, dalle scuole, dalle mense scolastiche; la cultura dell’olio extravergine d’oliva non è ancora sufficientemente diffusa. Da qui la necessità di parlare dell’olio d’oliva perché è patrimonio dell’umanità riconosciuto ufficialmente dall’UNESCO, perché è il principale componente della Dieta Mediterranea e perché è sinonimo di salute e bellezza.

(fonte Consorzio di Tutela Olio Extravergine d’Oliva Veneto Dop)

A Riva del Garda (TN) torna SOLOLIO, mostra dell’eccellenza olearia italiana

Le migliori produzioni di Olio Extravergine di Oliva D.O.P. e monovarietali saranno presenti anche quest’anno in occasione di SOLOLIO, la mostra allestita all’interno di Expo Riva Hotel che, dal 30 gennaio al 2 febbraio 2011, proporrà degustazioni gratuite, incontri e laboratori.

La manifestazione apre domenica 30 gennaio alle ore 11.00 con la Selezione naso d’Italia, in vista del Campionato Italiano dell’Olfatto: la gara, ideata dai Viandanti dei Sapori e O.L.E.A., consiste nella capacità di riconoscere odori familiari o comuni, rari o sconosciuti, attraverso alcuni test olfattivi. Il calendario prevede, tra l’altro, ogni giorno alle ore 13.00: l’appuntamento con “Olio: in tavola.. con gusto”, un laboratorio enogastronomico dedicato agli abbinamenti fra oli italiani e prodotti del territorio, in collaborazione con l’Associazione Cuochi Trentino e le Lady Chef Trentino. Da lunedì 31 gennaio a mercoledì 2 febbraio alle 14.30, inoltre, è previsto “Dall’Olivo all’Olio: filo diretto con il produttore“, un’occasione per approfondire le informazioni sul prodotto dalla viva voce di chi ne ha fatto la propria passione. L’area dedicata al mondo dell’olio ospiterà, inoltre, martedì 1 e mercoledì 2 febbraio alle ore 11.00 una seduta certificata riservata ai degustatori iscritti all’albo nazionale. Infine, domenica 30 gennaio alle ore 15.00 Assam presenterà l’8° “Rassegna nazionale degli oli monovarietali” nella cornice di Accademia d’Impresa.

(fonte Expo Riva Hotel)

Dagli agricoltori anti-‘ndrangheta nasce GOEL BIO

E’ la piccola ma concreta risposta del Gruppo GOEL ai fatti di Rosarno e ad un mercato locale degli agrumi che schiaccia la dignità dei piccoli agricoltori. I prezzi sono da fame, spesso non consentono di coprire nemmeno le spese vive né il costo sindacale del lavoro: si arriva a pagare le arance 10 centesimi al chilo. E’ un mercato spesso condizionato dalla prepotenza della ‘ndrangheta che, come al solito, vive lucrando sulle fatiche e sui sacrifici dei Calabresi.

GOEL – spiega una nota – sceglie di stare al fianco degli agricoltori onesti, spesso vessati dalla ‘ndrangheta con uno “stalking” prepotente e spietato che mira a sottometterli e condizionarli, se non addirittura ad espropriarli. I prodotti di GOEL BIO non provengono dai terreni confiscati alle mafie ma dai terreni di normali e “ordinari” agricoltori onesti, che resistono giorno per giorno alle pressioni mafiose, che si sono impegnati rispettare l’ambiente con produzioni biologiche, che si sforzano di promuovere la dignità del lavoro e del territorio. .

L’offerta di Goel Bio è composta da: arance Biologiche e in conversione – varietà: Navel, Tarocco, Biondo di Caulonia; le arance vengono proposte direttamente al consumatore finale in tutta Italia, ad un prezzo equivalente ad una normale arancia non biologica. Clementine Biologiche, Olio Extravergine Biologico di alta qualità, prodotto nella Locride e nella Piana di Gioia Tauro tramite spremitura a freddo, utilizzando unicamente procedimenti meccanici. Vengono distribuiti 4 tipi di olio monocultivar, selezionati tra le migliori specie autoctone: Geracese, Carolea, Ottobratica, Sinopolese. GOEL BIO si rivolge principalmente ai circuiti commerciali diretti, senza intermediari tra produttore e consumatore finale, per garantire un’equa retribuzione del prodotto e, a sua volta, un equo salario ai lavoratori. Oltre ad offrire occupazione sana nel territorio, ciò mira a prevenire fin dalla radice fenomeni di sfruttamento dell’immigrazione. I soci produttori di GOEL BIO garantiscono infatti: il rispetto dei diritti dei lavoratori; la scrupolosa osservanza dei disciplinari di produzione biologica; l’estraneità con ogni malaffare o collusione con la ‘ndrangheta; l‘alta qualità e la tipicità delle produzioni. Gli agrumi con il bollino “GOEL BIO” e l’Olio Extra-vergine di Oliva Biologico, saranno – conclude la nota – “messaggeri della legalità e dei valori di cambiamento di GOEL”.

(fonte Agi.it)

L’olio extravergine d’oliva protagonista nei colli Euganei con Slow Food (28/11 e 5/12) e Girolio d’Italia (28/11)

Podere "La Pignara" di Monselice (PD)

Nell’ambito della propria attività didattica, la condotta Slow Food Colli Euganei Bassa Padovana organizza per domenica 28 novembre e domenica 5 dicembre p.v. a partire dalle ore 11:00, nella splendida cornice del podere didattico medievale “La Pignara” (via Pignara 44, loc. Carmine di Monselice, Padova) dell’agricultore Sandro Zancanella, la messa in funzione di un frantoio del 1600 situato all’interno dell’antica corte agricola.

Chiamato anticamente “il Pestrin”, il frantoio è un’opera unica nel suo genere per completezza e  funzionalità e presenta nel funzionamento del torchio una “soluzione leonardesca”. La manifestazione è stata ideata per trasmettere ai visitatori la conoscenza dell’attività dell’olivicoltura e del mondo ad essa connesso, fatto sì di fatica ma anche di tradizioni e cultura.

Sandro Zancanella – presidente peraltro di Agrimons di Monselice (PD), uno dei primi mercati a km zero sorto in Italia (risale infatti al 2005) per la vendita diretta da parte dei produttori agricoli associati dei loro prodotti, avvisa che, per la fuoriuscita dell’olio, sarà indispensabile l’aiuto…dei bambini e di Flik, il dolce e tenace asinello immortalato nella foto a sinistra insieme a Zancanella e al torchio. La manifestazione si farà anche in caso di maltempo ed è a ingresso gratuito. Info: http://www.lapignara.it – mail sandrozancanella@yahoo.it, cell. 368 291094.

Girolio d’Italia fa tappa ad Arquà Petrarca (PD). Sempre domenica 28 novembre p.v., a poca distanza da Monselice, nello splendido borgo medievale di Arquà Petrarca, Città dell’Olio in provincia di Padova, arriva la settima tappa veneta della prima edizione del Girolio d’Italia, vero e proprio percorso del gusto che – come la mitica corsa ciclistica di cui ricalca il nome – attraversa in undici tappe in lungo e in largo l’Italia delle Città dell’Olio. La tappa padovana si inserisce tra gli eventi della VI edizione della Festa dell’Olio di Arquà Petrarca, in programma per le vie del centro storico domenica 28 novembre dalle 10 alle 17. L’iniziativa, che coinvolge tutti i produttori di olio del borgo, è stata promossa per celebrare l’adesione di Arquà Petrarca all’Associazione Nazionale Città dell’Olio. I produttori di Extravergine DOP Veneto – ottenuto con olive provenienti dai Monti Lessini e Valpolicella nel veronese, dai terreni pedemontani del Grappa nel trevigiano, dai Colli Berici nel vicentino e dai Colli Euganei nel padovano – durante la manifestazione esporranno gli oli locali che potranno essere degustati dal pubblico in abbinamento con il pane tipico del territorio e partecipare al concorso che premierà il migliore olio di Arquà Petrarca.

(fonte Condotta Slow Food Colli Euganei Bassa Padovana/Associazione Nazionale Città dell’Olio)

Olio, Nord Est: extra-vergine targato IOO% alta qualità italiana

foto Aipo

Negli ultimi 5 anni le famiglie italiane hanno acquistato nei canali iper, super e libero servizio pubblico più oli extra vergine rispetto ad altre categorie inferiori di oli di oliva in genere. Fatto 100 il consumo di questi oli in Italia, il 72% è rappresentato dalla categoria dell’extra vergine e il 15% dall’olio di oliva. Il dato interessante emerge spacchettando la percentuale del 72% dell’extra vergine che viene suddivisa per l’1% dal prodotto biologico (7,81€/lt), per un altro 1% dal segmento delle Dop e Igp (9.89 €/lt) e per il restante 12% dalla categoria del 100% italiano (4,04 €/lt).

Nordest: nicchia d’eccellenza dell’olivicoltura italiana. “E’ in quest’ultimo segmento del mercato che si sta sviluppando la competizione innescata dall’ingresso sul mercato del consorzio di I.O.O.% qualità italiana dopo l’entrata in vigore dell’origine obbligatoria in etichetta.” Ha affermato il presidente di Unaprol, Massimo Gargano, che ha aggiunto “di fronte ad un mercato che confonde il consumatore e che è sempre meno premiante e remunerativo, l’alta qualità legata alla identità del territorio rappresenta la carta vincente dell’olivicoltura italiana e del Nord Est in particolare di fronte a consumatori più evoluti ed esigenti”. Dal convegno dell’Aipo, l’associazione interregionale dei produttori olivicoli del Nord Est aderente all’Unaprol, su “L’olivicoltura di alta qualità un progetto tutto italiano” di Este in provincia di Padova emerge la fotografia della struttura dell’offerta olearia di qualità dell’Italia del Nord Est che continua a rappresentare una nicchia di eccellenza, in evoluzione, all’interno dell’olivicoltura italiana. Dall’indagine dell’osservatorio economico di Unaprol emerge che nel 2009 l’oliveto del Nord Est è cresciuto del 4% per numero di piante di olivo (855.000), rispetto al 2008; percentuale che sale al 5% per gli ettari investiti ad oliveto nello stesso periodo di riferimento.

Export olio extravergine in ripresa. Positivo il bilancio anche per la zona del Garda Dop dove nel 2009 si registra rispetto al 2008 un incremento del 2,5% del numero di piante (1.180.00 piante), e un incremento del 3% degli ettari investiti. (4.158). Incrementi si registrano anche nell’areale del Friuli Venezia Giulia, con un +11% su 2008 per numero di piante e un +6% su 2008 per ettari investiti. Apprezzabile il consuntivo della campagna 2009/2010 delle Dop della zona Nord Est. Per il Garda Dop sono stati certificati 12.078 quintali di olio extra vergine, cui i aggiungono i 7.450 quintali del Veneto Dop e i 1.150 quintali certificati per la Dop Tergeste in Friuli Venezia Giulia. “Buone, intanto, le prospettive per la prossima campagna olivicola ed olearia”, sottolinea il direttore di Unaprol Ranieri Filo della Torre che preannuncia un aumento di circa il 10%, rispetto al 2009, per l’Italia. In crescita anche i consumi in Russia, Australia, Brasile e Stati Uniti. In ripresa l’export che registra un +13% nel primo trimestre 2010, quasi interamente dovuto alla categoria dell’extravergine 100% italiano, delle Dop e del biologico.

In campo il progetto di un Consorzio 1.0.0% alta qualità italiana. Riflettori puntati nel frattempo sulle recenti inchieste condotte da associazioni di assaggiatori in Germania e Regno Unito e dell’Università di Davis negli USA che segnalano l’elevarsi di una soglia di attenzione sulla qualità. “I risultati disastrosi di alcune marche anche italiane dimostrano che una battaglia condotta solo sui prezzi e che sacrifica qualità e trasparenza del mercato non paga”. Ha riferito Filo della Torre che aggiunge “il patto con il consumatore italiano e nel mondo si vince con un forte progetto di filiera tutta agricola e italiana capace di legare origine e qualità in maniera assolutamente trasparente al di fuori di furberie e scorrettezze e uso fraudolento dei TPA, il traffico di perfezionamento attivo. Per questo è in campo il progetto del Consorzio I.O.O.% alta qualità italiana. “Un progetto che lega produttori e frantoiani ha concluso Massimo Gargano che sta incontrando l’interesse dei consumatori, dei confezionatori e dei distributori desiderosi di distinguersi da un mercato torbido che meriterebbe un urgente forte piano di controlli”.

(fonte Asterisco Informazioni)