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Sabato 13 aprile 2013, a Ferrara, prima iniziativa congiunta tra ARGAV e ARGA Emilia Romagna-Toscana-Umbria-Marche-Repubblica San Marino

Immagine 1Sabato 13 aprile p.v. si terrà a Ferrara la prima iniziativa congiunta tra la nostra ARGA e quella di Emilia Romagna-Toscana-Umbria-Marche-Repubblica San Marino. La giornata Arga, riservata ai soci,  si svolgerà presso il quartiere fieristico, nel giorno di apertura del Salone Nazionale delle Sagre.

100 sagre da scoprire. Si tratta di un’occasione unica per conoscere una fiera che punta a valorizzare le sagre paesane “vere”, riunendo in un unico contenitore oltre 100 manifestazioni enogastronomiche locali mirate alla tutela dei prodotti tipici, della cultura e dell’identità territoriali.  L’evento è organizzato in collaborazione con Fiera di Ferrara e con l’associazione turistica Sagre e Dintorni, che metteranno a disposizione dei giornalisti associati Arga spazi riservati per conferenze stampa, degustazioni e approfondimenti tematici sui piatti simbolo delle sagre.

Programma della giornata ARGA. Ore 10.00. Accoglienza in fiera, presso sala Stampa, da parte di Nicola Zanardi, presidente di Ferrara Fiere Congressi, e di Loris Cattabriga, presidente dell’Associazione Turistica Sagre e Dintorni.  Trasferimento al padiglione 4 e presentazione del progetto “Lungo il Po. Storie, identità, culture: un viaggio da scoprire“, per la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche, dei capolavori artistici, dei contesti naturalistici che i territori lambiti dal grande fiume racchiudono. Il progetto sarà inaugurato al Salone Nazionale delle Sagre attraverso una mostra emozionale allestita dai partner delle province di Piacenza, Cremona, Parma, Mantova, Reggio Emilia, Ferrara e Rovigo. Ore 11.15. Padiglione 4: dimostrazione delle “sfogline” dell’Associazione Culturale “Miss…ione Matterello”, nata lo scorso dicembre a Cento (Fe) per divulgare le tipicità culinarie legate alla sfoglia e contribuire al successo di manifestazioni benefiche indirizzate alla raccolta fondi per la ricostruzione nelle zone colpite dal sisma dello scorso maggio. La “rezdora” Rina Poletti di Reno Centese, già vincitrice di diversi concorsi per sfogline, nonché apprezzata docente presso la Scuola Internazionale di Cucina “Alma” di Colorno (PR), svelerà insieme ad altre sfogline professioniste i segreti per fare la sfoglia perfetta. Ore 12.00. Sala C, tra i padiglioni 5- 6: partecipazione al saluto degli organizzatori ai responsabili delle Sagre ospiti. A seguire: visita stand. Ore 14.00. In area riservata alla stampa specializzata Arga, saranno effettuate delle conferenze stampa di presentazione di alcune delle sagre partecipanti. Gli organizzatori racconteranno novità, iniziative benefiche e altre informazioni legate alla singola manifestazione paesana. Ore 16.00. Sala Blu: partecipazione al convegno “Localismi a confronto“. Ospiti: i Borghi Autentici d’Italia. Ore 18.30. Partecipazione all’evento-disfida “Il riso ferrarese incontra la paella valenciana”. Adesione: per ragioni organizzative, si prega di dare conferma possibilmente entro il giorno mercoledì 10 aprile ore 18,00 alla Segretaria, Mirka Cameran, per mail (argav@fastwebnet.it) o cell. 339-6184508. La conferma è necessaria per partecipare agli eventi e ottenere lo speciale accredito stampa Arga, riservato ai giornalisti associati.

Rinnovo quota ARGAV 2013. Per chi non avesse già provveduto, ricordiamo che i € 35,00 di quota associativa sono da versare presso la  Cassa di Risparmio del Veneto Spa Filiale di PADOVA 01612, piazza Giovanni XXIII 35129 Padova,   CODICE IBAN IT45 N062 2512 1081 0000 0005 214  BIC IBSPIT2P, intestato a: ARGAV VENETO E TRENTINO ALTO ADIGE  c/o Cameran Mirka via San Pietro n. 80 35139 Padova.

A Montorso Vicentino, i “picai” del Recioto in festa

(di Maurizio Drago, socio ARGAV) Il piccolo comune di Montorso (VI), poco più di 3000 abitanti, ha festeggiato nei giorni scorsi l’ottava edizione dei “picai del Recioto”. Un evento che di anno in anno si rigenera e implementa il proprio successo.

Picai in spalla. I produttori del Docg Recioto di Gambellara arrivano in piazza per la spremitura pubblica affidata agli alunni delle scuole primarie. Buona la location dell’evento, nel piazzale di Villa da Porto che il sindaco Diego Zaffari mostra con  una punta d’orgoglio ai giornalisti pervenuti da mezza Italia. A fare da “cicerone” la neolaureata Marta Cocco, artefice di una tesi dal tema: “Il progetto di restauro di Villa da Porto Barbaran a Montorso Vicentino”.

Villa da Porto Barbaran

Nella giornata dei “picai” cinquanta figuranti hanno fatto la loro parte con il trasporto dei picai delle migliori uve dei produttori della Doc Gambellara sino al palco, dopo la simpatica performance dell’Anonima Magnagati. Antonio Tonello, presidente della Strada del Recioto  e dei vini di Gambellara, ha sottolineato che si è voluto coinvolgere i bambini cercando di far loro recuperare il contatto con la terra. Infatti i bambini stessi si sono divertiti a pigiare l’uva esibendosi in una gara fra scuole primarie. Il consorzio Tutela Vini Doc Gambellara, presieduto da Giuseppe Zonin, serba in sè, oltre che il Recioto di Gambellara Docg,  anche il Gambellara Vin Santo DOC e il Gambellara DOC. Una produzione che nel 2010 si è assestata sui 30 mila ettolitri ricavati da 700 ettari di vitigni con la produzione di un milione e 100 mila bottiglie. Il Recioto ha prodotto 1400 ettolitri con 255 mila bottiglie, il Vin Santo 28 ettolitri con 7500 bottiglie.

“Verze sotto graspia”. Montorso serba anche dei prodotti gastronomici, primeggia fra tutti le composte di Montorso, verze  messe sotto “graspia” per 40 giorni  in barile e poi cotte. E’ diventato prodotto DE.CO (prodotti a Denominazione Comunale della provincia di Vicenza), le si trova solo a Montorso. Volete sapere di più sulle composte di Montorso e, magari, assaggiarle? L’appassionato chef di Montorso, Maurizio Nori, ne fa il suo cavallo di battaglia, spiegandovi anche la ricetta,  a ragione.

Nel 2012 bisogna tornare a fare i contadini, a dirlo è il falò di inizio anno di Tarcento (UD)

Il 2012 sara’ un anno faticoso, in cui bisognera’ rimboccarsi le maniche per ”far farina”. E’ questo il responso del ”Pignarul Grant”, il falò di inizio anno acceso con un giorno di ritardo, causa il forte vento, sul Colle di Coja, sopra Tarcento (UD), nell’ambito delle celebrazioni dell’Epifania. La manifestazione ha visto il consueto corteo di circa 200 persone nelle vie del centro, guidata dal ”Gran Vegliardo” che poi, una volta accesa la pira sull’altura, ha tratto gli auspici dall’andamento del fumo, che stavolta si e’ diretto verso Sud.

Bisogna tornare a fare i contadini. Dopo aver scrutato il fumo, il Gran Vegliardo ha quindi dato il suo responso: «È tutto a Sud – ha sentenziato – bisogna tornare a fare i contadini, l’agricoltura avrà quest’anno un ruolo importante. Bisogna pulire i boschi e i rii. Se il fumo va tutto a sud, aiutato dal vento, questo implica il far farina, che ci sarà da darsi da fare per avere da mangiare: non bisogna dimenticare che le previsioni del Pignarul riguardano l’agricoltura. Bisognerà rimboccarsi le maniche più del solito, aiutarsi l’un l’altro, la solidarietà è importante, in particolare per il futuro dei giovani e degli anziani. Tutti abbiamo bisogno di amicizia».

(fonte Ansa.it/Messaggero Veneto)

24 aprile-1 maggio 2011, ritorna nel trevigiano “Andar per borghi e visitar righèe”, il gioco con le uova sode della tradizione pasquale

Fervono i preparativi tra le varie associazioni e gruppi che compongono la Comunità Ludica della Righèa per la nuova edizione di “Andar per borghi a visitar righèe – Natura&righèe’, appuntamento con il gioco con le uova sode della tradizione pasquale che dal 24 aprile al 1° maggio p.v.  vedrà i giocatori sfidarsi “all’ultimo uovo nei comuni di Cappella Maggiore, Colle Umberto, Conegliano, San Fior, San Vendemiano e Vittorio Veneto. Momento clou della manifestazione, il pomeriggio di Pasquetta, 25 aprile.

Che cos’è la righèa. È un gioco proprio della cultura contadina che da secoli si pratica nella settimana successiva a Pasqua. Si costruisce un piccolo catino di terra e sassi, creta e fango: si lavora di gruppo, di pala, cazzuola e olio di gomito. Lungo le sponde del catino a turno i giocatori fanno rotolare uova sode, dipinte da ciascuno a colori vivaci per distinguerle; lo scopo è di colpire le uova avversarie, ammaccandole senza danneggiare le proprie, o di far raggiungere all’uovo la moneta gettata nel campo, che viene vinta. Una pasqualissima combinazione di bocce e biliardo… che coinvolge giocatori da 0 a 99 anni. E quando le uova a furia di tirarle si ammaccano? Un po’ di sale, e gnam! Il dialetto vittoriese ancora conserva i nomi specifici delle pratiche e degli strumenti del gioco della righèa: come il ranzìn, un bastoncino ripiegato ad una estremità, utilizzato per ripescare dal catino le uova.

La Comunità Ludica della Righèa da oltre dieci anni mantiene viva questa tradizione dell’Alta Marca Trevigiana che rischiava di sparire. Un gioco, quello della righèa o rigolana, legato al periodo della Pasqua che si può far risalire, sulla base di antichi documenti, all’Ottocento. Vi sono stati periodi nei quali ogni borgo, ogni “cortivo”, costruiva una o più righèe. Negli anni la tradizione andò declinando, per rinascere con la Comunità Ludica della Righèa, tanto che questa manifestazione ha ricevuto il riconoscimento della Regione, quale evento che tiene viva l’identità veneta, e della Provincia di Treviso, che l’ha inserita nel circuito Rete Eventi Marca Storica.

14 i campi da gioco per l’edizione 2011. Al Circolo di Forcal (Vittorio Veneto), in centro presso il Parco Fenderl (Vittorio Veneto), a Costa presso le Vecchie Scuole (Vittorio Veneto), a Ceneda presso Casa Baccichetti in via Francesconi, da una famiglia che da un secolo costruisce il campo da gioco nella corte di casa (Vittorio Veneto), alla Casa delle Ochette, al centro della pista ciclabile che scorre lungo il fiume Meschio, lontana dalla città, ideale per i più piccoli (Vittorio Veneto), a San Giacomo nel caratteristico Borgo Al Ponte (Vittorio Veneto), a Cozzuolo, nel verde prato di San Valentino (Vittorio Veneto), a Carpesica nel Borgo Pretura, in una corte del veneto contadino (Vittorio Veneto) dove nel pomeriggio di Pasquetta si sfideranno i sindaci di Vittorio Veneto e Conegliano, nel Borgo S. Pierin vicino alla suggestiva omonima chiesetta di Scomigo (Conegliano), a S. Vendemiano presso il Municipio, ai Castellari nell’area panoramica della storica Pieve a Castello Roganzuolo (San Fior), ad Anzano nel parco giochi con la regia dell’associazione Tra contrade, a Conegliano in Piazza Cima, a Colle Umberto presso il Bar Centrale. In tutti i campi da gioco saranno allestiti stand con prodotti tipici locali.

Righèa della solidarietà. Anche quest’anno le righèe sostengono “Casa Antica Fonte”, l’hospice che l’Ulss 7 sta costruendo nei pressi dell’ospedale vittoriese e in grado di accogliere dieci malati di tumore in fase avanzata e offrire loro cure in un ambiente famigliare. Come nell’edizione 2010, in tutti i campi da gioco sarà presente una cassettina per la raccolta fondi in favore della realizzazione di quest’opera.

(fonte Marcadoc.it)

Ad Asiago (VI) s’invoca la Primavera con “Schella Martz”

Rogo della vecia durante "Schella Marz" ad Asiago (foto Consorzio Vicenza è)

E’ un evento tra folclore, storia e tradizioni quello dello ”Schella Martz’‘, che va in scena sull’Altopiano vicentino dei Sette Comuni.

Nell’antica lingua cimbra significa ”suona marzo” e rappresenta un richiamo a questo mese perche’ si affretti ad arrivare e portare con se’ la primavera. Si tratta di un rito chiassoso, ancora diffuso in gran parte dei paesi della montagna vicentina, con il quale si vuole risvegliare la natura dopo il letargo invernale. Uno degli appuntamenti principali andra’ in scena, come da tradizione negli ultimi tre giorni di febbraio, ad Asiago, coinvolgendo l’intero comprensorio. Dal 26 al 28 uomini, donne e bambini si riverseranno nelle strade cittadine e nelle contrade trascinando lunghe file di recipienti di latta e bidoni metallici, di varie dimensioni e legati tra loro con il fil di ferro, sui quali si picchia con dei bastoni: l’obiettivo e’ creare un trambusto in modo da ”svegliare ”la primavera.

L’ultima sera, in piazza del Municipio, l’evento si concludera’ con il ”rogo della vecia”: al centro verra’ bruciato un enorme pupazzo costruito in legno e carta pesta che simboleggia per l’appunto la stagione appena trascorsa, destinata a morire definitivamente. Sull’Altopiano, per antica tradizione, la primavera cominciava il primo marzo: poco importava se c’era ancora la neve ai bordi delle strade o nei campi, la festa doveva svolgersi comunque. Gli organizzatori hanno creato con gli anni un’ambientazione storica delle antiche tradizioni di ”Schella Martz”, tra cui i costumi d’epoca: per questo motivo personaggi vari vestono da ”zeleghen baiblen” (fatine e streghe), orchi e folletti. Anche quest’anno all’evento sara’ abbinato il Concorso Schella 2011 che portera’, attraverso un’apposita giuria, alla premiazione della fila piu’ bella e piu’ chiassosa. (ANS