• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Ogm: Confagricoltura stigmatizza il no preconcetto delle Regioni italiane

“Le Regioni hanno ribadito all’unanimità che non vogliono la coltivazione di OGM (organismi geneticamente modificati) su tutto il territorio e chiedono al governo che l’Italia si appelli alla clausola di salvaguardia”. Lo ha affermato l‘assessore pugliese Dario Stefàno, presidente della commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni. La posizione della Conferenza coincide con quella espressa in precedenza dagli assessori regionali e sarà lo stesso Vasco Errani a comunicarla al governo e a chiedere il ricorso alla clausola di salvaguardia, come previsto dal regolamento di Bruxelles.

Ma Confagricoltura critica il comportamento delle Regioni le quali, per l’ennesima volta, rinviano ogni decisione sulle linee della coesistenza tra colture convenzionali, biologiche e OGM – come era stato richiesto dal Ministro Galan – non affrontando il problema, mentre hanno il preciso obbligo di farlo. “La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, ancora una volta ha deciso di non decidere. Si sta nuovamente privilegiando il pregiudizio piuttosto che la presa di posizione lucida e basata su dati di fatto, che dovrebbe caratterizzare le scelte politiche”, commenta Confagricoltura. Inoltre – sottolinea ancora l’Organizzazione agricola – non indicano nemmeno argomentazioni per invocare la clausola di salvaguardia che ha bisogno, come presupposto, di solide motivazioni scientifiche per evidenziare l’ipotetico danno alla salute e/o all’ambiente dalla coltivazione di OGM.

Sicurezza OGM. D’altronde solo il 9 dicembre scorso la Commissione europea ha pubblicato una raccolta di studi sugli OGM che abbracciano dieci anni di attività e 50 progetti di ricerca sul tema della sicurezza degli OGM. Tutti studi che, secondo quanto afferma la stessa Commissione, assieme agli altri svolti da 25 anni a questa parte da oltre 500 gruppi di ricerca, dimostrano che “non esiste, allo stato, alcuna prova scientifica che gli OGM determinino rischi maggiori per l’ambiente e per la sicurezza degli alimenti umani ed animali rispetto alle coltivazioni ed agli organismi convenzionali”.  Ad avviso di Confagricoltura, le Regioni si trincerano dietro una voglia di “OGM free” che non solo non ha basi scientifiche ma continua a danneggiare i maiscoltori italiani che ogni anno perdono oltre 300 milioni di euro tra mancati ricavi e maggiori costi. E la ricerca resta bloccata.

(fonte Adnkronos.com)

Dagli agricoltori anti-‘ndrangheta nasce GOEL BIO

E’ la piccola ma concreta risposta del Gruppo GOEL ai fatti di Rosarno e ad un mercato locale degli agrumi che schiaccia la dignità dei piccoli agricoltori. I prezzi sono da fame, spesso non consentono di coprire nemmeno le spese vive né il costo sindacale del lavoro: si arriva a pagare le arance 10 centesimi al chilo. E’ un mercato spesso condizionato dalla prepotenza della ‘ndrangheta che, come al solito, vive lucrando sulle fatiche e sui sacrifici dei Calabresi.

GOEL – spiega una nota – sceglie di stare al fianco degli agricoltori onesti, spesso vessati dalla ‘ndrangheta con uno “stalking” prepotente e spietato che mira a sottometterli e condizionarli, se non addirittura ad espropriarli. I prodotti di GOEL BIO non provengono dai terreni confiscati alle mafie ma dai terreni di normali e “ordinari” agricoltori onesti, che resistono giorno per giorno alle pressioni mafiose, che si sono impegnati rispettare l’ambiente con produzioni biologiche, che si sforzano di promuovere la dignità del lavoro e del territorio. .

L’offerta di Goel Bio è composta da: arance Biologiche e in conversione – varietà: Navel, Tarocco, Biondo di Caulonia; le arance vengono proposte direttamente al consumatore finale in tutta Italia, ad un prezzo equivalente ad una normale arancia non biologica. Clementine Biologiche, Olio Extravergine Biologico di alta qualità, prodotto nella Locride e nella Piana di Gioia Tauro tramite spremitura a freddo, utilizzando unicamente procedimenti meccanici. Vengono distribuiti 4 tipi di olio monocultivar, selezionati tra le migliori specie autoctone: Geracese, Carolea, Ottobratica, Sinopolese. GOEL BIO si rivolge principalmente ai circuiti commerciali diretti, senza intermediari tra produttore e consumatore finale, per garantire un’equa retribuzione del prodotto e, a sua volta, un equo salario ai lavoratori. Oltre ad offrire occupazione sana nel territorio, ciò mira a prevenire fin dalla radice fenomeni di sfruttamento dell’immigrazione. I soci produttori di GOEL BIO garantiscono infatti: il rispetto dei diritti dei lavoratori; la scrupolosa osservanza dei disciplinari di produzione biologica; l’estraneità con ogni malaffare o collusione con la ‘ndrangheta; l‘alta qualità e la tipicità delle produzioni. Gli agrumi con il bollino “GOEL BIO” e l’Olio Extra-vergine di Oliva Biologico, saranno – conclude la nota – “messaggeri della legalità e dei valori di cambiamento di GOEL”.

(fonte Agi.it)

Per ottenere maggiori risultati a Bruxelles, necessaria una “Lobby veneta” in agricoltura

Meno diplomatici generalisti e più funzionari settoriali, soprattutto a Bruxelles. Se ci sarà un assetto istituzionale diverso dall’attuale, si chiami federale o meno, investirà in pieno anche il modo di fare imprenditoria in agricoltura, che dovrà essere supportato da una “governance” fatta di autorità europee, nazionali e regionali, autonomie locali e funzionali (Unioncamere, Università, ecc.), tutte chiamate a sorreggere la competitività del settore primario. E per far ciò, per raggiungere questo obiettivo, sarà indispensabile esserci, e per tempo, nei tavoli che contano.

L’orientamento è emerso forte dalla Conferenza regionale dell’agricoltura, tenutosi nei giorni scorsi a Legnaro (PD) nel corso dell’ultimo seminario tematico. Un percorso che terminerà l’11 febbraio 2011, con il grande incontro conclusivo. Un cammino unico, che nessuna regione a parte il Veneto ha fin’ora percorso, ma fortemente richiesto da tutto il mondo agricolo italiano. Tra i più accalorati sostenitori di questa diversa modalità di rapportarsi con gli organismi decisori delle politiche agricole, è stato Pierluigi Petrillo dell’Università La Sapienza di Roma, che, così come Gian Angelo Bellati (Unioncamere Veneto) ha evidenziato come “gli stati con assetto federale sono universalmente riconosciuti come più reattivi ed efficaci nell’erogazione dei servizi”.

E’ tempo di tecnici. “E’ prassi italiana – ha affermato Petrillo – intervenire dopo l’approvazione dei provvedimenti, talvolta disapplicandoli se ritenuti negativi e per questo rischiando di incorrere in procedure di infrazione. Ma i provvedimenti sono soltanto la sintesi conclusiva di posizioni sostanziate nei tavoli di confronto che si sono svolti nei mesi precedenti, tra gruppi tecnici e comitati. E’ costume italiano intervenire in questi tavoli con diplomatici, preparati ma generalisti. E’ ora di mandare i tecnici. Gli esperti di latte al tavolo del latte, quelli di reflui zootecnici al tavolo dei reflui. Una abitudine che vale anche per la Regione Veneto – ha proseguito Petrillo –  tanto per i rapporti con Bruxelles quanto col nazionale nella Conferenza Stato – Regioni. Va avviata perciò una concreta azione di lobbyng con i nostri rappresentanti nelle istituzioni e tutti gli “stake holders” del mondo agricolo, che superi le ideologie e le logiche di schieramento politico”. Se Maria Antonietta Greco (Regione Veneto) ha elencato poi le aziende attraverso le quali vengono erogati servizi all’agricoltura della Regione, e le loro funzioni, il fulcro del successivo confronto, moderato dalla giornalista Katy Mandurino, tra le maggiori organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo veneto, sono state le perplessità che gli operatori del settore primario mediamente hanno sull’operatività di alcuni di questi enti. Per consultare i lavori della conferenza: www.venetorurale2013.org

(fonte Veneto Agricoltura)

Agricoltura: Ue proroga aiuti fino a tutto il 2011

La Commissione Europea ha prorogato al 31 dicembre 2011 il regime di aiuto temporaneo di importo limitato fino a 15.000,00 euro erogabile in favore delle imprese che operano nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli. Lo rende noto un comunicato del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

Domande di aiuto entro il 31 marzo 2011. Si tratta – spiega la nota – di una decisione molto attesa, sollecitata piu’ volte dal Ministero, perche’ rappresenta uno dei pochi strumenti attivabili a sostegno delle imprese agricole colpite dalla crisi finanziaria. Non si tratta di nuovi finanziamenti, ma di una deroga alle norme sugli aiuti di Stato in agricoltura, a condizione che l’importo dell’aiuto non superi i 15.000,00 euro per azienda. La proroga al 31 dicembre 2011 e’ concessa a condizione che le domande di aiuto siano presentate entro il 31 marzo 2011. La proroga di un anno – l’attuale regime prevedeva infatti la scadenza del 31 dicembre 2010 – e’ stata disposta a causa del permanere di condizioni di incertezza sulle prospettive economiche dei Paesi membri, tali da giustificare, prosegue il ministero, il ricorso alle misure eccezionali previste dalla Commissione.

(fonte Asca)

Argav incontro Paolo Sordo, direttore di Confagricoltura Vicenza: con alluvione danni incalcolabili ma anche tanta solidarietà. Il futuro delle Organizzazioni agricole? Uniti si vince!

30 novembre, Confagricoltura Vicenza, Direttivo Argav insieme a Paolo Sordo (secondo da dx), direttore dell'organizzazione agricola vicentina

(di Marina Meneguzzi, socio Argav) Come pre-annunciato, mercoledì 30 novembre scorso il direttivo Argav si è riunito nella sede di Confagricoltura Vicenza. A far gli onori di casa, il giovane e dinamico Direttore dell’organizzazione agricola vicentina Paolo Sordo, che ci ha accolti (con una buona bottiglia di Vespaiolo) alla fine di un mese particolarmente travagliato per il Veneto e per Vicenza in particolare.

Sfatato un mito sul Veneto individualista. “Novembre è stato un mese molto duro e i danni arrecati dall’alluvione nel nostro territorio sono praticamente incalcolabili – ha riferito Sordo – basti pensare che solo a Vicenza nel giro di 48 ore sono caduti 45 cm d’acqua, una cosa mai vista nella nostra città. E però, nella tragedia, abbiamo riscoperto un Veneto meno individualista, perché la solidarietà tra la gente è stata davvero incredibile“. “La brutta esperienza ha evidenziato la necessità di dare priorità alla pulizia dei letti dei fiumi e alla manutenzione degli argini, oggi devastatati dalle nutrie e che il mondo agricolo deve poter essere messo in condizione di continuare a svolgere quel ruolo di  salvaguardia del territorio assunto da sempre”.

Divergenze con le altre organizzazioni agricole? Del tutto superabili. 1100 iscritti, 22mila ettari di superficie associata, aziende agricole di piccole dimensioni ma una provincia prima in Veneto per la produzione di latte e terza per quella del vino grazie a strutture cooperativistiche: questa la realtà economica in cui Confagricoltura Vicenza  svolge la propria attività di servizi per le imprese e sindacale. E questo in un momento particolarmente difficile per il settore primario: “la coperta “europea” deve coprire sempre più Stati e quindi si fa sempre più corta” – ha concluso Paolo Sordo -. Da qui la necessità di cogliere l’invito che arriva dal mondo agricolo ad agire uniti con le altre Organizzazioni di categoria per ottenere più risultati. Secondo Sordo, infatti, “le divergenze esistenti sono tutte superabili e riconducibili nell’alveo di una sana e costruttiva dialettica”.

Giovedì 2 dicembre a Legnaro (PD) si discute di sfida federalista del settore primario

La competitività del “Sistema Veneto” passa per modelli di governance più snelli, più efficienti, più vicini alle esigenze del cittadino e dell’imprenditore. Vale per tanti settori e vale anche per l’agricoltura. Le prospettive di federalismo per l’agricoltura c’entrano nel dare nuovo slancio al settore primario molto di più dei “cavoli a merenda”. E per questo, nell’ambito della Conferenza Regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, giovedì 2 dicembre dalle ore 9.00, in Corte Benedettina (di Veneto Agricoltura) a Legnaro (PD), sarà dedicato al tema uno specifico seminario aperto dall’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato. Nella nuova Politica Agricola Comunitaria il ruolo degli Enti locali e regionali diventerà sempre più rilevante. In questo senso il tema dell’adeguatezza della macchina amministrativa nelle sue varie forme e articolazioni di fronte alla sfida dell’efficacia, da misurarsi sugli effetti verso i destinatari finali di beni e servizi, è di stretta attualità. Presenti Gian Angelo Bellati (Unioncamere Veneto), Pier Luigi Petrillo (Univertsità Sapienza di Roma), Maria Antonietta Greco (Regione Veneto) e Franco Contarin (Avepa). Seguirà un forum sul “punto di vista degli operatori e dei portatori di interesse” coordinato dalla giornalista Katy Mandurino. Per consultare i lavori della conferenza: www.venetorurale2013.org

(fonte Veneto Agricoltura)

Nella Marca trevigiana si discute di fitofarmaci, piovosità, incuria del territorio e salute

Nei giorni scorsi si sono riuniti presso la Provincia di Treviso i comuni della Marca in un incontro tecnico voluto e organizzato dal Consorzio di Difesa delle Attività Agricole dalle Avversità Atmosferiche (Co.Di.TV). Tanti i temi affrontati nel corso del convegno, introdotto dal Presidente del Co.Di.TV Valerio Nadal e aperto dal saluto del Presidente della Provincia Leonardo Muraro.

Salute umana e salubrità ambientale nelle pratiche agricole sono stati i temi al centro dell’incontro tenuto dal tecnico Co.Di.TV Fiorello Terzariol che, partendo dagli allarmi e dagli allarmismi lanciati negli ultimi mesi sull’uso scriteriato degli agrofarmaci, ha illustrato la necessità di intervenire con i fitofarmaci  in modo razionale e solo dopo un’attenta analisi. Negli ultimi anni grazie alla ‘lotta guidata’, messa in atto con l’ausilio dei dati e delle competenze tecniche del Consorzio di Difesa, gli agricoltori hanno potuto riscontrare un buon risparmio economico nell’impiego dei farmaci in agricoltura e un minor inquinamento ambientale. Nel corso dell’incontro si è evidenziato come l’agricoltore sia il primo utente interessato alla salvaguardia ambientale, essendo il campo il suo luogo di lavoro, da qui si è parlato anche della necessità di salvaguardare le colture evitando gli stati di abbandono di vigneti, frutteti e orti che, se lasciati all’incuria, sono il terreno privilegiato per l’insorgere di patologie che poi si  trasmettono alle altre coltivazioni, in questo frangente è stato sottolineato l’importante ruolo di vigilanza svolto dalle amministrazioni comunali.

Nel territorio di Valdobbiadene, in 24 giorni precipitazioni solitamente registrate in 6 mesi. Particolare interesse ha riscosso la presentazione del monitoraggio delle condizioni atmosferiche e meteorologiche effettuato dal Co.Di.TV. grazie alla fitta rete di rilevamento disseminata nel territorio provinciale. E’ stata portata ad esempio la piovosità rilevata nel territorio di Valdobbiadene dal 30 ottobre al 22 novembre scorsi: 495,8 mm di pioggia. In 24 giorni si è registrato il corrispettivo di 6 mesi di precipitazioni calcolate su una media di 80 mm di pioggia registrati in media in questo periodo negli anni scorsi.

(fonte Co.Di.TV)

Consorzio di Bonifica Brenta (PD): urge realizzare l’invaso del Vanoi per migliorare sicurezza idraulica nel bacino del Brenta

Nei giorni critici dell’alluvione, che a inizio novembre ha sconvolto migliaia di ettari urbani e agricoli nel Padovano e nel Vicentino, il Consorzio di bonifica “Brenta” ha lavorato, ancora una volta, in silenzio. Ora però, passata la fase acuta dell’emergenza, il presidente dell’Ente consortile, Danilo Cuman, tiene a fare il punto della situazione attuale guardando soprattutto alle prospettive future e alle urgenze cui fare fronte.

Durante l’alluvione di novembre, salvati dal disastro i comuni di Veggiano, Mestrino, Selvazzano, Saccolongo e Rubano.L’idrovora di Brentelle, uno dei cinque impianti di sollevamento del Consorzio – spiega Cuman -, funzionando ininterrottamente nel momento di massima criticità ha protetto un bacino scolante di 2.000 ettari, per lo più urbanizzati, corrispondenti alla periferia nord di Padova, nei comuni di Veggiano, Mestrino, Selvazzano, Saccolongo e Rubano. Il canale Brentella, che collega i fiumi Brenta e Bacchiglione, è fondamentale per scolmare le piene: ma quando se ne parla è indispensabile ricordare la necessità di realizzare a monte, a confine tra il Trentino e il Veneto, l’invaso del Vanoi che consentirebbe di migliorare notevolmente la sicurezza idraulica nel bacino del Brenta”.

Consorzi di bonifica “carrozzoni inutili”? L’utilità e l’urgenza serbatoio del Vanoi è stata ulteriormente confermata durante i recenti episodi alluvionali, quando proprio la presenza di un bacino a monte (il lago del Corlo, nel bellunese) ha fatto sì che il fiume Brenta non provocasse gli stessi danni che il Bacchiglione ha causato nel Vicentino. “A tutt’oggi quando c’è troppa acqua nessuno la vuole, al contrario di quando ce n’è poca. Ebbene –  ribadisce il presidente Cuman – questa mentalità va superata al più presto, intervenendo per prevenire i problemi anzichè limitarsi a gestirli quando si presentano. Non è comunque mai troppo tardi per imparare, anche se c’era già stata l’alluvione del 1966: allora la commissione-De Marchi aveva già dato precise indicazioni, molte però sono rimaste sulla carta. C’è ancora chi parla dei Consorzi di bonifica come di “carrozzoni” inutili, ma i fatti dimostrano il contrario alla faccia degli slogan che testimoniano una palese ignoranza della realtà.

Danni alle opere consortile per 700 mila euro. Mentre per il bacino del Vanoi non resta che auspicare che le istituzioni del Veneto e del Trentino ne accelerino la realizzazione, il Consorzio Brenta ha già pianificato decine di progetti ed interventi per oltre 373 milioni di euro, posti all’attenzione della Regione Veneto, in attesa di finanziamento pubblico. “L’alluvione di inizio novembre ha provocato danni alle opere consortili per 700 mila euro – aggiunge Umberto Niceforo, direttore del Consorzio – soprattutto nell’idrovora di Veggiano che è stata completamente allagata dall’esondazione del fiume Tesina Padovano. Ma fortunatamente il pieno funzionamento dell’idrovora Brentelle ha salvato i centri urbani a nord di Padova. Abbiamo inoltre segnalato alcune opere prioritarie a favore delle zone oggetto degli eventi, per un importo di 8.300.000,00 euro”.

(fonte Consorzio di bonifica “Brenta”)

La Regione Veneto vara lo Sportello Unico per le imprese agricole

“Una prima mossa per rivoluzionare il primario – commenta così Coldiretti Veneto l’esito positivo della IV Commissione consiliare Agricoltura che riunita ieri ha approvato un programma di attività dettagliato che individua argomenti, obiettivi e termini per il concreto rilancio del settore. “La politica regionale azzarda e lancia la sfida all’agricoltura – continua Coldiretti – che impegna meno dell’1% del bilancio regionale nonostante significhi molto in termini di valorizzazione delle produzioni tipiche, conservazione del territorio e il mantenimento delle caratteristiche identitarie degli ambiti rurali”.

Si chiama Sportello Unico ed è la coraggiosa riorganizzazione della burocrazia regionale per liberare risorse umane e finanziarie a favore delle oltre 80 mila imprese agricole iscritte alla camera di commercio. E’ questa la parte fondamentale dei dieci punti già presentati alla Giunta dall’Assessore all’Agricoltura Franco Manzato, che introduce la fusione degli Ispettorati Provinciali Agrari con l’Avepa (Agenzia veneta pagamenti). Una soluzione che consente di  razionalizzare le spese per le sole sedi fisiche amministrative pari a 900 mila euro l’anno.

Finalmente meno burocrazia per le imprese. Quindi per i costi diretti espliciti nell’arco dei cinque anni si può valutare un’economia di oltre 10 milioni di euro a cui si aggiungono i risparmi indiretti – ma non meno importanti-  legati alla sburocratizzazione. Un piano di semplificazione delle procedure burocratiche che ha l’unico obiettivo di sgravare gli operatori agricoli da un insieme complesso di norme che rendono spesso di difficile accesso autorizzazioni, richieste di contributi, pratiche istituzionali quotidiane. Calcoli alla mano Coldiretti Veneto misura una sforbiciata per le imprese, grazie alla riduzione di code e spole tra uffici pubblici, di quasi 35 milioni di euro l’anno.

(fonte Coldiretti Veneto)

Ministero Agricoltura: approvati interventi economici a favore di zucchero, filiera ovicaprina, pesca e settore irriguo-bonifica per il Sud

Giancarlo Galan, Ministro delle Politiche Agricole

Il Cipe (Comitato Interministeriale per la programmazione economica) ha approvato la proposta di riparto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, dei 100 milioni di euro destinati al settore agroalimentare nell’ambito del Fondo Infrastrutture (ai sensi dell’art. 2, comma 55, della Legge n. 191/2009, finanziaria 2010).

Le risorse sono destinate per 64 milioni di euro a copertura del fabbisogno per l’erogazione dell’aiuto nazionale alla quota zucchero prodotta in Italia nelle campagne di commercializzazione 2009/2010 e 2010/2011. Altri 4 milioni sono stanziati per interventi tesi a sostenere il rilancio della filiera ovicaprina. Tale intervento si affianca alle altre azioni definite dal Mipaaf nell’ambito del Tavolo di filiera, e che riguardano l’azione specifica per i formaggi ovini nell’ambito del Programma Indigenti 2011 e la definizione di un accordo interprofessionale ai sensi del D.lgs. 102/2005. Gli interventi a favore della ristrutturazione del settore della pesca, in particolare riferiti alla razionalizzazione della catena logistica e di commercializzazione avranno una dotazione di 15 milioni di euro. Altri 7 milioni di euro sono destinati al rifinanziamento dei Piani di settore, e 4 milioni di euro al rifinanziamento del Piano di azione del settore dell’agricoltura biologica. Ulteriori 6 milioni di euro sono destinati a supporto dei sistemi informativi e dei controlli nei settori agricolo e della pesca.

Fondi per il settore irriguo e bonifica per il Sud. Il Cipe ha inoltre approvato un importante programma di interventi nel settore irriguo e della bonifica, per un importo di circa 177 milioni di euro. Si tratta di infrastrutture, localizzate nel Sud d’Italia, strategiche non solo per l’agricoltura italiana, ma anche per l’assetto del territorio e la protezione del suolo, ruolo che, sempre più spesso, il complesso sistema irriguo è chiamato a svolgere. Gli interventi previsti, realizzati dai Consorzi di bonifica, coniugano obiettivi di risparmio e uso razionale della risorsa idrica, quando essa è scarsa, regolazione delle acque, quando esse siano eccessive e, infine, presidio del territorio, con opere di stabilizzazione di sponde e tratti franosi. Approvata anche una disposizione che scoraggia ritardi nella realizzazione delle opere, prevedendo la revoca dei finanziamenti nel caso in cui le procedure per l’appalto dei lavori non siano concluse entro 18 mesi dalla concessione.

(Fonte Ministero Politiche Agricole)