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Ortodidattico di Lusia (RO), fra verdure “biodiversity friend” spuntano il ristorante e la scuola di cucina vegetariani

Vista laghetto Ortodidattico(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV). “Lusia è uno dei maggiori centri di produzione in Italia di insalate e prodotti orticoli, dovrebbe essere da tempo una “capitale dei vegetariani”, forse per diventarlo davvero dovrebbe fare più gioco di squadra”. A dirlo, davanti a una folta platea di autorità, operatori della stampa e del settore agricolo nonché di appassionati del verde, è stato lo scorso 24 maggio il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto, in occasione della presentazione ufficiale dell’Ortodidattico Il profumo della freschezza di Lusia (Ro) innovativo progetto agricolo sorto su iniziativa di due lusiani Doc, Renato e Francesco Maggiolo.

Fabrizio Stelluto

Fabrizio Stelluto

Sara Furini e Renato Maggiolo

Sara Avanzi

Luca Prando sindaco Lusia

Luca Prando e Renato Maggiolo

Direttore Cia Rovigo

Paolo Franceschetti

Il Consorzio di Sviluppo del Polesine partner di un progetto volto a innovare l’agricoltura europea. La provocazione è stata raccolta con senso di autocritica ma anche di orgoglio per le cose fatte nel territorio da Paolo Franceschetti, direttore Cia Rovigo e dal sindaco di Lusia, Luca Prando, che ha annunciato una prossima azione di promozione dei prodotti agricoli lusiani realizzata di concerto con la CCIAA di Rovigo. Sara Avanzi del Consvipo, ente organizzatore dell’evento, ha ricordato come l’Ortodidattico, caratterizzato da un forte carattere innovativo, rientri di diritto nel progetto di iniziativa comunitaria APP4INNO, che coinvolge 10 Paesi, 16 Partner, tra cui il Consorzio per lo Sviluppo del Polesine e più di 40 esperti, nel comune obiettivo di innovare l’agricoltura europea.

 

 

Giovanni Vianello

Giovanni Vianello

Lusia, cuore agricolo del Polesine “Biodiversity Friend”. Presenti all’incontro anche Giovanni Vianello, presidente di Bancadria che, in quanto istituto di credito “concede finanziamenti a tassi vantaggiosi alle aziende che fanno propria la cultura e la tutela dell’ambiente ” e

Gianfranco Caoduro

Gianfranco Caoduro

Gianfranco Caoduro, presidente onorario di World Biodiversity Association (WBA), associazione no profit fondata nel 2004 da un gruppo di naturalisti al Museo Civico di Storia Naturale di Verona con l’obiettivo di censire la biodiversità in Italia e nel mondo nonchè di tutelarla attraverso azioni di educazione e formazione. Caoduro ha parlato dell’azione condotta con la Regione Veneto di controllo della qualità dell’ortofrutta e della biodiversità del territorio regionale, attraverso l’applicazione del disciplinare “Biodiversity Friend”, la prima e unica certificazione in Italia in grado di valutare la conservazione della biodiversità in agricoltura e ha ricordato come la la prima azienda in Europa ad essere certificata “Biodiversity Friend” sia proprio a Lusia, l’azienda agricola Bagari di Luca Callegaro.

In giro per OrtodidatticoNell’orto, la”barchessa delle (verdi) meraviglie”. Piacevolmente stupito dalle continue e numerose novità intraprese da Maggiolo per rendere l’Ortodidattico di interesse per i consumatori e i visitatori (qui potete leggerne le caratteristiche), Caoduro ha annunciato che la struttura sarà presto dichiarata azienda pilota “Biodiveristy Friend”. Quali siano le novità in serbo all’Ortodidattico le ha illustrate Renato Maggiolo: “Grazie a fondi Gal, entro il prossimo autunno dovremmo riuscire a realizzare la ristrutturazione della piccola barchessa del 1870 presente nell’azienda agricola e al cui interno troverà spazio una scuola di cucina e un ristorante vegetariani”. “Inoltre, dall’estate 2015 – ha continuato Maggiolo – daremo il via alle settimane verdi estive rivolte a studenti, che potranno imparare a conoscere le verdure, raccoglierle e cucinarle per poi, magari, insegnare qualcosa di nuovo in fatto di orticoltura ai loro genitori”. “La coltivazione senza uso di nessuna sostanza chimica ma solo con il rispetto della Terra e della Natura è possibile – ha concluso Maggiolo – ed il buffet finale, un susseguirsi di deliziosi manicaretti e bevande preparati da Enrico Rizzato, chef patron della Trattoria al Ponte di Lusia, ha dimostrato che è possibile fare una gustosissima cena utilizzando solo verdure”.

Sabato 24 maggio 2014, nell’Ortodidattico di Lusia (RO), il cittadino (ri)diventa contadino: impara a conoscere le verdure di stagione, le raccoglie e se le gusta a casa! All’evento, in visita anche i soci ARGAV.

Famiglia raccoglie verdure Ortodidattico

Libera raccolta di verdure nell’Ortodidattico

Sabato 24 maggio 2014, a partire dalle ore 16.00 si terrà a Lusia (RO), in via della Provvidenza 684, (tel. 0425.667475, cell. 336-794014) la presentazione ufficiale dell’Ortodidattico, il profumo della freschezza, innovativo progetto agricolo a cura di Renato e Francesco Maggiolo, rispettivamente enogastronomo e agricoltore locale, sorto con l’obiettivo di portare il cittadino in campagna – e non solo i contadini in città con i loro mercati – nonché di promuovere la biodiversità ambientale come superamento del biologico.

Lattuga gentile_cappuccina_cipollotti_ rapanelli_rucola

verdure e aromi nell’Ortodidattico

Un habitat “ripopolato” naturalmente. L’Ortodidattico è un’azienda agricola di due ettari di terreno, impiantati e seminati con tutte le varietà di ortaggi che crescono nel clima del Polesine, con intorno alberi e arbusti appartenenti a 40 diverse varietà, studiati per essere ognuno ricettacolo di qualche insetto utile. Vi è inoltre un percorso olfattivo composto da un centinaio di essenze aromatiche. Nella coltivazione orticola non c’è nessuno impiego di chimica, in quanto è stato scelto di affidarsi alla biodiversità ambientale, vale a dire alla varietà di organismi viventi in esso presenti, per la cura e la sanità dei prodotti. Biodiversità che viene periodicamente monitorata attraverso apposite valutazioni della qualità dell’acqua, dell’aria e del suolo.

La presentazione del progetto agricolo. L’appuntamento di sabato 24 maggio inizierà alle 16 con la presentazione dell’Ortodidattico Logo Ortodidatticoa cura di Renato Maggiolo. A seguire, ci sarà una dimostrazione di un’innovativa zappatrice meccanica, fabbricata in Inghilterra e adattata alle esigenze della piccola orticoltura da una cooperativa di servizi agricoli di Lusia (Comagri), per togliere le erbacce senza diserbo e senza la lunga fatica della zappatura. I visitatori potranno raccogliere liberamente le verdure di stagione pronte nell’Ortodidattico. Il prezzo della verdura raccolta non è stabilito da chi lo coltiva ma viene lasciato alla decisione e al buon senso del visitatore-compratore. “Bisogna imparare ad apprezzare le verdure naturali sia nel gusto ma anche nel sapergli dare un prezzo”, spiega Maggiolo. L’incontro terminerà con un gustoso aperitivo elaborato con verdure e centrifugati di verdure dalla trattoria Al Ponte di Lusia.

Renato Maggiolo mentre raccoglie cipollotti

Renato Maggiolo mentre raccoglie cipollotti nell’Ortodidattico

Il cittadino torna in campagna. “L’ortodidattico vuole essere un’occasione per riprendere quel dialogo tra produttori e consumatori interrotto dalle logiche del mercato che hanno portato molti orticoltori di Lusia a chiudere l’attività in quanto non riescono a pareggiare i costi e ad una diminuzione dei consumi di frutta e verdura a causa dei prezzi troppo alti e alla mancanza di gusto e freschezza dei prodotti”, spiega Renato Maggiolo. Che aggiunge: “Il progetto vuole dunque invogliare il cittadino a diventare contadino, almeno per qualche mezz’ora alla settimana, senza “costringere” invece gli agricoltori a diventare fruttivendoli, perché il cittadino deve tornare a dialogare con la Natura e il proprio territorio, capire quando un ortaggio è fresco e conoscerne il miglior utilizzo in cucina”.

Angelo Zanellato

Angelo Zanellato

Un nuovo approccio al settore primario per renderlo più competitivo. L’evento è stato reso possibile grazie al sostegno del Consorzio per lo Sviluppo del Polesine nell’ambito delle attività realizzate attraverso il progetto di iniziativa comunitaria “APP4INNO” di cui il Consvipo è partner: “Il forte spirito d’iniziativa e il carattere innovativo che contraddistingue quest’attività l’ha resa un’idea vincente e siamo lieti di poterne “cogliere” con tale appuntamento i primi risultati”, afferma con soddisfazione Angelo Zanellato, presidente del Consorzio.

Laghetto per fitodepurazione acqua Ortodidattico

Ortodidattico, laghetto per la fitodepurazione dell’acqua

La libera raccolta delle verdure nell’Ortodidattico è sempre possibile, dall’alba al tramonto di tutti i giorni, anche festivi e  chi lo desidera potrà aiutare nei lavori. I visitatori troveranno sempre qualcuno in grado di dare spiegazioni e consigli per l’uso degli ortaggi in cucina e su come coltivare il proprio orto domestico nel rispetto della terra. Per visite di gruppi e scuole, possibilità di essere accompagnati previa telefonata (0425-667475, cell. 336-794014) o email: mymag@tin.it

Il Radicchio di Chioggia Igp arriva nei supermercati della città lagunare

26314LIl Radicchio di Chioggia Igp è arrivato anche nei supermercati della città lagunare. Fisicamente, la strada che ha percorso è veramente poca: dagli orti litoranei tra il Brenta e l’Adige, al centro di confezionamento dei Fratelli Garbin in Valgrande a Sant’Anna-Cavanella, fino a Sottomarina in viale Venezia nel supermercato Sisa-Issimo, gestito dalla giovane coppia Fiammetta e Marco Tiozzo. Un autentico km zero, quindi, che è stato subito apprezzato anche dai numerosi turisti che hanno affollato la località balneare nel lungo ponte del 25 aprile.

In un anno, raddoppiata la quantità commercializzata. Più lungo e articolato, invece il cammino che il Consorzio di Tutela Radicchio di Chioggia ha dovuto percorrere per promuovere l’immagine e le qualità del prodotto dall’origine certificata col marchio europeo, partecipando ad alcune delle maggiori fiere nazionali ed internazionali di settore, dal Macfrut di Cesena, al Sol&Agrifood del Vinitaly a Verona, fino al Frut Logistica di Berlino. In questo affiancato anche dalla capillare promozione nelle grandi catene della GDO nazionale effettuata direttamente dai confezionatori associati al Consorzio. Azioni che in un anno hanno portato al raddoppio dei quantitativi commercializzati.

boscolo-giuseppe-tiozzo-marco-sisa-radicchio-chioggia-igp-csLa produzione. «Paradossalmente – spiega Giuseppe Boscolo Palo (a sx nella foto) presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia – finora è stato più semplice comunicare l’Igp del radicchio come garanzia del legame col suo territorio d’origine ai consumatori del Nord Europa, dove “Chioggia” è spesso sinonimo di “Radicchio” nei menù dell’alta gastronomia. Speriamo che questo sia l’avvio per la diffusione su tutti i banchi dei negozi e su tutte le tavole dei ristoranti di Chioggia dell’autentico Radicchio Igp, di cui attualmente è in produzione la tipologia precoce, che si raccoglie da aprile fin verso l’estate esclusivamente negli orti litoranei di Chioggia e Rosolina; poi, da settembre fino ad inverno inoltrato, si raccoglie il radicchio tardivo, che viene prodotto nel territorio dei 10 comuni che vanno dalla Laguna di Venezia fino al Delta del Po: Chioggia, Cavarzere, Cona, Codevigo, Correzzola, Rosolina, Loreo, Porto Viro, Taglio di Po e Ariano Polesine».

Val di Gresta, programmata la stagione orticola 2014

val_di_gresta_verdure_biologiche_web_tagliataLa direzione del Consorzio ortofrutticolo Val di Gresta di Ronzo Chienis, affiancata dal tecnico di zona Gabriele Chistè della Fondazione Mach ha concluso gli incontri di programmazione degli ortaggi da coltivare nella stagione 2014 da circa 100 soci conferitori.

Le orticolture. Il programma comporta l’acquisto di 1.300.000 piantine da vivaio che saranno fornite da una ditta del Veneto. La superficie complessiva coltivata ad ortaggi dai soci del consorzio è di 80 ettari. Le patate occuperanno 40 ettari, 13 le carote, 25 gli ortaggi da foglia. Il resto sarà prevalentemente destinato alla coltivazione di cavoli cappucci da crauti e da mensa per un totale di 700.000 trapianti. Il costo di una piantina è di 7-7,5 centesimi. In un campo di radicchio di 1000 metri quadrati si trapiantano 7.000 piante.

(Fonte: Trentino Agricoltura)

Febbraio 2014, temperature miti anticipano la produzione di asparagi bianchi

punte-asparagiIn provincia di Padova, sotto le serre, sono spuntati i primi asparagi bianchi. Sono arrivati con sorprendente anticipo, dovuto al fatto che febbraio si sta presentando con una temperatura relativamente mite rispetto alla media stagionale.

Difficoltà, causa maltempo, per le coltivazioni all’aperto. Gli asparagi rispecchiano i loro valori migliori, che sono di un elevato livello, ed essendo i primi hanno anche una soddisfacente quotazione. Le richieste superano l’offerta tanto più che vengono trattati anche dalla Grande distribuzione. Per gli asparagi in serra la partenza, dunque, è stata buona, con aspettative di miglioramento. “E’ presto, però, per fare previsioni sulla stagione dell’asparago 2014 in provincia di Padova, spiega Ettore Petranzan, presidente della cooperativa “Terre Euganee” di Pernumia, associata a OPO Veneto: per le coltivazioni in serra non ci sono grossi problemi e la produzione potrebbe essere la stessa dello scorso anno o leggermente superiore, visto che non ci sono stati particolari investimenti o ampliamenti delle serre”. Qualche preoccupazione c’è, invece, per le produzioni all’aperto, che sono state parecchio disturbate dal maltempo e dalle piogge. Ci sono evidenti segnali di stress in diversi impianti. Quasi il 90 per cento dell’asparago del Padovano è coltivato all’aperto. Sulla stagione dell’asparago c’è l’incognita crisi: si tratterà di capire, osserva Petranzan, quanto i consumatori sono disponibili a pagare il prodotto in una fase in cui il reddito disponibile delle famiglie si è fortemente contratto.

La produzione in Veneto. Il Veneto, con quasi 1.400 ettari coltivati e 62 mila quintali di asparagi raccolti nel 2012, si situa al secondo posto per produzione: ha davanti la Puglia ed è seguito a distanza dalla Campania. E’ la provincia di Padova la “capitale” dell’asparago veneto. Produce sui 16 mila quintali. E’ vicina per quantità la provincia di Verona con 14 mila quintali. La cooperativa “Terre Euganee” ne tratta oltre 2 mila quintali. Sono i primi asparagi del Veneto a fare capolino, e c’è la spiegazione. Crescono in area termale, dove la terra è più calda e più morbida, favorevole quindi alla coltivazione dell’ortaggio.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

E’ tempo di “far sistema” per i radicchi Veneti IGP

Berlino  -3 Radicchi

da sx:
da sx Denis Susanna (Consorzio di Treviso), Cristiana Furiani (Consorzio di Verona) e Giuseppe Boscolo (Consorzio di Chioggia)

Costituire un’unica cabina di regia nelle iniziative promozionali rendendo tra loro sinergiche le azioni dei Consorzi nei programmi e nelle strategie per lo sviluppo commerciale e la valorizzazione dei Radicchi Igp Veneti in Italia, in Europa, nel Mondo intero. E’ questo l’impegno che si sono dati i rappresentanti dei tre Consorzi di Tutela di Chioggia, Giuseppe Boscolo Palo, di Verona, Cristiana Furiani, e di Treviso, Denis Susanna, presenti al Fruit Logistica di Berlino nello stand collettivo della Regione Veneto.

Boscolo Paolo: “Creare un sistema veneto per i radicchi Igp”. «Un dialogo avviato un paio di anni fa proprio qui a Berlino – ha spiegato Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia – che oggi può concretizzarsi nella costituzione di un consorzio di secondo grado che sviluppi un unico sistema di presentazione per i diversi eventi espositivi e un’unica campagna mediatica con produzione di materiale informativo comune che valorizzi l’immagine del prodotto congiuntamente al suo territorio d’origine, creando un “Sistema Veneto” per i radicchi Igp».

Furiani: “Veneto, terra dei radicchi”. «Pensiamo che con questa strategia il Veneto possa presentarsi come la “Terra dei Radicchi” – ha aggiunto Cristiana Furiani, presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Verona – unendo all’ampliamento del potenziale dell’offerta di prodotto, quella del valore complessivo del territorio d’origine, favorendo la penetrazione commerciale sui mercati tradizionali e aprendo ampie prospettive su quelli nuovi».

Susanna: “Radicchi veneti, offerta unica nel panorama degli ortaggi a foglia”.«I diversi radicchi veneti nel loro insieme – ha detto Denis Susanna, a Berlino in rappresentanza del Consorzio di Tutela del Radicchio di Treviso e Variegato di Castelfranco – costituiscono un’offerta unica nel panorama degli ortaggi a foglia, con una massa critica complessiva considerevole per tutto l’arco dell’anno, una diversificazione di forme e sfumature di colori e sapori, e una proposta esclusiva nei momenti topici di mercato, come il periodo natalizio e quello d’inizio primavera».

locandina10/2, la “triplice dei Radicchi Veneti Igp” presente a Chioggia. La palla passa ora alla Regione, che dovrà decidere se cogliere la sfida e sostenere concretamente la nascita e la crescita del Sistema dei Radicchi Veneti Igp. Un’occasione per parlarne potrà essere il convegno in programma lunedì 10 febbraio alle 18.30, presso la sede A.S.Po. di Chioggia, “Radicchio di Chioggia – Dinamiche economiche e opportunità per valorizzare il nome del prodotto e il reddito degli operatori”, al quale interverranno autorità istituzionali, esperti economici e tecnici, le organizzazioni di rappresentanza agricola e i Consorzi di tutela dei radicchi veneti Igp.

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp)

 

 

 

Il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp inizia l’attività 2014 con Fruit Logistica a Berlino ed un convegno a Chioggia (10/2)

locandinaIl radicchio di Chioggia Igp, nato dal pluridecennale lavoro di selezione di imprenditori orticoli locali, detiene oggi il primato per superficie coltivata e quantità di produzione sia in Veneto che in Italia, mentre in tutto il mondo si sono diffuse tipologie che lo imitano, ma non lo eguagliano. Il primo importante impegno di quest’anno per il Consorzio che lo tutela è Fruit Logistica 2014 a Berlino, dal 5 al 7 febbraio, nello stand della Regione Veneto (Hall 2.2/B-10).

Giuseppe Boscolo Palo

Giuseppe Boscolo Palo

Orti racchiusi tra fiumi, laguna e mare. “Nei tre giorni di apertura di questa prestigiosa vetrina, leader nel mondo per il commercio internazionale ortofrutticolo – afferma il presidente del Consorzio, Giuseppe Boscolo – presenteremo il Radicchio di Chioggia ai buyer di tutto il mondo, mettendo i confezionatori associati a contatto con circa 60.000 visitatori professionali provenienti da 130 Paesi, in modo che si possa vendere sempre più Radicchio di Chioggia Igp, dando soddisfazione di reddito agli orticoltori che con serietà si impegnano in questo percorso di coltivazione. E il messaggio che il Consorzio Igp cercherà di trasmettere nella terra di Angela Merkel è che il Radicchio di Chioggia Igp, ai pregi organolettici unisce la sicurezza certificata del legame con l’ambiente salubre d’origine, fatto di orti racchiusi tra fiumi, laguna e mare, ricco di storia, cultura e tradizioni. Un prodotto, che al gusto tipico della sua terra, unisce il fascino e i sapori di Chioggia, la città sull’acqua. la sua laguna e i suoi orti ».

A moderare l’incontro, il presidente UNAGA Mimmo Vita. Al rientro in Italia, lunedì 10 febbraio alle 18.30, presso la sede A.S.Po. di Chioggia, è già programmato il convegno “Radicchio di Chioggia – Dinamiche economiche e opportunità per valorizzare il nome del prodotto e il reddito degli operatori”, al quale interverranno autorità istituzionali, esperti economici e tecnici, le organizzazioni di rappresentanza agricola e i Consorzi di tutela dei radicchi veneti Igp.

Il radicchio più sapido al mondo è quello di Chioggia. Il legame del Radicchio di Chioggia col territorio d’origine è garantito dalla Indicazione Geografica Protetta, riconoscimento ottenuto a livello europeo nel 2008 e, da allora, si possono fregiare della denominazione Radicchio di Chioggia esclusivamente le produzioni ottenute dal seme autoctono tramandato e custodito dalle famiglie degli ortolani, che le coltivano secondo un rigido disciplinare nel territorio di 10 comuni delle tre provincie contermini di Venezia, Padova e Rovigo: Chioggia, Cavarzere, Cona; Codevigo, Correzzola; Rosolina, Loreo, Portoviro Taglio di Po, Ariano Polesine. Un territorio i cui suoli hanno origine dai materiali che il Po, l’Adige, il Brenta e i loro affluenti hanno portato dalle Alpi fino all’Adriatico; un miscuglio di rocce arenarie, formazioni moreniche, terreni alluvionali, sabbie e dune fossili, che conferiscono ai terreni caratteristiche tali da rendere il Radicchio di Chioggia il più sapido di tutti quelli coltivati nel mondo. Quello appena trascorso è stato per il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, costituito tra produttori e confezionatori, un anno di intensa attività per promuovere il Radicchio di Chioggia ed il suo territorio. Oltre che in diverse manifestazioni a livello provinciale il Consorzio ha portato il Radicchio di Chioggia anche in importanti eventi fieristici nazionali, dal “Sol & Agrifood” del Vinitaly di Verona al Macfrut di Cesena.

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp)

10-19 gennaio 2014, è di scena la Mostra dei radicchi Igp di Zero Branco (TV)

Libretto-Radicchio-20141La Mostra dei radicchi IGP di Zero Branco (TV), organizzata dalla Pro Loco, si caratterizza per la capacità di rinnovarsi e di creare sempre nuovi momenti di interesse e di attrazione. E’ organizzata subito dopo le feste natalizie ed è quindi anche un’occasione per fare i primi bilanci della stagione. Quest’anno è in programma dal 10 al 19 gennaio e si prevede l’arrivo di radicchi da un centinaio di aziende.

In mostra i principali radicchi veneti e ortaggi di stagione. E’ sempre il tardivo di Treviso (Zero Branco si trova nel cuore del territorio di produzione) a fare da traino, ma saranno presenti tutti i principali radicchi veneti invernali (il variegato di Castelfranco, il tondo di Chioggia e il semilungo di Verona). In mostra inoltre altri ortaggi di stagione. Il radicchio negli ultimi anni è diventato, assieme all’asparago, l’ortaggio maggiormente coltivato a Zero Branco e dintorni. Come bene mette in evidenza, in un recente saggio, il professor Ettore Ramponi, consulente di OPO Veneto per la formazione, le due colture hanno sostituito o relegato in secondo piano cereali, vino, peperoni, fragole, che un tempo erano dominanti.

Specialità a base di radicchio saranno proposte a un prezzo accessibile, deciso tenendo conto della crisi che sta alleggerendo le capacità di spesa dei cittadini: sono in preparazione piatti originali, ispirati alla tradizione, come il classico “poénta, fasiòi e radici” (polenta, fagioli e radicchi). Uno dei momenti più spettacolari della mostra sarà rappresentato dalla lavorazione del radicchio, interpretata dai Colmelli (contrade) di Zero Branco. Una vera e propria “sacra rappresentazione” con la quale si vuole offrire ai visitatori l’immagine vera del radicchio tardivo di Treviso attraverso le diverse fasi di lavorazione.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Orticoltura, al Mercato di Rosolina (RO) prezzi ridicoli per il radicchio

tondo rosso“Al Mercato di Rosolina, le aste per il radicchio rosso tondo prelavorato vengono battute mediamente a 5 cent/kg lordo. Togliamo il 12 per cento di commissione di mercato ed i costi di facchinaggio, per un totale di un po’ più di un centesimo al chilo. In tasca al produttore restano meno di 4 cent al chilo. Le spese di produzione medie (lavorazione terreno, piantine, raccolta, trasporto) sono di circa 25 cent al chilo. La perdita è di 21 cent/kg”. La denuncia è del presidente di Coldiretti Rosolina, Damiano Zuriati, insieme ai produttori di radicchio del comprensorio.

Facciamo un po’ di conti. “E mentre i coltivatori rosolinesi sono schiacciati al ribasso, retribuiti con prezzi vergognosi, i consumatori pagano caro un prodotto che solo apparentemente non costa niente”. – Così avverte il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, dati alla mano. Da una rilevazione Coldiretti dello scorso 8 novembre, girando per il centro storico del capoluogo polesano, appariva che il radicchio tondo rosso veniva venduto con un’amplissima forbice di prezzo, dagli 0,99 euro/kg per un prodotto sfuso in “offerta speciale”, ad un massimo di 2,50 euro/kg per lo sfuso di prima qualità su polistirolo.  Intanto, ogni volta che un produttore al mattino consegna al mercato di Rosolina 10 quintali di radicchio tondo rosso, perde 21 euro al quintale. Ma si continua a raccogliere e si continua a battere l’asta.

Speculazioni e furbizie. “Il prezzo dell’asta di Rosolina è un vero scandalo – esclama il presidente Mauro Giuriolo. – A chi giova tutto questo? Non certo al produttore, che non compensa neanche le spese, anzi ci perde. E nemmeno il consumatore. E’ evidente che con una larga forbice di prezzo alla produzione ed al consumo, come quella rilevata sul radicchio tondo rosso, c’è spazio per speculazioni e furbizie”. “Bisogna rimodulare i rapporti fra le varie componenti della filiera – avverte il direttore di Coldiretti Silvio Parizzi, – affinché tutti ricevano il giusto compenso, soprattutto i produttori, con soddisfazione anche dei consumatori che finirebbero per risparmiare”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

8-24 novembre 2013, radicchio rosso tardivo di Treviso in festa a Scorzè (Ve)

VOLANTINOLa Festa di Rio San Marino, borgo in comune di Scorzè, terra veneziana, è una delle feste più belle e più popolari dedicate al radicchio rosso tardivo di Treviso. Dall’8 al 24 novembre 2013 è tutto un susseguirsi di eventi e di spettacoli, imperniati sul gustoso ortaggio invernale.

E’ la prima di una felice serie di manifestazioni imperniate sull’ortaggio invernale e proprio per questo le è data una particolare importanza ed è molto frequentata: segna la novità orticola di stagione, ma soprattutto dal suo svolgimento si intuiscono tendenze e quotazioni di mercato e le risposte dei consumatori. Una festa dunque che è un faro indicativo per produttori e operatori del settore. Rio San Martino, terra di orti e di pure acque di risorgiva che si raccolgono nel fiume Dese, confina con la provincia di Treviso. Crescono, con il radicchio, altri ortaggi di grande qualità come la patata americana e l’asparago. Arrivata alla 32’ edizione, la festa si propone di essere un punto di riferimento e di raccordo di produttori del radicchio Igp di Treviso e di Castelfranco, ma anche dei radicchi di Chioggia e di Verona.

Momenti clou della Festa sono le mostre del radicchio e della patata dolce, in programma domenica 10 novembre, quando sarà aperta anche una rassegna dedicata all’emigrazione “fenomeno del secolo XX ed ancora attuale”. Un appuntamento dunque orticolo e gastronomico, in cui, come scrive Lorenzo Michielan, presidente della Pro loco di Scorzè che fa da regia all’evento, si riscoprono e si valorizzano i sapori della tradizione e le potenzialità del territorio, ma anche culturale e di conoscenza della propria storia.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)