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Ttip, De Castro nominato “rapporteur permanent”, rischi e opportunità dell’accordo di libero scambio tra Ue e USA in discussione a Bruxelles

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi«L’attuale stretta sui prezzi è un effetto a catena dell’embargo russo. Dobbiamo trovare una soluzione che non faccia male solo a noi, perché le sanzioni dell’Unione europea alla Russia hanno un effetto più dannoso per noi che per loro». A sostenerlo l’europarlamentare Paolo De Castro, che è intervenuto nei giorni scorsi a Veronafiere per l’assemblea annuale di Uniceb, l’Unione nazionale degli importatori, esportatori, industriali, commissionari, grossisti, ingrassatori, macellatori, spedizionieri di carne e derivati. Che ha registrato anche un passaggio storico: l’elezione alla guida di Carlo Siciliani, dopo 44 anni di presidenza ininterrotta di Fossato.

Ttip, il 9 dicembre riunione a Bruxelles con gli esponenti dell’agoalimentare europei. Con l’assemblea di Uniceb ospitata ancora una volta nel proprio quartiere espositivo, Veronafiere conferma la propria leadership nel comparto carneo, che vedrà l’intera filiera protagonista dal 10 al 13 maggio durante la 26ª edizione di Eurocarne, rassegna internazionale dedicata alla carne. «La Russia pesa per l’Unione europea 14-15 miliardi di euro, quasi quanto gli Stati Uniti, che “valgono” 17 miliardi di export – ha detto De Castro, recentemente nominato rapporteur permanent per il Ttip, l’accordo di libero scambio commerciale fra Ue e Usa –. Dove trovare mercati alternativi che valgono per l’Ue 14 miliardi di euro? Non è immediato, servirebbero almeno 20 anni». De Castro ha annunciato che il prossimo 9 dicembre, a Bruxelles, convocherà «una riunione con tutta la rappresentanza agroalimentare europea, per parlare di rischi e opportunità derivanti dal Ttip». Secondo De Castro, «gli Stati Uniti sono un paese di 350 milioni di abitanti, con un reddito pro capite medio che è quasi il doppio del nostro; anche il saldo commerciale, con esportazioni per 17 miliardi e importazioni per 10, è positivo per l’Unione europea».

Nuova Pac, greening, slitterà al 2016 l’applicazione? Sulla Pac, che entrerà in vigore dal prossimo gennaio, De Castro ha ribadito la richiesta avanzata al commissario europeo Phil Hogan: «Far slittare al 1° gennaio 2016 l’applicazione del greening, perché i margini di errore in questa fase, secondo la Corte dei Conti europea, sono dell’ordine del 7-8%, che significa 2-3 miliardi di euro. Abbiamo gioito questa mattina perché Ecofin ha annullato il taglio di 450 milioni dal settore agricolo, rischiamo però con il greening di perdere una somma ben superiore».

Fonte: Veronafiere

 

Nuovi fondi in arrivo per chi semina su sodo, l’Informatore Agrario ne parla il 14 novembre a Bolognafiere. Workshop gratuiti per i giovani agricoltori.

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiL’agricoltura “verde” premiata nei Programmi di Sviluppo Rurale della PAC 2014-2020 in base alle prime anticipazioni raccolte da L’Informatore Agrario mentre le Regioni sono impegnate proprio in questi giorni a valutare i feedback della Commissione Europea sulle prime proposte di PSR.

Priorità, uso sostenibile del suolo. Spiccato, infatti, l’accento posto dalla Ue sulle pratiche per la sostenibilità ambientale nella futura Pac, tenendo conto anche delle sfide imposte dal cambiamento climatico e soprattutto della priorità “uso sostenibile del suolo”. Quali le prospettive per le aziende agricole italiane? Se ne parlerà in uno dei 6 workshop specializzati de L’Informatore Agrario, “Sostenibilità e agricoltura conservativa: le misure di sostegno dei nuovi Psr” in programma il 14 novembre alle 10.30 nell’area Quadriportico di BolognaFiere. “Se nella precedente PAC erano solo 3, oggi sono balzate a 14 le Regioni che intendono attivare uno schema di pagamento agro-climatico ambientale (Paca) (Misura 10) per gli agricoltori che adotteranno volontariamente metodi di coltivazione a ridotto impatto sul suolo come la semina su sodo – spiega Danilo Marandola, di INEA. La semina su sodo (no tillage) verrà sostenuta perchè favorisce la lotta all’erosione e la conservazione della biodiversità del suolo e permette di ridurre le emissioni di CO2 in agricoltura”.

I contributi. In base alle proposte contenute nelle prime versioni dei PSR presentati, gli agricoltori che sceglieranno la semina su sodo potranno ricevere infatti contributi tra i 135 e i 400 euro/ha per 5-7 anni in base ai territori e alle tipologie di seminativi interessati. Naturalmente l’importo dei pagamenti agro-ambientali, una volta approvato, dovrà tener conto del pagamento greening, per cui nessun agricoltore dovrà essere pagato due volte per adottare le stessa pratica “verde”. I pagamenti agroambientali sono uno strumento ormai consolidato dei Psr. Nel periodo 2007-2013, sotto forma di Misura 214, questi pagamenti hanno erogato alle aziende agricole italiane circa 2,7 miliardi di euro per supportare oltre 100.000 aziende nell’adottare impegni volontari di maggiore sostenibilità ambientale su oltre 2,6 milioni di ettari. Nel 2014-2020 la stessa misura viene rinominata Misura 10 – pagamenti agro-climatico-ambientali (Paca) e viene disegnata come linea di intervento chiave per il raggiungimento delle priorità climatiche e ambientali dei Psr, a cui i Regolamenti comunitari chiedono di destinare almeno il 30% delle risorse totali programmate per i Psr. I Paca, sono dunque lo strumento attraverso il quale l’Ue si appresta a compensare gli agricoltori che volontariamente decidono di adottare metodi produttivi più rispettosi del clima e di risorse naturali come acqua, biodiversità e suolo.

Giovani e innovazione: 6 workshop per crescere. Sono espressamente dedicati alle nuove leve dell’agricoltura anche i workshop di formazione gratuiti organizzati da L’Informatore Agrario con esperti dal 13 al 15 novembre (area Quadriportico). Sei le tematiche: Agrofarmaci, innovazione nell’applicazione dell’uso sostenibile (13 novembre ore 10.30); Agroalimentare, le possibilità di occupazione per gli agronomi e l’integrazione di filiera (13 novembre ore 14.30); Sostenibilità e agricoltura conservativa: le misure di sostegno nei nuovi Psr (14 novembre ore 10.30); Elettronica e sensori nella moderna agricoltura, le potenzialità nell’immediato futuro (14 novembre ore 14.30); Biostimolanti, la frontiera della fertilizzazione: cosa sono e come agiscono (15 novembre, ore 10.30); Agronomi: nuove professionalità richieste dal mercato e il ruolo dell’Ordine professionale (15 novembre, ore 14.30).

Fonte: Edizioni Informatore Agrario

PAC 2014-2020. Manzato: a Roma manca una visione strategica

programma 27 settembre PAC bozza 3“Cinque mesi di grandi discussioni per scrivere “l’aiuto accoppiato” in Italia. Risultato? Il solito spezzatino all’italiana. Non serve all’agricoltura”. Questo è il commento in apertura dell’articolo scritto dal professor Angelo Frascarelli, dell’Università di Perugia, pubblicato dalla rivista l’Informatore Agrario.
Aiuti a riso, soia e grano duro? Complicano la vita agli agricoltori. Il prof. Frascarelli è riconosciuto nel settore come massimo esperto in materia di PAC e, a tal proposito, in un recente commento ha dichiarato che gli aiuti al riso, alla soia e al grano duro, servono solo a complicare la vita agli agricoltori, senza benefici per l’economia agroalimentare del Paese. Parafrasando: manca una strategia. La nuova Politica Agricola Comune è stata costruita dal Ministero delle Politiche Agricole cercando di “accontentare” i molti, senza strutturare un piano di azione che getti le basi di un sistema competitivo e forte”. Questa in sintesi la posizione del Veneto, ribadita dall’assessore all’agricoltura Franco Manzato che sottolinea:“coincide esattamente con l’opinione del prof. Frascarelli”.
In Veneto, perseguita la strada di crescita e responsabilizzazione. “La Politica agricola comune della Unione Europea – aggiunge Manzato – sta mettendo a dura prova il Veneto, dove da oltre tre anni si sta costruendo una strategia che consenta al comparto rurale di crescere con l’appoggio della Regione e che nel tempo possa assorbire senza grossi traumi la riduzione degli aiuti. Il margine di intervento della Regione nella definizione del Programma di Sviluppo Rurale – approvato ieri in Consiglio Regionale – che prevede contributi alle aziende agricole, è stato adeguatamente sfruttato e ritengo abbia portato ad un eccellente risultato. Mentre la partita degli aiuti diretti, gestita da Roma, si è rivelata inadeguata e non alla pari con la visione strategica che noi invece abbiamo applicato nel PSR Veneto”.
Sostegni “accoppiati”, motivo di contrasto Regione/Ministero. “È paradossale per noi – continua – che stiamo cercando di costruire un sistema veneto che abbia una strategia condivisa, che guardi a lungo termine nell’ottica di rendere la aziende competitive e capaci di stare sul mercato senza gli aiuti europei, ma ci confrontiamo con una sovra-strategia asettica e inesistente. Una buona programmazione che mira a far crescere l’ agricoltura italiana sicuramente non avrebbe inserito alcun meccanismo di “preferenza” per le aree del sud, che storicamente rendono poco perché fanno poco, gestiscono i contributi in modo per nulla trasparente e non riescono nemmeno a utilizzare tutte le risorse che gli vengono messe a disposizione. Soprattutto, una buona strategia non avrebbe permesso che settori fortemente penalizzati (zootecnia) non venissero adeguatamente considerati al momento della definizione dei premi “accoppiati”, aiuti creati appositamente per sostenere le aree di intervento più marginali e in difficoltà. Questi sostegni “accoppiati” sono il nocciolo di una polemica che da mesi schiera il Veneto contro il Ministero, arrivando di recente alla resa dei conti attraverso la mancata intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni sul documento definitivo”.
Un “mosaico” inadegutato alle esigenze del Paese. “E pensiamo anche – dice Manzato – alla distinzione tra pianura “normale” e “svantaggiata”, che consente il premio PAC agli agricoltori che hanno ottenuto (nell’anno precedente) 1.250 euro nel primo caso e 5.000 euro nel secondo caso (come le aree di montagna). Ma chiediamocelo, cosa è la pianura “svantaggiata”? Uno svantaggio lo vediamo nella montagna, ma in pianura è difficile da immaginare e soprattutto ci sembra un tentativo, mal celato, per privilegiare tutto il sud Italia, insomma una politica di comodo”. “Ma il nocciolo del problema – conclude – rimane “l’accoppiato”. In effetti è avvenuto uno “spacchettamento” delle misure, arrivando addirittura a 7: bovini da latte e bovini da latte in zona montana (una differenza minima), vacche nutrici, capi bovini macellati (somma insufficiente), bovini, ovini, agnello IGP, bufalo, ma anche piano per le colture proteiche del nord (importo irrisorio), proteiche e grano duro del centro e del sud (nonostante non si capisca come mai il grano sia considerato “ambito di difficoltà”), ed infine riso, bietola, pomodoro da industria, olivo – anch’essa coltura in difficoltà ingiustificata. Insomma un mosaico, fatto male e inadeguato alle esigenze di crescita del Paese. Lo specchio della solita Italietta che sa far male anche quello che con facilità e spontaneità potrebbe fare in modo eccellente: distribuire le risorse in modo strutturato e ottimale, con la concentrazione degli investimenti e degli aiuti laddove è necessario, senza così sprecare risorse”.
(Fonte: Regione Veneto)

15 maggio 2014 ore 11,30: la riforma della PAC in mezzora sul web

Quaderno n. 15 RIFORMA DELLA PACUn webinar (seminario via web) sulla riforma della politica agricola europea 2014-2020, con particolare attenzione alla sostenibilità e all’innovazione che il nuovo corso avrà sulle aziende agricole. E’ questo, in sintesi, il contenuto dell’iniziativa promossa da Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello di informazioni dall’UE Europe Direct Veneto, questa mattina (ore 11,30) nell’ambito del progetto europeo “APP4INNO”.

Di cosa si parlerà. In poco più di mezzora, agli internauti che seguiranno l’evento, saranno spiegati i passaggi salienti della nuova PAC 2014-2020: dal contesto in cui è stata definita alla sua architettura, dalle risorse finanziarie messe a disposizione degli agricoltori per i prossimi sette anni alle sue novità più importanti (pagamenti diretti, greening, etc.). Al termine della relazione, facilitata dall’ausilio di alcune slide, è previsto uno spazio per le domande e un confronto in diretta.

Come partecipare? Per seguire l’evento su PC, tablet e smartphone è molto semplice: è sufficiente iscriversi (gratuitamente) all’indirizzo: http://network.app4inno.eu/it/webinar-link e attendere l’avvio dei lavori (ore 11,30).

 

(Fonte: Veneto Agricoltura)

OGM e PAC, incontro Regioni/Ministero delle Politiche Agricole

ogmPACIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha incontrato gli Assessori all’Agricoltura delle Regioni italiane per discutere di due argomenti strategici per la nostra agricoltura: OGM e PAC.

Ogm. Per quanto riguarda il primo tema, in attesa della sentenza del Tar sul caso Friuli-Venezia Giulia, il Ministro ha ribadito l’intenzione del Governo di intervenire con eventuali azioni che si dovessero rendere necessarie e ha condiviso con le Regioni un programma di lavoro. Martina ha ribadito inoltre che l’Italia è favorevole alla proposta della Presidenza greca dell’Unione Europea che prevede una maggiore autonomia decisionale degli Stati Membri sulla questione.

PAC. Relativamente al primo Pilastro della PAC 2014-2020, una scarna nota del Ministero, parla di “progressi sui punti principali trattati e di un primo accordo sul valore dei pagamenti agli agricoltori, per il quale si prenderanno a riferimento i pagamenti percepiti nel 2014”. È stata inoltre illustrata una prima ipotesi di riparto degli aiuti accoppiati, che servirà come base per il confronto con le Regioni e con le Organizzazioni di categoria. Nell’occasione, il Ministro ha ribadito la volontà di proseguire con un metodo di confronto e dialogo con le Regioni e la necessità di chiudere sul primo Pilastro entro il 15 maggio, per dare risposte tempestive agli agricoltori su questioni come la convergenza, il greening, l’agricoltore attivo e l’ammissibilità al contributo delle superfici. A tale scopo sono stati convocati un tavolo tecnico, svoltosi il 16 aprile scorso, e una nuova riunione istituzionale tra Assessori e Ministro il 24 aprile a Roma.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

25 marzo 2014, all’Università di Padova si parla del futuro economico e istituzionale dell’Unione Europea

UE-bandiera“L’Unione Europea: costruzione incompiuta o nuovo modello politico?”. Fin dal titolo si presenta di grande interesse il focus sul futuro economico e istituzionale dell’UE promosso da Europe Direct Veneto-sportello europeo di Veneto Agricoltura e dall’Università di Padova-Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali, con la collaborazione della Commissione europea.

Incontro aperto a tutti. L’evento, in programma presso il Palazzo del Bo, storica sede dell’Ateneo patavino, martedì 25 marzo (con inizio alle ore 9,00), vedrà l’intervento di alcuni tra i massimi studiosi delle vicende europee (Antonio Varsori, Gabriele Orcalli, Gianni Riccamboni, Patrizia Messina, Giorgia Nesti, Ekaterina Domorenok, Alessandro Giordani). Obiettivo dell’evento, aperto a tutta la cittadinanza e al mondo produttivo e istituzionale, sarà quello di inquadrare l’attuale assetto economico dell’UE in prospettiva degli importanti appuntamenti che segnano il 2014 e gli anni seguenti a partire dall’avvio della programmazione finanziaria UE 2014-2020, le elezioni del Parlamento europeo del 25 maggio, il semestre di Presidenza italiana dell’UE, il rinnovo della Commissione europea a novembre, la vigilia dell’EXPO di Milano del 2015.

Gli altri appuntamenti nel Triveneto. Il focus prevede un dibatto che coinvolgerà tutti i presenti. L’evento patavino, unico appuntamento in programma nel Veneto, é uno dei 60 “Dialoghi con i cittadini sul futuro dell’Unione Europea” in corso di svolgimento in tutte le regioni italiane e organizzati dai Centri Europe Direct d’intesa con la Commissione europea. Nel Triveneto gli altri appuntamenti si svolgeranno a Bolzano (21 marzo), Pordenone (3 aprile), Trieste e Trento (15 aprile). Per saperne di più contattare Europe Direct Veneto (049 8293716; europedirect@venetoagricoltura.org; http://www.dialogocittadini.it/).

(Fonte: Veneto Agricoltura)

 

 

 

Gennaio 2014, incontro ARGAV-Wigwam all’insegna delle nuove sfide della PAC 2014-2020, del buon gusto veneto e dei proverbi sul vino

Giovanni Rossi Presidente FNSI

Giovanni Rossi, presidente FNSI

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) E’ con il saluto di Giovanni Rossi, presidente FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) che abbiamo aperto l’incontro mensile ARGAV-Wigwam, tenutosi venerdì 31 gennaio scorso presso il circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD). Nel saluto, Rossi ha ricordato il difficile momento vissuto dal settore editoriale, ciò nonostante, visto il carattere conviviale della riunione, ha applaudito al nostro anfitrione, Efrem Tassinato, per la bellezza della sede nazionale Wigwam nonché al presidente ARGAV, Fabrizio Stelluto, e di riflesso a Mimmo Vita, che presiede UNAGA, di cui ARGAV fa parte,  per l’organizzazione di questi incontri per i soci realizzati ben prima che divenisse obbligatoria l’attività formativa per i giornalisti iscritti all’Albo.

Renzo Michieletto

Renzo Michieletto

Le sfide della nuova PAC. Ed un felice esempio di formazione è stata la lezione del socio ARGAV Renzo Michieletto, referente Europe Direct Veneto -Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura, che ha parlato della nuova Politica Agricola Comune 2014-2020 (PAC). “Negli ultimi vent’anni – ha spiegato Michieletto – in Europa sono state approntate cinque riforme, in quanto la politica agricola necessita sempre di revisioni a seconda degli accadimenti economico e sociali che avvengono. Ma per la prima volta, quella del prossimo settennio è stata frutto di una co-decisione di Consiglio e Parlamento Europeo“. “Si tratta di una riforma importante – ha continuato Michieletto – perché arriva in un momento delicato, dovuto alla crisi economica, e perché riserva all’agricoltura un ruolo di responsabilità: nei prossimi anni sarà infatti necessario produrre di più (si calcola che nel 2030 il fabbisogno alimentare sarà aumentato del 50% e nel 2050 del 70%) con un utilizzo sostenibile delle risorse materiali e garantendo uno sviluppo equilibrato delle aree rurali UE“. Le sfide future della nuova PAC sono quindi economiche (sicurezza alimentare, crisi economica, variabilità dei prezzi di mercato delle produzioni alimentari), ambientali (emissioni gas serra, degrado del terreno, qualità acque, habitat e biodiversità) e territoriali (vitalità zone rurali, diversità dell’agricoltura nella UE).”Nonostante un calo progressivo avvenuto nel corso degli anni  – ha continuato Michieletto -, la nuova PAC continua ad essere la più importante voce di spesa del bilancio europeo, pari al 38%, ed è composta da due “Pilastri”: il I° Pilastro riguarda i pagamenti diretti agli agricoltori, mentre  il II° Pilastro riguarda i programmi di sviluppo rurale a regia regionale (vedi a questo proposito articolo post incontro stampa in Regione)”. Novità importante della nuova PAC è che il 30% dei pagamenti diretti dovrà essere destinato al “greening”, riconoscimento ufficiale del ruolo svolto dagli agricoltori, chiamati a salvaguardare, con il loro lavoro, anche l’ambiente. Per chi desidera avere una visione completa della nuova PAC 2014-2020, Europe Direct Veneto ha pubblicato di recente una pubblicazione.

Salvagno Redoro

Daniele Salvagno, amministratore di Redoro Frantoi Veneti

Olivicoltura, produzione stabile nel 2013. L’incontro è proseguito con la presentazione della stagione olivicola 2013 da parte di Daniele Salvagno, amministratore di Redoro Frantoi Veneti. “In Veneto, che conta l’1% rispetto alla produzione nazionale – ha riferito Salvagno – nel 2013 c’è stata una minore resa in olio (pari al 12%) ma anche maggior produzione (+20%) per cui i risultati possono dirsi pressoché stabili”. Salvagno ha ricordato anche l’importante ruolo di salvaguardia svolto dal Consorzio di tutela Olio Extra Vergine d’Oliva Veneto Dop ed informato dei continui sforzi compiuti da Federdop per tutelare l’olio d’oliva italiano di qualità, contrassegnato dalla Dop, dalla produzione di finto olio extravergine italiano che in realtà proviene da Spagna, Marocco e Tunisia, e che si trova a basso costo sugli scaffali dei supermercati. “Fra tanti problemi che affliggono il nostro settore – ha concluso Salvagno -, mi piace comunque ricordare  l’importanza dell‘olivo come risorsa ambientale e paesaggistica e invito tutti, a questo riguardo, a scoprire i benefici effetti di una passeggiata in un oliveto ben tenuto”.

Salvango Taglia El Torcio

da sx Daniele Salvagno (Redoro, presidente Il Buon Gusto Veneto), Mauro Marin (Gastromomia Il Ceppo, azienda associata a Il Buon Gusto Veneto) e Giancarlo Taglia (manager di rete Il Buon Gusto Veneto)

Il Buon Gusto Veneto fa network. All’incontro erano presenti anche Mauro Marin e Giancarlo Taglia, rispettivamente titolare della vicentina gastronomia Il Ceppo e manager della rete “Il Buon Gusto Veneto“, di cui Il Ceppo fa parte, insieme a Redoro e ad altre aziende venete, in tutto circa una quarantina.  “Il nostro network di imprese – ha spiegato Taglia – è nato nel 2012 per accrescere le capacità innovative e la competitività sui mercati delle aziende associate. Il progetto nasce dal comparto agroalimentare ma vuole coinvolgere il territorio veneto a 360° per promuovere l’arte, la cultura e il turismo, ossia tutte le eccellenze che a vario titolo spiccano in ambito nazionale ed internazionale”.  Le azioni del network sono molteplici: promuovere nei mercati italiani ed esteri le tipicità venete, presentare nella Grande Distribuizione un’offerta unificata e qualificata (Taglia ha citato a questo proposito la recente esperienza di un corner Il Buon Gusto Veneto nell’ipermercato Galassia di San Giovanni Lupatoto, nel veronese, che in tre mesi ha registrato 70 mila euro di prodotti venduti); ed ancora, partecipare a fiere (la prossima in programma è Cibus)  e promuovere i prodotti anche attraverso un catalogo di regalistica destinato alle grandi aziende. Altro grande obiettivo del network è quello di diventare realtà nazionale tramite l’istituzione, attualmente in atto, di reti consorelle in molteplici regioni per affermare il Buon Gusto Italiano quale brand di qualità sui mercati nazionali ed esteri.

FogoLibro FogoProverbi, tweet ante-litteram di saggezza popolare. L’incontro ha ospitato anche un reading di Luisella Fogo, nata ad Este  (PD) e con un’intensa attività alle spalle (insegnante, critica d’arte, gallerista, articolista, redattrice, organizzatrice di mostre socio-storico educative per le scuole ), autrice del libro Proverbi veneti su l’ua e sul vin (con prefazione del socio ARGAV Maurizio Drago), in tutto circa 500 “perle di saggezza popolare” che rappresentano un viaggio di 3500 anni tra personaggi della storia che di epoca in epoca hanno scritto e parlato di vino. La raccolta li riassume in una serie di sei titoli distinti: “La vigna e l’ua”, “La vendemia e el vin”, “A l’Osteria”, “El vin e la Cusina”, “El vin e la Dona”, “El vin e la Vita”. “I proverbi sono, in fondo, gli sms o i tweet di oggi – ha affermato la Fogo -, all’epoca non c’erano né telefonini né internet ed i proverbi erano il mezzo più veloce e sintetico per comunicare battute di spirito, ma anche consuetudini della vita quotidiana. C’era un proverbio per ogni situazione ed il mondo del vino ne ha ispirati tantissimi”. Per chi volesse acquistarlo, info 337. 440439.

Gnocchi Tyche Allegra TavolaIl Buon Gusto Veneto servito a tavola. La serata è terminata con un gustoso convivio-degustazione preparato da Efrem Tassinato con alcuni prodotti delle aziende associate a Il Buon Gusto Veneto e altre prelibatezze venete. Questo il menu: lardo della Saccisica (Consorzio Buoni Convivi di Piove di Sacco, Padoa), musetto di Giulio (norcineria tradizionale casereccia di Casalserugo, Padova), gnocchi di patata veneta (Tyche Allegra Tavola di Treviso/Il Buon Gusto Veneto), gnocchi ripieni di formaggio Dop del Veneto, asparagi di Bassano Igp e radicchio di Treviso Igp e prosciutto cotto veneto (Elio Agostino di San Martino di Lupari, Padova), sopressa Vicentina Dop (Salumificio dei Castelli di Montecchio Maggiore, Vicenza/Il Buon Gusto Veneto), casatella Trevigiana Dop, stracchino e ricotta (Lovagricola-Bianche, Treviso/ Il Buon Gusto Veneto), baccalà alla vicentina e baccalà mantecato (Gastronomia Il Ceppo, Cavazzale di Monticello, Vicenza/Il Buon Gusto Veneto), olio extra vergine d’oliva (Redoro Frantoi Veneti di Grezzana, Verona/Il Buon Gusto Veneto), prosecco di Conegliano Valdobbiadene Dogc Superiore (Az. Agricola Col di Rocca di Susegana, Treviso/Il Buon Gusto Veneto), crostoli e frittelle con la crema (Pasticceria Paccagnella di Rubano, Padova).

Viticoltura. Impianti vitati, con la nuova PAC si passa dai diritti alle autorizzazioni

Marogne della ValpolicellaLa riforma della Pac nel settore vitivinicolo è stato il tema di tre convegni organizzati nei giorni scorsi da Coldiretti Verona a cui hanno partecipato complessivamente oltre 750 produttori agricoli del territorio scaligero. I convegni, svolti a Sona, Monteforte d’Alpone e Illasi hanno avuto come relatore Domenico Bosco, responsabile ufficio vitivinicolo della Confederazione Nazionale Coldiretti e come moderatore Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona.

Novità e conferme. “La riforma della Pac nel settore vitivinicolo – ha evidenziato Domenico Bosco – prevede delle novità ma anche conferme sia in termini di risorse che di regole. Possiamo, infatti, dire che c’è una conferma del budget specifico per il settore vitivinicolo, una gestione delle risorse mediante PNS quinquennali, la conferma delle misure preesistenti. Ci sarà, e questa è una novità, la possibilità di azioni di promozione dei vini anche sul mercato interno ma tale disposizione è ancora da definire. Ci sarà un sostegno alla ristrutturazione e riconversione per motivi sanitari e una nuova misura di ricerca e sviluppo per migliorare la qualità dei prodotti e l’impatto ambientale. Ci sarà la possibilità di sostegno alla viticoltura di montagna o a forte pendenza (PSR) e il pagamento unico disaccoppiato per i produttori di uva”.

Vigneti esentati dall’obbligo di greening. “Per quanto riguarda le regole – continua Bosco -, possiamo sottolineare che i vigneti sono esentati dal rispettare le regole del greening (non obbligo di mantenere le aree di interesse ecologico), norme di gestione del potenziale produttivo basate su un nuovo sistema di autorizzazione degli impianti viticoli, conferma della definizione a livello Ue dei prodotti vitivinicoli, conferma della classificazione dei vini comunitari (Dop-Igp; varietali-annata), conferma delle norme comunitarie su etichettatura (indicazioni obbligatorie e facoltative) e del sistema Ue delle partiche enologiche (zuccheraggio – eliminazione aiuto ai mosti)”.

Il sistema delle autorizzazioni è stato particolarmente approfondito. Infatti, gli impianti e i reimpianti di vigneti – ha spiegato Bosco – sono consentiti solo previa concessione, ai produttori interessati da parte degli Stati membri, di una autorizzazione che sarà gratuita, espressa in ettari e legata ad una specifica superficie. Gli Stati membri concedono autorizzazioni fino all’uno per cento annuo della superficie vitata nazionale (clausola di salvaguardia), ma hanno la facoltà di ridurre questa percentuale e limitarne il rilascio in zone specifiche (Do/Ig – senza Ig) tenendo conto delle raccomandazioni dei Consorzi di tutela e/o delle Oo.Pp. Sia la riduzione che le limitazioni non possono azzerare le autorizzazioni concedibili e devono essere giustificate (es. rischio di offerta eccedentaria o svalutazione dei prodotti a Do-Ig), al fine di contribuire ad un aumento ordinato degli impianti vitati. Gli Stati membri fissano criteri di ammissibilità obiettivi e non discriminatori (es. disponibilità di superficie, capacità e competenze professionali, rischio appropriazione della notorietà delle denominazioni, uno o più dei criteri di priorità). Se gli ettari richiesti sono inferiori alla percentuale fissata, le richieste di autorizzazione considerate ammissibili sono tutte accettate. Se invece le richieste ammissibili sono superiori alla percentuale fissata le autorizzazioni sono concesse in proporzione e/o in base a criteri di priorità (giovani produttori, requisiti ambientali, ricomposizione fondiaria, sostenibilità economica, incremento della competitività aziendale e di territorio, incremento della qualità dei prodotti a Do-Ig, aumento della dimensione di aziende piccole e medie)”.

Un sistema di autorizzazioni valido fino al 2030. “Gli Stati membri – ha proseguito Bosco – concedono automaticamente autorizzazioni, che non sono conteggiate ai fini del raggiungimento della soglia di salvaguardia, ai produttori che estirpano un vigneto dopo il 1° gennaio 2016. L’autorizzazione per reimpianto può essere concessa anche prima della estirpazione purché questa sia effettuata entro 4 anni dalla data del nuovo impianto. L’autorizzazione è utilizzata esclusivamente nella stessa azienda in cui avviene l’estirpazione (non potrà essere ceduta a terzi) e può essere vincolata al reimpianto della stessa Do/Ig di provenienza; come lo è oggi per i diritti di non è concessa in caso di estirpazione di vigneti non autorizzati. Il produttore che ha ricevuto un’autorizzazione e non la utilizza entro tre anni è soggetto a sanzione. Il sistema di autorizzazioni si applicherà fino al 2030 in tutti gli Stati membri produttori di vino ma con alcune eccezioni (regola del de minimis). Sono inoltre previsti alcuni principi per la gestione transitoria dei diritti di impianto ancora validi, detenuti al 31 dicembre 2015. “Il nuovo sistema di autorizzazioni – ha concluso Domenico Bosco – continua a prevedere che gli Stati membri debbano tenere sotto controllo gli impianti viticoli e detengano inventario e schedario viticolo. Come nel sistema dei diritti di impianto sono considerati illegali gli impianti di vigneto effettuati senza le specifiche autorizzazioni e c’è l’obbligo di estirpazione per gli impianti non autorizzati. Il rispetto delle regole deve essere assicurato dagli Stati membri che impongono sanzioni e accertano che le superfici vitate provenienti da impianti non autorizzati non beneficiano di misure di sostegno da parte della Ue”.

(Fonte: Coldiretti Verona)

PAC 2014-2020, ARGAV modera il Tavolo Verde dell’agricoltura veneta. Che serra le fila e muove compatto per garantire alle imprese agricole reddito e investimenti.

CS Manzato 27 gennaio 2014

da sx, Fabrizio Stelluto, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, Franco Manzato, Giorgio Piazza, Renzo Aldegheri, Flavio Furlani

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) L’azione positiva esercitata da Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento UE, ha in parte migliorato la posizione italiana nella distribuzione delle risorse economiche per la nuova PAC 2014-2020,  approvata dal Parlamento Europeo a novembre 2013. Ma ciò nonostante, l’Italia sconta anni di incapacità politica di far lobbying a Bruxelles, a vantaggio dei Paesi del Nord Europa e dunque gli agricoltori italiani dovranno sempre più fare i conti con una riduzione delle risorse pubbliche.

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E bisogna serrare le fila. Per questo, i vertici del Tavolo Verde dell’agricoltura veneta erano tutti presenti ieri, lunedì 27 gennaio, all’incontro stampa indetto dall’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato per la presentazione dei contenuti finanziari e delle  linee guida della politica agricola regionale per il periodo della nuova PAC 2014-2020. Insieme a Manzato, affiancato dallo staff dei tecnici regionali, erano dunque presenti Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente di Confagricoltura Veneto, Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto, Renzo Aldegheri, presidente di Copagri e Flavio Furlani, presidente di CIA Veneto. A moderare l’incontro, il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto.

Si parte dai giovani con 20 milioni di euro. La task force agricola veneta ha espresso compatta il desiderio-obiettivo di garantire reddito alle imprese agricole venete e di farle crescere in modo che possano sempre più muoversi nel mercato mondiale in maniera autonoma, vista la scarsità di risorse, puntando su innovazione, inserimento dei giovani, sburocratizzazione e flessibilità. “Entro il 2020 – ha riferito Manzato – il sistema agricolo veneto potrà contare su 3,5 miliardi di contributi (1,2 miliardi di finanziamento alle aziende agricole attraverso bandi del Piano di Sviluppo Rurale e 2,3 miliardi di finanziamento destinati alle aziende agricole attraverso i pagamenti diretti UE)”. “Nel 2014, anno di passaggio dal vecchio al nuovo PSR – ha aggiunto Manzato –  la Regione destinerà 20 milioni di euro ai giovani agricoltori per incentivare la loro permanenza nel settore primario o il loro primo accesso al mondo agricolo”.

Questione di lobbying. “Negli ultimi 6 anni abbiamo avuto 6 Ministri dell’Agricoltura e questo non aiuta l’Italia ad avere il ruolo e il peso che merita, quale Paese fondatore, in seno all’Europa”, ha aggiunto Manzato. Che da parte sua, riterrebbe necessario che il ministro dell’Agricoltura italiano (carica al momento assunta ad interim dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, ndr) dovrebbe trascorrere almeno una settimana al mese a Bruxelles per intessere una rete di rapporti in grado di creare politiche più a favore dell’agricoltura mediterranea. Manzato ha espresso anche il disappunto sulla ripartizione delle risorse UE destinate dal Ministero all’Agricoltura allo Sviluppo Rurale. “Utilizzeremo al meglio le somme messe a nostra disposizione – ha  riferito Manzato – ma il Ministero ha effettuato la divisione basandosi su criteri storici e penalizzando quindi le Regioni più efficenti per capacità di spesa, fra cui il Veneto”.”Il Ministero – ha concluso Manzato – ha inoltre deciso di attingere al PSR, sottraendo 300 milioni di euro, per realizzare il Piano Irriguo Nazionale, di competenza statale. Interventi di questo genere dovrebbero essere finanziati dallo Stato con fondi propri e non con quelli destinati alle Regioni”. Non ce ne voglia l’assessore Manzato, ma potrebbe essere utile anche a lui trascorrere una settimana al mese a Roma?

Riforma della PAC 2014-2020, pubblicato il Quaderno n. 15 di Europe Direct Veneto

Quaderno n. 15 RIFORMA DELLA PACPer chi desidera avere un quadro completo della PAC 2014-2020, Europe Direct Veneto di Veneto Agricoltura propone un’utile  pubblicazione in cui la riforma della nuova Politica Agricola Comune 2014-2020 è stata vivisezionata ed esaminata punto per punto: dal Quadro Finanziario Pluriennale alle rubriche del bilancio agricolo, dal lungo iter di riforma all’architettura complessiva, dagli obiettivi generali ai contenuti specifici.

Scaricabile on line oppure inviata gratuitamente in versione cartacea. Al seguente link può essere scaricato il nuovo Quaderno n. 15 RIFORMA PAC di Europe Direct Veneto intitolato “L’agricoltura al centro. La riforma della PAC 2014-2020”. Chi desidera, può riceverlo in versione cartacea gratuitamente via posta ordinaria facendone richiesta via mail a europedirect@venetoagricoltura.org (da indicare nell’oggetto: QUADERNO N. 15 PAC. e l’indirizzo a cui spedirla).

(Fonte: Europe Direct Veneto)