• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

In Veneto, pomodori a grappolo e cuori di bue “battono” gli insalatari e i nasoni

CIELO_PODIOStanno perdendo terreno nel Veneto i tradizionali pomodori insalatari (tondi lisci) e i nasoni (ecotipi autoctoni, coltivati in particolare nell’area del Cavallino – Treporti, comune sul litorale veneziano), mentre sono in crescita le varietà a grappolo e i cuori di bue. E si sta allargando l’attenzione per i ciliegini e i datterini. E’ una tendenza che si sta accentuando in questa annata e che va a favore di varietà di pomodoro belli, gustosi, più serbevoli e quindi meno delicati.

Pomodori, in Veneto produzione di 71 mila tonnellate. E’ quanto si sta constatando negli orti di Cavallino Treporti e di Lusia (nel Medio Polesine), tra i fiumi Adige e Po. Sono pomodori coltivati ormai quasi soltanto in serra, risultato di attente prove varietali, delle quali sono state selezionate cultivar ottimali che danno il top quanto a valori organolettici, nutrizionali e gustativi. Sono pomodori che vengono consumati freschi, sempre presenti sulle tavole estive, da soli o in sapide insalate. Si è entrati ormai in piena raccolta e le quotazioni si mantengono su livelli stagionali standard, con tendenza verso una leggera lievitazione. Commenta Sergio Tronchin, responsabile commerciale di OPO Veneto: “Sono prodotti delicati, estivi, soggetti a continue oscillazioni di prezzo, per cui è sempre problematico fare previsioni. Diciamo che la stagione, dopo un avvio ritardato dal maltempo e con qualche incertezza, sta rispettando le attese. Il prodotto mantiene le posizioni, tenendo sempre conto del raffreddamento dei consumi di verdura per il diminuito potere di acquisto delle famiglie, riconducibile alla crisi che si sta vivendo”. La produzione complessiva di pomodori nel Veneto si è attestata da alcuni anni attorno alle 71 mila tonnellate ed è concentrata nelle province di Rovigo, di Padova e di Verona (fonte Veneto Agricoltura).

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

 

Non solo frutta ma anche olio e riso veneti a Macfrut (25-27 settembre 2013)

CARTINA_ECCELLENZE_cartinaMacfrut 2013 (Cesena, 25-27 settembre 20143) sarà una bella opportunità di coesione e di fare sistema per 11 prodotti di qualità del Veneto, garantiti dai marchi Dop e Igp. Dentro uno stesso spazio, con iniziative coordinate, saranno in vetrina i 5 radicchi di Treviso, Castelfranco, Chioggia e Verona, le insalate, cappuccia e gentile, di Lusia (Rovigo), gli asparagi, bianchi e verdi, di Badoere (Treviso), i marroni del Monfenera e di Combai (nel Trevigiano), l’olio del Garda e il riso vialone nano veronese.

In fiera, sarà creato un “ambiente” per mostrare come si coltivano le colture orticole. Sono eccellenze del Veneto, caratterizzate dal fatto di essere coltivate in ambienti di qualità, con pratiche sostenibili, rispettose della biodiversità. Uno spazio particolare sarà riservato alla filiera delle insalate di Lusia, che sarà presente con una decina di aziende, con il coordinamento del locale Mercato ortofrutticolo. E’ in programma anche un momento spettacolare per coinvolgere i visitatori: sarà realizzato “un ambiente” nel quale si presenterà come si coltiva e come si lavora il radicchio Igp di Treviso, un ortaggio che si sta sempre più affermando e che sta allargando i tradizionali confini di mercato. “La novità, rileva Francesco Arrigoni, direttore di OPO Veneto, è costituita dal fatto che si mettono insieme realtà diverse per ottimizzare le risorse disponibili per la promozione. Non solo ortofrutta, ma anche l’olio e il riso. Una sinergia “transettoriale” che promette bene. Macfrut 2013, dunque, è vista anche come una bella prova di coesione e di fare sistema”. Lo stand, che sarà realizzato in una posizione molto visibile, comprenderà uno spazio comune per incontri, dibattiti, degustazioni, che sarà a disposizione dei singoli Consorzi di tutela dei prodotti Dop e Igp, i quali sono in primo piano nell’organizzazione e nella gestione dell’evento. L’intera operazione rientra nelle iniziative previste dalla misura 133 del Psr (Piano di Sviluppo Rurale), finalizzata a sostenere, con fondi comunitari, le attività di informazione e di promozione delle produzioni agroalimentari di qualità. In tal senso, nove Consorzi di tutela di prodotti Igp e Dop del Veneto si sono messi insieme ed hanno presentato un progetto aggregato intitolato “Promozione di qualità, ortofrutta, riso e olio del Garda per crescere”, che è stato approvato dalla Regione Veneto. Il progetto prevede tutta una serie di iniziative promozionali e di valorizzazione, tra le quali la presenza “comune” al Macfrut di Cesena, la cui immagine sarà curata da Pietro Berton di Lineart. Capofila del progetto è il Consorzio di tutela Radicchio Rosso di Treviso Igp e Radicchio Variegato di Castelfranco Igp presieduto da Paolo Manzan.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Radicchio rosso di Treviso Igp, al via una nuova stagione

piantumazione

piantumazione radicchio rosso di Treviso Igp

Terra, tempo, conoscenza. Sono gli ingredienti base per un prodotto d’eccellenza dell’agroalimentare italiano come il Radicchio Rosso di Treviso IGP, molto più di una cicoria, un vero fiore da portare in tavola. Il processo di lavorazione per ottenere l’ortaggio più ricercato del prossimo inverno è iniziato proprio in questi giorni.

Campi trasformati in orti. Nelle campagne dei 24 comuni (17 in provincia di Treviso, 5 in provincia di Venezia e 2 in quella di Padova) dove – da disciplinare UE – è possibile coltivare l’originale Radicchio Rosso IGP, la terra è ormai pronta per accogliere le nuove piantine. La buona pratica agronomica prevede una rotazione triennale delle colture (lo stesso campo accoglie cioè il radicchio ogni due anni, intervallati soprattutto da colture cerealicole come orzo e frumento), per preservare le preziose coltivazioni da muffe e insetti dannosi. Dopo la concimazione con abbondante sostanza organica naturale, si procede ad una aratura superficiale (massimo 20 centimetri), quindi si passa all’erbicatura e alla fresatura: di fatto i campi si trasformano in grandi e perfetti orti.

in serraLuna calante, si procede alla semina. Dopo due anni d’attesa e già quattro passaggi di lavorazione, la terra è pronta ad accogliere il Radicchio. Dopo il primo luglio, in luna calante, si procede alla semina, che avviene soprattutto in vivaio. Dal 20 luglio fino alle metà di agosto si procede alla piantumazione in campo aperto con trapiantatrici semi-automatiche. Ma anche per arrivare alle piantine, il tempo e la conoscenza sono elementi fondamentali: le piantine che stanno per arrivare in campo oggi sono infatti figlie del radicchio della stagione 2011. Anche in questo caso il processo di selezione è meticoloso e tradizionale: le piante migliori vengono piantate in vaso e riportate in campo a primavera inoltrata (tra aprile e maggio) per dar luogo alle belle fioriture blu, protette da teli anti-insetto.

radicchioinfioreSelezione delle varietà. “Così nasce il Radicchio di Treviso IGP che poi seguirà le regole di raccolta e imbianchimento, con forzatura in acqua di falda, secondo il rigoroso disciplinare. Perché il vero Radicchio – spiega Paolo Manzan, presidente del Consorzio di Tutela – non può contemplare il “fai da te”, deve seguire le tecniche di una agricoltura professionale che consenta di mantenere ai massimi livelli la qualità del prodotto. Solo così potremo conquistare nuove fette di mercato”. La buona pratica degli agricoltori del Consorzio ha fatto sì che si selezionassero diverse varietà del prezioso Radicchio Tardivo: da quelle molto resistenti al freddo di febbraio a quelle a maturazione più lenta. In questo modo le imprese agricole associate riescono ad organizzare la propria produzione per essere sul mercato tutta la stagione.

Incognita meteo. Ma sulla stagione 2013/2014 pende però l’incognita climatica: “Lo scorso anno – ricorda il presidente – siamo stati penalizzati da un’estate torrida che ha fatto schizzare i costi di produzione per la necessaria irrigazione e poi da un dicembre – mese in cui si ha il picco di richiesta del mercato – così piovoso da impedire la raccolta in campo. Da gennaio fortunatamente ci siamo riallineati sia per prezzo che per quantità. Ora, dopo le abbondanti piogge durate fino a giugno, fortunatamente il buon tempo ha consentito una adeguata preparazione dei terreni”.

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio rosso di Treviso Igp)

Con Grow the Planet, i consigli per coltivare il proprio orto si condividono in rete

Immagine 2Lo scorso 17 maggio i soci ARGAV sono stati in visita ad H-FARM di Roncade (TV), incubatore privato di start up affermatosi nel mondo. Nell’occasione, i soci hanno conosciuto “Grow the Planet”,  progetto nato in H-FARM nell’estate del 2011 con l’obiettivo di diventare la community di riferimento per la coltivazione del proprio orto, dalla semina alla raccolta, dallo scambio al piatto, attraverso un’esperienza facile, divertente e social.

Basta iscriversi alla community online, dove ogni appassionato potrà condividere idee, conoscenze e trovare consigli su come far crescere gli ortaggi nel giardino o semplicemente sul balcone di casa. E nella vita reale gli utenti possono incontrarsi e scambiarsi attrezzi e prodotti a km0 raccolti direttamente dal proprio orto. Un riscontro immediato e reale, che fa di quest’idea una buona pratica della coltivazione e dell’interazione fra appassionati. Grow the Planet rappresenta un nuovo canale per sensibilizzare verso comportamenti ecocompatibili e per stimolare gli utenti ad assumere stili di vita rispettosi dell’ambiente.

Grow the Planet fa da “tutor” per coltivare l’orto sul balcone.Tra i progetti intrapresi di recente da Grow the Planet, figura l’introduzione nella grande distribuzione (impermercati Auchan) di “Profumi & Sapori, primo kit bio e 100% sostenibile”, ideato insieme a WWF Italia, per coltivare sul balcone con supporto 2.0 nel rispetto dei valori della sostenibilità, della biodiversità e con la massima attenzione nei confronti dell’ambiente e del pianeta. Il kit contiene tre vasi e un sottovaso VIPOT in lolla di riso – naturale e biodegradabile – tre dischi di terriccio PRATIKO compresso in fibra di cocco – sviluppati ad hoc per singole colture – e tre confezioni di semi biologici: erba cipollina, prezzemolo e basilico. La lolla di riso e la fibra di cocco rappresentano delle soluzioni sostenibili, innovative e alternative ai materiali tradizionali comunemente utilizzati, nascono infatti dalle materie prime naturali di scarto. C’è inoltre la possibilità di registrare il kit online tramite un codice. Grow The Planet fornirà poi tutte le informazioni per coltivare le piante in maniera semplice e accurata, dalla semina alla raccolta, dispensando consigli, suggerimenti e ricette.

(Fonte: Grow the Planet)

Orticoltura. IV gamma (ortaggi pronti per il consumo), il futuro è nell’export

040214VENETO07

serra insalata

Per la prima volta, registrano le cronache, arretra la IV gamma, ortaggi e insalate: si registra un meno 4,8 per cento negli acquisti. Il dato proviene dall’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e si riferisce al primo trimestre 2013.

Un settore che rappresenta il 5% circa dei consumi di ortofrutta in Italia. E’ la conseguenza evidente della crisi che sta raffreddando in maniera sensibile le potenzialità di spesa delle famiglie, che sono costrette a ridimensionare gli acquisti. Si sta risparmiando su tutto, dati generalmente in rosso, ed è inevitabile, quindi, che anche la IV gamma, che finora aveva retto, che anzi fino a pochi mesi fa registrava una tendenza positiva, rallenti, lasciando sul campo qualche punto. Le aziende, stanno comunque reagendo, cercando idee nuove e diversi percorsi commerciali. Commenta Simone Natali di OPO Veneto: “Il settore si sta impegnando per riposizionarsi sui mercati, attraverso proposte innovative, diverse, capaci di distinguersi e quindi di attirare l’interesse dei consumatori e degli operatori del settore. Si tratta di individuare nuove referenze rispetto alle “vecchie” che si dimostrano superate o comunque non più in grado di soddisfare le aspettative del consumatore moderno. La IV gamma è un settore innovativo che rappresenta quasi il 5 per cento dei consumi di ortofrutta degli italiani; un mercato di quasi 800 milioni di euro”. Dato per scontato che la crisi, che attraversa l’Italia, non ha i giorni contati, ma potrebbe prolungarsi parecchio, le aziende della IV gamma si stanno rivolgendo con crescente interesse all’estero. Nell’export si intuisce una prospettiva promettente.

Export, nuovo obiettivo delle aziende italiane. Cresce però la competizione tra loro, meglio quindi cercare di differenziarsi. L’azienda agricola di Paolo e Pietro Gambaro, di Noale, in provincia di Venezia, socia OPO Veneto, spedisce all’estero il 90 per cento della produzione. Piazza i prodotti, in mercati del Nord e dell’Est europeo. “Fortunatamente, rileva Barbara Gambaro, perché questo ci consente di essere oggi al riparo dalla crisi dei consumi del mercato nazionale. Siamo però costretti a confrontarci con aziende italiane, che, capito che il mercato interno si fa debole, si rivolgono all’estero. Cresce perciò la concorrenza tra soggetti che esportano e questo crea tensioni nelle quotazioni”. L’azienda Gambaro si sta caratterizzando per adozione di tecniche colturali a basso impatto ambientale che utilizzano “probiotici”, organismi che fanno bene alle piante che li ospitano e garantiscono ai consumatori produzioni salubri e ad elevato contenuto di antiossidanti. L’idea sta riscontrando risultati interessanti. “Sono momenti difficili, commenta Barbara Gambaro, caratterizzati da forte competitività: non bisogna mai perdere la fiducia, occorre lavorare bene e mantenere sempre a braccetto qualità e prezzo”.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Clima tropicalizzato: negli orti esplodono Nitidulidi e funghi patogeni

nitulidaeNelle coltivazioni venete di fragole sono comparsi coleotteri della famiglia Nitidulidae e del genere Carpophilus. Sono piccoli parassiti, di colore sul nero, che amano i sapori dolci. Attaccano le fragole da quando cominciano a maturare. Il loro succo le inebria. Non si limitano, comunque, alle fragole: colpiscono altri ortaggi come le tenere punte degli asparagi verdi, i cetrioli, i pomodori e frutti che maturano.

Azioni di prevenzione e geodisinfestazione. “Un serio problema per le coltivazioni, commenta Federico Nadaletto, tecnico orticolo, responsabile del magazzino “Mezzi tecnici” di OPO Veneto; i danni sono notevoli. Sono, si può dire, una novità in questo periodo. Sono “figli” della tropicalizzazione in atto del nostro clima”. La loro presenza è facilitata dalle piogge continue e insistenti e dalla forte umidità: un maltempo che ne favorisce la diffusione. Sono a disposizione diversi prodotti per combatterli: l’ efficacia della lotta dipende dalla tempestività degli interventi, soprattutto preventivi e di geodisinfestazione. Purtroppo in questa situazione “anomala” non ci sono solo i danni dei coleotteri Nitidulidae, ma si devono aggiungere perdite dovute ad altri parassiti, da botrite, a muffe varie, a funghi patogeni del terreno ed a problemi batterici di varia natura che colpiscono pesantemente ortaggi e frutta. I nitidulidi sono piccoli insetti polifagi (si nutrono cioè di sostanze diverse). Di forma ovale, possono raggiungere i 12 millimetri di grandezza. Le femmine depongono dalle 40 alle 125 uova singole. Un ciclo generazionale, a temperatura di 28 gradi, è calcolato attorno a tre settimane. La loro famiglia comprende circa 2.500 specie, ma il numero è approssimativo. La classificazione non è completa ed è destinata ad ampliarsi.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Trend positivo per il radicchio di Chioggia, che però soffre una crisi strutturale

Campi e confezione Radicchio di Chioggia Igp“Il radicchio è uno dei pochi ortaggi che, in questo momento critico per l’economia, non solo tiene le posizioni, ma le migliora e lascia intuire per il futuro un notevole sviluppo: il trend è positivo sia in termini di produzione che di prezzi (+ 4% nello scorso anno rispetto al 2011), di consumi (+2 %) e di esportazioni (+4%, con una crescita di valore dell’8%)”.

Radicchio, ortaggio “giovane”. Questi i dati elaborati e diffusi dal CSO (Centro Servizi Ortofrutticoli) di Ferrara, mentre per Cesare Bellò, direttore di Opo Veneto, «Il radicchio è un ortaggio “giovane”, ancora poco conosciuto fuori del suo territorio, che mantiene tutte le promesse di gusto e di qualità. C’è dunque spazio per un’ulteriore crescita». Due fonti autorevoli che indicano prospettive di mercato favorevoli per questo ortaggio, che nello scorso anno in Veneto ha raggiunto i 1.117.365 quintali (metà della produzione nazionale), confermando il primato nazionale della nostra regione, col “radicchio di Chioggia” (genericamente “rosso tondo”) capofila del settore.

In corso una crisi strutturale. Di interessanti potenzialità per il radicchio di Chioggia ne aveva parlato anche Corrado Giacomini, docente di economia agroalimentare all’Università di Parma, nel convegno del 23 marzo scorso all’Ortomercato, in occasione della manifestazione “Chioggia Capitale del Radicchio”, concludendo che la nostra orticoltura vive una crisi strutturale, il cui superamento può essere affrontato solo se si mette in campo una “governance” nella quale collaborino a stretto contatto e in sinergia l’Ortomercato, quale centro commerciale di riferimento per il prezzo e in rappresentanza del mondo produttivo e commerciale; il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia, quale organismo di promozione del prodotto collegato al territorio; le OP presenti nella struttura di Brondolo (OpoVeneto operante direttamente e Apo Veneto Friulana operante attraverso la Coop. CAPO), anch’esse che commercializzano il prodotto; il tutto con l’affiancamento ed il sostegno degli Enti territoriali interessati, Regione, Provincie e Amministrazione comunale di Chioggia, in primis.

Boscolo Palo: “Serve la collaborazione di tutti per consolidare la crescita”. Ma per ora le risposte latitano. “Le buone quotazioni delle produzioni primaverili degli orti litoranei di Chioggia e Rosolina – afferma il presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia, Giuseppe Boscolo Palo – confermano che il nostro radicchio è in forte crescita sui mercati. E’ quindi opportuno cavalcare quest’onda favorevole, data anche dalle contingenze meteorologiche, e costituire quanto prima questa “governance”, per la quale abbiamo recentemente sollecitato Ortomercato, quale committente della ricerca condotta dal prof. Giacomini, ad assumere l’iniziativa di convocare ad un tavolo di discussione i diversi attori in predicato, con l’obiettivo di dare concreto avvio ad un coordinamento operativo, nell’interesse dei produttori e del territorio nel suo complesso. Purtroppo al momento non abbiamo avuto risposta – continua Giuseppe Boscolo – e non ci facciamo troppe illusioni: già un paio di mesi fa il presidente di Ortomercato, al quale avevamo chiesto di ospitare nella struttura la sede operativa del Consorzio Igp, ci ha risposto con un sostanziale “NO”; d’altro canto anche l’Amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Casson e dell’assessore Salvagno ai quali avevamo formalmente sollecitato l’interessamento alla nostra richiesta, essendo Chioggia il toponimo che ha dato il nome alla tipologia di radicchio creata nel secolo scorso dal paziente lavoro di selezione degli ortolani locali, ha mantenuto sinora un assoluto silenzio!”.

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia)

Orticoltura, timido avvio primaverile per i cetrioli del Veneto

cetrioliE’ timido l’avvio della stagione dei cetrioli del Veneto, la cui produzione in serra, molto in ritardo quest’anno, è appena cominciata. L’ortaggio ama il sole e il caldo. Dà il meglio di sé con temperature diurne ideali di poco al di sotto dei 30 gradi; le minime dovrebbero comunque superare i 17/18 gradi. Sono condizioni che tuttora si fanno desiderare.

Una produzione annua di 21 mila quintali. La raccolta nelle serre, dunque, è appena cominciata ed è piuttosto magra, pur presentandosi di buona qualità. “In compenso, rileva Adriano Daminato, orticoltore di Loria (Treviso), consigliere di OPO Veneto, il prezzo è interessante. Proprio la scarsità di prodotto locale, dovuta al maltempo, sta favorendo la quotazione. Per i cetrioli coltivati in serra, ad ogni modo, al di là del ritardo di una quindicina di giorni, non ci dovrebbero essere grossi problemi, che invece si presentano per quelli all’aperto perché finora, a causa delle piogge, ne è stato quasi impossibile il trapianto”. La produzione totale veneta di cetrioli da mensa, nel 2012, ha superato i 21 mila quintali; mentre la varietà da sottaceti è stata di 25.525 quintali (dati Istat): un deciso calo rispetto all’anno precedente. Quest’anno si prevede il mantenimento delle posizioni.

L’ortaggio (Cucuminis sativus) appartiene alla famiglia delle cucurbitacee ed è originario dell’India. Ha un basso contenuto calorico, è ricco di vitamine e di sali minerali e si presta efficacemente nelle diete. Molta produzione, compresa quella veneta, viene esportata. Gli italiani, diversamente da altri popoli, non “impazziscono” per il cetriolo, che, invece, è molto popolare nei paesi europei del Nord e dell’Est. Va fortissimo in Grecia, dove è impiegato in particolare per fare il tipico tzantziki, la gustosissima salsa sempre presente nella cucina locale. Più diffuso è l’impiego dei cetriolini per sottaceti, serviti negli antipasti misti. L’ortaggio è valorizzato, inoltre, nella cosmesi contro la secchezza, le impurità e le irritazioni della pelle, alla quale dà elasticità. Un uso, questo, storico. E’ spesso citata, a proposito, la convinzione del medico umanista del Cinquecento Pietro Andrea Mattioli, che prescriveva il succo di cetriolo per rendere bella la pelle.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Angelo Squizzato

OPO Veneto si consolida e getta le basi per una sensibile crescita

VENETO_2013Per OPO Veneto il 2012 è stato un anno di ulteriore consolidamento. L’organizzazione di produttori ortofrutticoli di Zero Branco (Treviso) ha registrato un aumento delle vendite, nonostante il terribile momento economico, che inevitabilmente si è riflettuto anche sui consumi del settore. C’è stato un più 4 per cento rispetto al 2011, un risultato rilevante in un quadro assai critico in cui molte imprese hanno evidenziato cali generalizzati negli ordinativi, nelle vendite e nei fatturati.

Prevista una crescita nel 2013. Dati, situazione, programmi sono stati discussi dal Consiglio di amministrazione che ha approvato il bilancio da sottoporre all’assemblea dei soci. “Abbiamo fatto un buon lavoro, dichiara il presidente di OPO Veneto Francesco Daminato, ma soprattutto ci siamo dati un programma di sviluppo molto impegnativo. Abbiamo creato le basi per un rafforzamento delle strutture e dei servizi, che consentiranno di aumentare, completare e qualificare ulteriormente l’offerta di prodotti”. Un bilancio dunque positivo, ma soprattutto sviluppi che fanno intravvedere un considerevole aumento dell’attività nel corso del 2013. Sul finire dello scorso anno OPO Veneto ha incorporato la cooperativa associata ex Cos di Chioggia (Cooperativa ortolani Sottomarina), una operazione che consente una presenza molto forte in un territorio di orti molto importante, che ha nel radicchio di Chioggia Igp un prodotto strategico e di notevole valore per quantità e per qualità. “E’ interesse di OPO Veneto, sottolinea il presidente Francesco Daminato, sviluppare l’attività e la presenza della cooperativa nelle aree di produzione dei prodotti ortofrutticoli a denominazione con particolare riferimento ai magnifici cinque radicchi IGP.”

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Nasce “prodotti veneti in tavola”, sito web a tutela dei consumatori

Prodotti veneti in tavolaE’ nata la rubrica web “prodotti veneti in tavola”, realizzata da Regione Veneto in collaborazione con le associazioni dei consumatori operanti nel territorio regionale e Veneto Agricoltura. Alla pagina in questione si accede tramite il seguente link.

Conoscere meglio i prodotti di stagione del territorio. “Abbiamo voluto creare questa rubrica – ha spiegato l’assessore all’agricoltura e alla tutela del consumatore del veneto, Franco Manzato – non tanto e non solo per promuovere le produzioni di stagione delle nostre terre, ma come operazione culturale ed economica ad un tempo. La gente, i consumatori, spesso ignorano i prodotti tipici e quasi nessuno conosce più i tempi e i ritmi delle stagioni, quando i vari tipi di frutta e verdura sono naturalmente maturi, abbondanti e più buoni e spesso meno cari. La pubblicità e la maggior parte delle società agroalimentari multinazionali non aiutano e anzi tendono a proporre alimenti e prodotti senza tempo, di origine non nota, che hanno viaggiato settimane per raggiungere i nostri mercati, coltivati con regole e rispetto che non sono i nostri. Noi vogliamo far sapere cosa ci è vicino e quando”.

A servizio dei consumatori. La rubrica, all’interno non a caso del sito www.venetoconsumatori.it viene aggiornata mensilmente con tutti i prodotti di stagione, sia quelli freschissimi, sia quelli raccolti in precedenza ma utilizzabili al meglio e disponibili in commercio. Vengono anche segnalati i prodotti tradizionali del Veneto, illustrati da una scheda che individua le peculiarità, la zona di provenienza e fornisce informazioni sulla storia e le tradizioni del prodotto, il processo di produzione e il periodo di disponibilità nel corso dell’anno. Naturalmente, dalla pagina si può accedere alle altre rubriche del portale a servizio dei consumatori: risparmio, casa, assicurazioni, famiglia, lavoro, consulenze e così via. “Resto convinto che i consumatori vogliono garanzie su ciò che acquistano e che portano in tavola – ha concluso Manzato – cercano il risparmio ma non il rischio, anzi il contrario. ‘Prodotti veneti in tavola’ vuole essere uno strumento, una guida utile a disposizione, che suggerisce a tutti cosa cercare e cosa chiedere al venditore. E’ anche il biglietto da visita dell’agricoltura regionale di qualità, un connubio tra le tradizioni, la storia e le peculiarità che caratterizzano la nostra regione”.

(Fonte: Regione Veneto)