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ARGAV visita O.P.O. Veneto, “l’orto d’Europa” che serve 100 milioni di consumatori in 24 ore

Il direttivo ARGAV ad OPO Veneto, da dx Angelo Squizzato e Cesare Bellò, direttore della struttura

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Il bello dei direttivi itineranti ARGAV nelle provincie venete è che ogni volta si scopre cosa di buono “cresce” nel territorio. Lo scorso 24 maggio, ad esempio, accogliente sede del direttivo è stata una delle più importanti realtà a livello nazionale del settore ortofrutticolo (30 milioni di fatturato nel 2010), l’Organizzazione Produttori Ortofrutticoli (OPO) Veneto di Zero Branco, in provincia di Treviso. Squisiti anfitrioni, il direttore di O.P.O. Veneto, Cesare Bellò, persona dalla forte capacità aggregativa, anima dell’ortofrutta veneta e nazionale (nonché entomologo di fama con all’attivo oltre 100 specie nuove scoperte), insieme all’infaticabile Ettore Ramponi, trentino d’origine (nato in val di Sole) ma trevigiano d’adozione, responsabile in O.P.O. Veneto di Qualità, Formazione nonché dei prodotti DOP e IGP e al collega Angelo Squizzato, già giornalista di RAI 3 Veneto (ricordiamo con nostalgia i suoi servizi sull’agricoltura), oggi collaboratore per la comunicazione dell’associazione di ortofrutta trevigiana.

da sx Cesare Bellò ed Ettore Ramponi di OPO Veneto

Il chi è di OPO Veneto, organizzazione innovativa per spirito e azione. Nata nel 2001 sull’esperienza di due storiche cooperative degli anni ’60, (Associazione Ortofrutticoltori Marca Trevigiana S.Bovo di S. Alberto di Zero Branco e la Cooperativa Ortolani Sottomarina di Sottomarina di Chioggia), nel giro di pochi anni OPO Veneto ha visto l’adesione di numerose realtà associative venete e non (tra i soci ci sono anche aziende singole o associate del Centro e Sud Italia) fino ad arrivare alla data dell’ultimo C.d.A. (31/03/2011) con una base sociale di 409 soci diretti singoli e 114 soci indiretti tramite le strutture associate. Innovativa per spirito e azione, O.P.O. Veneto riesce a portare dal campo alla tavola nel giro di 24 ore frutta e prodotti orticoli, quest’ultimi loro specializzazione, attraverso GDO, Mercati Ortofrutticoli, HORECA, ristorazione, ambulanti e vendita diretta, rispondendo alla richiesta di 100 milioni di consumatori tra nord Italia (fino a Firenze) ed estero (Olanda, Croazia, Slovenia, Ungheria, Austria e Germania).

da sx Cesare Bellò, direttore di OPO Veneto e Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV

“Prodotti a km zero? Noi preferiamo parlare di filiera virtuosa, in grado di fornire al consumatore prodotti della migliore qualità al minor costo, anche se, va da sé, è sempre preferibile consumare l’orticolo della zona perché più fresco e meno costoso”– spiega Bellò. Che aggiunge: “OPO Veneto tiene molto a promuovere la formazione degli orticoltori, per sostenerne la coesione e l’aggregazione, per incentivare culture ecocompatibili nel rispetto della biodiversità (dal 2010 hanno aderito al progetto di certificazione Biodiversity Friend, ndr).  “L’orticoltura – ha puntualizzato Bellò – ma tutta l’agricoltura in genere, la frutticoltura, devono puntare su prodotti di eccellenza, quindi non di massa, in cui si riconosca la qualità di un territorio sano e pulito. Prodotti certificati. Perché sul terreno della quantità tentare di essere competitivi sarebbe velleitario: mancano, nella sostanza, le oggettive condizioni rispetto a Paesi che si muovono in situazioni decisamente più vantaggiose. L’Italia – ha concluso Bellò – è il Paese d’Europa con più biodiversità e dobbiamo cercare di preservarle perché rappresentano un valore e un’opportunità”.

I prodotti OPO Veneto. Orticoli: Radicchio Rosso di Treviso IGP,  Radicchio Variegato di Castelfranco IGP, Radicchio di Chioggia IGP, Radicchio di Verona IGP, Asparago Bianco di Bassano DOP, Aglio Bianco Polesano DOP, Asparago di Badoere IGP, Insalata di Lusia IGP, Carota di Chioggia (prodotto tradizionale), Patata dolce di Anguillara e Stroppare (prodotto tradizionale), Patata dolce di Zero Branco (prodotto tradizionale), Patata del Quartier del Piave (prodotto tradizionale), Patata Cornetta (prodotto tradizionale), Peperone di Zero Branco (prodotto tradizionale), Pomodoro del Cavallino (prodotto tradizionale), Radicchio bianco o variegato di Lusia (prodotto tradizionale), Zucca Marina di Chioggia (prodotto tradizionale), Cetriolo, Fagiolo, Melanzana, Porro, Sedano, Funghi coltivati, ecc., una vasta scelta di prodotto orticolo fresh-cut e IVa  gamma. Frutta: Ciliegia di Marostica IGP, Marroni di Monfenera Igp, Figo Moro da Caneva. (prodotto tradizionale).

Insalata da guinness a Treviso contro la psicosi del batterio killer, per star tranquilli basta seguire i “consigli della nonna”

Il governatore del Veneto Luca Zaia mangia l'insalata di cetrioli all'azienda agricola Barzan di Treviso (foto La Tribuna di Treviso)

Il batterio killer dell’escherichia coli non abita qui: non nel made in Italy, non nel made in Veneto e tanto meno nel made in Treviso. Si cerchino le vere cause, ma soprattutto non si faccia terrorismo contro la verdura di casa nostra, ottima, di assoluta qualità, controllatissima e certificata, salutare. Lo hanno ribadito ieri Coldiretti e Regione del Veneto, secondo produttore nazionale di ortofrutta, primo nell’orticoltura, che oggi all’azienda agricola Barzan di Treviso hanno preparato un’insalata fresca da Guinnes dei primati, a base di cetrioli e pomodori locali, del peso di oltre mezza tonnellata, per manifestare la vicinanza agli agricoltori e confermare l’assoluta estraneità delle produzioni nostrane rispetto alla epidemia assassina che ha come fulcro l’area tedesca di Amburgo.

Tutti a mangiare l’insalata. Alla manifestazione, voluta dallo stesso presidente della Regione Luca Zaia assieme a Coldiretti nazionale, sono intervenuti anche il presidente di Coldiretti Veneto Giorgio Piazza, gli assessori regionalialla mobilità Renato Chisso, alla sanità Luca Coletto e alle politiche sociali Remo Sernagiotto, i vertici della sanità regionale, dell’ULSS locale e dello Zooprofilattico, il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo, amministratori dei Comuni limitrofi, parlamentari e senatori, oltre a tutti i produttori della zona.

Una psicosi che causa danni enormi all’economia agricola. Rispetto ai nefasti effetti dell’escherichia coli assassina, è stato ricordato che è certamente innocente l’ortofrutta italiana, ma è ormai considerata estranea anche la verdura spagnola, che all’inizio della crisi era stata messa sul banco degli accusati, causando a valanga una psicosi che ha ridotto la commercializzazione ai minimi termini in piena stagione produttiva, con pensanti ricadute economiche sulla nostra agricoltura di qualità. “In un settore nazionale che vale oltre 4 miliardi – ha sottolineato Zaia – la paura ingiustificata causa perdite per circa 3 milioni al giorno per mancata vendita, dei quali 600 mila euro solo nel Veneto. Stiamo parlando di un settore dove il Veneto esporta prodotti per 120 milioni l’anno e dove il blocco Russo adottato in seguito alle notizie provenienti dall’Europa comunitaria rischia effetti a cascata anche in altri Paesi.

Per stare tranquilli, basta seguire i consigli della nonna. La nostra è produzione sicura e di qualità, e chi avesse residui dubbi basta che applichi i vecchi e saggi consigli della nonna per stare tranquillo: lavare bene la verdura, tenere puliti arnesi da cucina e canovacci, usare acqua pulita. Di sicuro, se non ci fossero i nostri agricoltori, allora sì che la salute dei cittadini sarebbe a rischio”. “Siamo stanchi che la nostra agricoltura sia lasciata sola – gli ha fatto eco Piazza – e che i consumatori vengano bombardati da false informazioni. Le crisi che si sono succedute ci hanno sempre visto innocenti, ma intanto l abbiamo pagate noi: chiedo a tutti e soprattutto alla politica di stare vicini alla nostra agricoltura, che di fregature non ne ha mai date”.

(fonte Regione Veneto)

Nasce “La Rossa di Chioggia”, birra artigianale al radicchio, anteprima mercoledì 8 giugno 2011 al “Granso Stanco” di Sottomarina (VE)

Il Veneto si arricchisce di una nuova specialità gastronomica completamente autoctona: la birra al radicchio di Chioggia. Si tratta di un prodotto artigianale, nella cui formula originale al tradizionale luppolo viene affiancato il conosciutissimo radicchio nostrano, che nasce dalla collaborazione tra la Birreria San Gabriel di Ponte di Piave e Chioggia Ortomercato, ispirandosi alle antiche ricette delle “birre medicate” dei monaci Benedettini.

«Alla Rossa di Chioggia, così si chiamerà questa nuova birra, – annuncia il presidente di Chioggia Ortomercato del Veneto, Giuseppe Boscolo Palo – intendiamo affidare il rilancio dell’immagine del nostro ortaggio principe già in occasione della prossima “Sagra del Pesce” di questa estate. “La Rossa di Chioggia”, infatti, si abbina in modo gradevolissimo al fritto misto di pesce, che assieme ad un contorno di croccante radicchio, saranno la portata da non mancare nelle degustazioni dei nei 10 giorni della manifestazione (la sagra si terrà dall’8 al 17 luglio p.v.). Questa è un modo di dare concretezza al nostro slogan “il prodotto promuove il territorio”».

Serate Enogastronomiche Clodiensi. La presentazione, che si svolgerà mercoledì 8 giugno presso il ristorante “Granso Stanco” sul Lungomare Sud di Sottomarina, con inizio alle ore 20.30, si inserisce nell’ambito delle “Serate Enogastronomiche Clodiensi”, (la prima di queste, dedicata all’incontro tra gli orti e il mare di Chioggia con i vini e le grappe del Trentino si è svolta lo scorso 18 maggio al ristorante “El Gato” – n.d.r), attraverso le quali l’Ortomercato vuole valorizzare le tipiche risorse primarie locali, in integrazione sinergica tra la le filiere produttive ed imprenditoriali dell’intero territorio. Nel corso della serata, la Birra al Radicchio di Chioggia verrà proposta sia abbinata alle portate, che inserita nelle ricette dei piatti, dall’antipasto fino al dessert, in un menù degustazione che ne esalterà la poliedricità negli abbinamenti culinari, in particolare con il pesce.

Curiosità storiche per “La Rossa di Chioggia”. Già molto prima dell’Anno Mille, nell’estremo lembo meridionale della Laguna di Venezia, sull’allora isola di Brondolo a poche miglia da Chioggia, sorgeva il Monastero Benedettino di San Michele Arcangelo. Un luogo di preghiera, cultura e lavoro, ma anche di cura: qui i monaci confortavano i viandanti e guarivano gli ammalati con i loro preparati medico-farmacologici. Furono i Benedettini che perfezionarono la produzione della birra introducendo l’impiego del luppolo. Essa veniva utilizzata come rimedio terapeutico e aromatizzata con piante officinali.
Gli ortolani clodiensi, che in generazioni di paziente selezione delle piante, hanno creato negli scorsi decenni il caratteristico e rinomato Radicchio di Chioggia, apprezzato per il gusto e le benefiche proprietà, conferiscono il loro prodotto all’Ortomercato di Brondolo edificato – singolare coincidenza – proprio nei luoghi dove sorgeva l’antico Monastero Benedettino.

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)

24 maggio 2011, direttivo ARGAV nella sede di O.P.O. Veneto a Zero Branco (TV)

Tappa trevigiana per il prossimo direttivo ARGAV, che si terrà martedì 24 maggio p.v. alle ore 19.00 in una delle più importanti realtà del settore ortofrutticolo a livello nazionale, vale a dire nella sede di O.P.O. Veneto (Organizzazione Produttori Ortofrutticoli), in via Bellini 2, Sant’Alberto di Zero Branco (TV).

Chi è. L’OPO “Veneto” è una moderna realtà del mondo ortofrutticolo veneto nata nel 2001 che ha alle spalle l’esperienza di due storiche cooperative nate negli anni ’60 e da molti anni presenti sui mercati italiani ed esteri, l'”Associazione Ortofrutticoltori Marca Trevigiana S.Bovo” di S. Alberto di Zero Branco (TV) e la “Cooperativa Ortolani Sottomarina” di Sottomarina di Chioggia (VE). Successivamente hanno aderito altre realtà associative: la cooperativa “La Nuova di Sottomarina” di Sottomarina di Chioggia (VE), il “Consorzio Nord Est Funghi” di Zero Branco (TV), il “Consorzio Freschissimi” di Campagna Lupia (VE), la cooperativa “Corte Veneta” di Cologna Veneta (VR), la cooperativa  “Produttori Agricoli del Fucino” di  Luco dei Marsi (AQ), la cooperativa “Ortolani di Rosolina” di Rosolina (RO). Nel 2005 la cooperativa A.O.M.T. S.Bovo è stata incorporata in OPO “Veneto”. A fine Con 2008 le aziende del “Consorzio Nord Est Funghi” hanno aderito direttamente a OPO “Veneto”. Alla data dell’ultimo C.d.A. (31/03/2011) OPO “Veneto” ha una base sociale di 409 soci  diretti singoli e 114 soci indiretti tramite le strutture associate per un totale quindi di 523 iscrizioni all’Albo Sociale. Quasi tutte le aziende associate sono dislocate nel Veneto ed in particolare nelle province di Treviso, Venezia, Padova, Vicenza, Rovigo e Verona; significativa però anche la presenza di aziende singole od associate del Centro/Sud Italia.  Nel 2008 OPO “Veneto” è stata la promotrice e capofila della costituzione della Associazione  di Organizzazioni di Produttori “Veneto Ortofrutta” prima  AOP del Veneto.

Cosa fa. OPO “VENETO” cerca di: garantire reddito e futuro alle aziende agricole associate “assistendole” in tutte le loro esigenze tecniche, economiche, sociali e culturali; “educare” il mondo agricolo al rispetto della salute umana, propria e degli altri, e dell’ambiente; indirizzare la spesa alimentare delle famiglie italiane verso un maggior consumo di ortaggi e frutta.

Da mercoledì 18 maggio 2011, le “Serate enogastronomiche clodiensi”, nuova iniziativa dell’Ortomercato di Chioggia per valorizzare le produzioni locali

Sull’onda del successo della recente manifestazione “Chioggia Capitale del Radicchio”, l’Ortomercato di Chioggia propone le “Serate Enogastronomiche Clodiensi”, una serie di iniziative promozionali per valorizzare i prodotti tipici del territorio.

Il prodotto promuove i territori. «Il format del progetto – spiega il presidente Giuseppe Boscolo Palo – vuole dare concretezza allo slogan “il prodotto promuove il territorio” e prevede la realizzazione di serate a tema, da svolgersi di volta in volta in un ristorante del territorio, in ciascuna delle quali le produzioni orticole locali assieme a quelle ittiche dei nostri allevamenti e del nostro pescato, vengono abbinate a specialità enogastronomiche di altri territori, in modo da allargare le possibilità di “gustare il territorio” per cittadini residenti e i turisti. Reciprocamente, le nostre produzioni troveranno risonanza mediatica nelle località e negli ambiti dai quali provengono i prodotti “ospiti” abbinati».

La prima serata è prevista per mercoledì 18 maggio 2011, presso il ristorante “El Gato” a Chioggia, col titolo: ”Dalle rocce delle Dolomiti alle sabbie dell’Adriatico: gli orti ed il mare di Chioggia incontrano i vini e le grappe del Trentino”, nella quale scopriremo il segreto che lega Chioggia al Trentino attraverso un menù degustazione che sposa nel piatto gli orti e il mare di Chioggia con i vini spumanti “Trento Doc” (presentati dall’enogastronomo Adriano Irranca) e si conclude con la degustazione di alcune grappe, sotto l’esperta guida di Gianfranco Chiomento dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino

Karen Boscolo con Elisa Isoardi di Linea Verde (Raiuno)

Chioggia alfiere del Veneto nella sfida di fine maggio 2011 in Puglia per la preparazione della cozza tarantina. I piatti saranno illustrati agli ospiti da Karen Boscolo, contitolare del Gato e fresca trionfatrice della selezione veneta nella settima edizione del “Festival della cucina italiana con la cozza tarantina” tenutasi lo scorso 9 maggio all’Hotel Piroga di Selvazzano (PD). Un risultato storico per la città lagunare, con Taranto capitale italiana delle cozze e per la prima volta al festival, che con Karen sfiderà le altre regioni nelle finali del 29 e 30 maggio in Puglia. Tra gli ospiti presenti, anche il presidente ARGAV Veneto-Trentino Alto Adige, Fabrizio Stelluto. Le riprese video dell’evento saranno effettuate da “ChioggiaWebTv”, che curerà anche l’immissione in internet. La prossima serata enogastronomica è prevista per mercoledì 8 giugno, con la presentazione di una specialità al radicchio di Chioggia ideata proprio nel corso dell’educational-press dell’ARGAV al Vinitaly 2011.

(Fonte: Chioggia Ortomercato del Veneto)

Giornalisti ARGAV al test degustativo “Insalata di Lusia Igp”

Lusia (Ro), serre lattuga gentile

Hanno nomi come Aquarel, Susybel, Bovary, Madita, Ghibli, Tuareg: come un romanzo dell’Ottocento e come il vento del deserto. Sono le varietà di lattuga Gentile e Cappuccia che venerdì 13 maggio scorso, durante il primo test gustativo (panel test) dell’Insalata di Lusia Igp (indicazione d’origine protetta) hanno ottenuto i migliori punteggi. Ad assegnarli un gruppo di assaggiatori, giornalisti appartenenti principalmente all’ARGAV, che sono convenuti appositamente alla Trattoria Al Ponte di Bornio, su invito del Consorzio di tutela dell’insalata di Lusia Igp, di Veneto agricoltura e del Mercato ortofrutticolo.

Sui tavoli del panel test c’erano ben 16 varietà da provare in giornalisti ARGAV al panel test insalata Lusia Igpsensazione tattile, colore, croccantezza, tendenza amarognola o dolce, aromaticità. Ogni assaggiatore ha compilato una scheda di valutazione sotto la guida di Renato Maggiolo, enogastronomo esperto di orticole tipiche. Le lattughe del test avevano già superato le prove in campo presso l’azienda agricola Fabrizio Zuolo, dove uno staff guidato dal tecnico Franco Tosini del Centro sperimentale ortofrutticolo Po Brondolo di Veneto agricoltura e con l’intervento di Massimo Pezzuolo, del comitato tecnico del Consorzio, aveva trapiantato e osservato oltre 40 varietà di lattughe (22 cappucce e 20 gentili). I risultati del panel test dovevano servire a selezionare ulteriormente le lattughe sotto il profilo del gusto, al fine di orientare i tecnici su una varietà che diventi riferimento per tutta la produzione dell’Insalata di Lusia marchiata Igp.

Lusia (Ro) Campi prova varietale

 L’arrivo dei giornalisti ha fatto tappa alla Centrale ortofrutticola di Lusia, dove il direttore Rossano Fontan, insieme al presidente del Consorzio di tutela, Alessandro Braggion e ai tecnici Tosini e Pezzuolo, hanno spiegato la filiera della lattuga, dal seme al consumatore, dando spazio all’impegno dei coltivatori, uomini e donne che in un secolo di produzioni, sono arrivati a coltivare un’eccellente insalata, ripristinando e curando il paesaggio rurale, integrandosi in un ambiente naturale pulito, lavorando per utilizzare tecniche di irrigazione a risparmio e, soprattutto, amando la propria terra.

Alla presentazione c’erano il sindaco di Lusia, Sergio Vignaga, che ha ribadito il proprio orgoglio per il suo territorio, e le associazioni di categoria, Coldiretti col direttore Adriano Toffoli, e Confagricoltura col direttore Massimo Chiarelli, che hanno contribuito al raggiungimento della certificazione Igp. Per dimostrare dal vivo il mondo dell’insalata, i giornalisti sono stati accompagnati alla sede di Translusia, dove molti produttori conferiscono le orticole locali per spedirle in mezza Italia: si caricano ogni giorno un centinaio di bilici da 15-18 tonnellate ciascuno. Quindi la visita all’unica azienda agricola italiana certificata “Biodiversity Friend”, che appartiene a Luca Callegaro, un produttore di Lusia. La certificazione garantisce l’impegno dell’azienda in direzione di un incremento progressivo della diversità biologica, che corrisponde, in ultima analisi, ad un miglioramento della salubrità ambientale e della qualità dei prodotti. A seguire la visita all’azienda Zuolo ai campi di prove varietali, dove si è sperimentata anche la pacciamatura con materiale biodegradabile derivante dall’amido di mais, e alle coltivazioni in serra dell’azienda Mauro Magon, per una dimostrazione pratica del funzionamento degli impianti di irrigazione a goccia.

Lusia (Ro), giornalisti ARGAV al panel test insalata Lusia Igp

Infine, tutti alla Trattoria Al Ponte dove il titolare Luciano Rizzato, già insignito dalla Coldiretti polesana della targa di “ristorante a km zero” per la sensibilità verso il prodotto locale stagionale, aveva predisposto il materiale per il test delle lattughe ed una cena conclusiva della giornata, sul tema conduttore dell’Insalata di Lusia Igp, dall’aperitivo al dolce.

(fonte Coldiretti Rovigo)

Insalata Lusia Igp, prove di gusto: nel rodigino, venerdì 13 maggio p.v. il primo panel test di assaggio

Partono venerdì 13 maggio, in barba agli iettatori, le prove di gusto per l’Insalata di Lusia Igp. Un gruppo di assaggiatori, scelti tra enogastronomi e giornalisti (invitati a partecipare anche i soci ARGAV, tel. 0425/201951, Dr.ssa Beatrice Tessarin), si sottoporrà ad un assaggio guidato sulla sapidità di alcune varietà di Insalata di Lusia Cappuccia e Gentile. In gergo si chiama panel test e consiste nel raccogliere le varie valutazioni gustative in apposite schede di giudizio, le quali orienteranno i tecnici di Veneto agricoltura, di Opo Veneto e di alcune ditte sementiere, nella scelta della varietà di lattuga di riferimento per il marchio Igp.

Il Consorzio di tutela, organizzatore dell’iniziativa col patrocinio del Mipaaf, in collaborazione col Mercato ortofrutticolo di Lusia e Veneto agricoltura, sta infatti, perseguendo l’obiettivo di ricercare un’uniformità di prodotto, in vista della commercializzazione organizzata, sia sotto il profilo visivo, che sotto quello gustativo. Per questo motivo, sono già in corso le analisi dei cespi di lattuga in campo, all’interno di alcune aziende produttrici locali. Dopo le prove di resistenza alle malattie, di consistenza dei cespi e di altre caratteristiche visive, le iniziali 40 varietà d’insalata si sono ridotte a 4-5 e su queste si concentrerà l’attenzione degli assaggiatori.

Il panel test si svolgerà alla Trattoria al Ponte di Bornio di Lusia (Ro), ristorante già insignito del marchio “km zero” dalla Coldiretti polesana, il quale, al termine della giornata, nello spirito che lo contraddistingue, servirà una cena tutta a base di insalata e verdure locali. Per il territorio di Lusia sarà uno speciale momento promozionale, poiché il Consorzio di tutela ha organizzato per i giornalisti e assaggiatori un giro per le aziende produttrici, alla scoperta degli “orti di Lusia”.

(fonte Coldiretti Rovigo)

Il radicchio di Chioggia in Tv su Canale Italia

Mimmo Vita intervista Giuseppe Boscolo Palo, presidente di Chioggia Ortmercato

La trasmissione televisiva “Bianco Rosso e Verde”, settimanale di cultura agroalimentare, enogastronomia e turismo, condotta da Mimmo Vita (presidente Unaga) con Anna Brogno e Paola Natali, ospita un servizio sul radicchio di Chioggia con immagini e interviste della manifestazione “Chioggia Capitale del Radicchio”, la campionaria delle attività produttive agricole e artigianali clodiensi svoltasi nei padiglioni del Mercato Orticolo di Brondolo il 2 e 3 aprile scorsi, nella puntata che va in onda domani, sabato 30 aprile alle 11.30, sui canali internazionali CANALE ITALIA 83 e SKY 883.

Logo trasmissione Canale Italia "Bianco, Rosso e Verde"

Una replica del programma che accompagna alla scoperta delle meraviglie dei saperi e sapori del nostro Paese, andrà in onda sul canale digitale nazionale CANALE ITALIA mercoledì 4 maggio alle ore 18.00. Da quel momento questa puntata di “Bianco Rosso e Verde” sarà scaricabile per una settimana dal sito “www.canaleitalia.it”.

(Fonte: Chioggia Ortomercato e Canale Italia)

2-3 aprile, Chioggia diventa capitale del Radicchio, nei padiglioni dell’Ortomercato, fiera campionaria delle imprese clodiensi

Un gustoso week end per cittadini e turisti questo del 2 e 3 aprile: Chioggia (VE) inaugura la nuova stagione del radicchio con una grande festa all’Ortomercato di Brondolo. All’insegna del motto: “Il prodotto promuove il territorio”, Chioggia Ortomercato del Veneto presenta, in collaborazione con Venezia Opportunità e assieme alle organizzazioni dell’agricoltura, pesca, artigianato, commercio, turismo e porto, una fiera campionaria delle attività produttive del territorio clodiense.

radicchio precoce di Chioggia

Prendendo a simbolo il Radicchio di Chioggia (la cui campagna di commercializzazione della varietà precoce coltivata nei litorali di Sottomarina e Rosolina comincia proprio nei primissimi giorni di aprile) nei padiglioni coperti del Mercato Orticolo a Brondolo sono stati allestiti oltre cinquanta stand di operatori e associazioni dei diversi settori economici della città. Sotto la grande cupola ci saranno il Farmer’s Market, vivaisti con giardini e aiuole fiorite, esposizioni di autovetture, trattori, macchine agricole; l’orto didattico e un divertente labirinto per i più piccini e tanto altro ancora. Nelle due giornate funzionerà uno stand gastronomico gestito dalla Pro Loco di Chioggia, che propone per pranzo e cena delle gustose specialità che coniugano radicchio e prodotti della pesca.

I cancelli dell’Ortomercato resteranno aperti dalle dieci di mattina alle dieci di sera, con un cartellone ricco di eventi. Tra i convegni, segnaliamo sabato mattina “L’informazione agroalimentare tra allarmi ed allarmismi”, curato dall’Associazione Regionale Giornalisti Agroalimentari e Ambientali di Veneto e Trentino, mentre domenica mattina Confartigianato propone lo chef Giovanni Allegro della Scuola di Cucina Istituto Nazionale Tumori di Milano che parla di “Prevenzione delle malattie moderne con il buon cibo“, a seguire “Miglioramento genetico del radicchio: quali i confini?” curato da Veneto Agricoltura. Tante anche le animazioni, dimostrazioni e degustazioni, tra queste, domenica pomeriggio, la sfilata di acconciature e moda a cura di Confartigianato Chioggia, il concorso “Torte del territorio”, amichevole gara tra alcune specialità della pasticceria artigiana del Veneto e lo spettacolo “Ciosotti se nasse!”, intemperanze dialettali di Pippo Zaccaria.

Come arrivare. L’area del mercato è agevolmente raggiungibile sia in auto (disponibile ampio parcheggio) che col bus urbano (linea di Ca’ Bianca). Per i molti turisti, che con le belle giornate primaverili hanno già iniziato a muoversi, “Chioggia Capitale del Radicchio” sarà un piacevole e ghiotto motivo in più per scegliere la città di Chioggia e la spiaggia di Sottomarina quale meta della loro gita di questo primo fine settimana di aprile.

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)

Dal 2 al 3 aprile p.v. al Mercato orticolo di Brondolo c’è “Chioggia capitale del Radicchio”

Chioggia Ortomercato del Veneto ha organizzato per sabato 2 e domenica 3 aprile prossimi nei padiglioni e nei piazzali del Mercato orticolo di Chioggia in località Brondolo (VE) la manifestazione “Chioggia capitale del Radicchio”, che si propone l’obiettivo di trasformare lo slogan “Il prodotto promuove il territorio” in una vera e propria integrazione operativa tra le organizzazioni delle filiere agroalimentari, dell’artigianato, commercio e il turismo, che porti ad un sinergico sviluppo economico del complesso delle diverse imprese del territorio.

La manifestazione comprende una rassegna campionaria delle attività produttive del territorio clodiense, contornata da una serie di iniziative convegnistiche e di animazione incentrate sul prodotto simbolo dell’orticoltura locale, il Radicchio di Chioggia, primo in Veneto per quantità prodotte e per superfici investite. In occasione dell’evento, ARGAV (Associazione Regionale Giornalisti Agroalimentari e Ambientali del Veneto e del Trentino-Alto Adige) terrà la propria Assemblea dei soci seguita dal convegno “L’informazione agroalimentare: tra allarmi e allarmismi”.

Programma Sabato 2 aprile. Apertura Stand 10 – 22; Ore 10.00-11.00 Assemblea Annuale ARGAV (Ass. Reg. Giornalisti Agroalimentari e Ambientali di Veneto e Trentino-Alto Adige); Ore 11.00-13.00 Convegno ARGAV: “Informazione agroalimentare tra allarmi ed allarmismi”; Ore 12.00-14.00 Degustazione menù con radicchio e altri di prodotti del territorio a cura della Pro Loco Chioggia; Ore 16.00-19.00 Piccole degustazioni e animazioni varie a cura degli espositori e loro organizzazioni di riferimento; orto didattico a cura delle Organizzazioni agricole; Ore 17.30-19.00 Animazioni teatrali ed esibizioni varie di artisti locali, scuole di danza, arti marziali, ecc.; Ore 19.30-22.00 Degustazione menù con radicchio e altri di prodotti del territorio a cura della Pro Loco Chioggia.

Programma Domenica 3 aprile. Apertura Stand 10 – 22 Ore 10.00-11.00 Brindisi di benvenuto alle Autorità, presentazione del RADICCHIO NUOVO e visita agli stand; Ore 11.00-13.00 Convegno Veneto Agricoltura: “Miglioramento genetico del radicchio: quali i confini?”; Ore 12.00-14.00 Degustazione menù con radicchio e altri di prodotti del territorio a cura della Pro Loco Chioggia; Ore 16.00-19.00 Piccole degustazioni e animazioni varie a cura degli espositori e loro organizzazioni di riferimento; orto didattico a cura delle Organizzazioni agricole; Ore 16.00-17.30 Concorso “Torta del territorio”, tra diverse torte locali (provinciali) del territorio veneto; Ore 17.30-19.00 Sfilata di acconciature e moda e, al termine, premiazioni varie; Ore 19.30-22.00 Degustazione menù con radicchio e altri di prodotti del territorio a cura della Pro Loco Chioggia.

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)