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All’artista Andrea Pennacchi il premio Argav 2025. Fabrizio Stelluto confermato presidente dei giornalisti agroambientali di Veneto e Trentino-Alto Adige

Fabrizio Stelluto, direttore dell’agenzia giornalistica radiotelevisiva Asterisco Informazioni e responsabile dell’Ufficio Comunicazione di ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), è stato confermato presidente di ARGAV dall’Assemblea svoltasi a Monselice, nel Padovano, lo scorso 13 dicembre; Renzo Michieletto è stato confermato vicepresidente, così come rimangono in direttivo: Gian Omar Bison, Emanuele Cenghiaro, Maurizio Drago, Romina Gobbo, Marina Meneguzzi, Mauro Poletto, unitamente ai membri di diritto Efrem Tassinato, Donato Sinigaglia, Mimmo Vita.

Le nuove entrate sono quelle di Sara Zanferrari, Clara Grossi e Riccardo Panigada, unitamente a Mattia Frizzera (Trentino Alto Adige) nel Comitato Tecnico-Scientifico assieme ai confermati Alessandro Bedin, Andrea Saviane, Sandra Chiarato, Edoardo Comiotto.  Gli aderenti hanno eletto Mirka Cameran (Segretaria Tesoriere), Nadia Donato, Giorgio Pavan, Ornella Michieletto.

“Nel prossimo mandato proseguiremo l’attività formativa, che ci caratterizza da sempre, puntando a essere sempre più un network professionalizzato per essere punto di riferimento non solo per il mondo agricolo e ambientale, ma anche per enti locali e soggetti del territorio – dichiara Fabrizio Stelluto, Presidente di Argav. Contestualmente proseguiremo l’impegno all’interno della categoria e del Sindacato, di cui siamo gruppo di specializzazione, su temi come la formazione e la libera professione, senza dimenticare la salvaguardia della libertà di stampa in Italia e all’estero.”

In occasione dell’Assemblea associativa, in cui è intervenuto anche il presidente UNARGA, Roberto Zalambani,  è stato consegnato l’annuale Premio Argav destinato a personalità, che con la loro attività diano lustro al territorio; quest’anno la scelta è caduta sull’attore ed autore Andrea Pennacchi che, nel ritirarlo, si è detto particolarmente onorato di un riconoscimento attribuito da suoi conterranei. Recita la motivazione: “Sguardo sornione ed ironico è un osservatore critico di questo Veneto, che non solo gli ha dato i natali, ma ne attraversa la produzione artistica. Fedele a se stesso, si infila nei personaggi,  prendendone le misure e facendole proprie. A dispetto di una fisicità importante  entra sempre in punta di piedi,  ma poi si prende lo spazio necessario, affermandosi. Voleva fare il pilota  e di quel sogno rimane lo sguardo dall’alto  a disegnare una terra,  che ci aiuta a conoscere con gli spettacoli e la scrittura per indurci ad esserne progenie migliore: missione quasi impossibile, ma lui non sembra tipo da arrendersi. Per questo, gli diciamo grazie.”

Come tradizione, Andrea Pennacchi sarà protagonista di una “lectio magistralis” in occasione dell’Assemblea Argav di metà anno.

13 dicembre, soci Argav in Assemblea a Monselice (Padova) per il rinnovo delle cariche sociali e la consegna del premio Argav 2025

Sabato 13 dicembre 2025 i soci Argav si incontreranno a Villa Contarini (via G. Verdi, 4) a Monselice (Padova) per l’Assemblea elettiva (prima convocazione ore 6, seconda convocazione ore 10) per il rinnovo degli organi associativi. Questo l’ordine del giorno: insediamento organi assembleari; relazione del Presidente uscente, Fabrizio Stelluto; discussione; presentazione candidature; elezioni nuovi organi dirigenti 2025- 2029.

A seguire, alle ore 12, è prevista la consegna del Premio Argav 2025, e alle ore 13 il tradizionale pranzo natalizio.

Foto credits Villa Contarini (Monselice)

Lorenzo Furlan, premio Argav 2024, intervistato da “Il Gazzettino”

Oggi, lunedì 6 gennaio, nelle pagine di cultura de “Il Gazzettino”, c’è l’intervista a Lorenzo Furlan, premio Argav 2024, fatta da Edoardo Pittalis, giornalista, scrittore ed editorialista del quotidiano veneto

 

 

Monselice (Padova). Sabato 7 dicembre la premiazione dell’entomologo Lorenzo Furlan premio Argav 2024, premio speciale all’imprenditore Remo Pedon

E’ il sandonatese Lorenzo Furlan, dirigente di Veneto Agricoltura, ma soprattutto scienziato ed entomologo di fama internazionale, il Premio Argav 2024, indicato dal Consiglio direttivo Argav fra le personalità che, con la loro attività, danno lustro al Veneto. Il Premio sarà consegnato nel corso di una semplice cerimonia, che si terrà sabato 7 dicembre prossimo, alle ore 12.00, nel salone del ristorante Villa Contarini, a Monselice (Padova).

Premio speciale

Nell’occasione sarà anche attribuito un Premio speciale all’imprenditore vicentino, Remo Pedon, per i 40 anni dell’omonimo gruppo alimentare ed il suo impegno filantropico.

“Le Gambarare nei secoli. Origini, sviluppo e rinunce di una comunità particolare”. Il 15 giugno a Mira (VE) conferenza aperta al pubblico del professor Mario Poppi, storico e divulgatore, premio Argav 2023

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Sabato 15 giugno alle ore 10.30 nel patronato di Gambarare di Mira, in provincia di Venezia, il professor Mario Poppi, Premio Argav 2023, storico e divulgatore, terrà una conferenza, promossa dall’Argav in collaborazione con la parrocchia di Gambarare, dal titolo: “Le Gambarare nei secoli. Origini, sviluppo e rinunce di una comunità particolare”. L’evento, aperto al pubblico, sarà preceduto dall’Assemblea di metà anno per l’approvazione dei bilanci Argav (ore 9.30, sala del patronato di Gambarare di Mira).

“Le Gambarare”. Dal basso medioevo fino a tutto l’Ottocento le terre a sud del fiume Brenta da Mira Vecchia a Fusina e alla laguna, cui era unito un saliente a nord del fiume dal Termine di Oriago alle bocche grandi di Bottenigo, furono denominate assieme “Le Gambarare”. Il nome era al plurale in quanto non indicava uno specifico paese, ma un territorio, costituito inizialmente dalle terre del dogado di Venezia (dalla laguna all’incirca fino a Dogaletto) cui, a seguito di scontri armati fra Venezia e Padova, dal sec. XIV vennero loro aggregati terreni di dipendenza Padovana fino alla cosiddetta ‘strada dell’Asse’ (da Piazza Mercato a Giare) e nella prima metà del ‘500 il comune padovano di Porto Menai. Nel 1374 la repubblica Serenissima organizzò il territorio delle Gambarare a gastaldia e nel 1516 lo eresse a provveditoria veneziana. Questa ebbe termine con la caduta della repubblica di Venezia nel 1797 ed ebbe allora inizio il momento più esaltante della storia politica del paese che si proclamò ‘municipalità’. Questa fu soppressa l’anno successivo a seguito dell’occupazione del Veneto da parte dell’Austria e il comune che ne rimase venne via via depauperato, soprattutto nei primi decenni dell’Ottocento, di alcune caratteristiche amministrative di cui aveva goduto. Nel 1867 si fuse con i comuni di Mira e Oriago per dare origine al nuovo comune di Mira, rinunciando a denominare la nuova comunità col proprio nome.

Ma è la vita religiosa che ha avuto a Gambarare delle curiosissime peculiarità. Nel 1508 la popolazione riusciva ad ottenere da papa Giulio II una bolla che rendeva i capifamiglia della parrocchia giuspatroni della chiesa parrocchiale, con diritto di eleggerne il sacerdote rettore. Nei secoli i capifamiglia delle Gambarare preservarono con molta attenzione le prerogative loro riconosciute dalla bolla pontificia. I momenti maggiormente critici si ebbero per contrasti fra i parrocchiani e i loro sacerdoti rettori, da essi chiamati sempre solo cappellani perpetui o inamovibili, ma mai parroci. Per far terminare i duri contrasti alcuni cappellani si rivolsero anche alla Santa Sede, e nel Cinquecento per ben tre volte i papi lanciarono l’interdetto contro la parrocchia. I diritti dei capifamiglia sulla chiesa e sulla elezione del parroco, mai prescritti da disposizioni canoniche, ebbero termine il 25 ottobre 1998, quando un’apposita assemblea di parrocchiani capifamiglia rinunciò a maggioranza al secolare diritto in cambio di alcuni privilegi ecclesiastici.

Assemblea Argav. La conferenza del prof. Pioppi sarà preceduta dall’Assemblea Argav, (ore 6.30 in prima convocazione e alle ore 9.30 in seconda convocazione, nel salone del patronato di Gamberare di Mira (Venezia), in via Chiesa Gambarare 100, con il seguente ordine del giorno: insediamento organi assembleari, saluti, relazione del Presidente, presentazione e approvazione bilancio consuntivo 2023, presentazione e approvazione bilancio preventivo 2024, dibattito, varie ed eventuali.

Il Premio Argav 2023 a Mario Poppi, storico e divulgatore del territorio veneto

Premio Argav 2023 Mario Poppi

“Per l’amore profondo verso i territori di nascita e di vita e per la sincera empatia dimostrata con le sue genti in tanti anni di studi e narrazione; per la ricchezza e la valenza del lavoro di ricerca e di divulgazione”: queste le motivazioni alla base dell’assegnazione del Premio Argav 2023 al professor  Mario Poppi, riconoscimento attribuito annualmente dal direttivo del sodalizio Veneto e Trentino di giornalisti che si occupano di agricoltura, ambiente ed agroalimentare, a personaggi e realtà che con la loro attività e il loro impegno hanno dato lustro al territorio veneto. In particolare il premio al professor Poppi “ha voluto riconoscere – ha sottolineato il presidente Argav Fabrizio Stelluto – l’importanza della storia in genere e di quella locale in particolare come disciplina e come strumento imprescindibile di salvaguardia della memoria e fonte necessaria di ispirazione per il nostro agire nella società, nelle comunità, nelle professioni”.La cerimonia, svoltasi lo scorso 16 dicembre nel salone affrescato del ristorante Villa Contarini a Monselice (PD), ha visto la partecipazione dei soci Argav, di Matteo Guarda, socio Argav nonché vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto e della sindaca del Comune di Monselice (Pd) Giorgia Bedin (nella foto da sx Renzo Michieletto, vice presidente Argav, Fabrizio Stelluto, presidente Argav, Mario Poppi, Premio Argav 2023, Giorgia Bedin, sindaca di Monselice). L’incontro si è concluso con il tradizionale pranzo di Natale dei soci Argav.

Mario Poppi è nato a Mira, si è laureato nel 1965 all’Università di Padova con una tesi sulla storiografia medievale del Quattrocento. Ha insegnato materie letterarie nelle scuole medie di I (a Mira) e di II grado (a Monselice e Padova) e dal 1969 al 1974 ha tenuto esercitazioni di storia medievale agli studenti delle facoltà di Lettere e Magistero delle Università di Padova e di Verona. Dal 1974 al 1996 è stato preside degli Istituti superiori di istruzione di secondo grado di Padova I.T.F. “Pietro Scalcerle” (1974-1983), I.M. “Erminia Fuà Fusinato” (1983-1985) ed I.M. “Amedeo di Savoia duca d’Aosta” (1990-1996) e di seguito, fino all’anno 2000, del L.L.l.r. “Dante Alighieri”. Per cinque anni (1985-1990) ha svolto attività presso l’Irssae del Veneto come esperto del Servizio Sperimentazione. In relazione alle sue attività di docente e di preside ha pubblicato numerosi articoli sulla didattica e sulle sperimentazioni scolastiche avviate e funzionanti nel Veneto, nonché i seguenti lavori sulla storia di due istituzioni scolastiche padovane: l’Istituto magistrale statale “A. di Savoia duca d’Aosta” di Padova e l’Istituto tecnico femminile “Pietro Scalcerle”. È tra i membri fondatori della “Societas Veneta” per la storia religiosa, che ha sede presso l’abbazia di Santa Giustina di Padova, e a seguito di nomina da parte del vescovo di Padova è socio effettivo dell’Istituto per la storia ecclesiastica padovana, che ha sede in vescovado. Legato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del Veneto, con particolare attenzione per le tradizioni e le vicende della Riviera del Brenta, è stato fra i fondatori di numerose associazioni culturali. Tali interessi lo hanno portato a pubblicare, oltre ad articoli di carattere storiografico, prefazioni ed introduzioni ad antologie di poeti contemporanei: tre volumi su Gambarare di Mira (Gambarare e il suo territorio, 1974; Religione e popolo a Gambarare, 1977; Il duomo di Gambarare 1306-2006, 2006); uno su Cazzago di Pianiga (Cazzago novecento anni. Appunti sulle vicende di un paese e di una parrocchia, 2005); uno sulla parrocchia di Taggì di Sotto (Aspetti della realtà religiosa del Veneto: un esempio nel territorio di Taggì di Sotto, 2014); una sintesi di storia della Riviera del Brenta fra XVIII e XIX secolo (Nella Riviera del Brenta con Antonio Longo al passaggio fra Sette e Ottocento, 2005) seguita da un’approfondita disamina della situazione della Riviera del Brenta dagli ultimi anni della repubblica di Venezia al 1819 (La Riviera del Brenta nel periodo napoleonico. Territorio, persone, istituzioni dalla caduta della repubblica di Venezia ai primi anni del regno Lombardo-Veneto 1798-1819, 2011). La prima parte di un impegnativo studio su Sambruson di Dolo (‘In Sancto Ambrosone’. Uomini ed eventi a Sambruson fra l’alto medioevo e il primo Ottocento, 2008) e un’approfondita ricerca sulla nascita di Dolo (Dolo 1406-1581. Territorio, popolazione, attività economiche alle origini di una comunità, 2010). I racconti in lingua veneta Storie del’ostaria contàe da me mama e me popà (2010), la silloge Poeti in lingua veneta (1989) ed ancora La Madonna dei cavalli ( 2009); Gambarare, in La mia gente (2009); A 900 km dalla nostra storia, (2010); Vicende e scontri armati fra Venezia e Padova nel Trecento per le terre alla foce del Brenta (2012), seguito da Territorio e insediamenti a Mira, a nord del Brenta, nel secondo Trecento (2014); Per meglio conoscere Gambarare: l’ambiente sociale tra Otto e Novecento, in Vecchi trosi, strade nuove nelle terre di Gambarare a Mira, 2016, oltre, e in particolare, a due volumi in cui espone e commenta alcuni degli innumerevoli proverbi, modi di dire, locuzioni che in oltre sessant’anni ha raccolto direttamente dalla voce di anziani della Riviera del Brenta riguardanti L’anno, i mesi e i giorni nella cultura popolare del Veneziano (2004) ed alcuni particolari aspetti del rapporto fra gli uomini e le donne nei nostri territori (Uomo e donna nella tradizione orale veneta, 2008).

Sabato 16 dicembre, a Monselice la consegna del Premio Argav 2023 a Mario Poppi, storico e divulgatore del territorio

Fabrizio Stelluto

Sabato 16 dicembre alle 12 nella sala convegni del ristorante Villa Contarini a Monselice (PD), ci sarà la consegna del Premio Argav 2023 a Mario Pioppi, storico e divulgatore del territorio.

Il premio Argav viene attribuito annualmente a personalità che, con la loro attività, danno lustro al territorio veneto. Nel corso degli anni, il riconoscimento è stato attribuito all’attore Marco Paolini, alla scienziata Ilaria Capua, al poeta e musicista Bepi De Marzi e, l’anno scorso, agli “uomini e donne della Bonifica”. La cerimonia di premiazione vedrà partecipi il presidente Argav Fabrizio Stelluto (nella foto in alto), i soci Argav e personalità del territorio.

Il Premio Argav nel 2022 si fa doppio per premiare il silenzioso lavoro della Bonifica, a favore (anche) dell’ambiente e al comune di Cavallino Treporti, che ha saputo trasformare la vocazione agricola in un’opportunità di sviluppo. La cerimonia si è svolta nel salone di Villa Contarini a Monselice, città millenaria che oggi decreta il vincitore della 2a edizione del “Piatto di Federico II”.

Padovese_Stelluto_Cavallino Treporti_GuardaPadovese Stelluto Cazzaro Guarda

(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) “Se gran parte dei territori di pianura e costieri, nel Veneto come in Italia, sono oggi vivibili è grazie alla Bonifica, che dai tempi dei monaci benedettini ha saputo rendere e mantenere vivibili aree altrimenti acquitrinose e di cui quest’anno si celebra il centenario di un congresso, che a San Donà di Piave seppe disegnare il futuro del nostro Paese. A delinearlo furono tecnici e politici di diversa estrazione, capaci però di superare le divisioni per aprire nuove prospettive di sviluppo. Di quell’afflato sono interpreti i Consorzi di bonifica, espressione di autogoverno del territorio ed unico esempio di federalismo fiscale applicato nel nome del principio costituzionale di sussidiarietà; per questo, il premio Argav 2022 è assegnato a “Uomini e donne della bonifica”, qui rappresentati da ANBI Veneto “per il quotidiano, silenzioso ed attento lavoro a servizio del territorio, ancora più prezioso in quest’anno straordinariamente siccitoso”.

Riuscire ad andare avanti con lo sguardo rivolto all’indietro è pratica sconsigliabile e quasi impossibile, in cui però il Comune di Cavallino Treporti è impegnato daanni con successo, grazie all’impegno nella valorizzazione dell’entroterra, accompagnandola alle più note opportunità balneari, dove comunque la chiave del successo sta in quello, che altrove sarebbe indicato come elemento di debolezza, cioè la ridotta ricettività alberghiera. A congiungere tutto questo c’è non solo una visione di sviluppo, ma l’intelligente disponibilià di una comunità, che sa trasformare le difficoltà in opportunità, riuscendo in un’altra improba scommessa: quella di far convivere l’uomo con l’ambiente. A Cavallino Treporti chiunque impara ad essere sostenibile. Per questo, il  Premio Argav 2022 è assegnato al Comune di Cavallino Treporti “per fare dell’ospitalità un segno distintivo tra valorizzazione del territorio e del patrimonio umano”.

assemblea Premio Argav 2022Queste le due motivazioni alla base dell’assegnazione del Premio Argav 2022, riconoscimento attribuito annualmente dal Direttivo a personaggi e realtà, che con la loro attività illustrino il territorio veneto. Ed è stata una cerimonia di consegna molto partecipata, avvenuta nello splendido salone affrescato del ristorante Villa Contarini a Monselice (PD), in cui erano presenti i soci Argav, presieduti da Fabrizio Stelluto, Matteo Guarda, socio Argav nonché vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto, Antonino Padovese, direttivo Sindacato Giornalisti Veneto – fiduciario Padova, i premiati e i nostri “anfitrioni”, il vice sindaco di Monselice Andrea Parolo (a sinistra nella foto seguente) con l’assessore al Turismo Francesca Fama  (a destra nella foto seguente), presentati dal consigliere Maurizio Drago, che ha favorito la nostra presenza nella città, ricca di 7 mila anni di storia e che figura tra le Città Murate del Veneto (nelle foto in alto, da sinistra Padovese, Stelluto, Tagliaferri, Valleri e Guarda, seconda foto da sinistra Padovese, Stelluto, Cazzaro e Guarda). 

Vice Sindaco Monselice Assessore Monselice

I premiati. A ritirare il premio per l’associazione dei 10 Consorzi di bonifica veneti è stato il presidente Francesco Cazzaro, che ha ricordato come il lavoro della bonifica sia un lavoro silente, che ha bisogno di essere più conosciuto all’esterno, in quanto si tratta di un servizio necessario non solo al settore agricolo ma a tutta la società, visti i risvolti ambientali importanti che ricopre sempre più. Giorgia Tagliaferri, assessore al Sociale di Cavallino Treporti, portando i saluti dell’amministrazione e del sindaco Roberta Nesto, ha ribadito come il segnale distintivo di Cavallino sia ancora quello “dell’ortaggio porta a porta”, mentre la consigliera Anna Valleri, ha ricordato la nascita agricola del comune sempre più integrata con il turismo, un territorio foriero di prodotti di eccellenza fortemente contraddistinti nei sapori dall’ambiente lagunare e frutto del lavoro di imprese famigliari.

sala da pranzo premio Argav 2022

L’incontro si è concluso con il tradizionale pranzo di Natale dei soci Argav, quest’anno allietato in una delle portate da uno dei piatti in gara al concorso “Piatto di Federico II”, in vista del forum “Stupor Mundi” – Federico II di Svevia a Monselice, che si svolgerà oggi alle ore 11 nella sala della Loggetta a Monselice. Dopo i saluti del sindaco di Monselice Giorgia Bedin, daranno vita all’incontro: Virio Gemignani (Giostra della Rocca), Riccardo Ghidotti (storico), Franca Tacconi (Fondazine Federico II di Jesi), Anna Maria Pellegrino (Geo&Geo Rai 3) e Federica Pagliarone (Eat Parade Rai2). Al termine, alle 12.30, ci sarà il momento conviviale “A pranzo con Federico II” all’Origini Osteria Contemporanea a Monselice, con pietanze preparate dai cuochi dei ristoranti monselicensi in gara, in abbinamento ai villi dei Colli Euganei. Al termine, la giuria decreterà il vincitore della seconda edizione del “Piatto di Federico II 2022”.

10 dicembre, a Monselice (PD) la consegna del premio Argav 2022 a “Uomini e donne della bonifica”. Un premio speciale al comune di Cavallino Treporti (VE).

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foto Consorzio di bonifica Acque Risorgive

Sabato 10 dicembre p.v. alle ore 10.30 i soci Argav si riuniranno in Assemblea nelle sale del ristorante Villa Contarini a Monselice (PD) per la consegna alle ore 12 del premio Argav destinato a persone che danno lustro alla nostra regione, grazie alla loro attività. Quest’anno, a ricevere il premio, decretato dal Direttivo Argav, saranno gli “Uomini e le donne della bonifica“, nella persona del presidente di Anbi Veneto Cazzaro, per il quotidiano, silenzioso e attento lavoro a servizio del territorio, ancor più prezioso in quest’anno straordinariamente siccitoso. Un premio speciale sarà consegnato al comune di Cavallino Treporti (VE), per l’azione di ospitalità come segno distintivo della valorizzazione del territorio e del patrimonio umano. Al termine della cerimonia di premiazione, seguirà il tradizionale pranzo di Natale. 

 

Le “Mamme No Pfas”, premio Argav 2021, lanciano un appello agli agricoltori per collaborare insieme nel trovare una soluzione alla produzione di alimenti privi di Pfas

Da sx Stelluto, Cola, Zamboni e ZuccatoMotivazione premio Argav 2021

(di Marina Meneguzzi, consigliera Argav) “La nostra alimentazione da alcuni anni a questa parte? Non a km zero!” A dirlo, con grande nostalgia per i bei tempi andati, è stata Cristina Cola, che insieme a Michela Zamboni e Patrizia Zuccato, lo scorso 18 dicembre hanno ritirato a nome del comitato “Mamme No Pfas”, acronimo di Sostanze Perfluoro Alchiliche, il Premio Argav 2021, alla presenza dei soci, riuniti nelle sale di Osterie Meccaniche ad Abano Terme (PD) (nella foto in alto, insieme al presidente Argav Fabrizio Stelluto). Le tre “mamme” provengono rispettivamente dalle province di Vicenza, Verona e Padova, territori coinvolti in uno dei più grandi casi di inquinamento da Pfas al mondo, causato da oltre 40 anni, secondo la Relazione del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Treviso (13 giugno 2017) che ha dato il via all’indagine da parte della Procura, dalla ditta Miteni di Trissino (VI), oggi fallita e sotto processo a Vicenza per reati ambientali (prossima udienza il 27 gennaio 2022) e che interessa un’area in cui vivono 350 mila persone. Il loro è un comitato spontaneo e apartitico di genitori, persone normali che hanno messo a disposizione del gruppo la popria esperienza professionale e, con determinazione e tenacia, difendono dal 2017 il diritto ad avere acqua pulita per la salute e il benessere di tutti.

Fiducia tradita. “il problema dell’inquinamento Pfas è emerso nel 2013, in seguito a controlli effettuati dall’Arpav (Agenzia Regionale per la Protezione e prevenzione ambientale del Veneto), che ha agito su indicazioni regionali in base a uno studio dell‘Isra-Cnr sulle acque potabili e sui fiumi Po, Adige e loro affluenti, ma non ci è stato comunicato ufficialmente dalla Regione Veneto fino a quattro anni dopo, è questo è davvero grave. La gran parte delle persone, noi comprese, si sono fidate del fatto che l’acqua è sempre stata dichiarata potabile e sicura, per cui l’abbiamo sempre bevuta e usata per lavare frutta e verdure, cucinare e lavarci i denti. Se fossimo state rese consapevoli del problema, avremmo potuto scegliere come comportarci. La nostra lotta è iniziata quando abbiamo ricevuto le analisi del sangue dei nostri figli, tutti contaminati da Pfas (nel sangue sono state ricercate le concentrazioni dei 12 Pfas più conosciuti, su oltre 4.000/7.000 presenti attualmente in commercio, ndr). Ricordiamo che, una volta entrati nell’organismo, queste sostanze possono provocare gravi problemi ia distanza di molto tempo: da un basso peso alla nascita a malattie della tiroide, dal cancro ai testicoli e ai reni, all’ipertensione all’ipercolesterolemia. Da allora, non ci siamo mai fermate”, hanno spiegato le tre “Mamme No Pfas”. Il loro è stato, e lo è tutt’ora, un lavoro d’inchiesta puntuale e serrato, che ha portato a risultati tangibili, di cui potete leggere nel sito mammenopfas.org, non ultimi i ricorsi accolti lo scorso aprile dal Tar dl Veneto presentati insieme a Greenpeace, che ha obbligato la Regione Veneto a fornire i dati completi relativi alla presenza di Pfas ngli alimenti, fino ad allora forniti parzialmente. Dalle elaborazioni emergono molte criticità: numerosi alimenti risultano infatti contaminati non solo per la presenza di Pfoa e Pfos, ma anche per tanti altri composti di più recente applicazione industriale. “Alla Regione Veneto, abbiamo chiesto e continuamo a chiedere che venga esteso a tutti il diritto di accedere alle analisi del sangue per i Pfas. Attualmente i cittadini residenti in aree contaminate (arancione) non hanno la possibilità di sapere la concentrazione di Pfas nel loro sangue, nemmeno a pagamento”.

Come devono comportarsi i cittadini? Continuano Cola, Zamboni e Zuccato: “Gli enti preposti dovrebbero mettere in atto misure che garantiscano una reale prevenzione, facendo tutto il possibile per azzerare l’esposizione ai Pfas della popolazione già contaminata. Riteniamo insufficiente la soluzione della Regione Veneto di mettere dei filtri negli acquedotti per depurare l’acqua dai Pfas. Con l’esclusione del divieto di consumo del pescato, non ci risulta siano state adottate altre misure di precauzione in seguito ai risultati delle analisi, nemmeno indicazioni ai cittadini per il consumo di prodotti “a km zero” che mostrano i livelli più elevati di contaminazione, come ad esempio uova, etc. La Regione Veneto con DGR n. 854 del 13 giugno 2017 ha stabilito che le acque ad uso zootecnico devono rispettare gli stessi limiti delle acque ad uso umano, indicati dal Ministero della Salute in 1.030 ng/l come somma totale di PFOA (500 ng/l) + Pfos (30 ng/l) + altri Pfas (500 ng/l). Questo valore appare chiaramente troppo elevato per garantire la sicurezza degli alimenti. Il più recente parere Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) 2020 fissa l’assunzione settimanale tollerabile attraverso la dieta a 4,4 ng/kg di peso corporeo per quattro molecole (Pfoa, Pfos, Pfna, Pfhxs). Non sappiamo, inoltre, se e come vengono effettuati i controlli e le verifiche del rispetto di tale norma. Molti pozzi sono stati fatti chiudere, ma la maggior parte dei pozzi privati non è dichiarata e, di conseguenza, non controllata. Inoltre, le gravi criticità interessano gli alimenti provenienti da tutta l’area attraversata dal fiume Fratta, e non solo dal tratto che ricade nella zona rossa”.

Collaborazione per trovare una soluzione.“La cosa preoccupante è che queste sostanze sono indistruttibili e persistenti e la loro capacità di bioaccumolo l’abbiamo vista direttamente nelle nostre analisi del sangue. Molti dei nostri ragazzi soffrono già di malattie alla tiroide. Il problema è molto grave, quando lo si coglie, capisci che bisogna lottare a livello globale per ottenere limiti zero e fermare le produzioni per salvare il salvabile. Con questo non vogliamo criminalizzare gli agricoltori e gli allevatori, che sono anch’essi vittime di questo grave inquinamento – le concentrazioni più elevate di Pfas nel sangue sono state riscontrate proprio nei dipendenti della Miteni e negli agricoltori – e vogliamo dire loro di non considerarci dei “nemici” ma di combattere insieme a noi nel trovare una soluzione. Intanto, nel chiedere che vengano fissati limiti nazionali il più restrittivi possibile per tutti i Pfas nelle acque ad uso umano, negli alimenti e negli scarichi industriali. All’incontro nella cittadina termale era presente anche il presidente di Cia Veneto, Gianmichele Passarini, che si è dichiarato solidale con loro, essendo gli agricoltori della zona, nonché le loro famiglie, direttamente coinvolti, ma che c’è necessità di riflettere con calma insieme per valutare come attuare la bonifica dell’area del sito industriale “ex Miteni” e della falda sottostante, problema di non facile soluzione.

Una lotta contro il tempo. Un problema di cui le “Mamme No Pfas” sono consce ogni giorno e a cui cercano di porre rimedio chiedendo aiuto alla ricerca scientifica. “Ci siamo impegnate a sostenere i costi per tutti i consulenti che ci aiuteranno a provare la colpevolezza dei responsabili.Per questo abbiamo fondato il Comitato Mamme No Pfas – Raccolta Fondi per Azioni Legali, a cui tutti possono partecipare con donazioni, anche piccole. Insieme al comune di Lonigo, abbiamo ingaggiato il prof. Philippe Grandjean, ricercatore al dipartimento di Salute Ambientale all’Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, tra i massimi esperti mondiali sulle conseguenze dei Pfas sulla salute, che è stato consulente per lo stato del Minnesota, negli Stati Uniti, nel procedimento contro la 3M per l’inquinamento da Pfas nel 2010 nell’area metroplitana di Twin Cities, e presto verrà da noi. Noi non ci arrenderemo, siamo convinti che la nostra forza di genitori uniti potrà cambiare le cose, è un dovere morale che abbiamo nei confronti dei nostri figli, della nostra terra e delle generazioni future”. Un obiettivo che non possiamo che condividere e supportare, ringraziandole per la tenacia e il coraggio profusi nel perseguirlo.