• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Sistri, in arrivo decreto, esentate le imprese e gli enti fino a 10 dipendenti

Confartigianto Sistri

foto Confartigianato

“Un approfondimento sul Sistri è fra le priorità in agenda per i prossimi giorni. Ritengo valide le due finalità del sistema: la tracciabilità dei rifiuti come contributo essenziale per la lotta alle ecomafie e la semplificazione amministrativa attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie”. A dirlo è il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.

Ascoltate le piccole imprese. “Le istanze avanzate dai “piccoli produttori” – ha aggiunto Galletti – sono tenute nella massima considerazione. E’ infatti in via di perfezionamento un decreto che assoggetta al Sistri solo imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti con più di 10 dipendenti nei settori dell’industria, artigianato, commercio e servizi. Il decreto inoltre contiene altre semplificazioni finalizzate a venire incontro alle esigenze dei produttori al fine di assicurare un “decollo” della fase 2 sistema che sia meno problematica possibile. L’obiettivo del Governo è quello di rendere questo strumento, dalla storia travagliata, una ulteriore opportunità per la competitività del paese ed un presidio per la tutela della legalità”.

(Fonte: Ministero dell’Ambiente, foto Confartigianato Verona)

Ambiente. Sbalchiero di Confartigianato Veneto su SISTRI: “Nuova inchiesta del GIP di Napoli sia pietra tombale del sistema di rilevamento dei rifiuti”.

art_2537_1_giuseppe_sbalchiero01

Giuseppe Sbalchiero, presidente Confartigianto Imprese Veneto

“Le 22 nuove misure cautelari in carcere – tra le quali spiccano i domiciliari a Carlo Malinconico, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio – emesse dal gip del tribunale di Napoli nell’ambito di un’inchiesta sulla corruzione anche di pubblici ufficiali per la gestione del Sistri, il sistema di rilevamento dei rifiuti affidato nel dicembre 2009 direttamente dal Ministero dell’Ambiente alla Selex Service Management Spa, società del gruppo Finmeccanica di oggi, devono diventare la pietra tombale di un sistema che non ha mai funzionato”!

Sistri? Non s’ha da fare! A chiederlo direttamente al ministro dell’Ambiente Corrado Clini è Giuseppe Sbalchiero, presidente di Confartigianato Imprese Veneto che prosegue: “Altro che nuovo decreto pronto, altro che registrazione della Corte dei Conti, altro che pubblicazione in Gazzetta e soprattutto altro che entrata in vigore il 3 marzo 2014. Il nuovo decreto sul SISTRI non deve proprio essere emanato. l’immediata cancellazione del Sistema Integrato di Controllo della Tracciabilità di Rifiuti è un dovere morale ed un atto dovuto. Alla consapevolezza della inutilità, inefficienza ed inaffidabilità del sistema, da noi periodicamente denunciate nel corso degli ultimi quattro anni, il lavoro di indagine della magistratura pone in risalto una volta di più uno scenario di malaffare, sprechi e vessazioni che non possono e non devono restare impuniti”.

In Veneto, una spesa per le aziende di quasi 18 milioni di euro. “Ai 100 milioni di euro di tassa Finmeccanica, (come è stato ribattezzato dagli autori di una inchiesta del quotidiano La Repubblica di un anno fa circa, il contributo annuale che 400mila imprese hanno inutilmente versato per due anni), la nostra regione ha contribuito alla grande –prosegue Sbalchiero-: oltre 40 mila aziende tra produttrici di rifiuti e gestori (trasporto e smaltimento) che hanno speso quasi 18 milioni di euro per iscriversi, acquistare oltre 50mila chiavette usb e quasi 9mila black box. Il 60% di queste sono aziende artigiane. Credo sia difficile spiegare alla pulitintolavanderia di Valdagno (VI) che i suoi 240 euro sono andati a finanziare un colosso come Finmeccanica in una sorta di azionariato diffuso obbligatorio e forzato”.“Ci tengo a sottolineare –conclude il Presidente- che come Confartigianato, sia nazionale che regionale veneto, non ci siamo mai rassegnati a dover applicare questo sistema lunare di tracciabilità. Lo abbiamo contrastato, accusato (ricordo la pagina acquistata sui giornali a maggio 2011 per denunciare, dopo il click-day che non volevamo più gettare i nostri soldi nei rifiuti) ed analizzato nei suoi bachi tecnologici e normativi. Speriamo che oggi, di fronte a reati contestati gravissimi, che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata all’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, corruzione di pubblici ufficiali e dichiarazioni fraudolente, il Ministero si convinca una volta per tutte di cambiare strategia”.

(Fonte: Confartigianato Imprese Veneto)

Carne cavallo: il 75 per cento del consumo in Italia arriva da importazioni

carne cavalloDopo la notizia della scoperta di carne di cavallo in Repubblica Ceca nelle polpette preparate in Svezia per il gruppo Ikea, ne è stata sospesa la vendita anche in Italia.

Smpre più necessario l’obbligo di etichetta. Giusta l’attività di controllo, che deve però essere accompagnata – sottolinea Coldiretti – da interventi strutturali come l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti dopo che lo scandalo della carne di cavallo ha evidenziato il grave ritardo della legislazione europea nel garantire trasparenza negli scambi commerciali e nel difendere i consumatori ed i produttori dal rischio di frodi ed inganni. La presenza di carne di cavallo in piatti pronti a base di manzo – continua la Coldiretti – prima della Repubblica Ceca aveva già portato a ritiri di prodotti, volontari o imposti dalle autorità, in Inghilterra, Francia, Germania, Bulgaria, Spagna, Portogallo, Svizzera, Austria, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Belgio, Svezia.

Consumo carne di cavallo in Italia, il 75 per cento arriva dall’estero. In Italia sono stati prodotti nei macelli 16,5 milioni di chili di carne equina (per la maggioranza di cavallo) nel 2012, ma la Coldiretti stima che appena il 25 per cento derivi da animali nati, allevati e macellati a livello nazionale mentre la stragrande maggioranza viene dall’estero. La produzione nazionale è del tutto insufficiente per soddisfare il fabbisogno interno ed in Italia nel 2012 – sottolinea la Coldiretti – sono stati importati 30 milioni di chili di carne di cavallo senza l’obbligo di indicarne la provenienza in etichetta nella vendita al dettaglio tal quale o come ingrediente nei prodotti trasformati. Quasi la metà – precisa la Coldiretti – sono arrivati dalla Polonia, ma anche da Francia e Spagna mentre poco piu’ di un milione di chili proviene dalla Romania che sembra essere uno dei principali imputati dell’ “horsegate” che sta sconvolgendo l’Europa. Secondo le analisi della Coldiretti gli italiani sono tra i maggiori consumatori di carne di cavallo nel mondo insieme a Francia e Belgio con un quantitativo medio di meno di 1 chilo a testa per un totale di 42,5 milioni di chili.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Sistri sospeso fino al 30 giugno 2013

La Camera ha confermato la sospensione del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, e dei contributi 2012. La decisione è venuta nell’ambito dei lavori per la conversione in legge dell’articolo 52 del dl 22 giugno 2012, n. 83, sulle Misure urgenti per la crescita del Paese.

In esame le criticiità. Lo stop è stato disposto per poter svolgere ulteriori verifiche amministrative e funzionali del Sistema, resesi necessarie anche a seguito del parere reso dalla Digitpa che ha evidenziato alcune criticità con riferimento a diversi profili tecnici ed amministrativi.  Il Sistri, quindi, unitamente ad ogni adempimento informatico connesso, rimane sospeso fino al compimento delle anzidette verifiche e, comunque, non oltre il 30 giugno 2013. Il nuovo termine di operatività dovrà essere fissato dal Ministero dell’Ambiente con apposito decreto.

Gli obblighi ancora in vigore. Le imprese rimangono comunque obbligate alla tenuta del registro di carico e scarico e alla compilazione dei formulari di trasporto, secondo la disciplina, anche sanzionatoria, previgente. Contestualmente, rimane invariato il comma 2 dell’articolo 52 del decreto legge che sospende il pagamento dei contributi dovuti dagli utenti per l’anno 2012 (che, diversamente, sarebbe scaduto a novembre).

(Fonte: Coldiretti)

Proroga terza rata SISTRI: differimento misura insufficiente

Il differimento, da parte del Ministero dell’Ambiente, del pagamento del contributo Sistri ad una data successiva alla sua entrata in vigore, è un atto di buon senso ed il risultato di un grande lavoro di lobby di Confartigianato nei confronti del Ministero dell’Ambiente”. Ad affermarlo Giuseppe Sbalchiero, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto che precisa: “dopo che il decreto Milleproroghe ha di recente rinviato al 30 giugno 2012, per la settima volta in due anni, l’entrata in vigore del sistema di tracciabilità elettronico dei rifiuti, il Ministro Corrado Clini ha convenuto sulla inopportunità di andare a chiedere il 30 aprile alle nostre imprese l’inutile balzello per la terza volta!”

Richiesto un confronto per istituire un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti. “Prendiamo quindi atto della nuova scadenza al 30 novembre –prosegue Sbalchiero- tuttavia, riteniamo questa misura insufficiente. Da quasi un anno (subito dopo il clamoroso flop del click-day dell’11 maggio 2011) stiamo proponendo con insistenza la soppressione del contributo che le imprese devono pagare, tenuto conto della sostanziale inoperatività del SISTRI a fronte delle cospicue quote già versate dalle imprese negli ultimi due anni”. “E’ di vitale importanza – conclude il Presidente- che il Ministro dell’Ambiente Clini accetti l’invito di tutte le organizzazioni datoriali nazionali ad aprire immediatamente un confronto per istituire un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, che risponda ai requisiti di efficienza, economicità ed efficacia, come già proposto ormai da diversi mesi al Ministero e al Governo”.

(Fonte: Asterisconet.it)

Ripristinato il Sistri? Questa volta almeno si faccia bene!

“Nella sagra dell’improvvisazione di questa manovra estiva, con apposito emendamento, il Sistri sta per rientrare dalla finestra: noi di Cna non staremo con le mani in mano, siamo pronti a dare battaglia. È chiaro che lo Stato non intende certo rinunciare alle somme che le imprese hanno già versato e che eravamo intenzionati a farci restituire ma c’è anche da dire che questo sistema, così com’ è, rimane un disastroso fallimento: costoso, ciclopico ed inutile. Quindi almeno va cambiato”. Oreste Parisato, presidente di Cna Veneto commenta così il parere favorevole espresso dalla commissione bilancio del Senato per il ripristino del Sistri.

Enormi punti di debolezza. Nei mesi scorsi il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi aveva mostrato enormi punti di debolezza, la sua entrata in vigore era stata più volte rinviata e l’ultima manovra sembrava metterci sopra una definitiva pietra tombale. Il repentino dietrofront, riporta la situazione del Sistri punto e a capo. “Non si può accettare il puro e semplice ripristino del precedente Sistri – dichiara Parisato – occorre approfittare di questa occasione per apportare quelle modifiche strutturali senza delle quali non si riuscirà a fare un passo avanti”

Le proposte di miglioramento. Da parte di Cna Veneto arrivano dunque una serie di proposte precise e concrete per sviluppare il Sistri in una nuova versione, che sappia combattere efficacemente lo smaltimento illecito dei rifiuti, ma che non rappresenti un cappio di burocrazia per le piccole imprese: “Chiediamo innanzitutto che si faccia un esame scrupoloso delle criticità rilevate nella prima fase di applicazione del Sistri – spiega il presidente di Cna Veneto – in modo da evitare che il sistema collassi nuovamente. Il nuovo sistema dovrebbe entrare in funzione, solo dopo essere stato adeguatamente testato. In secondo luogo occorre differenziare le varie tipologie di imprese non solo sulla base della qualità di rifiuti pericolosi prodotti, ma anche della quantità: un conto è produrre 5 chili di rifiuti in anno, altro conto è produrne 50 o 500. La tracciabilità dei percorsi di smaltimento può essere correttamente assicurata per i piccoli produttori con i precedenti registri e formulari senza ricorrere ad astrusi e costosi procedimenti informatici. La tracciabilità informatica e i controlli andrebbero dunque concentrati su gruppi ben selezionati di grandi produttori di rifiuti e di smaltitori. In terzo luogo bisogna risolvere diversamente il compito affidato agli autisti dei mezzi per la raccolta dei rifiuti chiamati ad assumersi responsabilità che esulano nettamente dal loro mansionario.”

(fonte Asterisconet.it)

Rifiuti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto di abolizione del Sistri

Il Sistri, il nuovo sistema di tracciamento digitale dei rifiuti che avrebbe dovuto entrare in vigore dal prossimo 1 settembre, è stato ufficialmente abolito. Il decreto (n° 138/2011) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 agosto in seno al capitolo sulle “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”.

Gli imprenditori non avranno quindi più l’obbligo di adeguarsi ad un sistema che sin dall’inizio ha dato adito a polemiche e perplessità circa il suo reale funzionamento e che comportava due annualità di contributi da versare al Ministero dell’Ambiente. Il provvedimento è ora in attesa di conversione in legge per il definitivo stop al sistema. Il decreto infatti abroga a effetto immediato il comma 2 lettera A dell’articolo 188-bis, l’articolo 188- ter e l’articolo 260-bisdel D.Lgs. 152/2006 e successive modificazioni ed integrazioni.

Rimane in vigore l’attuale sistema di gestione dei rifiuti speciali. “L’abolizione del Sistri, del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, rappresenterà una forte semplificazione della vita dell’impresa. Era stato, in maniera un po’ eccessiva, esteso ad una serie di soggetti, tipo gli artigiani, che avrebbero dovuto avere degli oneri e delle complicazioni”. Lo ha spiegato il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi. Con l’abolizione del Sistri resterà in vigore l’attuale sistema di gestione dei rifiuti speciali: registro di carico e scarico, formulari di trasporto e il MUD “Modello Unificato di Dichiarazione” annuale dei rifiuti.

L’abrogazione del Sistri è ”un regalo alle ecomafie’‘, ma ”questa storia si chiarirà in Parlamento”. Stefania Prestigiacomo, in un’intervista a La Repubblica, non nasconde la contrarietà sul provvedimento ma non fa un passo indietro: ”Non se ne parla proprio”, replica a chi chiede le dimissioni da ministro dell’Ambiente. ”Cancellare il Sistri, magari per rendere la vita più facile alla categoria dei parrucchieri, è un errore gravissimo, una follia”, dice. ”Quanti predicano legalità e rigore dovrebbero farsi un esame di coscienza e capire che stavolta hanno fatto un regalo alle mafie”.

(fonte Adnkronos.com)

Rifiuti, intesa raggiunta per avvio di Sistri. Si comincia il 1° settembre con le grandi imprese

Una intesa per rimodulare l’entrata in funzione del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi è stato raggiunto  fra il Ministero dell’Ambiente e le principali organizzazioni imprenditoriali Confindustria e Rete Imprese. L’accordo recepisce le esigenze evidenziate nelle ultime settimane dagli operatori del settore ribadendo il valore del Sistri quale importante strumento di legalità e trasparenza nel delicato campo dei rifiuti.

Progressività dell’entrata in vigore. “Abbiamo cercato e trovato una soluzione condivisa – ha affermato il Ministro Stefania Prestigiacomo – nel comune intento di mettere in campo un sistema capace di coniugare trasparenza, semplificazione amministrativa, tutela della legalità. Un sistema che è stato pensato per agevolare il lavoro delle imprese non certo per complicarlo. Credo che la rimodulazione in chiave di progressività dell’entrata in vigore del Sistri sarà utile a collaudare al meglio il sistema e aiuterà le aziende a prendere confidenza con le nuove procedure elettroniche”.

Secondo l’intesa raggiunta Il Sistri entrerà in vigore: il 1° settembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano più di 500 dipendenti, per gli impianti di smaltimento, incenerimento, etc. (circa 5.000) e per i trasportatori che sono autorizzati per trasporti annui superiori alle 3.000 tonnellate (circa 10.000); il 1° ottobre 2011 produttori di rifiuti che abbiano da 250 a 500 dipendenti e “Comuni, Enti ed Imprese che gestiscono i rifiuti urbani della Regione Campania”; il 1° novembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 50 a 249 dipendenti; il 1° dicembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 10 a 49 dipendenti e i trasportatori che sono autorizzati per trasporti annui fino a 3.000 tonnellate (circa 10.000); il 1° gennaio 2012 per produttori di rifiuti pericolosi che abbiano fino a 10 dipendenti. Sono inoltre previste procedure di salvaguardia in caso di rallentamenti del sistema ed una attenuazione delle sanzioni nella prima fase dell’operatività del sistema.

(Ministero Ambiente)

Veneto: un nuovo sistema per i rifiuti agricoli dopo il SISTRI-crack

“Il SISTRI, Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, si è dimostrato non all’altezza delle aspettative e ha provocato scontento e delusioni nel sistema produttivo. E’ ora di cambiare, e rapidamente”. Lo dice l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato che preannuncia un’ipotesi di soluzione alternativa puntando ad un accordo per una diversa gestione delle varie tipologie di rifiuti, con il coinvolgimento dei Consorzi Agrari. “Guardo con grande favore – dichiara Manzato – ad una proposta alternativa e funzionale, che abbia come protagonisti i soggetti agricoli presenti nel territorio, finalizzata allo snellimento delle procedure e al contenimento dei costi per la gestione dei rifiuti specie per le imprese agricole di minori dimensioni”.

Necessità di un modello innovativo che assicuri la reale tracciabilità dei rifiuti. “Sui rifiuti le incombenze sono già parecchie, per non dire troppe, e in agricoltura si aggiungono a tutte le altre per la cui eliminazione o semplificazione mi sono impegnato personalmente e direttamente. Nelle gestione dei rifiuti speciali sono stati calcolati oneri amministrativi a carico delle PMI agricole pari a 3-4 miliardi di euro annui – ha sottolineato Manzato – cifra che viene sottratta al valore aggiunto di aziende che, all’interno delle filiere, stanno già pagando quasi da sole le conseguenze della crisi finanziaria mondiale”. “Si può e si deve garantire il rispetto della legalità, ma non servono bardature burocratiche mastodontiche. Per questo – ha concluso Manzato – penso ad un modello innovativo, all’altezza della riforma che stiamo attuando per l’agricoltura veneta, che assicuri la reale tracciabilità dei rifiuti, costruendo una griglia di adempimenti differenziati per tipologie e dimensioni di aziende, esonerando le piccole produzioni di rifiuti e mettendo in piedi delle reti di raccolta con la partecipazione degli enti pubblici e le associazioni di rappresentanza agricole”.

(fonte garantitaly.it)

Il 1 gennaio 2011 diventa operativo Sistri, nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti. Chiesta proroga di un anno dalle Organizzazioni agricole.

Una proroga del periodo di sperimentazione di almeno un anno per il Sistri, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti che diverrà operativo dal primo gennaio 2011. Si tratta di una misura indispensabile per consentire a tutti gli operatori di acquisire sufficiente dimestichezza con i nuovi strumenti e procedure e, nel contempo, per arrivare alla definizione normativa dei punti lacunosi della nuova disciplina.Questa la richiesta contenuta in una lettera inviata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo da parte dei presidenti di Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, di Confagricoltura Federico Vecchioni, di Copagri Franco Verrascina, di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini, di Legacoop-Agroalimentare Giovanni Luppi e di Agci-Agrital Giampaolo Buonfiglio.

Mancano ancora o non funzionano i dispositivi elettronici per la gestione del sistema. I presidenti segnalano problematiche del nuovo sistema di tracciabilità a seguito delle notevoli difficoltà riscontrate dalle aziende nell’applicazione di tale sistema. “Numerose sono le questioni ancora irrisolte, a livello interpretativo e operativo, che potrebbero -scrivono nella lettera- esporre a sanzioni le imprese obbligate, benché incolpevoli”. In particolare, viene evidenziato che “a tutt’oggi, nonostante le proroghe intervenute, non risultano consegnati o funzionanti numerosi dispositivi elettronici necessari alla gestione del sistema. Anche a livello formativo sono riscontrabili carenze non colmate dai limitati incontri di approfondimento rivelatisi insufficienti ad un’adeguata preparazione degli operatori”.

Necessario aiutaree le piccole e piccolissime imprese ad adeguarsi. Inoltre, anche sul piano normativo -avvertano i presidenti delle organizzazioni agricole e cooperative- “persistono lacune e disarmonie che non abbiamo mancato di sottolineare negli incontri tecnici in sede ministeriale”. I presidenti ritengono, infine, “necessario un maggiore sforzo per delineare -per le piccole e piccolissime imprese, spesso sfornite degli strumenti informatici e telematici necessari– un percorso di adesione al sistema Sistri che, mantenendo l’efficacia in merito alla tracciabilità dei rifiuti, non generi costi economici e burocratici aggiuntivi, difficilmente sostenibili e non coerenti con le esigenze di semplificazione che il sistema delle imprese pone”. Da qui la richiesta dei presidenti di “un autorevole intervento” per “un indispensabile ulteriore periodo di riflessione per superare le criticità ancora esistenti” e, quindi, la concessione di una proroga di almeno un anno dell’entrata in vigore del Sistri.

(fonte Cia)