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Venerdì 11 maggio 2012, ARGAV in visita al grande Parco Faunistico Valcorba

Su iniziativa del consigliere ARGAV Maurizio Drago, i soci ARGAV sono invitati a partecipare alla visita del grande Parco Faunistico Valcorba, (tel. 0429-773055)) in località Stroppare di Pozzonovo (PD). Adesioni entro martedì domani 8 maggio (posti disponibili max 25) alla segretaria Mirka Cameran Schweiger
emai:  argav@fastwebnet.it, cell. 339 6184508.

Giunto al 12° anno di attività, il Parco Faunistico Valcorba è uno dei più grandi parchi faunistici del Veneto. Si estende in una curata area di 20 ettari ricca di vegetazione. Sono presenti 53 specie di animali provenienti da tutto il mondo, tra cui leoni, tigri, leopardi e pantere, lemuri, pappagalli, ippopotami, zebre, gru, cammelli, manguste, procioni, cervicapre, manguste, cercopiteci. Si tratta di centinaia di esemplari che vivono in un habitat sereno dove non esiste il concetto dello zoo.

Programma. Ore 10.00 – Ritrovo dei giornalisti nel piazzale di entrata del Parco, saluto dell’Amministratore Sig. Mazzonetto e dei Sindaci invitati (Pozzonovo,  Anguillara, Boara Pisani, Solesino, Stanghella, Bagnoli di Sopra e Tribano). Le amministrazioni comunali coglieranno l’occasione per presentare il loro territorio dal punto di vista turistico nonché i loro prodotti tipici d’eccellenza, come la patata dolce americana di Stroppare e Anguillara. Ore 11.15  – Presentazione video (12 min.) della storia del Parco e visita guidata con il personale specializzato del Parco. Ore 13.30 – pranzo a base di prodotti tipici della zona. Ore 15.00 – Visita guidata alla Villa Valcorba dei Conti Duse Masin. Ore 16.00 – Termine delle visite e partenza per le rispettive località di ritorno.

Coldiretti Rovigo lancia l’allarme, ancora tagli alla bonifica nel bilancio veneto

«Lo avevamo già fatto nel 2011 ed ora dobbiamo ritornare a ricordare agli amministratori regionali che i costi per la manutenzione delle opere di bonifica in Polesine, non sono un lusso o una facoltà, bensì un’assoluta necessità per salvaguardare il nostro territorio dalla risalita del cuneo salino e dalla subsidenza, fenomeni non certo voluti o causati dai polesani».

Drastici tagli alla bonfica. Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, commenta la proposta di bilancio della Regione Veneto, in discussione in questi giorni, che ripropone drastici tagli alla bonifica (per esempio alle spese di funzionamento delle idrovore) e, addirittura, l’azzeramento del capitolo per le opere di contrasto alla subsidenza, fenomeno che il Polesine paga dalle estrazioni metanifere degli anni 60 e l’azzeramento di altri capitoli per la manutenzione delle aree deltizie. L’intervento regionale, secondo la proposta in discussione, sarebbe limitato a 4,5 milioni di euro; dopo il taglio del 2011 che l’aveva ridotto a 6,2 milioni di euro, dai precedenti 43,5 che erano stanziati nel 2010.

Per il Polesine, necessità primaria. «Bisogna essere consapevoli – aggiunge Giuriolo – che per il Polesine la mancata manutenzione alle opere di contrasto all’abbassamento del suolo significano risalita dell’acqua salata lungo il Po e sollevamento delle acque nei canali». «Ci auguriamo – conclude Giuriolo – che il maltrattamento della bonifica e della conservazione del territorio sia solo un incidente della bozza di bilancio e non una precisa scelta di non finanziare quella che per il Polesine è una necessità primaria».
Se i lamentati tagli fossero confermati, al danno territoriale si aggiungerebbe anche un insopportabile peso su tutti i contribuenti dei consorzi di bonifica, in primis sulle aziende agricole, già gravate dall’Imu, che sarebbero chiamati ad un aumento dei contributi consortili per sopperire alle mancanze della Regione.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Onu: bocciati in biodiversità i Paesi del mondo

Tutti bocciati in biodiversità i Paesi del mondo. A pronunciare la sentenza è Ahmed Djoghlaf, segretario esecutivo della Convenzione Onu sulla Biodiversità, che durante una conferenza ai Kew Gardens di Londra ha accusato i governi di non fare abbastanza, ammonendoli sul fatto che se non si interviene ora si rischia di dover spendere molto di più fra qualche anno.

Raggiunto presto il punto di non ritorno. “Quello a cui assistiamo oggi è un totale disastro – afferma Djoglaf ripreso dal Guardian – nessun Paese ha raggiunto i propri obiettivi su questo tema, e stiamo perdendo biodiversità ad un tasso senza precedenti. Se continuiamo così il punto di non ritorno verrà raggiunto molto presto”. Secondo le cifre fornite dagli scienziati, il pianeta perde dalle 150 alle 200 specie di piante o animali ogni giorno, un’estinzione 1.000 volte superiore a quella naturale. Secondo l’esperto non c’é ‘concorrenza’ tra la tutela delle specie e la lotta ai cambiamenti climatici: “sono problemi strettamente legati, e non si può risolvere l’uno senza affrontare anche l’altro – spiega Djoghlaf -, invece la biodiversità è materia sempre dei ministri con meno fondi e i governi non la mettono mai ai primi posti delle loro politiche.

Piani di salvaguardia lasciati sulle scrivanie dei Ministri. Molti piani sono stati elaborati su questo tema all’inizio degli anni ’90 – sottolinea il segretario – ma sono ancora sulle scrivanie dei ministri. I vari Paesi sono legalmente obbligati ad agire, ma solo 140 hanno una qualche bozza di piano, e solo 16 lo hanno rivisto dal 1993”.

In Italia, a rischio animali simbolo come la rondine. Fra gli inadempienti c’é anche l’Italia, che aspetta una legge quadro sulla biodiversità da 16 anni, come denunciano molte associazioni ambientaliste.Una strategia è stata presentata dal ministro Stefania Prestigiacomo lo scorso maggio, e dovrebbe essere adottata formalmente entro il 2010. Nel frattempo le notizie sulle specie italiane non sono confortanti: secondo l’annuario dei dati ambientali dell’Ispra in pericolo di estinzione nel nostro paese ci sono il 40% delle piante, il 15% dei mammiferi, il 23% degli uccelli e il 66% dei rettili, e stanno scomparendo anche animali simbolo come la rondine.

I prossimi incontri. A fine anno a Nagoya, in Giappone, ci sarà una grande conferenza dei Paesi aderenti alla convenzione Onu sulla biodiversità, preceduta a ottobre da un rapporto sugli effetti economici della perdita di animali e piante, che dimostrerà come proteggere le specie adesso sia in realtà un guadagno. Una delle conclusioni sarà che salvare i benefici derivanti dalla biodiversità, dall’impollinazione alla scoperta di nuovi farmaci, costerà da 10 a 100 volte di più che salvare piante e animali che ora li forniscono.

(fonte Ansa)

Ue: sospese in parte norme salva foche

Il bando europeo all’import dei prodotti di foca, che sarebbe dovuto entrare in vigore lo scorso 20 agosto, è stato  ”temporaneamente e parzialmente” sospeso, almeno per alcune organizzazioni di Inuit che hanno presentato ricorso alla Corte di giustizia Ue: lo ha detto la Commissione europea, spiegando che la Corte di giustizia ha deciso di sospendere ”temporaneamente e parzialmente” l’entrata in vigore del divieto per analizzare un ricorso presentato dalla popolazione Inuit, fortemente contraria al bando che la Ue vuole imporre.

Bando sospeso per il Inuit. ”Il bando all’import dei prodotti di foca entra in vigore ma non si applica a chi ha presentato ricorso alla Corte di giustizia, perche’ il presidente del tribunale Ue ha deciso di sospenderlo parzialmente, per analizzare il ricorso e potersi pronunciare sulla questione in via definitiva”, ha spiegato Maria Kokkonen, una portavoce di Bruxelles. Il tribunale, ha precisato, deve ancora ascoltare tutte le parti coinvolte, cioe’ Commissione europea, Parlamento e Consiglio, che hanno tempo fino al 7 settembre per presentare la loro posizione. Dopo aver sentito tutti, ”la Corte decidera’ se dare sospensione temporanea al regolamento approvato dalla Ue che vieta l’importazione di prodotti di foca o derivati, fatta eccezione per prodotti non commerciali”, ha concluso.

Tensioni Ue-Canada. Il bando approvato dalla Ue lo scorso anno, che adesso entra ”parzialmente” in vigore, e’ stato al centro delle tensioni tra Ue e Canada. Il Canada sostiene il commercio dei prodotti di foca, e si batte, anche alla Wto, per abolire ogni restrizione che la Ue vuole imporre. La notizia della sospensione del bando da parte della Corte di giustizia Ue era stata diffusa ieri proprio dalla stampa canadese e dalla maggiore associazione Inuit, che avevano dato grande risalto a quella che considerano una vittoria degli Inuit.

(fonte Ansa)