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Venerdì 13 dicembre 2013, Agrinsieme Veneto si riunisce a Verona per parlare di PAC 2020

programma 27 settembre PAC bozza 3All’indomani dell’approvazione dei dossier sulla riforma della PAC (Politica agricola comune) da parte del Parlamento Europeo (20 novembre 2013), Agrinsieme Veneto – il coordinamento che riunisce le sigle associative regionali Confagricoltura, CIA, Legacoop Agroalimentare, Confcooperative-Fedagri, Agci- Agrital – si interroga sull’impatto della nuova Pac per il nostro territorio e presenta all’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato le proprie richieste e priorità per la tutela dell’agroalimentare veneto e il sostegno alla competitività delle imprese del settore.

Il convegno. Il momento di aggiornamento e confronto sarà offerto dal seminario “La Pac verso 2020”, che si terrà venerdì 13 dicembre presso il Centro Agroalimentare di Verona con inizio alle ore 9.30. I lavori si concentreranno sulla parte della riforma dedicata al regime dei pagamenti diretti, con uno sguardo specifico sul 2014, anno cruciale per gli agricoltori veneti: a loro è chiesto di prepararsi alle conseguenze della nuova Politica agricola comune, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2015 e sarà caratterizzata da un generalizzato calo di risorse a disposizione per il nostro Paese e la nostra regione, anche in conseguenza di una “torta europea” che deve essere spartita fra un maggior numero di stati membri.In particolare, ci si soffermerà sulle possibili conseguenze che i cambiamenti nei pagamenti diretti potranno avere sull’agroalimentare veneto, specialmente sul settore della zootecnia con riferimento al comparto della carne bovina.

Gli interventi. La mattinata, coordinata da Giangiacomo Bonaldi, coordinatore regionale di Agrinsieme e presidente di Confagricoltura Veneto, si aprirà con il saluto di Giambattista Polo, coordinatore di Agrinsieme della provincia di Verona; seguiranno la relazione introduttiva di Flavio Furlani, presidente Cia Veneto, e gli interventi di Antonio Melato, presidente Confcooperative Veneto-Fedagri, Vincenzo Lenucci, direttore area economica Confagricoltura (“I pagamenti diretti”), Stefano Quadro, Fedagri – Ufficio di Bruxelles, (“Gli interventi di mercato”) e Giuseppe Cornacchia, responsabile Dipartimento economico Cia (“Lo sviluppo Rurale”). Dopo il momento riservato al dibattito e previsto per le ore 11.30, gli interventi di Franco Manzato, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto e Gianni Fava, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia.

(Fonte: Agrinsieme Veneto)

Riforma della PAC, si chiude il lungo iter

programma 27 settembre PAC bozza 3Con l’approvazione da parte della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo (Comagri) ci si avvia verso la conclusione una delle più travagliate riforme della politica agricola europea. Il dossier attende ora solo il vaglio della plenaria a Strasburgo.

Gli europarlamentari hanno approvato tutti e quattro i dossier della riforma della PAC 2014-2020, di cui tre con un’ampia maggioranza: sui Pagamenti diretti agli agricoltori 31 voti a favore, otto contrari e due astensioni; sullo Sviluppo rurale 35 sì, tre no e tre astensioni, mentre su Finanziamento, controllo e monitoraggio i voti a favore sono stati 35 e quelli contrari sei. Solo il testo sull’Organizzazione Unica di Mercato ha ottenuto una maggioranza meno forte, con 27 sì e 14 no. Si tratta di un risultato negoziale straordinario perché per la prima volta nella storia della PAC il Parlamento europeo ha migliorato significativamente le proposte di regolamento della Commissione.

Il travagliato percorso del dossier PAC. “Una PAC più verde, più equa e più giovane”: è stato questo lo slogan che ha accompagnato il percorso della riforma in questi due anni di elaborazione. Ma com’è giunto il dossier alla fase di approvazione finale dopo i lunghi negoziati e i tanti rimaneggiamenti? In primis va ricordata la svolta verde, uno dei principali elementi di riforma: d’ora in poi quasi un terzo (il 30%) del sostegno al reddito degli agricoltori dipenderà dall’attuazione di alcune misure di cura nei confronti dell’ambiente. Oltre a perdere parte dei sussidi, i produttori potrebbero subire ulteriori sanzioni. L’equità del nuovo corso in agricoltura consiste nell’aver equilibrato gli aiuti percepiti dai produttori nei diversi Paesi e tra le diverse aree geografiche di uno stesso Paese. Per i Paesi, come l’Italia, dove il sussidio medio è superiore alla media europea, questo significherà una graduale riduzione dei benefici a favore dei Paesi che ora ricevono contributi decisamente inferiori. Per attrarre più giovani nelle campagne è stato predisposto per loro uno schema obbligatorio: a chi ha meno di 41 anni andrà un sussidio addizionale pari al 25%. La riforma estende di due anni il termine per mettere fine alle quote nella produzione dello zucchero (dal 2015 al 2017) e mantiene il sistema dei diritti d’impianto nel settore vitivinicolo fino al 2030.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

PAC 2014-2020, raggiunto l’accordo definitivo sulla riforma

programma 27 settembre PAC bozza 3Il Ministro lituano dell’Agricoltura, Vigilijus Jukna, ha annunciato l’accordo politico raggiunto dal Consiglio, Parlamento e Commissione europea (trilogo) sugli ultimi punti rimasti in sospeso dopo gli accordi dello scorso 26 giugno della riforma della PAC.

Tenute in maggiore considerazione le aspettative della società. I testi legislativi e le disposizioni transitorie da adottare formalmente saranno approvati entro la fine dell’anno in corso, per poi poter essere applicate dal 1° gennaio 2014. Fatta salva l’approvazione formale da parte di entrambe le Istituzioni e l’adozione degli atti giuridici sul bilancio generale dell’UE 2014-2020, l’accordo di Vilnius rappresenta la conclusione di un iter che spinge la PAC verso una “nuova” direzione che tiene maggiormente conto delle aspettative della società. Vediamo in dettaglio i punti dell’accordo finale, ricordando ai lettori che ulteriori informazioni e documentazione possono essere richiesti alla redazione di Veneto Agricoltura ( mail: europedirect@venetoagricoltura.org, tel. 049 8293716).

Pagamenti diretti agli agricoltori. L’accordo è stato raggiunto sulla regressività obbligatoria e volontaria. In pratica, ciò significa che l’importo del sostegno (pagamento diretto) che un’azienda agricola riceve (escluso il pagamento relativo al Greening) sarà ridotto di almeno il 5% per gli importi superiori a 150.000 euro. I costi salariali possono essere dedotti prima che sia effettuato il calcolo. Tale riduzione non riguarda gli Stati Membri che applicano il “pagamento redistributivo” in base al quale almeno il 5% della dotazione nazionale è trattenuto per essere ridistribuito sul primo ettaro di tutte le aziende agricole. I fondi “recuperati” attraverso questo meccanismo sono trasferiti alla dotazione per lo Sviluppo rurale nello Stato Membro/Regione interessata e possono essere utilizzati senza obbligo di cofinanziamento.

Convergenza esterna. Le dotazioni nazionali per i Pagamenti diretti per Stato Membro saranno progressivamente adattate in modo che i Paesi in cui il pagamento medio (in euro per ettaro) è attualmente inferiore al 90% della ridistribuzione media dell’UE godranno di un graduale aumento della loro dotazione (1/3 della differenza tra il loro tasso corrente e il 90% della media UE). Inoltre, vi è la garanzia che ogni Stato Membro dovrà raggiungere un livello minimo entro il 2019. Le dotazioni per gli altri Stati Membri che ricevono importi superiori alla media saranno adeguati di conseguenza.

Trasferimento di fondi tra i pilastri. Gli Stati Membri hanno la possibilità di trasferire fino al 15% del loro massimale nazionale relativo i pagamenti diretti (1° pilastro ) allo Sviluppo rurale (2° pilastro). Questi importi non richiedono il cofinanziamento. Viceversa, gli Stati Membri hanno la possibilità di trasferire fino al 15% della loro dotazione nazionale dal 2° al 1° pilastro, percentuale che sale al 25% per gli Stati Membri che ricevono meno del 90% della media UE dei Pagamenti diretti.

Sviluppo rurale. Gli stanziamenti nazionali allo Sviluppo rurale per Stato Membro sono inclusi nel Regolamento di base, ma questi importi possono essere adeguati da un atto delegato, ove tecnicamente necessario, o da un atto legislativo.

Tasso di cofinanziamento. Il tasso massimo di cofinanziamento dell’UE per la maggior parte dei pagamenti sarà fino all’85% nelle Regioni meno sviluppate, le Regioni ultraperiferiche e nelle isole minori del Mar Egeo, del 75% nelle Regioni in transizione e del 53% nelle altre Regioni, ma potrà essere più elevato per sostenere le misure a favore del trasferimento di conoscenze, la cooperazione, la costituzione di Organizzazioni di produttori e le sovvenzioni per l’insediamento dei giovani agricoltori, così come per i progetti LEADER e per la spesa in materia di ambiente e cambiamento climatico.

(Fonte: Europe Direct Veneto Ufficio Stampa Veneto Agricoltura)

PAC 2014-2020, De Castro chiede ai ministri agricoli europei di risolvere i punti in sospeso

programma 27 settembre PAC bozza 3In occasione del Consiglio informale agricolo europeo, tenutosi a Vilnius martedì 9 settembre, il presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento UE, Paolo De Castro, ha sollecitato i 28 ministri europei a chiudere in tempi rapidi l’iter negoziale della riforma della PAC, con la richiesta di prendere in esame con urgenza i punti rimasti fuori dall’accordo dello scorso 26 giugno.

Quadro Finanziario Pluriennale. “Siamo orgogliosi del compromesso politico raggiunto a giugno – ha sottolineato De Castro – perché il Parlamento ha dato prova di grande flessibilità ed è con lo stesso spirito che vogliamo affrontare le poche questioni non ancora discusse in quanto legate all’accordo sul Quadro Finanziario Pluriennale”. Si ricorda che lo stesso Parlamento europeo, nella risoluzione in Plenaria del 3 luglio scorso, ha chiaramente detto che il regolamento sul QFP non potrà essere legittimamente adottato finché non sarà raggiunto un accordo sui pertinenti regolamenti giuridici, nel pieno rispetto dei poteri legislativi sanciti dal Trattato di Lisbona.

Negoziare subito le questioni in sospeso. “Quello che ci aspettiamo ora dal Consiglio – ha detto De Castro ai ministri europei dell’Agricoltura – é un chiaro riconoscimento della volontà di negoziare sulle ultime questioni ancora in sospeso. Si tratta di punto fondamentale per la nostra Istituzione e lo dico sapendo di avere l’appoggio totale del Presidente Martin Schulz. Un tavolo di negoziato dev’essere aperto il più presto possibile per permettere un’approvazione formale della Riforma in tempi utili, evitando un’approvazione in seconda lettura che non sarebbe nell’interesse degli agricoltori, né dei cittadini europei”.

Occhio alle piccole imprese agricole familiari. De Castro, riprendendo il tema al centro dell’incontro di Vilnius su “Le prospettive delle aziende agricole famigliari nel contesto della globalizzazione”, ha evidenziato la necessità di mettere al centro del dibattito le problematiche dei dodici milioni di aziende agricole familiari e piccoli agricoltori, in un contesto generale di modernizzazione e globalizzazione, in cui la sfida del futuro sarà coniugare food security, rispetto dell’ambiente e produzione di beni pubblici. Al riguardo, ha annunciato che la Comagri sta lavorando a un rapporto d’iniziativa sul futuro dei piccoli agricoltori in relazione al 2014, anno internazionale dell’agricoltura famigliare.

(Fonte: Europe Direct Veneto)

Agricoltura bio in Italia e nella UE, quale futuro? INEA ne parla a Sana (Bologna, 9 settembre 2013)

Invito_SANA_defLa riforma della PAC e dei regolamenti comunitari per l’agricoltura biologica impone una riflessione sulle possibili strategie per una maggiore integrazione delle politiche a livello comunitario, nazionale e regionale. L’INEA intende, in occasione del SANA, a Bologna (7-10 settembre 2013) presentare la propria attività di ricerca e discutere con esperti su come tali politiche possano contribuire congiuntamente a dare nuovo slancio al settore e quale possa essere il ruolo della ricerca in Italia, in sinergia con quanto previsto nel Programma Quadro Horizon 2020.

Programma. Il seminario “Il futuro dell’agricoltura bIologIca In ItalIa e nell’UE: quali opportunità per una maggiore integrazione delle politiche?” si svolgerà il 9 settembre all’interno della fiera (sala Allemanda, Piano ammezzato – Padiglione 33, Ingresso Aldo Moro). Questo il programma:  ore 10.00 registrazione; ore 10.30 apertura dei lavori, Annalisa Zezza, Inea; ore 10.40  L’agricoltura biologica in Italia: spunti da alcuni studi INEA
Laura Viganò, Inea; ore 11.00 Modelli organizzativi e politiche per l’agricoltura biologica in Francia: strategie presenti e future, Anaïs Riffiod, agence BIo; ore 11.20 Il Piano d’azione europeo per l’agricoltura biologica:
integrare differenti politiche e attori nell’UE, Jürn Sanders, Johann HeInrIch Von Thünen-Institut ; ore 11.40 Ricerca e innovazione nel quadro delle politiche europee a favore  dell’agricoltura biologica, Eduardo Cuoco, TP organIcs; ore 12.00 Interventi programmati,  Valtiero Mazzotti, regIone EmIlIa-Romagna,  Bruno Sebastianelli, la Terra e Il cIelo; ore 12.30  Dibattito; ore 13.15 Conclusioni.

Partecipazione. Chi fosse interessato a partecipare è invitato a segnalarlo alla segreteria organizzativa: Francesco Ambrosini (ambrosini@inea.it – 06/47856.416); Laura Guidarelli  (guidarelli@inea.it – 06/47856.455); Anna Lapoli (lapoli@inea.it – 06/47856.207), nonché a presentare l’invito all’ingresso del SANA (il giorno del seminario) per poter accedere gratuitamente alla manifestazione.

(Fonte: INEA)

PAC 2014-2020, incentivi per “ringiovanire” il settore primario

EU-Agri giovani agricoltoriA tutt’oggi, il 30 per cento degli agricoltori europei ha più di 65 anni e i due terzi sono over 55.  Per attrarre e rendere più accessibile ai giovani il settore agricolo, la nuova PAC introduce nuove tipologie di aiuti per i giovani agricoltori: un bonus pari al 25 per cento dell’importo dei pagamenti diretti spettanti ai giovani impegnati in agricoltura nei loro primi cinque anni di lavoro nel settore primario.

(Fonte: EU-Agri)

PAC 2014-2020, l’assessore regionale all’Agricoltura Manzato: “Sosteremmo autorizzazioni a piantare per i vigneti ma attenzione a zootecnia, bietola e tabacco”

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

“Sosterremo il sistema di ‘autorizzazioni a piantare per i vigneti, ma allerta per i settori zootecnico, bieticolo e tabacchicolo per i quali chiediamo di orientare il pagamento accoppiato”. Questa la posizione espressa da Franco Manzato, in occasione dell’incontro svoltosi lo scorso 5 luglio a Milano tra gli assessori all’agricoltura delle Regioni Veneto, Lombardia e Piemonte sui temi del settore primario, alla luce del recente accordo siglato dalla Commissione europea sulla nuova Politica Agricola Comune, che sarà attivata dal primo gennaio 2014.

Pagamenti accoppiati e diretti. L’assessore veneto ha sottolineato che, in attesa della votazione ufficiale della PAC, il Veneto sta già formulando precise richieste sulla base delle linee guida dettate dalla Commissione, che verranno presentate per l’attuazione in sede nazionale. Queste sollecitazioni includono la spinta per l’inserimento dei settori zootecnico (carne, latte), bieticolo e tabacchicolo tra i pagamenti accoppiati, per compensarli degli effetti negativi della riforma dei pagamenti diretti (convergenza regionalizzazione, greening) e dell’OCM unica (abolizione “quote” zucchero).

Viticoltura, da diritto d’impianto ad autorizzazione a piantare. “Comunque – ha aggiunto Manzato – siamo soddisfatti del risultato ottenuto insieme all’Assemblea delle Regioni Europee Vitivinicole (AREV), che ci consentirà di mantenere l’attuale stato di eccellenza delle nostre produzioni, trasformando il ‘diritto di impianto’ in semplice ‘autorizzazione a piantare’, metodo più flessibile e dinamico, invece della sua abolizione sic et simpliciter”.  “E’ nostra precisa volontà – ha concluso Manzato – coordinare un’azione comune delle Regioni del nord, al fine di presentare a Bruxelles un piano di azione congiunto. Inoltre, oggi a Milano abbiamo dato indicazione ad alcuni parlamentari di avviare proficue discussioni in Senato e Camera dei Deputati, portando l’attenzione su temi specifici, quali i nitrati, il piano irriguo nazionale, gli ogm, la legge recupero suolo, la semplificazione e sburocratizzazione”.

(Fonte: Regione Veneto)

Riforma PAC 2014-2020, trovato l’accordo politico

programma 27 settembre PAC bozza 3Dopo due anni di lavoro, circa 8.000 emendamenti presentati e 50 incontri interistituzionali (triloghi), si è arrivati a una riforma della PAC sostanzialmente migliorata rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea. Si tratta, come viene rilevato da più parti, di una riforma che premia il lavoro e l’impresa, più verde, equa e flessibile, orientata ai giovani e in grado di offrire risorse ai soli agricoltori professionali, allo scopo di fornire loro strumenti che li renda più competitivi.

Gli obiettivi raggiunti con l’accordo di fine giugno sono molteplici: dall’esenzione dal greening (misure ambientali) per le colture mediterranee (oliveti, agrumeti, ecc.) e per le colture sommerse (riso), al blocco della liberalizzazione “selvaggia” dei diritti di impianto dei vigneti che tutela le produzioni di qualità e introduce un nuovo sistema di autorizzazioni a partire dal 2016; dalla rivisitazione del regime di aiuti per il settore dell’olio in un’ottica più efficace e funzionale, al reinserimento del grano duro tra i prodotti beneficiari dell’intervento pubblico; dalla programmazione produttiva estesa ai prosciutti DOP e IGP all’incremento degli aiuti ai giovani agricoltori, solo per citarne alcuni. Il tutto valorizzando e sostenendo solo i veri agricoltori con comprovate capacità professionali ed economiche. “Importanti traguardi – ha sentenziato Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo – che, se si raggiungerà un accordo sul bilancio pluriennale dell’UE, scriveranno le pagine dell’agricoltura comunitaria dei prossimi sette anni”.

(Fonte: Veneto Agricoltura – Ufficio Stampa Europe Direct Veneto)

Giovani PAC 2020, in Veneto i progetti degli agricoltori under 40 prendono vita nel web

Manzato forum giovani

Franco Manzato al Forum Giovani PAC 2020

I giovani sanno leggere il presente dell’agricoltura e ne vedono meglio il futuro. Il settore primario, l’unico che continua a “tirare” nonostante la crisi, creando lavoro e valore, deve partire da loro per non arenarsi e trovare nuovi percorsi di sviluppo; da loro e dalle loro idee: precise, avventurose, nuove, slegate da schematismi ingessati, entusiaste, disincantate che da oggi si fanno proposte politiche, nel senso vero e concreto del termine, attraverso i progetti che verranno inseriti nel web Forum tematico “Giovani PAC 2020” del portale regionale PIAVe.

Le aspettative deglu under 40. L’iniziativa è partita lo scorso 24 aprile da Agripolis di Legnaro, in provincia di Padova, dove Regione (con l’assessore Franco Manzato) e Veneto Agricoltura (con l’amministratore unico Paolo Pizzolato) hanno dato il via con i diretti interessati alla discussione e al confronto che ha come protagonisti proprio loro, le ragazze e i ragazzi, le donne e gli uomini sotto i 40 anni che si stanno dedicando o intendono dedicarsi all’attività agricola, chiamati a dare indicazioni e contenuti alla programmazione regionale per il periodo 2014 – 2020. Le prime proposte non si sono fatte attendere: sostegno finanziario allo start up di nuove aziende; cancellazione o alleggerimento della burocrazia, con particolare riferimento ai primi anni di attività imprenditoriale; affitti dei terreni con Avepa come garante ed ente autenticatore nel contratto; social network nel diffondere le possibilità presenti in agricoltura, potenziando le applicazioni e comunque intensificando la comunicazione online, anche attraverso il portale PIAVe, non solo strumento di contatto tra imprenditori e Pubblica amministrazione ma del sistema con se stesso.

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Luca Giacomazzi

Entro luglio le priorità dei giovani per la PAC 2014-2020. E’ stato un primo confronto di progetti ma anche di esperienze, come quella portata da Luca Giacomazzi dei Los Massadores, allevatore e musicista per passione, che “prende ispirazione dai campi” e che in agricoltura ha avviato anche un’esperienza di fattoria sociale con ragazzi autistici, che a contatto con la natura e i suoi ritmi traggono significativo giovamento. Entusiasti tutti i partecipanti, “che non deluderemo – ha sottolineato Manzato – e anzi, alla luce delle proposte di oggi e delle iniziative e progetti che verranno discussi nel forum telematico nelle prossime settimane – ha assicurato Manzato – entro il prossimo luglio definiremo con i giovani attraverso i principali argomenti prioritari che saranno oggetto della programmazione regionale, così da portarli entro l’anno all’interno della cabina di regia PAC 2014 – 2020.

(Fonte: Regione Veneto)

Cosa cambia con la PAC 2014-2020, se ne è parlato al convegno di Coldiretti Rovigo

Coldiretti convegno PACPagamenti diretti solo agli agricoltori di professione, redistribuzione delle risorse fra i 27 stati membri per cui l’Italia perderà il sei per cento dell’attuale budget, proposta una componente ecologica degli aiuti (“greening”).  Sono alcune delle novità della Politica agricola comunitaria (Pac) in discussione a Bruxelles, presentate lo scorso 26 aprile, al convegno di ColdirettiLa nuova Pac 2014-2020, principali elementi del negoziato”, che si è svolto a Lendinara, col patrocinio di Cariveneto e Agriventure, in un teatro Mignon tutto esaurito.

Platea convegno Coldiretti PACAgricoltori “veri”. Relatore d’eccezione, Paolo Magaraggia dell’Ufficio Coldiretti Bruxelles, che sta seguendo da molto vicino lo svolgersi del negoziato a tre (il cosiddetto “trilogo”) tra i rappresentanti incaricati di Consiglio, Parlamento e Commissione europei, che è partito l’11 aprile scorso e che dovrebbe terminare il prossimo 18 giugno, con un accordo condiviso di riforma della Pac, che entrerà in vigore dal 2014 al 2020. “L’accordo non è ancora definito – ha ricordato prudentemente Paolo Magaraggia – Siamo in una fase decisiva di un lungo percorso iniziato nel 2011 e che si spera abbia esito positivo per il nostro paese. In particolare – ha spiegato – per quanto riguarda la definizione di “agricoltore attivo”, si spera che venga confermata la proposta del Consiglio che riconosce agli stati membri la libertà di determinare i criteri di individuazione dei veri agricoltori”. In buona sostanza l’attuale proposta prevede che vengano concessi “pagamenti diretti Pac” soltanto a chi vive di agricoltura, cioè trae dall’azienda agricola il suo reddito principale, con esclusione dei meri proprietari di terreni, delle società immobiliari, degli aeroporti e di tutto quanto non sia “agricoltura”. Se approvata, questa sarà la grande svolta della Pac, “fortemente voluta da Coldiretti – come ha commentato il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo – perché si sapeva che le risorse complessive indirizzate alla Politica agricola comunitaria sarebbero diminuite e, dunque, era necessario concentrarle solo sui soggetti meritevoli”.

Per l’Italia, forte riduzione della dotazione finanziaria per pagamenti diretti. I tagli al budget che arriverà complessivamente in Italia saranno feroci, per effetto della redistribuzione delle risorse tra i 27 paesi europei: si toglie soprattutto agli stati mediterranei oltre Olanda e Belgio, per dare al nord est europeo (Lettonia, Romania, Estonia, Bulgaria, Lituania). “Per l’Italia – ha spiegato Magaraggia – l’accordo del Consiglio, rispetto alla situazione attuale, comporta una riduzione della dotazione finanziaria per pagamenti diretti di 1,915 miliardi di euro (-6,6 per cento). Inoltre, la proposta della Commissione, confrontando l’anno 2020 col 2013, prevede già una riduzione del bilancio Pac in termini reali, per l’inflazione, di circa il 12 per cento, per tutti i paesi. Complessivamente, l’Italia, a regime, vedrà una perdita di pagamenti diretti di circa il 18-19 per cento: in valori assoluti, il nostro paese paga, da solo, quasi un terzo dell’intero ammontare di risorse spostate tra i 27 stati membri”.

Per gli agricoltori, la fonte di reddito sarà sempre di più il mercato. “In futuro le risorse Pac saranno sempre meno – ha ribadito il direttore di Coldiretti Rovigo, Adriano Toffoli – ed i pagamenti diretti sono solo un tassello minimo del reddito degli agricoltori. Ecco perché, da anni, Coldiretti con e per le sue aziende, sta sviluppando un progetto economico con strategie di vendita alternative, per dare valore aggiunto al prodotto agricolo, basato sulla qualità, sul legame col territorio, sulla distintività, sul no-ogm, sulle filiere corte gestite dagli agricoltori. Perché la fonte principale di reddito dell’agricoltore sarà sempre di più il mercato e la sua capacità di stare sul mercato”.

Greening, negoziato ancora in corso. “Per quanto riguarda la proposta relativa al “greening”, il “rinverdimento della Pac” – ha concluso Magaraggia – si spera che il negoziato in corso, riconosca valenza ambientale alle nostre produzioni mediterranee, come i frutteti ed i vigneti”. La nuova componente ecologica degli aiuti Pac, il cosiddetto “greening”, si traduce in una serie di obblighi di osservanza delle buone pratiche agricole a beneficio di clima e ambiente, che, se non rispettati, possono comportare la revoca totale o parziale del pagamento Pac. Le pratiche agricole benefiche sono: la diversificazione delle coltivazioni, i prati permanenti dichiarati nel 2014, una percentuale (ancora in discussione) di superficie da destinare ad aree ecologiche (terreni a riposo, terrazze, fasce tampone e boschi, colture azoto-fissatrici). Al convegno, oltre ai vertici locali e provinciali di Coldiretti e di Agriventure, era presente in forze l’amministrazione comunale lendinarese, con in testa il sindaco Alessandro Ferlin.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)