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19-25 giugno 2017, Settimana europea dell’energia sostenibile, gli appuntamenti a Venezia per celebrarla

Dal 19 al 25 giugno 2017, a Venezia si tiene la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile, con centina di eventi “Energy Day” realizzati con il coinvolgimento dei maggiori operatori del settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Il tutto,  ad ingresso libero e gratuito.

Obiettivo della manifestazione, organizzata dallʼAssociazione NordEstSudOvest e da Europe Direct del Comune di Venezia, è quello diffondere le migliori pratiche, ispirare nuove idee e favorire attività di networking nel campo dell’efficienza energetica e delle fonti di energia rinnovabili. La Settimana veneziana è patrocinata dalla Commissione Europea, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero dei Beni e Attività Culturali, dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalla Regione Veneto, dagli enti locali, dagli Ordini professionali e da altri soggetti. L’evento veneziano è inserito nel programma ufficiale europeo.

Fonte: Europe Direct Comune di Venezia

“Eataly vuole fregare Trump con l’Italian sounding? La vaccata del giorno!” a dirlo Efrem Tassinato, presidente circuito Wigwam e socio Argav

mucche-central-park(di Efrem Tassinato, socio Argav e presidente Circuito Wigwam, rete associativa non profit per lo sviluppo sostenibile delle Comunità Locali, nata in Italia nel 1972 e che oggi connette territori, organizzati in Comunità Locali, di 21 Paesi). Se non fosse che le cronache ci hanno abituati a chi la spara più grossa che poi, si spera, finisca come nella favola di Esopo dell’Al lupo al lupo e quindi non ci creda più nessuno, ci sarebbe da scuotere la testa per l’enorme ed ennesima scemenza lanciata in titoli cubitali per amor del sensazionalismo.

italia-oggiItalian sounding…all’italiana! Mi riferisco a quanto dichiarato da Oscar Farinetti, sì proprio quello che nel mondo sta facendo un gran bel business col Made in Italy alimentare e che a Italia Oggi del 1 febbraio 2017 “svela come intende aggirare il neoprotezionismo USA”. Il titolone recita: “Faremo in USA il made in Italy italiano” e nel sottotitolo “Farinetti: se Trump ci blocca useremo materie prime locali” spiegando poi nel testo che produrrà sul posto, ma all’italiana. Vanta ad esempio che “abbiamo aggirato il divieto d’importazione delle nostre carni negli USA. Approfittando della possibilità d’esportarvi sperma di toro, vi abbiamo portato quello di stalloni di razza piemontese e oggi produciamo là dell’ottima carne che poi utilizziamo e vendiamo nei nostri negozi.” E così via continuando…Insomma, ci chiediamo. Ma quale differenza ci passa tra il prosciutto di Parma fatto in Canada e il Regianito fatto in Argentina, chiaramente evocando la tanto ambita e prestigiosa italianità, da ciò che già ha dichiarato di fare ed ancor più farà Farinetti quanto alle operazioni di taroccamento dell’italian sounding?

efrem-tassinato

Efrem Tassinato

Agricoltori e artigiani, figure da proteggere e non da immolare. Al di là della sua indiscutibile capacità di businessman, finanche meritevole per certi aspetti, qui ci troviamo di fronte alla più grande minaccia di disastro per le comunità rurali e della montagna italiana, con agricoltori e artigiani alimentaristi che faticano a marginalizzare quel che serve per sopravvivere, ai quali peraltro si chiede anche di essere manutentori del territorio, custodi delle tradizioni ed un’infinità di altre prestazioni, sempre troppo poco riconosciute dall’establishment dei burocrati europei e nostrani delle politiche agricole e falcidiati da una grande distribuzione organizzata che pretende la massima qualità ma funzionale alle operazioni del tre per due e del sottocosto.

Agricultura-spettacolo. Rispetto alla domanda potenziale del mercato globale le nostre possibilità di produzione – quantitativamente parlando – rappresentano davvero poca cosa. Ma quel che finora ci ha in qualche modo salvato è stato il prestigio, la nomea, la tradizione, l’enfatizzazione del legame coi territori che nei secoli hanno cumulato, tutt’altro che gratis, valore aggiunto per le nostre produzioni agro-alimentari. Un valore immateriale di inestimabile quantificazione che si somma a quello materiale di prodotti di assoluta qualità perché frutto di lavoro fatto con il cuore e con teste pensanti che non son più gli zotici Fontamaresi di Silone, per di più garantiti da una tra le più solerti normative igienico-sanitarie al mondo. Non ce l’ho con Farinetti, lui fa il suo business. Quello che deve preoccupare è il messaggio che sta passando con la creazione dei parchi tematici del cibo contadino, dove è tutto finto. Proprio come fantasticava, ma neanche tanto, un bell’articolo di Economist della metà degli anni settanta sull’agricoltura spettacolo: l’operatore alla mattina arrivava, timbrava il cartellino, si vestiva da contadino, prendeva il secchio ed andava mungere la vacca o a svolgere altri mestieri. Il tutto a beneficio di spettatori che vi assistevano meravigliati, avendo prima pagato il biglietto per poi acquistare prodotti, fatti però in grande serie da una super industria, super multinazionale ed ovviamente, super robotizzata.

In gioco la sopravvivenza e lo sviluppo delle Comunità locali rurali. Quel che noi diciamo è che il prodotto tipico è tale perché è intimamente legato al territorio di origine ed espresso, conservato, tramandato da quei microcosmi che sono le Comunità Locali. Ed anzi, il rapporto è così stretto ed interdipendente che la sopravvivenza e lo sviluppo duraturo e sostenibile delle Comunità Locali rurali e della montagna dipende essenzialmente dalla tutela della prerogativa di tale valore immateriale. Perché ciò non accada la soluzione è semplice: incentivare il consumo negli originari luoghi di produzione. La marginalizzazione rimarrebbe al territorio dove si manterrebbero posti di lavoro e risorse per la manutenzione e il miglioramento del territorio stesso. Se il Signor Trump chiude alle importazioni italiane, facciamo venire gli americani a consumare da noi!

 

14 ottobre 2016, al Pala Expo di Venezia sguardo sull’agricoltura del futuro

smart-agricoltureVenerdì 14 ottobre 2016, a partire dalle ore 9.30 al Pala Expo di Venezia (sala Leonardo), avrà luogo la conferenza “Smart Agricolture for a sustainable world” promossa dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna nell’ambito dell’International Inventors Exhibition organizzata da D-nest (a questo link l’articolo di presentazione dell’incontro ai soci Argav da parte del professor Giorgio Prosdocimi Gianquinto).

Interventi e relatori. “Precision Farming“, Bruno Huyghebaert, CRA-Wallonie, Gembloux, Belgio; “Space farming“, Stefania de Pascale, Università di Napoli; “Urban FarmingFrancesco Orsini, Univesità di Bologna; “Greenhouse technology“, Juan Ignacio Montero, IRTA, Barcellona, Spagna; “Environmental assessment of agricultural systems“, Pere Munoz, IRTA, Barcellona, Spagna; “Edible bugs“, Maurizio G. Paoletti, Università di Padova.  Coordina: Lisa Bellocchi, direttivo  Network Europeo Giornalisti Agricoli – Responsabile Rapporti Internazionali U.N.A.G.A. (Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoli). Al termine degli interventi, è previsto un dibattito. Registrazione gratuita on line sul sito

Sostenibilità e Arte, Premio Arte Laguna 2017 lancia il concorso “Carta RRR (Riuso Riciclo Riduco) come Arte e Design

comiecoL’11° Premio Arte Laguna 2017 lancia il premio speciale Carta RRR (Riuso Riciclo Riduco) come Arte e Design, promosso e ideato con gli Archivi della Sostenibilità dell’Università Cà Foscari di Venezia e realizzato con il sostegno di Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica).

Il bando chiede la presentazione di opere, prodotti e progetti artistici estesi al design, alla fotografia, alla video-arte e alla performance, ecc. che valorizzino carta/cartone e imballaggi cellulosici nell’ambito delle strategie RRR (Riuso, Riciclo, Riduco). La commissione giudicatrice è composta da Igor Zanti, curatore d’arte e presidente di giuria del Premio Arte Laguna, Giorgio Conti, responsabile scientifico degli Archivi della Sostenibilità, Università Cà Foscari, Venezia, uno o più rappresentanti designati da Comieco.

Scadenze. 27 settembre – dicembre 2016: periodo di apertura del bando di concorso. Gennaio – febbraio 2017: valutazione progetti e selezione del vincitore. 25 Marzo 2017: cerimonia di premiazione all’Arsenale di Venezia. Aprile 2017: erogazione del premio di 3.000 euro al vincitore che si sarà distinto per l’originalità e la creatività nella trattazione del tema proposto. La partecipazione è aperta a tutti (artisti, designer, grafici, fotografi…). L’iscrizione è gratuita per coloro che sono regolarmente iscritti in una delle sezioni dell’ 11° Premio Arte Laguna. E’ possibile iscriversi anche solo al Premio “Carta RRR (Riuso Riciclo Riduco) come Arte e Design”, pagando la quota di € 55.

Fonte: Premio Arte Laguna

Arriva dall’ananas un “cuoio”di alta qualità

cuoio-vegetale-ananas-150x150Si chiama Pinatex ed è il prodotto di uno studio condotto da una ricercatrice filippina, Carmen Hijosa.

Biodegradabile al 90%. Analizzando le proprietà delle foglie di ananas, la studiosa è riuscita a trovare il modo di ricavarne un materiale estremamente resistente e flessibile che, all’apparenza e per la sua specifica duttilità, è molto simile al cuoio. Proprio perché il prodotto non ha alcuna derivazione animale, questo cuoio fatto con le foglie di ananas è definito ‘vegano’. Certamente si tratta di un prodotto ecosostenibile, anche se in realtà al momento non lo è al 100%: se ci sono voluti anni e anni di studio e ricerca per arrivare al Pinatex, questi ancora non sono considerati conclusi perché per una totale biodegradabilità è ancora necessario definire un trattamento completamente naturale per ricoprire il cuoio vegetale e renderlo più resistente.

Per un metro quadro di “cuoio”, necessari 16 frutti. Malgrado uno degli strati che compone questo innovativo cuoio non sia biodegradabile, il Pinatex è quanto di più ecologico ci si possa aspettare anche tenendo conto che per ottenere un metro quadro di cuoio di medio spessore bastano solamente 480 foglie di ananas, corrispondenti a quelle presenti su soltanto 16 frutti. Il Pinatex è il prodotto di punta di una società chiamata Ananas Anam ed è stato già scelto da alcune case di moda per la realizzazione di accessori belli, alla moda e di qualità, alcuni dei quali già disponibili sul mercato.

Fonte: Garantitaly.it

Dagli scarti di lavorazione dei fagioli, nasce la carta da imballaggio eco-sostenibile

Si chiama carta “CRUSH Fagiolo” la prima carta per il packaging eco-sostenibile, 100% riciclabile, ottenuta dagli scarti di lavorazione dei fagioli. A realizzarla, nell’ambito del progetto etico “Save the Waste” (metti da parte lo scarto) è stata l’azienda vicentina Pedon, oggi tra i big player mondiali del settore dei cereali e legumi.

Coinvolte filiere etiche e sostenibili in Etiopia. Il processo di realizzazione della carta “CRUSH Fagiolo”, l’unica ad essere certificata per il contatto diretto con gli alimenti, inizia con la selezione delle sementi garantite NO OGM coltivate da migliaia di famiglie di agricoltori all’interno di programmi per lo sviluppo economico e agricolo, come l’accordo di coltivazione siglato nel 2013 da ACOS Ethiopia PLC, società del Gruppo Pedon, con due Unions, le cooperative agricole che lavorano nello stato di Oromia della Repubblica Federale di Etiopia. Un accordo che rientra nel progetto “Filiere agricole in Oromia”, realizzato in collaborazione con la Cooperazione Italiana allo Sviluppo, con l’obiettivo di promuovere filiere etiche e sostenibili, permettendo agli agricoltori etiopi di partecipare in modo attivo al miglioramento della qualità dei loro prodotti, nel rispetto degli standard internazionali di produzione, di un rigoroso approccio di filiera, e di contribuire alla loro commercializzazione.

SaveTheWaste_pack100 per cento riciclabile. La carta “CRUSH Fagiolo”, ottenuta per l’appunto con gli scarti della lavorazione del legume, riduce del 15% l’impiego di cellulosa vergine proveniente da alberi e diminuisce del 20% l’emissione di gas effetto serra. Il risultato è un astuccio certificato FSC e OGM Free, che può stare a contatto diretto con il prodotto, eliminando così la busta interna al pack, e che racchiude il 30% di fibra riciclata post-consumo. Gli inchiostri ecologici e la finestra trasparente in PLA ottenuta sempre da scarti vegetali rendono il packaging eco-sostenibile e al 100% riciclabile. Inoltre, l’energia utilizzata lungo l’intero processo, dalla produzione della carta al confezionamento, proviene da fonte rinnovabile.

Scopi umanitari. Il nuovo packaging vestirà già da quest’anno la lenticchia etica di Pedon, che da oltre dieci anni sostiene campagne umanitarie in difesa dei diritti e della salute dei bambini, destinando quindici centesimi per ogni confezione venduta al progetto Every One, la campagna globale lanciata nel 2009 da Save The Children per combattere la mortalità infantile e garantire salute e assistenza a mamme e bambini in trentotto Paesi del mondo. “Siamo orgogliosi di questo progetto che segna il passaggio da un modello lineare ad una economia circolare. Save the Waste comporta enormi vantaggi con ricadute sull’ambiente, creando e distribuendo valore per la Comunità e coinvolgendo tutti gli attori della filiera”, dichiara Remo Pedon, AD dell’omonimo Gruppo, 90 milioni di euro di fatturato, con oltre il 50% di quota di mercato Italia e 40% di export in 45 Paesi, 600 addetti e stabilimenti in Italia, Egitto, Etiopia, Argentina e Cina.

Sinergie eco-sostenibili attivate con due aziende vicentine. Da segnalare anche la sinergica collaborazione all’interno del progetto con due aziende vicentine, Favini e Lucaprint, che hanno condiviso conoscenze e ricerca, generando così innovazione. Carta CRUSH Fagiolo è stata realizzata da Favini, azienda specializzata nella produzione di carte ecologiche e in particolare di CRUSH contenente sottoprodotti della filiera agro-industriale, che ha dato vita a questa nuova carta perfetta per il packaging Pedon. Di LucaPrint invece lo sviluppo della soluzione cartotecnica, l’astuccio eco-sostenibile.

Fonte: Servizio Stampa Pedon

Premio Laura Bacci 2014, due premi di studio sulla tematica “Innovazione per la sostenibilità in agricoltura”, domande entro il 1 settembre 2015

Drone Agricoltura

Drone utilizzato in agricoltura

L’Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr ha indetto una selezione pubblica per titoli, per il conferimento di due Premi di studio intitolati alla memoria della ricercatrice Laura Bacci, destinati a una tesi di laurea magistrale e a una tesi di dottorato, discusse nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2014. Le tesi devono dimostrare risultati di particolare eccellenza e rilevanza strategica, nazionale e internazionale e riguardare ricerche sul tema ‘Innovazione per la sostenibilità in agricoltura’.

Possono partecipare alla selezione tutti i laureati e i dottori di ricerca che al 1 settembre 2015, giorno di scadenza del bando, non abbiano compiuto rispettivamente i 30 e i 35 anni di età. La domanda di ammissione va inviata in formato elettronico all’indirizzo e-mail: segreteriapremio@ibimet.cnr.it o spedita a: Segreteria premio, Consiglio nazionale delle ricerche – Istituto di biometeorologia – via G. Caproni 8, 50145 Firenze. Le modalità di presentazione della domanda di partecipazione sono reperibili nella documentazione relativa al bando scaricabile dal sito dell’Istituto.La commissione esaminatrice formula la graduatoria di merito che, dopo l’approvazione del direttore dell’Istituto, viene pubblicata sui siti internet www.urp.cnr.it e www.ibimet.cnr.it. I due premi in palio, del valore di 1.500 euro ciascuno, vengono consegnati ai vincitori durante una cerimonia pubblica a Firenze, presso l’Accademia dei Georgofili, entro il 2015. Informazioni: tel. 055/3033711; www.fi.ibimet.cnr.it

Fonte: Ibimet Cnr

19- 22 febbraio 2015, tornano a Padova le arance di “SOS Rosarno”. Prenotazione dei prodotti entro il 2 febbraio.

Arance Sos RosarnoRiceviamo da AltrAgricoltura Nordest e volentieri pubblichiamo

AltrAgricoltura Nordest, come rete dei GAS della provincia di Padova, ha condiviso l’importanza di riportare a Padova la campagna “SOS Rosarno”, partita alcuni anni fa in seguito alle rivolte di centinaia di braccianti che lavoravano nelle campagne di Nardò (Le) e Rosarno (RC), e che scioperarono contro lo sfruttamento del caporalato, del lavoro nero e per un salario più dignitoso.

Prodotti ad un prezzo equo. SOS Rosarno intende legare la difesa del salario, dei diritti e della dignità di chi lavora nelle campagne, al sostegno dei piccoli produttori biologici strozzati dalla mafia e dai prezzi irrisori (20/25 centesimi per Kg di clementine, le arance molto meno) corrisposti loro dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO). In questa scelta, sta l’importanza e la forza della campagna SOS Rosarno: fare di tutto per sostenere i braccianti migranti che un sistema feroce ricaccia periodicamente nelle campagne del Sud e contemporaneamente far sì che qualcuno possa vendere gli agrumi ad un prezzo tale da assumere regolarmente dei lavoratori che con i loro guadagni alimentino l’economia locale, affittando case, facendo la spesa, sostenendo l’agricoltura sana e arricchendo il territorio di intelligenze e cultura.

Sistema agroalimentare alternativo. Sostenere SOS Rosarno, far crescere quindi il peso di questi produttori nel mercato dei prodotti alimentari, significa partecipare alla costruzione di un sistema agroalimentare alternativo a quello della grande distribuzione, le cui logiche possono innescare processi di impoverimento dei piccoli produttori di qualità, sfruttamento, razzismo, perdita della sovranità alimentare, concentrazione delle terre o il loro abbandono.
Ma chi aderisce alla campagna fa molto di più. Da sempre, infatti, gli attivisti e i produttori di SOS Rosarno hanno avuto l’intelligenza e la determinazione di guardare oltre il proprio territorio e al proprio ambito specifico d’intervento. L’associazione infatti è impegnata a rafforzare progetti simili in altre regioni d’Italia e a valorizzare cooperative di piccoli produttori e trasformatori di qualità. Con il “fondo di solidarietà” (che da quest’anno è stato ribattezzato “quota per l’alternativa”), alimentato da una quota del prezzo di ogni prodotto, vengono inoltre finanziate tutte quelle istanze e lotte con cui l’associazione si identifica: in particolare quelle contro la devastazione dell’ambiente, il saccheggio dei territori, l’esproprio della ricchezza e della democrazia. Tutto avviene con la massima trasparenza visto che la “quota per l’alternativa” – e tutte le altre voci che formano il prezzo dei prodotti – così come la scelta delle organizzazioni e delle lotte che vengono sostenute sono ampiamente rese pubbliche nei documenti e nel sito dell’associazione.

Ordinazione dei prodotti entro il 2 febbraio. La novità di quest’anno è che Sos Rosarno ha deciso di varcare le frontiere. L’associazione infatti a deciso di mettere a disposizione alcuni lotti di agrumi per raccogliere fondi per il sostegno di quegli uomini e quelle donne che nella regione curda della Rojava stanno resistendo all’avanzata delle milizie dell’ISIS e contemporaneamente provano a costruire una società basata su forme avanzate di democrazia politica, economica e sociale. Quest’anno, la campagna avrà luogo nella terza settimana di febbraio. D’accordo con i produttori di SOS Rosarno faremo arrivare gli agrumi e i prodotti presenti nel paniere dell’associazione, tra il 18 e il 19 di febbraio così da poter allestire dei banchetti distributivi ed informativi tra il 19 e il 22. Per questo motivo è importante che facciate pervenire i vostri ordini entro lunedi 2 febbraio mandando una e-mail al seguente indirizzo: infogas@altragricolturanordest.it oppure telefonando allo 049 7380587.

Incontro. Inoltre, anche quest’anno avremo la possibilità di confrontarci direttamente con gli attivisti di SOS Rosarno. Martedì 17 febbraio, dalle ore 18:30, Giuseppe Pugliese, sarà ad AltrAgricoltura Nord Est per presentarci gli obiettivi del 2015 e a raccontarci cosa succede nelle campagne della Piana di Gioia Tauro. Se intendete sostenere il progetto di SOS Rosarno la prima cosa da fare è ovviamente acquistare i prodotti del paniere a diffondere l’iniziativa all’interno dei vostri Gas e nelle vostre reti sociali. Oltre ad un grosso acquisto collettivo però è fondamentale dare visibilità pubblica alla campagna. Per questo invitiamo tutti quelli che ne hanno la possibilità ad organizzare dei banchetti nei propri quartieri e città. Come sempre AltrAgricoltura Nord Est metterà a disposizione la propria sede per lo stoccaggio degli agrumi ed è felice di fornire, a chi ne faccia richiesta, materiale informativo e coreografico per allestimento dei banchetti.

I prodotti. SOS Rosarno ha ampliato il paniere dei prodotti disponibili. AltrAgricoltura N.E.,  per questioni di gestione logistica, consiglia di focalizzare la comune azione su: arance da tavola e/o da spremuta in cassette da 10 Kg. (€. 1,60 kg. – 1,30 kg. ); mandarini in cassette da 7 Kg. (€. 1,90 kg.); Limoni in cassette da 10 Kg. (€. 1,70 kg.); Olio Portoditerra in latte da 5 Lt. (€. 10,00 il lt.); Pecorino semistagionato in formelle da 1 Kg. (€. 13,00 Kg.); Soppressata da 500 Gr. (€. 18,00 kg.); Nduja da 300 Gr. (14,00 kg.); Marmellate di arance o clementine in vasetto da 300 Gr. -(€. 3,50 gr. 300); Mieli in vasetto da 500 Gr. – Sulla – Castagno – Millefiori – Eucalipto  (€. 6,00 gr. 500) – Bergamotto (€. 7,00 gr. 500) . Su queste tipologie di prodotto il GAS di AltrAgricoltura Nord Est potrà funzionare da collettore e gestore di un ordine cumulativo. E’ importante comunque prenotare arance e/o mandarini e/o limoni.

Indagine CSQA e GreenBusiness sull’importanza della sostenibilità per le imprese: trasferire valore con i prodotti importante anche per il settore agroalimentare

Immagine 1In occasione di Tuttofood svoltosi alla Fiera di Milano-Rho sono stati presentati i risultati di un sondaggio sull’importanza della sostenibilità per le impese, svolto da GreenBusiness (il primo magazine b2b in Italia a scegliere la strada della focalizzazione sui temi dell’economia sostenibile) e Csqa Certificazioni.

L’indagine, realizzata tra dicembre 2012 e aprile 2013 su un campione di 36 imprese, eterogeneo per settore di appartenenza e dimensioni, è stata presentata da Francesca Zecca di GreenBusiness e da Michele Crivellaro di CSQA Certificazioni. I risultati dell’indagine evidenziano un interesse diffuso verso le tematiche della sostenibilità aziendale ma soprattutto dei prodotti lungo il loro ciclo di vita. Il 58% degli intervistati ha dichiarato che essere sostenibili stimola l’innovazione e il 56% ha dichiarato di utilizzare green claims sui prodotti o che intende farlo a breve. Per il 94% delle aziende intervistate l’interesse verso i temi della sostenibilità è una richiesta crescente da parte dei consumatori. In ambito ambientale è forte l’attenzione a LCA (ciclo di vita), Carbon Footprint e Waterfootprint, mentre nell’ambito sociale prevalgono il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e le questioni di salute e nutrizione di segmenti specifici dei consumatori (es: senza glutine etc).

Sostenibilità e innovazione la sfida per l’agroalimentare italiano ed europeo. Il presidente di CSQA Luigino Disegna ha sottolineato che “il settore agroalimentare europeo e italiano non può permettersi di perdere la sfida della sostenibilità, soprattutto in questo periodo in cui i nostri prodotti si diffondono in mercati sempre più attenti a questa tematica”, mentre il direttore generale di CSQA Certificazioni, Pietro Bonato, ha sottolineato come “per le imprese operanti in contesti come quello europeo, che non possono fare affidamento all’accesso privilegiato o a basso costo a fattori produttivi come energia, lavoro e materie prime, la competizione si giochi sul campo dell’innovazione”.

In via di definizione due importanti norme certificabili. La sostenibilità è oggetto di attenzione anche a livello di normazione internazionale (ISO). Infatti, sono in via di definizione due importanti norme certificabili: la ISO 14067 sulla carbon footprint di prodotto e la ISO 14046 sulla waterfootprint. Quindi, la sostenibilità è una opportunità che può trovare nella certificazione di prodotto uno strumento di garanzia sia a livello aziendale che di prodotto. Il convegno si è concluso con una tavola rotonda a cui hanno partecipato Alessandro Irico (Responsabile Assicurazione Qualità di Curtiriso), Pierantonio Sgambaro (Dir. Generale di Jolly Sgambaro), Fabrizio Guidetti (Presidente Unipeg), Guido Bragadini (Dir. Commerciale di Industrie Rolli Alimentari-Paren) e Silvia Lazzarin (Resp. Marketing & Comunicazione di Latteria Montello).  Le esperienze presentate hanno confermato due aspetti importanti: la sostenibilità dev’essere parte integrante della strategia aziendale complessiva e la certificazione ambientale di prodotto è un elemento fondamentale per rendere la comunicazione verso l’esterno più trasparente e credibile. Successivamente, nello stand di Jolly Sgambaro, il presidente L. Disegna ha consegnato ufficialmente il certificato ambientale di prodotto EPD a Pierantonio Sgambaro, che ha festeggiato questo nuovo ed importante traguardo e 10 anni di certificazione di prodotto “Grano Duro Italiano”.

(Fonte: CSQA Certificazioni)