• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Consumi stabili per i fagiolini, l'”ortaggio” più presente negli orti di casa

Consumi e mercato stabile per il fagiolino (Phaseolus vulgaris) o “tegolina”, altro nome tra i tanti con i quali, in particolare in aree del Veneto, è conosciuta una varietà di legumi che si può considerare un ortaggio a tutti gli effetti. Si mangia fresco, tenero, tutto (da qui un altro nome, mangiatutto).

Se ne producono in Italia poco meno di due milioni di quintali. Diverse le varietà che si distinguono all’occhio per il colore (verde, giallo, violaceo) e per la forma piatta o cilindrica. La ricerca sta offrendo cultivar sempre più interessanti per la coltivazione, la resa, la qualità e bontà. Nane e rampicanti. Alcune produzioni di nicchia, come la storica Meraviglia di Venezia, sono chicche locali, che danno identità, colore e sapore alla gastronomia locale. La meraviglia degli orti veneziani, prodotta anche in altre zone del Paese, ha il baccello appiattito, largo, ricurvo e di mezza grandezza. Tenera e senza fili, si distingue per il colore giallo pallido. I semi sono neri. E’ impiegata in cucina per piatti ricercati in cui conta molto la presentazione. Fa immagine.

Il fagiolino, è tra le verdure più presenti negli orti di casa, dove cresce senza grossi problemi; non richiede particolari trattamenti ed ha una resa generalmente buona. Un legume – ortaggio, insomma, che dà soddisfazione agli hobbisti dell’orto. La raccolta domestica sta per incominciare e questo sta incidendo sul mercato, che finora si è mantenuto su buoni livelli, con quotazioni ritenute valide: attorno all’euro e mezzo al chilo alla produzione per qualità eccellenti. “I consumi di fagiolini, ad ogni modo, rileva Sergio Tronchin, di OPO Veneto, da qualche anno hanno un andamento costante e prevedibile, senza picchi verso l’alto, ma anche senza cadute. Quest’anno si ha l’impressione che ci sia, soprattutto a livello locale veneto, una maggiore produzione negli orti di casa, ma non penso che questa possa avere particolari condizionamenti sul mercato più generale e quindi sul prezzo. Dovremmo perciò, a conclusione della stagione, registrare una media nella produzione e nei consumi”. Il fagiolino ha un basso valore calorico, è ricco di fibre, di minerali e di vitamine. E’ indicato in diete e come rimedio naturale per contrastare ipertensione, colesterolo e diabete.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Imminenti le semine del radicchio di Treviso, attenzione al possibile eccesso di offerta

Nelle terre del radicchio di Treviso si è già al lavoro per le semine, che sono imminenti, tra la fine di giugno e i primi di luglio. Intanto si stanno preparando i terreni. Tutto fa presagire un aumento degli ettari destinati al pregevole ortaggio, soprattutto al tardivo, perché è questo, in particolare, che fa mercato e costituisce la ricchezza dell’orticoltura della zona.

Necessario programmare la produzione. Se da un verso il possibile incremento è positivo, perché dimostra una confermata fiducia nelle potenzialità del radicchio, dall’altro si mette in guardia dal possibile eccesso di offerta. Già nella passata stagione il tardivo di Treviso ha sofferto di questo: le quotazioni non hanno soddisfatto appieno. Anche a cavallo delle feste natalizie e di fine anno, i giorni d’oro per il tardivo, i prezzi sono rimasti sotto le attese. OPO Veneto, che ha nei radicchi il suo punto di forza, sostiene la necessità di arrivare alla programmazione della produzione e all’adeguamento della domanda. “Sarebbe questo, rileva Cesare Bellò, direttore di OPO Veneto, un obiettivo molto importante da raggiungere perché consentirebbe una presenza di prodotto sul mercato in linea con i consumi e una migliore redditività per i produttori”.

Tutelare i redditi dei produttori. La programmazione dell’offerta è basilare per un l’organizzazione di produttori fortemente orientata al mercato quale è OPO Veneto. Tutto questo, inoltre, darebbe qualche carta in più per prevenire e per gestire eventuali situazioni critiche e quindi per tutelare i redditi dei produttori. Sulla opportunità di un’equilibrata gestione della produzione di radicchio di Treviso si dichiara il presidente del Consorzio di tutela dell’ortaggio Igp Paolo Manzan: “Una programmazione sì, dentro però un ragionevole rapporto tra domanda e offerta, senza quindi paletti troppo limitativi o condizionamenti che possano in qualche modo vincolare l’imprenditorialità degli orticoltori. Bisognerebbe, piuttosto, arrivare a relazioni più solide tra produzione e distribuzione, con reciproco impegno”.

La produzione. Si coltivano sulle 8.500 tonnellate di tardivo di Treviso: questo è il dato ufficiale del prodotto commercializzato, ma si tratterebbe di una cifra per difetto. E’ancora relativamente basso il numero degli orticoltori che aderiscono all’Igp, Indicazione geografica protetta, il marchio europeo di tutela che documenta la qualità, dà valore all’ortaggio ed è garanzia per produttori e consumatori.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Arrivano le zucchine gialle, squisite, ma sempre meno coltivate

Le zucchine gialle sono una “chicca” in cucina, squisite e versatili, ma è sempre più difficile trovarle. E’ adesso il momento migliore per la raccolta. Sono rimasti in pochi a coltivarle. Così nel Veneto se ne producono poche decine di quintali, pochissimo se si fa il confronto con altre varietà, in particolare con le verdi.

Produzione ridotta per la raccolta laboriosa. Il motivo è spiegato da Vittorio Tosatto, azienda orticola a Scorzè, in provincia di Venezia: “Sono alquanto spinose e questo rende la raccolta laboriosa, bisogna cercare la zucchina tra le tante foglie, e la resa è piuttosto bassa. Fatti bene i conti, il prodotto non dà grandissime soddisfazioni, anche se ha ancora alcuni validi sbocchi commerciali”. Il prezzo è superiore rispetto alle varietà che si trovano comunemente in commercio; sul finire di maggio hanno toccato i 3 euro e mezzo alla produzione.Nel frattempo la quotazione è scesa sensibilmente, ma si mantiene comunque su livelli considerati interessanti.

Gusto simile alla zucca. E’ un mercato ormai solo di nicchia, confermano a OPO Veneto, organizzazione di produttori orticoli di Zero Branco (Treviso), rivolto in particolare al mondo della ristorazione. Si trovano quasi soltanto dai fruttivendoli più attenti alle cose diverse, curiose e ricercate. Sono richieste da consumatori intelligenti che cercano prodotti buoni e tradizionali, che amano il piacere di scoprire gusti originali. Delle zucchine gialle apprezzano il sapore ben riconoscibile nella sua delicatezza, la dolcezza, la leggerezza e la digeribilità. E’ un gusto che si avvicina molto a quello della zucca. Con le zucchine gialle sono preparati deliziosi risotti oppure ottime frittate. Si distinguono per versatilità in cucina tanto che si prestano per antipasti, primi, secondi, contorni, dolci.La pianta (cucurbita pepo, famiglia delle cucurbitacee), originaria dall’America centro meridionale, è resistente e ama il caldo. Il colore delle zucchine è giallo oro, i fiori sono sul giallo arancione. La gialla, come tutte le zucchine, è un ortaggio ipocalorico, disintossicante, depurativo e digeribile: virtù che lo rendono ideale per chi vuole mantenersi leggero o si trova in dieta. In più offre un tocco di colore, di originalità e di dolcezza.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Fino al 15 settembre 2012 è possibile partecipare al primo concorso fotografico “Chioggia Capitale del Radicchio”

Annunciato nel corso della kermesse di marzo scorso all’Ortomercato, col mese di maggio ha preso il via il Primo concorso Fotografico “Chioggia Capitale del Radicchio”, organizzato in collaborazione con Rce-Foto di Chioggia.

Due i temi proposti: uno fisso, “Il Radicchio di Chioggia”, quale principe dell’orticoltura locale ripreso nella molteplicità dei momenti colturali, di lavorazione e commercializzazione; l’altro libero, “I prodotti agroalimentari e il territorio dei 10 Comuni del Radicchio Igp di Chioggia”, nel quale i fotoamatori potranno sbizzarrirsi nel fissare immagini della gente, dei vari paesaggi e diversi ambienti, dei mestieri e delle tradizioni caratterizzanti le aspetti ed espressioni rurali nei Comuni di Chioggia, Cavarzere, Cona, Codevigo, Correzzola, Rosolina, Ariano Polesine, Taglio di Po, Porto Viro, Loreo, quelli, appunto, che costituiscono l’area di coltivazione del Radicchio di Chioggia Igp.

Invio foto entro il 15 settembre 2012. Gli appassionati di fotografia possono inviare i loro scatti entro il prossimo 15 settembre all’Ortomercato di Chioggia, o consegnarli presso i negozi Rce-Foto del Veneto. Premiazioni in ottobre, nell’ambito delle manifestazioni del mese dedicato alla Zucca Marina di Chioggia, con allestimento di una mostra fotografica delle immagini selezionate. Informazioni e documentazione per partecipare al concorso sono reperibili presso i negozi Rce-Foto o scaricabili dai siti “www.rcefoto.com” o “www.ortomercatochioggia.it”.

(Fonte: Ortomercato di Chioggia)

Ehi ragazzi! La via per il “paradiso” dei vegetariani porta a Lusia (RO)

Trattoria Al Ponte, Lusia (RO)

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Ehi ragazzi! Se siete nei pressi di Rovigo, magari per una visita a quella splendida riserva naturale che è il Delta del Po, c’è un’ottima trattoria che serve ogni giorno, accanto ai piatti di tradizione locale, un menù vegetariano, raffinato e semplice nello stesso tempo e dal prezzo onesto (25 euro dall’antipasto al dolce). E’ la Trattoria al Ponte di Lusia, cittadina celebre per la coltivazione delle verdure e in particolare per le insalate Igp, tutelate dal Consorzio.

da sx Enrico, Luciano, Giuliana e Silvia Rizzato, titolari Trattoria Al Ponte

Il ristorante, peraltro sede dell’Accademia delle verdure dell’Adige, presieduta da Renato Maggiolo, è un locale storico di proprietà fin dai primi del ‘900 della famiglia Rizzato, oggi rappresentata da Luciano, insieme alla moglie Giuliana e ai figli Enrico e Silvia. Proprio il venticinquenne Enrico, fresco di stage dal maestro Gualtiero Marchesi, si adopera con passione in cucina per servire piatti preparati con ingredienti di stagione e di provenienza locale, che deliziano l’occhio oltre che il palato.

Antipasto

Gateau di patate

Plum Cake alle verdure

Gelato alle verdure

Tra le pietanze che ho gustato con particolare soddisfazione cito gli spaghetti alle verdure, preparati con una decina di ortaggi, ciascuno di essi cotto da solo secondo i tempi richiesti dal tipo di verdura. Il risultato? Una pasta con verdure croccanti e saporite, davvero deliziosa e salutare. Buoni anche gli antipasti, dal maki di porro alla parmigiana al rotolino di melanzana con crema di piselli al tortino di cavolfiore gratinato, come anche il gateau di patate ripieno di verdure con piselli e salsa di parmigiano. Da appassionata di dolci, ho apprezzato molto anche il plum cake di verdure nonché il gelato alla carota e alla lattuga, quest’ultimo una “sperimentazione”, davvero ben riuscita a mio avviso, specie per il gusto a base di insalata di Lusia Igp, della gelateria La Dolce Idea di Lendinara (via Varliero 14, tel. 392 1359507), paesino nei pressi di Lusia. Come arrivare a questo “paradiso” per vegetariani (ma non solo)? La trattoria, che è chiusa il lunedì, si trova a meno di 10 km dall’uscita dell’autostrada A13, in località Bornio a Lusia di Rovigo, in via Bertolda 27, tel. 0425 669890.

Un campo per salvare il Carciofo violetto di Sant’Erasmo

Nell’ambito del progetto “SIGMA2” per la gestione sostenibile dell’ambiente e la biodiversità, finanziato dal Programma per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, due campi sperimentali sono stati inaugurati nell’isola veneziana di Sant’Erasmo e a Lio Piccolo, nel Comune di Cavallino-Treporti. Uno è dedicato alla salvaguardia delle varietà locali del carciofo violetto veneto e l’altro è concentrato sull’asparago ‘montina’. L’iniziativa è promossa da Regione del Veneto e da Veneto Agricoltura.

Carciofo minaccio da un fungo patogeno. Le due aree di tutela nell’isola di Sant’Erasmo e a Lio Piccolo, sono state create nelle zone storicamente vocate a coltivazioni specializzate e di qualità, terre da sempre considerate gli orti di Venezia. L’obiettivo è principalmente quello della salvaguardia del patrimonio genetico locale di questi preziosi ortaggi, anche a fronte della sempre più concreta minaccia di un fungo patogeno che sta iniziando a colpire soprattutto le carciofaie più vecchie e che impone la sollecita adozione di adeguate tecniche per la costituzione di nuovi impianti per scongiurare la scomparsa di queste varietà orticole riconosciute come prodotti tradizionali della Regione del Veneto.

«Continua il nostro impegno per la conservazione della biodiversità – spiega Franco Manzato, assessore all’agricoltura della Regione del Veneto – che riteniamo sia una straordinaria ricchezza dei nostri territori, non solo per l’irrinunciabile valore storico, tradizionale e colturale, ma anche per l’interesse economico rappresentato da quei prodotti di nicchia che hanno un loro spazio nei mercati orticoli regionali e nazionali e che soddisfano la domanda dei consumatori più attenti alla qualità, alla genuinità e all’originalità delle produzioni agricole».

(Fonte: Garantitaly.it)

Energia alternativa negli orti: OPO Veneto lancia una campagna promozionale

OPO Veneto propone a soci e clienti una campagna promozionale per incentivare l’adozione di energia sostenibile nelle aziende e nella coltivazione di verdura e di frutta. Ha firmato una convenzione con “Solar Total”, un’azienda leader a livello europeo nella fornitura di impianti fotovoltaici, la quale attualmente ha oltre 22 mila clienti.

Offre un servizio complessivo, che comprende la consulenza tecnica iniziale, la progettazione, l’installazione, la gestione delle pratiche amministrative, l’assistenza postvendita. L’impianto, la cui installazione è proposta con la formula “chiavi in mano”, è garantito per vent’anni quanto a funzionamento. E’ assicurata, quindi, un’assistenza continua e puntuale. Con la convenzione, che prevede condizioni decisamente favorevoli e competitive, la Solar Total” si impegna a realizzare una campagna co-marketing con OPO Veneto, il cui obiettivo è sviluppare la cultura dell’energia sostenibile tra gli ortofrutticoltori.

Commenta Cesare Bellò, direttore di OPO Veneto: “L’operazione è in linea con la sostenibilità ambientale, che è un punto di forza della nostra Organizzazione di produttori, ma che è anche un’esigenza sempre più avvertita nel nostro tempo, di fatto imposta dalla crisi energetica, dalla domanda del mercato, dalle richieste dei consumatori, dalla normativa europea e dei paesi economicamente più sviluppati”. L’ortofrutticoltura sostenibile, rispettosa dell’ambiente e praticata nel segno risparmio energetico, si presenta ormai come una necessità. Sicuramente come un’interessante e lungimirante opportunità che valorizza imprese e produzioni. La convenzione OPO Veneto-Solar Total ha la durata di dodici mesi.  Info: simonenatali@ortoveneto.it

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

AOP Veneto Ortofrutta, dati in crescita, progetti e aspettative per il futuro

Nonostante il difficile momento che sta vivendo il nostro paese, i dati sono positivi, il fatturato è in crescita e si coltivano progetti impegnativi per il futuro. In sostanza, si guarda avanti nella speranza che i tempi cambino e che si aprano per l’ortofrutticoltura stagioni meno critiche. AOP, Associazione di organizzazioni di produttori ortofrutticoli, Veneto Ortofrutta presieduta da Fausto Bertaiola (ne è direttore Cesare Bellò), ha approvato il bilancio 2011 e valutato possibili progetti di crescita del gruppo.

Progetti e aspettative. L’assemblea dei soci si è tenuta nella sede a Zero Branco, in provincia di Treviso, giovedì 26 aprile scorso. Si punta, in particolare, sul rafforzamento delle sinergie di gruppo, sul potenziamento ed allargamento dei servizi, su un maggiore coordinamento delle attività in un’ottica di dare maggiore redditività alle aziende socie. Idee, proposte, progetti per il futuro la cui implementazione richiede risorse che, però, potrebbero essere difficili da reperire visto la crisi che sta vivendo il settore ortofrutticolo e le crescenti difficoltà di finanza pubblica del nostro paese.

Il fatturato complessivo delle 7 O.P. aderenti all’AOP ha superato i 150 milioni di euro, di cui oltre 120 milioni provenienti da soci. Una realtà che rappresenta più del 40 cento delle produzioni commercializzate dalle OP venete. C’è stato un buon incremento, nonostante le difficoltà che è inutile nascondere, commenta il presidente Fausto Bertaiola: “Veniamo da 3, 4 anni di crisi, con costi aziendali che aumentano in maniera esponenziale. Ci sono molte attese per quest’anno e per il prossimo. Speriamo, a questo punto, che il tempo ci dia una mano”. Positivo il consuntivo del programma europeo “Frutta nelle scuole”, nel quale l’AOP è stata attivamente coinvolta. L’iniziativa, che ha incontrato ampio consenso nelle scuole, si è confermata un ampio canale di promozione del consumo di frutta e di verdura tra i ragazzi. Obiettivo, dunque, centrato, rileva Simone Natali, tecnico AOP/Opo Veneto. Sono soci di AOP Veneto Ortofrutta: OP COP di San Giovanni Lupatoto, Verona, OP Europ di Giacciano con Barucchella (Rovigo), OP Il Noceto di Chiarano (Treviso), OP Orti dei Berici di Pojana Maggiore (Vicenza), OP Ortoromi di Borgoricco (Padova), OPO Veneto di Zero Branco (Treviso), OP Consorzio Piccoli Frutti di Illasi (Verona).

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Negli orti del Polesine avanti con le bioenergie

In una decina di aziende orticole del Polesine, nella zona attorno a Lusia e a ridosso del fiume Adige, si è entrati nel secondo anno di sperimentazione di bioenergie. I risultati, commenta il tecnico di OPO Veneto Massimo Pezzuolo, sono più che incoraggianti.

Si utilizza materiale plastico biodegradabile (MaterBi) ottenuto da amido di mais per la pacciamatura, si adottano bioteli e si ricorre a impianti irrigui a basso consumo. La concimazione chimica è ridotta al minimo, sostituita da sostanze organiche, il cui tempo di decomposizione è di alcuni mesi, mentre occorrono mille anni per le materie plastiche sintetiche. Per l’imballaggio dei prodotti Igp si privilegia il mono-prodotto totalmente riciclabile. In sostanza, rileva Massimo Pezzuolo, si cerca di produrre nel rispetto dell’ambiente e del territorio, come, del resto, viene richiesto dall’Unione europea, le cui normative sono sempre più mirate in tale direzione.

Il progetto, di durata biennale, è realizzato in collaborazione con soggetti pubblici e privati, come il Mercato Ortofrutticolo di Lusia, il Consorzio di tutela dell’insalata Igp di Lusia, OPO Veneto, Veneto Agricoltura, azienda della Regione, il Servizio Fitosanitario Regionale. C’è la collaborazione di Novamont, azienda chimica italiana attiva nella ricerca e nella produzione di materiale bioplastico. In questo secondo anno di sperimentazione si è avviata un’operazione di verifica per cercare di parametrare scientificamente il “rapporto causa ed effetto”, ossia i risultati che si ottengono producendo con criteri sostenibili ed ecocompatibili.

Gettate le basi per un’orticoltura innovativa. In particolare per l’acqua di uso irriguo la ricerca sarà condotta con il dip. TESAF dell’Università di Padova. Nel frattempo continuano le prove varietali e la sperimentazione in campo di tecniche di produzione e di materiale biodegradabile. Gli orticoltori sono con continuità sensibilizzati attraverso azioni di informazione e di aggiornamento. A Lusia, dunque, ed è questo l’obiettivo di tutta l’operazione, si stanno gettando le basi per un’orticoltura innovativa, basata soprattutto su criteri di buone pratiche agricole, rispettose dell’ambiente e del territorio.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Magra primavera per l’insalata di Lusia, buona e salutare ma poco quotata

E’ bellissima ma povera l’insalata di Lusia, coltivata su fertilissimi orti tra i fiumi Adige e Po. Per lei è cominciata una magra primavera. Il mercato è pressoché fermo. Migliorerà? E’ quanto sperano gli orticoltori che per ora, rileva Alessandro Braggion, presidente del Consorzio di tutela dell’insalata Igp di Lusia, “vendono poco e non c’è prezzo”.

A.A.A. cercasi adesioni. Non ha sicuramente giovato il “ritorno” del freddo, che in genere non favorisce il consumo di insalate. Si spera perciò in maggiori soddisfazioni con l’arrivo del bel tempo e di temperature più elevate. E’ una situazione che interessa tutte le varietà, comprese le nobili gentile e cappuccia, che hanno il riconoscimento europeo Igp. La bassa quotazione disincentiva, tra l’altro, le adesioni al Consorzio di tutela, che invece abbisognerebbe di risorse e di sostegni più convinti per sviluppare incisive azioni di promozione – informazione, ricerca e sperimentazione per migliorare la qualità e le pratiche di coltivazione.

Le cause sono attribuite a un calo di consumi; si hanno meno soldi in tasca, si spende meno anche per frutta e verdura, si risparmia. E’ la diretta conseguenza del dimagrimento che hanno subito i bilanci familiari. E’ da poco cominciata la raccolta in pieno campo, mentre si va verso l’esaurimento della produzione in serra. Nel territorio attorno a Lusia si coltivano attorno ai centomila quintali di insalata all’anno. La primavera dovrebbe essere la stagione magica per le insalate, un ortaggio che è simbolo di freschezza e di mangiar bene e sano. E’ corroborante e tonico per l’organismo. Ha doti rinfrescanti e depurative. In particolare, precisa Renato Maggiolo, sapiente gastronomo, cultore di ortaggi, la lattuga di Lusia contiene in abbondanza acido folico, vitamina del gruppo B, che è un ottimo regolatore del sistema ormonale e farebbe bene proprio in primavera. Di nuovo, dice Renato Maggiolo, c’è in particolare il crescente interesse della cucina di qualità per le insalate, quasi una riscoperta, con proposte interessanti, nuove, curiose e soprattutto appetitose.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)