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Martuccelli: niente sviluppo senza sicurezza idrogeologica

Anna Maria Martuccelli, direttore generale ANBI

“In un momento delicato come l’attuale per il futuro del Paese, va ribadito con forza che la ripresa della crescita è subordinata alla garanzia di sicurezza idraulica territoriale per la stabilità e conservazione del suolo attraverso idonee azioni di difesa del suolo e regolazione idraulica che va perseguita a livello di bacino idrografico perché, come noto, le problematiche di gestione dell’acqua non conoscono confini amministrativi”.

A ricordarlo è Anna Maria Martuccelli, direttore generale A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), a Sarzana, in provincia di La Spezia, per la conclusione dei lavori di ammodernamento e adeguamento del Canale Lunense, esempio delle responsabilità in carico ai Consorzi di bonifica, attraverso l’irrigazione che rappresenta garanzia di sicurezza alimentare e di qualità dei prodotti. “In tale scenario – prosegue Martuccelli – è centrale il ruolo dei Consorzi di bonifica, enti pubblici di autogoverno e forte espressione di sussidiarietà nonché garanzia di azioni a tutela del territorio e per lo sviluppo dell’agricoltura. Oggi più che mai – conclude il Direttore Generale A.N.B.I. – è opportuno ricordare il pensiero di Carlo Cattaneo, che affermava come la civiltà di un popolo si misuri sulla capacità di mantenere le opere pubbliche. Il nostro Paese ha bisogno di scelte in tale direzione”.

(fonte: Asterisco Informazioni)

Unione Veneta Bonifiche a “Geo Oikos”. Autogoverno e manutenzione del territorio: un’esperienza poco conosciuta, ma indispensabile

Conferenza stampa Unione Veneta Bonifiche

La manutenzione idraulica è la prima prevenzione al rischio di alluvioni e disastri idrogeologici: lo ha ribadito, a Verona nel corso del salone fieristico “Geo-Oikos“, l’Unione Veneta Bonifiche, che ha fornito i dati su come vengono utilizzati i proventi dai contributi di bonifica, imposti ai proprietari di immobili urbani ed extraurbani in base alle normative di legge, valorizzanti i principi di autogoverno e sussidiarietà.

Nel Veneto, i consorziati ai 10 enti di bonifica, sono circa 110.000 e, nel 2010, hanno versato euro 106.393.954,00 (59% da contribuenti agricoli, il restante da contribuenti urbani). Con tali risorse, che non gravano sui flussi della finanza pubblica, i consorzi, grazie ad una forza lavoro di 750 operai (+ 150 stagionali) e ad un migliaio di mezzi operativi, provvedono alla manutenzione (sfalcio e pulizia, espurgo degli alvei, manutenzione degli impianti idraulici, ripristino e sistemazione degli argini)  di circa 18.000 chilometri di corsi d’acqua, interessanti il 65% della superficie regionale, abitata da 4.358.000 persone, pari all’89% della popolazione del Veneto.

L’UVB ha anche presentato il Piano Quinquennale di Difesa Idraulica 2011-2016, che prevede interventi per euro 1.327.721.148,45. E’ stato evidenziato come, nel 2011, siano stati destinati ai consorzi di bonifica circa 23 milioni di euro (8 per le aree alluvionate), a valere sul bilancio 2010, per opere urgenti e indifferibili, cui vanno aggiunti 4 milioni e mezzo di euro stanziati dal Commissario incaricato per opere relative all’alluvione 2010. Il bilancio 2011 della Regione Veneto ha altresì segnato il totale azzeramento delle risorse finanziarie da destinare ad interventi infrastrutturali a tutela del territorio. Infine, l’Unione Veneta Bonifiche ha illustrato il “Patto per il Territorio“, che sarà siglato nei prossimi giorni con lìANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Veneto per una sistematica collaborazione nei settori della pianificazione, manutenzione territoriale, regolazione delle acque.

(fonte: UVB)

Casse laminazione, avanti tutta per combattere le alluvioni

Duecento dei 277 cantieri programmati sono stati conclusi, ma il Veneto, per poter iniziare a guardare con un po’ meno apprensione le sfuriate di “Giove Pluvio”, aspetta con ansia i bacini di laminazione. A che punto siamo su questo fronte? A fare il punto della situazione è Perla Stancari, Commissario per il superamento dell’emergenza alluvione in Veneto.

Si parte nel vicentino. “Come commissariato interveniamo per supportare il finanziamento delle prime iniziative già individuate – ha sottolineato Stancari – a partire dal bacino di espansione di Trissino (Vicenza), per il quale pensiamo di attivare l’appalto integrato nella prima metà del prossimo anno e che cofinanzieremo con circa 10,5 milioni per un primo stralcio rispetto ad un costo previsto complessivo di 44,65 milioni”. Questo intervento, per il quale c’è la progettazione definitiva, è finalizzato alla riduzione del rischio idraulico dei comuni della Bassa padovana, nel bacino del fiume Bacchiglione, interessati dalle piene dell’Agno Guà, affluente del Gorzone. Il secondo intervento riguarderà il bacino di espansione di Caldogno (costo 41,5 milioni, cofinanziamento commissariale di 19,5 milioni), il cui progetto ha già superato la Valutazione d’Impatto Ambientale e che dovrebbe essere appaltato a metà circa del 2012. L’intervento è finalizzato alla riduzione del rischio idraulico dell’area metropolitana di Vicenza interessata dalle piene del torrente Timonchio che convergono sul Bacchiglione.

E poi nel trevigiano. Il Commissario finanzierà, infine, l’invaso sul torrente Lastego-Muson dei Sassi (10,8 milioni su una spesa totale di 13,8), finalizzato alla riduzione del rischio idraulico dei comuni dell’Alta padovana. Il progetto definitivo dovrebbe essere pronto entro la fine dell’anno corrente e si pensa di appaltare i lavori nel 2012. “La realizzazione di interventi strutturali di riduzione del rischio è divenuta una scelta prioritaria – ha ricordato l’assessore alla Protezione Civile del Veneto, Daniele Stival – ed è un bene che sia cresciuta una coscienza collettiva su queste tematiche trascurate per decenni. In passato si è costruito troppo e anche male, ora c’è l’esigenza di dire basta e di rimediare. Vedremo come reperire le risorse che servono, ma inviti e segnali di disponibilità che vengono anche dall’opposizione sono certamente una premessa positiva. Occorrerà inoltre migliorare ancora il sistema di allertamento e prevenzione, completando e tenendo aggiornati i Piani comunali di Protezione Civile e redigendo i Piani comunali delle acque”.

(fonte Asterisco Informazioni)

Disastri idrogeologici, prevenzione la prima risorsa, tutte le cifre sull’attività dei Consorzi di bonifica giovedì 17 novembre 2011 a Verona Fiere in occasione di Geo-Oikos

Venezia, 11 novembre 2011, il direttivo ARGAV insieme ad Andrea Crestani (direttore UVB, secondo da sx) e Gabriele Pasetti (resp.le comunicazione UVB, quarto da sx)

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Particolarmente calorosa l’accoglienza riservata venerdì 11 novembre scorso al direttivo ARGAV da Andrea Crestani e Gabriele Pasetti, rispettivamente direttore e responsabile comunicazione dell’Unione Veneta Bonifiche. Nelle bellissime stanze di Palazzo Calbo Crotta a Venezia, sede fin dal dopoguerra dell’’organizzazione che riunisce i 21 consorzi di bonifica regionali, Crestani ha invitato direttivo e soci ARGAV a partecipare alla conferenza stampa che l’UVB, insieme ai Consorzi di bonifica, terrà giovedì 17 novembre p.v., alle ore 12.15 nella sala Scarpa della Fiera di Verona in occasione del salone Geo-Oykos (17-18/11/11), iniziativa promossa dalla Regione Veneto dedicata alla sostenibilità e allo sviluppo del territorio.

Argomento principe dell’incontro stampa sarà la manutenzione del territorio, primo fattore di prevenzione di disastri idrogeologici, tema tristemente di grande attualità, insieme alle cifre sull’ attività silenziosa, ma condotta ogni giorno 24 ore su 24 dai Consorzi di bonifica su 18 mila chilometri di canali che garantiscono la sicurezza idraulica del Veneto, oltre che su  9 mila chilometri di canali destinati all’irrigazione. Tra i temi che veranno affrontati, anche la gestione ambientale dei corsi d’acqua, aspetto sempre più tenuto in considerazione dai Consorzi di bonifica nell’espletare il loro lavoro di tutela del territorio.


Giovedì 12 maggio 2011, ore 10.00, a Casalserugo (Pd) convegno Cia “Stop alluvione! Sicurezza idraulica e agricoltura, fatti, non parole”

Nell’ambito della Settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione (fino al 15 maggio), che vede un fitto programma di iniziative anche in Veneto, Cia, la Confederazione italiana agricoltori torna sul tema della sicurezza idrogeologica del territorio veneto e organizza giovedì 12 maggio a partire dalle ore 10 presso il Palazzetto dello Sport di Casalserugo (PD) ilconvegno dal titolo: “Stop Alluvione! Sicurezza idraulica e agricoltura. Fatti, non parole!” a cui sono invitati a partecipare i soci ARGAV e la stampa interessata.

Sicurezza idraulica al centro del dibattito. All’incontro parteciperanno rappresentanti delle istituzioni, i presidenti dei 10 Consorzi di bonifica veneti e autorevoli esperti in materia di sicurezza idraulica. L’incontro è aperto alla cittadinanza. Cia Veneto chiede in particolare che i Consorzi di bonifica tornino ad assumere un ruolo da protagonisti nel garantire la sicurezza idraulica. In più c’è la richiesta alla Regione Veneto della certezza di una dotazione di risorse finanziarie adeguate alle funzioni assegnate ai consorzi nella realizzazione e manutenzione di opere idrauliche, di impianti per lo scolo e l’allontanamento delle acque, dopo che alcuni articoli della nuova legge regionale sulla bonifica del 2009 hanno avuto come conseguenza una notevole riduzione di risorse.

Cia ha “segnato in rosso” in particolare l’articolo 37 della nuova legge regionale sulla bonifica, che dichiara esenti dal pagamento del contributo diretto al consorzio “tutti i fabbricati ad uso abitativo collegati alla pubblica fognatura”. Il taglio di risorse attuato non consente di reperire la copertura finanziaria adeguata per poter svolgere il loro compito di difesa idraulica e idrogeologica, contro il rischio sempre più frequente di alluvioni di vasta portata come quello del novembre 2010. Per questo sono state raccolte e presentate lo scorso dicembre al Consiglio regionale del veneto 15 mila firme raccolte da Cia in tutto il Veneto attraverso una petizione popolare per chiedere di modificare alcune parti dell’attuale legge sulla bonifica.

Necessità di far squadra. Non è un caso se Cia Veneto ha scelto di tornare a parlare di rischio idraulico e di come prevenire e arginare “a monte” fenomeni alluvionali di vasta portata proprio a Casalserugo, uno dei comuni del padovano più martoriati dall’alluvione di novembre. Cia Veneto chiama inoltre in causa un vuoto di competenze nella gestione integrata della sicurezza idraulica e chiede l’avvio di una regia unitaria, una “squadra” che scenda in campo per il governo integrato delle acque in modo da di poter prevenire “a monte” il rischio di esondazioni. Prima di giungere all’ennesima conta dei danni “a valle”.

Programma dei lavori. Ore 10.00 Saluti Elisa Venturini Sindaco di Casalserugo, Barbara Degani Presidente Provincia di Padova, Giuseppe Romano Presidente Unione Veneta Bonifiche. Introduzione Daniele Toniolo Presidente Cia Veneto Ore 10.30 Intervento del Prof. Luigi D’Alpaos Ordinario di Idrodinamica della Facoltà di Ingegneria- Università di Padova Ore 11.00 Intervento del Prof. Vincenzo Bixio Presidente della Sezione Veneta dell’Associazione Idrotecnica Italiana Ore 11.30 Dibattito Ore 12.00 Interventi conclusivi Maurizio Conte Assessore ambiente e Difesa del Suolo della Regione Veneto, Donato Di Stefano Vicepresidente ANBI, Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazione e Miglioramenti Fondiari, Presiede e coordina Claudio D’Ascanio Presidente di Cia Padova.

(fonte Cia Veneto)